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lunedì 22 luglio 2019

White Russian's Bulletin



La battuta d'arresto nelle pubblicazioni del Saloon delle ultime due settimane - legata, in verità, al fatto che ultimamente Fordini, lavoro e palestra prendono davvero tutto il mio tempo - mi ha messo di fronte anche ad un'altra triste realtà: non riesco più a ricordare come un tempo quante e quali visioni si sono avvicendate nel tempo, a meno che non si tratti davvero di cose degne di nota o legate a serate speciali. Dunque, in questa nuova puntata del Bulletin, troverete semplicemente gli unici titoli che ricordi degli ultimi quindici giorni, senza sapere se siano stati davvero solo questi, oppure no. In un certo senso, è magico anche questo oblio, in compagnia del Cinema.


MrFord



FUGA DA ALCATRAZ (Don Siegel, USA, 1979, 112')

Fuga da Alcatraz Poster

A distanza di anni dall'ultimo passaggio al Saloon, ho ritrovato il mitico Fuga da Alcatraz grazie ad un passaggio televisivo la sera in cui, dopo aver fatto tappa dai miei in montagna per lasciare i Fordini al fresco una settimana, ho riassaporato - come sempre quando vado da loro - l'ebbrezza delle non connessioni e di lettori dvd e vhs risalenti all'epoca in cui io e mio fratello eravamo adolescenti che reagivano malvolentieri all'idea di passare un weekend lontani dalla città. 
Il lavoro di Siegel reso noto soprattutto dall'interpretazione come sempre senza fronzoli di Clint, ispiratore di una marea di film carcerari successivi - su tutti Le ali della libertà - è ancora oggi tosto e potente, teso dal primo all'ultimo minuto e in grado di raccontare nel modo più diretto e semplice possibile una storia che è la più vecchia del mondo, quella della ricerca della libertà.
Certo, ad inseguirla sono uomini non proprio immacolati, ma è anche questo a rendere affascinante, spesso e volentieri, un'impresa: senza dubbio, e non solo nel suo genere, un Classico come si pensa sia un Classico. 




GREY'S ANATOMY - STAGIONE 15 (ABC, USA, 2018/2019)

Grey's Anatomy Poster

Passano gli anni, e nonostante da tempo la qualità dei bei tempi sia ormai dimenticata, casa Ford non riesce a non voler bene ai medici del Grey Sloane Memorial, sarà che le prime due stagioni erano state traghettatrici delle cene nella casa in cui ci eravamo appena trasferiti con Julez a fine duemilasette. Di quelle annate, così come di altre - quella del duemiladieci, incredibile -, è rimasto davvero ben poco, protagonisti compresi - ormai del nucleo originale del cast sono presenti soltanto quattro charachters -, ma l'appuntamento estivo con le vicissitudini dei "dottori" - così ribattezzati dai Fordini - è imprescindibile. 
Certo, vedere Karev, un tempo lo stronzo numero uno della serie, imbolsito e diventato capo, fa un pò strano considerato che è sempre stato il mio favorito, o storie d'amore e momenti da strizzata d'occhio al paraculismo quasi imbarazzanti, ma il Grey Sloane è ormai una fetta di famiglia, così ci si aggrappa ai sentimenti, ai ricordi, ad innesti particolarmente riusciti - il dottor Lincoln è balzato ai primi posti della mia classifica di gradimento - e ci si fa coccolare come da un divano che, ormai, ha ben impressa la forma del nostro culo.




SPIDER MAN - FAR FROM HOME (Jon Watts, USA, 2019, 129')

Spider-Man: Far from Home Poster

Avevo una discreta paura, di questo sequel di Homecoming, primo titolo ad inaugurare, di fatto, il passaggio tra la fase tre e quattro del Cinematic Universe. Molta paura.
Endgame ha chiuso un circolo, e riprenderlo senza rischi era un'impresa non da poco.
E devo ammettere che Watts ci è riuscito, e anche discretamente bene.
Far from home è un lavoro scanzonato e dal ritmo veloce, molto teen, con poche pretese, avvincente - anche grazie alla valorizzazione di un villain come Mysterio, più sfaccettato di quanto si possa pensare - e pronto a seminare in vista del futuro di quello che ormai è diventato una sorta di grande e sempre più grande affresco cinematografico, dal ruolo di Spider Man - bellissimo il recupero di J. Jonah Jameson sul finale - a quello che avrà la componente "cosmica" nella stessa fase quattro dell'MCU. 
Ma al centro di tutto, ed è questa la carta vincente, l'adolescenza di Peter Parker, sballottato dai tumulti del cuore nel corso di un viaggio in Europa con amici e compagni di scuola: divertenti i siparietti, geniale "Scimmia notturna", interessante il rapporto con Mysterio che ricorda, a tratti, quello con Octopus del secondo capitolo dello Spidey firmato Raimi.
E da antologia la sequenza con gli incubi creati dallo stesso Mysterio, davvero un momento notevole.
Non sarà epico o destinato a cambiare le regole come altri titoli dell'affresco marvelliano in sala, ma è un gran bel divertimento.


giovedì 5 luglio 2018

Thursday's child







Nuova settimana delle uscite che capita giusta giusta con il break tra ottavi e quarti di finale del Mondiale, e che più che dei film farà discutere a proposito delle interessanti visioni di questo vecchio cowboy e di Cannibal Kid che pare avere l'ospite della settimana, Antonella.
Preparatevi alle sorprese!



