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martedì 27 settembre 2016

Man in the dark (Fede Alvarez, USA, 2016, 88')



Quando si tratta di film horror, oltre che con i piedi di piombo, ormai approccio sempre con un filo di tristezza nel cuore: ricordo bene le grandi stagioni vissute a cavallo tra la fine degli anni ottanta e l'inizio dei novanta, quando tra Nightmare e Twin Peaks finivo a passare gran serate a cagarmi sotto di brutto dalla paura.
Con il tempo, la vecchiaia, l'esperienza ed una scarsità d'inventiva e di idee degli autori del genere, le cose si sono complicate parecchio, tanto da restringere ad una manciata di titoli i prodotti che, negli ultimi dieci anni, hanno finito per farmi davvero saltare sulla sedia - The Descent, Eden Lake, Lidris cuadrade di tre e Lake Mungo -, mentre tutto il resto passava senza restare nella memoria per più di qualche ora.
Fede Alvarez, che qualche anno fa mi stupì in positivo - pur non strabiliando - con il remake di un supercult del sottoscritto come La casa, con questo Man in the dark - accolto benissimo oltreoceano - tornava in sala con tutti i migliori propositi del caso, alimentando le speranze del sottoscritto di trovare almeno un riferimento "giovane" in grado di dare nuova linfa al Cinema "di paura": il risultato è una via di mezzo convincente solo in parte, senza dubbio girata con perizia e discretamente tesa ma troppo derivativa e poco cattiva per poter sperare di avviare la macchina del tempo e far viaggiare un residuato del mio calibro fino ai bei tempi degli spaventi e delle mani portate davanti agli occhi dal terrore.
Basterebbe tornare con la memoria a La casa nera di Wes Craven per ridimensionare - e non di poco - l'entusiasmo forse eccessivo per il comunque discreto lavoro di Alvarez, che confeziona un survival quantomeno anomalo per i tempi che corrono cedendo solo nella parte finale all'ombra della produzione e della distribuzione su larga scala che, probabilmente, vedono con un occhio migliore epiloghi che siano almeno in parte "consolatori", mentre sarebbe calzato come un guanto al main charachter - e non parlo dei tre ragazzi - una chiusura spietata e cattiva.
Ad ogni modo, Man in the dark riesce a riempire i vuoti lasciati dagli horrorini in salsa teen del nuovo millennio passati da queste parti di recente, e seppur non all'altezza delle aspettative a regalare un intrattenimento solido al servizio di un minutaggio perfetto per questo tipo di pellicole, una buona dose di thrilling ed un incedere senza pause, impreziosito da un paio di ottime trovate e da un "mostro" interessante, anche se a mio parere non sfruttato in tutte le sue potenzialità e poco approfondito.
Mi sarebbe piaciuto, considerate le premesse, scrivere ed emozionarmi molto di più rispetto a questo titolo, ma se da un lato la delusione è stata indiscutibile, dall'altro occorre ammettere che, pur risultando decisamente all'acqua di rose, un horror realizzato da qualcuno che crede negli stessi "valori di genere" del sottoscritto risulti comunque più incisivo di qualsiasi goffo tentativo figlio indiscutibile del Nuovo Millennio.
E questo è senza dubbio già qualcosa.




MrFord




 

giovedì 8 settembre 2016

Thursday's child


Con il ritorno alla regolarità del Saloon anche la consueta rubrica dedicata alle uscite in sala rinnova il suo appuntamento con i commenti come sempre saggi e ponderati del sottoscritto e quelli come sempre scombinati e radical chic del mio antagonista Cannibal Kid, che ormai fa parte del mobilio del Saloon come una testa di cervo.
Questa settimana, fortunatamente per noi e soprattutto per voi, i film in uscita sono ancora pochi, dunque avrete modo di "gustarvi" solo una piccola dose delle scaramucce dei nemici più bromantici della blogosfera.


"Ciao Cannibal, sono la escort che ti ha prenotato Ford per festeggiare il compleanno."

