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sabato 30 marzo 2019

Saturday night's child


Nuova settimana e nuovo ritardo - ormai quasi prassi - per la rubrica delle uscite a tre più nota della blogosfera: ad accompagnare la consueta coppia formata da questo vecchio cowboy ed il re dei radical chic Cannibal Kid, il buon Marco Contin, chiamato a confrontarsi con potenziali delusioni e potenziali conferme. E non sto parlando di Peppa e me.

Prima di lasciarvi alle uscite, però, ritaglio uno spazio pubblicitario per annunciare con grande orgoglio che qualche giorno fa è uscito il secondo romanzo di Julez, Partita Doppia, prima parte di una storia che è riuscita, grazie alla determinazione e alla passione della signora Ford, a convincere perfino un tamarro come me che con il romance ha davvero poco da spartire.
Ovviamente invito tutti voi a fare un giro su Amazon e portarvela a casa.


Partita doppia: Double Trouble Series #1 (Pigalle) di [Ferrari, Bianca]

Dumbo

"Non possiamo prendere nel circo Cannibal e Ford: quei due sono troppo freaks anche per noi!"

Marco: La nuova tendenza di Hollywood è quella di riproporre in live-action, classici dell’animazione Disney. È stato così per La bella e la bestia e per Il libro della giungla e ora ci prova anche Tim Burton con Dumbo. Le ultime prove del regista californiano sono state abbastanza deludenti, ma qui torna a parlare di temi a lui cari come i freaks e l’accettazione del diverso. La CG non mi convince troppo, anche se a detta di molti, motivata da nobili intenzioni (schierarsi contro lo sfruttamento degli animali nei circhi). Il cast stellare è composto da diverse vecchie amicizie di Burton, come Danny De Vito, Michael Keaton e la sempre gno…bellissima Eva Green. Insomma chi più ne ha più ne metta.
Cannibal Kid: La casa di produzione preferita da Ford, la Disney, conferma di essere sempre più a corto di idee originali. Proprio come Ford. Negli ultimi anni come cose nuove degne di nota ha tirato fuori giusto Frozen e Inside Out, e pure quelle mi sembra le abbia mezze scopiazzate in giro. Quanto a questo “nuovo” Dumbo sulla carta non promette nemmeno troppo male. Da bimbetto la pellicola d'animazione m'aveva persino commosso, il cast di questa versione non è niente male e alla regia c'è Tim Burton. Peccato solo che sembri l'ennesima rilettura live-action inutile e inoltre Burton quando si dà alle disneyate, come con Alice in Wonderland, dà del suo peggio.
Ford: non ho mai approvato l'idea Disney di trasformare i suoi Classici in live action, e fatta qualche eccezione quantomeno discreta - Il libro della giungla - di norma l'esperimento si è rivelato a mio parere fallimentare quantomeno sotto il profilo della qualità. A dare in parte speranza a questa versione di Dumbo c'è Tim Burton, autore di numerosi film cult ed un paio quantomeno memorabili, che però di recente pare avere messo in naftalina la sua vena migliore. Onestamente, non andrei a vederlo nemmeno sotto tortura, ma pare che i Fordini siano decisamente intenzionati a trascinarmi in sala.

Border - Creature di confine

Ford e Cannibal in una delle loro serate più tranquille.
Marco: Film in cui la storia è più interessante della morale di fondo, che per quanto giusta e fondamentale, non dice nulla di nuovo, basti infatti pensare ai “diversi” di Burton o all’Elephant Man di David Lynch. La pellicola, che mischia vari generi (dal fantastico, al drammatico, passando per il sentimentale) ha avuto successo in tutto il mondo, chissà se sarà un successo meritato. Certo però che i due protagonisti sono brutti forte…
Cannibal Kid: Curiosa pellicola svedese che ho già visto. La cosa più curiosa è che in un paese così pieno di figa, la protagonista sia più spaventosa di Ford. Cazzate a parte, la pellicola pur perdendosi ed esagerando un po' nel finale, è un gioiellino che merita di essere visto. A me è piaciuta abbastanza, ma la consiglio in particolare al mio blogger rivale. Con 'ste storie di freaks più pane e salame che radical-chic lui ci va a nozze e, se per una volta darà retta a un mio saggio consiglio, credo rivedremo questo titolo nella top 10 dei suoi film preferiti dell'anno.
Ford: film nordico che pare molto fordiano e che, nonostante il consiglio del mio rivale, credo cercherò di recuperare al più presto. Dovessi trovarmi nella spiacevole condizione data dal dargli ragione, avrò guadagnato una buona visione, altrimenti mi consolerò con la felicità di potergli dare contro.