"Con Ford e Cannibal alle calcagna, non mi resta che fuggire!"

Stronger

"Ed ecco un bel momento romantico per quel cuccioloso di Cannibal."

Antonella: Stronger sarà uno di quei film che commuoverà solo gli animi più sentimentali, come quello di Cannibal Kid, o anche gli animi più cinici, come quello di Mr. Ford? Quel che è certo è che il film merita di essere visto per la presenza di Jake Gyllenhal, uno degli attori più bravi e meno considerati di Hollywood, tant'è che per questo ruolo (un ragazzo rimasto paralizzato durante l'attentato di Boston) non si è beccato nemmeno una candidatura agli ultimi Academy Awards…
Cannibal Kid: Cos'è questa storia che io sarei un animo sentimentale? E Ford, il paparino più tenero della blogosfera, sarebbe cinico?
Mi sa che Antonella ha invertito i nostri ruoli. Fatto sta che sono così sentimentale che questa drammatica storiona vera non è riuscita a commuovermi, o anche solo a emozionarmi un pochino. Stronger, né brutto né bello, mi ha lasciato talmente indifferente che non c'ho nemmeno avuto voglia di scrivere una recensione, né tantomeno incazzarmi per la mancata candidatura agli Oscar del sottovalutato Jake Gyllenhaal che, per quanto qui se la cavi ancora una volta più che bene, non meritava una nomination per quello che è uno dei film più ruffiani e meno memorabili della sua per il resto grandiosa carriera.
Ford: a dire il vero io sono chiaramente un finto cattivo sentimentale mentre Cannibal un finto bimbominkia innocuo in realtà spietato, quindi forse potrei apprezzare più io questo film, che comunque mi ispira pochino, devo ammetterlo. Quello che è certo è che Gyllenhaal, uno dei pochissimi attori a mettere d'accordo me e Peppa, potrebbe valere da solo la visione.

Unsane

"Hey Ford, qui c'è una che dice che sei radical chic: dev'essere proprio unsane!"

Antonella: Steven Soderbergh ha avuto una carriera molto variegata e secondo me ha diretto anche pellicole discutibili, noiose e un po' pretenziose. Il trailer di questo film sembra, però, molto promettente ed essenzialmente per tre motivi: la suspense, Claire “Elizabeth II” Foy, e il tema dello stalking. Sicuramente è il film più interessante della settimana.
Cannibal Kid: Steven Soderbergh è un regista distontinuo, ma di lui ho sempre apprezzato la voglia di sperimentare, cambiare stile e provare cose nuove. In pratica, l'esatto opposto del conservatore Mr. Ford. Con questo Unsane ha avuto l'insana idea di girare un film tutto con l'iPhone, che poi a ben vedere non è così insana ma è anzi la cosa più interessante della pellicola, insieme all'ottima interpretazione della bravissima Claire Foy, oggi una delle migliori attrici del mondo. Peccato solo che la sceneggiatura sia alquanto banalotta e la pellicola nel complesso non si riveli granché memorabile. Infatti manco ho scritto una rece, almeno per ora.
Ford: preso dalla kermesse dei Mondiali, sono rimasto clamorosamente indietro rispetto alle visioni di questo periodo, e sarà ormai una ventina di giorni che nessun film mette piede in casa Ford. Certo, nonostante Soderbergh sia da sempre un regista potenzialmente interessante, non mi pare di essermi perso molto. Un pò come quando, tornando sulla blogosfera, vado a leggere il blog del mio rivale.

La prima notte del giudizio

"Per guardare un film consigliato da Cannibal, devi quantomeno farti con tutta questa roba!"

Antonella: Con l'aria che tira ultimamente in Italia, questo film potrebbe mettere strane idee in testa a qualcuno… comunque rispetto ai film precedenti della saga, questo capitolo sembra essere stato ispirato da Get Out e sembrerebbe avere un risvolto problematico e politico più interessante. La verità, però, è che se vedo un film horror non dormo per una settimana, per cui è estremamente improbabile che lo veda…
Cannibal Kid: Ford, abbiamo trovato qualcuno più fifone di te!
La notte del giudizio come saga mi piace più nelle intenzioni di fare un tipo di thriller-horror bello cattivo e molto politico, che non nei risultati, visto che il primo film era abbastanza buono mentre gli altri due erano delle robette così così, però credo continuerò a seguirla.
Ford: la saga de La notte del giudizio è una di quelle cose wannabe cult che comunque non disturba troppo, e che si spera sempre di vedere in modo che intrattenga e porti, magari, in dono qualche riflessione un pò più profonda della pura e semplice violenza a nastro. Un tentativo lo si farà, cercando di non essere troppo spietati nel giudizio.

Prendimi

"Ford Hamm, ti tengo lontano da me con questo getto di radicalchicchismo!"

