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lunedì 8 maggio 2017

Guardiani della Galassia Vol. 2 (James Gunn, USA, 2017, 136')




E' proprio dura, a volte, essere uno stronzo.
E non lo scrivo come una giustificazione.
In un certo senso, ho sempre ammirato i bravi ragazzi, quelli che riescono a dare l'esempio, a non uscire dal seminato neppure nel momento in cui converrebbe loro molto di più.
Credo sia questo uno dei motivi per i quali ho sposato Julez.
Credo sia questo uno dei motivi per i quali negli anni ho rivissuto e recuperato il mito di Sly quantomeno sullo schermo.
In realtà, io adoro i "bravi ragazzi".
Perchè non potrò mai essere parte del novero.
Amo troppo me stesso, vivere, eccedere, e non mi sento in colpa per nessuna delle mie colpe.
Penso sia perchè quando vivo, sento.
Sento il più possibile.
E penso sia perchè se non fossi uno stronzo, le persone che mi amano non mi sentirebbero altrettanto.
Sono più un tipo alla Rocket, o alla Yondu, anche se non amo aggredire, quanto più essere aggredito.
Quasi cercassi una giustificazione per essere ancora più stronzo.
Non rompere il cazzo a nessuno in modo che nel momento in cui viene rotto a te puoi sentirti sollevato da qualsiasi peso.
Si chiama Ego, questo fenomeno.
E non credo riuscirò mai a scollarmelo di dosso.
Del resto, non sono Peter Quill, Starlord, o chi per lui.
Ma posso dirvi una cosa.
Ho guardato il piccolo Groot allungare le braccia, rivisto quello che la Fordina - che è una specie di dinosauro in fasce - fa con me ogni giorno, e non ho potuto fare altro che commuovermi.
E come se non bastasse quello, l'enorme figlio di puttana James Gunn mi ha anche piazzato Father and son, giusto per assestare un colpo basso e farmi sperare, un giorno, di poter apprezzare tanto un film divertente e sentimentale così ben riuscito - imperfezioni comprese - come Guardiani della Galassia Vol. 2 insieme ad entrambi i miei bambini, a prescindere da come sono e da come saranno, dal Fordino che pare un amplificatore di emozioni ed una batteria di sensibilità alla Fordina, che al contrario è praticamente uno schiacciasassi.
Bravi ragazzi e stronzi provetti.
L'innocente, piccolo Groot senza limitazioni, la dura dal cuore tenero Gamora, il fracassone ferito Drax, i nati per sbagliare Rocket e Yondu.
Questa è la Famiglia.
In tutta onestà, non mi interessa granchè di quello che sarà Infinity War, aspettative da fan a parte.
Non mi interessa che Guardiani della Galassia sia parte dell'affresco del Cinematic Universe, ed al servizio di una logica che, fino a quando vedrà il botteghino dare ragione alle cifre prima ancora che alle critiche, proseguirà senza badare troppo al come, al cosa e al quando.
Non mi interessa descrivere nel dettaglio quanto mi sia divertito, gustato, goduto Guardiani della Galassia Vol. 2.
Voglio solo affermare che sono questi i film che voglio.
Quelli che arrivano dritti dalla pancia, e fanno sentire vivo, ed aver voglia di scrivere anche solo due righe in barba a qualsiasi sveglia o impegno o incombenza del giorno successivo, o bere quelle due dita di troppo per placare un fiume in piena, o gonfiarlo.
I film che producono necessità.
E se devo essere uno stronzo per questo, fanculo.
Sarò felice di esserlo a vita.
In fondo, quelle braccine che si sporgono verso di me valgono bene questo sacrificio.
E ben altri.




MrFord




 

martedì 18 aprile 2017

Fast and furious 8 (F. Gary Gray, USA, 2017, 136')




