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giovedì 14 giugno 2018

Thursday's child







Nuova settimana di uscite e nuovo, incredibile ospite per il teatro delle schermaglie tra Ford e Cannibal: Vincenzo, che non solo ha scritto di suo pugno un intro ed un outro, ma si è proposto per la partecipazione ed ha manifestato uno spirito davvero in linea con lo spirito di questa rubrica.
Peccato che sia servito solo a farmi sentire più vicino al mio rivale. Una cosa da brividi.


Intro di Vincenzo: Me lo merito, perché del resto sono l’ultimo arrivato. La peggior settimana cinematografica dell’anno, con le peggiori uscite di sempre. Ragazzi statevene a casa, andate al mare, per i monti, per le campagne, tanto sta settimana non c’è veramente un c***o. Cioè, la settimana scorsa è uscito Jurassic World 37 e pure un film di cui avrei potuto vantare una parente nella crew (Al massimo ribasso)… e invece niente, mi è toccata la peggior settimana del 2018. Me la pagherete “CK & Ford”… che già con quei due nomi sembrate più due stilisti che due cinefili… Ma vabbè vediamo che schifezze film ci propone l’italica distribuzione questa settimana… 


"Cannibal e Ford? Non li posso proprio vedere, quei due!"



Pitch Perfect 3

"Cos'è questa roba annacquata!? Il cocktail preferito di Cannibal?"

Vincenzo: Se volete un incrocio tra La La Land, Sister Act e Spring Breakers (ma senza pseudo-pornografia) questo film fa per voi. Aggiungo soltanto che questa roba qui è arrivata al secondo sequel, come Il padrino o come Il signore degli anelli. E ho detto tutto…
Cannibal Kid: Un incrocio tra La La Land e Spring Breakers? Ma hai appena descritto il mio film ideale!
Di Sister Act invece ne faccio anche a meno. Comunque, nonostante Pitch Perfect 2 non fosse certo fenomenale ed era meno riuscito rispetto al primo simpatico capitolo, alle Barden Bellas voglio sempre bene, e in particolare ad Anna Kendrick e Hailee Steinfeld, quindi questo terzo episodio europeo del loro tour come rinfrescante visione estiva mi sembra l'ideale. Alla faccia di tutti i radical-chic come Ford che, dopo aver gradito il primo film, hanno spernacchiato il sequel. O di quelli come Vincenzo che massacrano le povere belle Bellas a priori.
Ford: benchè La La Land sia stato grandioso, e Spring Breakers assolutamente sottovalutato, non ho mai amato particolarmente Sister Act. Il primo Pitch Perfect, a sorpresa, mi aveva piuttosto divertito, finendo purtroppo per essere demolito nel ricordo da un secondo capitolo pessimo ai livelli di un 50 sfumature. Con questa premessa, la mia voglia di recuperare la versione "Tour europeo" di questo numero tre è pari a molto meno di zero, dunque per l'estate credo mi diletterò con qualche visione tamarra dei miei cari, vecchi action anni ottanta.

Ogni giorno

"Ora mando un bel selfie della buonanotte a Vincenzo!"

Vincenzo: No vabbè Maria, io esco! Per fortuna da noi la moda di Federico Moccia è passata, e probabilmente il suddetto starà buttando nell’alcool tutti i soldi guadagnati spremendo i portafogli delle quindicenni. Un altro teen movie? Non so cosa ne pensate voi ragazzacci. Quest’anno credevo che avessero già dato abbastanza tra Midnight Sun con Schwarzy Junior e quel floppaccio di Succede…
Cannibal Kid: No vabbè Maria, io questa settimana ho troppe robe da vedere. Con due pellicole teen in un solo colpo potrei andare in overdose. Checché ne dica Vincenzo, questa a me sembra una delle migliori settimane cinematografiche da parecchio tempo a questa parte. Ci vorrebbero film come questo... ogni giorno.
Ford: ogni giorno mi chiedo come cazzo viene in mente ai distributori di propinarci roba di questo tipo. Neanche fossimo tutti come Cannibal.

La stanza delle meraviglie

"E ora bambini preghiamo insieme che quella rubrica chiuda i battenti."