Antonella: Non è molto chiaro in cosa consista il gioco su cui si fonda la trama del film e questo mi sembra un punto a suo sfavore, il cast però è di tutto rispetto e Cannibal Kid non potrà non vederlo visto che uno dei protagonisti è il suo rimpianto “Mad Man” Jon Hamm.
Cannibal Kid: Il gioco è molto semplice da spiegare: si tratta dell'evergreen “ce l'hai”, cui credo abbiano giocato i bambini (e non solo) di qualunque generazione. Sia i più giovani come me, che i più vecchi come Ford. E credo anche Antonella. Jon Hamm mostra qui il suo lato più comedy e sia per lui, che per l'assurdità della trama, anche questo film non me lo voglio perdere. Però, mica male questa settimana! T'è andata bene, Antonella. Hai per caso stretto un patto con i distributori? O con Satana?
Ford: io mi prendo, nel dubbio che questo film sia l'ennesima porcata Cannibal style, almeno due o tre cocktails per affrontare la visione. Poi si vedrà.

Estate 1993

"Ford è al volante. Ho dovuto assumere le stesse sostanze di chi ha guardato il film consigliato da Cannibal."

Antonella: Un film spagnolo che probabilmente vedranno soltanto i cinefili più radical chic, come Mr. Ford. Il titolo e la locandina apparentemente fanno pensare ad una pellicola spensierata ed invece non ci si potrebbe sbagliare di più... forse è persino più straziante di Oliver Twist. Insomma, da non vedere in vacanza se non volete rovinarvela.
Cannibal Kid: Antonella che dà del radical-chic a Mr. Ford è la mia nuova eroina. Muchas gracias.
Quanto al film, nonostante il titolo 90s cannibalesco, dal trailer sembra una soporifera bambinata buona appunto soltanto per i cinefili più radical chic, come Mr. Ford ahahah!
Ford: Antonella, dopo avermi dato del radical chic ti sei guadagnata una mossa di wrestling degna di quelle che usualmente subisce il Cucciolo Eroico.

Doraemon - La grande avventura in Antartide


Antonella: Al cinema resterà solo per qualche giorno, per cui se siete fan del gatto spaziale dovete affrettarvi ad andare al cinema! Per tutti gli altri, credo che non si tratti di un film che passerà alla storia...
Cannibal Kid: Al cinema resterà solo per qualche giorno, per cui lasciate passare qualche giorno e poi pregate che le sale propongano un titolo più interessante di quest'ennesima bambina fordiana.
Ford: Doraemon mi è sempre stato simpatico. Ma non abbastanza da correre in sala per vedere questa minestra riscaldata. Cannibal, invece, mi è sempre stato antipatico. E dopo le sue dichiarazioni di poco sopra, Antonella rischia di insidiargli il titolo.

lunedì 7 agosto 2017

Okja (Joon-Ho Bong, Corea del Sud/USA, 2017, 120')




