La trama (con parole mie): come tutti gli avventori del Saloon - e non solo - ben sanno, nel corso degli anni quella meraviglia che è Il grande Lebowski è riuscita a costruire attorno alla sua esistenza un alone leggendario, quasi mistico. Per questa ragione un gruppo di simpatici amici dediti alla pratica del lebowskianesimo è arrivato a fondare una vera e propria "religione" assolutamente non religiosa che esalta le gesta del Drugo e ad esse si ispira per mantere un regime di droghe che possa garantire una mente aperta e per "prenderla come viene" di fronte ad un mondo sempre più ansioso e dominato da miliardari dispotici, nichilisti privi di morale e diversi sacchi di diserbante umani.
Il loro credo è riassunto in una guida simpatica e citazionista che introduce all'universo del Drugo.
Che, inutile dirlo, è un gran bell'universo.
A partire da nome del Saloon, chiunque passi da queste parti dovrebbe sapere quanto importante per il vecchio Ford è stato - ed è tuttora - Il grande Lebowski: la pellicola dei mitici fratelli Coen che, all'epoca della sua uscita, paradossalmente rappresentò uno dei loro più clamorosi insuccessi commerciali, divenuta con il passare del tempo un cult movie di fama planetaria.
Tutto questo senza contare la passione coltivata negli anni per il cocktail preferito del Drugo, il White Russian, uno dei miei "must drink" invernali che ormai padroneggio nella sua versione casalinga - con latte o panna, Borghetti al caffè o Kahlua indifferentemente - neanche fossi un barman navigato.
Perfino Mamma Ford è al corrente di queste due passioni nonostante - purtroppo per lei - non abbia mai visto il film che le ha originate e sia totalmente ed inesorabilmente astemia, dunque in occasione del passato natale, quasi come fosse una sorta di biglietto, la suddetta ha avuto la brillantissima idea di consegnarmi questo divertente saggio scritto da due dei fondatori della cosiddetta Dudeist Church, ispirata ovviamente alla figura e alle imprese del Drugo.
Cogliendo l'occasione al volo - e come potete vedere qui accanto - ho pensato bene di ordinarmi immediatamente Dudeist Priest, con tanto di attestato che riconosce la potenza del White Russian e del prenderla come viene da veri peccatori, giusto in tempo per buttarmi nella lettura.
In questo senso, va premesso che per un non fan della pellicola coeniana - cosa folle di per se, che soltanto il Cannibale può permettersi di continuare a perseguire - la lettura potrebbe risultare quantomeno oscura ed ostica, considerata la quantità enorme di citazioni sparate a ripetizione neanche ci si trovasse al bancone del Saloon con il sottoscritto pronto a recitare tutto il film in preda a qualche White Russian di troppo.
Per essere clamorosamente sinceri, l'impressione che si ha proseguendo nella lettura, complice anche una traduzione non impeccabile, è che il tutto risulti a tratti un pò ridondante anche per un lebowskiano accanito: i riferimenti alla pellicola, per quanto divertenti, finiscono per reiterarsi decisamente troppo.
A regalare elasticità alla mente - cocktails e joint a parte - fortunatamente giungono le riflessioni sui grandi Drughi del passato, la condizione della donna vista dall'interno e dall'esterno del cosiddetto "dudeism" e l'approccio quasi taoista del mitico personaggio interpretato da Jeff Bridges applicato alle dottrine ed ai movimenti politici e religiosi che hanno preso forma nel corso della Storia.
Nel complesso, un'esperienza perfetta per chiunque abbia amato e continui ad amare Il grande Lebowski - che da queste parti continua ad essere visionato ad ogni primo giorno d'estate come un rituale da godersi profondamente e "di pancia", come piacerebbe al Drugo, ma anche allo Straniero -, nonchè un modo per constatare quanto un "semplice" film troppo spesso catalogato come "da fattoni" sia diventato un fenomeno culturale e sociale non solo di massa, ma anche di resistenza ad un mondo decisamente troppo ansioso.
E un vaffanculo Drugo-style, in questi casi, ci sta sempre.
Per noi peccatori armati di tappeti che danno un tono all'ambiente e di White Russian.
MrFord
"The man in me will hide sometimes to keep from being seen but that's just because he doesn't want to turn into some machine take a woman like you to get through to the man in me." Bob Dylan - "The man in me" -
La trama (con parole mie): i frequentatori più assidui del Saloon ben sanno che non esiste l'estate, in casa Ford, senza Il grande Lebowski. Nel corso di questi anni, seguendo la personale tradizione di rivedere questa meraviglia ogni ventun giugno, ho recensito, citato, raccontato le impressioni del sottoscritto rispetto a questo film senza preoccuparmi troppo della forma e del risultato. A questo giro non sarà diverso. In alto i White Russians, quindi, e buona estate e a tutti!
Dovrei davvero mettermi qui a scrivere delle gesta del Drugo?
Perdere del tempo - mio e soprattutto vostro - per cercare di tradurre in parole la meraviglia di un'avventura in sospeso tra Marlowe ed i sogni dorati del West quando potrei semplicemente stravaccarmi sul divano, pensare al mare e dedicare una bella sbronza a Jeffrey Lebowski detto il Drugo, che è sempre un piacere sapere che lui è in giro!?
Non credo proprio.
Alzo semplicemente il bicchiere e penso già a quando potrò condividere questo film che ha segnato la mia vita con il Fordino, e chissà, se anche avrà solo una vaga idea di chi è il suo vecchio, potrà apprezzarlo per quello che è.
Intanto vi lascio la giornata libera - che ogni tanto serve - ed una carrellata di perle che non mi stancherò mai e poi mai di rivedere.
