martedì 11 settembre 2012

Dream house

Regia: Jim Sheridan
Origine: Usa
Anno: 2011
Durata:
92'




La trama (con parole mie): Will Atenton, editore di successo, decide di mollare la carriera per passare tutto il suo tempo accanto alla moglie e alle due figlie nella loro nuova casa.
Peccato che già dai primi giorni l'uomo cominci a sospettare che qualcosa non vada: i vicini parlano e guardano con sospetto, gruppi di ragazzi si radunano nello scantinato per celebrare riti pseudo-satanici, la fama dell'abitazione è tutt'altro che buona e le sue donne cominciano ad essere spaventate.
Tutto questo è originato da un terrificante caso di omicidio che vide una famiglia sterminata tra quelle mura, con moglie e due figlie uccise da un pazzo rinchiuso in manicomio e recentemente tornato in libertà: la realtà dei fatti, però, sarà più dura da digerire per Will di quanto non possa credere.




Praticamente al pari di Pulp fiction e Il favoloso mondo di Amelie, Il sesto senso ha fatto, negli anni, così tanti danni al Cinema che verrebbe quasi da chiedere un risarcimento a Shyamalan, se non fosse che ormai lo stesso pare aver deciso di farsi guerra da solo: da The others in poi, infatti, non si contano le pellicole che hanno cercato di sfruttare l'effetto sorpresa del "morto che parla" nel tentativo di lasciare gli spettatori a bocca aperta per lo stupore.
Ci prova, probabilmente per rilanciare una carriera ormai sul viale del tramonto - ricordiamo che i suoi primi lavori furono cose decisamente importanti come Il mio piede sinistro, Nel nome del padre e The boxer - anche Jim Sheridan, regista irlandese bollito ormai da una decina d'anni buoni, sfruttando un cast sulla carta stellare - Daniel Craig, Rachel Weisz, Naomi Watts ed Elias Koteas -: il risultato, per quanto non agghiacciante come potevo aspettarmi alla vigilia, in realtà è risultato decisamente poco degno di nota ed assolutamente lontano da qualunque standard anche soltanto medio.
Già il fatto di optare per una messa in scena patinatissima - roba da film romantico hollywoodiano, per intenderci - e di poggiare molte delle speranze di riuscita su uno script che, seppur non scontato, appare prevedibile e molto televisivo non lasciava intravedere grosse chances fin dalle prime scene: certo, alcune di quelle che paiono mancanze di logica vengono giustificate dalla stessa figura del protagonista e dalla svolta che ribalta le carte in tavola attorno alla metà della pellicola - unica "sorpresa" dell'intera opera, che ci si sarebbe aspettati per la conclusione - e dal punto di vista interpretativo non si può dire che gli attori non portino a casa la loro brava pagnotta - fatta eccezione per l'inguardabile capigliatura di Daniel Craig -, eppure tutto appare statico e decisamente poco coinvolgente, collocandosi nel mucchio di titoli di genere senza infamia o lode, già destinato ad un rapido abbandono nell'oblio delle visioni sostanzialmente inutili.
Dunque, perchè le bottigliate all'indirizzo di un film incapace di fare incazzare il sottoscritto almeno quanto di concedere almeno un salto sulla sedia o una qualche sorpresa che non sapesse di deja-vù? 
Principalmente per il vecchio Jim, veterano che meriterebbe vetrine decisamente più illustri e che, soprattutto, dovrebbe avere la responsabilità di fornire ai suoi spettatori un prodotto decisamente più intenso e profondo di questo scialbo mix mal shakerato di Ghost e i già citati The others e Il sesto senso.
Se non avessi, del resto, già visto ed apprezzato i primi lavori del cineasta di Dublino, relegherei Dream house ad un voto basso e ad un'archiviazione rapida, ma dall'altra parte il dubbio di un'effettiva sopravvalutazione dell'autore comincia a farsi strada a colpi bassi nonostante l'affezione e l'affetto per i suoi titoli più famosi.
Dunque che Sheridan prenda questo come un monito, e cerchi, almeno in uno dei suoi numerosi progetti futuri, di tornare a stupire come spero ancora sia in grado di fare.