E' sempre molto difficile, scrivere di film come Okja.
Occorrerebbe riuscire a scindere la ragione, il sentimento, l'etica e la coscienza dalla nostra natura animale, per poterlo fare come si conviene.
Senza dubbio, si tratta di un lavoro di ottima fattura, costruito molto bene da Bong, che si conferma uno dei registi più "contro il sistema" che la grande distribuzione possa vantare di avere dalla sua parte.
Senza dubbio avvince, fa discutere ed è efficace, e a più livelli.
Senza dubbio parliamo dell'ennesima proposta intelligente ed azzeccata di Netflix, che ancora una volta si conferma come una delle realtà più importanti al mondo quando si parla di piccolo e ormai anche grande schermo.
Eppure, ci sono un sacco di eppure.
Nel corso delle ultime settimane, ho letto numerosi pareri - più o meno entusiastici, ma sempre di livello medio/alto - incentrati principalmente sul dilemma morale legato al consumo della carne e sfruttamento degli animali, e riscontrato che la prima domanda che veniva posta una volta terminata la visione di questo film era legata proprio al futuro dello spettatore come consumatore.
Personalmente, credo sia una vera stronzata.
Bong, che probabilmente è molto furbo, infatti, denuncia raccontando la lotta per la salvezza di un'amica - o una sorella, in qualche modo - da parte di una ragazzina cresciuta con lei, sfruttando l'onda emotiva del singolo caso per avere l'esempio giusto rispetto alla "massa", in barba al fatto che al termine del film nessuno si preoccupi di quale fine facciano tutti i super maiali lasciati alle spalle dei protagonisti o che - ma questa è un'osservazione provocatoria tutta mia - nessuno si sia mai preso la briga, animazione a parte, di costruire una pellicola di "sensibilizzazione" di questo genere su un pesce, un uccello o un insetto, tanto per citare forme di vita profondamente diverse dai mammiferi che fatichiamo decisamente di più a comprendere.
Quella stessa furbizia, che porta alla sequenza più efficace della pellicola - quella legata all'acquisto di Okja -, perfetta nel mostrare la spietata logica del mercato - quella sì, da denunciare e studiare da vicino - e l'interesse che ognuno di noi, lo si ammetta o no, ha di salvare chi ama, riesce a forzare la mano quasi sottovoce, e conquistare credo la maggior parte dell'audience in barba al fatto che la parte "positiva" della vicenda - rappresentata da Paul Dano ed i suoi - finisca per uscire nettamente sconfitta neanche fosse un Jake Gyllenhaal troppo sopra le righe bastonato da chi le righe le ha tracciate.
Perchè, parlando onestamente, è chiaro che ognuno di noi continuerà a cercare di salvare il proprio animale domestico e non la massa di destinati al macello che non abbiamo mai visto, che penserà prima alla sopravvivenza sua e di chi ama e solo dopo, forse, a quella del resto del mondo, e scandalizzarsi e correre a mangiare quinoa per il resto della vita dopo aver visto film come questo è ipocrita almeno quanto criticare a priori il più classico dei Disney dal finale buonista.
Certo, anch'io vorrei una Okja, e non farei mai del male ai miei gatti, e trovo che il sistema andrebbe cambiato, ma in fondo, parlando di sopravvivenza, so bene che, allo stesso modo, dovessi mettere sotto i denti qualcosa sarei il primo, da uomo delle caverne, a cacciare il mio pezzo di carne.
E di nuovo si torna alla ragione, il sentimento, l'etica e la coscienza a confronto con la nostra natura animale.
Razionalmente, trovo che questo film pecchi sotto molti punti di vista - come Julez faceva notare, per quale motivo non sadico mostrare Okja costretta ad accoppiarsi con un altro supermaiale "dopato", per poi, una ventina di minuti dopo, destinarla al macello? -, e finisca per risultare troppo qualunquista.
Emotivamente è senza dubbio un esperimento riuscito, a metà tra Miyazaki e La storia infinita, e scommetto che in molti si saranno commossi di fronte a quell'ultimo dialogo all'orecchio.
L'etica è complessa, ma quantomeno Bong, per quanto sicuramente di parte, non rinuncia a mostrare - o a cercare di farlo "super partes" - tutti i lati di questa caotica medaglia.
E la coscienza? Beh, se grazie al legame tra le due protagoniste si riesce a dimenticare l'ululato disperato dei super maiali destinati al macello, allora tranquilli.
Potrete continuare a mangiare carne come un predatore del mio stampo e, al prossimo dilemma, ricordare che il Grillo Parlante l'avete già fatto alla griglia da parecchio.
In fondo, sono tutte proteine.




MrFord



 

mercoledì 5 aprile 2017

Life - Non oltrepassare il limite (Daniel Espinosa, USA, 2017, 104')





La fantascienza "di sopravvivenza", con i suoi mostri che paiono predatori inarrestabili, gli ambienti claustrofobici ed ostili e la grande atmosfera è nel mio cuore di spettatore fin dai tempi di Predator ed Alien, due supercult responsabili di una passione che non si è mai sopita negli anni, e che accanto ad alcune delusioni ha finito per portare in dono anche piccole chicche come Europa Report o Sunshine.
All'uscita di questo Life, che pareva la versione horror del recente dramma romantico siderale Passengers, ho finito per storcere il naso all'idea dell'ennesima produzione che vedeva un gruppo di astronauti di diverse nazionalità - in stile barzelletta - affrontare l'ennesimo alieno pronto a fare polpette di tutti quanti, specie considerata la presenza nel cast di Ryan Reynolds - il re delle pippe - e di Daniel Espinosa in regia, che certo negli anni non ha stupito con i suoi precedenti Safe house e Child 44.
Ed in effetti, Life risulta assolutamente derivativo, poco originale, vicino al deragliamento amoroso e patetico - fortunatamente evitato - prima della lotta finale, prevedibile e purtroppo segnato da un finale aperto, eppure, in qualche modo, ho trovato che abbia fatto il suo onesto lavoro, intrattenendo e tenendo la tensione alta per tutta la durata grazie al tentacolare Calvin ed ai malcapitati - ed in un paio di casi decisamente coglioni per essere scienziati - astronauti, stimolando la classica riflessione legata al rischioso osare della scienza e regalando almeno un paio di sequenze davvero tirate ed un piano sequenza in apertura molto interessante, considerata la "gravità zero".
Il rischio, da appassionati di questo genere, è che il lavoro di Espinosa risulti fastidioso proprio per la sua banalità, ma ammetto che, scendendo senza problemi e con la benedizione del pane e salame dal piedistallo, Life saprà tenervi attaccati alla poltrona - e vi assicuro, ho affrontato la visione al termine di una giornata di quelle in cui i Fordini finiscono per ridurmi ai minimi termini aumentando esponenzialmente le possibilità di crollo verticale tra le braccia di Morfeo del sottoscritto - dall'inizio alla fine, riuscendo in un'impresa che di recente è difficile vedere anche solo parzialmente portata a casa dai survival horror.
Peccato, a prescindere dalla fantascienza, per l'interpretazione forse meno sentita ed incisiva di sempre di Jake Gyllenhaal, uno dei giovani attori più promettenti del momento.
Nel caso in cui, al contrario, appassionati di mostri spaziali ed affini non siate, il tutto potrebbe invece addirittura apparirvi decisamente interessante, a prescindere dal fatto che basterebbe tornare indietro di una trentina d'anni perchè Ridley Scott e John McTiernan possano dare lezioni ad Espinosa ad occhi chiusi: a volte, comunque, il Cinema è anche questo.
L'originalità è una meraviglia, ed è il pepe della vita da appassionato - che si parli di settima arte, oppure no -, ma di tanto in tanto basta rilassarsi e salire sulla giostra senza pretese che ci ritroviamo di fronte, pronti ad un viaggio che potrà non essere memorabile, ma che senza dubbio risulterà divertente.
E tanto basta.
Se, poi, dovessi un giorno incontrare un alieno predatore senza alcun freno come Calvin, beh, potrò dirmi fortunato: aver visto questi film così simili tra loro qualche vantaggio me lo dovrà pur dare.




