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giovedì 4 ottobre 2018



Nuova settimana di uscite in sala e, chissà, nuovo nemico giurato per questo vecchio cowboy: Cannibal, infatti, pare aver deciso di abdicare dal ruolo in favore dell'ospite Antonio D'Astoli, che ce l'ha messa davvero tutta per rischiare una tempesta di bottigliate.
Come sarà andata?

"Davvero non vuoi un sorso di the? Cannibal e Antonio ne sarebbero felici." "No, bella. Io bevo solo White Russian, dalla mattina alla sera."


Venom

"Va bene che hai bevuto qualche bicchiere, ma con due tatuaggi e un paio di cocktails pensi di essere Ford!?"

Antonio: Il leone delle uscite di questa settimana, in mezzo a tante pecorelle dormienti, anche se credo che quasi sicuramente Ford non sarà tra gli entusiasti dell'ennesino cine-comic. Ma che ci possiamo fare se il Cannibale ed io siamo più di bocca buona e non disdegniamo le opere che piacciono al popolo? Del regista mi fido ciecamente avendo diretto quel gioiellino malcompreso di Zombieland (d'altronde è l'unico che a questo giro ha qualche attinenza col genere horror) e che dire del protagonista Tom Hardy? Per lui sarebbe sufficiente una citazione per poi passare al prossimo film, ma voglio andare oltre e dire che è perfetto per la parte con la sua presenza granitica e quel volto che a tratti sembra dolce e compassionevole e in seguito sembra che ti voglia mangiare vivo, giusto per far capire meglio che ci troviamo di fronte ad una nuova versione di Dr Jekyll e Mr Hyde. Dal mio punto di vista è difficile che Venom possa deludere: effetti speciali di altissimi livelli, location metropolitana di innegabile fascino e carisma travolgente di Hardy. What more? Ah, l'unico dubbio è che un cattivo dei fumetti assunto a protagonista possa poi diventare un pappamolla stile la strega di Maleficent, ma male che vada poi ci si riprende andando a vedere Blob - Il fluido che uccide che tanto alla fine sempre di slime alieno si tratta.
Ford: comincio con il ravvisare che il buon Antonio sia decisamente più sconvolto del Drugo dopo una nottata a White Russian, considerato che io Facebook non l'ho neppure mai avuto e che con i cinecomics e Venom - grandissimo charachter - ho ben più familiarità che Cannibal.
Detto ciò, e nonostante le premesse, ho molte riserve su questo film, che spero nel cuore possa rivelarsi una chicca come i due Deadpool, scorrettezze comprese. Stiamo a vedere. Nel frattempo, potrei sempre mangiare i cervelli del suddetto Antonio e di Peppa Kid, ammesso che ne abbia uno. Ahahahahah!
Cannibal Kid: Comincio smentendo entrambi, così non faccio torti a nessuno. Ad Antonio dico che questo Venom mi ispira ben poco. Okay, sembra un pochino più interessante rispetto a quelle porcate degli Avengers o della Justice League, però credo che il massimo che ci si possa attendere è una specie di versione cinecomics del Gollum, o poco più. Inoltre Tom Hardy è da parecchio che non azzecca più un titolo, sia sul grande che sul piccolo schermo, si vedano (anzi meglio di no) i soporiferi Dunkirk e Taboo.
A Ford invece dico che la sublime ironia di Deadpool mi sembra lontana anni luce e questo Venom temo si prenderà troppo dannatamente sul serio. Un po' come te, Ford.

Opera senza autore

"Antonio, mi fai un autografo? Così posso rivenderlo dopo che Ford ti avrà ridotto come Cannibal."

