venerdì 14 dicembre 2012

A simple life

Regia: Ann Hui
Origine: Hong Kong
Anno: 2011
Durata: 118'




La trama (con parole mie): Ah Tao è una governante. Fin da quando era poco più di una bambina e per oltre sessant'anni ha servito con abnegazione e costanza una famiglia divenendo, di fatto, parte di essa: quando la maggior parte dei suoi membri si trasferiscono negli States Ah Tao rimane ad Hong Kong con Roger, l'unico figlio single, noto produttore televisivo e cinematografico, nella casa in cui è cresciuto.
Colpita da un ictus e non più in grado di adempiere alle sue funzioni come vorrebbe, l'anziana donna decide di ritirarsi in una casa di riposo, accudita da Roger che, oltre al pagamento della retta, provvede a farle spesso visita senza risparmiarsi denaro e regali.
Gli ultimi anni di Ah Tao saranno un'occasione per l'uomo di ricambiare con la sua presenza la donna che lo ha, di fatto, cresciuto.





Mia nonna materna è morta quando avevo undici anni.
Facevo la prima media, e ricordo quel giorno ancora come se fosse ieri.
Avevano chiamato dall'ospedale la mattina, mentre facevamo colazione, e mia madre si era precipitata fuori con il cuore in gola - ho ancora in mente le parole che disse a mio padre prima di uscire, figurarsi -, ed io avevo passato l'intera giornata scolastica pensando a cosa mi sarei dovuto aspettare una volta tornato a casa.
Quando suonò la campanella e mi affacciai alla finestra vidi mio padre, che mi salutò dai piedi della scalinata dell'ingresso, e pensai che doveva essere successo qualcosa di grave, se c'era lui, che con il lavoro non avrebbe mai potuto passare a quell'ora.
Tornando a casa a piedi mi spiegò che mia nonna era mancata, ed io rimasi in silenzio ad ascoltare la sua voce ferma e tranquilla fino alla porta di casa: poi aprì mia madre - che allora non aveva neanche quarant'anni, non troppi più di me adesso - con gli occhi gonfi, e non resistetti un secondo.
E' stata sfortunata, mia nonna, è morta giovane, e mi dispiace non poter avere avuto occasione di conoscerla di più. 
Però ricordo ancora le sue mani. Erano sempre profumate, e morbide. Avevano qualcosa di rassicurante e materno.
Forse la mia fissa per le mani delle donne nacque proprio da questo, chissà.
Ma cosa c'entra il mio racconto con il film di Ann Hui?
C'entra eccome, perchè osservando la minuta Ah Tao dal primo all'ultimo minuto di questa delicata, struggente pellicola ho avuto l'impressione di ritrovarmi di fronte alla Nonna come concetto, ed osservare Roger, uno dei bambini che lei stessa allevò - e che continua a riconoscerla quanto e più della sua stessa madre - ripagarle tutte le attenzioni e le cure di una vita è stato malinconico quanto straordinariamente appagante, quasi possa sempre e comunque trovare un senso questo nostro lottare e batterci per chi ci sta accanto, la nostra famiglia, i nostri cari.
Il tocco leggero e la presenza quasi invisibile della macchina da presa lasciano A simple life in equilibrio tra la dirompente carica di Departures e la sensibilità di Poetry, senza dimenticare - anche se siamo in tutt'altro genere - il magnifico Mother firmato da Joon-Ho Bong: Ann Hui ci racconta un mondo di piccole cose, ricordi e saggezza popolare, generosità e valori, ma anche profonda malinconia per il tempo che scorre, e tristezza nel vedere vite piano piano sbriciolate dall'età, dai traumi e dalle malattie.
L'incedere della pellicola non è, però, pesante o eccessivo, e perfino nelle più disturbanti tra le sequenze ambientate all'interno della casa di riposo si respira la volontà di celebrazione che si cela dietro questo titolo rispetto alla sua protagonista: una vita semplice come quella di Ah Tao, donna sola e decisa a rifiutare ogni corteggiatore perchè "puzza di pesce" - bellissimo il botta e risposta con Roger al parco -, perennemente critica sulla cucina altrui ed assolutamente generosa e comprensiva resta un ideale che pochi, probabilmente, riescono ancora a concepire e ritenere "alto" quanto quello che muove le esistenze di grandi sognatori, artisti o scienziati.
Ah Tao è una donna, una governante, una cuoca, una madre, una nonna.
E lo è per tutte le persone che incrociano il suo cammino.
Dai vecchi compagni di scuola di Roger ancora memori dei suoi piatti succulenti all'iperattivo ospite della casa di riposo continuamente a caccia di soldi per una sveltina con l'accompagnatrice del vicolo accanto - una delle parentesi cha pare più grottesca, e chiude divenendo uno dei punti più lirici dell'opera con il finale -, non c'è nessuno che abbia dimenticato questa donna così piccola ed apparentemente ingenua eppure indipendente, viva, determinata.
Una donna che ha imparato il valore della semplicità, che non si sente "al servizio" nel senso dispregiativo del termine, quanto al lavoro per garantire tutto il meglio alle persone di una famiglia divenuta la sua famiglia. 
Così come Roger, la cosa più simile ad un figlio che possa avere.
In fondo, tutti prima o poi diventeremo come Ah Tao.
Piccoli, fragili, spinti soltanto dalla forza dei ricordi e dalla consapevolezza di non poter più dare al mondo attorno quello che vorremmo.
Prima o poi anche noi saremo Nonni.
E non sarà cosa da poco arrivarci con la dignità e il coraggio di questa strepitosa eroina - perchè non mi viene da chiamarla in nessun altro modo -, e per quanto mi riguarda ce la metterò proprio tutta.
Perchè se da un lato è Walt Kowalski che chiama, con il suo ringhiare e la sua montagna di lattine di birra vuote sotto il portico, dall'altro c'è Ah Tao, che con la semplice presenza e due spalle molto più larghe di tanti presunti uomini, ha portato avanti cinque generazioni di una famiglia.
Anzi, del concetto stesso di Famiglia.