MrFord





giovedì 23 marzo 2017

Thursday's child



Passata la sbornia degli Oscar e lo sconvolgimento per questo duemiladiciassette che pare dominato da una tregua fin troppo prolungata tra questo vecchio cowboy ed il suo ormai quasi ex antagonista numero uno Cannibal Kid, ecco una settimana di visioni più tranquilla, che non pare promettere botti particolari ma che, almeno in parte, alimenta la speranza dei due rivali per antonomasia della blogosfera di tornare a combattere come si deve. Speriamo sia davvero così.



"Mi hanno chiamato questo taxi. Spero solo che al volante non ci sia Ford."



Life – Non oltrepassare il limite
 
"Nessun segno di vita cannibale. Meno male."
 
Cannibal dice: Un film con Jake Gyllenhaal lo si guarda a prescindere. L'ambientazione claustrofobica su una stazione spaziale e la possibilità di trovarsi di fronte a un potenziale nuovo Gravity invece mi preoccupano un po' e mi sanno di solita fordianata a livelli stellari, però prevale comunque la fiducia in Jake.
Ford dice: Gyllenhaal è uno dei pochissimi attori a trovare grande sostegno su Pensieri Cannibali così come su White Russian. Questo film, però, non pare ispirare granchè nessuno dei due ormai spenti rivali numeri uno della blogosfera. Si rivelerà una sorpresa, o la conferma di una schifezzina inutile?
 
 


La cura del benessere
 
"Neanche con i metodi da Arancia Meccanica diventerò un fan di Pensieri Cannibali."
 
Cannibal dice: Ritorno all'horror per Gore Verbinski, il regista del primo terrificante (dico in senso positivo) The Ring a stelle e strisce, poi passato alla noiosa saga dei Pirati Fordiani dei Caraibi. La speranza di un lavoro che possa curare dal malessere del cinema dell'orrore degli ultimi tempi c'è.
Ford dice: Verbinski non mi dispiace, l'ho sempre sostenuto sia nella sua versione horror che family-friendly, ho adorato Rango e anche The Lone Ranger. Questo ritorno alle origini sarà convincente e spaventoso abbastanza per me? La risposta spero presto, nel frattempo correrò a comprare dei pannolini per il Cucciolo Eroico, notoriamente un cagasotto quando si tratta di film di paura.
 


Elle
 
"Tu che sei uscito da un racconto di Poe sei perfetto per essere il nuovo gatto di casa Goi."
 
Cannibal dice: Un'ottima Isabelle Huppert in un film francese molto radical-chic che quindi ho apprezzato parecchio. A Ford invece credo abbia fatto storcere di più il naso, ma d'altra parte si sa che in realtà tra noi due quello davvero con la puzza sotto il naso sempre pronto a criticare è lui.
Ford dice: ho visto Elle, incensato dalla critica in lungo e in largo, ormai lo scorso novembre, ed ho tenuto in serbo il post per quando sarebbe uscito - forse - in Italia. Ora ci siamo, e finalmente posso sperare in uno dei titoli che potrebbe ridare linfa alla mia rivalità con Cannibal. Almeno spero.
 


Victoria
 
"Cannibal? Ecco la mia risposta alle tue avances!"
 
Cannibal dice: Esce finalmente nei cinema italiani questo strepitoso film tedesco ambientato tutto in una notte e tutto girato con un unico piano sequenza. Qui (http://www.pensiericannibali.com/2016/01/victoria-che-bello.html) potete recuperare il mio post su questo gioiello, che Ford colpevolmente (e prevedibilmente) penso si sia perso.
Ford dice: mentre su Elle ho giocato d'anticipo, con Victoria sono clamorosamente in ritardo. Questo titolo che ha colpito molti dei miei colleghi della blogosfera, infatti, giace nell'hard disk del Saloon da almeno un anno, in attesa di tempi migliori.
Direi che quei tempi sono arrivati.
 

Non è un paese per giovani
 
"Facciamo un selfie e mandiamolo a quei due bloggers che pensano di essere giovani!"
 