Antonio: E ora cominciano i problemi, nel senso che avrei bisogno di un Virgilio o al massimo di un suggeritore per dire qualche parolina su questo film di cui non conoscevo l'esistenza fino a qualche momento fa. Non me ne vogliano gli estimatori ma un'opera del genere sul grande schermo la avrei vista al massimo costretto dalla scuola e nel mio caso siamo ben oltre quel periodo. Poi diciamo la verità, i film candidati agli Oscar, a parte rari casi, non li ho mai capiti. Per giunta in questo caso abbiamo troppi elementi del tipo "ti piace vincere facile?": un pittore che si ritrova ostacolato dal regime nazista sia nell'ambito artistico che in quello sentimentale. Il trailer con quel violino incalzante fa di tutto per nascondere la noia della trama. Tanta stima per chi lo considererà la prima scelta questo weekend al cinema.
Ford: il regista, se non ricordo male, è quello del Capolavoro Le vite degli altri, che poi si è perso inesorabilmente per strada. Ho visto il trailer e così a pelle mi è parso una palla mortale, neanche si trattasse di una radicalchiccata finta di quelle che piacciono a Cannibal. Per il momento passo, piuttosto il simbionte alieno.
Cannibal Kid: Film passato piuttosto in sordina all'ultima mostra del Cinema di Venezia, ma di cui ha parlato bene Lisa Costa su In Central Perk, e in genere di lei mi fido. Più che di Ford, se non altro. Certo, il timore che possa essere una palla storica c'è tutto, ma anche la speranza che l'impronunciabile Florian Henckel von Stocacchio sia tornato ai fasti de Le vite degli altri, facendo dimenticare il tragicomico The Tourist.

The Wife - Vivere nell'ombra

"Non toccatemi! Se non servite White Russian sono bottigliate per tutti!"

Antonio: Breve estratto dal flusso dei miei pensieri dando un'occhiata al film: "Yawn...ma da quando Glenn Close è diventata uguale a Judi Dench?!?...Zzz...questa trama mi pare di averla vista già un migliaio di volte...Zzz...un bel sonnifero che Ford apprezzerà senz'altro...Zzz...e comunque prima decidi di vivere tutta la tua vita nell'ombra e poi ad un tratto ti svegli a rivendicare i tuoi meriti in età avanzata e con un piede nella fossa?!?...Zzz...Cannibale, svegliami quando finisce che non ce la faccio a tenere gli occhi aperti...Zzz...".
Ford: altro titolo che mi pare degno delle migliori ronfate pomeridiane, per quanto Antonio continui a dipingermi come un vecchio noioso amante del Cinema da the delle cinque come il Cucciolo Eroico. Glenn Close non mi avrà.
Cannibal Kid: Antonio giustamente ti dipinge come un vecchio noioso, anzi una vecchia noiosa, cara Mrs. Ford, uahahah!
Questo è il classico film che Meryl Streep e Judi Dench hanno rifiutato e così hanno preso Glenn Close. Per lei si parla già di nomination agli Oscar. Su Pensieri Cannibali si parla invece di una nomination al Valium Award 2018.

Smallfoot - Il mio amico delle nevi

Tipico esemplare di Ford che studia un artefatto sconosciuto di origine cannibalesca.

Antonio: Eccolo, il film di animazione che tutti aspettavamo, in grado di invertire le prospettive eliminando per sempre i nostri pregiudizi e limiti mentali, all'insegna del "volemose bene" che alla fine siamo tutti uguali. Ma tutti chi? Beh ovviamente Yeti ed esseri umani, ma potremmo dire anche Cannibali e Ford, tanto che differenza fa? La presenza di Lorenzo Licitra (vincitore dell'ultima edizione di X-Factor) ci fa rassicurare che pur se dovessimo floppare con il nostro disco, quanto meno ci rimane da giocare la carta del doppiatore in un cartone con relativo strillo sulla locandina. Una seconda possibilità è concessa a tutti dopotutto, no? Comunque lo stile d'animazione alla "Hotel Transylvania" non dispiace affatto, ma tutto il resto grida anonimato da ogni lato (ps. viva le rime!).
Ford: già mi pare di sentire la solita musica di Cannibal che ciancia a proposito di quanto fordiano sia questo film e quanto abbia voglia di vederlo. La verità è che si tratterà della classica robetta d'animazione da weekend che non ha neppure catturato l'attenzione dei Fordini quando siamo stati a vedere il valido - quello sì - Gli incredibili 2. Di sicuro, però, il paragone Ford/Cannibal-Yeti/Umano è molto azzeccato.
Cannibal Kid: Smallfoot + cinema d'animazione? Questo film non è fordiano. Questo è un film scritto basandosi sulla sua autobiografia, diretto, prodotto, animato e doppiato da Mr. James Ford in persona!

