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lunedì 22 luglio 2019

White Russian's Bulletin



La battuta d'arresto nelle pubblicazioni del Saloon delle ultime due settimane - legata, in verità, al fatto che ultimamente Fordini, lavoro e palestra prendono davvero tutto il mio tempo - mi ha messo di fronte anche ad un'altra triste realtà: non riesco più a ricordare come un tempo quante e quali visioni si sono avvicendate nel tempo, a meno che non si tratti davvero di cose degne di nota o legate a serate speciali. Dunque, in questa nuova puntata del Bulletin, troverete semplicemente gli unici titoli che ricordi degli ultimi quindici giorni, senza sapere se siano stati davvero solo questi, oppure no. In un certo senso, è magico anche questo oblio, in compagnia del Cinema.


MrFord



FUGA DA ALCATRAZ (Don Siegel, USA, 1979, 112')

Fuga da Alcatraz Poster

A distanza di anni dall'ultimo passaggio al Saloon, ho ritrovato il mitico Fuga da Alcatraz grazie ad un passaggio televisivo la sera in cui, dopo aver fatto tappa dai miei in montagna per lasciare i Fordini al fresco una settimana, ho riassaporato - come sempre quando vado da loro - l'ebbrezza delle non connessioni e di lettori dvd e vhs risalenti all'epoca in cui io e mio fratello eravamo adolescenti che reagivano malvolentieri all'idea di passare un weekend lontani dalla città. 
Il lavoro di Siegel reso noto soprattutto dall'interpretazione come sempre senza fronzoli di Clint, ispiratore di una marea di film carcerari successivi - su tutti Le ali della libertà - è ancora oggi tosto e potente, teso dal primo all'ultimo minuto e in grado di raccontare nel modo più diretto e semplice possibile una storia che è la più vecchia del mondo, quella della ricerca della libertà.
Certo, ad inseguirla sono uomini non proprio immacolati, ma è anche questo a rendere affascinante, spesso e volentieri, un'impresa: senza dubbio, e non solo nel suo genere, un Classico come si pensa sia un Classico. 




GREY'S ANATOMY - STAGIONE 15 (ABC, USA, 2018/2019)

Grey's Anatomy Poster

Passano gli anni, e nonostante da tempo la qualità dei bei tempi sia ormai dimenticata, casa Ford non riesce a non voler bene ai medici del Grey Sloane Memorial, sarà che le prime due stagioni erano state traghettatrici delle cene nella casa in cui ci eravamo appena trasferiti con Julez a fine duemilasette. Di quelle annate, così come di altre - quella del duemiladieci, incredibile -, è rimasto davvero ben poco, protagonisti compresi - ormai del nucleo originale del cast sono presenti soltanto quattro charachters -, ma l'appuntamento estivo con le vicissitudini dei "dottori" - così ribattezzati dai Fordini - è imprescindibile. 
Certo, vedere Karev, un tempo lo stronzo numero uno della serie, imbolsito e diventato capo, fa un pò strano considerato che è sempre stato il mio favorito, o storie d'amore e momenti da strizzata d'occhio al paraculismo quasi imbarazzanti, ma il Grey Sloane è ormai una fetta di famiglia, così ci si aggrappa ai sentimenti, ai ricordi, ad innesti particolarmente riusciti - il dottor Lincoln è balzato ai primi posti della mia classifica di gradimento - e ci si fa coccolare come da un divano che, ormai, ha ben impressa la forma del nostro culo.