Se una decina d'anni fa qualcuno mi avesse predetto che la saga di Fast and furious sarebbe diventata una delle mie certezze cinematografiche quantomeno legate alla parte più tamarra, sguaiata ed ignorante della settima arte, avrei riso forte o forte dato del pazzo al povero malcapitato.
Ed avrei clamorosamente sbagliato.
Curioso come questo franchise, partito molto in sordina dalle mie parti - lo recuperai anni fa su consiglio nientemeno che del Cannibale, per darvi un'idea - e massacrato ben volentieri rispetto ad episodi per me terribili come Tokyo Drift, che parevano l'antitesi di quella che è l'action che adoro e venero, figlia degli anni ottanta degli eccessi e dei muscoli tirati al massimo, abbia subito un brusco e positivo cambio di rotta con l'inserimento di elementi, vicende ed attori che proprio agli eighties facevano più o meno volontariamente riferimento e che sono diventati, capitolo dopo capitolo, colonne portanti del prodotto, da Kurt Russell a Dwayne "The Rock" Johnson, passando per Jason Statham.
Certo, alle spalle il sentitissimo settimo capitolo reso profondo ed emozionante dalla morte di Paul Walker, protagonista fin dagli esordi della saga con Vin Diesel, l'hype e le aspettative per questo numero otto erano molto alti, complice un trailer che lasciava davvero ben sperare rispetto all'evoluzione della storia: da questo punto di vista, non illudetevi.
F. Gary Gray non è James Wan, e l'impressione data dal suddetto trailer - il tradimento di Toretto ai danni dei suoi compagni, amici e membri della Famiglia - non rispecchia quello che appare chiaro fin dal principio nel corso della pellicola, ma messo agli atti questo, Furious 8 è un vero e proprio tripudio di tamarraggine e guasconeria, che lascia da parte il serio - se non con un paio di riferimenti, una volta ancora, al fu Brian/Paul Walker - per concentrarsi sulle tipiche battute da film macho - imperdibili i siparietti tra The Rock e Statham così come tra uno scatenato Tyrese Gibson e Scott Eastwood - e sequenze ben oltre il limite della fantascienza dal potere di gasamento altissimo per il pubblico, specialmente quello pronto a sedersi in sala per dimenticare le angosce della vita quotidiana e godersi una corsa a perdifiato sul grande schermo, neanche tutto quello che viene mostrato fosse davvero possibile, alla guida così come nel mondo criminale e non solo.
Un tripudio, dunque, di spettacolo, esplosioni, botte da orbi, inseguimenti ad alta velocità e più casino possibile, in barba a qualsiasi profondità di intenti o sentimenti così come ad una qualsiasi ansia: l'ottavo capitolo di Fast and Furious è il giocattolo perfetto, l'action che, allo stato attuale, non sfigura rispetto ai suoi avi illustri figli dell'epoca d'oro del genere, che non risparmia nulla - al limite del geniale e del grottesco la sequenza di Statham con il bambino nel trasportino sull'aereo di Cypher, o l'evasione dal carcere dello stesso Statham e The Rock - e gioca a carte scopertissime dal primo all'ultimo minuto.
Fast and Furious, parentesi sentimentali necessarie a parte, è e resta la saga di grana grossa per eccellenza degli Anni Zero, ed è proprio per questo che ho imparato ad amarla.
E nonostante questo numero otto non sia certo il migliore, viene quasi da pensare che i dieci previsti stiano davvero stretti, a Toretto e soci.
Neanche fossero una canotta comprata appositamente di una taglia o due più piccola per mostrare ancora meglio i muscoli.




MrFord




 

giovedì 13 aprile 2017

Thursday's child







E finalmente, dopo quasi un mese di poco o nulla, si avvicina un fine settimana che promette scintille in sala, almeno per quanto riguarda il sottoscritto e l'hype per il nuovo capitolo di uno dei brand più fordiani al momento in circolazione, Fast and Furious.
La speranza è che, con il ritorno di Vin Diesel e soci, torni a ravvivarsi la rivalità spentissima tra il sottoscritto e Cannibal Kid.


"E così quelli sono Ford e Cannibal: chissà cosa accadrebbe se si scambiassero loro i corpi!?"


Fast & Furious 8

"A Cannibal potrebbe piacere questo film? Cos'è, uno scherzo!?"

Cannibal dice: Saga automobilistica iniziata come cannibale e poi diventata sempre più una fordianata action trash, ma avendo già visto tutti gli altri episodi non mi perderò nemmeno questo. Sebbene le quasi 3 ore di durata mi sembrino un pochino esagerate. Soprattutto per un film che dovrebbe essere fast...
Ford dice: curioso quanto una saga nata sotto una cattivissima stella molto cannibalesca sia divenuta, capitolo dopo capitolo, il volto dell'action trash più figo del Nuovo Millennio fordiano, complici inserimenti di lusso - Statham e The Rock - ed un livello di tamarraggine elevatissimo.
Inutile dire che dalla visione del trailer sono esaltatissimo, e l'hype è a mille. Speriamo bene.

 

Moglie e marito

"Forse lo scambio di corpi tra Ford e Cannibal è troppo eccessivo perfino per un horror."

Cannibal dice: Commedia italiana sullo scambio di corpi che fa molto commedia americana alla Freaky Friday/Tale padre tale figlio, con in più due validi protagonisti come Pierfrancesco Favino e Kasia Smutniak: direi che una visione ci sta tutta. Sperando che non mi capiti mai di scambiare il corpo con Mr. Ford.
Ford dice: le commedie sullo scambio di corpo sono da sempre piuttosto divertenti. Riuscirà ad esserlo anche un prodotto italiano, almeno per gli occupanti del Saloon? Sinceramente, spero di sì. Anche se non ho troppa fiducia.

 

Lasciati andare

"Mi sa tanto che la prossima volta che Ford mi invita fuori a bere farò meglio a declinare."