The Domestics

"Il tiro all'Antonio è quasi più divertente del tiro al Cannibale!"

Antonio: Oh, un Mad Max dei poveri mi mancava, solo che qui non ci sono deserti e canyons sconfinati in cui darsele di santa ragione con i mezzi più improbabili, ma il solito mondo post-apocalittico con pochi superstiti e riserve dei beni di prima necessità ormai prossime all'esaurimento. Rimangono però le tribù, ma oltre alla tragedia di dover assistere alla fine della Terra, i protagonisti decidono di perseverare e scegliersi un nome da gang che più sfigato non si può: i familiari. Praticamente carne da macello prêt-à-porter. E allora si dia inizio alla mattanza. Ma aspettate, in lontananza intravedo un gruppo ancora più scemo: persone che indossano un lenzuolo e che si fanno chiamare per l'appunto: i lenzuoli tra le cui fila si conta anche la presenza, non a sorpresa, di Mr Ford. Si accettano scommesse su quanto dureranno in questa guerra tra fazioni. Io nel frattempo sto tranquillo e mi unisco a quella che sceglierà il Cannibale.
FORD: Cannibal, forse ho trovato qualcuno a cui potrei darle più volentieri che a te. Sei contento?
Cannibal Kid: Evvai! Questa settimana non mi tocca nemmeno fare il lavoro di dover prendere di mira Ford a tutti i costi. È uno sporco lavoro che qualcuno deve pur fare, e in questa puntata lo sta facendo più che bene Antonio. Sono quindi io che mi unisco alla sua fazione: quella degli Anti-Ford!

L'albero dei frutti selvatici

"Cannibal, Antonio!? Ford vi ha buttati entrambi qui sotto!?"

Antonio: Quasi quasi lo vado a cogliere un frutto da quest'albero. Il titolo mi piace e il trailer, realizzato ad arte, ancora di più con la sua scelta di non mostrare spezzoni in cui parlano i personaggi e lasciare ampio spazio ai paesaggi mozzafiato della Turchia. Ottima mossa per aumentare il mistero e di conseguenza la curiosità dello spettatore. Del regista non ho visto nulla, ma ricordo i titoli dei suoi precedenti lavori, quindi sicuramente si tratta di un pezzo grosso nel settore. Come in The Wife, anche qui la trama verte su uno scrittore che in questo caso tenta di sbarcare il lunario facendo l'insegnante in qualche paesino sperduto. Spero che oltre all'attenzione dedicata agli scorci naturalistici, ci sia qualche intrigo narrativo da azzannare e spolpare per bene. Affascinante senza ombra di dubbio.
FORD: Ceylan è uno dei pezzi grossissimi del Cinema d'autore vero, quello che annoia tanto Cannibal. Inutile dire che potrebbe essere uno dei film più belli dell'anno. Sempre che si resista al ritmo turco e alle tre ore di durata.
Cannibal Kid: Ritmo turco? Tre ore di durata? Presunto cinema d'autore esaltato dal vero radical-chic Ford?
Di Ceylan mi è bastata la prima inguardabile mezz'ora di C'era una volta in Anatolia per mettere una pietra sopra al suo nome. Vade retro forever.

Il bene mio

"Non puoi avere White Russian sul set, non sei mica il Drugo, o Ford!"