E che lo Straniero sia con voi.
MrFord
"There's a giant doing cartwheels, a statue wearin' high heels.
Look at all the happy creatures dancing on the lawn.
A dinosaur Victrola list'ning to Buck Owens."
Creedence Clearwater Revival - "Looking out my back door" -
La trama (con parole mie): come ogni Blog War che si rispetti, ad un primo round ne segue un secondo, nel pieno spirito dei match molto agonistici grazie ai quali io ed il mio acerrimo nemico Cannibal Kid ci scambiamo colpi proibiti in modo da sancire la supremazia di un'opinione o dell'altra.
Ovviamente, quando è la mia lista ad essere pubblicata per prima, la seconda tornata risulta essere abbastanza triste, mentre in casi come quello di questa volta, basterà lasciarsi alle spalle il trauma di essersi trovati a stretto contatto con una selezione del mio rivale per poi buttarsi nelle proposte fordiane odierne per sentirsi subito meglio.
Ecco dunque la seconda parte dello spettacolo, confezionato per voi colpo su colpo!
"Ford ci ha detto di sistemare il Cannibale." "Dovremmo avere dei fucili, cazzo!"
Fortunatamente
la ruota gira come le stagioni, e ad ogni supplizio segue una fine:
così la lista modaiola e passeggera del mio rivale è ormai alle spalle, e
tutti noi potremo concedere una tregua ad orecchie, cuore e testa
esplorando generi, epoche, stili ed approcci di ogni genere con la mia
selezione, per una volta forse addirittura più esterofila di quella
della succitata Katniss Kid.
Parlando
di Cinema, assisteremo al susseguirsi roboante di Palme d'oro, alfieri
del Cinema d'autore, blockbuster di fama planetaria, classici più o meno
moderni e cult giunti da diversi angoli del globo: allo stesso modo
troverete spazio per rock, soul, elettronica, composizione, trash anni
ottanta e sofisticate rivisitazioni quasi radical.
Insomma, tutta la varietà che manca al mio rivale.
MrFord
Se ieri si toccava tutti i generi musicali, dal
rock’n’roll al pop, dall’elettronica alla musica black, e tutte le
epoche musicali, dagli anni ’50 all’attualità, oggi vi toccherà la come
al solito prevedibile e scontata selezione di colonnine sonore scelte
del mio sempre più bollito e privo di argomenti Mr. James Ford.
Fondamentalmente,
ci si concentrerà solo sul sound più bollito degli anni ’60 e su quello
più sorpassato dei ’90, con pochissimo spazio per altro.
Scelte sofisticate? Ma dove?
Elettronica?
Persino in quanto a trash anni ottanta un Ford meno tamarro del solito non è riuscito a proporre quasi niente…
Ecco la diludente decina di soundtrack del mio blogger rivale. Che noia.
Cannibal Kid
"Cannibal Kid non esiste, Cannibal Kid non esiste, Cannibal Kid non esiste..."
Pulp fiction
MR FORD Se
esistesse una colonna sonora delle colonne sonore, una delle candidate
principe per l'elezione sarebbe senza dubbio Pulp fiction, pellicola che
rivelò - anche se era già noto - il talento esplosivo di Quentin
Tarantino nonchè la sua straordinaria capacità di rendere la musica
parte integrante di ogni fatica da grande schermo.
Dallo
stile surfer al classici a stelle e strisce, i brani simbolo di questo
disco fantastico rievocano ad ogni ascolto le altrettanto mitiche
sequenze di uno dei film simbolo della nostra epoca, che a distanza di
quasi vent'anni è diventato un Classico della generazione X, cresciuta e
consapevole della sua dirompente potenza, dall'apertura con Misirlou al
massaggio ai piedi di Girl, you'll be a woman soon.
Al contrario del Cannibale, che a crescere non pensa neppure per sbaglio.
Pezzi top: Dick Dale &The Del-Tones "Misirlou", Kool&The Gang "Jungle Boogie", Dusty Springfield "Son of a preacher man"
CANNIBAL KID Una volta tanto, così giusto
per cambiare, anche Ford ne azzecca una. Ma non preoccupatevi, se questa
lista inizia bene, proseguirà ben presto nel peggiore dei modi.
Se devo avanzare proprio una critica, e come mia
consuetudine io VOGLIO avanzare una critica, quella di Pulp Fiction è
una scelta valida quanto scontatissima. Mentre io all’interno dello
squisito panorama di soundtrack tarantiniano ho preferito proporre la
meno prevedibile ma ugualmente notevole Jackie Brown.
E poi Ford, non inganni nessuno: Tarantino ha dei gusti musicali variegati e originali, non tu.
MR FORD Questa
cosa dei gusti variegati dev'essere un trauma che non hai ancora
superato: detto da uno che non ascolta il metal perchè è troppo metal,
il rock classico perchè è da vecchi, la musica classica o lirica perchè
si annoia, il jazz perchè che palle è meglio il drum 'n bass e si limita
al radicalchicchismo è decisamente una sparata oserei dire quasi
fordiana! Ahahahahahah!
Alta fedeltà
MR FORD Alta
fedeltà è il romanzo per eccellenza di tutti gli amanti del rock e del
pop, che almeno una volta tra le sue pagine si sono immedesimati nel
vecchio Rob almeno quanto in John Cusack, perfetto interprete della
versione cinematografica - riuscita benissimo - del lavoro firmato da
Nick Hornby.