Cannibal dice: Che l'Italia non sia un paese per giovani non è certo una novità. Basta solo dire che Ford e Cannibal sono ancora considerati dei giovani blogger in erba... Oddio, forse Ford no.
La pellicola comunque è teen abbastanza per piacermi e per tenere alla larga il mio blogger rivale.
Ford dice: di questa pellicola ho visto il trailer per caso in tv qualche giorno fa, e mi sono detto “ecco qui la classica cannibalata italiana”. Inutile dire che non correrò alla ricerca di una sala che lo inserisca in programmazione.
 
 


Slam – Tutto per una ragazza
 
"Bello, sei meno mobile di Ford quando balla o Cannibal quando tenta di fare wrestling."
 
Cannibal dice: Un film italiano tratto da un libro di Nick Hornby. Può suonare come una cosa strana, ma in realtà era già successa con È nata una star? con Luciana Littizzetto. Oltre all'ispirazione hornbyiana, in questo caso ci troviamo pure di fronte a una pellicola adolescenziale, quindi il sapore di cannibalata è molto forte. Si prega ai gentili Ford di girare al largo.
Ford dice: seconda cannibalata italiana della settimana. Che sia l'inizio di un nuovo, proficuo periodo di insulti e colpi bassi all'indirizzo del mio rivale e dei suoi gusti?
 
 

In viaggio con Jacqueline
 
"Hey, venite tutti a vedere un esemplare di Ford!"
 
Cannibal dice: Ambientazione campagnola per una di quelle pellicole francesi che non sanno tanto di radical-chicchismo cannibale, quanto piuttosto di roba indigesta pane & salame buona giusto per gli stomaci più fordiani. Io in questo viaggio con Jacqueline e con Ford non ci parto.
Ford dice: e dopo due cannibalate italiani, eccone servita una francese. Quasi quasi rimpiango perfino la delusione cocente di John Wick 2.
 
 

Moda mia
 
"Ford, non ho più intenzione di essere in disaccordo con te!" "Cannibal, non ci provare neanche, o te ne arriva uno!"
 
Cannibal dice: La storia di un ragazzino sardo che vuole diventare uno stilista e nel cast c'è pure Melissa Satta! Si tratta di un piccolo film italiano in cui il cannibalismo fashion incontra il panesalamesimo fordiano, o solo di una boiata?
Ford dice: non mi sono mai preoccupato della moda, da buon tamarro. Lascio volentieri il campo a quel fighetto senza quartiere di Cannibal, che si potrà sbizzarrire a sfilare in passerella come un novello Zoolander.
 
 

Sfashion
 
"Dove stiamo andando?" "Hanno messo dentro Cannibal. Ford ha richiesto i migliori avvocati per tirarlo fuori, o non avrà neppure un finto rivale."
 
Cannibal dice: Altra pellicola italiana in uscita questa settimana a tematica fashion, o meglio sfashion. Adesso basta!
Ford dice: comincio a pensare che questa sia una settimana horror allo stato puro. Speriamo in un ritorno del caro, vecchio, sano panesalamismo fordiano la prossima settimana.
 


mercoledì 23 novembre 2016

Animali notturni (Tom Ford, USA, 2016, 116')