Vincenzo: Qui entriamo nell’ambito dell’accettabilità, pur se siamo sempre nella fascia teen (almeno per i protagonisti). C’è il metacinema alla Hugo Cabret, c’è l’adattamento da una graphic novel, che fa molto contemporaneo. E c’è Todd Haynes che ha nei miei confronti una totale apertura di credito dai tempi di I’m Not There. Quindi sapete che vi dico? Non vado a vederlo per non rovinare la stima che ho per il suddetto.
Cannibal Kid: Vincenzo, fai bene a non vederlo. Todd Haynes era un grandissimo regista, almeno fin quando tirava fuori gioielli come Velvet Goldmine, Lontano dal paradiso e il recente Carol, quindi fino a poco tempo fa. Il da te citato e sopravvalutato I'm Not There invece non mi aveva fatto impazzire. Questo poco meraviglioso La stanza delle meraviglie rappresenta nettamente il punto più basso della sua carriera, nonché una delle più grandi delusioni cinematografiche di quest'anno. Per il tuo bene, continua a evitarlo, Vincenzo. Mentre a Ford, per via del suo zuccheroso buonismo infantile, potrebbe persino piacere.
Ford: ho sempre avuto un debole per Todd Haynes, da Velvet Goldmine a I'm not there, anche se, dovendo scegliere una sua pellicola, penso opterei per Lontano dal paradiso. Questo La stanza delle meraviglie mi ispira poco ed ha il sapore di potenziale delusione, ma quando il resto è come i titoli che abbiamo visto poco sopra, mi sa tanto che c'è poco da fare gli schizzinosi.

211 - Rapina in corso

"Arrestate quest'uomo: ha un parrucchino più grande del mio!"

Vincenzo: Ecco il film che fa per la coppia CK & Ford. A voi che ve piace menarve e fare i bulli. E poi c’è Nicolas Cage, uno che io adoro. Lo adoro come adoro un dito chiuso nella portiera…
Cannibal Kid: Il film che fa per Ford, di sicuro non per me che detesto gli action. Cage invece non lo detesto, ma lo considero un grande attore di talento come considero Ford un giovane blogger di talento.
Ford: questo film sembra una merdaccia pura e fumante, anche per uno come me che adora gli action ignoranti e tamarri. Eppure voglio troppo bene a Nicholas Cage, dunque potrei anche tenerlo buono come guilty pleasure estivo, magari per una serata da sbronza.

Ulysses: A Dark Odyssey

"E a questa che è successo?" "Ha dato ascolto troppe volte ai consigli di Cannibal e Ford."

Vincenzo: Ho già capito. Questo è il The Broken Key di quest’anno. Il film che avevo definito “Il Codice Da Vinci in bagna cauda” (definizione brevettata™ e depositata®). Film italiano, diretto da ??? con protagonisti sconosciuti e alcuni pensionati celebri (Danny Glover, Udo Kier) ingaggiati solo per mettere in bella mostra il nome sulla locandina e attirare così qualche sprovveduto. Ci son cascato già l’anno scorso e stavolta non mi faccio fregare…
Cannibal Kid: Complimenti a Vincenzo per la definizione di The Broken Key. Meno complimenti a lui per esserselo visto. Cioè, mi snobba le gradevoli pellicolette teen per sorbirsi un mattonazzo con pensionati che manco Ford nell'ospizio a cinque stelle in cui sta passando gli ultimi anni della sua vita si sparerebbe?
Questo Ulysses: A Dark Odyssey in ogni caso mi incuriosisce per due ragioni: vedere come se la cava Skin degli Skunk Anansie come attrice e vedere se una trashata del genere è abbastanza una porcheria da finire nella flop 10 dei peggiori film dell'anno.
Ford: mi tengo alla larga da una robaccia epica come questa almeno quanto Cannibal dal buon Cinema. E sono ben felice così. Del resto, in estate si possono passare le serate fuori.

A Quiet Passion

"E così quello è Vincenzo?" "Sì, ha sostituito Peppa Kid nel nostro circolo del the delle cinque."