E
quale modo di celebrare il trionfo delle soundtracks se non con uno dei
titoli che più le ha rese grandi e celebrate a loro volta? Da Stevie
Wonder agli Stereolab, dai Velvet Underground a Smog, una delle
selezioni più variegate, prepotenti ed assolutamente irresistibili della
Storia del Cinema recente, una compilation da "top five" senza se e
senza ma, capace di annichilire da sola qualsiasi adolescenziale scelta
del mio rivale.
Pezzi top: Smog "Cold blooded old times", Stevie Wonder "I believe"
CANNIBAL KID Alta
fedeltà, sia il libro che il film, è anche un mio cult personale. Dalla
colonna sonora mi aspettavo però molto ma molto di più. Innanzitutto
perché la selezione di brani recenti ha proposto band che se negli anni
’90 sembravano dover spaccare il mondo, poi si sono rivelati dei fuochi
di paglia, come Smog, Stereolab o la Beta Band. Tutti nomi molto radical
caduti presto nel dimenticatoio. Quanto ai brani del passato, pure lì
si poteva fare di molto meglio, anziché limitarsi a proporre una
manciata di pezzi strafamosi.
Un’altra
cosa che non mi ha convinto è l’uso che ne è stato fatto delle canzoni.
La musica è presente lungo tutto il corso del film come un sottofondo
ma, nonostante un paio di momenti divertenti con Jack Black, non ci sono
brani in particolare che rimangano impressi nella memoria.
Strano
che Ford non citi Bruce Springsteen. Evidentemente, la sua presenza è
anch’essa talmente memorabile da essere dimenticata persino dal suo fan
numero 1…
MR FORD Sono
allibito: il re dei radical chic che snobba uno dei nomi più importanti
della scena rock alternativa degli anni novanta, Smog, autore di una
serie di album uno più bello dell'altro nonchè in grado con un solo
pezzo di annichilire qualsiasi amichetto british del Cucciolo!
Detto questo, non ho scomodato il Boss perchè con una colonna sonora così non ce n'era quasi bisogno, per vincere.
Fight club
MR FORD Alla
facciazza del mio egoriferito rivale che pensa sempre che io passi il
mio tempo ad ascoltare solo ed esclusivamente country e cantautori
morti, ecco giungere a scuotere le masse il sound dirompente dei Dust
Brothers, che con la colonna sonora di Fight club realizzano il loro
capolavoro, superando in più di un senso la stessa pellicola di David
Fincher donandole uno spessore che, a distanza di anni, forse tende ad
apparire meno "spesso".
Tutto
questo senza contare l'apporto di gente come Rolfe Kent - divenuto poi
arcinoto per la sigla di Dexter - ed il pezzo manifesto dei Pixies che
chiude il cerchio.
Un
lavoro monumentale, perfetto per danzare tra i cazzotti sparati da e a
Tyler Durden e che suonerebbe ancora meglio come accompagnamento ad un
mio incontro fisico con il buon Peppa Kid, che finirebbe la serata
pestato come il contorno di un mojito nei peggiori bar di Caracas.
Pezzo top: Pixies "Where is my mind?"
CANNIBAL KID Ovviamente io la penso
esattamente al contrario: Fight Club è ancora oggi un film notevole e
uno specchio attualissimo della nostra società. Cosa che non si può
invece dire della colonna sonora firmata dai Dust Brothers, passata ben
presto di moda proprio come il sound di Matrix. Una soundtrack davvero
troppo anni Novanta che oggi suona irrimediabilmente vecchia. E in
questo quindi molto fordiana.
Il
momento migliore resta “Where Is My Mind?”, il resto suonava figo negli
anni Novanta, mentre adesso non impressiona certo. E poi, con tutto il
rispetto, ma i Dust Brothers non sono i Chemical Brothers e ormai non li
suona più nessuno. Nemmeno i peggiori bar di Caracas.
Se era un patetico tentativo di fare il giovane e al passo coi tempi, direi che hai sbagliato scelta, Ford!
MR FORD Più
che altro era un tentativo di mettere su un nostro Fight club, ma mi sa
tanto che dovrò accontentarmi di menarti qualche colpo soltanto in
queste Blog Wars!
Il grande freddo
MR FORD Se
andaste a cercare sul dizionario la definizione di colonna sonora,
probabilmente trovereste la locandina de Il grande freddo, drammone in
tema amicizia firmato da Lawrence Kasdan all'inizio degli anni ottanta
che è una vera e propria antologia del meglio del soul nato ed esploso
nel cuore dei sixties: un disco talmente stupefacente da lasciare a
bocca aperta, una selezione talmente grande da non lasciare spazio ad
alcun dubbio su quale sia stato il momento migliore della musica made in
USA, ancor più dell'esplosione del rock.
E
non ho ancora menzionato il vero ed incontrastato re della black music,
Marvin Gaye, qui presente con due dei suoi brani più noti.
Senza
contare che ad impreziosire il pacchetto troviamo uno dei brani da
allora più sfruttati della Storia della settima arte, quella A whiter
shade of pale che ormai conoscono anche i sassi, e perfino i Cannibali.
Pezzi top: Marvin
Gaye "What's going on?" e "I heard it through the grapevine", Aretha
Franklin "(You make me feel like) A natural woman", Procol Harum "A
whiter shade of pale"
CANNIBAL KID Ford,
ieri mi accusavi di aver compiuto una scelta poco originale con I
Tenenbaum e oggi mi proponi una compilation piena di pezzi che anche mia
nonna, oltre a sassi e cannibali, conosce?
Belle canzoni, per carità, però tutte strasentite e abusate. Una selezione di brani scontata e senza sorprese.
Se
ben ricordi, nell’amato Alta fedeltà una canzone viene esclusa dalla
top 5 dei pezzi da funerale proprio perché suonata ne Il grande freddo e
quindi ormai troppo sputtanata.