SPIDER MAN - FAR FROM HOME (Jon Watts, USA, 2019, 129')

Spider-Man: Far from Home Poster

Avevo una discreta paura, di questo sequel di Homecoming, primo titolo ad inaugurare, di fatto, il passaggio tra la fase tre e quattro del Cinematic Universe. Molta paura.
Endgame ha chiuso un circolo, e riprenderlo senza rischi era un'impresa non da poco.
E devo ammettere che Watts ci è riuscito, e anche discretamente bene.
Far from home è un lavoro scanzonato e dal ritmo veloce, molto teen, con poche pretese, avvincente - anche grazie alla valorizzazione di un villain come Mysterio, più sfaccettato di quanto si possa pensare - e pronto a seminare in vista del futuro di quello che ormai è diventato una sorta di grande e sempre più grande affresco cinematografico, dal ruolo di Spider Man - bellissimo il recupero di J. Jonah Jameson sul finale - a quello che avrà la componente "cosmica" nella stessa fase quattro dell'MCU. 
Ma al centro di tutto, ed è questa la carta vincente, l'adolescenza di Peter Parker, sballottato dai tumulti del cuore nel corso di un viaggio in Europa con amici e compagni di scuola: divertenti i siparietti, geniale "Scimmia notturna", interessante il rapporto con Mysterio che ricorda, a tratti, quello con Octopus del secondo capitolo dello Spidey firmato Raimi.
E da antologia la sequenza con gli incubi creati dallo stesso Mysterio, davvero un momento notevole.
Non sarà epico o destinato a cambiare le regole come altri titoli dell'affresco marvelliano in sala, ma è un gran bel divertimento.


domenica 21 luglio 2019

Thursday's child - Spider Man very late special

Risultati immagini per spider man far from home

Con un ritardo abissale e dopo un silenzio che non si era mai verificato qui al Saloon, ripropongo lo speciale che, con Cannibal, avevamo programmato una decina di giorni fa in occasione dell'uscita in sala di Spider Man: far from home, pronto a ripercorrere tutta la storia recente di Testa di tela sul grande schermo. Fa davvero strano pubblicare questo post oggi, in differita e per giunta dopo aver visto il film, ma succede anche questo. E per una volta non per colpa del mio rivale.


Risultati immagini per spider man far from home
"Che facciamo, Ford, programmiamo la rubrica?" "Non siamo ancora abbastanza in ritardo, Spider Kid. Aspettiamo un altro paio di settimane!"


Spider-Man

Spider-Man Poster

Cannibal Kid: C'era una volta, tanto tempo fa, il primo Spider-Man cinematografico, Tobey Maguire. Perfetto nella parte del nerd di quelli simpatici, non di quelli che vorresti bullizzare dal mattino alla sera. Anche perché poi si scopre che può sparare ragnatele dai polsi e altre diavolerie del genere, quindi mica è facile bullizzare un tipo del genere. C'era una volta, ma nemmeno troppo una volta. Non stiamo parlando dell'età della pietra in cui è venuto su Ford Flintstone, ma del 2002. Fa strano pensare che nel giro di manco due decenni siano già cambiati 3 Uomini Ragno, però il mondo gira velocemente, il tempo passa, non ci sono più le mezze stagioni e altri luoghi comuni fordiani di questo tipo.
C'è da dire che un po' ce l'ho, con questo primo Spider-Man. Non perché non mi sia piaciuto. Anzi, mi ha esaltato un casino (nel 2002 era ancora fico dire “esaltato un casino”, quindi passatemi l'espressione). Era un film divertente, con una sceneggiatura notevolissima, una scena di bacio al contrario entrata nella storia del cinema e c'era pure Kirsten Dunst. Insomma: il miglior cinecomics realizzato fino a quel momento. Il problema è proprio questo. Spider-Man ha fatto tornare di moda i cinecomics, anzi li ha portati su un altro livello, in un periodo in cui, dopo il ridicolo Batman & Robin, il genere sembrava finito. Morto. Kaputt. Da lì in poi tutti a copiare Spider-Man, chi bene, come la serie Heroes, chi male, come quasi tutti gli altri.
(voto 8/10)
Ford: da accanito lettore dei fumetti Marvel nonché fan sfegatato del charachter di Spidey fin dall'infanzia, l'uscita del primo lungometraggio firmato Sam Raimi dedicato all'alter ego di Peter Parker fu un evento epocale. Ricordo che vidi in sala il primo spettacolo del primo giorno, tornai a vederlo un altro paio di volte ed acquistai il dvd il giorno dell'uscita. Fu, per chi come me è un pò più vecchio, il primo, vero, grande lavoro di fusione tra Comics e Cinema, perfetto nel rendere l'idea di uno dei personaggi più azzeccati mai creati da Stan Lee.
(voto: 7,5)