Bentornato Presidente!

"Mi sento un pò a disagio: probabilmente come chi andrà a vedere questo film."
Marco: Sequel di Benvenuto Presidente di cui, sinceramente, non ne sentivo l’esigenza. Il trailer lascia intuire una voluta caricatura del clima politico attuale, ma anche un disegno dei personaggi fin troppo macchiettistico. Io amo il cinema italiano e perciò non andrò a vedere questo film in sala.
Cannibal Kid: Anche io negli ultimi tempi ho imparato ad amare il cinema italiano. E, benché farà fatica ad ammetterlo, persino Ford. Pure io quindi eviterò questo film in sala. E pure a casa, visto che avevo trovato il precedente Benvenuto Presidente! tremendo (http://www.pensiericannibali.com/2013/09/benvenuto-deficiente.html).
Ford: non avevo visto il primo, non credo certo che vedrò il secondo. Questo è il cinema italiano che non è il Cinema italiano. E non sa neppure dove sta di casa.

The Prodigy - Il figlio del male

"Papà mi ha detto: da buon Fordino, vai a fare paura a quella zucca vuota di Cannibal!"
Marco: Ennesimo horror su un bambino posseduto da un demone (o spirito o diavolo in persona). Dunque niente di nuovo sul fronte occidentale (inteso come cinema hollywoodiano) ma che, appena avrò modo, recupererò sicuramente, dato che questi film finisco sempre con l’intrigarmi, ben sapendo che gli spaventi saranno per lo più dovuti a jump scare e quasi sempre telefonati.
Cannibal Kid: Peccato. Dal titolo speravo fosse il biopic musicale dedicato ai Prodigy del compianto Keith Flint. In attesa che lo facciano, bisogna accontentarsi di questo horrorino. Pur schifandolo, mi sa che finiremo per guardarlo tutti e tre...
Ma comunque, il figlio del male non è il Fordino?
Ahahah!
Ford: caro Peppa, il Fordino ad oggi è preciso come uno svizzero e sensibile come un teen in piena tempesta emotiva, quindi direi che non ha raccolto da questo punto di vista l'eredità paterna, quantomeno quella attuale. E anzi, sono preoccupato che possa rivelarsi un radicalino del tuo stampo. Per quanto riguarda il film, horrorino inutile del quale non si sentiva l'esigenza e che probabilmente finirò per vedere e demolire come è giusto che sia.

Una giusta causa

"La causa tra Ford e Cannibal sarà più dura e sanguinosa del previsto."
Marco: Biopic che se qui in Italia fosse uscito l’8 marzo (dato la trama della vicenda) e con la giusta pubblicità, avrebbe forse sbancato i botteghini. Anche in questo caso non ci vedo nulla di nuovo, ma il film sembra diretto con mestiere da Mimi Leder (Deep Impact, Un sogno per domani). La presenza, anche se in un “piccolo” ruolo di Kathy Bates è poi una garanzia, o almeno lo spero.
Cannibal Kid: A parte la presenza di Kathy Bates, che ho sempre trovato più inquietante che brava, il cast mi sembra davvero notevole e vanta Felicity Jones, Armie Hammer, Justin Theroux e Cailee Spaeny. Pare un biopic-legal un po' troppo convenzionale, però un'occhiata gliela si potrebbe dare. Il fatto che Ford probabilmente non lo guarderà mai rappresenta una giusta causa.
Ford: pellicola sulla carta potenzialmente interessante a livello sociale, che però mi pare, a prima vista, poco incisiva e più da salottino da signore da pomeridiana che non un vero lavoro da pugni chiusi in stile Ken Loach. Dunque, mantengo i miei dubbi e per ora rimando la visione. Dovessi leggere recensioni particolarmente esaltate, poi, vedrò di recuperarlo. A meno che ad esaltarlo sia Cannibal. E a quel punto, sarebbe giusto evitarlo.

