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martedì 1 marzo 2016

Oscar 2016: un colpo al cerchio e uno alla botte

La trama (con parole mie): anche quest'anno la tanto chiacchierata Notte degli Oscar è agli archivi, con le sue sorprese - poche, a dire il vero - e le sue terrificanti conferme.
L'Academy, infatti, si rivela come di consueto Liberal e Conservatrice, e mantiene la sua linea pronta ad accontentare un pò tutti ma non soddisfare, alla fine, nessuno.
Vince il compromesso, come sempre quando si tratta della statuetta più ambita del mondo del Cinema: quantomeno, rispetto allo scorso anno, mi pare sia andata appena poco meglio. Appena.




Miglior film: Il caso Spotlight

La grande scommessa
Brooklyn
Il ponte delle spie
Mad Max - Fury Road
The Martian - Sopravvissuto
The Revenant
Room
Il caso Spotlight


Academy: The Revenant

Ford: Mad Max - Fury Road


Per evitare di essere accusata di prevedibilità, l'Academy opta per una scelta "a sorpresa" e molto Liberal, ottima per apparire molto più alternativa di quanto non sia: a me Il caso Spotlight è anche piaciuto, la tematica è importante e fondamentale da conoscere, ma rispetto al mio favorito Mad Max - Fury Road, Room e, volendo, anche La grande scommessa, partiva certamente più indietro. E a poco è servito togliere la statuetta dalle mani di Inarritu e dei suoi, come vedremo più tardi.




Miglior attore protagonista: Leonardo Di Caprio

Bryan Cranston per L'ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo
Matt Damon per The Martian - Sopravvissuto
Leonardo Di Caprio per The Revenant
Michael Fassbender per Steve Jobs
Eddie Redmayne per The Danish Girl


Academy: Leonardo Di Caprio
Ford: Bryan Cranston


Pronostico azzeccato e premio più che meritato - ripensando alla carriera - a Leonardo Di Caprio, per anni ingiustamente ignorato dall'Academy.
Peccato che suoni più come una beffa, considerato che viene consegnato per l'interpretazione meno convincente del buon Leo da anni a questa parte.
Qui al Saloon si tifava Cranston, ma a mio parere quest'anno l'Oscar sarebbe dovuto andare allo strepitoso, piccolo protagonista di Room. Quella sì, sarebbe stata una scelta coraggiosa.






Migliore attrice protagonista: Brie Larson

Cate Blanchett per Carol
Brie Larson per Room
Jennifer Lawrence per Joy
Charlotte Rampling per 45 anni
Saoirse Ronan per Brooklyn


Academy: Jennifer Lawrence

Ford: Brie Larson


Quantomeno nell'ambito della miglior attrice l'Academy concede il contentino scegliendo il nome più "alternativo" tra le candidate. Una delle statuette più giuste della nottata.






Miglior attore non protagonista: Mark Rylance

Christian Bale per La grande scommessa
Tom Hardy per The Revenant
Mark Ruffalo per Il caso Spotlight
Mark Rylance per Il ponte delle spie
Sylvester Stallone per Creed


Academy: Mark Rylance
Ford: Sylvester Stallone



Così come avevo predetto, è andata.
Per affetto, amarcord, ricordi e quant'altro, avrei trovato commovente e giusto il premio a Stallone, ma avrei accettato di buon grado una scelta tecnica, con un riconoscimento a Bale o Hardy, entrambi strepitosi ed attori oggettivamente più bravi di Sly.
Ma Rylance - onestissimo mestierante, sia chiaro - pare davvero un insulto: una scelta buonista e di comodo che conferma la natura di palle mosce dell'Academy.








Miglior attrice non protagonista: Alicia Vikader

Jennifer Jason Leigh per The Hateful Eight
Rooney Mara per Carol
Rachel McAdams per Il caso Spotlight
Alicia Vikander per The Danish girl
Kate Winslet per Steve Jobs


Academy: Alicia Vikander
Ford: Jennifer Jason Leigh


Altro pronostico azzeccato, altra statuetta annunciata. Se non altro, la Vikander è piaciuta molto anche al sottoscritto in The Danish girl, dunque la delusione per il mancato riconoscimento a Jennifer Jason Leigh si è in qualche modo stemperata.








Miglior regia: Alejandro Gonzales Inarritu

Adam McKay per La grande scommessa
George Miller per Mad Max - Fury Road
Alejandro Gonzales Inarritu per The Revenant
Lenny Abrahamson per Room
Tom McCarthy per Il caso Spotlight


Academy: Alejandro Gonzales Inarritu
Ford: : George Miller


Altra contraddizione dell'Academy. Scegliere di premiare Spotlight al posto di Revenant per poi consegnare ugualmente la statuetta per la miglior regia ad Inarritu - per il secondo anno consecutivo - è davvero da vigliacchi: ingiusto rispetto a Miller e Abrahamson, ed ingiusto rispetto al pubblico.
Ma ormai mi pare di essere il nemico numero uno dell'Academy, considerato che Di Caprio è stato a tutti gli effetti sdoganato.






Miglior sceneggiatura originale: Il caso Spotlight

Il ponte delle spie
Ex machina
Inside out
Il caso Spotlight
Straight outta Compton

Academy: Il caso Spotlight
Ford: Inside out


Altra statuetta telefonata, altra previsione azzeccata dal sottoscritto.
Ormai, con l'Academy mi pare di sparare sulla croce rossa.






Miglior sceneggiatura non originale: La grande scommessa

La grande scommessa
Brooklyn
Carol
The Martian - Sopravvissuto
Room


Academy: La grande scommessa
Ford: Room


Peccato per Room, forse la vera sorpresa di questo inizio anno in orbita Oscar, ma di fatto l'altrettanto prevedibile Oscar a La grande scommessa non risulta indigesto come altri consegnati nel corso della serata.