Spider-Man 2

Spider-Man 2 Poster

Cannibal Kid: Dopo il primo Spider-Man, come ho appena detto, tutti a copiare Spider-Man. Pure lo stesso Sam Raimi. Con il sequel c'è però da dire che ha portato il gioco a un livello ancora superiore. Spider-Man 2 è più dark e profondo, senza dimenticare di essere un ottimo prodotto d'intrattenimento ricco d'ironia. Un seguito all'altezza dell'originale e forse persino un pochino più emozionante. Con un attore più convincente di Alfred Molina – che non sopporto – come villain sarebbe stato ancora meglio. In ogni caso, tanta roba.
(voto 8+/10)
Ford: il sequel è sempre materiale pericoloso, ma Raimi con il secondo capitolo della sua trilogia non solo sorprende, ma migliora ulteriormente la qualità inserendo nella formula il complesso rapporto tra Peter Parker e il Dott. Octopus, simile a quello che si potrebbe avere con un insegnante o con un padre. La sequenza della lotta sul treno della metropolitana è ancora oggi impressa nella mia mente, e se forse sono meno affezionato a questo numero due rispetto al primo a livello emotivo, cinematograficamente parlando per me resta ancora lo Spidey migliore.
(voto: 8)

Spider-Man 3

Spider-Man 3 Poster

Cannibal Kid: Non c'è Ford senza Cannibal, e non c'è due senza tre. Purtroppo. La trilogia di Sam Raimi si sarebbe potuta fermare al capitolo precedente, anche se in quel caso non sarebbe stata una trilogia, e nessuno l'avrebbe rimpianto. Al contrario. Spider-Man 3 è tutto ciò che i primi due episodi avevano evitato. È un brutto pasticcio kitsch finto epico che riporta i cinecomics ai “fasti” degli anni '90. Proprio quelli che dopo Batman & Robin sembravano essere scomparsi dalla circolazione. Un film da dimenticare...
Hey, ma di cosa stavamo parlando?
(voto 4/10)
Ford: dopo due capitoli scoppiettanti e clamorosi, Raimi prova a giocare la carta dello humour nero che l'ha sempre contraddistinto ripescando per l'occasione uno dei villain che ai miei tempi da lettore adoravo, Venom. Peccato che il risultato appaia fuori fuoco e poco avvincente, e la scelta di affidare a Grace il ruolo di Eddie Brock una delle meno azzeccate della Storia dei Cinecomics. Un vero peccato, perchè l'occasione di chiudere in bellezza c'era tutta, ma è sfumata in una tempesta di bottigliate.
(voto: 4,5)

The Amazing Spider-Man

The Amazing Spider-Man Poster

Cannibal Kid: Andrew Garfield è uno degli attori che più mi stanno sulle palle. Adesso, dopo l'orrendo La battaglia di Hacksaw Ridge di Mel Gibson e il soporifero Silence di Martin Scorsese. Ai tempi in cui aveva ereditato la calzamaglia di Spider-Man da Tobey Maguire, quando arrivava da The Social Network, Non lasciarmi a Boy A, mi stava invece parecchio simpatico e mi era sembrato una scelta valida per il ruolo. Ormai il buon Maguire aveva fatto il suo tempo e, dopo il dimenticabile Spider-Man 3 – hey, come ho fatto a ricordarmene? – l'idea di un reboot delle avventure dell'Uomo Ragno ci poteva stare. Solo che è arrivato troooppo presto. Spider-Man 3 era uscito nel 2007, The Amazing Spider-Man è arrivato nel 2012. 5 anni sono un po' pochi per un reboot. Il problema del film è proprio questo. È carino, un buon intrattenimento, c'è pure Emma Stone e Andrew Garfield non era ancora l'attore fastidioso che è diventato oggi. Solo che è un lavoro del tutto inutile.
(voto 6,5/10)
Ford: qualche anno dopo i fasti di Raimi, viene tentato un primo esperimento di Reboot del personaggio affidando il costume a Andrew Garfield - che personalmente preferisco a Tobey Maguire - e ripartendo da zero. Peccato che, nonostante qualche buono spunto, tutto il coinvolgimento che si provava guardando il primo dei tre film raininiani non venga pervenuto neanche a cercarlo con un branco di cani da tartufo, e tutto risulti semplicemente essere un film d'intrattenimento come tanti altri.
(voto: 5,5)