Captive State

"Yo! Siamo più supergiovani di quel fintogiovane di Cannibal!"
Marco: Un’invasione aliena, un mondo distopico, un film di fantascienza diverso dal solito. Sarà poi da vedere se le premesse vengono rispettate dato che questo sembra essere uno dei film più interessanti della stagione, non fosse altro che per la presenza del sempre ottimo John Goodman.
Cannibal Kid: Non sono un enorme appassionato di fantascienza, ma di sci-fi alternativa sì. Pellicole come Arrival, District 9 e Another Earth sono state tra le cose più sorprendenti viste negli ultimi anni. Quasi come Ford che dice una cosa furba. Questo Captive State sarà altrettanto stupefacente? Nutro qualche dubbio, ma per sicurezza darò un'occhiata.
Ford: la sci-fi distopica è un terreno minato, sul grande schermo. Si può passare dal supercult inaspettato alle schifezze mortali. Non penso che Captive State faccia parte di una o dell'altra categoria, ma onestamente non ho gran voglia di scoprire se potrei essere smentito, oppure no. Mi mantengo a distanza, pronto ad avvicinarmi in caso di bisogno.

giovedì 17 maggio 2018

Thursday's child




Nuovo episodio della rubrica a tre per questa settimana quasi più radical chic della blogosfera, non solo a causa della presenza di Cannibal Kid, ma anche e soprattutto per quella di Jean-Luc Godard, promettente blogger che ha ottime possibilità di fare le scarpe proprio al mio rivale.


Intro (breve) di Jean-Luc Godard: Frutto di un travaglio interno durato addirittura un quarto d'ora, ecco il mio giudizio critico sui film (ma per alcuni di questi è termine troppo generoso) in uscita.


"Prova a fare il furbo, Godard, e finisci come Cannibal quando ha accettato di fare un incontro di wrestling contro Ford."


Deadpool 2

"Questo Godard non sa nulla del mio primo film? Dev'essere davvero un testa di birdman!"

Jean-Luc Godard: Ma perchè c'era pure un Deadpool 1 ? La vita non cessa mai di stupirmi. Ancora un supereroe. Tipo anni (ma direi decenni) che non vado a vedere un film su un supereroe. Birdman, ovviamente non conta (oh, sebbene ricordi ancora le due che nelle poltrone dietro chiaccherarono per tutto il film...)
Cannibal Kid: Incredibile ma vero, per una volta sono proprio io, il nemico numero 1 dei cinecomics, a difendere un cinecomics. Ci voleva proprio uno come Jean-Luc Godard per risultare più radical-chic di me, ahahah
Deadpool 1 è uno dei pochi, pochissimi cinefumetti che mi abbiano davvero esaltato e divertito, anche se vabbé quel Capolavoro di Birdman vola ad altezze ben superiori checché ne dica Ford, quindi Deadpool 2 me lo vedrò (spero) con piacere, sperando che l'acquisizione di Disney della 20th Century Fox non abbia reso innocuo e buonista persino un personaggione del genere.
Ford: ci voleva giusto l'unico blogger più radical del Cannibale per non considerare l'hype pazzesco per l'uscita del secondo capitolo del film di supereroi definitivo, Deadpool, che era riuscito a conquistare perfino il mio antagonista. Ovviamente qui in casa Ford siamo in grande fibrillazione per quello che potrebbe essere il titolo della primavera, e non solo della settimana. In Wade we trust. Facci sognare.

Dogman

"Prova a fare il furbo, Cannibal, e finisci come Godard a inizio post."

Jean-Luc Godard: Er canaro per noi romani è stato un mito (ovviamente negativo). Come Jack Lametta, Johnny Lo Zingaro e altri tristi figuri. Mi sa che i registi italiani (vedasi Sorrentino con "Loro") stanno prendendo il vizio di fare Cinema con storie ovvie, ma ancorate alla realtà. Berlusca, Er Canaro..a quando una bio su Ford e Cincinnati Kid...:)?
Cannibal Kid: Criminale per criminale, anche un film su noi due in effetti a questo punto ci starebbe bene. Personalmente preferirei che a girarlo ci fosse Paolo Sorrentino, ma in mancanza di altri può andare bene pure Matteo Garrone, un regista secondo me dal potenzialmente notevole, che però finora mi ha convinto parecchio solo in un'occasione (Gomorra), così così con Reality e per niente con Il racconto dei racconti - Tale of Tales.
Ford: ho sempre trovato Garrone un regista dal grande talento un pò troppo soffocato dalla sua voglia di stupire, e rispetto al suo "rivale" Sorrentino non mi pare sia ancora riuscito a trovare una vera e propria dimensione. Che sia la volta buona? Speriamo. Intanto farei fare un giro con l'uomo dei cani a Cannibal l'amante dei gatti.
Ford: ho sempre trovato Garrone un regista dal grande talento un pò troppo soffocato dalla sua voglia di stupire, e rispetto al suo "rivale" Sorrentino non mi pare sia ancora riuscito a trovare una vera e propria dimensione. Che sia la volta buona? Speriamo. Intanto farei fare un giro con l'uomo dei cani a Cannibal l'amante dei gatti.