Cannibal dice: Toni Servillo in un film non diretto da Paolo Sorrentino e che per di più è una commedia? Questa sì che è una cosa inaspettata. Quasi come se Ford si perdesse un Wrestlemania.
Ford dice: Servillo senza Sorrentino ed impegnato in una commedia? Questa storia pare più strana di Cannibal che si guarda Wrestlemania.

 

Personal Shopper

"Sarò abbastanza sobria per uscire a bere con Ford!?"

Cannibal dice: La nuova collaborazione di Olivier Assayas con l'ormai sempre più indie Kristen Stewart promette assai bene, dopo il notevole Sils Maria. Sembra inoltre uno di quei film senza senso e sperimentali che Ford non capirà mai...
Ford dice: Assayas è un regista molto interessante, e che mi è sempre piaciuto, nonostante mi sia perso - almeno per il momento - Sils Maria. Che sia giunto il tempo del recupero per veicolare questa nuova visione e scoprirmi purtroppo di nuovo d'accordo con il mio rivale?

 

Planetarium

"Fuma, fuma: è l'unico modo per sopportare che Cannibal venga a fare il bagno con noi."

Cannibal dice: Singolare pellicola su due (finte?) spiritiste interpretate da Natalie Portman e Lily-Rose Depp, a Venezia non è che avesse scatenato particolari entusiasmi. Però le sue due protagoniste e il suo alone radical-chic capace di tenere lontano Ford lo rendono comunque una visione da affrontare.


Ford dice: cannibalata selvaggia che, nonostante il periodo di incredibile non belligeranza tra noi non me la sento proprio di affrontare. Anche perché, dovesse piacermi questo, la situazione prenderebbe una piega ancora più brutta di quanto già non abbia fatto in questi mesi.

 

Mal di pietra

"E così alla fine Ford non ha resistito, e ha fatto secco Cannibal. Poveretto."

Cannibal dice: Altro film promettente più che altro per la sua protagonista femminile, la (quasi) sempre ottima Marion Cotillard. Peccato che l'ambientazione agricolo/fordiana non mi esalti molto...
Ford dice: film incognita della settimana. Fordianata d'autore o cannibalata da evitare? Sperando che non combacino, inizia la caccia per sperare di recuperarlo.

 

Mothers

E pensare che, un tempo, era un highlander.

Cannibal dice: Film con Remo Girone e... Christopher Lambert?!? Ma questo giusto Ford se lo può guardare.
Ford dice: Remo Girone e Christopher Lambert. E purtroppo non siamo più negli anni ottanta. E non si tratta di un action.

 

mercoledì 22 marzo 2017

Billy Lynn - Un giorno da eroe (Ang Lee, UK/USA/Cina, 2016, 113')


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E' curioso quanto la guerra, uno degli atti più terribili che l'Uomo possa concepire eppure, tristemente, anche uno dei più reiterati della Storia, continui a venire sfruttata per manipolare le masse, coprire gli interessi di uno Stato - o più di uno -, alimentare ideali più o meno logici, ispirare canzoni, film, romanzi che si battano a favore o contro la stessa, e ad un tempo provochi l'inevitabile allontanamento dalla società che la genera di coloro che si sono trovati a combatterla, fosse "per un ideale, per una truffa o un amore finito male", come cantava De Andrè.
Da E Johnny prese il fucile, M.A.S.H., Full Metal Jacket a Rambo, Apocalypse Now ed American Sniper, solo per citarne alcuni, il reduce o il soldato spesso e volentieri ha finito per diventare l'outsider di una storia che era la sua, una vicenda di miserie umane senza dubbio più che di eroismi e grandi sogni: perchè un soldato non è un eroe, una figura da stigmatizzare o mitizzare.
E' un uomo che ha scelto -  o è stato portato a scegliere - una strada difficile e terribile, che spesso non ha nulla di meglio in cui credere o sperare, e che ritrova se stesso e la propria condizione di equilibrio - se così si può definire - solo accanto a quella che diviene la sua famiglia, ovvero chi al suo fianco condivide la follia, il rischio, il dolore e l'adrenalina della guerra.
Ang Lee, regista premiatissimo che nel corso della sua carriera ha portato sullo schermo film agli antitesi tra loro, torna in sordina - credo che questo sia stato uno dei suoi lavori meno pubblicizzati in assoluto, almeno qui in Italia, ed un flop devastante negli States, forse lontani ad una logica "contro" come questa - per raccontare con un rigore ed un'asciuttezza che in precedenza avevo visto soltanto nel Cinema di Eastwood un'altra storia in grado di far ripensare all'assurdità non solo - o non tanto, putroppo - della guerra, ma anche e soprattutto di quella che è la percezione della stessa all'esterno, in un mondo lontano da quello che i soldati provano sulla pelle, e che finisce per demonizzarli o idealizzarli senza pensare che loro, come la maggior parte di noi che viviamo in contesti sociali "evoluti", siano solo strumenti, come se non bastasse sacrificabili.
Ang Lee che, da non americano, mostra a partire da un romanzo nato per criticare determinati approcci, contesti e strascichi con grande umanità sia il lato in una certa misura "romantico" della guerra - il rapporto tra il protagonista ed il suo mentore al fronte, quel "è inutile cercare di scappare dai proiettili, perchè quello che ti toccherà è già stato sparato il giorno della tua nascita", il cameratismo con i commilitoni - sia quello tristemente reale, dalla strumentalizzazione dei singoli gesti o atti "eroici" - agghiaccianti i confronti con il magnate interpretato da Steve Martin, o tutta la sequenza del concerto durante l'intervallo della partita di football, dai fuochi d'artificio pronti a sconvolgere i soldati abituati a ben altre esplosioni al ballerino che, sul palco, durante l'esibizione pronuncia quel "vaffanculo" che, più che di lotta per la pace, sa di insulto all'intelligenza -, agli egoismi sentimentali - il rapporto di Billy con la sorella, che lotta più per se stessa che non per lui affinchè richieda il congedo, a quello con la cheerleader conosciuta durante l'evento, che trova spazio nel faccia a faccia prima dell'epilogo per uno dei confronti più terribili che possano essere stati pensati per una storia d'amore, o potenziale tale, in un film -.
Così come per The Hurt Locker o Jarhead, ancora una volta si torna a parlare di quanto incida un atto terribile come la guerra sul corpo, la mente e la socialità di chi l'ha combattuta o la combatte: in un certo senso, viene quasi da pensare che per gente come Billy, che a casa, nella cittadina del Texas dove è cresciuto, era solo un cazzone casinista che al fronte è maturato e cresciuto, fugga a combattere mettendo in gioco la propria vita perchè decisa ad allontanarsi da situazioni che potrebbero rivelarsi decisamente più terribili, perchè legate ad una perdita di libertà che fa impallidire quella che viene usata come scusa per essere mandati al macello.
Dalla guerra, vivi o morti, difficilmente si torna.
E forse c'è chi parte per combatterla perchè sa bene che le probabilità di sopravvivere a quella che lo aspetta a casa sarebbero ancora più scarse.




