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lunedì 30 marzo 2015

Inside man

Regia: Spike Lee
Origine: USA
Anno: 2006
Durata:
129'






La trama (con parole mie): Dalton Russell sa bene quello che deve fare. E conosce il piano come le sue tasche. Una rapina, nel pieno centro di Manhattan. Arthur Case è il proprietario e socio della Banca assalita dal commando di Russell, e sa bene cosa potrebbe perdere, se il contenuto di una certa cassetta di sicurezza venisse allo scoperto. Madeleine White è una negoziatrice, una donna con le palle d'acciaio sempre pronta a risolvere le grane peggiori dei potenti, per la giusta parcella. Keith Frazier è un detective tosto ed incasinato, indagato dalla disciplinare per una vicenda di soldi rispetto alla quale si dichiara innocente e una voglia di riscatto che punta ad una promozione.
Quando le loro strade finiranno per incrociarsi, mantenere l'equilibrio potrebbe diventare decisamente difficile: a fare da arbitro, la Grande Mela, New York City, la città che più di ogni altra ha simboleggiato la modernità ed il concetto di metropoli cosmopolita.








Questo post partecipa alle celebrazioni del Black Power Day.





"Ed è qui, come direbbe il Bardo, che sta l'inghippo", sentenzia Dalton Russell, guardando in camera, in apertura di uno dei più straordinari film degli Anni Zero.
Onestamente, l'unico inghippo che mi pare di trovare, è dato dal fatto che si tratti del più grande film che Spike Lee - regista manifesto della cultura "black" - abbia mai girato, nonchè uno dei titoli più importanti, parlando di heist movies, dai tempi di Rapina a mano armata.
E non parliamo, dunque, di piccoli calibri.
Personalmente, ho sempre pensato che il problema del vecchio Spike risiedesse principalmente nella sua eccessiva ed incontrollata rabbia, e nel fatto che i suoi prodotti - anche i migliori - fossero razziali e razzisti, in una certa misura, quanto il sistema che il cineasta newyorkese cercava di criticare: il suo percorso per giungere a questo vertice assoluto, partito con Summer of Sam e passato attraverso l'altrettanto splendido La 25ma ora, ha visto come protagonista principalmente una sorta anestetizzazione del lato più black del suo approccio, affidandosi alla tecnica e ad un'ironia - in questo caso - graffiante in grado di colpire ad ogni latitudine sociale e, allo stesso tempo, fornire al pubblico una delle dichiarazioni d'amore più profonde per New York che siano state mai portate sullo schermo.
Dalla sequenza della ricerca di qualcuno che possa comprendere il linguaggio della registrazione "donata" dai rapinatori alla polizia - "Siamo a New York, qualcuno conoscerà la lingua che stanno parlando" - alla vicenda di Vikram, passando per il cellulare di Peter Hammond ed il dialogo - da antologia - tra Dalton ed il bambino con il padre tra gli ostaggi a proposito del videogame che il piccolo sfrutta come passatempo nel corso delle ore del sequestro, tutto suona come un ritratto ironico ed allo stesso tempo traboccante amore di una città ricca di contraddizioni e conflitti, dalla strada ai salotti d'alto bordo, ma ugualmente e forse proprio per questo una delle più affascinanti al mondo.
Ma Spike Lee non si limita a questo: grazie soprattutto al confronto tra Russell ed il suo antagonista - il perfetto Frazier di Denzellone Washington - con Inside man viene a galla un Cinema di genere che ricorda i Classici come Un bacio e una pistola, o i romanzi di Mickey Spillane ed Elmore Leonard impreziosito da una tecnica ed un approccio assolutamente moderni, cui fa da cornice - o da cuore - una critica meno arrembante ma non per questo poco decisa agli anni del bushismo e della cultura del terrore, culminata con una parte finale grazie alla quale, in una certa misura, tutti i protagonisti di questo intrigo finiscono per cavarsela senza però uscire puliti, quasi come se la sceneggiatura ci ricordasse l'imperfezione - ed il bello della stessa - che si cela dietro l'umanità, rappresentata alla grande dagli ostaggi della banca e dai loro interrogatori.
E dato che, malgrado qualche scivolone nel corso degli anni - cinematografico ed in termini di dichiarazioni -, il pungente Spike non è affatto stupido, Inside man finisce anche per risultare uno degli esempi migliori di confezione hollywoodiana impeccabile e titolo assolutamente perfetto nell'ambito del Cinema dell'illusione - forse, a memoria del sottoscritto, superato soltanto, in tempi recenti, dall'appena precedente The prestige -, che lega lo spettatore alla poltrona e lo trasporta di prepotenza quasi dentro lo schermo: un'evoluzione, in questo senso, è riuscita a farmi rabbrividire, nel corso della revisione concessa a questo Modern Classic grazie al Black Power Day che celebriamo oggi.
Un passaggio che, dal primo gennaio del duemilaquattordici, era accaduto soltanto una volta.
La partenza dal divano e l'arrivo a terra del sottoscritto, cocktail alla mano e culo sul tappeto, a bocca aperta di fronte al televisore: come fu per The Wolf of Wall Street.
E basterebbe questo, per definire Inside Man.
Anche se, a ben guardare, forse l'idea rende di più per definire il filmone totale di Scorsese, altro grande interprete della cultura newyorkese nella settima arte.
Ma poco importa.
Qui non c'è nessun inghippo.
Solo un fottuto, grande colpo.
Un fottuto, grande film.
Anzi, più che grande.
"Noi non dimenticheremo", si intravede su un muro dietro Denzel Washington.
La ferita del World Trade Center ancora aperta.
Neppure io dimenticherò.
Non dimenticherò quanto è grande Spike Lee quando misura l'ego di Spike Lee e diventa un dannato, enorme interprete della cultura americana.
Black e non solo.