Independence Day – Rigenerazione

"Mi sa tanto che mi sono fatto un White Russian di troppo!"
Cannibal dice: Atteso (ma da chi?) sequel di uno scult movie degli anni '90, che tenterà un'impresa molto ardua. Salvare il mondo dall'invasione di Ford e della sua famiglia, i volti simbolo del #fertilityday e pure del #fordilityday?
Sì anche, ma soprattutto proverà a fare peggio del primo film. Ce la farà?
La risposta nei prossimi giorni su Pensieri Cannibali.
Ford dice: a parte la sequenza dei cazzotti di Will Smith all'alieno, non ho mai avuto particolare predilezione per Independence Day, e senza dubbio sentivo la necessità di un suo sequel quanto quella di vedere il prossimo film consigliato dal Cannibale.
Quantomeno, potremmo trovarci di fronte ad uno dei candidati più forti per il peggio dell'anno.



Man in the Dark

"Oh mio dio! Dopo la cura di Ford, Cannibal ha un aspetto ancora più terrificante del solito!"

Cannibal dice: Nonostante il regista Fede Alvarez arrivi da quella schifezza immonda del remake de La casa, questo suo nuovo horror promette piuttosto bene. Negli Usa il film ha già fatto il botto e potrebbe essere una delle rivelazioni 2016 del genere. In alternativa, se siete in cerca di brividi, brividi veri intendo, potete sempre fare un salto su White Russian.
Ford dice: il remake del cultissimo La casa, risalente a qualche anno fa, mi aveva colpito in positivo - e ovviamente, come tutte le cose decenti, aveva fatto cagare al mio antagonista -, dunque sono contento che il successo stia arridendo anche a questo nuovo lavoro di Fede Alvarez, che potrebbe aver raggiunto finalmente la consacrazione. Speriamo bene, e speriamo in un horror in grado, finalmente, di spaventarmi un po'.


Tommaso

"Esci con Ford e ordini un'acqua naturale? Sei pazzo!?"
Cannibal dice: L'esordio da regista di Kid Rossi Stuart, Anche libero va bene, se non ricordo male è uno dei film italiani preferiti in assoluto da Mr. Ford. Ma che davvero??? A me, che pure negli ultimi tempi sto esaltando parecchio il cinema nostrano, non era invece sembrato niente di eccezionale. Chissà se questa sua opera seconda mi farà cambiare idea?
Ford dice: Kim Rossi Stuart, per quanto non particolarmente simpatico, mi è sempre piaciuto sia davanti che dietro la macchina da presa. Il suo esordio, Anche libero va bene, è per me una delle cose migliori del Cinema italiano indie degli ultimi dieci anni, checchè ne dica Poco Competente Kid.
Dunque, spero di poter recuperare presto questo Tommaso e, chissà, tornare a fare un po' pace con la settima arte nostrana.



Un amore all'altezza

"Io con te un incontro di wrestling proprio lo eviterei, in tutta onestà."
Cannibal dice: “È sempre il momento di fare una commedia” diceva Nanni Moretti. “È sempre il momento di guardare una commedia romantica francese” aggiungo io. Soprattutto se come protagonisti ha due validi attori come Jean Dujardin di The Artist e Virginie Efira, rivelazione di 20 anni di meno. “Non è mai il momento di guardare una commedia romantica francese”, replicherà quel musone prevedibile di Ford, ma d'altra parte lui è quello che i francesi chiamano les incompétent.
Ford dice: commedia romantica francese dal sapore di radical che si sente ad un miglio di distanza? Mi guardo bene dall'impantanarmi in questa roba, e ribatto con qualche recupero tamarro decisamente più adatto al Saloon e all'estate, altro che questa roba per fighetti come Peppa Kid.


martedì 14 maggio 2013

Evil dead - La casa

Regia: Fede Alvarez
Origine: USA
Anno: 2013
Durata:
91'