MrFord



"Too late, my time has come
sends shivers down my spine, body's aching all the time
goodbye everybody, I've got to go
gotta leave you all behind and face the truth
mama ooo (anyway the wind blows) I don't want to die
I sometimes wish I'd never been born at all."
Queen - "Bohemian rhapsody" -



18 commenti:

  1. Accidenti Ford, bellissimo post, soprattutto la prima parte, toccante ed emozionante. Complimenti.
    Per la seconda, ahimè, non sono un amante del cinema orientale, quindi mi tiro fuori da ogni tipo di commento :)

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    1. Muchas gracias, Pesa.
      Il bello di alcuni film è proprio dato dal fatto che riescano a scavarti dentro.
      Per quanto riguarda il Cinema orientale, secondo me dovresti fare qualche tentativo: le perle sono davvero tante.

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    2. Il solo che è riuscito a colpirmi in positivo (ed è stato come un pugno in faccia bello potente) fu Tetsuo! Un cult assoluto!

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    3. Guarda, secondo me quelli che ho citato nel post sono anche più potenti! ;)

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  2. Complimenti davvero per la bella recensione, coglie in pieno lo spirito del film e le sensazioni che trasmette. Personalmente ho adorato A simple life, la sua delicatezza nel mostrare una storia quotidiana senza mai renderla banale, nel dare un'incredibile umanità ai suoi protagonisti. E Deannie Yip e Andy Lau sono strepitosi.

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    1. Joy, mi fa piacere che il pezzo ti sia piaciuto, ho cercato di trasmettere lo spirito che il film mi aveva mostrato.
      Concordo a proposito degli attori, superlativi.

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    1. Mon Frère, diglielo quale web host stai usando...non lo sopporto quasi più io, questo qui che imperversa!!!!!!

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    2. Irriverent Escapade14 dicembre 2012 09:58

      Io non vedrò questo film.
      Ho perso mia nonna giusto due anni fa.
      Era la nonna che (con genitori che lavoravano full time) mi ha allevato e che (fortuna che io non avrò sicuramente) ha potuto veder nascere e (per cinque anni) crescere mia figlia.
      Non è stata la prima perdita in famiglia ma è
      stata quella che mi ha dato la esatta percezione di quanto e quale tempo della mia vita fosse passato....
      Accidenti a te, Fratellino, mi hai fatto commuovere. Seriamente.

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    3. Sorella, il web host tra poco verrà massacrato di bottigliate, cazzo! ;)

      Per il resto, sono contento che il post ti abbia colpita, e anche se potresti patire, prima o poi questo film te lo consiglio. Leggerezza e profondità.

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  4. Ti odio (in senso buono) quando fai dei post così struggenti!
    Perchè, come mi diceva nonna Agnese - tanto per restare in argomento - ho le lacrime in tasca. :)

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    1. Anche se a volte costa qualche lacrima, sono contento che questo tipo di post arrivi a chi mi legge.
      Comunque nonna Agnese - come tutti i nonni - ha la mia approvazione! :)

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    2. Tranquillo, arriva eccome.
      E nonna Agnese era LA nonna perfetta. L'ho persa a sei anni, ma me la ricordo come fosse ieri.

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    3. Ti capisco. Con i nonni è sempre così. Pare non ci abbandonino mai.

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  5. un post troppo serio e triste.
    mi spiacerebbe rovinarlo con un commento idiota.
    però potrei farlo... uahaha :)



    no dai, evito.

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    1. Addirittura!? Quindi sono riuscito ad arrivare anche al cuoricino del Cucciolo eroico!? Mitico! :)

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