Vincenzo: Dai, questo sulla carta è l’unico che si salva. Biopic su Emily Dickinson, che è quella che diceva “Sono tutto e il contrario di tutto”. Un po’ come Ford che è il contrario di Cannibal e viceversa. Ma non è che poi siete come i poli opposti che si attraggono?
Cannibal Kid: Purtroppo siamo proprio come i poli opposti, infatti è da anni che io e Ford non riusciamo a fare a meno l'uno dell'altro...
Oddio, io ce la farei anche, però lui senza di me si sentirebbe come un cane senza padrone. O come una mosca senza merda. Ecco quest'ultimo paragone credo sia più calzante. :)
A Quiet Passion a me sembra nettamente la visione più noiosa della settimana e quindi posso affermare che Vincenzo si candida a mio nuovo opposto totale al posto del Ford. Anche perché su questo credo che lui sia d'accordo con me: è il classico film che le carampane accompagnano al tè delle 5.
Ford: ma cosa sta succedendo al mondo se mi tocca concordare con Cannibal a proposito di un film che una ventina d'anni fa avrei giudicato il più interessante di questa scialba settimana? Forse questa storia dei poli opposti ci sta facendo diventare come Daniel LaRusso e John Lawrence in Cobra Kai. Diversi, eppure uguali. E ho i brividi al pensiero.

Mary e il fiore della strega

Katniss Kid e Ford durante una lezione di giardinaggio.

Vincenzo: No vabbè ragazzi, non ci sta veramente un c***o sta settimana… potrei mettermi qui a dire che il tizio è il discepolo di Miyazaki e fingere che la cosa possa interessare a qualcuno. La verità è che questa è la settimana peggiore per le uscite cinematografiche dai tempi dell’attacco a Pearl Harbor…
Cannibal Kid: Non credo lo vedrò, ma questo anime nipponico mi sembra già più promettente di molti film d'animazione bambineschi che escono in continuazione. Insomma, a me questa settimana sembra piena di pellicole potenzialmente migliori rispetto a Pearl Harbor. Il film, intendo.
Ford: sono un'altra volta d'accordo con Cannibal!? Vincenzo, ma che combini!? Questa specie di Kiki's Delivery Service mi pare piuttosto interessante, anche se non sarà mai all'altezza dei lavori di Miyazaki. Ma la vera cosa sconvolgente continua ad essere la sintonia con Peppa Kid. Mi starò rammolendo!?

Conclusione di Vincenzo: Oh ragà non può finire così! Mi dovete reinvità (non so perché parlo in romanesco, sono di Torino). Nel frattempo me ne vado qualche giorno in Sardegna, altro che cinema :-D :-D

giovedì 11 febbraio 2016

Thursday's child

La trama (con parole mie): nuova settimana di uscite, vecchi conduttori di rubrica. Da una parte, come di consueto, il saggio ma sbarazzino Ford, dall'altra il finto giovane e pusillanime Cannibal Kid, che come Zoolander e Hansel si daranno battaglia a suon di commenti prima di poterlo fare rispetto alle singole recensioni.
Per il resto, spiccano qualche potenziale sorpresa e le solite, vecchie schifezze garantite: speriamo solo che le bottigliate non siano troppe e di scovare qualche nuova sorpresa in questo inizio duemilasedici che, occorre ammetterlo, finora sta mantenendo un livello insolitamente alto.


"Mi piace leggere la corrispondenza alla maniera di Ford!"
Zoolander 2

"Cannibal, altro che Ford: adesso ti faccio il culo come una capanna!"
Cannibal dice: Il primo Zoolander è un mio cult personale, nonché una delle commedie più divertenti del nuovo millennio. È proprio per questo che il sequel mi spaventa non poco. Sarà un piacere rivedere Derek e Hansel sfilare in passerella... pardon sul grande schermo, però dietro le operazioni di marketing geniali che ne hanno accompagnato l'uscita ci sarà anche una pellicola degna di nota?
Inutile chiederlo a Mr. Ford, che a quello manca sia il senso dell'umorismo che il benché minimo senso della moda, uahahah!
Ford dice: Zoolander, stranamente, è anche un mio piccolo cult, ed ogni volta che lo vedo finisco con le lacrime agli occhi come se fosse la prima volta. Purtroppo, non sono altrettanto fiducioso del sequel, anche se una nuova visione di Derek e Hansel non me la toglierà nessuno.
Speriamo bene. E speriamo che il film non sia la solita cannibalata brutta, brutta, brutta in modo assurdo.