La trama (con parole mie): un gruppo di ragazzi si raduna nel cottage dei genitori dei due fratelli Mia e David affinchè proprio la giovane donna possa disintossicarsi dalla dipendenza dalla droga. Quello che gli amici non sanno è che nel seminterrato della vecchia casa sono ancora intatti i resti di un rituale eseguito tempo prima affinchè un demone malvagio potesse rimanere confinato nel suo mondo, così come il libro dei morti, potentissimo artefatto con il potere di rievocare l'entità.
Quando Eric, ex migliore amico di David, incuriosito dal testo, libera senza saperlo il mostro, per il gruppo ha inizio un incubo che li vedrà lottare per la sopravvivenza non soltanto dei corpi, ma delle loro stesse anime: riusciranno ad avere la meglio sullo spirito sfruttando il libro stesso, o dovranno rassegnarsi a soccombere e consentire alla creatura di aprire una porta che dall'Inferno conduce sulla Terra?




I remake sono una brutta bestia davvero, a prescindere dal genere, dall'epoca e dal contesto, tanto più ostici quanto le pellicole originali sono risultate mitiche superando le prove del Tempo e del parere del pubblico di diverse generazioni: si contano sulle dita, infatti, i casi in cui le nuove versioni risultano essere più interessanti delle precedenti - esempi recenti, forse, sono stati solo il Cape fear scorsesiano e Scent of a woman, perlomeno in grado di giocarsela alla pari con i titoli che li ispirarono -, e spesso e volentieri quando si tratta di horror la questione finisce per diventare non solo rischiosa, ma addirittura involontariamente ridicola nella maggior parte dei casi.
The fog, Nightmare, Halloween sono solo alcuni degli insuccessi che il Cinema d'orrore ha visto concretizzarsi all'ombra dei cult originali, ed onestamente il dubbio che questa nuova versione de La casa potesse entrare al volo nel suddetto club pareva quasi più una certezza almeno fino alla vigilia della visione: fortunatamente il buon Fede Alvarez, regista uruguaiano poco più che trentenne al suo esordio in un lungometraggio, è riuscito non solo nell'impresa di confezionare un più che discreto prodotto di genere, ma anche di non snaturare, omaggiandolo, l'originale e splendido Evil dead firmato da Sam Raimi, che fu uno dei capisaldi dell'horror nel corso degli anni ottanta e rivoluzionò il suo filone anche grazie al dinamismo che il futuro regista della trilogia di Spider Man infuse alla macchina da presa, sfruttata straordinariamente in tutte le riprese che simulavano il sopraggiungere delle presenze malefiche liberate dal Necronomicon, il Libro dei morti che finisce per farla da padrone anche - e giustamente - in questo caso.
Il giovane Alvarez, prendendo spunto dalle vicende che Raimi narrò nei primi due capitoli della sua più fortunata saga - culminata poi con il geniale L'armata delle tenebre -, omaggia il lavoro del suo ispiratore senza snaturarlo, perdendo in carisma - del resto, di Ash/Bruce Campbell ce n'è uno solo, inimitabile - ma guadagnando in profondità - l'idea della disintossicazione della protagonista Mia, così come l'eventuale associazione tra il demone della dipendenza e quello liberato dal libro, paiono decisamente vincenti, oltre che assolutamente impegnate ed inaspettate per il genere -, citando momenti magici come quelli legati all'uso della motosega e della botola senza dimenticarsi quelle che erano le atmosfere tipiche dello slasher figlio degli eighties e concedendo ben più di un brivido agli spettatori - soprattutto quelli non avvezzi - grazie alla versione posseduta della protagonista, che dal profondo del seminterrato e nel gioco vedo/non vedo fornito dalla botola incatenata riesce a regalare il suo meglio anche per veterani del settore come il sottoscritto.
Il risultato, dunque, è talmente interessante che quasi dispiace sia stato ispirato dal lavoro di un mostro sacro, perchè probabilmente se si fosse trattato di un'uscita a sorpresa facilmente ci saremmo trovati di fronte all'erede per questo 2013 del già mitico Quella casa nel bosco, horror definitivo dello scorso anno e non solo: spero dunque che, alle spalle questa prova decisamente superata, per Alvarez si aprano le porte della grande distribuzione e possa essergli dato spazio per un progetto personale privo dell'impronta - seppur leggendaria - di gente come il Sam più importante della Storia dell'horror.
Dovesse andare bene potremmo trovarci di fronte ad un nuovo riferimento - e tutti sappiamo quanto ne abbiano bisogno i cari, vecchi, film di paura -, mentre alla peggio si avrebbe comunque la possibilità di scatenare il nostro lato più demoniaco e lasciare che le porte di un Inferno di bottigliate possano aprirsi all'indirizzo di chi non ha saputo sfruttare un'occasione unica: in entrambi i casi finiremmo per divertirci.
Nel frattempo, e per ingannare l'attesa, godiamoci questo bagaglio di sani squartamenti neanche fossimo tornati i ragazzini impauriti del 1985, chiusi in casa un sabato sera alla ricerca di quel brivido che sono un sano film di terrore riesce a regalare.