D’altra parte, da Ford, che aspettarsi se non scelte banali e da funerale? Anzi, banali persino per un funerale…
MR FORD Me
lo ricordo eccome, ma quando in campo scendono artisti del calibro di
Marvin Gaye - mio guru del soul - non posso esimermi dall'escludere
dalla mia stratosferica lista anche colonne sonore arcinote come questa.
Senza contare che molte di queste canzoni sputtanate in realtà sono state rese famose nel Cinema proprio da Il grande freddo.
Forrest Gump
MR FORD Ed
eccoci giunti alla paraculata che annunciavo anche ieri criticando la
lista del mio rivale: Forrest Gump, oltre che a livello cinematografico,
è senza dubbio una grande strizzata d'occhio al pubblico anche rispetto
alla colonna sonora, uscita in uno sfavillante doppio disco contenente
tutto il meglio del meglio della musica a stelle e strisce dagli anni
sessanta in poi. Inserirla nella lista, in qualche modo, è l'equivalente
di un colpo basso, ma del resto i brani selezionati sono talmente
grandi che occorrerebbe ascoltarli ed ascoltarli ancora, dal primo
all'ultimo, per rendersi conto dell'importanza che gli USA hanno avuto
nell'ultimo secolo di sette note. E non solo.
Stupido è chi lo stupido fa, e chi non riconosce l'effettiva grandezza di questa scelta.
E soprattutto, stupido è chi ascolta il Cannibale e da credito alle sue bislacche scelte.
Pezzi top: praticamente
tutti. Se dovessi scegliere, Lynyrd Skynyrd "Sweet home Alabama",
Jefferson Airplane "Volunteers", The Byrds "Turn! Turn! Turn!"
CANNIBAL KID Dopo
Il grande freddo, ecco un’altra grande paraculata. Anzi LA paraculata
per eccellenza. Per lo meno Ford lo riconosce da solo.
I
brani non sono male, ma il discorso è lo stesso fatto sopra per Il
grande freddo e qui è ancora più evidente: si tratta di una selezione
priva di inventiva e di personalità, che suona anonima come una
compilation di successi pubblicata da Tv Sorrisi e Canzoni. Oltre al
fatto che con tutto il respect per la musica americana, ma quella
britannica è meglio, come dimostrato dalla ben più coraggiosa selezione
di Trainspotting.
Inserire
l’odioso Forrest Gump in una lista insieme a Pulp Fiction, tutto
l’opposto anche a livello di creatività nella selezione musicale, è poi
una bestialità che giusto Ford e l’Academy potevano compiere.
Film paraculo + colonna sonora paracula = Ford sei il re incontrastato dei paraculi hahahah.
MR FORD Che
la musica britannica sia meglio di quella americana mi pare tutto da
vedere, perchè tolta una serie impressionante di mostri sacri del rock -
Beatles, Rolling Stones, Led Zeppelin, Black Sabbath, Iron Maiden, Who -
dagli anni ottanta in poi gli States hanno definitivamente surclassato i
loro cugini anglosassoni. Ma ci vorrebbe una Blog War USA vs UK per
parlarne come si deve.
E potrebbe essere un'idea interessante per rispolverare la versione musicale delle nostre battaglie.
CANNIBAL KID Veramente
negli anni ’80 c’è stata tutta la scena new-wave e post-punk inglese
molto più interessante dell’hair metal americano, nei ’90 il britpop e
l’esplosione della musica elettronica UK hanno rivaleggiato alla grande
con il grunge, per non parlare poi dei Radiohead che fanno categoria a
parte.
E
tra l’altro proprio la musica americana dagli anni ’80 in poi da te
tanto celebrata è per lo più clamorosamente assente dalla tua lista,
visto che ti sei limitato al ripescaggio dei 60s…
MR FORD Ti
ripeto: io risolverei la questione in una sanguinosissima Blog War
musicale USA vs UK, Cowboys vs Fighetti, Ford vs Cannibal.
In the mood for love
MR FORD Wong
Kar Wai, insieme a Tarantino, è senza dubbio uno dei più capaci registi
al mondo nel fondere il potere di una grande colonna sonora alla
potenza delle immagini: In the mood for love, il suo lavoro più
universalmente noto e riconosciuto, oltre a portare sullo schermo una
sequenza quasi senza sosta di immagini di struggente bellezza, regala
all'audience una soundtrack ad altissimo impatto emotivo, in grado di
accompagnare i movimenti suadenti di Maggie Cheung e Tony Leung,
straordinari interpreti del film.
Questa
scelta potrebbe essere tacciata dal mio rivale di radicalchicchismo, ma
in realtà ci troviamo di fronte a così tanta bellezza da rendere
sterile qualsiasi polemica assurdamente intentata dal (poco) simpatico
In the mood for hate Kid.
Pezzo top: Nat King Cole "Quizas, quizas, quizas"
CANNIBAL KID Ford, abbiamo capito che nella
tua vita hai visto un film orientale, Ford, però non è che adesso devi
propinarcelo in tutte le sfide. Il film così come la sua protagonista
Maggie Cheung…
In
the Mood for Love per quanto mi riguarda è una delle visioni più noiose
che abbia mai affrontato e parte del (de)merito di ciò sta anche
nell’inascoltabile, lagnosissima colonna sonora. Si salvano giusto i
pezzi di Nat King Cole, comunque noiosetti pure quelli, per il resto è
davvero uno strazio infinito, un martirio di musiche orientaleggianti
buone da sottofondo al ristorante cinese, giusto per rendere più
difficoltosa la digestione, o magari in qualche sushi bar fighetto di
quelli in cui a Ford piace tanto andare buahahah.
