Come se non bastasse, questo numero ventotto della manifestazione presentava una card da hype alle stelle, culminata con i tre incontri clou Undertaker vs HHH in un hell in a cell match, Cm Punk vs Chris Jericho per il WWE Title e John Cena vs The Rock.
Roba che non succedeva quasi da quando ero bambino, e alla mia prima Wrestlemania - la numero sei, per l'esattezza, nel 1990 - mi faceva quasi piangere di gioia al trionfo del mio favorito di allora, Ultimate Warrior.
Finalmente posso dire, dopo alcune edizioni decisamente minori - specialmente quella dello scorso anno -, di essermi goduto Wrestlemania come non accadeva da un sacco di tempo a questa parte, divertendomi dal primo all'ultimo minuto - certo, il match femminile è stato più interessante per la partecipazione di Julez, Sami e Ila, sentitesi chiamate in causa, che non per la qualità dello stesso - e regalando al sottoscritto, in compagnia del sempre mitico Bongio - protagonista assoluto del mio addio al celibato nonchè mio "fratello di wrestling" - un'infilata di "Wrestlemania moments" da urlo, come di consueto resi ancora più clamorosi da un robusto dosaggio di bourbon, necessario per ogni edizione di questo appuntamento imperdibile per ogni appassionato dello sport entertainment.
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| Sheamus festeggia la vittoria su Bryant. |
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| La chokeslam di Kane che vale la vittoria su Randy Orton. |
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| Il destro di Big Show che chiude la contesa. |
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| Beth Phoenix, una delle poche vere wrestler, in una delle sue consuete prove di forza. |
Wrestlemania cambia marcia e decolla assumendo una caratura leggendaria per lo scontro tra Undertaker e Triple H, due vere e proprie leggende che portano a termine (?) una saga cominciata ormai quattro anni fa con il primo dei due scontri tra il becchino e Shawn Michaels, che concluse la sua carriera nell'edizione numero ventisei dello Showcase of the immortals con un incontro ancora più incredibile del precedente, anticamera della sfida che, lo scorso anno, fu l'unico vero acuto dell'evento: il tentativo di Triple H di riuscire nell'impresa che il migliore amico Shawn non era stato in grado di portare a compimento.
Quest'anno si rincara la dose, con una stipulazione tosta come l'hell in a cell, e la presenza dello stesso Shawn Michaels nelle vesti di arbitro, indeciso se rimanere super partes, favorire il compagno di sempre o evitare che qualcuno riesca dove lui ha fallito.
Atmosfera d'altri tempi, incontro intensissimo sia dal punto di vista fisico che emotivo, un'escalation di emozioni tra le più incredibili degli ultimi dieci anni di wrestling: il tutto prima di una chiusura che è il ribaltamento del finale dello scorso anno - Undertaker vincitore ma, di fatto, dominato per la maggior parte dell'incontro dall'avversario -, con Triple H che, ormai allo stremo, viene finito dal becchino prima che le tre leggende di un'era ormai al tramonto si incamminino verso l'uscita abbracciate l'una all'altra, in barba ai personaggi che interpretano sul quadrato. Strepitoso.
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| Shawn Michaels, Triple H, Undertaker: un'era che finisce. |
Anche in questo caso niente di memorabile e un risultato non favorevole al mio pronostico, ma basta, come al solito, la presenza di Santino Marella per fare la differenza. Un break che ha dato respiro.
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| Il Cobra di Santino Marella: un must per il comedy wrestling. |
L'intera storyline si è giocata sull'appellativo di "best in the world", autoattribuitosi da Cm Punk dopo le imprese, per l'appunto, della scorsa estate: incontro clamorosamente tecnico, partito lentamente e decollato con un finale che è una lezione di tecnica almeno quanto lo storico Randy Savage vs Ricky Steamboat di Wrestlemania 4 o Kurt Angle vs Shawn Michaels a Wrestlemania 21.
I passaggi che hanno portato alla conclusione - e alla conferma di Cm Punk come campione - sono una gioia per ogni amante del wrestling, soprattutto per gli old school come il sottoscritto: una bomba.
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| Cm Punk è ancora il "best in the world". |
Atmosfera pazzesca, pubblico più che partecipe - The Rock giocava in casa, nella "sua" Miami -, anche in questo caso un crescendo che, seppur non all'altezza dei due incredibili big match che l'avevano preceduto, confeziona uno dei migliori main event della storia recente di Wrestlemania: forse un pò di overbooking in più non avrebbe guastato, eppure il risultato a sorpresa - la vittoria di The Rock - ed una conduzione ottima dei due protagonisti - entrambi lottatori più dotati di carisma che non di tecnica - ha portato alla riuscita quasi perfetta di uno dei dream match che il pubblico sognava da anni.
Un plauso, pur se da sconfitto, a Cena, che nonostante continui ad essere una calamita per l'odio degli appassionati hardcore in quanto emblema di un wrestling "pg rated" si conferma come uno dei professionisti più in gamba che questa disciplina abbia mai avuto.
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| Due generazioni a confronto: The Rock vs John Cena. |
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| Brock Lesnar torna a spese di Cena dopo anni lontano dalla WWE. |
Pare proprio, dunque, che vivremo un "Wrestlemania moment" lungo un anno.
MrFord
"I like crazy, foolish, stupid
party going wild, fist pumping
music, I might lose it
blast to the roof, that how we do'z it (do'z it do'z it)
I don't care the night, she don't care we like
almost dared the right five
ready to get live, ain't no surprize
take me so high, jump and dont stop
surfing no crowd."
Flo Rida - "Wild ones" -