Giù le mani dalle nostre figlie

"Aaaaaaaah! Ma guidi peggio di Ford!"

Jean-Luc Godard: Come dicono a Los Angeles: in quanto a Cinema, in tutti i generi, gli americani se la comandano. Ma non, almeno da vent'anni, nella commedia. Aridatece Adam Sandler, verrebbe da dir(gli).
Cannibal Kid: Come dicono a Los Angeles? Ma Jean-Luc, che ne sai? Tu non sei di Parigi?
Quanto a questo film, considerando che il protagonista è quel wrestler non-attore di John Cena, come tutti i wrestler non-attori idolo di Ford, mi unisco anch'io al grido: aridatece Adam Sandler. O persino Massimo Boldi. Il ruolo del padre che cerca di difendere la figlia dai corteggiatori sembra perfetto più per lui che per Cena.
Ford: non me ne voglia Cena, che sta progressivamente mollando il wrestling per cercare di seguire le orme di The Rock, ma di The Rock ce n'è solo uno. Anche se Giù le mani da mia figlia potrebbe essere un film con me protagonista quando la Fordina sarà in età da potenziali fidanzati.

They

"Bambini, posso venire da voi a guardare un film indie cannibale invece di stare al tavolo con gli adulti fordiani che bevono white russian come acqua fresca?"

Jean-Luc Godard: Quando scelgo io un film , di solito poi mi piace o comunque non mi annoia: ecco, They, prevedo, è un'opera sbadigliosa. Da evitare. (tanto qui è tutto MioFratelloèFiglioUnicoFansClub...un biglietto omaggio per They a chi non l'ha capita).
Cannibal Kid: Film che potrebbe essere un gioiellino indie, ma che almeno stando a vedere il trailer probabilmente si rivelerà come dice Godard: un'opera sbadigliosa, o anche fordiosa.
Ford: considerato che ultimamente la sera arrivo massacrato dalle incombenze e mi addormento anche sulle cose che mi piacciono, direi che lascerò They a them, ovvero Jean Luc e Cannibal.


(Interludio di Jean-Luc Godard:): azz...ma quanti film escono ogni giovedì..bei tempi, per il recensore, quando a metà maggio i Cinema erano chiusi..e non c'erano le multi..e ..ma questa è un'altra storia


Parigi a piedi nudi

"Pare quasi La forma dell'acqua fatto con i piedi. Come dite? Era già fatto con i piedi!? Allora non ho inventato nulla di nuovo!"

Jean-Luc Godard: La canadese che cerca la zia a Parigi... diceva Rossellini che si può fare un film su qualunque cosa...ma temo che Abel e Gordon non siano nè Rossellini nè Chaplin, a cui paiono strizzare l'occhio. Nuovo Cinema Deja Vu.
Cannibal Kid: Se persino uno come il franco-romanesco Godard non è interessato a questo film parigino, chi sono io per oppormi?
Sì, in genere sono uno strenuo difensore delle francesate, ma questa settimana che torna in scena Deadpool preferisco difendere i supereroi, o meglio gli antieroi.
Ford: da buon antieroe deadpooliano, questa merdina francesizzata la spalmo tutta sul panino della merendina del Cucciolo Eroico.

Famiglia allargata

"Non vuoi più vedere il Cucciolo Eroico!? Non sarai mica diventato fordiano!?"

Jean-Luc Godard: L'ennesima commediola su uno scapolo incallito. Aridatece Alberto Sordi. Ce lo meritavamo.
Cannibal Kid: Commedia francese con la splendida Louise Bourgoin, già vista in Travolti dalla cicogna e L'autre monde? Ritiro quanto detto sopra, viva il cinema francese sempre e comunque!
Ford: strano non sentire qualche battuta trita e ritrita di Cannibal a proposito della tribù dei Ford! Ahahahah! Comunque, vale quanto scritto per il film precedente.