Perfetti sconosciuti

"Ma che dici!? Ford con uno smartphone!? Ma siete pazzi?"
Cannibal dice: Oltre a Zalone c'è qualche pellicola italiana in grado di conquistare il grande pubblico? Ci provano questi perfetti sconosciuti, formati non da Cannibal Kid e James Ford, la cui popolarità ormai gli impedisce di andare in giro senza essere seguiti da legioni di fans e di gente che vuole menarli, bensì da Valerio Mastandrea, Kasia Smutniak, Marco Giallini, Giuseppe Battiston, tale Anna Foglietta,, il simpatico Edoardo Leo e l'insopportabile Alba Rohrwacher. Lo spunto di partenza, quello di un gruppo di amici che per una sera rendono pubblici tutti i loro messaggi di cellulari e social, è così accattivante che non mi stupirei se gli americani presto lo copiassero. Lo sviluppo sarà all'altezza?
Ford dice: questa è la tipica roba italiana che normalmente evito come la peste, eppure qualcosa, guardando il trailer, mi ha incuriosito. Non so neppure io perché, dato che tra attori e tipo di prodotto mi pare quasi peggio di un film consigliato dal mio rivale.

Staremo comunque a vedere: dovesse capitare da queste parti per caso, tenterò.



The End of the Tour

"E così tu non bevi, ragazzo!? Sei messo peggio del Cannibale!"
Cannibal dice: Il film dedicato allo scrittore David Foster Wallace si è rivelato un piccolo cult recente su Pensieri Cannibali, tanto da essersi guadagnato un posto nella top 10 dei miei film dell'anno. Non pensavo sarebbe arrivato in Italia, non in tempi così relativamente brevi, ma per fortuna ogni tanto la distribuzione nostrana sa sorprendere in positivo. A differenza di Ford.
Ford dice: argomento interessante, potenziale sorpresa della settimana.
Unico neo: pare essere piaciuto davvero parecchio al mio rivale.
Speriamo solo sia uno di quei casi in cui ci ritroviamo di fronte ad un film in grado di rompere il muro tra me e Cannibal.



L'ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo

"Il metodo Ford per scrivere recensioni funziona alla grande."
Cannibal dice: Bryan Cranston di Breaking Bad nominato all'Oscar per questa pellicola ambientata nella Hollywood degli anni '50. Meriterà la visione?
A presto il verdetto cannibale.
Ford dice: Trumbo è uno dei miei miti personali in termini di scrittura, e Cranston resterà sempre nel mio cuore per avermi regalato Walter White.
Le premesse di un successo ci sono tutte.
Ma sarà davvero andata così bene?
Presto al Saloon la risposta alla domanda.



Single ma non troppo

"Beviti questo: ha steso il Cannibale al primo sorso."
Cannibal dice: Rebel Wilson qualche tempo fa sembrava una nuova travolgente rivelazione comica. Peccato che abbia stufato più rapidamente della lettura di un post di WhiteRussian. Detto ciò, una comedy come questa, benché si rivelerà una probabile porcata, non me la farò di certo sfuggire. Anche perché faccio fatica a resistere al fascino di Dakota Johnson con quella sua aria da zoccoletta innocente.
Ford dice: Rebel Wilson è uno dei volti della commedia USA che reggo meno. Partita come una specie di versione femminile di Jack Black, è presto naufragata nell'autoparodia.
Salto con enorme piacere.



Milionari

"Caro Cannibal, Ford ci ha gentilmente invitati a portarti da lui. E non importa che tu sia tutto sano."
Cannibal dice: Un film che sa tanto di un Gomorra/Romanzo Criminale in versione poraccia, però non mi sento di escludere del tutto una visione. Quello che mi sento di escludere è invece la possibilità che Ford scriva dei commenti furbi.
Ford dice: la possibilità italiana della settimana mi sa tanto che se la giocherà Perfetti sconosciuti, quindi lascio volentieri la visione al mio rivale sperando che possa rivelarsi la più indigesta - per lui - possibile.