Antonio: Altra mini sorpresa di questo catalogo settimanale e per di più di matrice italiana. Di scottante attualità visto che parla di un paese colpito da un terremoto e abbandonato da tutti, tranne che da un unico abitante, restio a voler ricominciare la sua vita con il resto dei suoi compaesani. A prima vista sembrerebbe un trattato nostalgico sul campanilismo, con un protagonista che rievoca lievemente una versione moderna del Tom Hanks di Cast Away, solo che qui al posto della palla parlante di Wilson abbiamo un più tragico cumulo di macerie. Invece nella trama emerge poi un elemento di mistero: una presenza che si aggira tra le vie diroccate del paese. Di chi si tratterà: uno spirito, un fantasma o peggio ancora di qualche zombie? Io non ho questo grande desiderio di scoprirlo, ma se volete Cannibale ed io rinchiudiamo Ford in un cinema sigillando per bene le porte per portarvi la soluzione dell'arcano, evitandovi la visione di un film che molto probabilmente sarà bello sulla carta ma deludente nella resa finale.
FORD: caro Antonio, così non fai certo il bene tuo. Caro Cannibal, attento: così ti soffia lo scettro di mio rivale!
Cannibal Kid: Sergio Rubini in versione Tom Hanks de' noantri? No, grazie.
Antonio che diventa il nuovo rivale di Mr. Ford? Sì, grazie, glielo lo cedo volentieri che a me ha proprio stufato.

Papa Francesco - Un uomo di parola

"Cari Cannibal e Ford, sappiate che siete scomunicati e sarete esorcizzati. Per Antonio, invece, non c'è speranza."

Antonio: Passeggio facendo finta di nulla sperando che i lettori si siano dimenticati della presenza di questo documentario, ma siccome tutti gli occhi sono puntati su di me aspettandosi qualche sorta di commento, mi giro e rivolgo loro un'amichevole: "Pace bene fratelli!". Ah e vi do la mia parola che questo film lo eviterò accuratamente, preferirei piuttosto un incontro ravvicinato con il simbionte di Venom.
Grazie per avermi sopportato durante queste righe e rivolgo un caloroso saluto a Marco per avermi tenuto in considerazione invitandomi a farmi riscoprire la scrittura. A buon rendere.
FORD: caro Antonio, sappi che ho prenotato per te una serie di lezioni private per un percorso di catechesi con il Papa. A buon rendere.
Cannibal Kid: Grazie a te Antonio, per la tua fantastica ospitata, capace di illuminare una settimana altrimenti piena soltanto di film che sono l'esatto opposto del cinema che piace a me, e per le tue ancor più fantastiche frecciatine a Papa James, volevo dire a Papà James - Un blogger di parola. Nel senso che la sua parola va ascoltata, per poi fare esattamente il contrario. E ora andate in pace. Tutti tranne Antonio. Tu rimani in guerra con Ford, mi raccomando. ;)

domenica 25 settembre 2016

Il sale della Terra (Wim Wenders&Juliano Ribeiro Salgado, Francia/Brasile/Italia, 2014, 110')