The Amazing Spider-Man 2 - Il potere di Electro

The Amazing Spider-Man 2 - Il potere di Electro Poster

Cannibal Kid: Il sequel del già poco Amazing Spider-Man è ancora più inutile e affrettato del precedente. Due anni dopo è arrivata sugli schermi questa nuova avventurina dell'Uomo Ragno che si lascia più o meno vedere, ma non lascia traccia. Non è un caso se poi non c'è mai stato un Amazing Spider-Man 3 e Andrew Garfield, che qui stava già cominciando a stufare, è stato rimpiazzato.
(voto 5/10)
Ford: questa volta il peso del sequel si fa sentire, e accanto ad un'altra scelta attoriale scellerata - l'Electro interpretato da Jamie Foxx - troviamo un film che non è altro che la versione più sciapa del predecessore, che già non brillava particolarmente rispetto alla meraviglia suscitata nel pubblico. Una saga, questa, interrotta dall'arrivo del colosso Cinematic Universe che, a conti fatti, non è mancata a nessuno. Doveste capitarvi, da fan, potreste recuperarlo solo per completezza.
(voto: 5)

Spider-Man: Homecoming

Spider-Man: Homecoming Poster

Cannibal Kid: Una volta levato dalle palle Andrew Garfield, che pur avendola sfangata è risultato lo Spider-Man di minor successo e meno amato nella storia degli Spider-Man, è arrivato il turno del novellino Tom Holland. Uno che sembra nato per fare Peter Parker, anche se io – nostalgia canaglia – continuo a preferire Tobey Maguire. La vera mattatrice del film comunque è la mia nuova idola Zendaya, sia messo agli atti.
Spider-Man: Homecoming è una pellicola che, per quanto mi riguarda, e non credo che quel vecchiazzo di Ford sarà d'accordo, funziona soprattutto per i suoi aspetti teen. Per quanto concerne la parte più supereroistica invece annoia alquanto. Se già il precedente reboot appariva non necessario, cosa dire di questo Homecoming, giunto dopo appena 3 anni da Il potere di Electro?
Il problema – uno dei tanti problemi – di questi cinecomics contemporanei è che ce ne sono troppi, ne esce ormai uno a settimana come i Bulletin di Ford e quindi basta. Go home!
(voto 5,5/10)
Ford: l'ingresso di Spidey nel Cinematic Universe degli Avengers stravolge le regole e riparte di nuovo da zero, mescolando le atmosfere di quello che fu Ultimate Spider Man con il lavoro fatto da Raimi. Il risultato è un film frizzante e divertente, con un ottimo Downey Jr a fare da spalla a Spidey ed un'atmosfera scanzonata che, a conti fatti, funziona. Certo, non parliamo del più memorabile tra i titoli prodotti negli ultimi anni da Mamma Marvel, ma il risultato c'è e si avvicina di più a quello che, inizialmente, fu l'intento dell'autore de La casa quando riportò Spidey sul grande schermo.
(voto: 6,5)