Miglior film d'animazione: Inside Out

Anomalisa
Il bambino che scoprì il mondo
Inside out
Shaun the sheep - Il film
Quando c'era Marnie


Academy: Inside out
Ford: Inside out


Uno dei pochi pronostici che mi sono sentito di condividere.
Inside out è stato il mio film dell'anno duemilaquindici, è uno dei lavori migliori della Pixar ed un vero Capolavoro. Impossibile non riconoscerlo e premiarlo, tanto che il sottoscritto un pensierino rispetto alla statuetta come miglior film l'avrebbe anche fatto.






Miglior film straniero: Il figlio di Saul

El abrazo de la serpente
Krigen
Il figlio di Saul
Mustang
Theeb


Academy: Il figlio di Saul
Ford: El abrazo de la serpente


Arrivavo impreparato rispetto alla categoria, mentre l'Academy non ha mostrato alcun dubbio ed alcuna sorpresa, come al solito.
Il figlio di Saul doveva essere ed Il figlio di Saul è stato.








Miglior fotografia: The Revenant

Carol
The Hateful Eight
Mad Max - Fury Road
The Revenant
Sicario


Academy: The Revenant
Ford: The Revenant


Lubezki vince il suo terzo Oscar consecutivo. Qui c'è poco da dire.
Troppo, troppo grande per tutti gli altri.






Miglior montaggio: Mad Max - Fury Road

La grande scommessa
Mad Max - Fury Road
The Revenant
Il caso Spotlight
Star Wars Episodio VII - Il risveglio della forza


Academy: The Revenant
Ford: Mad Max - Fury Road


Se non altro, le delusioni della nottata sono state smorzate dai trionfi tecnici di Mad Max, giustamente premiato per il grandissimo film che è. In questo senso, sono felice di aver sbagliato il pronostico ed aver visto celebrato il mio favorito.


Miglior production design: Mad Max - Fury Road

Il ponte delle spie
The Danish girl
Mad Max - Fury Road
The Martian - Sopravvissuto
The Revenant


Academy: The Revenant
Ford: Mad Max - Fury Road


Come per il montaggio, ancor più che per il montaggio.
Mad Max - Fury Road si conferma come il meglio che questa edizione della Notte degli Oscar poteva offrire.


Migliori costumi: Mad Max - Fury Road

Carol
Cenerentola
The Danish girl
Mad Max - Fury Road
The Revenant


Academy: Carol
Ford: Mad Max - Fury Road


Tra gli Oscar tecnici ricevuti da Mad Max, questo era quello sul quale dubitavo di più.
Inutile dire che non posso che essere felice della vittoria.


Miglior trucco e acconciature: Mad Max - Fury Road

Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve
Mad Max - Fury Road
The Revenant


Academy: Mad Max - Fury Road
Ford: Mad Max - Fury Road



Altro giro, altro regalo per Mad Max.
Certo, fosse stato per me, avrei barattato le sei statuette per le due di film e regia, ma questa è un'altra storia.



Miglior colonna sonora originale: The Hateful Eight

Il ponte delle spie
Carol
The Eightful Eight
Sicario
Star Wars Episodio VII - Il risveglio della forza


Academy: The Eightful Eight
Ford: The Eightful Eight


Per la gioia di tutti i giornali italiani, che hanno finito per sbattersene di tutti gli altri premi per concentrarsi su Morricone, un premio giusto - anche se non si tratta del lavoro migliore del Maestro, come per Di Caprio - per un uomo che ha fatto davvero la Storia del Cinema.


Miglior canzone: Spectre

50 sfumature di grigio
The hunting ground
Racing extinction
Spectre
Youth



Academy: Spectre
Ford: Youth



Altro Oscar telefonato e conservatore - forse l'Academy non sapeva come sarebbe andata al ritiro del premio - per un pezzo noioso e bolso come pochi altri.
Senza dubbio, una delle canzoni più bollite mai premiate dell'Academy.



Miglior mixaggio sonoro: Mad Max - Fury Road

Il ponte delle spie
The Martian - Sopravvissuto
Mad Max - Fury Road
The Revenant
Star Wars Episodio VII - Il risveglio della forza


Academy: Star Wars Episodio VII - Il risveglio della forza
Ford: Mad Max - Fury Road


Dispiace per Star Wars, ma con Mad Max, da queste parti, si va sempre sul sicuro.



Miglior montaggio sonoro: Mad Max - Fury Road

Mad Max - Fury Road
The Martian - Sopravvissuto
The Revenant
Sicario
Star Wars Episodio VII - Il risveglio della forza


Academy: Star Wars VII - Il risveglio della forza
Ford: Mad Max - Fury Road


Stessa storia, stesso posto, stesso bar. E un altro brindisi a Mad Max.



Migliori effetti visivi: Ex Machina

Ex Machina
Mad Max - Fury Road
The Martian - Sopravvissuto
The Revenant
Star Wars Episodio VII - Il risveglio della forza


Academy: The Revenant
Ford: The Revenant


Scelta curiosa, questa, dell'Academy, probabilmente giunta come consolazione per un film che forse avrebbe meritato più il premio alla sceneggiatura, che non quello agli effetti.
Quantomeno, si tratta di un ottimo film, dunque non posso neppure lamentarmi troppo.