Mózes, il pesce e la colomba

"Ford mi aveva detto che questo sport era una ficata, ma non mi pare così divertente."
Cannibal dice: Pellicola ungherese in bilico tra follia giovanile in pieno Cannibal style e pretenziosa autorialità fordiana. E in bilico quindi tra l'essere la rivelazione o l'essere la ciofeca della settimana.
Ford dice: un tempo mi sarei letteralmente esaltato per un titolo di questo genere.
Adesso, per quanto incuriosito, scaldo già le bottigliate.
E spero, ovviamente, che possa esaltare il Cannibale tanto quanto essere smontato dal sottoscritto.


sabato 26 dicembre 2015

Ford Awards 2015: del peggio del nostro peggio

La trama (con parole mie): e così, festività alle spalle, giungiamo alla parte dei Ford Awards dedicata ai film, che come di consueto vedrà i peggiori titoli usciti in sala nel duemilaquindici tra quelli visionati dal sottoscritto aprire le danze.
Questo è un Ford Award a cui tengo molto, e che negli anni ha riservato davvero grandi perle: onestamente, considerate le numerose delusioni degli ultimi dodici mesi, pensavo avrei fatto molta più fatica a scegliere questi "magnifici" dieci, ma evidentemente avevo messo in conto anche schifezze cronologicamente precedenti allo scorso gennaio.
Poco male, comunque. Avremo materia in abbondanza per rischiare la sboccata prepotente neanche avessimo esagerato parecchio con le bevute delle feste.


N°10: REVERSAL - LA FUGA E' SOLO L'INIZIO di JOSE' MANUEL CRAVIOTO



Una cosa che proprio non ho mai digerito di horror, thriller ed affini è la mancanza di logica. Reversal è praticamente un inno a questo non proprio da poco dettaglio in grado di cambiare completamente la prospettiva del sottoscritto rispetto ad una visione.
Peccato, perchè se gestito in un altro modo, poteva venirne fuori perfino qualcosa di interessante.

N°9: SINISTER 2 di CIARAN FOY



A proposito di horror privi di logica - ed anche di qualsiasi attrattiva - ecco il secondo capitolo dedicato alla saga del Bughuul, partita decisamente bene qualche anno fa e naufragata con un sequel che non solo non avvince o inquieta, ma appare anche sostanzialmente inutile.

N°8: THE GUNMAN di PIERRE MOREL



Considerato che dietro la macchina da presa si trovava "l'autore" del primo, pessimo, Taken, dovevo aspettarmelo: e infatti The Gunman, brutta copia di roba già non particolarmente esaltante come Blood Diamond, si è rivelato per quello che avevo previsto alla vigilia, ovvero un action di quelli che, da amante dell'action, non vorrei mai vedere.

N°7: OUIJA di STILES WHITE



Uno dei miei incubi peggiori fatto film.
Horror di bassissima lega e cornice teen neanche l'avesse diretto quello scellerato di Peppa Kid.
Anzi, non mi stupirei se Stiles White fosse, in realtà, un alias del buon Marco Goi trapiantato negli States e pronto ad invadere le sale con schifezze in grado di farmi solo incazzare.

N°6: SURVIVOR di JAMES MCTEIGUE



Pensare che, una decina d'anni fa, rimasi a bocca aperta di fronte all'esordio dell'ex pupillo dei Wachowski James McTeigue, che mi sorprese con l'ottimo adattamento di una delle mie Graphic novel preferite di tutti i tempi, V per vendetta, Survivor mi pare quasi fantascienza.
E non in senso buono.
Dell'apparente talento di quel regista pare essere rimasto solo il fantasma, e a noi spettatori, purtroppo, solo un titolo penoso come questo.

N°5: ACCIDENTAL LOVE di STEPHEN GREENE (DAVID O. RUSSELL)



Soltanto a guardare il regista ed il cast di questa scellerata commedia, ci si dovrebbe quantomeno aspettare di trovarla nella lista dedicata al meglio della stagione, invece che addirittura nella top five del peggio.
Invece, eccoci qui: tutto quello che potreste immaginarvi a non funzionare in una produzione dalle potenzialità enormi è qui presente, e nessuno, cast o uomo dietro la macchina da presa, è riuscito a cambiare le cose.


N°4: IL RAGAZZO DELLA PORTA ACCANTO di ROB COHEN



E così come Sean Penn, in piena crisi di mezza età, deve sfoggiare un fisico da palestra estrema per combattere il tempo che passa nel di poco sopra The Gunman, Jennifer Lopez ha bisogno di una parte in cui interpreta una milf che prima la da e poi si pente ad un aitante giovanotto pronto a rivelarsi, ovviamente, uno psicopatico.
Tipico thriller da sabato sera su Italia Uno, qualità compresa.
Se non peggiore.