MrFord






venerdì 3 febbraio 2017

xXx - Il ritorno di Xander Cage (D.J. Caruso, USA, 2017, 107')




Ricordo bene quando il mio cammino incrociò quello del franchise di xXx.
Ero in Portogallo, nel settembre del duemilatre, alla scoperta di uno dei Paesi che ho più amato nella mia vita da turista, e in un locale vuoto di Coimbra, città universitaria ancora semideserta a causa delle vacanze, con una lista di chupiti di varietà incredibile per le mani, vidi trasmesso sulle tv del posto in inglese sottotitolato in portoghese - per l'appunto - proprio xXx.
Una vera merda, in tutta onestà.
C'è anche da ammettere che, forse, quello fu l'anno più tosto del mio periodo da radical, talmente tosto da farmi rinnegare o dimenticare le gioie che gente come Stallone, Schwarzenegger o Van Damme mi aveva regalato durante l'infanzia, e dunque con ogni probabilità ero addirittura prevenuto.
Fatto sta che, quando qualche anno dopo vidi di striscio il secondo, rimasi orripilato e ringraziai la buona sorte di quella sera a Coimbra, pensando che non ci sarebbe stata altra occasione per affrontare la questione.
E invece, al contrario di ogni previsione, ecco giungere in sala un terzo capitolo che non solo rilancia il charachter di Xander Cage sul mercato, ma strizza l'occhio anche ad un ipotetico quarto episodio della saga - nonostante al botteghino non stia andando niente bene -, arricchendola di personaggi noti agli spettatori del grande - Ice Cube - e piccolo - Ruby Rose, Rory McCann - schermo ed aggiungendo al cocktail grandissimi esperti di Cinema di botte come Donnie Yen e Tony Jaa: il risultato, a conti fatti, è a tutti gli effetti un film di fantascienza a livello di logica ed esecuzione, una tamarrata trash di livelli così alti ed assurdi da non poter risultare antipatica, scomodando paragoni importanti come quello con il primo Sharknado.
Vin Diesel e soci, in barba alla plausibilità ed al fatto di essere potenzialmente fuori tempo massimo - questa è una pellicola che avrebbe fatto furore negli anni ottanta dei Commando e dei Cobra - portano in scena una baracconata talmente assurda da far accendere immediatamente la lampadina del cult, ed accompagnare i Ford tutti, tra giochi, urla, casini da famiglia con due figli e via discorrendo in un normale pomeriggio di follia quotidiana e goduria da sfogo del cervello, quasi lo stesso avesse vinto due settimane pagate in uno dei villaggi più esclusivi della Polinesia in compagnia di almeno tre o quattro donzelle ben disposte - in pieno stile Xander Cage -.
A conti fatti, questo terzo capitolo di xXx è una porcata fatta e finita, una roba di grana così grossa da fare venire un infarto a qualsiasi radical nel raggio di un paio di chilometri, eppure risulta talmente prevedibile, implausibile, eccessivo da essere irresistibilmente divertente e godurioso, di quei film che sono come il pompino della buonanotte, il fast food quando avete il frigo vuoto, il bicchiere dell'oblio al termine di una serata da sbronza totale.
Anzi, dirò di più: nell'anno che vede già l'hype del sottoscritto per Fast 8 toccare livelli astronomici, la sorpresa inaspettata di questo terzo xXx è praticamente un aperitivo per quello che mi aspetta e che non vedo l'ora di godermi.
Questi sono i porno del Cinema.
Senza se e senza ma.
Almeno qui al Saloon.
E come ogni porno che si rispetti, contano la goduria e i pochi pensieri, più che la trama o la credibilità.



