martedì 6 gennaio 2015

Big Hero 6

Regia: Don Hall, Chris Williams
Origine: USA
Anno:
2014
Durata:
102'


La trama (con parole mie): Hiro, un giovane genio di robotica che si dedica ai combattimenti clandestini di automi costruiti in casa, viene convinto dal fratello maggiore ad elaborare un progetto che possa permettergli di studiare nella sua università, coordinata dal pioniere del campo Robert Callaghan.
Ideati dei microscopici robot in grado di interagire direttamente con il cervello del loro controllore ed ammesso alle classi, Hiro resta sconvolto quando proprio il fratello, Tadashi, muore in un incendio per salvare il professor Callaghan stesso: ritrovate le motivazioni dopo un periodo di lutto grazie a Baymax, ultima invenzione di Tadashi, Hiro scoprirà che dietro la morte del fratello c'è ben più di una casualità.
E inizierà un'avventura che potrebbe cambiare il suo destino.




Sono sempre stato un grande appassionato degli underdogs.
Dai Goonies a Rocky, passando per la mia prima, grande passione da fumettaro, l'Uomo Ragno, più che i supereroi o i personaggi praticamente infallibili ed invincibili - i vari Superman, Thor e soci -, le mie preferenze sono sempre andate a quei charachters pronti a sudarsi anche la più piccola conferma - e non ho scritto vittoria, badate bene -, "buoni" o "cattivi" che fossero.
La questione legata, inoltre, ai dolori della crescita ed al percorso che ognuno di noi deve compiere per diventare adulto, o quantomeno per giungere al momento in cui si ha una maggiore consapevolezza della propria persona, ha rappresentato uno dei temi ricorrenti più importanti che mi è capitato di ricercare nelle letture, nella Musica o nel Cinema, tanto quanto mi capita, oggi, con la questione legata ai rapporti tra padri e figli.
Negli ultimi anni - ormai una ventina, a dirla tutta - il mondo dell'animazione, oltre che del Fumetto e dell'intrattenimento per ragazzi tutto, ha subito una vera e propria evoluzione che ha portato dai classici Classici stile Disney - che comunque ancora oggi apprezzo nella loro quasi totalità - alla poesia del Sensei Miyazaki e dell'animazione nipponica, al gusto adulto di prodotti come Persepolis o Valzer con Bashir, a quello magico di Kirikù ed al trionfo della Pixar, nata proprio da una costola di Mamma Disney e divenuta, con il tempo, una sua colonna portante.
Ma perchè tutto questo pippone d'introduzione, vi chiederete!?
Perchè Big Hero 6, ultimo lungometraggio d'animazione firmato, di fatto, a quattro mani dalla stessa Disney e dalla Marvel e tratto da un albo a fumetti uscito sotto l'egida di quest'ultima, è probabilmente il cartone animato che, se avessi visto ai tempi della prima adolescenza, avrebbe segnato in maniera indelebile la mia crescita: così come è stato, infatti, lo scorso anno con l'ottimo Frozen e quello precedente con Ralph Spaccatutto, la grande D centra ancora una volta il bersaglio con un prodotto forse piuttosto semplice e molto veloce - anche nei passaggi chiave della sceneggiatura -, che non inventa nulla di nuovo ma che, di fatto, rappresenta una delle visioni più interessanti che il genere abbia proposto negli ultimi mesi, personaggi colorati ed accattivanti, bellissime animazioni, un rapporto tra i due protagonisti che spinge - ma senza esagerare - sul pedale dell'amicizia pronta a rimbalzare tra il divertimento, la voglia di crescere insieme e la commozione, senza dimenticare in tutto questo pensieri decisamente più adulti come il dilemma dell'affrontare il dolore di una perdita senza, di fatto, perdere se stessi.
Il personaggio di Hiro, piccolo genietto di robotica che vive con il fratello e la zia nel cuore di una futuribile metropoli che mixa abilmente San Francisco e Tokyo, e soprattutto quello del paffuto Baymax - ottima l'idea di sfruttare, come viene ammesso all'interno della stessa pellicola, un aspetto morbido del robot in modo che venga suggerito il suo essere sempre d'aiuto - riescono nella non facile impresa di convincere sia il pubblico più giovane - cosa facile, del resto, con i costumi sgargianti e le sequenze d'azione - così come quello adulto - le prime uscite dell'apparentemente male assortita coppia, liberazioni d'aria comprese, sono un vero spasso -, aggiungendo al cocktail che portano in sala anche un cattivo quantomeno mosso da motivazioni interessanti ed umane - nonchè dal look fantastico, almeno nella versione in costume - ed il classico finale disneyano che farà storcere il naso a molti ma che, secondo me, continua a funzionare nel momento in cui viene distribuito un prodotto a largo consumo come questo, specie se proposto con una certa onestà e senza particolari colpi bassi.
Non siamo certo di fronte al film d'animazione del secolo, eppure Big Hero 6 conferma l'ottima tendenza Disney delle ultime stagioni di cercare di guardare al futuro con una rinnovata energia, è un piacere per gli occhi e, in una certa misura, anche per il cuore - sfido qualunque piccolo spettatore ad uscire dalla sala senza il desiderio di possedere un suo Baymax, e potrei scommettere anche su molti di quelli grandi, sottoscritto compreso - e riesce a far dimenticare i grigi della realtà grazie ai colori pastello di una fantasia che, al contrario, della realtà stessa non si dimentica.
Dunque gettate il cuore oltre l'ostacolo, fidatevi degli underdogs ed indossate il costume più sgargiante possibile - personalmente, opto per quello da mostro con tre occhi, splendido -: il volo che vi aspetta sarà una vera goduria.