Abracadabra

"Quei tre sono i conduttori della rubrica? Sono piuttosto inquietanti, direi."

Jean-Luc Godard: Un album dei Beatles si doveva chiamare così ma poi scoprirono che un disco con quel titolo già l'avevano fatto e ripiegarono su "Rubber Soul". Per la serie: sbanfo, miei cari, basta con 'ste commedie...
Cannibal Kid: Godard mi snobba il lavoro di un suo promettente collega spagnolo? Non si fa! Abracadabra è il nuovo film di Pablo Berger, il regista di Blancanieves, pellicola muta in B/N che non era deliziosa quanto The Artist di Michel Hazanavicius, ma era comunque decisamente interessante. Spero inoltre che, pronunciando la parola Abracadabra, Ford sparisca all'improvviso da questo post. E magari anche da questo mondo.
Ford: o sei privo di magia, o non hai una rubber abbastanza grande per cancellarmi, Peppa. E non solo sono qui, ma mi trovi perfino d'accordo.

Il codice del babbuino

"Se non mi fai subito scendere da quest'auto, Ford, ti faccio un buco in testa."

Jean-Luc Godard: Un film che già so- scommettiamo?- come finirà: i colpevoli non sono gli zingari- sempre vittime- ma qualche italiano strafatto di crack...staremo a vedere. Tra gatti in tangenziali e altro, la periferia della mia bella (nonostante tutto) città è assediata dal cinema...spero la liberino.
Un saluto a tutti e, in conclusione, un consiglio per capire se un figlio è bello: se Anselma Dell'Olio dice che è bello, sceglietene un altro.
Cannibal Kid: Pellicola amatoriale che dal trailer non sembra meritare di essere diffusa manco sul profilo Instagram di quel babbuino di Ford, figuriamoci in sala.
Quanto ad Anselma Dell'Olio, dico solo che è sposata con Giuliano Ferrara, quindi vedete un po' voi se è il caso di fidarsi dei gusti di una persona del genere.
Ford: da buon babbuino, direi che invece di battermi il petto come una scimmia qualsiasi, potrei battere qualche pugno sul grugno di tutta una serie di film ed individui poco raccomandabili. Cannibal su tutti.

martedì 19 dicembre 2017

Columbus (Kogonada, USA, 2017, 100')