N°3: PITCH PERFECT 2 di ELIZABETH BANKS



Come Sinister, peggio di Sinister.
Se il primo Pitch Perfect, nell'estate del duemilatredici, si era rivelato un ottimo guilty pleasure leggero e divertente, questo secondo pare la sagra del forzato e della banalità, nonchè la tipica commedia in rosa senza alcuno spessore che di norma evito come la peste.
Perfino Julez, che aveva adorato il primo capitolo, è rimasta letteralmente sconvolta.
Al confronto, il tracollo di Glee dalla prima alle successive stagioni pare quasi una cosa da poco.

N°2: 50 SFUMATURE DI GRIGIO di SAM TAYLOR-JOHNSON



Uno dei titoli più chiacchierati dell'anno, figlio del fenomeno letterario che ne ha inevitabilmente generato la trasposizione cinematografica.
Un romanzetto rosa su pellicola neanche alla lontana scandaloso come è stato pubblicizzato che è una fiera di banalità, ridicolaggini e logica partita per una qualche località dei Caraibi per un periodo di tempo indefinito, come una specie di dorata pensione.
L'unico punto a suo favore - responsabile del secondo posto e non del primo - è stato dato dal fatto che, quantomeno, invece di farmi incazzare, ha finito per strappare più di una risata.

N°1: MORTDECAI di DAVID KOEPP



Che Johnny Depp avesse intrapreso anzitempo la parabola discendente di Robert DeNiro era cosa nota da tempo, ma che ce la mettesse tutta in modo da replicare il "successo" di The tourist, una delle merde più galattiche degli ultimi dieci anni, pareva troppo perfino per il più accanito dei suoi detrattori.
E invece il buon "pirata" ci dimostra che, al peggio, non c'è mai fine.
Mortdecai è uno dei titoli più vuoti, inutili, scarsi e pacchianamente realizzati che abbia mai visto in vita mia.
E, come per ogni grande appassionato di Cinema, di merda ne è passata tanta, sotto i ponti.


 I PREMI

Peggior regista: Sam Taylor-Johnson per 50 sfumature di grigio
Peggior attore: Johnny Depp per Mortdecai
Peggior attrice: Rebel Wilson per Pitch Perfect 2
Premio "parrucchino di Nicholas Cage" per il personaggio trash: Mortdecai per Mortdecai
Effetti "discount": Survivor
Premio "dolcetto o scherzetto" per il costume più agghiacciante: il guardaroba ed i baffi di Mortdecai
Stile de paura: Pierce Brosnan per Survivor
Premio "veline": fuori tempo massimo, Jennifer Lopez per Il ragazzo della porta accanto
Peggior scena d'amore: una qualsiasi di 50 sfumature di grigio
Premio "pizza, spaghetti e mandolino": Jasmine Trinca per The Gunman



MrFord

martedì 23 giugno 2015

Pitch perfect 2

Regia: Elizabeth Banks
Origine: USA
Anno: 2015
Durata:
115'





La trama (con parole mie): le Barden Bellas, alle spalle un'esibizione a dir poco sconvolgente al Lincoln Center di fronte al Presidente Obama che è costata loro reputazione e luci della ribalta, si ritrovano a dover affrontare il lento e difficile percorso della rivincita reso ancora più complesso dall'avvicinarsi del momento della laurea per la maggior parte delle protagoniste di tre anni di vittorie ai Campionati Nazionali, dall'allontanamento di Beca, desiderosa di intraprendere la carriera di produttrice musicale, e dall'inserimento di volti nuovi dall'energia spesso non ben gestita.
Quando l'opportunità di riabilitare il proprio nome porta le Bellas a tentare la strada dei Mondiali di canto a cappella, il gruppo di ragazze si trova di fronte al favoritissimo gruppo tedesco, in grado di batterle sotto molti punti di vista ed intimidirle grazie ad esibizioni e coreografie praticamente perfette.
Riusciranno le Bellas a ritrovare l'armonia che pare perduta e vincere ancora una volta ribaltando i pronostici?