Miglior documentario: Amy

Amy
Cartel Land
The look of silence
What happened, Miss Simone?
Winter on fire: Ukraine's fight for freedom


Academy: Cartel Land
Ford: The look of silence


Anche in questo caso, una vittoria quasi a sorpresa di un film che ancora non ho visto e che spero di recuperare quanto prima. Ad ogni modo, non mi pare niente per cui rimanere scandalizzati, almeno per una volta.


Miglior corto documentario: A girl in the river - The price of forgiveness

Body Team 12
War within the walls
Claude Lanzmann: spectres of the Shoah
A girl in the river - The price of forgiveness
Last day of freedom

Miglior corto animato: Historia de un oso

Historia de un oso
Mi ne mozhem zhit bez kosmosa
Prologue
Sanjay's super team
World of tomorrow

Miglior corto (live action): Stutterer

Ave Maria
Day One
Alles wird gut
Shok
Stutterer



Curioso, comunque, il fatto di aver azzeccato dodici statuette sulle quindici principali nei pronostici dell'Academy, con quattro in comune con i premi "fordiani", e di aver nettamente sbagliato le tre rimanenti, ovvero film, effettivi visivi e documentario.
Ancora una volta mi pare di aver vinto la mia sfida con l'Academy, che un anno ancora si conferma inadeguata per la maggior parte dei premi assegnati.
Ma questa è una storia vecchia come il mondo.



MrFord

domenica 28 febbraio 2016

Road to the Oscars 2016: Academy VS Ford

La trama (con parole mie): questa notte avrà luogo l'appuntamento per eccellenza della settima arte di ogni anno, l'assegnazione degli Oscar. Nonostante, infatti, l'indubbio fascino dei grandi Festival ed un'originalità sempre lasciata un pò da parte, il rendez vous con l'Academy resta uno degli eventi più importanti che un appassionato di Cinema possa vivere stagione dopo stagione, e come ogni anno anche il Saloon si prepara ad accogliere la cerimonia con lo scontro tra quelle che, probabilmente, saranno le scelte dell'Academy e quelle che sarebbero se fosse il vecchio cowboy a distribuire le ambite statuette.
Andrà meglio, almeno per quanto riguarda il sottoscritto, dello scorso anno, con l'affermazione fin troppo netta del sopravvalutato Birdman? O questo giro di giostra riserverà un altro boccone amaro?
Tra qualche ora avremo tutte le risposte.





Miglior film:

La grande scommessa
Brooklyn
Il ponte delle spie
Mad Max - Fury Road
The Martian - Sopravvissuto
The Revenant
Room
Il caso Spotlight


Academy: The Revenant

Ford: Mad Max - Fury Road


Come lo scorso anno, arrivo ben preparato rispetto alla selezione delle nominations per il miglior film, avendo visto tutti i titoli candidati.
In tutta onestà, mi pare assurdo che titoli come Sicario, The Hateful Eight o Inside out - ma anche Carol, a dirla tutta - siano stati clamorosamente snobbati, ma tant'è: con ogni probabilità vedremo un nuovo successo di Inarritu, anche se la mia preferenza è tutta per il magnifico e tiratissimo Mad Max di Miller.
Non mi dispiacerebbe, in caso di sorprese, comunque, se la statuetta andasse al piccolo, grande Room.



Miglior attore protagonista:

Bryan Cranston per L'ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo
Matt Damon per The Martian - Sopravvissuto
Leonardo Di Caprio per The Revenant
Michael Fassbender per Steve Jobs
Eddie Redmayne per The Danish Girl


Academy: Leonardo Di Caprio
Ford: Bryan Cranston



Pare che sia giunto, finalmente, l'anno di Leonardo Di Caprio, per stagioni e stagioni messo ai margini dall'Academy: curioso che, in caso, la vittoria sia legata alla pellicola che meno, secondo me, ha mostrato il suo eccezionale talento negli ultimi anni.
Paradossalmente, per il buon Leo si prospetta un destino simile a quello di uno dei registi che più hanno creduto in lui, Martin Scorsese, che fu premiato con l'ambita statuetta per The Departed, lontano anni luce dai suoi titoli più riusciti.
Ad ogni modo, qui al Saloon si tiferà spudoratamente per Bryan Cranston, spettacolare in Trumbo, anche se trovo ingiusto non sia stato neppure candidato il piccolo, strepitoso Jacob Tremblay di Room.



Migliore attrice protagonista:

Cate Blanchett per Carol
Brie Larson per Room
Jennifer Lawrence per Joy
Charlotte Rampling per 45 anni
Saoirse Ronan per Brooklyn


Academy: Jennifer Lawrence

Ford: Brie Larson


Una lotta decisamente interessante, quella per la statuetta di migliore attrice, anche se meno rispetto a quella per lo stesso premio della categoria maschile: la favorita, a mio parere, resta Jennifer Lawrence, nuovo idolo dell'Academy, ma non mi stupirei - e non mi dispiacerebbe - venisse premiata Brie Larson, ottima in Room pur se meno impressionante del suo piccolo partner di scena.



Miglior attore non protagonista:

Christian Bale per La grande scommessa
Tom Hardy per The Revenant
Mark Ruffalo per Il caso Spotlight
Mark Rylance per Il ponte delle spie
Sylvester Stallone per Creed


Academy: Mark Rylance
Ford: Sylvester Stallone



Il premio che attendo di più dell'intera serata.
La concorrenza è notevole e per la maggior parte composta da attori maiuscoli - su tutti, Bale e Hardy -, ma sapete bene come la penso: se Sly dovesse bissare il successo dei Globes, per il Saloon sarebbe Festa Nazionale, nonchè una delle più grandi soddisfazioni legate alla Notte degli Oscar di sempre.
Dunque, considerata l'Academy, già mi preparo alla delusione.