Infine, come direbbero Elio e le Storie tese, la musica orientale è bella e tutto quanto, ma alla lunga rompe i coglioni!
MR FORD In
the mood for love noioso e con una colonna sonora lagnosa sono due
delle bestialità più grosse che ti ho mai visto scrivere, forse
addirittura peggiori di quelle che normalmente riservi ai film degni di
nota che non rientrano nella categoria teen in crisi ormonale.
Certo, dalla tua hai la giustificazione di essere un fan di Hunger games, ma a tutto c'è un limite, Katniss Kid!
CANNIBAL KID Vorresti
dire che è un film divertente e ha una colonna sonora esaltante o
brillante? Sei proprio il re incontrastato della noia!
MR FORD Voglio dire che è un film emozionante, profondo, elegante, stilisticamente perfetto e con una colonna sonora da brividi!
Il grande Lebowski
MR FORD Poteva
mancare tra le colonne preferite del gestore del Saloon WhiteRussian
quella de Il grande Lebowski, cultissimo firmato dai fratelli Coen
gemellino di Pulp fiction per quanto riguarda la maestria nello
sfruttare pezzi classici del repertorio rock e pop per sposarli a
sequenze della pellicola neanche le stesse fossero nate proprio su
quelle note!?
Senza
contare che il vecchio Drugo adora ed adorerà sempre i Creedence
Clearwater Revival, una delle band anni sessanta/settanta del panorama
americano che più amo, interpreti splendidi del folk rock nonchè di una
critica sociale che lo stesso Drugo rappresenta contro il sistema ed
ogni sceriffo di matrice reazionaria.
Da parte mia, io porto avanti, invece, la lotta contro il sistema dittatoriale - o pseudo tale - dell'ego cannibalesco.
Pezzi top: Kenny
Rogers "Just dropped in (to see what condition my condition was in)",
Creedence Clearwater Revival "Lookin' out my back door"
CANNIBAL KID Alla
facciazza della varietà musicale tanto sbandierata da Ford, uno che
come i politici italiani predicano bene e razzolano male, qui mi sembra
solo una lunga rassegna di stanchi anni 60 (Il grande freddo), anni 60
(gran parte di Forrest Gump), anni 60 (decennio in cui è ambientato In
the Mood for Love) e ancora anni 60, che la fanno da padrone pure ne Il
grande Lebowski. Da un “ragazzo” cresciuto negli anni ’80, mi aspettavo
qualcosa di un po’ più variegato, rispetto a una lista che persino i
miei genitori considererebbero troppo nostalgica nei confronti dei 60s.
(Tra parentesi, la colonna sonora della serie tv Mad Men da sola spazza via tutti i 60s rievocati da Ford, chiusa parentesi)
Quello
che penso io dei Coen non è un mistero. Per me sono tra i registi più
sopravvalutati nella storia del Cinema e il loro piccolo Lebowski è uno
dei film più sopravvalutati di sempre, insieme a Forrest Gump e a In the
Mood for Love. Complimenti Ford, hai messo a segno il triplete della
sopravvalutazione cinematografica!
Anche
la colonna sonora del Lebowski non mi entusiasma minimamente: una roba
nostalgica buona per hippie e freakkettoni old-style come Ford che a me
provoca giusto qualche sbadiglio.
Grande freddo, grande Lesbowski, grande noia, ma piccola lista.
MR FORD Hippie freakkettoni old-style che
si godono mare, surf e white russians neanche ci si trovasse in un
romanzo di Pynchon - preso come riferimento dall'autore di culto del
Cannibale Paul Thomas Anderson per il suo nuovo film, Vizio di forma -
per uno dei supercult di tutti i tempi che solo al Cuccioletto non
dev'essere piaciuto, così pieno di riferimenti a quella "vecchia scuola"
cui lui non è mai appartenuto e non apparterrà mai, nichilista che non è
altro.
Stai per entrare in una valle di lacrime, Cannibal, mentre io mi gusto i Creedence sorseggiando col sorriso l'ennesimo cocktail.
CANNIBAL KID Ford, pronto? Ti ricordo che siamo nel 2013. 2 0 1 3.
E poi ti ci vedo proprio, nella tua routine quotidiana a fare surf sul litorale di Lodi uahahahahah
MR FORD Surf magari no, ma il bowling è possibilissimo!
Vanilla sky
MR FORD A testimonianza della grande
duttilità del sottoscritto, ecco una colonna sonora sfolgorante al
servizio di un film a mio parere decisamente lontano dall'essere
riuscito, e forse uno dei pochi titoli con Tom Cruise nel cast ad avermi
fondamentalmente annoiato.
Nonostante
questo, rimasi a bocca aperta - e orecchie, soprattutto - di fronte
alla selezione travolgente messa insieme per portare sullo schermo
l'ennesimo sfogo dell'ego del pazzoide Tom, ricca di pezzi decisamente
autoriali e resa preziosa da due delle canzoni del periodo che più ho
amato in assoluto, cult senza se e senza ma della mia lista in grado di
annichilire qualsiasi proposta abbia messo sul piatto il mio rivale
ieri.
Un
mix perfetto di dramma, struggimento e tecnica per un ascolto di quelli
senza ritorno, perfetto per un trip alla ricerca della propria
identità: la stessa che il Cannibale ancora fatica a trovare.
Pezzi top: Radiohead "Everything in its right place" e Red house painters "Have you forgotten"
CANNIBAL KID Ford,
persino nelle sue scelte, riesce nell’impresa di dire delle bestialità.