Quando, nel pieno dell'estate duemilatredici, lontano per scelta dal lavoro in un momento molto difficile, ebbi modo di godermi il congedo di paternità e passare con il Fordino, Julez e famiglia quasi un mese al mare, nella scorta di film che portai per condire le serate si trovava anche l'allora ribattezzato Voices, commedia dalla quale mi aspettavo poco o niente che, al contrario, si rivelò una visione piacevole e trasformò la "cup song" di Anna Kendrick in un vero e proprio tormentone.
All'uscita di questo secondo capitolo del franchise, il dubbio che potesse trattarsi di un'operazione puramente e meramente commerciale finì per abbassare molto le aspettative rispetto alla visione, temendo nel peggio: neppure nei miei peggiori incubi, però, mi sarei aspettato qualcosa di così terribile.
Elizabeth Banks, per l'occasione dietro la macchina da presa - e spero vivamente che non si sogni di ritornarci - e la sceneggiatrice Kay Cannon confezionano una pellicola stanca, noiosa, lentissima nelle quasi due ore di durata, spesso e volentieri volgare - nel senso non divertente del termine - neanche celasse lo zampino dei Vanzina, specchio della tipica operazione portata a termine con il solo scopo di mangiare soldi agli spettatori.
Dallo script, dunque, telefonato e mai davvero divertente, a personaggi e cast, tutto concorre a costruire uno degli insuccessi più clamorosi della stagione, in grado di andare oltre anche ad aspettative - come scrivevo poco sopra - decisamente basse combinando una povertà creativa clamorosa ad una serie di personaggi interpretati nella maniera più irritante possibile: dalla protagonista Anna Kendrick al suo inutile fidanzato - per quale motivo mantenere questa figura, se non per allungare il film di qualche minuto? - passando per l'irritante Rebel Wilson - che appare falsa e costruita così tanto da far sembrare il poser più scatenato come il protagonista di Noi siamo infinito - e la new entry Hailee Steinfeld, che pare aver abbandonato la scintilla che la guidò ai tempi de Il grinta per abbracciare uno stile degno delle peggiori produzioni televisive Disney.
Perfino Julez, felicissima di ritrovare le protagoniste del primo film e di rinverdire i fasti dei tempi d'oro di Glee - prima che la stessa serie canterina sprofondasse nel ridicolo -, ha finito per passare giocando con il cellulare tutta la seconda metà del film, probabilmente restando sveglia soltanto per manifestare solidarietà con il sottoscritto, che aveva scelto di rinunciare alla visione di Child 44 per potersi rilassare insieme con questo.
Pitch Perfect 2 rappresenta, dunque, uno dei punti più bassi del Cinema americano di questa prima metà dell'anno, una proposta spillasoldi assolutamente vuota, becera e poco interessante, improvvisata e dozzinale, nonostante di fatto sia stata premiata da incassi altissimi che le hanno garantito - pare, purtroppo - un terzo capitolo che, a questo punto, mi guarderò bene dal precipitarmi a recuperare.
Tanto ho lottato - se così si può dire - per lasciarmi alle spalle il periodo da fan hardcore del solo Cinema d'essai e d'autore per concedere la giusta attenzione e gloria anche alle proposte action, quanto titoli come questo mi fanno rimpiangere i tempi in cui criticavo qualsiasi blockbuster o potenziale tale bollandolo come pellicola buona giusto per i poveri stronzi che dalla stessa finivano per farsi fregare, magari in sala, con tanto di soldi sul piatto.
Considerato che prodotti di questo tipo nascono esclusivamente per intrattenere ed alleggerire il cervello, - in particolar modo d'estate -, direi che Pitch Perfect 2 è doppiamente colpevole, e dunque almeno quattro volte meritevole di una sviolinata di improperi rifilatigli dal sottoscritto nel corso di una visione che non solo non è stata divertente, ma è apparsa anche forzata, lenta e sguaiata.
Dal primo all'ultimo minuto, insomma, di "perfect" non c'è proprio nulla.




MrFord




"I'm all out of faith
this is how I feel
I'm cold and I am shamed
lying naked on the floor."
Natalie Imbruglia - "Torn" - 




giovedì 1 novembre 2012

The wedding party

Regia: Leslye Ledland
Origine: USA
Anno: 2012
Durata:
87'




La trama (con parole mie): Regan, Becky, Gena e Katie sono state compagne di liceo ormai quindici anni fa, e benchè le loro vite e carriere le abbiano portate su diversi binari - ed in diverse città -, non hanno mai perso i contatti. Quando Becky, la meno attraente del gruppo, annuncia il suo matrimonio, le sue vecchie "partners in crime" approfittano per una reunion che dovrebbe rispolverare la loro capacità di mettersi nei guai, oltre alla possibilità di togliersi qualche sassolino nelle scarpe rispetto ad ex scomodi ed un passato che si fa sempre più distante: e così, in effetti, è, tanto che Regan, Gena e Katie riescono a trasformare la notte prima delle nozze in una vera e propria sarabanda di caos, vestiti da riparare e rapporti sempre più incasinati con alcool, droghe ed ovviamente gli esponenti dell'altro sesso.