Miglior attrice non protagonista:

Jennifer Jason Leigh per The Hateful Eight
Rooney Mara per Carol
Rachel McAdams per Il caso Spotlight
Alicia Vikander per The Danish girl
Kate Winslet per Steve Jobs


Academy: Alicia Vikander
Ford: Jennifer Jason Leigh


Oscar prenotato per l'ottima Alicia Vikander di The Danish Girl, anche se, non fosse altro che per un contentino, personalmente premierei Jennifer Jason Leigh, strepitosa nell'altrettanto strepitoso The Hateful Eight.



Miglior regia:

Adam McKay per La grande scommessa
George Miller per Mad Max - Fury Road
Alejandro Gonzales Inarritu per The Revenant
Lenny Abrahamson per Room
Tom McCarthy per Il caso Spotlight


Academy: Alejandro Gonzales Inarritu
Ford: : George Miller


Altro giro, altro regalo per Inarritu, che per il secondo anno consecutivo incasserà i premi principali e che, nonostante l'indubbia bravura a livello tecnico e la soddisfazione ricevuta dalla visione di The Revenant continuerà sempre e comunque a sembrarmi solo un gran furbone.
Miller, dunque, tutta la vita. Sempre a meno che non mi sorprendano con Abrahamson.



Miglior sceneggiatura originale:

Il ponte delle spie
Ex machina
Inside out
Il caso Spotlight
Straight outta Compton

Academy: Il caso Spotlight
Ford: Inside out


L'assenza di Tarantino si fa sentire nella categoria della miglior sceneggiatura originale, che a questo punto vede a mio parere favorito Il caso Spotlight - il che è un bene - ma che, allo stesso tempo, dalle mie parti vedrebbe alla grande come premiato lo splendido Inside out.



Miglior sceneggiatura non originale:

La grande scommessa
Brooklyn
Carol
The Martian - Sopravvissuto
Room


Academy: La grande scommessa
Ford: Room


Il lavoro fatto su La grande scommessa, grande favorito per questa statuetta, è stato senza dubbio notevole, ma l'operazione svolta su Room, scritto e diretto ad altezza e a favore di bambino, per me vale una vittoria piena e convincente.



Miglior film d'animazione:

Anomalisa
Il bambino che scoprì il mondo
Inside out
Shaun the sheep - Il film
Quando c'era Marnie


Academy: Inside out
Ford: Inside out


Charlie Kaufman con il suo Anomalisa ha davvero creato una gran cosa, Shaun the sheep mi è sempre stata simpatica, Quando c'era Marnie è una visione imperfetta ma coinvolgente, ma mi spiace, in questa categoria, per me, quest'anno non c'è gara.
Inside out è troppo per tutti.



Miglior film straniero:

El abrazo de la serpente
Krigen
Il figlio di Saul
Mustang
Theeb


Academy: Il figlio di Saul
Ford: El abrazo de la serpente


A differenza delle ultime edizioni, a questo giro giungo molto impreparato rispetto alla selezione del miglior film in lingua straniera, avendo visto soltanto l'interessante Mustang.
Personalmente, da quello che ho letto degli altri quattro candidati, vado a scatola chiusa sul colombiano El abrazo de la serpente, sperando di poter recuperare comunque tutti i titoli in tempi non simili a quelli della produzione italiana.
Per quanto riguarda l'Academy, invece, Il figlio di Saul più che favorito.



Miglior fotografia:

Carol
The Hateful Eight
Mad Max - Fury Road
The Revenant
Sicario


Academy: The Revenant
Ford: The Revenant


Con i premi tecnici inizia la battaglia tra The Revenant e il resto del mondo, con il primo favorito.
Rispetto alla fotografia, benchè siano stati fatti ottimi lavori su tutti i candidati, non c'è gara: Lubezki ha letteralmente sbaragliato ogni concorrente.



Miglior montaggio:

La grande scommessa
Mad Max - Fury Road
The Revenant
Il caso Spotlight
Star Wars Episodio VII - Il risveglio della forza


Academy: The Revenant
Ford: Mad Max - Fury Road


Altro Oscar tecnico, ed altra probabile vittoria - che comunque ci starebbe - di The Revenant, anche se preferirei un riconoscimento al lavoro pazzesco fatto dalla squadra di Miller su Mad Max.
Ad ogni modo, sarà una gran bella lotta.



Miglior production design:

Il ponte delle spie
The Danish girl
Mad Max - Fury Road
The Martian - Sopravvissuto
The Revenant


Academy: The Revenant
Ford: Mad Max - Fury Road


Situazione fotocopia di quella legata al montaggio: The Revenant favorito, Mad Max outsider di lusso. Del resto, saranno i titoli che si spartiranno, salvo particolari sorprese che l'Academy di norma non predilige, la maggior parte dei premi.



Migliori costumi:

Carol
Cenerentola
The Danish girl
Mad Max - Fury Road
The Revenant


Academy: Carol
Ford: Mad Max - Fury Road


Carol e The Danish girl sono una meraviglia dal punto di vista dell'estetica e della cura del dettaglio, dunque sulla carta saranno i due favoriti principali per questa categoria: eppure, il look punk post-atomico dei pirati del deserto di Mad Max, per me, non ha rivali.



Miglior trucco e acconciature:

Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve
Mad Max - Fury Road
The Revenant


Academy: Mad Max - Fury Road
Ford: Mad Max - Fury Road


Premio minore nonchè una delle statuette della quali meno mi frega.
Se dovesse andare a Mad Max, sarà comunque un Oscar in meno per Inarritu e soci. E ciò è bene.