Vanilla Sky è un grandissimo film, assolutamente riuscito nonché uno
dei migliori con Tom Cruise. Ah beh, certo, lì Cruise non faceva
l’action hero come al solito e quindi a Ford, dall’alto della sua
duttilità, non è piaciuto…
Cameron
Crowe oltre che un ottimo regista è anche un intenditore di musica,
grazie al quale per una volta persino Ford riesce a fare una figura
decente, con la sua unica proposta, insieme a Pulp Fiction, che ancora
oggi suona bene. Bravo Cameron Crowe, quindi!
Vanilla
Sky, Pulp Fiction, Fight Club… Certo che stai scippando un sacco di
film che io avevo già proposto nelle passate Blog War, e poi questa non è
una scelta troppo radical-chic?
Scommetto
Ford che in realtà in heavy-rotation sul lettore del tuo smart phone,
pardon volevo dire del tuo walkmen, la colonna sonora più suonata non è
certo quella di Vanilla Sky ma è e sarà sempre quella di Rocky. Che, per
vergogna, dopo la debacle dell’inclusione di Stallone tra i migliori
attori nella Blog War precedente, hai avuto la decenza di non inserire…
MR FORD Se
posso darti ragione su Cameron Crowe certo non posso fare lo stesso per
Vanilla Sky, un film confuso e totalmente votato al divismo cruisiano
qui in una delle sue accezioni peggiori, inferiore senza dubbio alla
pellicola cui è ispirato, Apri gli occhi.
Fortunatamente,
però, la colonna sonora è di quelle spaziali, roba che la tua
listarella di ieri si può solo ed esclusivamente sognare, ed in questo
modo la noia della visione finisce per passare in secondo piano.
Per
quanto riguarda il mitico Sly ed il mitico Rocky, ho qualche pezzo
nell'Ipod tratto dalle colonne sonore della saga, ma avrei pensato ad un
inserimento nella lista solo di una mia selezione di brani presi dai
sei capitoli. Se vuoi ti ci posso fare un cd.
CANNIBAL KID Ford, ti ricordo sempre che siamo nel 2013. Stai ancora a fare i cd?
Se vuoi ti posso fare io una playlist su Spotify, ma non saprai manco cos’è…
Mission
MR FORD Come si diceva proprio ieri, una
delle pochissime cose in grado di mettere d'accordo noi due nemici
prediletti in questa doppietta legata a Cinema e Musica è stata la
scelta ricaduta su Ennio Morricone, il compositore italiano per
eccellenza nonchè orgoglio della nostra ormai disastrata produzione
cinematografica - e non solo -.
Se,
però, il Cucciolo Eroico si è limitato ad una scelta in materia western
- praticamente obbligata, quando si parla del Maestro - come di
consueto il vecchio Ford ha deciso di osare tirando fuori dal cappello
da rodeo quella che è senza dubbio la sua opera più ambiziosa e potente,
e che suonò l'ascesa del titolo di Roland Joffè verso la Palma d'oro.
Una
pellicola ormai nota e celebrata non soltanto per i premi raccolti in
tutto il mondo e le interpretazioni di De Niro e Jeremy Irons, ma anche
per la sua straordinaria, per l'appunto, soundtrack.
Pezzo top: Ennio Morricone "The falls"
CANNIBAL KID Lo sapevo. Ci avrei scommesso
qualunque cosa. Tra tutte le meravigliose soundtrack composte da quel
talento assoluto di Ennio Morricone, Ford è andato a tirare fuori
l’unica tra quelle che mi è capitato di ascoltare che proprio non mi
piace. Mi dà anzi fastidio. Non sembra nemmeno una colonna sonora di
Morricone, siamo sicuri l’abbia composta proprio lui?
Sembra
più che altro una musichetta ruffiana da Oscar, cose se John Williams
avesse composto la colonna sonora di un film di Mel Gibson o James
Cameron. Una scelta peggiore nel repertorio del Maestro Morricone non
poteva insomma davvero essere fatta.
Grande
Ford! Se negli ultimi tempi mi sembrava avessi migliorato un pochino i
tuoi gusti, grazie alla mia influenza, con questa pessima lista sei
tornato quello di una volta. Il pessimo Ford di una volta. Così sì che
(non) mi piaci!
MR FORD Musichetta
ruffiana questa bomba? Se lo sente Morricone viene a prenderti a botte
al Fight Club! E nonostante la sua età, sono convinto che potrebbe anche
dartele di santa ragione!
Boogie nights
MR FORD E
non si poteva chiudere la decina fordiana se non con Paul Thomas
Anderson ed il suo film che amo di più, un viaggio surreale, divertente e
drammatico attraverso la storia del porno americano dalla fine degli
anni settanta alla sfrontatezza degli ottanta, ritratto amaro ed
irresistibile ad un tempo dei sogni di gloria dello Zio Sam e della sua
cultura.
Se
ieri il mio antagonista ha sfoderato gli smorti depressi di Donnie
Darko per celebrare gli anni ottanta, io rispondo con l'atmosfera magica
di Sister Christian e soprattutto Jessie's girl, entrambe al servizio
di una delle sequenze più straordinarie mai girate negli anni novanta e
non solo, esempio perfetto di come regia e colonna sonora possano andare
di pari passo definendo quello che è, senza dubbio, un passaggio che è
un Capolavoro.
E
su queste note sicuramente trash ed altrettanto certamente coinvolgenti
chiudo una decina talmente roboante che costringerà il buon Calvin
Klein Kid, almeno per una volta, al silenzio suo e del suo ego
smisurato.