MrFord


"Trapped inside a life which is not yours
spirits within causing terror, fear and darkness
evil dead
evil dead."
Death - "Evil dead" -


giovedì 9 maggio 2013

Thursday's child

 
La trama (con parole mie): ed eccoci pronti ad un'altra settimana di uscite in sala con i sempre interessanti consigli di questo vecchio cowboy ed i telegrafici - almeno per questa volta - deliri del mio antagonista, quel cuccioletto di Cannibal Kid.
Questo sarà un weekend principalmente all'insegna dell'assenza di pellicole trash italiane - almeno si spera - e del ritardo - non mentale, cosa andate a pensare!? - dei nostri distributori, che finiscono per impiegare quei due o tre anni - quando va bene - per portare una pellicola in sala: comunque accontentiamoci e non facciamo troppo gli schizzinosi, perchè un paio di cose carine si potranno trovare.

Un'immagine esclusiva di Peppa Kid che sbuca dalla porta della sua cameretta.
La casa di Fede Alvarez


Il consiglio di Ford: scegliete La casa, e non Casale!
Anche in questo caso viene distribuita una pellicola già da qualche settimana passata dalle parti del Saloon, riuscita non soltanto a stupire in positivo, ma a rendere onore ad uno dei cult assoluti dell'horror di tutti i tempi, l'omonimo e mitico lavoro di Sam Raimi che rese gli anni ottanta un decennio migliore per molti appassionati del genere.
Fede Alvarez, pur cercando soluzioni differenti da quelle di partenza e puntando più sull'impianto classico della proposta d'orrore che sull'ironia nerissima dell'originale, riesce a trovare il giusto equilibrio e stupire anche chi, come il sottoscritto, era partito con tutti i pregiudizi possibili.
Certo, con il Cannibale non sarà possibile, perchè solo a pensarci se la farà sotto e deciderà di passare oltre snobbando questo titolo fingendosi superiore. Voi, però, non dategli retta e concedete pure una possibilità: non ne resterete delusi.
Recensione fordiana appena successiva a quella de L'uomo dai pugni di ferro.
Il consiglio di Cannibal: la caga
Un altro horror? Un altro remake? Un altro remake horror?
Che palle! Giusto Ford, fan solo delle cose del tutto prive di originalità, può rimanerne estasiato…
Già dal trailer mi sembra una roba che, più che far cagare sotto dalla paura, fa cagare e basta. Se volete una casa inquietante, poi, casa Ford di certo potrà fare di più al caso vostro!