Spider-Man: Far From Home

Spider-Man: Far from Home Poster

Cannibal Kid: Nonostante quanto qua sopra detto, confesso che un minimo di curiosità nei confronti del “nuovo” Far From Home ce l'ho. Ho detto un minimo. Merito di Zendaya, sempre più idola grazie alla serie Euphoria, e dell'arrivo nel mondo dei cinecomics di Jake Gyllenhaal. Uno che a dirla tutta era già stato il primo vero supereroe dell'epoca moderna, nel 2001, ancora prima dello Spider-Man in versione Tobey Maguire. Parlo di Donnie Darko, ovviamente, da me e da tutto il mondo che ne capisce tanto osannato e da Ford e – basta, solo da lui – tanto incompreso. O sarà anche perché l'ultimo lavoro dell'MCU Avengers: Endgame mi era sorprendentemente piaciuto e mi ha fatto venire un po' più di fiducia nell'MCU. Questo Spider-Man: Far From Home, che si preannuncia parecchio adolescenziale e vacanziero, confermerà la tendenza positiva?
Ford: primo film Marvel post-Endgame, con gli strascichi della morte di Iron Man ed un inedito Peter Parker in viaggio con gli amici lontano da New York. Sarà una bolla di sapone estiva o una sorpresa più che piacevole? Ancora non sono riuscito a capirlo, ma di sicuro la scommessa è affidare la parte del complesso e potenzialmente molto interessante Mysterio a Jake Gillenhaal, che potrebbe diventare l'antagonista più interessante dai tempi dell'Octopus di Alfred Molina. Speriamo bene. E speriamo che far se ne vada anche Cannibal, per un bel po' di tempo.

giovedì 6 luglio 2017

Thursday's child







Entriamo ufficialmente nel cuore dell'estate ed ecco che la distribuzione regala una settimana di uscite da fare invidia a quella di Ferragosto: questo weekend, infatti, approderanno in sala soltanto due pellicole, il pubblicizzatissimo nuovo Spider Man ed una robaccia italiana che fosse stato per me non sarebbe neppure stata realizzata.
Due sono anche, come di consueto, i co-conduttori di questa rubrica: il vecchio ma sempre mitico Ford e quella robaccia finto giovane di Cannibal Kid.


"Quel motore? L'ho preso dalla macchina di Ford: non la usava dal millenovecentoventuno."



Spider-Man: Homecoming

"Dannazione! Ho rotto l'Ipod di Ford! Adesso chi spiega a quel vecchiaccio come passare alla musica in streaming dallo smartphone!?"

Cannibal dice: Belli i primi due Spider-Man di Sam Raimi, mentre il terzo mi sono sempre rifiutato di vederlo. Così così quelli di Marc Webb, che però non erano nemmeno troppo malvagi rispetto ad altri cinecomics esaltati da WhiteRussian, sarà che la presenza di Emma Stone riusciva a elevarli comunque un pochino. Riguardo a questa nuova versione con il ggiovane Tom Holland, la critica americana ne parla già come di un capolavoro assoluto o qualcosa del genere ma la loro opinione, proprio come quella di Ford, va sempre presa con le molle. Io comunque mi aspetto un film teen supereroistico piacevole più che altro per la sua parte più teen, leggera e cannibale, e spero di non annoiarmi troppo con la parte più supereroistica, noiosa e fordiana.
Ford dice: Spider Man è da sempre il mio supereroe Marvel preferito, tanto segnato quanto cazzone. Ai tempi avevo adorato i primi due film di Raimi, trovato pessimo il terzo e buoni giusto come popcorn movies quelli di Marc Webb. Questo reboot, lanciato da Civil War, potrebbe segnare una nuova giovinezza per il Ragnetto, oppure affossarlo definitivamente. Sinceramente, se qualcuno deve essere affossato, preferisco sia Cannibal, e non Spidey.












 

Fausto & Furio – Nun potemo perde

Purtroppo, è tutto vero. Esistono anche film così.