La fotografia, fin dai tempi dei miei primi viaggi da solo o in compagnia che segnarono il distacco dalle classiche vacanze con i genitori, ha sempre esercitato un fascino notevole, sul sottoscritto: la scoperta, poi, negli anni, di veri e propri artisti dell'obiettivo come Robert Capa - ancora oggi, forse, il mio preferito in assoluto, per quanto relativamente poco possa conoscere di questo mondo - aprì le porte a visioni di scatti talmente potenti da rendere un'immagine non solo una riproduzione, o un'opera, quanto più che altro una sorta di metafora del tempo che, di colpo e per quell'istante, pare smettere di scorrere o schiacciare il pedale dell'acceleratore puntando dritto all'infinito.
Sebastiao Salgado, da molti considerato forse il miglior fotografo di sempre, nel corso della sua incredibile carriera ha compiuto un vero e proprio viaggio attraverso l'Uomo e la Natura, un viaggio così importante e clamoroso da aver attirato l'attenzione non solo del pubblico e della critica, ma anche, in questo caso, di un regista importante ed affermato come Wim Wenders, legato al fotografo brasiliano da ammirazione ed amicizia da decenni, pronto ad accompagnare l'audience in questo film realizzato anche grazie all'apporto del primogenito di Salgado, che proprio con Wenders ha scritto e co-diretto il progetto, che illustra la vita e le opere del padre di quest'ultimo dai primi tentativi con una macchina fotografica ai progetti legati alla rivitalizzazione del pianeta a partire dai terreni che furono di proprietà della famiglia, nel cuore del Brasile rurale.
Con ogni probabilità, per un aspirante fotografo un titolo come Il sale della Terra potrebbe rappresentare un riferimento almeno quanto l'opera di questo incredibile artista, che più che essere ridotto semplicemente ad un uomo dietro un obiettivo, finisce per apparire come un avventuriero, un umanista, un innovatore, un profondo amante del nostro pianeta e delle sue meraviglie, anche quando le stesse finiscono per essere oscurate dalla malvagità umana: i suoi reportage legati ai viaggi in Africa, tra il Rwanda e la Somalia, o quelli nell'ex-Jugoslavia devastata dalla guerra, sono qualcosa di così potente da mettere i brividi e far pensare a quanto possa essere costato all'autore di quelle fotografie che paiono ferite a cuore aperto essere presente a testimoniare quello che stava accadendo: nel corso di quest'epopea delineata da Wenders nel modo più semplice possibile, ovvero sfruttando le immagini catturate da Salgado nel corso della sua carriera, corredate da estratti di video delle sue spedizioni ed i primi piani del fotografo pronto a raccontare a favore di macchina la sua incredibile vita.
In particolare, a prescindere dall'indubbia magia che trasuda dagli scatti del vecchio Sebastiao, la cosa più incredibile di questo film, di questo percorso, è la capacità di trasmettere una passione senza confini per la vita ed il nostro mondo da parte di quest'uomo, che ha viaggiato dal polo alle foreste inesplorate, sfiorato la guerra ed assistito a massacri e morti davanti ai suoi occhi, e passando dall'Inferno dell'Uomo è riuscito a trovare la forza per rinascere attraverso una sempre più intensa comunione con la Natura, vera e propria protagonista della seconda metà della sua carriera.
Ascoltare Salgado spiegare il brivido di poter fotografare una tartaruga delle Galapagos che poteva essere già adulta quando Darwin studiò quei luoghi, o quasi commuoversi pensando che un piccolo albero di qualche mese piantato per risanare i terreni in cui è cresciuto potrebbe arrivare a raggiungere i quattrocento anni è qualcosa in grado di superare i confini del Cinema e dell'Arte, ed aprire al contrario le porte alla vita.
Del resto, anche una fotografia, in qualche modo, sfida il Tempo e l'Eternità.
E' un istante che tende all'infinito, anche quando le creature da una parte e dall'altra dell'obiettivo hanno finito per diventare parte di questo miracolo che troppo spesso diamo per scontato: come spesso mi è capitato di scrivere, io sono un ateo miscredente, ma se devo credere a qualcosa, credo nella passione e nella vita che Salgado trasmette con la sua macchina tra le mani o, semplicemente, quando è seduto ed ascolta il respiro del pianeta.
Perchè il bello di essere così piccoli, a volte, è rendersi conto della grandezza che abbiamo di fronte.




MrFord




 

giovedì 24 settembre 2015

Thursday's child

La trama (con parole mie): l'autunno è ormai cominciato, e la grande corsa verso le classifiche ed i bilanci di fine anno con lui. Per ora, le certezze restano la consueta follia in termini cinematografici del mio antagonista nonchè co-conduttore della rubrica Cannibal Kid e la crisi della blogosfera, che attraversa un periodo di stanca come pochi altri se n'erano visti finora.
Speriamo, quantomeno, che le visioni ci riservino sorprese interessanti.