Miglior colonna sonora originale:

Il ponte delle spie
Carol
The Eightful Eight
Sicario
Star Wars Episodio VII - Il risveglio della forza


Academy: The Eightful Eight
Ford: The Eightful Eight


L'unica speranza di Tarantino di uscire con un riconoscimento dalla Notte degli Oscar si chiama Morricone, un vero e proprio mostro sacro apprezzato parecchio anche dall'Academy.
In questo caso, dunque, potrebbe verificarsi un'inconsueta sovrapposizione tra quello che deciderei io, e quella che sarà la scelta dei giurati.



Miglior canzone:

50 sfumature di grigio
The hunting ground
Racing extinction
Spectre
Youth



Academy: Spectre
Ford: Youth



Le scelte conservatrici dell'Academy ricadranno probabilmente sulla bolsissima theme song dell'ultimo Bond in una categoria che, quest'anno, non ha riservato grandi cose.
Non fosse altro che per vederlo almeno in questo riconosciuto, scelgo Youth, ed incrocio le dita che non sorprenda 50 sfumature di grigio.



Miglior mixaggio sonoro:

Il ponte delle spie
The Martian - Sopravvissuto
Mad Max - Fury Road
The Revenant
Star Wars Episodio VII - Il risveglio della forza


Academy: Star Wars Episodio VII - Il risveglio della forza
Ford: Mad Max - Fury Road


Entrando nel campo molto tecnico del montaggio e del mixaggio sonoro brancolo discretamente nel buio, tanto che non mi stupirei della vittoria o dell'esclusione di alcuno dei titoli candidati.
Ho segnalato come probabile vincitore Star Wars, ma non è detto che venga riconosciuto almeno in questa categoria The Martian, tra le sorprese - in termini di numero di nominations - di questa edizione.



Miglior montaggio sonoro:

Mad Max - Fury Road
The Martian - Sopravvissuto
The Revenant
Sicario
Star Wars Episodio VII - Il risveglio della forza


Academy: Star Wars VII - Il risveglio della forza
Ford: Mad Max - Fury Road


Il commento scritto poco sopra, praticamente, vale per due.
Del resto, siamo nello stesso campo da gioco.



Migliori effetti visivi:

Ex Machina
Mad Max - Fury Road
The Martian - Sopravvissuto
The Revenant
Star Wars Episodio VII - Il risveglio della forza


Academy: The Revenant
Ford: The Revenant


Se c'è un premio che The Revenant merita, oltre a quello di migliore fotografia, tra tutti quelli per i quali è nominato, è senza dubbio quello per gli effetti visivi: l'assalto dell'orso a Di Caprio resterà a lungo negli occhi degli appassionati, e da solo vale una statuetta oggettivamente meritatissima.



Miglior documentario:

Amy
Cartel Land
The look of silence
What happened, Miss Simone?
Winter on fire: Ukraine's fight for freedom


Academy: Cartel Land
Ford: The look of silence


Anche rispetto al miglior documentario giungo piuttosto impreparato, considerato che ho potuto vedere soltanto The look of silence, fino ad ora: mentre conto di recuperare assolutamente sia Cartel Land - che a mio parere la spunterà, considerata l'attualità della questione del confine USA/Messico - che Amy, il lavoro di Oppenheimer resta la migliore soluzione per questo premio.
Un film dolente, agghiacciante, terribile, degno erede del suo predecessore The act of killing.



Chiudo con le nominations legate ai corti, come di consueto difficilmente reperibili e dunque, di fatto, ingiudicabili ed impronosticabili, per dovere di completezza.
Non mi resta, con questo, di augurare a tutti i bevitori presenti al Saloon la miglior notte degli Oscar possibile, in attesa, tra lunedì e martedì, di rivedere i risultati, i vincitori ed i vinti dell'appuntamento cinematografico più importante dell'anno.



Miglior corto documentario:

Body Team 12
War within the walls
Claude Lanzmann: spectres of the Shoah
A girl in the river - The price of forgiveness
Last day of freedom

Miglior corto animato:

Historia de un oso
Mi ne mozhem zhit bez kosmosa
Prologue
Sanjay's super team
World of tomorrow

Miglior corto (live action): 

Ave Maria
Day One
Alles wird gut
Shok
Stutterer

giovedì 31 dicembre 2015

Ford Awards 2015: i film (N°10-1)

La trama (con parole mie): ed eccoci, dunque, alla fine del viaggio. I dieci migliori film di questo pronto a salutare tutti noi duemilaquindici pronti a darsi battaglia per guadagnare il gradino più alto del podio fordiano. Ritorni, conferme, magie ed emozioni che hanno conquistato il cuore del sottoscritto a pieni voti o quasi e che, senza dubbio, saranno ricordati anche negli anni a venire, se non altro qui al Saloon.
Ancora una volta, la varietà farà da padrona, con proposte molto diverse l'una dall'altra, che ognuna a suo modo sono riuscite a trovare la via migliore per rimanere impresse nella memoria.
Chi raccoglierà, alla fine, il testimone di The Wolf of Wall Street?


N°10: VIZIO DI FORMA di PAUL THOMAS ANDERSON



Paul Thomas Anderson è senza dubbio una delle realtà "giovani" più interessanti del panorama statunitense, e fin dai tempi di Boogie Nights è uno dei protetti assoluti del Saloon.
Vizio di forma, tratto da un romanzo cult che ho adorato, è un viaggione allucinato, allucinante, grottesco e divertente che richiama Il grande Lebowski e i noir vecchia scuola, pronto a lasciarvi a bocca aperta per lo stupore o il livello di alcool e droghe. 