Pezzi top: Night ranger "Sister christian", Rick Springfield "Jessie's girl"
CANNIBAL KID Colonna
sonora molto 70s, con davvero poco di 80s. Ford si fa tanto celebratore
degli anni Ottanta e in questa lista li ha snobbati clamorosamente,
limitandosi a riproporre come già nelle vecchie Blog War musicali una
canzoncina carina, ma tutto fuorché memorabile, come “Jessie’s Girl”,
spacciandocela come il più grande pezzo nella storia della musica. Ford,
io dovrò crescere e lo so. Però pure tu devi staccare una volta per
tutte dalle pareti i poster di Rick Springfield, il One Direction degli
anni ’80, uno che più che come cantante è famoso giusto come attore di
soap-operas, tanto per dire il livello della tua proposta “musicale”.
Se
quei due pezzi in croce degli anni ’80 non sono un granché, la colonna
sonora di Boogie Nights nel suo complesso resta un buon ascolto per un
nostalgico party anni ’70, ma tra i film di Paul Thomas Anderson il più
grandioso rimane Magnolia, insieme alla sua splendida soundtrack. E ora,
che una pioggia di rane possa piovere sulla testa di Ford e sulle sue
spente colonnine sonore.
MR FORD A
parte il fatto che Jessie's girl è uno dei pezzi più grandiosi degli
anni ottanta, questo tuo tentativo di mettere la questione su un piano
del tipo "hai inserito pochi pezzi provenienti dagli eighties" è
soltanto una mossa politica per evitare di ammettere che anche questa
volta la mia selezione gira a tutt'altro volume - e livelli - della tua!
CANNIBAL KID Dopo
questa, credo di averle sentite proprio tutte. Se Jessie’s Girl del
bamboccio Rick Springfield è uno dei pezzi più grandiosi degli anni
ottanta, le Spice Girls sono state il gruppo più importante dei ’90 e
Justin Bieber è il Dio della musica di oggi buahahah!
La trama (con parole mie): Ned vive con la fidanzata in una fattoria in campagna, vende ortaggi e marijuana ed ha uno splendido rapporto con il suo cane, Obi Wan Kenobi.
Quando un poliziotto lo circuisce arrestandolo per vendita di stupefacenti la sua vita cambia: otto mesi in galera, scaricato dalla donna - che ha tutte le intenzioni di tenersi anche il suo inseparabile amico a quattro zampe - senza una casa ed un lavoro.
L'uomo è così costretto a tornare a New York dalla madre e dalle tre sorelle, ognuna alle prese con i problemi di quotidianità non proprio equilibrate: il ritorno di Ned e la sua robusta dose di innocenza di voltaireiana memoria esploderanno come una bomba sconvolgendo completamente le loro vite.
L'estate è davvero una stagione unica.
Alla facciazza della quotidianità del resto dell'anno, infatti, questo periodo ha il grande pregio di riuscire - almeno in una buona maggioranza dei casi, e complici il caldo, il desiderio di svago, ferie e divertimento - ad avvicinare clamorosamente la tribù dei pane e salame e quella dei radical chic mettendo d'accordo tutti sfoderando prodotti che non prevedano lo sforzo - sia esso intellettuale, emotivo o di immagine - normalmente richiesto come tributo ai nostri gusti e percorsi culturali - in questo caso di spettatori -.
Quell'idiota di nostro fratello - titolo, per una volta, tradotto alla lettera e non inventato di sana pianta dalla distribuzione made in Terra dei cachi - è l'incarnazione perfetta di questo approccio: di matrice oserei dire quasi lebowskiana, il personaggio intepretato da Paul Rudd è uno di quelli cui non si può non voler bene, perfetto protagonista di una storia pulita e divertente, di quelle che se fossero state create in un differente contesto non avrebbe potuto che essere una sorta di fiaba natalizia allucinata ed irresistibile, una parabola che forse non ispirerà reiterate visioni ma che ha tutte le carte in regola per scatenare l'affezione del pubblico e, chissà, anche uno di quegli acquisti in dvd che si finisce per utilizzare nelle migliori serate tra amici.
L'approccio di Ned alla vita - che ha molto del Candido di Voltaire - è di quelli che ci fanno sperare - e qui torna in gioco il buon vecchio Drugo - che per questo strano mondo impazzito possa esserci sempre e comunque una speranza, anche quando gli eccessi di sincerità o l'ingenuità finiscono per diventare mali in apparenza peggiori di quelli che combattiamo quotidianamente per sopravvivere in mezzo a personaggi non sempre - o meglio, quasi mai - dello spessore di questo pacifico cercatore di tranquillità e serate da gioco dei mimi in famiglia: ne sanno qualcosa - e ne fanno inesorabilmente le spese - le tre sorelle dell'appena citato protagonista, interpretate più che bene da Elizabeth Banks - donna in carriera selvaggia -, Zooey Deschanel - lesbica poco decisa, o forse solo troppo giovane ed innamorata - ed Emily Mortimer - madre di famiglia completamente annullata da un matrimonio e da un compagno fallimentari -.
Il fulmine a ciel sereno Ned, alla ricerca della pace e del ricongiungimento con il suo amato Obi Wan, fungerà da catalizzatore per le esistenze delle persone che ama, fornendo ad un tempo lo spunto a trovare una nuova direzione ed un parafulmine perfetto per ogni sfogo o incazzatura, regalando piccole perle che l'audience gradirà a prescindere dalle sue usuali preferenze e finendo per scatenare la sindrome del cucciolo in ogni spettatore, che giunto alla fine della pellicola sarà pronto ad accogliere un piccolo - o grande, a seconda dei punti di vista, e tornando con immenso piacere ancora una volta a Lebowski - Ned tra le sue mura senza battere ciglio.