Cannibal dice: Nun potemo perde, la stessa cosa che diceva Ford prima di una Blog War contro il sottoscritto, e poi invece...
Comunque l'idea di un Fast & Furious in versione romanesca sulla carta poteva anche suonare vagamente simpatica. Dopo aver visto il trailer posso però dire che di simpatico qui dentro non c'è proprio niente. Più che la versione poraccia di Fast & Furious, questa è monnezza pura. E vorrei proprio vedere quale sindaco (o Re) de Roma sarebbe in grado di disfarsene...
Ford dice: non basta che si tratti di un film italiano e dell'assurda parodia di una serie ormai per il sottoscritto cultissima, ma si aggiunge anche il fatto che si tratti, almeno dal trailer, di immondizia che neppure Cannibal nei suoi deliri si sbilancerebbe a definire interessante.



lunedì 5 maggio 2014

The Amazing Spider Man 2 - Il potere di Electro

Regia: Marc Webb
Origine: USA
Anno: 2014
Durata:
142'




La trama (con parole mie): Peter Parker, terminato il liceo ed iniziato il college, è alle prese con i problemi legati alla sua doppia vita di studente e vigilante mascherato, ai sospetti rispetto all'utilità di Spider Man fomentati dal suo editore J. Jonah Jameson, al rimorso legato alla morte del Capitano Stacy, padre della sua fidanzata Gwen, e a Gwen stessa. Il rapporto tra i due, infatti, subisce una battuta d'arresto proprio a causa dell'incapacità di Peter di accettare che le persone a lui vicine possano soffrire: nonostante la lontananza forzata, però, Gwen si troverà coinvolta nella lotta tra Spidey ed il neonato supercriminale Electro, manovrato da Harry Osborn, rampollo di una delle famiglie più potenti del pianeta deciso a non guardare in faccia a nessuno pur di trovare una cura per la malattia genetica che lo affligge.
Neppure giocare con la vita e la morte. Di Peter e di chi ama.








Il buon, vecchio, spiritoso ed agilissimo Testa di tela è stato il primo supereroe a fare breccia nel cuore del sottoscritto ai tempi della prima media, alimentando i sogni a fumetti che coltivai per una decina d'anni e più: in quel periodo, sognare film che riuscissero a rendere sul grande schermo la meraviglia di quei personaggi coloratissimi e spettacolari era praticamente utopia, e se qualcuno mi avesse detto che entro una ventina d'anni sarebbero passate sul grande schermo cose come Il cavaliere oscuro, The Avengers, Iron man o l'ultimo Captain America, avrei riso di cuore.
Il primo a convincermi del contrario fu Raimi, che con la sua spettacolare trilogia - malgrado l'ultimo episodio facesse davvero cagare - portò il Ragnetto a livelli mai visti - o immaginati - prima, innescando l'ormai tipico fenomeno del reboot affidato a Marc Webb: il primo capitolo, uscito un paio di stagioni or sono, pur non raggiungendo i livelli dei due Spider Man del papà del brand La casa, riuscì comunque nell'intento di intrattenere e - anche se solo in parte - convincere, rievocando il gusto e l'approccio del più moderno universo Ultimate che non i racconti classici dell'Arrampicamuri.
Questo tentativo numero due rispecchia molto il precedente, compresa una prima parte decisamente noiosetta ed una seconda ritmata e convincente, e risulta funzionale anche nella sua quasi totale dipendenza dal da me sempre detestatissimo 3D, finendo per coinvolgere appassionati e pubblico occasionale ripescando uno degli episodi più importanti e funesti della storia degli albi dedicati all'Uomo Ragno, con la morte più significativa della storia della Marvel - o almeno, una delle più significative - aprendo la strada ad un terzo capitolo legato a doppio filo ad un'altra saga amatissima da queste parti, quella dei Sinistri Sei.
Webb e Garfield - sicuramente uno Spidey migliore di Tobey Maguire - ce la mettono davvero tutta per portare a casa il risultato, sfruttando di rimando la luce del personaggio di Gwen Stacy/Emma Stone e due cattivi d'eccezione come Electro - rimaneggiato ampiamente rispetto alla sua versione originale, purtroppo - e Harry Osborn, migliore amico di Peter dei tempi dell'infanzia e sua nemesi insieme al padre Norman, qui relegato ad una parte marginale, ed il risultato è sicuramente piacevole e perfetto per l'intrattenimento senza pretese e dai grandi mezzi produttivi, pur non riuscendo a lasciare il segno come, al contrario, era stato per i già citatissimi due film firmati all'inizio degli anni zero dal già citato Raimi.
A pesare sul risultato complessivo, oltre ad una prima metà decisamente macchinosa e lenta, l'eccessiva durata - due ore e venti paiono assolutamente troppe - ed alcune parti di sceneggiatura incentrate su spiegoni degni dei migliori "cattivi" da fumetto: certo, rispetto a blockbuster in questo periodo in sala che affrontare porta gli stessi effetti di una maratona corsa con un centinaio di chili di pietre sulle spalle - qualcuno ha detto Noah!? - pare di stare su un vero e proprio ottovolante, e senza dubbio i più piccoli e gli appassionati Marvel - ai quali non sfuggirà neppure questa volta la comparsata dell'eterno Stan Lee - apprezzeranno l'energia messa al servizio di questa nuova saga dai suoi autori - il team di sceneggiatori è lo stesso che lavorò ad Alias e Lost, dunque non proprio mezze calzette -, finendo per fremere nell'attesa del terzo capitolo, specie a conclusione del drammatico crescendo cui si viene sottoposti nel corso della visione.
Da (ex) fumettaro e fan sfegatato di Mamma Marvel, ammetto di non aver provato chissà quale stupore o meraviglia, ma di essermi divertito quanto basta per una domenica pomeriggio: in fondo, a questo tipo di pellicole non si può chiedere altro.
Per la salvezza ed i miracoli, attendiamo fiduciosi il ritorno degli Avengers.