MrFord



 

giovedì 19 gennaio 2017

Thursday's child



Nuova, attesissima (?) puntata della rubrica più seguita (?) della blogosfera legata alle uscite in sala ed ai titoli che attendono tutti i cinefili e non in quella che comincia ad essere la marcia di avvicinamento all'assegnazione degli Oscar di quest'anno - le candidature verranno annunciate tra poco più di una settimana -: titoli molto attesi ed altri decisamente meno verranno qui sotto commentati con il consueto piglio pane e salame ma molto professionale dal sottoscritto e controcommentati con il consueto piglio radical e decisamente amatoriale dal mio rivale di sempre, Cannibal Kid.



"Se non mi alleno come si deve, Ford continuerà a preferire The Rock a me."

Arrival

"Meglio essere chiari, con quell'alieno di Cannibal."

Cannibal dice: Il nuovo film di Denis Villeneuve con Amy Adams sembra possa essere un lavoro che segna un cambio di rotta all'interno dello statico (e pure stitico) cinema di fantascienza contemporaneo. Un po' come l'arrival di Cannibal Kid all'interno della blogosfera. Sarà davvero così o sarà il solito film fordiano tutto fumo e niente arrosto e a volte nemmeno fumo?
Ford dice: Denis Villeneuve è uno dei pochissimi registi in grado di mettere d'accordo quasi sempre perfino i due nemici per eccellenza della blogosfera, l'esploratore Ford e l'alieno Cannibal. Riuscirà anche in questo caso?
Io spero semplicemente tenga fede alle ottime recensioni che l'hanno preceduto.

 

xXx – Il ritorno di Xander Cage

"Il missile è puntato dritto su Casale: attendo l'ok presidenziale di Ford per fare fuoco."

Cannibal dice: Sarà la fordianata della settimana e forse dell'anno?
E pensare che la saga di Fast and Furious a Ford l'ho consigliata io, se no lui Vin Diesel manco sapeva ancora chi fosse...
Essendo però xXx una serie action di (relativa) nuova generazione, può anche darsi che questo filmazzo tutto muscoli e niente cervello per una volta potrebbe gasare più me di lui, who knows?
Ford dice: xXx mi è sempre parso una gran cagata, quelle robe da Nuovo Millennio che vorrebbero imitare i film tamarri anni ottanta senza riuscirci neanche per sbaglio.
Dunque, non mi avvicinerò neanche per sbaglio a questo terzo capitolo del franchise.
Neanche l'avesse consigliato Cannibal.

 

L'ora legale

"La coppia dell'anno siamo noi, altro che Ford e Cannibal!"

Cannibal dice: Il nuovo film di Ficarra e Picone è una commedia di impegno civile. Devo aggiungere altro?
Non per fare lo snob, visto che ad esempio mi gusterei volentieri una nuova pellicola con Checco Zalone, ma questi due non li sopporto proprio e non guardarei un loro lavoro nemmeno se Ford promettesse di lasciare il mondo dei blog (o il mondo in generale) per sempre.
Ford dice: triste, tristissimo esempio di "Cinema" italiano impestato da comici riciclati dalla tv che riesce ad evocare il fantasma dei miei anni da radical chic.
Non lo consiglierei neppure al mio peggio nemico. O al mio peggio Cannibal. Che poi sono la stessa cosa.

 

Qua la zampa!

"Per favore, insegnami a parlare con Ford!"

Cannibal dice: Oh, mio Dio! Una commedia buonista dalle tinte paranormali con un cane doppiato da Gerry Scotti???
E io ingenuo che pensavo che peggio di White Russian non ci fosse nulla...
Ford dice: faccio finta di trovarmi in un incubo all'interno del quale sono perseguitato da Cannibal vestito da Cappellaio Matto che replica la danza di Johnny Depp in Alice in Wonderland.
Sarà sicuramente meglio che guardare questa roba.

 

Il ragno rosso

"Un tuffo nel buon Cinema? Solo su White Russian!"

Cannibal dice: Un thriller ambientato negli anni '60 co-prodotto da Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca che sembra proprio una di quelle fredde visioni dell'Est perfette per l'autore di quel glaciale blog che risponde al nome di White Russian. Io glacialmente passo.
Ford dice: in una settimana piuttosto insapore, ecco quella che potrebbe essere una sorpresa.
Sempre che non si riveli una cannibalata radical chiccata.


