lunedì 4 febbraio 2019

White Russian's Bulletin



Nuova settimana e, stranamente rispetto agli ultimi mesi, un Saloon sintonizzato quasi in tempo reale con le uscite in sala. Sarà la Notte degli Oscar che si avvicina, saranno titoli che finalmente dopo settimane di quasi nulla cominciano a stuzzicare le corde giuste, ma è stato un piacere, pur centellinandolo, dedicare il tempo alla cara, vecchia, settima arte.


MrFord



VICE - L'UOMO NELL'OMBRA (Adam McKay, USA, 2018, 132')

Vice - L'uomo nell'ombra Poster

L'avevo già intuito ai tempi dell'ottimo La grande scommessa. Adam McKay, incensato da una gran parte della critica - a dire il vero, più in Europa che negli USA -, non mi sta particolarmente simpatico. Non trovo i suoi film così freschi e veloci come alcuni dicono, e penso che il suo approccio sia solo superficialmente "pane e salame".
Eppure, come per La grande scommessa, a dispetto dell'antipatia confeziona una pellicola notevole, recitata alla grande - Christian Bale è all'ennesima conferma delle sue doti - ed in grado di portare sullo schermo un personaggio grigio e poco appassionante come Dick Cheney, eminenza grigia dei mandati di George W. Bush: la cosa sconvolgente è che, a dispetto delle critiche e delle posizioni politiche, il risultato sia stato una comprensione umana, nel grigiore stesso dell'umanità e delle sue sfumature, della figura di una persona disposta a qualsiasi cosa pur di gestire il potere - pur senza manifestarlo "pubblicamente" - e portare - pur senza clamori mediatici - il potere stesso alla sua Famiglia. Un ritratto tanto inquietante quanto clamorosamente reale, inquietante soprattutto per mostrare Dick Cheney esattamente come uno qualsiasi di noi.




DRAGON TRAINER - IL MONDO NASCOSTO (Dean DeBlois, USA, 2019, 104')

Dragon Trainer - Il mondo nascosto Poster

Preso al volo sfruttando la passione sviluppata dai Fordini per uno dei brand extra-Pixar meglio realizzati degli ultimi dieci anni, Dragon Trainer - Il mondo nascosto ha confermato la validità di una storia e di un prodotto che non ha fatto altro che consolidare e rendere sempre più vivi i suoi protagonisti: visivamente splendido - la scoperta del Mondo Nascosto è una meraviglia per gli occhi, e patisce solo il fatto di essere giunta un anno in ritardo rispetto al mondo dei morti di Coco -, divertente quanto emozionante, introduce un tema già trattato anche nell'animazione - quello della separazione come parte integrante dell'amore - in modo intelligente e sentito, chiudendo di fatto il franchise grazie ad un finale in grado di toccare grandi e piccini. 
E dalla Fordina che applaude a scena aperta al primo "incontro amoroso" di Sdentato con la Furia Chiara alla presa di coscienza di Hiccup, passando attraverso gli abbracci dei figli ai genitori in sala e ai perfettamente riusciti charachters di supporto, tutto trova la collocazione giusta.
Perchè la verità è che, pur crescendo, restiamo bambini. E quando guardiamo un film con i nostri figli, siamo sempre più emozionati di loro. Soprattutto perchè loro lo scopriranno in tempi non sospetti, e noi lo sappiamo già da ora.