"Per quale festa siamo stati ingaggiati?" "Il compleanno di un certo Peppa Kid."
The Green Inferno

"Quello è Cannibal Kid: tienitene sempre alla larga."
Cannibal dice: Eli Roth è un grande! Non sempre fa film eccezionali, però è un grande. Questa volta si è cimentato con un remake non ufficiale di Cannibal Holocaust, pellicola che a sorpresa nonostante il titolo non ho mai visto. Si preannuncia un film estremo, splatteroso e violentissimo, di quelli che quel moralista bigotto repubblicano di Mr. James Donald Trump Ford è già pronto a bacchettare. Sempre che non passi tutto il tempo della visione a coprirsi gli occhi con le manine dalla fifa.
Ford dice: Eli Roth, che per gli occupanti di casa Ford resterà per sempre l'Orso ebreo di Bastardi senza gloria, mi è sempre stato simpatico nonostante un gusto un po' troppo sopra le righe, e sono molto curioso di scoprire come apparirà questo sulla carta splatterissimo e scandaloso The Green Inferno.
Personalmente, spero faccia cacare sotto quel pusillanime di Peppa e mi diverta forte.



Magic Mike XXL

"Katniss Kid, con questo anello io ti sposo."
Cannibal dice: Gli stripper muscolosi sono tornati e questa volta in versione XXL. Ford, vedi di tenere a bada gli ormoni!
Per quanto il primo film mi fosse piaciuto, non sentivo un enorme bisogno di un suo sequel, soprattutto senza la regia di Steven Soderbergh e la presenza di un attorone come Matthew McConaughey. Senza di loro, quello che ne resta mi sa solo di uno spettacolo buono per fan allupati dei muscoli come Mr. Ford.
Ford dice: il primo Magic Mike è stato una sorpresa decisamente interessante, uno spaccato sulla crisi che andava oltre muscoli ed olio. Questo sequel nasce sotto una stella decisamente meno luminosa, considerate le assenze illustri di Soderbergh e McConaughey. Una visione, comunque, non fosse altro che per solidarietà tra palestromani, la concederò.



Everest

"Ragazzi, non so se era il caso di accettare la proposta di Ford di fare una scampagnata in montagna!"
Cannibal dice: L'Everest sarà anche la montagna più alta del mondo, ma le mia aspettative nei confronti di questo film sono piuttosto bassine. Mi interessa più che altro per Jake Gyllenhaal, che qui comunque pare non sia il protagonista principale, per il resto mi sembra una pellicola avventurosa di quelle che lascio scalare a Ford. Da solo.
Ford dice: nonostante la tiepida accoglienza a Venezia, l'idea di godermi questa sorta di action alpino firmato dal discreto Kormakur mi esalta non poco, e sono sicuro che risulterà essere uno dei guilty pleasures maggiori della parte finale dell'anno fordiano, alla facciazza del mio rivale Cannibal, che di fronte a tutto quello che comporta un qualche sforzo fisico e rischio scappa come una mammoletta.



Sicario

"Cannibal, se metti anche solo un piede sulla mia proprietà, ti vaporizzo!"
Cannibal dice: Questo potrebbe essere il film della settimana. Denis Villeneuve dopo Polytechnique, La donna che canta, Prisoners ed Enemy è pronto a regalarci un'altra pellicola coraggiosa e affascinante. La curiosità c'è, le buone premesse pure, speriamo solo non si riveli una deludente fordianata.
Ford dice: nonostante la parziale delusione di Enemy - interessante solo per la grande performance del solito Gyllenhaal - Villeneuve resta uno dei registi più interessanti del panorama nordamericano attuale, e considerate le premesse decisamente interessanti, questo Sicario potrebbe trasformarsi nell'uscita della settimana e riuscire nell'impresa di mettere d'accordo perfino il sottoscritto e quel disgraziato di Peppa Kid.