MrFord






"Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya."
A. R. Rahman - "Chaiyya Chaiyya" -





giovedì 13 novembre 2014

Thursday's child

La trama (con parole mie): la marcia di avvicinamento alla fine dell'anno e alle classifiche di rito è in pieno svolgimento, e la stagione cinematografica tenta di smuovere almeno parzialmente le acque parecchio stagnanti di questo duemilaquattordici con un paio di colpi di coda che potrebbero in un modo o nell'altro influenzare le graduatorie. Riuscirà nel suo intento, oppure ci troveremo di fronte soltanto a fuochi di paglia? E parlando di fuochi di paglia, riuscirà il Cannibale ad azzeccare quantomeno una critica interessante questa settimana? Ai posteri l'ardua sentenza.


"Lo sapevo che non dovevo lasciar guidare Ford!"
 
Lo sciacallo – The Nightcrawler


Cannibal dice: Come forse già saprete, Jake Gyllenhaal è uno dei paladini del mio blog.
Volete una proporzione?
Eccola.
Jake Gyllenhaal: Pensieri Cannibali = Sylvester Stallone: WhiteRussian.
Ne volete un'altra?
Buon Cinema: Pensieri Cannibali = Cattivo Cinema: WhiteRussian.
Formule matematiche a parte, questo The Nightcrawler potrebbe essere una bomba e il paladino Jake Gyllenhaal potrebbe offrire una delle interpretazioni più pazzesche della sua già pazzesca carriera. Alla faccia di quello sciacallo di Ford.
Ford dice: Gyllenhaal, nonostante il sopravvalutato Donnie Darko, non è mai riuscito davvero ad infastidirmi. Anzi, nel corso degli anni, da Brokeback Mountain a Prisoners, è stato in grado di regalare anche prove davvero niente male. A quanto si dice in giro, con questo Lo sciacallo pare essersi superato, ed onestamente sono piuttosto curioso di scoprire cosa potrebbe esserne uscito.
Un pò meno di quello che scriverà il mio rivale a proposito di questo e degli altri film, in uscita e non.

"Certo che Ford a fatto proprio un massacro, nella cameretta del Cucciolo Eroico!"

Clown


Cannibal dice: Nonostante nei cinema non arrivi un horror decente da millenn... volevo dire da mesi, c'è sempre una notevole curiosità intorno a questo genere. Per chi è cresciuto con l'incubo di It poi, quando c'è di mezzo un clown l'interesse sale ancora di più. Chissà allora che questo film, che non è diretto come la campagna marketing vorrebbe far credere ma soltanto prodotto da Eli Roth, non sia davvero spaventoso. Spaventoso quanto le opinioni di Ford.
Ford dice: considerata la quantità di schifezze che l'horror è riuscita a regalarmi negli ultimi mesi, penso lascerò a Peppa Kid la visione di quest'altra robetta, che con ogni probabilità provocherà una crisi da pannolino nel re dei pusillanimi della blogosfera.

"Hey Peppa, sono l'animatore della tua festa di compleanno da Mac!"
Due giorni, una notte


Cannibal dice: Dei super radical-chic fratelli Dardenne ho visto solo l'ultimo Il ragazzo con la bicicletta. Un esempio del loro cinema neorealista, e quindi molto neofordiano, che non hi fatto gridare al miracolo però nemmeno schifato. Il loro nuovo Due giorni, una notte mi intriga allora parecchio non tanto per i due registi, ma per la spesso fenomenale protagonista: Marion Cotillard. Due registi, una attrice. Un'attrice fenomenale. Due blogger, una recensione. Una sola recensione che varrà davvero la pena leggere. Quella cannibale.
Ford dice: i Dardenne, registi simbolo del radicalchicchismo, sono riusciti negli anni a regalare al pubblico - ed anche al sottoscritto - perle di bellezza straordinaria, storie estremamente reali di quelle che fanno impazzire i teenager ancorati solo ai "cancelli in aria" come il mio rivale. Le aspettative, dunque, per questa loro nuova fatica, sono discretamente alte. Speriamo non siano deluse.