MrFord



"There goes my hero
watch him as he goes
there goes my hero
he's ordinary."
Foo Fighters - "My hero" - 



14 commenti:

  1. Anch'io ho sempre preferito i supereroi meno perfetti,come ad esempio gli X-men,ed ho un debole per gli underdogs.Mi sa che mi piacerà un sacco!E poi la Disney raramente mi ha deluso ;)

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    1. E' un film davvero piacevole, perfetto per gli amanti degli underdogs.
      Quindi mi sa tanto che andrai sul velluto!

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    2. Veramente spettacolare!Mi è piaciuto da morire,anche se effettivamente un pò superficiale a livello di sceneggiatura,ma la mia parte nerd si è esaltata in maniera incontenibile!!!!E ovviamente voglio un Baymax tutto mio,subito!!!In entrambe le sue modalità ;)

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    3. Ha i suoi limiti, ma è davvero molto, molto carino.
      E Baymax tutta la vita. :)

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  2. Tutto vero per davvero: molto piu' spassoso dei suoi predecessori "stilistici e tecnici" che anche tu hai citato, se l'avessi visto a chesso' 8 anni mi sarei staccato le braccia dall'entusiasmo. Pieno zeppo di sequenze costruite per esaltare e basta ( a confronto Ralph e Frozen erano Shakespeare, per tratteggio deille psicologie dei personaggi), frullatone TurboGeek di tutto quanto e' il nerdverso, uno "Spalla Character". della miglior scuola (quella cominciato con Genio di Alladdin). Veramente soddisfacente, soprattutto per quanto concerne l'analisi percettiva della societa' letta attraverso i characters dei comprimari, modernissimi e molto poco "disneyani"...unico neo? La frutrice principale, annoiata a morte dalle citazioni di "avengers" & c.... Lei,i cinefumetti supereroistici, li preferisce con gli attori veri !

    Come per legothemovie et similaria, un prodotto piu' per bambinoni trebtenni che per infati ormai assuefatti al genere.

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    1. Concordo in pieno: un giocattolone perfetto per gli ultratrentenni cresciuti tra supereroi e videogiochi negli anni ottanta.
      E voglio un Baymax tutto mio!

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    1. Speriamo che il risultato possa essere diverso da quello di Clint, altrimenti mi tocca bottigliarti selvaggiamente! ;)

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  4. almeno su questo spero di essere in disaccordo con te.
    se mi piace una disneyata marvellata fordianata come questa, il mondo sta davvero girando al contrario :D

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    1. Spero anch'io.
      E conto anche su Clint. ;)

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  5. E' stato davvero un piacere andarlo a vedere!
    Sono quei cartoni che mi fanno venire voglia di rivederli da capo!
    Non ero così fomentato dai tempi di Ralph Spaccatutto :D

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    1. Concordo in pieno: davvero esaltante, pur se non perfetto.
      Un pò come era stato Ralph!

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  6. Questo lo abbiamo messo in nota per l'esordio al cinema del diabolico trio (finora mai portati tutti e tre al cinema). A prepararli per l'evento di maggio: la seconda puntata degli Avengers ;)

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    1. E sarà un esordio che divertirà tutti, vedrai!
      Gli Avengers, invece, li attendo trepidante come un bambino anche io! :)

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