Dopo l'amore

"Forza, tutti di corsa ad imitare i Ford!"

Cannibal dice: Dramma borghese co-prodotto da Francia e Belgio che rischia di essere troppo radical-chic persino per me. Probabile che finirò per vederlo comunque, però in questa strana settimana non so bene perché mi ispira più l'azione a neuroni zero di Xander Cage rispetto a questa potenzialmente pesante visione.
Ford dice: penso di aver terminato le scorte di potenziale radicalchicchismo con Il ragno rosso. Questo lo lascio volentieri a Cannibal, così che possa millantare ancora una volta di conoscere ed amare solo il Cinema che conta.

 

Il mondo magico

"Accendo un cero per Cannibal. Anche se mi sa tanto che neanche dio può farci più molto."

Cannibal dice: Un film di Raffaele Schettino, da non confondere con Francesco Schettino, il James Ford dei mari. Spero solo che con la sua pellicola combini meno guai rispetto al suo quasi omonimo.
Ford dice: il nome Schettino mi provoca quasi più brividi di Goi. Così come questo film rischia di spaventarmi quanto non sarà mai in grado di fare Peppa Kid con il suo piglio da liceale fuori tempo massimo.

mercoledì 6 gennaio 2016

The last witch hunter

Regia: Breck Eisner
Origine: USA, Cina, Canada
Anno:
2015
Durata:
106'






La trama (con parole mie): Kaulder, un guerriero che prese parte alla prima, grande spedizione degli umani volta ad annientare la minaccia della regina delle streghe ottocento anni fa, riuscì proprio in quell'occasione a colpire mortalmente la stessa, guadagnando una maledizione che l'avrebbe reso solo ed immortale, condannato per l'eternità a ricordare la moglie e la figlia, morte proprio a causa della peste scatenata dalla sua nemica.
Affiancato nei secoli da una misteriosa organizzazione legata a doppio filo alla Chiesa e da un assistente personale, Kaulder è stato l'arma dell'umanità ed il collante tra due mondi dopo l'accordo di non belligeranza stipulato dal Consiglio delle streghe e l'Uomo.
Quando, però, una misteriosa forza oscura torna a farsi sentire a New York proprio mentre sta avvenendo l'avvicendamento tra il vecchio ed il nuovo braccio destro di Kaulder, il cacciatore si troverà a dover affrontare un nemico che credeva sepolto, e a capire di chi si potrà fidare per affrontarlo.











In tutta onestà, ero quasi sicuro che la visione di The last witch hunter, action di matrice fantasy con protagonista Vin Diesel - che al di fuori dei panni di Dom Toretto e di Riddick e della convincente prova di Find me guilty di qualche anno fa, non mi ha mai detto qualcosa di più dello zero, come attore - si sarebbe rivelata un disastro delle proporzioni di quella di Hansel e Gretel, con tanto di incazzatura e post votato al massacro.
Al contrario di qualsiasi previsione, invece, ammetto di essermi discretamente goduto questa tamarrata firmata da Breck Eisner, una proposta senza particolari pretese, confezionata ad uso e consumo dello spettatore occasionale ed alla ricerca di un potenziale sequel, dal cast tutto sommato interessante per un prodotto di questo tipo - arma a doppio taglio che, nello specifico, è riuscita sia a valorizzare gente come lo stesso Diesel, la Igritte di Game of thrones Rose Leslie o Elijah Wood, che continuo a detestare, sia a non far apparire troppo assetato di soldi extra il vecchio leone Michael Caine, che personalmente è sempre un piacere vedere sullo schermo - e divertente abbastanza da non risultare troppo tronfia o appesantita - sia ringraziato un minutaggio normale, e non le sbrodolate da due ore e mezza che negli ultimi tempi paiono aver contagiato anche il Cinema di grana grossa -.
Senza dubbio non si potrà mai affermare che si tratti di qualcosa di memorabile o in grado di andare oltre la visione da popcorn e cervello spento, o di un film scritto dignitosamente - la sceneggiatura risulta quantomeno elementare -, eppure mi è parso di avvertire una leggerezza di fondo che ha permesso all'ingranaggio di funzionare sia nell'ambito del puro intrattenimento - la cornice e gli effetti fanno il loro lavoro -, sia nella costruzione di una vicenda vecchia come il mondo - l'eroe maledetto e solitario che scopre, di colpo, non solo la propria vulnerabilità, ma anche che chi avrebbe dovuto guardargli le spalle ha sempre approfittato per piazzarglielo dritto dove non batte il sole: una cosa che non si fa mai, ad un eroe maledetto e solitario, e che di fatto accompagna prevedibilmente dove ogni film di questo tipo deve accompagnare, quasi fosse una spalla per il protagonista che, in bilico tra tamarraggine sopra le righe - l'auto di Kaulder non poteva che essere degna di Dom Toretto - e sapore da tenebroso che viene sempre buono per rimorchiare la bella strega ovviamente non malvagia di turno - che, purtroppo, non regala neanche un "You know nothing, Kaulder Snow" -.
Anche la parte prevalentemente action funziona, dall'incipit che mescola Il signore degli anelli, Vikings e Il trono di spade al presente di narrazione nella parte "oscura" di New York - che penso sia il teatro più gettonato delle catastrofi cinematografiche di Hollywood -, grazie ad un'ottima resa del personaggio della Regina delle streghe e dell'oscuro Belial, che nel suo salmodiare ha ricordato agli occupanti di casa Ford le sequenze di parole senza senso che giochiamo ad inventare insieme al Fordino: e dunque tra un incantesimo ed un paio di cazzotti, colpi di fucile e di spada, tutto scorre agevolmente fino alla conclusione ed alla speranza di Eisner e dei suoi di avere la possibilità di ripescare l'allegra brigata di Kaulder, nonostante il botteghino abbia decisamente espresso il suo parere negativo in merito.
In un certo senso, però, questa potrebbe risultare addirittura un indicazione positiva: quando si tratta di trashoni da neuroni in vacanza, infatti, spesso il pubblico da multisala nel weekend finisce per capirne anche meno dei più inossidabili tra i radical chic.
Nel caso di insuccesso, comunque, il buon Kaulder potrà pigiare sull'acceleratore e tornare ai più sicuri - in termini di incassi e fama planetaria - panni di Dom Toretto.
Non troverà streghe e demoni di fronte a lui, ma di sicuro un certo vecchio cowboy davanti allo schermo.