Io e Julez abbiamo abbandonato Milano per trasferirci in quel di Lodi nel gennaio del duemiladieci: eravamo ancora in quella fase in cui si progetta, i Fordini non erano ancora arrivati e la possibilità che accadesse ci metteva di fronte alla scelta di vivere in un posto con case dai costi sicuramente inferiori a quelle della grande città ed un'atmosfera più vivibile e a misura d'uomo, nonostante i servizi fossero tutti quelli che ci si aspetta di sfruttare e trovare.
Lavorando a Milano e vivendo di pendolarismo, però, ho dovuto aspettare sette anni per cominciare a vivere la mia nuova città, sfruttando il periodo da casalingo che ha caratterizzato gli ultimi dodici mesi: del resto, a volte, basta cambiare velocità - come cantava Battiato - per scoprire sfumature che non riusciamo a notare quando corriamo.
Ma per quale motivo sono qui a scrivere della mia riscoperta di Lodi? In realtà perchè, come un fulmine a ciel sereno, il coreano Kogonada porta sullo schermo una delle sorprese più interessanti di questa fine anno, un film indie di quelli in grado di mettere d'accordo i radical in stile Cannibal e i tamarri più selvaggi come il sottoscritto: personalmente, nella lista delle città che vorrei visitare degli States non è mai stata presente Columbus, nell'Ohio, uno di quei luoghi che ho sempre considerato "tra il nulla e l'addio" più che sulle cartoline in grado di alimentare i sogni di tutti noi da questa parte dell'oceano.
Eppure, con un tono pacato e sottovoce, un ritmo lento che conquista proprio per il suo incedere, nessuna traccia di pretenziosità ma, al contrario, una profonda umanità nella rappresentazione dei protagonisti, il regista coreano regala un piccolo gioiello ancora, purtroppo, non distribuito in Italia: una storia di scoperta di se stessi e degli altri, di superamento del dolore, di crescita, di rapporti complicati e di luoghi che nascondono storie in grado, neanche fossero una canzone o un film, di curare le nostre ferite.
Il legame costruito e narrato dall'autore tra Jim e Casey, uno dei più intensi che non sfoci in una storia d'amore o nel sesso che abbia visto sullo schermo nell'ultimo periodo, passato attraverso gli edifici di Columbus, le storie personali di entrambi, i diversi modi di affrontare ostacoli, gioie e dolori, conquista sequenza dopo sequenza, e mostra come sia possibile portare sullo schermo un grande film senza alzare la voce, sfruttare effetti speciali o scene madri, ma semplicemente raccontando una storia che si aveva la voglia e la necessità di raccontare e rimanendo sinceri nel farlo.
Un plauso va senza ombra di dubbio al già citato Kogonada, delicato ed intimo come non mi capitava di incontrare un autore dai tempi di cose che ho amato tantissimo come Departures, ai suoi due attori protagonisti - che incarnano le tensioni, gli avvicinamenti e le distanze dei loro personaggi neanche fossero loro stessi - e di una città che diviene una rivelazione, come un luogo in cui si arriva per caso, senza amarlo o conoscerlo neppure troppo, e ci si ritrova a considerare parte della propria vita.
In fondo, i luoghi che viviamo sulla pelle possono essere considerati quanto le persone cui ci leghiamo nel corso della nostra esistenza: si lotta, si litiga, si distrugge, si costruisce, si ama, si piange, si balla con la musica al massimo fuori da una macchina in un parcheggio.
Un luogo e una persona sconosciuti diventano un passo alla volta come parte della famiglia.
Quello che accade guardando Columbus.
Che parte sottovoce, quasi con la paura di dichiararsi come un film d'autore, e finisce per lasciarci a bocca aperta, incerti se essere felici come all'arrivo della primavera o piangere come nel cuore del più malinconico degli autunni.



MrFord



venerdì 4 agosto 2017

I don't feel at home in this world anymore (Macon Blair, USA, 2017, 93')




"A volte si incontra un uomo che è l'uomo giusto, nel posto giusto, al momento giusto: e quello è il Drugo, a Los Angeles": recita più o meno così l'incipit de Il grande Lebowski, uno dei film che più ho amato, amo ed amerò nella mia vita di spettatore e non solo, di quelli che se dovessi scegliere dieci titoli da portare su un'isola deserta in stile Lost non avrei alcun dubbio ad avere con me continuando a rivederlo per il resto della vita.
Nel corso di questo duemiladiciassette, complici l'impoverimento incredibile subito dalla Blogosfera negli ultimi due anni - ricordo quando, ai tempi, non passava settimana senza che decine di blog venissero inaugurate a cadenza quotidiana, nuovi followers, commenti e confronti nascessero senza neppure fare fatica, e via discorrendo -, gli impegni con i Fordini pronti a crescere, altre passioni in questo momento decisamente più soddisfacenti ed una distribuzione certo non favorevole - almeno dai tempi dell'ultima notte degli Oscar -, ammetto senza troppa preoccupazione di essermi sbattuto ben poco, per cercare ed affrontare pellicole potenzialmente interessanti, crogiolandomi nel fatto che, oggettivamente, nelle sale italiote sia giunto davvero ben poco degno di nota.
Poi, quasi per caso, in una sera di questo inizio agosto, ecco giungere I don't feel at home in this world anymore.
Che è stato il film giusto, nel posto giusto, al momento giusto.
Proprio come il Drugo a Los Angeles.
E proprio come Il grande Lebowski, la pellicola di Macon Blair - già attore nell'interessante Green Room - rappresenta un ibrido, una mescolanza tra generi che oltre al mitico lavoro dei Coen è riuscito a farmi sentire echi di altre perle come Hesher o Big Bad Wolves: partito come la classica commedia esistenziale in stile Sundance, evolutosi come un thriller dal sapore lansdaliano ed esploso neanche fosse un Tarantino impazzito nell'escalation finale I don't feel at home in this world anymore è senza ombra di dubbio la cosa più interessante che abbia visto da mesi a questa parte, l'unica mossa da una carica scombinata quanto la sua protagonista - o il suo curioso sidekick, un ottimo, considerato che di norma lo detesto, Elijah Wood - ed in grado di scuotere, emozionare, stupire, lasciare interdetti o profondamente, macabramente divertiti.
Sedersi sul divano preda del caldo svaccandosi con Cuba e gelato al mango e ritrovarsi praticamente seduti a terra con il viso proteso verso lo schermo, l'esaltazione a mille e la voglia di ricominciare senza tregua a vedere tre o quattro film al giorno in barba alla desertificazione della Blogosfera è uno dei meriti più grandi che questa sorprendente pellicola ha, ma non l'unico.
Personalmente, invece che elencarli come nella più classica delle recensioni o liste della spesa, preferisco invitarvi a sperimentare sulla pelle - magari conoscendo il meno possibile della trama - questo gioiellino indie pulp, distribuito da Netflix - in barba a chi vorrebbe tagliare fuori le produzioni di una delle realtà più interessanti del grande e piccolo schermo dai Festival - e pronto ad inaugurare - almeno lo spero prima di tutto per me - una nuova stagione all'interno di un'annata senza dubbio difficile per noi bloggers cinefili, e prima ancora spettatori desiderosi di confrontarsi sempre e comunque con la settima arte.
Se, dunque, con il Cinema e la Blogosfera da diverse settimane I didn't feel at home anymore, I don't feel at home in this world anymore ha finito per ridarmi speranza.
E farmi sentire come il Cinema riesce a farmi sentire.
Tremendamente vivo, tremendamente bene.
Anche quando c'è inevitabilmente da soffrire.