"Da queste parti di Ford neanche l'ombra. Forse l'ho deluso al nostro ultimo appuntamento."

Frank



Cannibal dice: Ne avevamo già parlato un paio di settimane, poi è stato ritardato (no, ritardato questa volta non è un insulto nei confronti di Ford). Che senso ha spostare l'uscita di un film di un paio di weekend?
Un giorno i misteriosi omini che si nascondono dietro la distribuzione italiana, e senza manco usare una maschera come Frank, ce lo dovranno spiegare.
Ford dice: calando un velo pietoso sulla distribuzione italiana, posso sfruttare il ritardo nell'uscita di Frank per dichiarare di averlo visto. Fassbender mascherato riuscirà a provocare un nuovo strappo tra il Saloon e la casa delle bambole cannibale? Soltanto la recensione fordiana in arrivo lo rivelerà.

"Spargiamo nel deserto fuori Casale le ceneri di Peppa Kid, caduto sotto i colpi di Ford."
Words and Pictures


Cannibal dice: Romcom americana con un cast europeo capitanato da Clive Owen e Juliette Binoche su cui non avrei puntato due lire, anche perché le lire ormai le usa forse soltanto Ford, che non ha ancora avuto modo di prendere confidenza con l'euro. Dopo aver visto il trailer, devo però ammettere che la storia tra questi due professori burberi e controcorrente potrebbe rivelarsi una piacevolissima sorpresa. Un film da non sottovalutare che, grazie al personaggio di Clive Owen in apparenza piuttosto fordiano, potrebbe addirittura piacere pure al mio blogger rivale.
Ford dice: in questo periodo non sono troppo in vena di scommesse cinematografiche, considerato il tempo che scarseggia da dedicare alle visioni, eppure, non fosse altro che per solidarietà fordiana, un'occhiata a questo titolo potrei anche darla nel nome di Clive Owen, che non mi ha mai convinto del tutto ma che, in questo caso, pare aver tirato fuori un personaggio che potrebbe piacermi.
Il Cannibale, invece, continua a non piacermi neanche per sbaglio.

"Pronto, Ford? Ma era davvero necessario ridurre in quel modo il Cucciolo? In fondo era un pò la nostra mascotte!"
La scuola più bella del mondo


Cannibal dice: Non chiamatelo cinepanettone. Visto che esce a ridosso del Giorno del Ringraziamento, forse è meglio chiamarlo cinetacchino. Comunque sia, il nuovo film con Christian De Sica (che nonostante i filmacci continua a non starmi antipatico) e l'insopportabile Rocco Papaleo si preannuncia davvero pessimo. Se quelle inserite nel trailer sono le battute migliori dell'intera pellicola, a questo punto la produzione avrebbe fatto meglio a chiamare Ford come battutista...
Ford dice: la cosa più interessante da notare rispetto a questo film è data dal fatto che io e Peppa giudichiamo De Sica tutto sommato non antipatico e terrificante Papaleo. Per il resto, il nulla.

"Rosica, Papaleo! Ford e Cannibal mi sostengono!"
Il mio amico Nanuk


Cannibal dice: La storia dell'amicizia tra un bimbominkia e un animale. No, non è un film che racconta di me e di Ford. La nostra è semmai una storia di inimicizia. In questo caso si tratta invece della relazione (anche sessuale? chi lo sa?) tra un ragazzino e un orsetto. Nonostante l'ambientazione polare, scusate il francese, ma a me si sono già sciolte le palle!
Ford dice: onestamente, avrei preferito un documentario che raccontasse delle vicende di un ragazzino un po' troppo pusillanime e del suo bestiale compagno di viaggio, il Ford. Ma temo che ci si dovrà accontentare di questo.

Peppa Kid e Ford in uno dei rari momenti di tenerezza.

La foresta di ghiaccio


Cannibal dice: Thriller italiano in cui il regista Emir Kusturica figura come attore, dal trailer non sembra affatto malaccio. Un trailer italiano accattivante?
Incredibile, ma vero. A questo punto manca solo una recensione fordiana condivisibile dalla prima all'ultima parola e poi posso dire di averle viste tutte.
Ford dice: Considerato che con il Cinema italiano ormai sono ad un passo dal trovarmi nella stessa situazione dell'horror, nonostante qualcosa di interessante nel trailer, per il momento desisto.
Piuttosto, corro ad abbandonare il Cucciolo Eroico in una qualche foresta per la sua personale versione di Into the wild.