Ricordo bene quando, nella primavera del duemilasei, iniziai a scrivere quello che, ad oggi, è il mio unico romanzo - e che, prima o poi, non mi dispiacerebbe affatto pubblicare, ma questa è un'altra storia -: era un periodo particolare della mia vita, stavo da tanto tempo con una persona cui ho voluto tantissimo bene ma che, nonostante il lungo percorso fatto insieme, era arrivata a non conoscermi almeno quanto io non conoscevo lei.
Forse ci siamo incontrati quando eravamo troppo giovani, o forse, chissà, non siamo stati pronti, o semplicemente non era destino: fatto sta che in quella primavera, con alle spalle i ricordi dei nostri due viaggi più belli - curioso siano stati gli ultimi -, mi chiesi se volevo continuare a stare con lei e fingere di non essere presente o ricominciare da capo.
Scrissi quel romanzo per ricominciare da capo, perchè avevo bisogno come l'aria di tornare a sentire tutti i lati di me che avevo seppellito da troppo tempo, e diedi inizio alla mia stagione più selvaggia e senza controllo.
Nel corso dei primi paragrafi del romanzo, uno dei tre protagonisti - che poi sono sempre lati di me - uccide con un colpo di fucile la moglie malata da tempo per porre fine alle sue sofferenze e partire con un vecchio e forse odiato compagno d'armi.
Ricordo di averlo fatto non tanto per dare sfogo ad una vendetta nei suoi confronti, o perchè avesse colpe superiori alle mie - e ne avevo, credetemi, molte più io -, ma quel passaggio mi fece respirare così tanto da farmi capire che quella storia era finita.
Ricordo anche quanta sofferenza c'era in lei quando mi chiese perchè "l'avessi uccisa" quando ebbe occasione di leggere il lavoro finito.
In realtà avevo ucciso la nostra storia, ma risponderle non è stato facile.
Pochi anni dopo, quando ebbi l'occasione e la fortuna, grazie al lavoro, di passare un pomeriggio come accompagnatore di Joe Lansdale durante un firmacopie, chiacchierando di scrittura si parlò di quanto finisca per essere importante per chi sta dietro la tastiera il fatto di essere presente nel suo lavoro, di non inventare più del necessario, perchè una pagina scritta e "sentita" è in grado arrivare al cuore di un lettore molto più di una preparata a tavolino.
Prima di essere letteralmente rapito dalla visione di Animali notturni - che è stata quasi metacinematografica, considerato che nel corso della sequenza dell'inseguimento tra le due auto nel nulla delle provinciali del profondo Texas un ragazzino ha perso il controllo della sua vettura nei pressi di casa Ford finendo contro il grande albero di fronte all'ingresso della stessa abbattendo completamente una parte del muro di mattoni che conduce al portone d'ingresso - pensavo, sbagliando, che Tom Ford, tutto stile e grandi cornici, fosse uno da tavolino pieno, e che con il cuore e la pancia c'entrasse poco o nulla.
Anzi, a dirla tutta, mi aspettavo per Animali notturni un destino simile a quello che negli ultimi giorni è toccato a The neon demon o Knight of cups.
Devo invece togliermi il cappello di fronte ad un'opera che senza dubbio è autoriale, stilosa, girata e fotografata con eleganza sopraffina, scritta con il bisturi ed interpretata da tutti i protagonisti impeccabilmente - per una volta Gyllenhaal non riesce a rubare completamente la scena -, ma anche torbida, calda, ipnotica, un cocktail riuscito alla perfezione che unisce Lynch, Jeff Nichols ed un finale che farebbe invidia al Wong Kar Wai dei giorni migliori.
Non è facile scrivere d'amore parlando di violenza e vendetta, e non è facile riuscire a liberarsi di un amore in modo così dirompente come riconoscendo che è finito, mettendolo su carta, venendo a patti con la propria sofferenza, con se stessi e con chi abbiamo avuto accanto.
Animali notturni, opera autoriale, stilosa, girata e fotografata con eleganza sopraffina, scritta con il bisturi ed interpretata da tutti i protagonisti impeccabilmente, è zero tavolino e cento per cento animalesca.
E' tutta la passione che nei primi giorni si mette nel sesso, e negli ultimi nell'odio per tutto quello che una storia può aver significato o significare.
Animali notturni sono denti affondati nel collo e unghie nella schiena.
Ma soprattutto, quel qualcosa che ti entra dentro, cuore e cervello, e sai che non ti lascerà più.
E non è quel qualcosa che vorresti. O che avresti voluto.
E' qualcosa che mostra tutto quello che pensavi non potesse essere vero.
Qualcosa cui puoi rispondere solo diventando cattivo come lei.




MrFord




giovedì 17 novembre 2016

Thursday's child



Settimana animalesca per le uscite in sala, che dunque almeno per affinità dovrebbe essere perfetta per il vecchio cowboy, e invece quasi finisce per risultare una sagra del quasi-cannibalesco.
Cosa sta succedendo alla distribuzione italiana? A quando un bel weekend dedicato a country, western, wrestling e film su padri e figli invece che favorevole a quel pusillanime del mio rivale Cannibal Kid?


"Questo whisky è annacquato: sarebbe stato meglio ordinare un bel White Russian!"


Animali fantastici e dove trovarli

"In questa valigia è rinchiuso Cannibal. Per nessun motivo al mondo deve essere riaperta."

Cannibal dice: Non si può certo dire che sia tra i più grandi fan della saga di Harry Potter. Me la sono guardata tutta più o meno con piacere, ma non ha certo segnato la mia vita come per molti altri spettatori. Alla serie comunque sono grato per aver lanciato Emma Watson e poi per... no, basta così. Come sarà il primo episodio di questa nuova serie prequel/spin-off Animali fantastici e dove trovarli che avrà in totale 5 film? Una bambinata assurda degna dell'animale meno fantastico del mondo, Ford, o una roba incantata in grado di far dimenticare il maghetto Potter?
Ford dice: non sono mai stato un fan esagitato della saga di Harry Potter, eppure l'ho sempre trovata a suo modo geniale, e mi sono goduto i film con i loro alti ed i loro bassi, già pronto a riproporli ai Fordini quando saranno un pò più grandi. Sinceramente, però, non ho gran voglia di affrontare questo Animali fantastici, che ha suscitato più la curiosità di Julez che non la mia.
Senza contare che ho a che fare ogni settimana con un animale tutt'altro che fantastico: Cannibal Kid.



Animali notturni

"Io l'avevo detto a Peppa, che per lui ero troppo, ma non ha proprio voluto saperne di ascoltarmi."

Cannibal dice: C'è un Ford che merita il mio rispetto più di ogni altro, e non parlo certo di James Ford. Mi riferisco invece a Tom Ford, lo stilista che nelle vesti da regista ha esordito con lo splendido A Single Man, un film in cui sono riuscito ad apprezzare persino Colin Firth. Questa sua opera seconda, già applaudita e premiata all'ultimo Festival di Venezia, si preannuncia persino meglio. Un thriller noir bello cattivo con Amy Adams e Jake Gyllenhaal. Ce n'è abbastanza affinché si trasformi in un nuovo cult cannibale e in un nuovo scult fordiano.
Ford dice: Tom Ford è il tipico regista radical che prenderei a bottigliate, eppure sono piuttosto curioso di affrontare la visione di questo Animali notturni, che potrebbe addirittura risultare l'animalesca sorpresa della settimana.
Speriamo bene.
In alternativa, sarò lieto di massacrare un film che a Cannibal piacerà di sicuro.