MrFord




 

giovedì 12 febbraio 2015

Thursday's child

La trama (con parole mie): tanto quanto lo scorso anno era iniziato con una serie clamorosa di pellicole riuscite a mettere d'accordo il sottoscritto ed il sempre detestabile Cannibal Kid, quanto questo duemilaquindici pare aver rispolverato la cara, vecchia, sana rivalità tra i vostri due più o meno preferiti blogger cinefili.
Con ogni probabilità, dopo American sniper e Birdman, con questa settimana assisteremo ad un altro scontro sull'ultimo, grande film atteso per la Notte degli Oscar: Whiplash.
Sarà così, o la sorpresa di questo inizio anno compirà il miracolo di calmare le acque?
Nel frattempo, ci penserà Liam Neeson a regalare l'illusione di una tregua.


"Peppa Kid, sei fuori dalla mia classe."

Cinquanta sfumature di grigio

"Mi dispiace, Cannibal: stasera sono già impegnato con Jennifer Lawrence, non posso uscire con te."
Cannibal dice: Il film più atteso dell'anno da Mr. James Ford è finalmente tra noi. Fa tanto quello che si legge i thrilleroni nordici e i libri da vecchio cowboy, e in realtà nascosto nel suo comodino il mio blogger rivale tiene il romanzo scandalo (si fa per dire) di E. L. James. Dopo tante anticipazioni, ecco che arriva nei cinema l'adattamento cinematografico. Ma a qualcuno, Ford a parte, interessa per davvero?
Ford dice: una merdina letteraria per casalinghe disperate come Peppa diventa una merdina cinematografica per casalinghe disperate come Peppa.
Ne faccio a meno.


Whiplash

"Dacci dentro, cazzo! Non vorrai fare la figura del Cucciolo Eroico!"
Cannibal dice: 5 nomination agli Oscar, tra cui quella per il miglior film, la vittoria al Sundance 2014, l'esaltazione praticamente unanime di tutta la blogosfera. Whiplash è la pellicola rivelazione degli ultimi mesi e manca all'appello in pratica solo su Pensieri Cannibali e WhiteRussian. I due blogger più scemi della rete si troveranno d'accordo? O ne nascerà un incontro/scontro come quello tra i due protagonisti del film?
Ford dice: uno dei film più attesi di questo inizio anno giunge finalmente in sala. Finirà a dividere i due antagonisti per antonomasia della blogosfera come Birdman o li metterà d'accordo, in positivo o in negativo che sia?
La risposta a brevissimo, su White Russian e Pensieri Cannibali.