"Noooo vi prego! Non lo voglio vedere l'ultimo di Malick! Noooo!"
L’uomo con i pugni di ferro di RZA


Il consiglio di Ford: il Ford con i pugni di ferro diretti sul grugno del Cannibale.
Finalmente, dopo mesi di attesa - considerate che in casa Ford è passato a fine gennaio - esce anche qui nella Terra dei cachi il primo lavoro da regista del mitico musicista, produttore ed attore RZA, volto simbolo dei Wu Tang Clan nonchè autore di colonne sonore pazzesche come quella di Ghost dog.
Una pellicola che è a metà strada tra la tamarrata selvaggia - tant'è che nel cast spicca l'ex wrestler noto a tutti gli appassionati come Batista - ed il grindhouse stiloso di Tarantino, cui si deve molto dell'operato del buon Samurai Apocalypse dietro la macchina da presa: non perfetto, questo è sicuro, ma divertente, fracassone ed assolutamente godurioso alla vista, dalle influenze jappo al sangue a fiumi. E ho come l'impressione che finirà per mettere d'accordo perfino i due nemici più acerrimi della blogosfera.
Recensione fordiana a brevissimo!
Il consiglio di Cannibal: l’uomo con i pugni di Ford, un uomo quindi debolissimo
Non mi piacciono gli action movies, ma mi è piaciuto questo!
Un film figoso, stiloso, divertente, con cui il rapper RZA esordisce al cinema in maniera convincente e molto tarantinata. Tutto l’opposto dei superatissimi filmucoli action anni ‘80 consigliati da Ford, in pratica…
Recensione cannibale (di certo migliore di quella fordiana) coming soon.

"Ford viene con noi, l'abbiamo prenotato già da un mese!" "Mi dispiace, ma stasera vi tocca Peppa Kid: il vecchio cowboy, invece, me lo pappo tutto io!"
Confessions di Tetsuya Nakashima


Il consiglio di Ford: lo confesso, questo film è uno dei re delle bottigliate del Saloon.
Questa uscita è proprio da ridere.
Giunto alla distribuzione in sala con un tempismo perfetto - giusto giusto quei tre anni di ritardo -, il lavoro di Nakashima era stato protagonista di un tam tam di meraviglia che ai tempi aveva percorso quasi tutta la blogosfera per fermarsi al Saloon, quando finì per essere bottigliato selvaggiamente dal sottoscritto - whiterussiancinema.blogspot.it/2011/03/confessions-kokuhaku.html -: ricordo che demolire la spocchia di questo film pretenzioso, inutilmente autoreferenziale e lontano anni luce dalle vere proposte autoriali e di valore giunte da Oriente.
Ovviamente al mio rivale piacque da impazzire, ma del resto non c'è da stupirsi: basta un pò di presunta tecnica, un'accozzaglia di sequenze tutta forma e niente sostanza, temi apparentemente scottanti, ed eccovi servita la ricetta perfetta per Pusillanime Kid.
Il consiglio di Cannibal: confesso che è una figata!
Confessions è davvero imperdibile. Un film grandioso, sorprendente, girato alla grandissima, che arrivo con un ritardo di appena 3 anni. Considerando che di solito le pellicole orientali, come quelle di Miyazaki, vengono distribuite da noi con anche oltre 2 decenni di attesa, non ci si può lamentare.
Non date retta a Ford che una visione tanto originale, estrema e splendida non la può reggere, preferendo remake e porcherie commerciali hollywoodiane, e guardatevi Confessions. Qui c’è la mia recensione di ormai 2 anni fa, ma ancora più fresca di tutti i post a breve conservazione che potete trovare su WhiteRussian: http://pensiericannibali.blogspot.it/2011/03/minkia-ke-bimbi.html

Il piccolo Marco Goi con i suoi compagni di classe. Morti.
No - I giorni dell’arcobaleno di Pablo Larrain


Il consiglio di Ford: io dico No al Cannibale.
Questa dev'essere la settimana dei ripescaggi: candidato al premio Oscar come miglior film straniero e passato da queste parti lo scorso inverno, il lavoro di Larrain - regista del da me odiatissimo Tony Manero - è un intenso ritratto di una delle battaglie civili più importanti della Storia recente, quella che vide il Cile libero dire no al dittatore Pinochet grazie ad un referendum popolare la cui campagna pubblicitaria è raccontata con gusto vintage e giusto equilibrio tra retorica e partecipazione dal riscattatosi Pablo e da Gael Garcia Bernal, volto pulito per un "eroe" profondamente umano come il suo protagonista.
Il consiglio di Cannibal: dite no a Ford e spunterà l’arcobaleno
Bel film cileno, nominato agli Oscar 2013 come miglior pellicola straniera.
Nella mia recensione (http://pensiericannibali.blogspot.it/2013/02/no.html), pubblicata alla vigilia delle ultime elezioni italiane, sostenevo che il voto è importante, è sempre importante. Bene, mi sbagliavo.