Ultimamente è capitato spesso che le impressioni - negative o positive che fossero - maturate negli episodi della rubrica che condivido con quello scellerato del mio antagonista Cannibale fossero inesorabilmente contraddette dalla visione, finendo per sorprendermi scatenando bottigliate o elogi inattesi: non è il caso di The wedding party, bollato come deludente prima e confermatosi tale dopo senza troppe attenuanti.
La pellicola di Leslye Ledland, che vorrebbe cavalcare l'onda del nuovo genere "una notte da leoni" sulle orme del discreto Le amiche della sposa dello scorso anno, infatti, nonostante dal primo all'ultimo minuto si dibatta per divertire ed appassionare il pubblico porta a casa lo stesso risultato di una figa di legno al Saloon, ovvero un cocktail annacquato e tanti saluti.
L'idea ormai inflazionata dell'addio al celibato/nubilato trasformato in un'avventura ai limiti del grottesco, infatti, comincia a stare stretta alla mia sopportazione, specie se mal gestita: i cialtroni del già indirettamente citato Una notte da leoni, dalla loro, oltre alla freschezza della proposta, avevano l'escamotage narrativo dei ricordi cancellati dalla droga da stupro, mentre il gruppetto di casiniste formato da Kirsten Dunst, Lizzy Caplan - indubbiamente la mia favorita - ed Isla Fisher appare raffazzonato e poco credibile, finendo per rientrare nei clichè del peggio che un genere possa offrire senza riuscire a regalare una risata fatta come si deve, qualche passaggio memorabile o anche soltanto una recitazione che preveda dell'impegno - perfino Rebel Wilson, che non può fare affidamento sull'apparenza al contrario delle colleghe, pare più cagna maledetta delle stesse -.
Fortunatamente il minutaggio rende la visione breve e quasi indolore, sfruttando una minima percentuale di fascino esercitato sulla generazione cresciuta negli anni novanta - che, poi, oltre ad essere quella delle protagoniste, è anche la mia, a ben vedere - grazie ad un amarcord rispetto alle compilation su cassetta, ad I'm gonna be (500 miles) dei Proclaimers - storico pezzo della band scozzese che fu colonna sonora del bellissimo Benny e Joon, uno dei cult "da coppia" dei tempi - e all'idea che prima o poi le cose in sospeso possono avere la possibilità di essere sistemate, in un modo o nell'altro.
Ovviamente anche l'alcool aiuta The wedding party a suonare più piacevole di quanto in realtà non sia - sicuramente non si può dire che il trio di casiniste allo sbando nella notte precedente al matrimonio di Becky non sia perfetto per i ritmi del Saloon -, eppure da una pellicola che sulla carta avrebbe potuto essere una risposta in rosa all'Apatow style era lecito aspettarsi decisamente di più sotto quasi tutti i punti di vista - anche della logica, dato che l'azione è quasi tutta sviluppata durante la notte prima del matrimonio, e pare che New York confermi l'ipotesi di essere la città che non dorme mai in ogni occasione, dalla sarta alla madre dell'ex di Gena, già sveglia e reattiva alle quattro del mattino, che se provo ad immaginare una ex di mio figlio che si presenta alla porta a quell'ora dopo quindici anni e con il vestito da sposa di un'altra da riparare riesco solo a pensare a Julez che la incenerisce con lo sguardo o la prende direttamente a cazzotti -.
Un filmetto, dunque, da quasi dimenticare che funziona giusto giusto come riempitivo per una serata in cui davvero non avete altro da proporre al cervello per azzerare il livello di neuroni.


MrFord


"When I wake up, well I know i'm gonna be,
I'm gonna be the man who wakes up next you
when I go out, yeah I know I'm gonna be
I'm gonna be the man who goes along with you
if I get drunk, well I know I'm gonna be
I'm gonna be the man who gets drunk next to you
and if I haver up, Yeah I know I'm gonna be
I'm gonna be the man who's havering to you."
The Proclaimers - "I'm gonna be (500 miles)" -


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