Ford in gita per il weekend. Peppa Kid è già volato di sotto.
Tre tocchi


Cannibal dice: Per un trailer italiano che promette bene, eccone subito uno che promette male. Molto male.
Meglio così. Cominciavo a preoccuparmi che il mondo avesse cominciato a girare al contrario. Un mondo in cui persino Ford potrebbe dire cose sensate...
Nah, un mondo così non avrebbe senso!
Ford dice: gli unici tre tocchi che in questo momento darei sono quelli delle bottigliate sulla testa del Cannibale. E anche su quelle degli autori di questa roba.

"Ciao Peppa, ci manda Ford. Siamo il tuo regalo di Natale."
Il leone di vetro


Cannibal dice: Film storico italiano o meglio veneto ambientato a fine '800. Dal trailer fa venire una fortissima voglia di andarsi a vedere una fiction Rai. Nonostante sia ambientato nel periodo in cui lui era giovane, potrebbe schifare persino Mr. James Ford. E ho detto tutto.
Ford dice: nonostante sia ambientato nel periodo della mia giovinezza, questa roba mi fa davvero accapponare la pelle. E ho detto tutto.

Tipico ricordo d'infanzia fordiana, un paio di secoli or sono.

domenica 10 novembre 2013

Killer elite

Regia: Gary McKendry
Origine: USA, Australia
Anno: 2011
Durata:
116'




La trama (con parole mie): Danny e Hunter sono due mercenari, sicari prezzolati specializzati in operazioni estreme abituati a lavorare coprendosi le spalle l'un l'altro in ogni parte del mondo. Quando nel corso di una missione Danny finisce per essere sul punto di spezzare una vita innocente, decide di ritirarsi in Australia dimenticando la precedente carriera: non troppo tempo dopo, l'uomo viene però richiamato all'azione da un potente sceicco che tiene prigioniero il suo ormai ex compagno Hunter in modo da usarlo come pedina di scambio per un lavoro ad altissimo rischio.
Danny ed il suo team, infatti, dovranno preoccuparsi di eliminare alcuni membri delle Forze speciali anglosassoni responsabili dell'uccisione dei figli dello stesso sceicco, portando come prova le loro ammissioni di colpa registrate.
Quando Spike, uomo di punta degli ex membri dei Servizi segreti della Regina, verrà a sapere del piano, tra lui e Danny avrà inizio una vera e propria battaglia.





Nell'ultimo periodo sta vivendo una sorta di seconda giovinezza, qui al Saloon, Jason Statham, l'unico, vero action hero del nuovo millennio in grado di raccogliere l'eredità pesantissima dei vari Stallone, Willis e Schwarzenegger: di recente, infatti, da Redemption a Safe, il ruvido attore inglese ha fatto bella mostra delle sue capacità lasciando tendenzialmente soddisfatti gli occupanti di casa Ford.
Ho dunque deciso di recuperare un titolo che lo vide protagonista ormai un paio di stagioni or sono accanto nientemeno che a Robert De Niro, accolto tiepidamente dalla critica e dagli appassionati del genere - troppo dozzinale per la prima, troppo poco fracassone per i secondi - eppure tosto quanto basta per intrattenere a dovere il sottoscritto grazie ad un'alternanza di momenti in bilico con l'intreccio da spy movie - i meno riusciti, a dire il vero - ed altri decisamente fisici in grado di mostrare alcune perle del repertorio stathamiano.
Le idee non sono certo nuove - nonostante il tutto sia tratto da un libro che racconta la vera storia di un agente delle Forze speciali anglosassoni -, l'incedere non sempre è sostenuto - tutt'altro - e alla fine si ha l'impressione di aver assistito ad un tentativo non completamente riuscito di realizzare un ibrido tra il titolo d'azione sfrenata e quello d'autore in stile Michael Mann, nonostante il risultato si avvicini più a cose meno riuscite come La talpa o il  recente Shadow dancer: proprio con quest'ultima, dimenticabile pellicola, Killer elite condivide uno dei nomi sul cartellone, un Clive Owen qui decisamente più in spolvero che nella più recente fatica firmata James Marsh.
In particolare, il confronto nell'ospedale tra quest'ultimo e Statham a suon di cazzotti - e non solo - funziona alla grande, almeno quanto l'interessante sequenza che porta all'uccisione dell'ultimo bersaglio finito nel mirino della squadra dell'inossidabile Jason, all'interno della quale ritroviamo, in versione gallese da combattimento, Dominic Purcell, che i cultori del piccolo schermo ricorderanno dai tempi di Prison break.
Sempre dal ricco bacino delle serie tv proviene Yvonne Strahovski, vista nelle ultime due stagioni di Dexter e prima ancora in Chuck, che finisce per ritagliarsi la piccola parte della fanciulla potenzialmente in pericolo nonchè unico punto debole del più che professionale protagonista.
Ma non è la storia d'amore a fare la parte del leone, bensì il confronto neppure troppo a distanza tra i due rivali Owen e Statham, esempio di determinazione cieca, palle d'acciaio ed una non banale riflessione sul concetto di Paese ed appartenenza così come sullo sfruttamento - sia esso economico o psicologico - della guerra come pretesto per combattere, sempre e comunque, fino alla fine e anche oltre.
In questo senso il climax finale - dove trova il suo degno spazio anche l'imbolsito De Niro - con la resa dei conti tra i due rivali e le loro ideologie assume una connotazione quasi drammatica e sicuramente molto intensa per quello che, di fatto, dovrebbe essere un più che standard film tutto esplosioni ed ammazzamenti.


