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giovedì 18 giugno 2015

Thursday's child

La trama (con parole mie): dopo una settimana jurassicamente fordiana, si torna purtroppo alla normalità con un weekend di uscite che alternano possibili soddisfazioni da Saloon ed altre buone giusto per il Paese dei Pusillanimi ove regna il mio rivale Cannibal Kid, seduto sul suo Trono di gomma.
In ogni caso, non mi pare ci sarà nulla per cui gridare al miracolo, ma considerato come sono andate le cose negli ultimi mesi, potrebbe quasi - e sottolineo quasi - andare discretamente.

"Prendo appunti: da Ford c'è sempre da imparare."
Fuga in tacchi a spillo

"E così quello è Peppa Kid?" "Già, è più pusillanime di quanto pensassi!"
Cannibal dice: Al contrario di Jeremy Renner, c'è sempre qualcosa in Reese Witherspoon e nei film che gira che mi convince. Per quanto quindi questo Fuga in tacchi a spillo sembri una commedia poliziesca davvero banale, oltre a un'americanata pazzesca, mi sa che finirò per vederlo. Mentre Ford, pure lui sui suoi tacchi a spillo, fuggirà via veloce.
Ford dice: ho visto il trailer di questa commediola cui normalmente non darei una chance neanche per sbaglio prima di Jurassic World, e non so se a causa dell'hype da dinosauri o dai neuroni spenti estivi, ho pensato che un tentativo si poteva pur fare. Aspetterò di vedere cosa combina sui suoi tacchi a spillo Katniss Kid, e poi deciderò.



La regola del gioco

"Pronto, Ford, potresti venire ad aiutarmi? Cannibal continua a seguirmi come una groupie!"
Cannibal dice: In Jeremy Renner c'è sempre qualcosa che non mi convince. Così come in Ford. Così come nei suoi film. Questo La regola del gioco non sembra fare eccezione, visto che pare un thriller pseudo gangsta ad alto tasso di fordianità. E non è un bene.
Ford dice: Kill the messenger - titolo originale dell'insensato La regola del gioco - giace da tempo al Saloon in attesa di ispirazione e visione, nonostante si tratti di una proposta molto fordiana e ben poco cucciolesca.
Approfittando dell'uscita, vorrà dire che darò a Renner la possibilità di uscire dal suo anonimato di attore.



Unfriended

"Abbiamo visto Marco Goi in cam: ora siamo condannati dalla maledizione del Coniglione!"
Cannibal dice: Horrorino sulle nuove tecnologie che riecheggia film recenti che non mi erano dispiaciuti come Open Windows e The Den, quindi mi sa che una visione estiva ci sta tutta. Tanto, mal che vada, peggio di un film consigliato dal mio unfriend Ford non può essere.
Ford dice: horrorino inutile di quelli estivi - nel senso peggiore del termine - che potrebbe riuscire a spaventare giusto quel pusillanime del mio rivale.
Passo.


Diamante nero

"Ogni volta che si esce con Ford, si finisce sbronzi!"
Cannibal dice: Pellicola francese che si candida prepotentemente al titolo di film della settimana. La regista Céline Sciamma con il precedente Tomboy mi sembrava promettente ma ancora acerba e questo potrebbe essere il film della sua esplosione totale.
Esplosione totale che auguro anche a Ford. La sua però in senso letterale.
Ford dice: nonostante l'aura molto d'essai, Tomboy mi sorprese in positivo qualche anno fa. L'ancora acerba Celine Scianna, allora al suo esordio, potrebbe con questo Diamante nero fare il salto di qualità. Sarà così, o il risultato sarà l'ennesima cannibalata?



Teneramente folle

"Ragazze, io questi due bloggers, Cannibal e Ford, non li carico neanche se mi pagano!"
Cannibal dice: Commedia romantica che non sembra niente di eccezionale, ma che dalla sua parte sembra avere un'ambientazione e una colonna sonora anni 70 intriganti. Potrei fare la follia di guardarlo, mentre teneramente mando a quel paese Ford.
Ford dice: teneramente, eviterò questa commediola neanche fosse teneramente sponsorizzata dal mio rivale.



Torno indietro e cambio vita

"Secondo te come se la caverebbero Cannibal e Ford se tornassero a scuola?" "Di sicuro sarebbero espulsi, credimi."
Cannibal dice: Ecco il nuovo film dei Vanzina, un vanto per il cinema italiano all'incirca quanto Ford lo è per il web italiano. A vedere il trailer, questa pellicola con Raoul Bova mi ricorda un'altra pellicola sempre con Raoul Bova: Immaturi. Ma tranquilli, potrebbe essere pure peggio.
Ford dice: neanche il tempo di nutrire una qualche flebile speranza per il Cinema italiano, quand'ecco che lo stesso abbassa il livello oltre livelli inimmaginabili.


Neanche fossimo tornati ai tempi delle varie Vacanze di Boldi e De Sica.



Soundtrack - Ti spio, ti guardo, ti ascolto

"Hey, Cannibal, smettila di spiarmi!"
Cannibal dice: Film già segnalato una manciata di settimane fa che esce ora, con un titolo leggermente differente. Non pensavo sarebbe stato possibile fare peggio di Soundtrack - Oltre ogni ragionevole desiderio, e invece con Soundtrack - Ti spio, ti guardo, ti ascolto ci sono riusciti.
Ford dice: potrebbe essere anche il film del secolo e del millennio, ma con un titolo come questo non mi ci metto neanche sotto costrizione.