Selma - La strada per la libertà

"Manifestiamo oggi affinchè Cannibal venga bandito per sempre dalla blogosfera."
Cannibal dice: Tra le pellicola nominate all'Oscar 2015 di miglior film, è l'unica che ancora manca alle mie visioni, ma presto arriverà il suo momento. È finalmente giunta l'ora di liberarsi dalle oppressioni del White Power e pure del WhiteRussian!
Ford dice: classica pellicola da Oscar che promette di essere l'ennesima bella confezione e poco più nello stile de La teoria del tutto e The imitation game. C'è giusto da sperare che riesca a far litigare adeguatamente il sottoscritto e il Cucciolo Eroico.



Taken 3 - L'ora della verità

"Eccoti servito, Goi. Così impari a parlare male di American Sniper."
Cannibal dice: L'ora della verità è davvero giunta per Liam Neeson. Con questa terza avventura della serie di Taken riuscirà a fare peggio persino del terzo pessimo capitolo di quella (mezza)saga degli Expendables? Lo scopriremo presto su Pensieri Cannibali perché, nel mio enorme masochismo, d'altra parte porto avanti una rubrica insieme a Ford, una visione del genere non me la faccio certo mancare.
Ford dice: terzo inutile capitolo della saga action che perfino io giudico la più inutile della storia non solo dell'action stessa, ma del Cinema. Strano, in questo senso, che non abbia incontrato i favori del mio ben poco action rivale.
A breve un massacro annunciato su White Russian, e credo anche su Pensieri Cannibali.


Romeo&Juliet

"Katniss Kid, rinnega tuo padre, rinnega tua madre ed io non sarò più un fordiano!"
Cannibal dice: Ennesima versione del celebre capolavoro di Shakespeare, sarà una genialata come il Romeo + Juliet di Baz Luhrmann, oppure una ciofeca come le fiction Mediaset che Ford in gran segreto segue con gran passione?
Lo scopriremo con la mia recensione, rimasta nel freezer già da diverso tempo e che presto verrà scongelata solo per voi, magnifici lettori di Pensieri Cannibali, e se vorrete pure per voi, meno magnifici lettori di WhitePuzzon.
Ford dice: dell'ennesima versione cinematografica della tragedia più nota del Bardo faccio volentieri a meno, lasciandola nelle ben poco competenti mani del mio rivale. Nel caso di una sua bocciatura estrema, potrei anche considerare un clamoroso recupero.


Shaun, Vita da pecora - Il film

"Ci dispiace, Peppa. Sei troppo pusillanime anche per noi."
Cannibal dice: Cos'è questo, il film sulla vita di Ford?
Ah no, lui si crede di essere un cane da pastore, proprio come Chris Kyle.
Invece no, siete solo delle pecore beeheheh e presto il lupo cattivo cannibale vi sbranerà buahahah!
Ford dice: finalmente sugli schermi un film d'animazione interessante e divertente, dedicato ad uno dei personaggi più irriverenti del mondo cartoonesco, il Shaun the sheep figlio dei creatori di Wallace e Gromit.
Per una volta, sarà una cosa positiva essere una pecorella come Peppa, invece che un lupo fordiano.


Timbuktu

"Lo vedi quel puntino lassù? E' Cannibal: Ford l'ha spedito in orbita con un calcio in culo."
Cannibal dice: Pellicola africana in corsa per l'Oscar di miglior film straniero dell'anno, si preannuncia come una roba bella tosta, ma la tematica jihadista la rende parecchio attuale e una visione se la può meritare tutta. Anche perché qui su Pensieri Cannibali non si può mica parlare sempre di canzonette & figa, un po' di impegno sociale ci va per contrastare il serioso Ford, suvvia.
Dopodiché tornerò subito a parlare di canzonette & figa, promesso!
Ford dice: pellicola impegnata che potrebbe rivelarsi la sorpresa della settimana come un clamoroso buco nell'acqua. Sarà un nuovo Rebelle, o ci troveremo di fronte alla più criticabile delle produzioni buone per l'Academy mascherate da titoli di nicchia?
Al sottoscritto - ben più che al suo rivale - l'ardua sentenza.


I Wanna Be the Testimonial

"Testimonial io!? Solo del pessimo Cinema!"
Cannibal dice: I Wanna Be the Testimonial? Ecco un altro italiano che si crede ammeregano, proprio come James Ford. Ma fuck you tutti e due uahahahahah!
Ford dice: io non voglio essere testimonial di nulla, a meno che non sia ben pagato. Ma so per certo che un tale Marco Goi è il testimonial assoluto del Cattivo Cinema. Ahahahahahah!


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