N°9: YOUTH di PAOLO SORRENTINO



Paolo Sorrentino è forse il regista italiano attuale che preferisco.
Da Il divo a L'uomo in più, passando per La grande bellezza, il cineasta partenopeo non sbaglia un colpo - o quasi -, e di norma il suo nome finisce sempre nella top ten fordiana dell'anno.
Questo Youth, riflessione magica sul Tempo e sulla vecchiaia, nonostante un paio di passaggi un pò troppo radical, colpisce, e a fondo.
Soprattutto un "vecchio" come me.

N°8: FOXCATCHER - UNA STORIA AMERICANA di BENNETT MILLER



Bennett Miller, che qualche anno giunse ad un passo dalla vetta della classifica con l'ottimo Moneyball, torna a fare capolino tra i migliori grazie ad un racconto dolente e solo apparentemente glaciale - in realtà, di grande, grande pancia - ispirato ad una drammatica storia vera.
Il confronto con se stessi ed il Potere, la solitudine, la ricchezza che non può comprare l'amore: tutto in una pellicola "sportiva" che si rivela ad altissima tensione emotiva.

N°7: AMERICAN SNIPER di CLINT EASTWOOD



Clint Eastwood è sempre Clint Eastwood.
Ispirandosi all'autobiografia ed alla vita di Chris Kyle, il cecchino più letale della Storia dell'Esercito americano, il mio nonno cinematografico sforna un film di rara potenza, tecnicamente perfetto ed emotivamente come una bomba pronta ad esplodere.
Ricordo l'ingresso in sala con molti esaltati da Paintball pronti ad inneggiare alla guerra e l'uscita, con la gente tutta in silenzio.
Una delle riflessioni più acute del passato recente sulla grande piaga della Guerra.




La sorpresa più gradita dell'anno, ed il regalo di Natale definitivo gentilmente offerto da J.J. Abrams.
Dopo aver rivitalizzato Star Trek, il creatore di Lost spolvera spirito e personaggi della prima, indimenticabile trilogia di Star Wars consegnando alle nuove generazioni non solo il film che ne è l'erede legittimo, ma anche, forse, il migliore dai tempi de L'impero colpisce ancora.
Visivamente sontuoso, personaggi azzeccati, ritmo indiavolato, divertimento e grande epica.
Imperdibile.

N°5: KREUZWEG - LE STAZIONI DELLA FEDE di DIETRICH BRUGGERMANN



Da ateo miscredente quale sono, i film legati al concetto di Fede finiscono sempre per stimolarmi, e non poco. Kreuzweg, costruito sull'idea della Via Crucis e figlio di lunghi piani sequenza ed inquadrature fisse, è una delle riflessioni più drammatiche, profonde ad importanti - ma anche attuali - che il Cinema potesse regalare al suo pubblico.
Un crescendo pazzesco che segna uno standard che non sarà facile superare. 

N°4: MAD MAX - FURY ROAD di GEORGE MILLER



Il ritorno sul grande schermo di Mad Max rappresentava senza dubbio un evento, ma anche una grande incognita.
George Miller, già regista dei precedenti capitoli delle avventure dell'ex poliziotto perso nel mondo post-apocalittico del deserto australiano, fuga qualsiasi dubbio confezionando una vera e propria corsa all'ultimo fotogramma tra le più serrate che ricordi, una sorta di concentrato di Red Bull in forma di settima arte, tratteggiando per l'occasione anche uno dei charachters più importanti dell'anno, Furiosa.

N°3: BLACKHAT di MICHAEL MANN



Michael Mann è da sempre uno dei registi di riferimento del sottoscritto, in grado di mescolare il Cinema di Hong Kong, con i suoi lampi di crudeltà circondati da una calma apparente, e lo spettacolo pirotecnico delle stelle e strisce.
Blackhat, come sempre per i nuovi lavori del Maestro accolto tiepidamente, è l'ennesima conferma del talento straordinario di uno dei tecnici più specializzati del Cinema, che come i buoni alcolici sedimenta e si lascia scoprire un passo alla volta, senza fretta.
E poi, di colpo, in un fotogramma si scova tutta la sua grandezza.

N°2: SICARIO di DENIS VILLENEUVE



Denis Villeneuve spacca, e su questo non ho mai avuto dubbi.
Certo, con Enemy un brivido di terrore aveva percorso la mia schiena, ma il regista canadese ha tenuto subito a precisare di che pasta sia fatto.
E ha scelto di farlo con Sicario, pellicola enorme per potenza e realizzazione che pare Zero Dark Thirty mescolato a Il potere del cane.
Mica roba da poco.

N°1: INSIDE OUT di PETE DOCTER e RONALDO DEL CARMEN



Ed eccolo, il film dell'anno per White Russian.
Se non ricordo male, è la prima volta dalla creazione del Saloon che a trionfare ai Ford Awards è una pellicola d'animazione: qualche anno fa l'impresa era quasi riuscita ad Up!, giunto alle spalle di Gran Torino, e mi pare quasi la chiusura di un cerchio vedere lo stesso regista occupare il gradino più alto del podio a questo giro di giostra.
Inside out è magia, poesia, innocenza e divertimento, una gioia per gli occhi e per il cuore.
E' puro Cinema. E da queste parti, di fronte al puro Cinema, ci si leva il cappello.