MrFord



"Flash before my eyes
now it's time to die
burning in my brain
I can feel the flame."
Metallica - "Ride the lightning" - 



sabato 11 agosto 2012

The amazing Spider Man

Regia: Marc Webb
Origine: Usa
Anno: 2012
Durata: 136'




La trama (con parole mie): Peter Parker, giovane e dotatissimo studente, vive con gli zii Ben e May da quando i suoi genitori scomparvero a seguito di una fuga culminata con un misterioso incidente d'auto quando ancora era bambino. Una volta scoperto che lo scenziato della Oscorp Curt Connors fu il partner di ricerca del padre, Peter si introduce in uno dei suoi laboratori finendo per essere morso da un ragno modificato geneticamente in una delle ricerche dello stesso Connors, che sogna di poter rimediare alle malattie degenerative umane sfruttando il dna di altre creature.
Da quel momento il timido Parker sviluppa una serie di incredibili capacità, sfruttandole dapprima come una sorta di rivincita personale, dunque, a seguito della morte dell'amato zio Ben e del senso di colpa rispetto alla stessa, come strumento per la difesa della città: il giovane eroe, a quel punto, dovrà riuscire a vincere le perplessità del Capitano Stacy - duro poliziotto padre della sua ragazza Gwen - rispetto alla condotta di Spider Man e dare tutto - ed anche di più - per mettere al sicuro New York dalla minaccia di Lizard, incrocio tra uomo e lucertola che altri non è se non Connors, cambiato a livello mentale e fisico da un siero sperimentato su se stesso.