Albert e il diamante magico

Una rappresentazione utopistica dell'amicizia tra Ford e Cannibal.
Cannibal dice: E se questa settimana non c'era anche la solita bambinata d'animazione, Ford non era felice. Quindi va beh, accontentiamolo ancora questa volta, ma poi basta!
Ford dice: ma con tutta l'animazione interessante che si trova in giro per il mondo, in Italia si deve distribuire solo il peggio neanche si trattasse di horror!?


giovedì 10 novembre 2011

Tomboy

Regia: Cèline Sciamma
Origine: Francia
Anno: 2011
Durata: 84'



La trama (con parole mie): Laure, una ragazzina sveglia ed energica dal fare mascolino e dalla sensibilità tutta femminile, si è appena trasferita in una nuova casa e in un quartiere tutto da scoprire con la famiglia e la sorellina. Fatta amicizia con un gruppo di suoi coetanei del posto - probabili futuri compagni di scuola -, ha intenzione di godersi l'estate e la vicinanza della nuova amica Lisa, felice della sua nuova vita.
Peccato che, per integrarsi più facilmente e - chissà - conquistare il cuore della stessa Lisa, Laure, sfruttando la sua fisicità, comincia a spacciarsi per un maschio e farsi chiamare Michael.
Quando la sua sorellina Jeanne verrà a conoscenza dell'inganno, le cose cominceranno a complicarsi: e quando farà a botte con un ragazzino proprio per difenderla finiranno per precipitare.




Il Cinema francese è, da sempre, per me una sorta di Two face batmaniano: da una parte troviamo un autorialismo spesso spocchioso e giocato sull'apparenza, dall'altra una leggerezza ed un rispetto dei personaggi unico ed elegante.
In particolare, le pellicole di formazione legate ai giovani protagonisti, sembrano ispirare in modo particolare gli autori d'oltralpe, e fin dai tempi de I 400 colpi, passando attraverso i Classici come Au hasard Balthazar per arrivare a cose recenti come Stella o Ricky, le vicende legate alla crescita sono sempre state esponenti importanti della seconda - e, che ve lo dico a fare, preferita dal sottoscritto - categoria.
Tomboy, pur non raggiungendo i livelli dei titoli appena citati, riesce a regalare un punto di vista straordinariamente ben inquadrato "ad altezza bambino" e mantiene una soavità fuori dal comune dal primo all'ultimo minuto, avvincendo pur non raccontando nulla di clamoroso - anzi, giocando più sulla semplicità di una quotidianità comunissima e speciale, quale può essere l'estate di una bambina, addirittura arrivando a ricordarmi in questo il Capolavoro Totoro del Maestro Miyazaki - e mostrando a tratti un coraggio non coraggio che qui in Italia avrebbe assunto i connotati del classico scandalo studioapertiano con le sequenze del bagno di Laure e Jeanne - culminato con un brevissimo nudo della giovane e bravissima protagonista Zoè Heràn - o dei baci tra Michel/Laure e Lisa.
Al contrario, dunque, di quanto potrebbe sembrare al pubblico italiota di grana grossa, le parti dedicate alle interazioni tra i piccoli protagonisti e alle loro dinamiche di gruppo risultano le più efficaci, dalle partite di calcio alla nuotata, fino alla rissa che innescherà il progressivo crollare della bugia di Laure e al confronto avvenuto a verità rivelata, in grado di mostrare le potenziali crudeltà di un'età per certi versi priva di freni senza mai risultare eccessiva o decisa a liberare qualche colpo basso per arruffianarsi - o scandalizzare - il pubblico e la critica.
In questo senso, lo stesso confronto con la madre - "Non lo sto facendo per punirti, ma per proteggerti" - appare tanto realistico quanto illuminato, simbolo di un rapporto tra Laure e i suoi genitori assolutamente moderno e paritario.
Il pregio maggiore di Tomboy, dunque, resta quello del suo sfiorare lo spettatore mantenendo i toni di una curiosa cronaca che sta a metà strada tra il ricordo e l'emozione del momento, portando sullo schermo il ritratto di un'estate di quelle che, una volta adulti, ricordiamo come uniche ed irripetibili anche nei loro momenti "bui".
D'altro canto, occorre ammettere che la levità di cui ho appena parlato costituisce, in qualche modo, anche il limite maggiore dell'opera di Sciamma, lontana dalla realtà dura e pura di cose egrege come La classe ma anche dai voli del Truffaut di Doinel: in qualche modo, si potrebbe addirittura affermare che l'equilibrio di questo film, quasi confortevole, potrebbe essere preso come timore di rischiare quel qualcosa in grado di trasformare una visione discreta in qualcosa che resta dentro, e che lo spettatore non dimenticherà facilmente.
Il fatto è che, onestamente, vorrei evitare di pensarla in questo modo, e mi piace credere che Tomboy sia stato realizzato in questo modo perchè è così che doveva essere: un film a cui volere bene, delicato e a suo modo magico, sottile eppure intenso.
Proprio come la sua protagonista.

MrFord

"I need an easy friend
I do, With an ear to lend
I do, Think you fit this shoe
I do, But DO you have a clue?"
Nirvana - "About a girl" -
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