I PREMI

Miglior regia: Michael Mann per Blackhat

Miglior attore: Jake Gyllenhaal per Southpaw e Vincent Lindon per La legge del mercato
Miglior attrice: Lea Van Hacken, Kreuzweg
Scena cult: l'addio di Bing Bong, Inside Out
Miglior colonna sonora: Vizio di forma

Premio "leggenda fordiana": Furiosa, Mad Max - Fury Road
Oggetto di culto: la spada laser con l'elsa, Star Wars Episodio VII - Il risveglio della Forza
Premio metamorfosi: Jake Gyllenhaal per Southpaw
Premio "start the party": il primo sangue di Chris Kyle, American Sniper
Premio "be there": la Frontiera USA/Messico, Sicario


MrFord

martedì 19 maggio 2015

Mad Max - Fury Road

Regia: George Miller
Origine: Australia, USA
Anno: 2015
Durata: 120'





La trama (con parole mie): in un futuro prossimo figlio del nulla post-atomico e dominato da despoti capaci delle più terrificanti violenze ed atteggiamenti da presunte divinità, si muovono due ribelli pronti a mordere la strada per conquistare la propria Libertà e sopravvivere. Il primo è Max Rockatansky, ruvido e di poche parole, ex poliziotto, lupo solitario, disposto a tutto pur di portare a casa la pelle ogni giorno. La seconda è Furiosa, forzata compagna ed Imperatrice di Immortan Joe, decisa a tornare alle terre che le hanno dato i natali portando con lei le spose e riproduttrici dello stesso Joe liberandole di fatto dal suo giogo.
Quando le strade dei due si incrociano ha inizio una vera e propria fuga attraverso il deserto che condurrà l'insolito gruppo di ribelli - ai quali si aggiunge, per se inizialmente dall'altra parte della barricata, il giovane guerriero Nux - attraverso canyons dominati dalle tribù del deserto, acquitrini oscuri e tempeste di sabbia apocalittiche, oltre che ad uno scontro frontale con Immortan Joe ed i suoi combattivi figli.
Chi riuscirà a sopravvivere?
E chi continuerà a viaggiare su questa polverosa strada verso la fine del mondo?








Esistono saghe ed ambientazioni cui finiamo inevitabilmente per essere legati anche quando paiono dimenticate, come se fossero in qualche modo parte di noi, cicatrici o tatuaggi di colpo saliti in rilievo, ricordi tornati prepotentemente alla memoria: il personaggio di Mad Max, tra i primi volti noti della futura star Mel Gibson, pronto a lottare in una cornice da sopravvissuti al dramma del post-guerre atomiche, che aveva in comune proprio il setting con un altro dei charachters di culto per il sottoscritto di quegli anni, Ken il Guerriero - ricordo quanto fui felice di poter vedere tutta la serie con mio padre, quando una caduta in bicicletta con doppia frattura della clavicola lo tenne a casa dal lavoro per quasi tre mesi tra la fine dell'ottantotto e l'inizio dell'ottantanove -, è parte della categoria a tutti gli effetti, nonostante i miei anni da cinefilo attento solo alle proposte autoriali - che poi, a ben guardare, includono anche la creatura di George Miller - ed il progressivo riavvicinamento, con l'età che avanza, ai cari, vecchi action tanto amati nel corso dell'infanzia.
Il ritorno sul grande schermo dell'antieroe del deserto australiano era da tempo una scommessa sulla quale molti amanti del genere come il sottoscritto avevano deciso di puntare, in parte perchè fortemente voluto e finalmente costruito con i mezzi desiderati dallo stesso Miller ed in parte per un cast che prometteva scintille a partire dai due protagonisti, Tom Hardy e Charlize Theron.
Senza troppi altri giri di parole, la suddetta scommessa è stata vinta e stravinta da un film strepitoso, tiratissimo dall'inizio alla fine, un fumettone da esaltazione pura che mi ha riportato a quei giorni lontani sul divano accanto a mio padre e riflesso nelle tante coppie padre/figlio presenti in sala, un inseguimento a perdifiato di centoventi minuti inserito in una cornice stupenda, curato in ogni dettaglio - dai costumi, al trucco, agli stupefacenti mezzi - e visivamente da restare a bocca aperta: basterebbe la prodigiosa sequenza della corsa all'interno della tempesta di sabbia per far venire la pelle d'oca a chiunque riesca a spalancare ancora occhi e bocca per questa macchina meravigliosa che chiamiamo Cinema.
Ma Mad Max - Fury Road non è soltanto questo: è il buon Rockatansky, un sopravvissuto fatto e finito, lupo solitario dedito soltanto alla regola di portare sempre a casa la pelle alla fine del giorno, un buono dai metodi cattivi, un disilluso pronto a credere, però, in chi crede.
E nel fatto di lottare per farcela, sempre e comunque.
E' Furiosa, uno dei migliori personaggi che la settima arte abbia offerto al suo pubblico quest'anno - e forse anche di più -: una guerriera che è più un simbolo, e che va oltre la bellezza, il suo ruolo all'interno della società forgiata da Immortan Joe, quel braccio bionico che è una meraviglia di charachter design e di umanità, l'incontro tra il moncherino che è quasi un'anima spezzata ed il metallo pronto a far danzare veicoli di tonnellate e tonnellate d'acciaio e benzina.
E' la fuga della speranza delle Madri, un richiamo neppure troppo velato all'importanza ed alla sacralità della Donna nella società, al rispetto - guadagnato nella lotta - che merita ed alla forza che dimostra, e che non chiede o pretende sconti - neanche Miller è tenero, in questo -.
E' la visione allucinata dei guerrieri di Immortan Joe, desiderosi di morire nel modo più chiassoso e spettacolare possibile per poter avere la garanzia dell'accesso al Valhalla, e che rimanda ai kamikaze ed alla cultura del sacrificio bellico e religioso che abbiamo sperimentato sulla pelle del mondo negli ultimi decenni.
E' veicoli lanciati a perdifiato nel deserto, attraverso i canyons dell'outback australiano, adrenalina pura, esaltazione e malinconia, coraggio e tristezza, liberazione e morte.
E' la speranza di poter ricominciare, l'ancestrale cordone ombelicale che conduce alle braccia, ai seni ed alla pancia di una madre, all'acqua, alla vita che rinasce da una piccola pianta.
E' un uomo solo tra la polvere, che come uno squalo di terra non può smettere di correre, di muoversi, di guardare avanti.
Perchè quello è il solo modo per sopravvivere.
Ad un mondo popolato da predatori, e soprattutto a se stessi.