MrFord


"My innocent victims are slaughtered with wrath and despise,
the mocking religion of hatred that burns in the night.
I have no one, I'm bound to destroy all this greed,
a voice inside me compelling to satisfy me."
Iron Maiden - "Killers" -


mercoledì 17 luglio 2013

Doppio gioco - Shadow dancer

Regia: James Marsh
Origine: Irlanda, UK
Anno: 2012
Durata: 101'





La trama (con parole mie): siamo all'inizio degli anni novanta, e Collette, membro dell'IRA come i suoi fratelli che vide morire proprio il più giovane di loro apparentemente per mano inglese nel cuore dei settanta, viene catturata dall'MI5 a seguito di un attentato che non ha avuto il coraggio di portare a compimento.
Una volta confrontatasi con Mac, agente dei servizi segreti britannici, la donna si convince a collaborare in modo da preservare la vita ed il futuro del figlio, imbarcandosi in una missione da informatrice che dovrebbe portare a smascherare i vertici più giovani e bellicosi dell'organizzazione, contrari all'accordo di cessate il fuoco che pare in procinto di essere siglato con gli stessi inglesi.
Il suo compito, però, sarà più difficile del previsto, e la donna dovrà sopportare attacchi provenienti dall'interno così come dall'esterno: Collette, infatti, non è l'unica talpa al soldo del nemico.





Evidentemente dev'essere il periodo dei film fondamentalmente mediocri: tolte, infatti, un paio di piacevoli sorprese come Spring breakers e The Lone Ranger, nell'ultimo mese abbondante le novità in sala si sono spesso e volentieri rivelate ben al di sotto delle aspettative, pur se non abbastanza agghiaccianti da stuzzicare bottigliate o recensioni particolarmente pungenti.
Non è da meno Shadow dancer - riproposto dai nostri distributori con l'agghiacciante e scontatissimo titolo Doppio gioco -, passato in numerosi Festival dello scorso anno e pubblicizzato neanche fosse una sorta di versione aggiornata di titoli decisamente più interessanti come Hunger o Bloody sunday: onestamente, ammetto che l'idea dell'ennesima pellicola fuori tempo massimo legata alla drammatica guerra che insanguinò Irlanda del Nord ed Inghilterra fino a neppure troppi anni or sono non mi stuzzicava per nulla, considerato che il tema è già stato più che sfruttato dalla settima arte e non rappresenta, allo stato attuale, un territorio particolarmente florido per un regista che abbia voglia di raccontare una storia di un certo impatto.
Se, a questo, si aggiungono un'atmosfera soporifera degna de La talpa dissipata soltanto da un finale interessante - ma un paio di minuti non compensano certo un'ora e mezza di visione - ed un approccio simile a quello che, di recente, mi ha visto bollare come assolutamente anonimo, dimenticabile e mediocre Blood, la frittata è fatta.
Certo, non parliamo di un titolo completamente da buttare, di quelli in grado di stuzzicare la furia e l'incazzatura o realizzati senza alcun criterio - del resto James Marsh, che dovrebbe dedicarsi solo ed esclusivamente al documentario, è autore di due chicche come Man on wire e Project Nim -, eppure a questo Shadow dancer manca il piglio giusto perfino nei momenti che dovrebbero in qualche modo far sobbalzare lo spettatore sulla poltrona a causa dell'insostenibile tensione, che si traduce al massimo in uno sguardo torvo dell'imbolsito Clive Owen o in un apparente momento di crisi della riluttante infiltrata reclutata dallo stesso.
Del resto, quando nel corso della prima mezzora di un film di novanta minuti o poco più non si conclude nulla se non un confronto inconcludente - ed anche in questo caso torna prepotentemente alla carica il dialogo decisamente più efficace che è il fulcro del succitato Hunger - tra i due protagonisti, il sospetto di trovarsi di fronte ad un fuoco di paglia comincia a concretizzarsi, e a poco servono il twist a proposito dell'identità della seconda talpa ed un finale tutto sommato cattivo ed inaspettato a risollevare le sorti di una pellicola nata, sviluppata e cresciuta nell'anonimato, neanche fosse una "gola profonda" al lavoro per non essere in alcun caso ed in nessun modo scoperta.
La cosa più interessante ed utile per non essere colti da attacchi di sonno nel corso della visione resta l'attenzione per le inquadrature di Marsh affiancata dal cast, senza dubbio eterogeneo: andiamo dalla vecchia conoscenza del piccolo schermo Gillian Anderson a Domnhall Gleeson, figlio del ben più noto Brendan, per finire con Aidan Gillen, noto agli appassionati di Game of thrones come Ditocorto.
Ma è certo poca cosa per un titolo che prometteva di essere uno degli esperimenti d'autore più interessanti dell'estate.