MrFord


"There's a ghost down in the hall
there's a ghoul upon the bed
there's something in the walls
there's blood up on the stairs
and it's floating through the room
and there's nothing I can see
and I know that that's the truth
because now it's onto me."
Michael Jackson - "Ghosts" -



20 commenti:

  1. si concordo, è un film decisamente deludente, Sheridan non sa impastare la pagnotta, e non sa che pesci pigliare per metterla su, mi spiace, un opera banale e mal riuscita, un brodino riscaldato che invece di inquietare fa acqua da tutte le parti.

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    1. Arwen, purtroppo una produzione davvero troppo scialba da tutti i punti di vista per andare oltre le bottigliate.
      Manca completamente il carattere del vero Sheridan. Peccato.

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    2. Caro Ford, su questo hai proprio ragione :)

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  2. io sarei curioso di sapere come sarebbe uscito questo film seguendo per filo e per segno le idee di Sheridan. Dico questo perchè ha praticamente disconosciuto l'opera dicendo che è stata pesantemente manipolata in postproduzione...certo che è difficile cavare sangue da una rapa...

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    1. Bradipo, le manipolazioni in post produzione sono sempre una brutta cosa, per un regista e per il pubblico, ma credo che i grossi nomi - come Sheridan - possano permettersi di scegliere titoli che possano gestire come vogliono.
      Quindi doppie bottigliate per lui! ;)

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  3. Irriverent Escapade11 settembre 2012 05:44

    Ho capito che non ti ha entusiasmato. Io, di mio, lo avrei bypassato con un salto a pie'pari ma....l'appunto su Daniel Craig mi ha inchiodata.
    Non contento di infierire (ingiustamente,daiii) sui capelli di Nick Cage, ora ti lanci anche su Craig.
    Oddio chi dorme piu', se non li vedo ???!!!!

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    1. Ahahahaha Sorella, ma il parrucchino di Nicholas Cage è ineguagliabile! :)

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  4. Io adoro il favoloso mondo di Amelié. Ecco.

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    1. Secondo me è un film carino divenuto uno dei più sopravvalutati della storia, nonostante riconosca il suo valore.

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  5. Un buon film per passare una serata ma nulla più, anche se effettivamente il twist "a metà" mi era piaciuto parecchio.
    La cosa che mi ha fatta veramente in****are è lo spreco di grandi caratteristi come Elias Koteas, ridotto a macchietta, e la triste giustificazione finale... ma come fai a sbagliarti così?? o__O

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    1. Babol, concordo in pieno su Koteas, che meriterebbe ben altro rispetto a ruoli come questo.
      Comunque, un film davvero inutile. Peccato.

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  6. C'era qualche spunto interessante, ma il film si è perso nei soliti stereotipi di genere...

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    1. Perso è proprio la parola giusta per Sheridan, mi sa! ;)

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  7. evitato come la peste per non rovinarmi l'ottima considerazione che ho di sheridan... nel nome del padre è per me uno dei film più belli degli anni '90

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    1. Frank, fai bene.
      Conserva il ricordo dello Sheridan migliore.

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  8. jim sheridan o no, un film così dimenticabile e innocuo che ogni bottigliata pare del tutto sprecata.
    ormai non sai davvero più con chi prendertela... :D

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    1. Le bottigliate sono proprio per Sheridan, che ormai pare più bollito di Malick! Ahahahahahah!

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  9. ti dirò che questo regista ha subito un tracollo così verticale che mi son chiesta se il mio gusto cinematografico non si fosse infighettato troppo...

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    1. Patalice, tranquilla.
      Non ti sei infighettata tu, si è rincoglionito lui! ;)

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