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sabato 8 giugno 2013

Essere o non essere (fordiani)? Ovvero come imparai ad amare Muze ed associarlo al Cinema.

La trama (con parole mie): in questi giorni è rimbalzata tra i luoghi di ritrovo cinefili più importanti della blogosfera - casa del mio acerrimo rivale Cannibal Kid compresa - la notizia della fresca creazione di una app per il sistema Android unica nel suo genere, facilissima da usare quanto assolutamente utile per ogni amante della settima arte.
Sto parlando di Muze, creata per essere da supporto nello scoprire quali potrebbero essere, in base a voti e gusti, le pellicole più adatte a voi.
D'accordo con il suo creatore, ho deciso di unire al suo lancio un'iniziativa che possa anche intrattenere gli appassionati del Saloon.




Al Saloon non si è certo nuovi ai cambi di programma e ai giri di bevute in comunità, dunque eccoci qui pronti per una giornata senza film e recensioni a parlare di quella che dovrebbe essere l'app di riferimento per i cinefili legati al sistema Android - che perfino un cowboy old school come me apprezza e conosce -: Muze.
Questo piccolo gioiellino vi permette, infatti, semplicemente votando a raffica i film che avete visto, di scoprire quali altri titoli possono incontrare il vostro favore con tanto di percentuale di possibile gradimento: una cosa non da poco, che può venire molto utile nei momenti di indecisione o nelle serate di stanca in cui non avete troppa voglia di stare a cercare un titolo che possa ispirarvi.
In questi giorni si è parlato molto di Muze nella blogosfera, e proprio per differenziare WhiteRussian e dare più spazio al creatore della app e agli avventori, ho deciso di proporre un'iniziativa che vada oltre il semplice download della versione gratuita possibile qui: di seguito, infatti, troverete un test in grado di calcolare la vostra percentuale di fordianità.
E perchè mai vorreste conoscerla, vi verrà da chiedere!?
Semplicemente perchè i primi tra voi che completeranno il test commentando i risultati qui e troveranno il modo di citare questo vecchio cowboy nel loro prossimo post - non importa legandosi a quale argomento, basta che incolliate il link a questa pagina in particolare - inviando al sottoscritto una mail riceveranno la versione premium dell'app, che permette di avere lo stesso tipo di servizio anche rispetto ai film in sala: e credetemi, non solo funziona, ma può essere di enorme aiuto nel momento in cui si è indecisi a proposito di quale titolo sfruttare per investire dai sette ai dieci euro dei nostri sudati stipendi.
Per gli utenti Apple e tutti gli altri, invece, restano un invito ad unirsi al magico mondo Android nonchè la curiosità di scoprire quanto vicini al bancone del Saloon siete, volenti o nolenti.


In alto i calici, dunque, e si dia inizio alla bevuta!


MrFord

P. S. Attenzione, si tratta di un test a punteggio: quindi non sperate di azzeccare tutte le A o le D o che dir si voglia. Comunicate nel commento le vostre preferenze ed avrete il profilo servito su un piatto d'argento.


1) Siete al banco del Saloon, proprio a cavallo della Frontiera - del Cinema e non -. Cosa ordinate:

A - Un White Russian
B - Un Cuba Libre
C - Un bourbon liscio
D - Un daiquiri al lampone

2) Tra gli action heroes degli anni ottanta, chi rappresenta il tuo esempio di bambino carico di speranze?

A - Jean Claude Van Damme
B - Arnold Schwarzenegger
C - Sylvester Stallone
D - Bruce Willis

3) Quale tra questi Western ha segnato di più il tuo immaginario di spettatore?

A - L'uomo che uccise Liberty Valance
B - Gli spietati
C - Butch Cassidy
D - I magnifici sette


4) L'oggetto cinematografico che sognate di possedere più di ogni altro è:

A - Una Ford Gran Torino
B - Il costume di Randy The Ram
C - La canotta di Jack Burton in Grosso Guaio a Chinatown
D - Il giubbotto di Drive


5) Non ci sono sparatorie che tengano: l'interprete più importante che la Frontiera abbia conosciuto è:

A - Clint Eastwood
B - John Wayne
C - James Stewart
D - Steve McQueen

6) Avete in programma un'uscita che potrebbe rivelarsi interessante nei suoi risvolti. Per conquistare la signorina in questione, che approccio adottate?

A - Io sono un duro, e non devo chiedere mai. "Dammi un pò di zucchero, baby", Bruce Campbell docet
B - Il giusto mix di addominali e mente come un rasoio, stile Ryan Gosling in Crazy, stupid, love
C - Essere stronzi servirà a qualcosa!? David Duchovny/Hank Moody tutta la vita
D - Sono tosto, ma so anche colpire al cuore. L'eastwood di I ponti di Madison County

7) Quale film rappresenta meglio il concetto di fratellanza sul grande schermo?