MrFord


"I don't know
I don't know which side I'm on
I don't know my right from left
or my right from wrong
say I'm a fool
you say I'm not for you
but if I'm a fool for you
oh, that's something
two hearts beat as one
two hearts beat as one."
U2 - "Two hearts beat as one" - 


giovedì 27 giugno 2013

Thursday's child


La trama (con parole mie): è iniziata l'estate - anche se si potrebbe dire scoppiata -, e con lei quelli che dovrebbero essere i mesi meno interessanti dal punto di vista delle uscite in sala, normalmente concentrate sui blockbusteroni da spiaggia che non su proposte davvero interessanti.
Il problema è che veniamo da una primavera pessima, e con una bella stagione ancor meno ispirata di fronte ho come l'impressione che arriveremo a settembre e ai giorni di Venezia con l'acqua alla gola: l'unica cosa buona è data dal fatto che, quando le aspettative sono molto basse, si potrebbe anche finire per essere sorpresi in positivo.
Quello che è certo, invece, è che io continuerò a dovermi sciroppare tutta la negativa influenza del mio rivale nonchè spalla nella conduzione di questa rubrica: Cannibal Kid.

Gli accaniti fan di Stoker assetati del sangue di Ford e Cannibal.
 
World War Z di Marc Forster


Il consiglio di Cannibal: meglio una bella Blog World War Z, fidatevi
World War Z è il filmone di richiamo della settimana. Già un buon successo negli USA, si prepara a risollevare il botteghino italiano dopo che da noi Supermerd non ha sfondato più di tanto.
Personalmente, un po’ come per L’uomo d’acciaio, punto sul fatto che possa rivelarsi un’altra delle blockbuster porcate dell’anno. Il regista Marc Forster è un mestierante che non mi ha mai convinto più di tanto, Brad Pitt a parte qualche ruolo qua e là (vedi Bastardi senza gloria) è dai tempi di Fight Club e L’esercito delle 12 scimmie che non mi entusiasma e già dal trailer questo film mi sembra una baracconata assurda che punta tutto sugli effetti speciali e sull’effetto “WOW!” del pubblico più sprovveduto e facilmente impressionabile. Come Ford.
Più che Brad Pitt contro gli zombie, sarebbe allora più divertente vedere Cannibal Kid contro uno zombie, il walking dad Ford, in una nuova Blog World War Z.
Il consiglio di Ford: la vera World War è la Blog War!
E' arrivata l'estate, e con lei i super blockbusteroni pronti ad attrarre stormi - o almeno così sperano i distributori - di studenti in piene vacanze estive e lavoratori in ferie.
Sinceramente, mi aspettavo decisamente di più da questo titolo, superpubblicizzato da mesi: il trailer non mi ha detto nulla, Marc Forster non mi ha mai detto quasi nulla, gli zombies ormai hanno stancato quasi più dei supermen e dei vampiri.
Insomma, le premesse non sono per nulla positive, dunque possiamo solo sperare che almeno lasci in disaccordo il sottoscritto e Peppa Kid, in modo da poter sopperire alla World War con una bella Blog War!

"Scappa, presto! Meglio che tu non veda il brutto muso di Peppa Kid!"
Doppio gioco - La verità si nasconde nell’ombra di James Marsh


Il consiglio di Cannibal: Ford dovrebbe nascondersi e basta
Clive Owen è uno di quegli attori che una decina d’anni fa, grazie a ottime interpretazioni in film come Closer, Sin City, Inside Man e I figli degli uomini, sembrava dovesse spaccare il mondo. Poi ha solo spaccato i maroni, manco si trattasse di Ford, con una serie di filmetti che manco Ford (forse) ha mai avuto la forza di guardare.
Adesso con questa storia di terrorismo irlandese potrebbe tornare sui livelli di un tempo?
Ne dubito, ma se non altro questo Doppio gioco potrebbe rivelarsi un thrillerino estivo decente. Sperando non sia un mattonazzo politicoso di quelli in cui sguazza il mio blogger rivale.
Il consiglio di Ford: la verità non si nasconde affatto, Peppa Kid è un pusillanime. lo sanno tutti.
Secondo film che potrebbe rivelarsi una visione d'intrattenimento puramente estiva e secondo film il cui trailer non mi ha ispirato per nulla.
Clive Owen, alle spalle i fasti di film in grado di mettere d'accordo perfino i due antagonisti per eccellenza della blogosfera come Inside man e I figli degli uomini, si è perso per strada, e questo nuovo tentativo non pare essere in grado di risollevare le sue sorti.
Per il momento lascio in stand by, chissà che un'eventuale recensione negativa di Cannibal non mi faccia cambiare idea!