Quel bravo ragazzo

"E così Ford crede di poter parlare di me impunemente? Manderò un paio dei miei ragazzi a parlargli, sperando non li distrugga a suon di mosse di wrestling."

Cannibal dice: Ci sono poche persone che sanno sempre farmi ridere. Ford quando prova a fare il serio è una di queste. Un'altra è Maccio Capatonda. In quel bravo ragazzo però il (quasi) sempre geniale e divertente Maccio compare in una parte minore, mentre questa volta i riflettori sono tutti puntati sul suo fido compare, Luigi Luciano anche noto come Herbert Ballerina. Io faccio il bravo ragazzo, al contrario di James Ford che è un cattivo vecchio, e a questo film una possibilità gliela concedo volentieri.

Ford dice: Capatonda non mi ha mai particolarmente colpito, tantomeno i suoi compari. Dunque a questo film non credo darò alcuna possibilità, un po' quello che dovrei fare con tutti i film consigliati da Peppa Kid.



Ti amo presidente

"Trump è il nuovo Presidente." "Cos'è questa? Una barzelletta?"

Cannibal dice: Mentre Donald Ford festeggia la vittoria del nuovo presidente repubblicano, ecco che nei cinema arriva una pellicola sulla storia d'amore tra il presidente uscente, il democratico Barack Obama, e sua moglie Michelle. Sa un po' di film tv stile Lifetime, ma un'occhiata potrebbe meritarla.
Ford dice: roba che mi pare da casalinghe disperate o nostalgici di un periodo che ora purtroppo ci sogneremo che lascio volentieri per sperare che Donaldone Trump non faccia troppi danni, e che decida di oscurare Pensieri Cannibali.



La verità nascosta

"E tu vorresti offrirmi un the? Portami un White Russian, è molto meglio."

Cannibal dice: Legal drama britannico che non mi ispira granché. Mi ispirerebbe di più invece un bel processo a carico di Mr. Ford, reo di propaganda a favore del brutto cinema.
Ford dice: film di quelli buoni per il sabato sera su Italia Uno. Devo recuperare talmente tanti titoli che lascio volentieri alla sbarra il mio co-conduttore di rubrica.



Agnus Dei

Katniss Kid ritiratasi in convento dopo la fine della sua saga.

Cannibal dice: Film franco-polacco ambientato in un convento con protagoniste delle suore all'indomani della Seconda Guerra Mondiale?
Sento la stessa pesantezza che provo dopo aver letto un post esistenzialista su White Russian.
Ford dice: questo è il tipico film in bilico tra il radicalchicchismo cannibale da pipponi malickiani e la vera autorialità fordiana. Speriamo si riveli legato a questa seconda corrente di pensiero.



Talking to the Trees

"Assolutamente no! Cannibal a bordo non lo vogliamo!"

Cannibal dice: Pellicola di denuncia sul turismo sessuale di minori in Cambogia. Buone le intenzioni, il risultato rischia però di essere un altro mattonazzo fordiano.
Ford dice: tematiche importanti ed interessanti. Speriamo che il film sia all'altezza. Ad ogni modo, potrebbe essere uno dei recuperi più interessanti della settimana.



La sindrome di Antonio

"Fai silenzio. Non voglio più sentirti parlare a favore di Cannibal Kid."

Cannibal dice: L'ambientazione nella Grecia del 1970 non sembra male, peccato che sembri anche una robetta amatoriale affetta da una sindrome ben più grave di quella di Antonio: la sindrome di Ford.
Ford dice: più che la sindrome di Antonio, il fuoco di Sant'Antonio dovrebbe costringere Cannibal a stare lontano dalla blogosfera per almeno un paio di mesi.



Per mio figlio

"Ma guarda: hai una faccia da schiaffi peggio di Marco Goi!"

Cannibal dice: Film francese, e quindi in teoria cannibale, che però parla di due madri, quindi due “colleghe” di Mrs. Ford e perciò in pratica mi sa di fordianata.
Ford dice: Cinema francese? Sento già puzza di radical-Cannibal!



Bianca & Grey e la pozione magica

"Noi saremo pure animali, ma niente se confrontato a Ford e Cannibal!"

Cannibal dice: Poteva mancare una pellicola d'animazione per far contenti tutti i (sempre più numerosi) Ford del mondo, grandi o piccini che siano?
Certo che poteva, ma in un mondo che non dà mai 'na gioia, ecco che questa settimana arriva addirittura una bambinata dalla Russia. Una roba che meriterebbe una bella sanzione internazionale.
Ford dice: l'animazione è sempre una scommessa, e di norma mi fido delle reazioni del Fordino ai trailer così come alle visioni. Questo, però, me lo risparmio volentieri.


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