A - Fratelli di Abel Ferrara
B - Lawless di John Hillcoat
C - Little Miss Sunshine di Jonathan Dayton e Valerie Faris
D - Warrior di Gavin O'Connor

8) Dovete passare una serata fuori: quale sarà il vostro stile?

A - Una notte da leoni, e che le foto non vengano mai allo scoperto
B - Al pub, Shaun of the dead style, con Don't stop me now in sottofondo ed un'orda di zombies a premere sulle porte
C - Non voglio certezze, solo caos: Fuori orario di Martin Scorsese
D - Parola d'ordine? Fidelio. Eyes wide shut.


9) Il semplice horror, a volte, non basta: cosa scegliereste per provare un brivido lungo la schiena?

A - Rosemary's baby di Roman Polanski
B - The descent di Neil Marshall
C - Lidris cuadrade di tre di Lorenzo Bianchini
D - Eden Lake di James Watkins

10) In una carrellata cinematografica che si rispetti, non può mancare il Cinema nostrano, nonostante la pessima salute di cui gode negli ultimi tempi. Quale tra questi quattro grandi classici preferite?

A - Una vita difficile di Dino Risi
B - La grande guerra di Mario Monicelli
C - 8 e 1/2 di Federico Fellini
D - Roma città aperta di Roberto Rossellini


RISULTATI

Tra i dieci e i diciotto punti: CUCCIOLO EROICO



Complimenti, sei quasi più pusillanime di Peppa Kid! Oltre ad essere quanto di più lontano esista dalla fordianità, probabilmente rischieresti di rovinarti lo smalto delle unghie sul banco di legno grezzo del Saloon. Urge un'immediata sbronza con rissa da Fight Club riparatrice!

Tra i diciannove e i ventisei punti: GOONIE


Devi farne, di strada, bimbo. Eppure in te si intravede la stoffa del futuro fordiano, quella scintilla che fa la differenza tra chi, giunti all'alba ubriachi di film ed alcool, è ancora in piedi, e chi è ormai nel mondo dei sogni.
Probabilmente per questa volta vomiterai l'anima, ma potrebbe venire il tempo in cui guarderai chi lo farà come i padri guardano i figli.

Tra i ventisette e i trentaquattro punti: TEXANO DAGLI OCCHI DI GHIACCIO


Ora cominciano gli incontri seri: quando c'è da battere il pugno sul bancone, spezzare cuori, menare le mani o ubriacarsi allo spasimo, difficilmente si può contare su qualcuno tosto quanto te.
Sei senza dubbio un membro onorario del Saloon, ed ogni volta in cui il vecchio Ford avrà bisogno di sentirsi le spalle coperte, verrà a bussare alla tua porta.

Tra i trentacinque e i quaranta punti: EXPENDABLE


Sei Walt Kovalski, Rocky Balboa, Conan il barbaro, Randy the Ram, Tango e Cash, Han Solo e come se fosse Antani, prematurata alla supercazzola, o scherziamo!?
Come te non c'è nessuno. Forse neppure James Ford.
Chissà, forse il vero James Ford sei tu.

sabato 11 agosto 2012

The amazing Spider Man

Regia: Marc Webb
Origine: Usa
Anno: 2012
Durata: 136'




La trama (con parole mie): Peter Parker, giovane e dotatissimo studente, vive con gli zii Ben e May da quando i suoi genitori scomparvero a seguito di una fuga culminata con un misterioso incidente d'auto quando ancora era bambino. Una volta scoperto che lo scenziato della Oscorp Curt Connors fu il partner di ricerca del padre, Peter si introduce in uno dei suoi laboratori finendo per essere morso da un ragno modificato geneticamente in una delle ricerche dello stesso Connors, che sogna di poter rimediare alle malattie degenerative umane sfruttando il dna di altre creature.
Da quel momento il timido Parker sviluppa una serie di incredibili capacità, sfruttandole dapprima come una sorta di rivincita personale, dunque, a seguito della morte dell'amato zio Ben e del senso di colpa rispetto alla stessa, come strumento per la difesa della città: il giovane eroe, a quel punto, dovrà riuscire a vincere le perplessità del Capitano Stacy - duro poliziotto padre della sua ragazza Gwen - rispetto alla condotta di Spider Man e dare tutto - ed anche di più - per mettere al sicuro New York dalla minaccia di Lizard, incrocio tra uomo e lucertola che altri non è se non Connors, cambiato a livello mentale e fisico da un siero sperimentato su se stesso.