Del resto, il bello dell'estate è proprio questo.
Essere presi tra le braccia e cullati dal mare, massaggiati dalle onde e dal sole, assopendosi con il pensiero che non ci sarà una sveglia del giorno dopo, un capo rompipalle o le pulizie da fare.
Questo almeno fino a quando un Obi Wan giocoso e pieno di vita non si sarà tuffato tra i flutti finendo per farci bere una bella litrata di acqua salata.
Ma non sarà un boccone amaro.
Anzi, con l'estate ci starà, eccome.
MrFord
"You've got to get up every morning with a smile on your face
and show the world all the love in your heart
then people gonna treat you better
you're gonna find, yes, you will
that you're beautiful as you feel."
La trama (con parole mie): questa volta niente Cinema, o Musica, o Letteratura. Solo un'iniziativa interessante che mi ha coinvolto. Una specie di riconoscimento per questo saloon impolverato e non sempre perfetto che ospita il più possibile la benzina più importante del mondo: la vita.
Lavazza, che è nota per il caffè, in realtà ha anche un gran bel portale che pubblicizza cose interessanti che si cercano di produrre qui nel pieno della Terra dei cachi. Ho avuto il piacere di essere contattato per parlare proprio di questo spazio che si consuma tra un bicchiere e l'altro, così approfitto per farmi un pò di pubblicità e farne parola anche con voi, che siete assidui frequentatori. Dateci un'occhiata, giusto per spirito di gruppo. E anche, ovviamente, per solidarietà con questo vecchio cowboy. Trovate il mio racconto proprio qui. Muchas gracias, MrFord
"The man in me will do nearly any task
as for compensation, there's a little he will ask
take a woman like you
to get through to the man in me."
Bob Dylan - "The man in me" -
La trama (con parole mie): in questi giorni gira nella blogosfera un simpatico gioco che, piano piano, sta diventando una sorta di must, partito almeno per il sottoscritto dal blog di Stargirl ed impazzato addirittura fino ad arrivare a quello del mio rivale Cannibale.
A quel punto, non potevo più fare a meno di essere della partita.
Dunque ecco qui, di seguito, i trenta film per trenta giorni by MrJamesFord.
Giorno 1 - Il tuo film preferito: Gli spietati di Clint Eastwood. Giorno 2 - Un film che odi: Il mercante di pietre di Renzo Martinelli. Giorno 3 - Un film che guardi per tirarti su: Little Miss Sunshine di Jonathan Dayton e Valerie Faris.
Giorno 4 - Un film che guardi per deprimerti: Una vita difficile di Dino Risi. Giorno 5 - Un film che ti ricorda qualcuno: Il gigante di George Stevens o uno qualsiasi con John Wayne, mi ricordano mio nonno. Giorno 6 - Un film che ti ricorda un posto in particolare: L'appartamento spagnolo di Cedric Klapisch, mi ricorda la magnifica Barcellona. Giorno 7 - Un film che ti ricorda il tuo passato: i Goonies, Karate Kid o Over the top. Giorno 8 - Il film con il miglior monologo: Ogni maledetta domenica di Oliver Stone, monologo di Al Pacino sui centimetri.
Giorno 9 - Un film con il mio attore preferito: Un tram che si chiama desiderio con Marlon Brando. Giorno 10 - Un film con la tua attrice preferita: Gilda con Rita Heyworth. Giorno 11- Un film con il tuo regista preferito: Million dollar baby con Clint Eastwood. Giorno 12 - Un film nel quale ti sarebbe piaciuto recitare o dirigere: La sottile linea rossa di Terrence Malick.
Giorno 13 - Un film che meriterebbe l'Oscar: The artist di Michel Hazanavicius. Giorno 14 - Un film che nessuno si aspetta possa piacerti: Dogville di Lars Von Trier, considerato quello che penso della successiva filmografia del pazzoide danese. Giorno 15 - Un film al quale vorresti somigliasse la tua vita: Il grande Lebowski o Barry Lyndon.
Giorno 16 - Un film che hai amato, ma che ora odi: quel pippone di Poeti dall'inferno di Agneszka Holland, roba da adolescenza da finto maledetto. Giorno 17 - Il tuo film drammatico preferito: The wrestler di Darren Aronofski. Giorno 18 - La tua commedia preferita: Clerks e Clerks 2. Imprescindibili. Giorno 19 - Il tuo film d'azione preferito: Heat - La sfida di Michael Mann. Giorno 20 - Il tuo film romantico preferito: Hong Kong Express di Wong Kar Wai.
Giorno 21 - Il tuo film fantasy preferito: La storia fantastica di Rob Reiner. Giorno 22 - Il tuo thriller preferito: La morte corre sul fiume di Charles Laughton. Giorno 23 - Il tuo film d'animazione preferito: Monsters&Co. e Up! di Pete Docter. Giorno 24 - Il tuo film horror preferito: Zombi di George A. Romero. Giorno 25 - Il tuo film documentario preferito: The agronomist di Jonathan Demme.
Giorno 26 - Il tuo film preferito in lingua straniera: Mother di Joon-Ho Bong. Giorno 27 - Il tuo film indipendente preferito: Radice quadrata di tre di Lorenzo Bianchini. Giorno 28 - Il film più assurdo tu abbia mai visto: A serbian filmdi Srdjan Spasojevic, è incredibile che un abominio di questo genere sia stato distribuito. Giorno 29 - Il tuo film preferito da bambino: Robin Hood di Wolfgang Reitherman. Giorno 30 - Il tuo film preferito dell'anno scorso: Drive di Nicolas Winding Refn.