MrFord




"Breathe in deep, 
and cleanse away our sins
and we'll pray that there's no God
to punish us and make a fuss."
Muse - "Fury" - 





giovedì 14 maggio 2015

Thursday's child

La trama (con parole mie): alle spalle settimane piuttosto mosce e scialbe, tempestate di proposte di bassa qualità o di stampo buono per il mio radical rivale Cannibal Kid, finalmente un weekend di uscite come piace a me. Pochi titoli - quindi meno fatica per noi -, danni limitati, e soprattutto quello che tutti noi che ci esaltiamo davvero al Cinema attendiamo come uno dei cult assoluti della stagione, il reboot di Mad Max firmato dallo stesso storico regista della trilogia originale.
Questo ritorno del medioevo post-atomico dello squilibrato antieroe sarà trionfale come le attese vorrebbero che fosse, o si rivelerà un buco nell'acqua come il recente secondo capitolo degli Avengers? A noi che davvero godiamo della settima arte l'ardua sentenza.
A Cannibale, invece, solo un sacco di bottigliate.


"Tu che dici? Lo facciamo giustiziare, Cannibal?"

Mad Max: Fury Road

"Ecco quello che succede a lasciar guidare Ford!"
Cannibal dice: Questa settimana arrivo davvero impreparatissimo sui film della settimana. Mi sento incompente e fuori dal tempo manco mi chiamassi James Ford.
In vista dell'uscita del nuovo reboot di Mad Max mi ero ripromesso di andare a vedermi la trilogia originale con protagonista l'orrido eroe fordiano Mel Gibson, ma ancora non ce l'ho fatta. Troverò tempo, forza e coraggio nei prossimi giorni?
Ford dice: Mad Max è uno dei personaggi di culto della mia infanzia, che ancora oggi associo, per ambientazioni, a Ken il Guerriero, storico charachter seguitissimo in casa Ford nella seconda metà degli anni ottanta.
Inutile dire che le aspettative rispetto a questo reboot sono altissime, anche perchè il regista è sempre George Miller e al timone troviamo l'ottimo Tom Hardy, accompagnato per l'occasione da Charlize Theron. Mica roba da poco.
Personalmente, correrò a vederlo.




Il racconto dei racconti - Tale of Tales

"Ecco quello che succede quando si nomina Cannibal in presenza di Ford."
Cannibal dice: Non ho davvero la più pallida idea di cosa possa aver tirato fuori il buon Matteo Garrone con questo suo nuovo film in costume ambientato nel 1600, dal respiro internazionale e fiabesco. Potrebbe essere una piacevole sorpresa, oppure potrebbe essere la pretenziosa porcatona autoriale dell'anno, quella capace di esaltare la critica più snob capitanata da Mr. Ford?
Ford dice: quando ho visto il trailer del nuovo lavoro di Garrone, lo ammetto, più di un brivido ha percorso la mia schiena, neanche avessi letto una qualsiasi sparata assurda di Cannibal. Sinceramente ho molta, molta paura di questo tentativo fiabesco/fantasy/internazionale dell'autore di Gomorra, cui ho sempre e comunque preferito Sorrentino.
Staremo a vedere.



Calvario

"Perdonami, Signore: mi sono trovato d'accordo con una recensione di Peppa Kid."
Cannibal dice: Anche qui un dubbio amletico: sarà una gran pellicola britannica, oppure un autentico calvario in perfetto stile fordiano?
Nonostante la tematica religiosa non mi attiri più di tanto, l'origine UK e la presenza di Kelly Reilly potrebbero spingermi a guardarlo. Non fosse che per arrivare preparato a quel calvario che di sicuro si rivelerà la recensione fordiana.
Ford dice: questo Calvary giace nei meandri di casa Ford da parecchio tempo, essendo stato distribuito in Italia con la consueta rapidità, eppure qualcosa mi ha sempre frenato. Chissà, forse temevo qualche pippone new age radical in pieno stile Peppa Kid.
Ad ogni modo, a questo punto sarò costretto alla visione per dovere di cronaca.



Nomi e cognomi

"Il Giudice ha disposto che Ford James e Kid Cannibal siano immediatamente banditi dalla blogosfera."
Cannibal dice: Film italiano finto impegnato, o magari anche vero impegnato, che io però non ho voglia di impegnarmi a vedere. Faccio quindi nomi e cognomi di coloro che dovrebbero visionarlo al mio posto: James Ford.
Fine della lista.
Ford dice: film italiano finto impegnato, o magari anche vero impegnato, che io però non ho voglia di impegnarmi a vedere.
Faccio quindi nomi e cognomi di coloro che dovrebbero visionarlo al mio posto: Cannibal Kid.
Fine della lista.



One More Day

"Hey, Cannibal, ora ti schiaccio in faccia!"
Cannibal dice: One more day, one more movie amatorialeggiante italiano da evitare con cura. Insieme a WhiteRussian, lo dico one more time che non fa mai male.

Ford dice: da tempo rischio di chiudere con il Cinema italiano. Con il sotto Cinema italiano, invece, ho già chiuso da un pezzo. Quasi più che con il Cucciolo Eroico.


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