"Merda, mi sa che siamo finiti dentro al solito pippone di Malick!"

Blood di Nick Murphy


Il consiglio di Cannibal: We want blood. Ford’s Blood.
Certo che quelli che si occupano di distribuire i film in Italia sono dei gran furboni. Ford, e dillo che tu sei uno di loro!
Lanciare due thriller britannici la stessa settimana non mi sembra una mossa brillantissima, considerando che non è che da noi arrivino tutti ‘sti thriller britannici. In più, con Doppio gioco questo film ha in comune il fatto di avere come protagonista un attore, in questo caso Paul Bettany, fino a qualche anno fa molto promettente e poi persosi per strada a girare pagliacciate come Legion e Priest.
Al di là di ciò, Blood promette abbastanza bene. Le cose in arrivo dal Regno Unito sono sempre ben accette dalle mia parti e quindi, in attesa di veder scorrere il blood di Ford in una futura Blog War, ecco che mi posso accontentare di vedere Blood il film.
Il consiglio di Ford: Sly chiede vendetta per il suo mancato festeggiamento. E Katniss Kid pagherà con il sangue.
Thriller che è stato spacciato come il nuovo Mystic river - che è spararla grossa almeno quanto affermare, nello stile del mio rivale, che la saga di Hunger games è interessante - e che, sostanzialmente, è un film di attori: oltre a Paul Bettany, altro perduto per strada come Clive Owen, infatti, troviamo un Brian Cox in forma strabiliante, la vicenda è interessante e le location d'impatto.
Eppure tutto è un pò troppo semplice, ed il risultato finale ha il sapore del compitino senza guizzi.
Una cosa che passa e va, insomma. Un po’ come le opinioni del Cannibale.
Recensione fordiana a brevissimo.

"Ma non avevi seppellito qui il Cucciolo Eroico?" "Ne ero sicuro: forse è riemerso come zombie ed ora sta dando la caccia a Ford."

La quinta stagione di Peter Brosens, Jessica Woodworth


Il consiglio di Cannibal: non so cosa sia la quinta stagione, ma se è una stagione senza Ford, ben venga
Film incognita della settimana. Potrebbe essere una delle sorprese più positive di una stagione estiva che non promette cose enormi, così come potrebbe anche essere una pellicola pretenziosa di quelle che Ford non vede l’ora di bollare come “radical-chic”.
Io però sono fiducioso e voglio scommettere su questo piccolo film in arrivo dal belgio, una pellicola catastrofista che, se non altro, si rivelerà molto più originale rispetto a World War Z. Anche se incasserà un miliardesimo del film con Brad Pitt.
Il consiglio di Ford: mi sa tanto che Peppa Kid non arriverà neppure alla seconda, di stagione!
Film belga che, nonostante riesca a stuzzicare la curiosità, non mi attira quasi per nulla, complice il rischio di una potenziale cannibalata di quelle che sarei costretto a bottigliare fino a disarticolarmi la spalla.
Dato che tengo al mio regime di allenamento quotidiano, dunque, per il momento desisterò, considerato che ho ancora qualche importante recupero da effettuare alle spalle.

Ford: "Chissà cosa ne pensano gli Slipknot!?" Cannibal: "Chissà cosa ne pensa Malick!?"

Madoka Magica - Il film di Yukihiro Miyamoto, Akiyuki Shinbo


Il consiglio di Cannibal: madoska che roba
Madoka Magica è un anime di grande successo, soprattutto in Giappone ma non solo, che ora approda anche su grande schermo. Io del cartone avevo visto solo il primo episodio e mi era sembrata una storia di streghette originale e con lampi improvvisi di genialità tipicamente nipponica. Non avevo poi avuto la voglia e la costanza di continuare a seguirlo, ma con un film vero e proprio potrei fare un tentativo.
Per Ford potrebbe essere una cosa troppo teen e innovativa, quindi è meglio che lasci perdere e torni ai suoi cartoni per bimbetti, come quello che mi vede protagonista: Peppa Kid.
Il consiglio di Ford: Cannibal Magika
Ed ecco il film dell'estate per quella groupie scatenata che ho per avversario: una pellicola ispirata ad una serie animata che in Giappone ha raccolto consensi soprattutto tra i teen che pare una di quelle cose talmente lontane dagli standard fordiani da indurmi a vederla solo per il gusto di divertirmi un po’ alle spalle di chi è pronto ad osannarne la presunta genialità, un po’ come Peppa Kid.
Potrebbe per questo diventare, in una settimana così poco appetibile, il titolo con l'hype maggiore.