MrFord




"Who's a heretic now?
Am I making sense?
How can you make it stick?
Waiting 'til the beat comes out
who's a heretic, child?
Can you make it stick, now that I'm on trial
waiting 'til the beat comes out."
Florence + The Machine - "Witch witch" - 





giovedì 29 ottobre 2015

Thursday's child

La trama (con parole mie): nuova settimana di uscite che più che quella di Halloween pare un ritorno al triste passato delle settimane estive, fatta eccezione per un paio di proposte radical che incredibilmente potrebbero finire per soddisfare anche questo vecchio cowboy, oltre a quel pusillanime del mio rivale e co-conduttore della rubrica qui presente, Cannibal Kid.
La speranza, ovviamente, è che i titoli più interessanti si rivelino in linea con le aspettative fordiane più che con quelle decisamente meno confortanti del Cucciolo Eroico.



"E così questo è il Cucciolo Eroico. Strano, me lo aspettavo perfino più innocuo."



The Last Witch Hunter: L'ultimo cacciatore di streghe

Katniss Kid senza il trucco di scena.

Cannibal dice: La caccia alle streghe pensavo fosse passata da un bel pezzo, un po' come l'effimera moda del wrestling e degli action trash. A quanto pare però certe cose spiacevoli per gran parte del mondo, tranne che per Ford, a volte ritornano. Vin Diesel riuscirà a salvare questa probabile pagliacciata che pare arrivata fuori tempo massimo, o si rivelerà un nuovo disastroso Van Helsing?
Ford dice: non ho mai amato le rivisitazioni delle favole, soprattutto in chiave action. Da Van Helsing a Hansel e Gretel, mi sono sempre parsa robetta.

Un po' come questo pseudo film con un Vin Diesel che con le fiabe c'entra quanto Stallone con un film intimista.



Hitman: Agent 47

"Ford o Cannibal? Chi faccio fuori per primo?"

Cannibal dice: Il videogame Hitman raggiunge i cinema per la seconda volta, con un film che - credo - sia indipendente dal precedente. Il primo l'avevo evitato senza problemi, ce la farò anche con questo?
Considerando che si preannuncia un action fordiano e che per di più il protagonista è l'inespressivo Rupert Friend di Homeland in inguardabile versione pelata, penso proprio di sì.
Ford dice: non mi sono mai interessato al videogioco Hitman, ho felicemente ignorato il primo capitolo di questo inutile franchise, e continuerò la tradizione con il secondo. Anche perchè passerò il weekend a festeggiare il compleanno.



Tutto può accadere a Broadway

"Tu dici che non è questo il Cucciolo Eroico?" "Assolutamente no, io l'ho visto, ed è molto meno temibile!"

Cannibal dice: Commedia corale dal sapore di Woody Allen che potrebbe essere radical-chic abbastanza da piacermi e soprattutto da irritare a dovere Mr. Ford. Anche se il motivo per cui mi incuriosisce di più è l'annunciato cameo di Mr. Tarantino.
Ford dice: commedia che, nonostante il sapore radical, potrebbe quasi incuriosirmi, se non fosse per i festeggiamenti e per i numerosi recuperi in lista. Attenderò di sapere che ne pensa il mio rivale, e se dovesse fargli schifo, allora correrò in prima fila.