Alcuni film sono davvero degli strani casi: dovrebbero, infatti, essere visti senza la minima cognizione rispetto alla materia che li ha ispirati.
Questo The amazing Spider Man, reboot della fortunata trilogia firmata a partire da una decina d'anni fa da Sam Raimi - ottimi i primi due capitoli, pessimo il terzo - affidato al regista pseudo indipendente Marc Webb - lo stesso di (500) giorni insieme, per intenderci -, è pienamente parte della categoria.
Completamente slegato - se non per i personaggi ed i nomi - alla continuity originale del fumetto, assolutamente infedele alle vicende che portarono Peter Parker ad indossare il costume dell'amichevole tessiragnatele di quartiere, il lavoro di Webb parte malissimo, quasi ponendo sull'approccio della pellicola un appunto drammatico nello stile del Batman nolaniano che ben poco si addice a quello che, di fatto, è concepito come un gigantesco giocattolone mangiasoldi da serata al multisala con schermo di grandezza galattica, 3D e chi più ne ha più ne metta ed apparendo distante anni luce dallo spirito scanzonato ed ironico del personaggio e dei precedenti firmati dall'autore de La casa.
Ma proprio quando mi ero già rassegnato a lasciar prendere un pò d'aria alle mie bottiglie, ecco compiersi un piccolo miracolo: Webb ed i suoi sceneggiatori, per quanto distanti dalla versione originale di Testa di tela, costruiscono a partire dalla sua acquisizione dei poteri una versione clamorosamente azzeccata, rispettosa e credibile del personaggio, aiutati da un Andrew Garfield che pare perfetto nel ruolo - molto più di Tobey Maguire, per intenderci -, una buona dose di ironia - divertentissima la prima "mattina dopo" del futuro Spider Man - ed una voglia di divertirsi che in principio pareva soffocata dall'ambizione di portarsi a casa un drammone supereroico legato alla condizione di orfano di Peter ed al suo legame con gli zii - sarà poi che il mitico Ben resta il cardine di tutto l'universo dell'Uomo Ragno, ma la versione di Martin Sheen è praticamente perfetta -.
Certo, la vicenda del Capitano Stacy e di Gwen - primo grande amore di Peter, tra le pagine del fumetto morta in un albo storico a metà degli anni settanta per mano di Goblin, interpretata da una sempre piacevole Emma Stone - cambia completamente, latitano il temibile Jameson e la redazione del Daily Bugle, Lizard pare una versione annacquata di Hulk e a Connors manca quel piglio da pazzo psicotico che pareva cucito addosso al Norman Osborn di Willem Defoe, eppure una volta ingranata la marcia il gioco regge, diverte e funziona riuscendo nell'intento di mantenere viva l'attenzione degli spettatori nonostante una durata decisamente importante, finendo per rispettare pienamente le aspettative di chi attendeva una grande giostra costruita appositamente per le nuove frontiere tecnologiche del Cinema.
Proprio a proposito di questo aspetto occorre dare spazio ad una riflessione interessante anche per un fermo detrattore del 3D come il sottoscritto, nata da un'osservazione di Julez rispetto ad una particolare inquadratura nel finale: quanto del modo di girare del prossimo futuro verrà influenzato dall'utilizzo di tecnologie come quella dell'appena citato 3D o dell'IMAX? Quante inquadrature verranno studiate ad hoc affinchè il pubblico possa ritrovarsi in qualche modo all'interno della scena che sta guardando? Quante delle stesse saranno state una scelta stilistica e ponderata e quante un'aggiunta artisticamente non necessaria?
Lungi da me, da buon tamarro quale sono, stare qui a fare il purista della settima arte scandalizzato dalle nuove frontiere - ben vengano sperimentazioni e scoperte -, ma la deludente prestazione di Scorsese con il suo Hugo Cabret - talmente perfetto formalmente da risultare privo di anima - mi fa pensare che la strada sia ancora tremendamente lunga e faticosa.
Del resto, le grandi vittorie si costruiscono un passo alla volta, una caduta alla volta.
"Cosa bisogna fare quando si cade?" "Rialzarsi", dicevano Bruce Wayne e suo padre in Batman begins.
In questo senso, Marc Webb pare aver centrato l'obiettivo.
La lezione di zio Ben, in fondo, è chiara: "Da un grande potere derivano grandi responsabilità".
E, per tornare a citare Scorsese, il Cinema ribolle di potenza: in fondo, "è il mezzo del futuro".


MrFord


"Hold my head inside your hands
I need someone who understands
I need someone, someone who hears
for you, I've waited all these years."
Coldplay -  "Til kingdom come" -


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