"Vediamo se mi riesce di imitare quel bimbominkia di Goi!"

Post Tenebras Lux di Carlos Reygadas


Il consiglio di Ford: post Cannibal, Ford.
Ammetto di non aver mai visto nulla firmato da Reygadas, neppure nei miei anni da cinefilo incallito ed indirizzato solo ed esclusivamente alle proposte d'autore: questo suo ultimo lavoro, però, mi fa sentire almeno come i precedenti, e ricorda al sottoscritto come sarebbe potuto diventare se avesse proseguito lungo quel sentiero.
Dunque lascerò il radicalchicchismo ai radical chic come Cannibal Goi e girerò alla larga, in attesa di scoprire se a lui sarà piaciuto, oppure no. Ovviamente, in caso positivo, eviterò con ancora più cura di vederlo.
Il consiglio di Cannibal: che la luce cannibale illumini le tenebre fordiane
Tipico film da film festival, questo Post Tenebras Lux si potrebbe rivelare una pellicola d’autore interessante, quanto una roba pretenziosa di quelle finto autoriali che piacciono tanto al mio blogger rivale. Un film che non mi ispira tantissimo, ma comunque da non rifiutare a priori.
Così come WhiteRussian. Non si deve rifiutarlo a priori. Bisogna visitarlo, leggerlo, conoscerlo a fondo per disprezzarlo con tutte le proprie forze uahahah!

"Mamma, tra questi cagnolini c'è per caso il Cucciolo Eroico!?"
20 anni di meno di David Moreau


Il consiglio di Ford: 20 anni di meno, quelli che vorrebbe avere il Cannibale!
Commedia francese a sfondo romantico pubblicizzatissima dai distributori - che hanno capito che i nostri cugini non solo sono decisamente più avanti di noi, ma tirano anche al botteghino - che, nonostante i successi transalpini anche recenti - Ozon su tutti - non mi convince affatto.
Ho come l'impressione, infatti, che si tratti del solito prodotto spacciato per valido che, in realtà, si rivela essere la classica sòla del weekend: poi, certo, ci sarà di peggio - come un qualsiasi ultimo Malick -, ma dopo mesi come quelli che abbiamo lasciato alle spalle vorrei smettere di farmi del male quando mi guardo un film.
Il consiglio di Cannibal: io dimostro (almeno) 20 anni di meno di Ford
Io ormai tendo a prendere come oro colato ogni cosa che arrivi dalla Francia o quasi. C’è da dire che sulle commedie non ci azzeccano sempre, però ora come ora punto di gran lunga più sulle loro comedy che non sulle nostre. Questo 20 anni di meno non si rivelerà un capolavoro, eppure mi sembra abbia del potenziale per una visione simpatica e disimpegnata. L’antipatico e troppo impegnato Ford ovviamente non sarà d’accordo, ma che ce frega?

"Direi che sono pronta per farmi fare l'autografo da Ford!"
Mi rifaccio vivo di Sergio Rubini