Alcuni film sono davvero degli strani casi: dovrebbero, infatti, essere visti senza la minima cognizione rispetto alla materia che li ha ispirati.
Questo The amazing Spider Man, reboot della fortunata trilogia firmata a partire da una decina d'anni fa da Sam Raimi - ottimi i primi due capitoli, pessimo il terzo - affidato al regista pseudo indipendente Marc Webb - lo stesso di (500) giorni insieme, per intenderci -, è pienamente parte della categoria.
Completamente slegato - se non per i personaggi ed i nomi - alla continuity originale del fumetto, assolutamente infedele alle vicende che portarono Peter Parker ad indossare il costume dell'amichevole tessiragnatele di quartiere, il lavoro di Webb parte malissimo, quasi ponendo sull'approccio della pellicola un appunto drammatico nello stile del Batman nolaniano che ben poco si addice a quello che, di fatto, è concepito come un gigantesco giocattolone mangiasoldi da serata al multisala con schermo di grandezza galattica, 3D e chi più ne ha più ne metta ed apparendo distante anni luce dallo spirito scanzonato ed ironico del personaggio e dei precedenti firmati dall'autore de La casa.
Ma proprio quando mi ero già rassegnato a lasciar prendere un pò d'aria alle mie bottiglie, ecco compiersi un piccolo miracolo: Webb ed i suoi sceneggiatori, per quanto distanti dalla versione originale di Testa di tela, costruiscono a partire dalla sua acquisizione dei poteri una versione clamorosamente azzeccata, rispettosa e credibile del personaggio, aiutati da un Andrew Garfield che pare perfetto nel ruolo - molto più di Tobey Maguire, per intenderci -, una buona dose di ironia - divertentissima la prima "mattina dopo" del futuro Spider Man - ed una voglia di divertirsi che in principio pareva soffocata dall'ambizione di portarsi a casa un drammone supereroico legato alla condizione di orfano di Peter ed al suo legame con gli zii - sarà poi che il mitico Ben resta il cardine di tutto l'universo dell'Uomo Ragno, ma la versione di Martin Sheen è praticamente perfetta -.
Certo, la vicenda del Capitano Stacy e di Gwen - primo grande amore di Peter, tra le pagine del fumetto morta in un albo storico a metà degli anni settanta per mano di Goblin, interpretata da una sempre piacevole Emma Stone - cambia completamente, latitano il temibile Jameson e la redazione del Daily Bugle, Lizard pare una versione annacquata di Hulk e a Connors manca quel piglio da pazzo psicotico che pareva cucito addosso al Norman Osborn di Willem Defoe, eppure una volta ingranata la marcia il gioco regge, diverte e funziona riuscendo nell'intento di mantenere viva l'attenzione degli spettatori nonostante una durata decisamente importante, finendo per rispettare pienamente le aspettative di chi attendeva una grande giostra costruita appositamente per le nuove frontiere tecnologiche del Cinema.
Proprio a proposito di questo aspetto occorre dare spazio ad una riflessione interessante anche per un fermo detrattore del 3D come il sottoscritto, nata da un'osservazione di Julez rispetto ad una particolare inquadratura nel finale: quanto del modo di girare del prossimo futuro verrà influenzato dall'utilizzo di tecnologie come quella dell'appena citato 3D o dell'IMAX? Quante inquadrature verranno studiate ad hoc affinchè il pubblico possa ritrovarsi in qualche modo all'interno della scena che sta guardando? Quante delle stesse saranno state una scelta stilistica e ponderata e quante un'aggiunta artisticamente non necessaria?
Lungi da me, da buon tamarro quale sono, stare qui a fare il purista della settima arte scandalizzato dalle nuove frontiere - ben vengano sperimentazioni e scoperte -, ma la deludente prestazione di Scorsese con il suo Hugo Cabret - talmente perfetto formalmente da risultare privo di anima - mi fa pensare che la strada sia ancora tremendamente lunga e faticosa.
Del resto, le grandi vittorie si costruiscono un passo alla volta, una caduta alla volta.
"Cosa bisogna fare quando si cade?" "Rialzarsi", dicevano Bruce Wayne e suo padre in Batman begins.
In questo senso, Marc Webb pare aver centrato l'obiettivo.
La lezione di zio Ben, in fondo, è chiara: "Da un grande potere derivano grandi responsabilità".
E, per tornare a citare Scorsese, il Cinema ribolle di potenza: in fondo, "è il mezzo del futuro".


MrFord


"Hold my head inside your hands
I need someone who understands
I need someone, someone who hears
for you, I've waited all these years."
Coldplay -  "Til kingdom come" -


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