Belli di papà

"Leggiamo cosa scrivono di bello su di noi quei due bloggers." "Sei davvero così sicuro che scrivano qualcosa di bello!?"

Cannibal dice: La storia di un anziano riccone che decide di costringere a lavorare i suoi figli viziati.
No, non è la storia di Ford. Lui non è un riccone, almeno che io sappia. Nel caso lo sia, dovrei cominciare a farmi pagare per la nostra rubrica insieme...
Quanto al film, sembra faccia davvero ridere.
E non intendo in senso comico.
Ford dice: a me Abatantuono è sempre stato simpatico. Ma questo film pare proprio la solita merdina italiana peggiore anche delle merdine che Cannibal esalta come filmoni.



Mustang

"Ragazze, non scherziamo: dobbiamo partire prima che a Ford venga in mente di aggregarsi e voglia mettersi al volante."

Cannibal dice: Questa settimana arrivano nei nostri cinema ben 3 pellicole francesi. Magari non ne escono per mesi e poi così, tre in un colpo. Comunque, non lamentiamoci troppo. La più promettente, almeno per i miei gusti teen, sembra questa opera prima giovanile e dal sapore estivo. Farla uscire d'estate no, eh?
Ford dice: seconda uscita potenzialmente radical (teen) della settimana, e stranamente seconda pellicola in grado di incuriosirmi. L'autunno mi starà dando alla testa? O sento già in anticipo l'alcool dei brindisi?
Quello che è certo, è che brinderei volentieri con una serie di bottigliate in testa al mio rivale.



La legge del mercato

"Ho avvistato Cannibal Kid: chiamate subito la sicurezza."

Cannibal dice: Altro lavoro francese, questa volta siamo in territori più impegnati, più fordiani, però potrebbe non essere del tutto trascurabile. Anche se la legge del mercato non credo premierà questo film dallo scarso appeal commerciale.
Ford dice: la legge del mercato mi fa pensare che questo film finirà in una o due sale in tutta Italia per un paio di giorni al massimo, eppure la logica mi suggerisce che sarà nettamente migliore di Belli di papà. che infesterà l'intera penisola. La legge del mercato è più intricata della mente di Peppa Kid.



Tutti pazzi in casa mia

"Ma tu guarda, il disco preferito di Cannibal Kid: corro a rimetterlo sullo scaffale!"

Cannibal dice: Poco importa se pure questo arriva dalla Francia. Già devo avere a che fare con Ford tutte le settimane, di pazzi direi che ne ho abbastanza!
Ford dice: in casa mia di pazzo ci sono già io, e direi che basto. Qui, poi, si aggiunge Cannibal. Quindi siamo a posto così.



Kreuzweg - Le stazioni della fede

"Katniss Kid, ti sei toccata troppo con quelle vecchie foto di Jennifer Lawrence: ora devi fare penitenza."

Cannibal dice: Non solo Francia. Questa settimana c'è anche questo film tedesco che potrebbe essere la visione più interessante della settimana. È già da un po' che c'ho messo gli occhi sopra, ma in rete si trova solo una versione con dei sottotitoli italiani che sembrano scritti da Ford sott'acido e pure sott'aceto. Spero quindi che questa sia la volta buona per recuperarlo, a costo di vederlo doppiato.
Ford dice: nonostante il sottoscritto e la Fede vivano su due pianeti perfino più distanti rispetto a quelli del sottoscritto e di Cannibal Kid, questo film promette molto, molto bene. Speriamo solo che non deluda rivelandosi la solita robetta radical noiosa.



Ghosthunters - Gli acchiappafantasmi

"Quei due bloggers dicono che scopiazziamo schifosamente Ghostbusters: è vero?" "Lasciali perdere, quei due. Sono più pericolosi di qualsiasi fantasma."

Cannibal dice: Pellicola austriaco-tedesca mix tra attori live action e animazione, sembra una bambinata crucca di quelle che giusto Ford si può guardare. Con la scusa del Fordino o di qualche altro suo figlio... A quanti siamo arrivati?
Ford dice: di Ghost-qualcosa ci sono stati solo i Ghostbusters. Il resto è nulla. Giusto un pelo sopra il Cannibale.



Giotto, l'amico dei pinguini

Pastore Ford e Pinguino Kid in un raro momento di bromantico accordo su una pellicola.

Cannibal dice: Un cane amico dei pinguini? Inverosimile, quasi quanto un Cannibal amico di un Ford. In ogni caso questo film si preannuncia, oltre che una bambinata, pure un'animalata pazzesca in arrivo dall'Australia. Abbiamo quindi trovato il possibile film di WhiteRussian dell'anno?
Ford dice: io adoro l'Australia, e questo è risaputo. Ma anche con tutto l'amore del mondo, non penso potrei sciropparmi questa roba a meno che non sia il Fordino a chiedermelo ottenendo la mia immediata risposta affermativa.


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