Il consiglio di Ford: mi faccio vivo con il Cannibale, a suon di calci rotanti.
Sono stupefatto. Una settimana intera senza neppure un titolo trash made in Terra dei cachi. Pare incredibile almeno quanto Peppa Kid che recensisce bene un qualsiasi film con Stallone, Schwarzenegger o Van Damme.
Comunque, Sergio Rubini non mi è mai dispiaciuto, ed il suo lavoro da regista non è completamente da buttare: dunque, pur se certo non come prima scelta - ma neppure come seconda o terza - direi che un tentativo potrei farlo, tutto sommato.
In fondo, se mi sorbisco ogni settimana le fregnacce di Peppa Kid, potrò anche sopportare un'ora e quaranta di Rubini, no!?
Il consiglio di Cannibal: mi fingo morto, piuttosto che vederlo
Ecco, se sopra ho mostrato la mia fiducia nella commedia francese, lo stesso non posso fare nei confronti di quella italiana. Sergio Rubini e Neri Marcorè non mi sono mai piaciuti granché, più che altro mi stanno indifferenti, ma le presenze del pessimo Emilio Solfrizzi e della nevrotica prezzemolina Margherita Buy mi inquietano parecchio. Io con questo film non mi faccio vivo, e nemmeno con Ford.

"Tu sai cosa devi fare: arrivi di fronte al Cannibale in favore di macchina e lo centri con una bella pizza in faccia!"

Fire with Fire di David Barrett


Il consiglio di Ford: diamo fuoco a tutte le copie in circolazione di Confessions, così lo risparmiamo al pubblico!
Filmetto di genere assolutamente inutile nonostante un cast decisamente ben accetto in casa Ford - Bruce Willis, Vincent D'Onofrio, Rosario Dawson - che non pare buono neppure per la classica serata da neurone spento sempre utile nel corso delle normali settimane lavorative.
Ho come l'impressione che Katniss Kid ci ricamerà sopra a partire dalle mie opinioni sulla sempre appariscente Rosario, ma questa volta gli andrà malissimo, considerato che ho intenzione di ignorare bellamente questo titolo.
Il consiglio di Cannibal: Fire on Ford
Americanata action di serie Z, più che di serie B, con l’attrice migliore del mondo secondo Ford: Rosario Dawson.
Vabbè…
C’è anche Bruce Willis, nella sua ennesima apparizione per rimpinguare il suo conto in banca.
Nonostante se ne vergogni, questa in realtà è l’uscita della settimana, forse dell’anno per Ford, mentre gli amanti del buon cinema possono astenersi senza troppi rimpianti.

"Merda, Ford è arrivato prima di me a dare fuoco al Cannibale!"
Anime nella nebbia di Sergei Loznitsa


Il consiglio di Ford: basta nebbia, vogliamo l'estate! E basta Cannibale, vogliamo il Cinema!
Già prevedo lo sproloquio del mio rivale che come al solito bollerà questa proposta come il classico film fordiano lento, autoriale e noioso, così come prevedo la sua sconfitta nella prossima Blog War - ma questa, ormai, è una consuetudine -.
Onestamente, sulla carta ammetto che questo Anime nella nebbia potrebbe non dispiacermi, ma andando verso la bella stagione preferirei evitare di affossarmi con titoli decisamente più adatti al clima - interiore ed esteriore - dell'inverno.
Dunque direi che, a meno di non trovarmelo davanti agli occhi, rimanderò a tempi più adatti.
Il consiglio di Cannibal: Ford, animal nella nebbia di Lodi
Urca, questo è uno di quei mattonazzi russi che solo Ford si può gustare tutto felice con tanto di popcorn, bevande rigorosamente analcoliche e rutto libero. Di quelli che a me invece mettono di buon umore quanto la nebbia.
Passo, grazie.

Una tipica giornata di lavoro in casa Ford.
Sta per piovere di Heider Rashid


Il consiglio di Ford: caro Cucciolo, per la grandinata di colpi che ti pioveranno addosso a breve non ti basterà l'ombrellino degli One direction!
Produzione italiano/algerina che mi puzza di finto alternativismo da cineforum radical chic da ex centro sociale riadattato in localino alla moda, sicuramente potrebbe essere meglio della schifezza media che ci viene propinata ultimamente ma che non ho la benchè minima intenzione di affrontare.
Cannes è alle porte, qualche recupero mi attende, non ho certo bisogno di finire intrappolato in visioni che potrebbero rischiare di mettere alla prova la mia pazienza più di quelle che normalmente consiglia il mio spocchioso rivale.
Il consiglio di Cannibal: che vi devo dire? Prendete un ombrello!
Altro mattonazzo pseudo impegnato della settimana, questa volta una coproduzione Italia - Iraq.
Un film che a me puzza non di pioggia fresca, ma di moralizzazione pesante e noiosa.
Passo pure questo all’intrepido Ford.