Katniss Kid  - la prima a destra - insieme alle sue compagnucce di merende.

Amore carne di Pippo Delbono


Il consiglio di Cannibal: a morte carne
Ma come si fa a intitolare un film così?
Peggio che chiamare un blog WhiteRussian…
Al di là del titolo che non invoglia certo alla visione, il trailer è l’apoteosi del radical-chicchismo più estremo. Roba che persino io potrei strapparmi la carne dalla pelle vedendo il film completo. Posso quindi solo immaginare la reazione che potrebbe provocare al mio pessimo conduttore di rubrica.
La cosa originale del film comunque è che girato per lo più con uno smartphone…
E vabbè, allora a questo punto una pellicola potrebbe girarla persino Ford con il suo cellulare e provocare così la morte definitiva del cinema.
Il consiglio di Ford: se questa è la carne, preferisco il Blood!
Ho un moto di rabbia solo al pensiero del trailer di questo film.
Così forte da superare perfino quelli provocati dal mio fastidioso galoppino ed aiutante in questa rubrica.
Non consiglierei questa roba neppure a lui, figuratevi.

"Chissà se avrò mai la possibilità di riprendere il Cannibale!? Quello vive chiuso nella sua cameretta!"

Tra cinque minuti in scena di Laura Chiossone


Il consiglio di Cannibal: tra cinque minuti mi sono rotto di Ford, mi sa anche meno di cinque minuti
Filmetto italiano sulla realizzazione di un’opera teatrale.
Probabilmente, avrebbero dovuto impegnarsi di più a realilzzare un’opera cinematografica.
Il trailer però è funzionale. Mi ha fatto capire che io questo film non lo guarderò mai.
Anche WhiteRussian è funzionale. Ogni giorno mi fa capire come non voglio che il mio blog diventi, uahahah!
Il consiglio di Ford: tra cinque minuti, forse meno, il Cannibale sarà KO.
Non bastava un titolo radical chic italiano, questa settimana, hanno dovuto bissare per provocarmi, i nostri amici distributori. Si direbbe quasi che siano d'accordo con il Cucciolo Eroico, o con Kevin Spacey!
Se non altro, questo Tra cinque minuti pare essere un po’ più sopportabile di Amore carne, ma non basta perchè si possa anche solo pensare di concedergli anche cinque minuti di visione.

Una spettatrice al termine della visione dell'ultimo Malick.

Multiplex di Stefano Calvagna


Il consiglio di Cannibal: un film che spero di non trovare al multiplex
Altro film italiano della settimana (e non è ancora finita), altra schifezza sicura sicura.
Una pellicola che fin dal trailer trasuda amatorialità e pessima recitazione da tutti i pori.
Non so quali multiplex avranno il coraggio di proiettare una roba del genere, spero giusto quelli di Lodi, ma se proprio dovessero darlo dalle vostre parti, il consiglio è di cercare rifugio in un’altra sala.
Il consiglio di Ford: già di norma non frequento i multiplex, figuriamoci per vedere immondizia di questo tipo!
Caro Cannibal, è ufficiale.
Dovremo indire una War senza Blog contro i distributori italiani che portano in sala certa merda.

"Questo è più bruto di quel bruto di Ford!"

Salvo di Fabio Grassadonia, Antonio Piazza


Il consiglio di Cannibal: no, Ford non lo salvo e nemmeno questo film
Ed ecco il film italiano che ha vinto due premi alla Settimana della Critica all’ultimo Festival di Cannes. Un’opera prima che sembra promettente e diversa dalle solite italianate. Bene, bene.
Ci troviamo finalmente di fronte a una proposta italiana fresca e degna di nota?
Pare di sì.
Fino a che non ho sentito la canzone dei Modà con Emma Marrone come colonna sonora del trailer, manco fosse il nuovo film di Moccia, e lì qualche dubbio mi è venuto. Non è che a Cannes hanno preso un abbaglio come quelli che quotidianamente si prende l’autore del blog WhiteRussian?
Il consiglio di Ford: non siamo per niente salvi.
Ho visto qualche tempo fa - e non ricordo neppure perchè - il trailer di questo film, che già mi puzzava di marcio prima che arrivasse quella canzone.
Poi è arrivata, e non ho avuto dubbi.
D'ora in poi non concederò più tregua alle proposte italiane. Almeno fino a quando non comincerà ad arrivare in sala roba almeno vagamente decente.
Altrimenti preferisco farmi del male leggendo tutti i giorni Pensieri Cannibali.

"Cannibal, ti porto sempre nel cuore!"

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