GREEN BOOK (Peter Farrelly, USA, 2018, 130')

Green Book Poster


Ammettiamolo, sulla carta Green Book è il classico film da periodo di Notte degli Oscar.
Per scelte stilistiche, vicende narrate, tematiche, interpretazioni.
Con ogni probabilità, potrebbe essere la tipica produzione invisa ai radical chic di qualsiasi genere.
Per quanto mi riguarda, Oscar oppure no, è uno di quei film con il potere di incollarti al divano quando capita di incrociarlo alla tv, o che non ti stancheresti mai di rivedere, fosse la seconda o la centesima volta. Mortensen e Ali sono fenomenali nel portare in scena due personaggi scritti alla grande ed estremamente reali e definiti, a prescindere dal fatto che possano essere stati ispirati da storie vere.
Green Book non è tanto un film a tematica razziale, quanto umana: allo stesso modo del "grigio Cheney" di Vice, Tony e Don sono espressioni agli antipodi - e non parlo di differenze di pigmentazione - di come si possa intendere la vita: da una parte il genio inarrivabile e solitario, dall'altra l'uomo del popolo che vive al massimo e non si preoccupa troppo della propria ignoranza. Due punti di vista, due direzioni, due volontà che scoprono di avere in comune un desiderio che, a conti fatti, è il più giusto che si possa pensare di portare nel proprio bagaglio: vivere.
Questo film racconta con il cuore cosa significhi vivere, sia che lo si faccia bevendo una bottiglia a sera da soli, per dimenticare la tristezza, sia condividendo i brindisi con parenti, amici, chiunque si trovi lungo la strada. Sia che lo si faccia per dignità, sia per volontà. Sia mostrando le proprie ragioni a parole, sia con i pugni.
Perchè il linguaggio di certi sentimenti va oltre qualsiasi estremo. E anche oltre il grigio.


10 commenti:

  1. Su Vice sono assolutamente d'accordo con te: è uno dei migliori film americani dell'anno (del resto non sono stati moltissimi...), mentre ho molti dubbi su Green Book: l'ho trovato davvero falsissimo, insopportabilmente retorico e buonista malgrado le intepretazioni grandiose dei due protagonisti. Hai detto bene: il classico film costruito per l'oscar

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    1. Capisco i tuoi dubbi rispetto a Green book, decisamente "da Oscar", eppure, sarà per i suoi protagonisti, l'ho trovato davvero coinvolgente e piacevole, e molto umano.

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  2. Con Green Book ho appuntamento stasera, viste le opinioni contrastanti decido di eliminare ogni aspettativa.
    Dragon Trainer lo vedrò presto anche se il secondo capitolo lo ricordo davvero poco. Quanto a Vice, potrebbe diventare il mio favorito alla corsa agli Oscar visto che i rivali si stanno dimostrando inferiori o delle delusioni, anche se sì, dopo La grande scommessa manca l'effetto sorpresa della sua confezione.

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    1. Su Green Book, sempre leggendo su Instagram, mi pare la si sia pensata allo stesso modo, e credo che ti piacerà anche Dragon Trainer.
      Per il resto, sarà una Notte degli Oscar scialba, secondo me.

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  3. Lovely blog. Thanks for sharing with us.

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  4. Salve
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  5. Il tuo identificarti con Dick Cheney sì che è inquietante.
    Io l'ho trovato un ottimo film, anche umano, ma quest'identificazione, grazie a Dio e soprattutto grazie a Satana, non l'ho sentita. :)

    Decisamente meglio identificarsi con i protagonisti di Green Book, uno più fordiano e l'altro più cannibale, ma che comunque scoprono di avere qualcosa in comune. Un po' ciò che capita a ogni puntata della nostra rubrica co-condotta. :D

    Dragon Trainer caruccio il primo, però zero voglia di recuperarmi il secondo e pure questo terzo. Anche perché tu pur crescendo resterai bambino, mentre io pur crescendo resto teen. XD

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    1. E' stata un'identificazione umana, come è umano il film, nonostante la confezione ed il piglio. Quindi siamo d'accordo neanche fossimo in Green Book, che effettivamente è un pò una trasposizione della nostra storia. Ahahahahah!

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  6. Recuperato sabato Green Book. Piaciuto molto e condivido quanto da te scritto: il classico film che rivedrei ogni volta che mi capita.

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    1. Sono contento ti sia piaciuto. A me ha fatto proprio bene.

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