Wim Wenders - Ritorno alla vita

"Caro Cannibal, te ne prego, chiudi il blog e ritirati a vita privata."
Cannibal dice: Wim Wenders sarà anche un regista di richiamo, ma non capisco perché abbiano dovuto mettere il suo nome nel titolo italiano della pellicola...
Certo che i titolisti nostrani sono più fuori di brocca di Ford!
Wenders comunque non è un regista che ho mai seguito più di tanto, troppo fordiano per i miei gusti, però in questo caso il cast è super: James Franco + Charlotte Gainsbourg + la sempre + splendida Rachel McAdams, quindi mi toccherà vederlo. Anche perché si preannuncia una radical-chiccata coi fiocchi!
Ford dice: Wenders mi è sempre stato simpatico, nonostante sia, di fatto, uno dei registi più radical che la grande distribuzione conosca ed apprezzi, ed in passato più di una volta ho trovato davvero ammirevoli i suoi lavori.
In questo caso sono piuttosto scettico, considerato che sento puzza di cannibalata ad un miglio di distanza, ma penso che, all'occorrenza, un'occasione potrò comunque darla, se non altro scaldando le bottigliate delle grandi occasioni.



The Transporter Legacy

"La prossima volta che qualcuno mi convince ad andare in macchina con Ford, lo massacro."
Cannibal dice: Troooppo una merdat... volevo dire una fordianata, la saga di The Transporter. E a questo giro non c'è manco Jason Statham. Non mi faccio quindi trasportare al cinema manco per sbaglio.
Ford dice: Transporter senza Statham è come il White Russian senza panna, o questa rubrica senza Ford. Una vera schifezza.



Arianna

"Ho appena visto l'ultimo film esaltato da Cannibal: non mi resta che togliermi la vita."
Cannibal dice: Film italiano sulla confusione sessuale. Ma tanto questa settimana a mettere in discussione i gusti sessuali miei, e soprattutto quelli di Ford, ci pensa già Magic Mike XXL ahahahah.
Ford dice: il Cinema italiano non naviga mai in buone acque, da queste parti. Non credo che Arianna potrà far ritrovare allo stesso il filo.



L'esigenza di unirmi ogni volta con te

"Quelli sono Ford e Cannibal." "Stiamo alla larga, è gente poco raccomandabile."
Cannibal dice: Drammone sentimentale con Claudia Gerini e... Marco Bocci?!?
Non ci siamo proprio.
Quanto a te, Ford, quando leggo un tuo commento, sento l'esigenza di non unirmi ogni volta con te e con questa rubrica.
Ford dice: ho l'esigenza di ignorare l'esistenza di questo film. Quasi più di quella di Cannibal Kid.



La prima luce

"Are you talkin' to me!?"
Cannibal dice: Al contrario di molti, non ho niente contro Riccardo Scamarcio. Allo stesso tempo, non sento nemmeno la fortissima necessità di vedere un film che lo vede come protagonista. La prima luce non rappresenta perciò di certo la mia prima scelta della settimana. Così come WhiteRussian non rappresenta la mia prima scelta tra i siti da visitare. E manco la seconda.
Ford dice: non credo vedrò la luce buttandomi nella visione di questo film, così come non la vedrò leggendo le astruse recensioni del mio rivale.
Passo, dunque, senza ritegno, già sapendo che il Cannibale sarà pronto a sviolinare qualcuna delle sue sparate.



Stalking Eva

"Ho appena finito quell'incontro di wrestling con Cannibal. L'ho massacrato."
Cannibal dice: Gli stalker-thrillerini di solito sono un mio guilty pleasure. Questa poco promettente produzione italiana mi sa però di roba che non voglio stalkerare manco per sbaglio. Come Ford quando si fa la doccia.
Ford dice: le possibilità che stalkerizzi un film del genere sono le stesse che di colpo comincino a piacermi i dischi e le pellicole che fanno impazzire Peppa. Molte, molte meno di zero.



Un mondo fragile

"Questa sì, che è vita! Un vero momento di relax fordiano. Manca solo l'alcool."
Cannibal dice: La storia di un vecchio contadino la lascio volentieri al vecchio Ford. Io vado a vedermi un film teen, e di corsa!
Ford dice: non sarebbe male riportare alla terra le braccine di Cannibal, e farlo sfacchinare un po' con del vecchio, sano lavoro fisico.

Lavoro forzato, nello specifico.


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