"Avevo dato appuntamento a Peppa Kid, ma quello è il solito tirapacchi."
The Parade - La sfilata di Srdjan Dragojevic


Il consiglio di Ford: facciamo una bella parata per le strade di Casale, ed invadiamo casa Goi.
Curiosa questa settimana, ricca di proposte autoriali di nicchia ed insolitamente povera di schifezze italiote distribuite in due sale. Non che al lavoro di Dragojevic andrà meglio, in termini di distribuzione, eppure qualcosa mi dice che questo potrebbe essere uno di quei titoli in grado di guadagnarsi i punti per diventare un piccolo cultino, almeno dalle mie parti.
Oltretutto, sono anni che ormai non vedo un film decente a tematica gay, dunque spero che questo possa colmare il vuoto.
Alla peggio, restano sempre le care e vecchie bottigliate.
Il consiglio di Cannibal: mi piacerebbe di più vedere Ford fare una sfilata…
Film serbo che tratta il tema dell’omofobia. Sembra avere anche buone intenzioni, ma a livello cinematografico fin dal trailer sembra ‘na mezza porcheruola. Magari non una porcheria totale, il che sarebbe già un buon risultato.
Quanto a me, devo ammettere di avere una paura che già potete immaginare: la fordfobia.

"Pensavi davvero di andare al tuo primo appuntamento con il Cannibale conciato così?"
Bellas Mariposas di Salvatore Mereu


Il consiglio di Ford: bruttos Cannibales.
Per adeguarsi al leit motiv del weekend, i guru della distribuzione portano in sala una proposta italiana che potrebbe risultare una piacevole sorpresa così come la solita robetta finto alternativa e che all'ultimo Festival di Venezia andò piuttosto bene e raccolse così tanti consensi da sparire immediatamente dai radar delle sale: fortunatamente il recupero è stato effettuato in tempi più brevi rispetto a Confessions, e sapete che vi dico? Non mi pare neanche così male, tanto che penso di recuperarlo al più presto.
Il consiglio di Cannibal: ma che è ‘sta roba, ajo?
Questa è una pellicola di cui non parlerò male perché se no gli amici sardi si offendono.
Mi limiterò a ignorarla come faccio di solito con Ford e le sue opinioni sempre più sconcertanti.

"Anche se siamo teen come lui Cannibal non ci vuole. Andiamo a cercare Ford, a questo punto."
Prima la trama, poi il fondo di Fulvio Wetzl, Laura Bagnoli


Il consiglio di Ford: prima la noia, poi la morte (si spera).
Documentario molto radical e molto chic - quasi più del mio antagonista - sulla vita e l'opera della pittrice milanese Renata Pfeiffer, che sinceramente mi attrae quanto una maratona di martellamento delle parti basse accompagnata da un piatto della da tanto odiata dal sottoscritto pasta al pesto.
Un titolo decisamente in linea con quelli che hanno portato ben oltre il limite la resistenza del sottoscritto e di Peppa Kid negli ultimi due mesi.
Il consiglio di Cannibal: prima Pensieri Cannibali, poi il fondo (WhiteRussian)
Quando i titoli per questa rubrica li seleziono io, ho ormai imparato a scremare almeno questi documentari che escono al massimo 1 giorno in 1 sala in tutta Italia… Ford invece è ancora giovane (si fa per dire) e inesperto e, quando li sceglie lui come questa settimana, sono cazzi.
Inutile aggiungere che non lo vedrò mai, nemmeno dovesse essere l’ultimo film rimasto sulla Terra.

"Ho intenzione di fare un ritratto al Cannibale: più brutto di quello vero, tanto, non può venire!"
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