giovedì 28 luglio 2011

The principal - Una classe violenta

La trama (con parole mie): Rick Latimer, insegnante dall'alcool facile e dal temperamento focoso, viene licenziato dalla scuola d'alto bordo in cui lavora dopo aver assalito in un locale il nuovo fidanzato dell'ex moglie, e trasferito in qualità di preside a Brandel, liceo dei bassifondi dominato da futuri boss del crimine come Victor Duncan, che controlla lo scenario scolastico grazie a droga, minacce, violenza e chi più ne ha, più ne metta.
Dopo un inizio difficile, il buon vecchio Rick, aiutato da Jake Phillips - capo della vigilanza interna - e da alcuni degli studenti più volenterosi, si dedicherà a mettere in pratica il suo piano per rendere Brandel una scuola come si deve.
Un piano semplice che si può riassumere in due parole: "Ora basta".

Esistono alcuni film che credo di aver visto un numero di volte tendente all'infinito, e che, ugualmente, riescono a non stancarmi mai, sostituendo alla sorpresa e alla tensione della prima visione il piacere totalmente irrazionale dell'appassionato di sapere ogni battuta a memoria, e rivivere ogni scena quasi si fosse preso parte ai ciak originali: The principal è uno di questi film.
Mito assoluto delle mie visioni d'infanzia, cult tra i favoriti dell'allora casa Ford, fulcro di scambi di citazioni tra me e mio fratello, ancora oggi scuote ricordi e sensazioni mai davvero sepolte, e quando - come nel caso della sera in questione - Julez riesce a spolverarmelo a caso facendo zapping, diviene da subito l'oggetto dell'attenzione cinematografica della serata, dimentico, come al solito in questi casi, di ogni riferimento alla tecnica o alla perfezione stilistica, quanto più inno alla becera tamarraggine degli anni ottanta nonchè ai film dell'epoca, ritmati dagli indimenticabili "momenti videoclip".
La moto di Rick Latimer, le sue battute a mezza voce - ottimo Belushi, in una delle sue parti più azzeccate dopo quella di Danko -, la sfida ad un sistema sovvertito dagli studenti, le scene cult inanellate una dietro l'altra, tanto improponibili quanto esaltanti ad ogni visione sono ancora oggi una calamita irresistibile: la scena nel locale in apertura, l'arrivo a Brandel con il tentativo di espulsione di Zack il bianco ed Emil - il dialogo con "il signor Fottiti e il signor Bianco di merda" è da antologia -, la moto lanciata sulle scale per fermare lo stupro di Miss Orozco, la lotta finale nelle docce degli spogliatoi, per non parlare di quel "le vuoi le patatine?" gridato a Duncan in una scena replicata ed imitata almeno un paio di milioni di volte nei contesti più disparati sono nel mio cuore al pari delle migliori sequenze di Grosso guaio a Chinatown.
L'atmosfera del film modello Sly, dunque, trasportata in un contesto urbano e forse troppo sociale per il nostro mito dal labbro da una vita propria, rielaborata attraverso un protagonista taciturno, disordinato, scombinato, infantile eppure responsabile, dalla battuta prontissima, capace di non tirarsi mai indietro eppure perfettamente umano nelle sue paure, coraggioso ma, come spesso gli capita di ripetere all'amico Jake, "molto stupido".
Inutile dire quanto piacere e quanto bene faccia, ogni tanto, al sottoscritto, respirare a pieni polmoni grazie ad una sana visione di questo tipo, capace di azionare la macchina del tempo, riportarmi all'età dell'innocenza e, al contempo, mostrare quanto l'intrattenimento di allora resti un modello ad oggi insuperato in quanto a provvidenziali spegnimenti di cervello nei giorni più intensi, o in quelli in cui, al contrario, non si vuole proprio pensare a nulla.
Quasi a voler dire a tutta voce: "Ora basta".
Rick Latimer aveva proprio ragione.


MrFord


"Well we got no choice
all the girls and boys
makin' all that noise
'cause they found new toys."
Alice Cooper - "School's out" -

11 commenti:

  1. e james belushi sarebbe un attore???
    XD

    RispondiElimina
  2. Ciku, quanti ricordi sì!

    Cannibale, questo non è un film: è un supercult!
    E non poteva che essere interpretato da James Belushi! ;)

    RispondiElimina
  3. l'ho visto solo una volta e di sfuggita, forse, quindi... boh

    RispondiElimina
  4. Un vero Cult!
    Ottima scelta Ford!

    RispondiElimina
  5. Bert, io una visione approfondita la concederei, a questo supercult degli anni ottanta!

    Pulp, muchas gracias! Del resto, con perle come questa non si sbaglia!

    RispondiElimina
  6. mumble mumble. Sarà che l'ho visto in un periodo introspettivo, ma non mi aveva esaltato.

    RispondiElimina
  7. Gae, dagli un'altra possibilità. E' una bomba totale del trash anni ottanta. Una vera perla dell'infanzia di una generazione.

    RispondiElimina
  8. Wow, che perla questo film!
    Aggiunto alla mia collezione poco prima che partissi.
    Secondo me rientra in tutta una serie di film che se non hai visto all'epoca della sua uscita -o giù di lì- non riesce ad appassionarti fino in fondo, tipo grosso guaio a chinatown o, restando in tema, Classe 1999 (cazzo come lo vorrei in dvd, ma non lo fanno)
    :(
    Resta cmq un megacultissimo.
    James Belushi non sarà ricordato per essere stato uno dei migliori attori, ma è innegabilmente simpatico ed era fratello dell' ALTRO Belushi.
    E poi ha fatto Danko.
    A me basta largamente così.

    RispondiElimina
  9. Dembo, lo voglio assolutamente anche io, in dvd non lo riesco a trovare neanche attraverso i miei canali! Se me lo ordini tu poi te lo pago e lo aggiungo felicemente alla collezione!
    James Belushi mitico, oltre ad essere fratello del grande John, io lo ricordo per Danko e nel ruolo del gorilla di Una poltrona per due! Basta alla grande anche a me!

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...