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giovedì 6 aprile 2017

Thursday's child



Altra settimana piuttosto sciapa all'orizzonte delle sale, e purtroppo sulla carta ben poco in grado di rinverdire i fasti della rivalità tra il sottoscritto ed il suo acerrimo nemico - quasi ex, oserei dire - Cannibal Kid, co-conduttore di questa rubrica.
Se non fosse per un paio di potenziali sorprese d'autore - tra le quali spicca il nome di Kaurismaki -, potrebbe essere addirittura definito uno dei weekend peggiori dell'anno in corso, per quanto riguarda la settima arte.
Possiamo solo sperare nel prossimo ed in un ritorno ai tempi d'oro delle Blog Wars.


"Cannibal e Ford? Ora che vanno d'accordo, li faccio fuori entrambi!"


Power Rangers

"Ford e Cannibal uniti!? Non è possibile, questo è un segno dell'apocalisse imminente!"

Cannibal dice: Mai stato un fan dei Power Rangers, nonostante avessero raggiunto la prima popolarità proprio quando io ero un fanciullo, mentre Ford era già un pensionato. Questa nuova versione stranamente però promette di essere teen a sufficienza per farmeli piacere. O quasi. Molto quasi.
Ford dice: i Power Rangers mi hanno sempre fatto cagare. Non penso che questo film possa risollevare le sorti del brand al Saloon.

 

Underworld – Blood Wars

"E ora che li ho fatti fuori, li faccio anche a fettine, giusto per essere sicura."

Cannibal dice: Una saga davvero pessima che non capisco come sia arrivata al quinto capitolo, considerando come, oltre che qualitativamente una ciofeca, non è che abbia mai nemmeno fatto registrare incassi strepitosi al botteghino. Un non-successo inspiegabile, proprio come quello di White Russian.
Ford dice: una saga terribile che, come i Power Rangers, mi ha sempre fatto cagare. Unica nota "positiva" è che probabilmente potrebbe essere una visione buona per la classifica del peggio dell'anno e per incazzarmi un po' ora che con Cannibal si va fin troppo d'accordo.

 

Il segreto

"Non dovevo accettare l'invito di Ford: non sapevo vivesse ancora senza corrente elettrica."




Cannibal dice: Film dell'irlandese e fordiano Jim Sheridan. Io lo potrei guardare giusto per la presenza di Rooney Mara, e questo non è un segreto.

Ford dice: Irlanda e Rooney Mara. Direi che per me si può guardare. E non penso sia un segreto.

 

I Puffi – Viaggio nella foresta segreta

"Fate attenzione a Ford e Cannibal! Quei due sono peggio di Gargamella e Birba!"

Cannibal dice: Dovendo proprio fare un revival delle cose infantili, questa settimana meglio puntare sui Power Rangers, piuttosto che sugli ormai spuffati Puffi.
Ford dice: dei Puffi ho vecchi e cari ricordi d'infanzia del cartone animato. La saga cinematografica, invece, va dritta a braccetto con i Power Rangers e Underworld.

 

Piccoli crimini coniugali

"Margherita, rilassati: forse quei due bloggers questa volta non ti detesteranno più di tanto."

Cannibal dice: Il ritorno alla regia di Alex Infascelli, regista potenzialmente molto cannibale di cui però non ho visto alcun lungometraggio, solo alcuni videoclip. Questo film potrebbe essere l'occasione buona per rimediare, nonostante i protagonisti Castellitto & Buy mi convincano solo in alcune circostanze.
Ford dice: sulla carta forse troppo indie per me, ma di recente Infascelli ha scalato le classifiche di gradimento di questo vecchio cowboy grazie a S is for Stanley, quindi potrei rivedere le mie posizioni e concedere una visione.

 

Ovunque tu sarai

"Siete tifosi della squadra di Cannibal?" "Scherzi? Io voglio vedere la mia squadra vincere!"

Cannibal dice: Commedia italo-spagnola on the road che, in una settimana di cinema non certo eccezionale, potrebbe anche rivelarsi con una certa facilità una delle visioni più piacevoli.
Ford dice: nonostante detesti guidare, i film on the road mi piacciono parecchio, di norma. Riuscirà questo, che sulla carta non mi pare eccezionale, a rendere una settimana apparentemente terribile quantomeno digeribile?

 

The Startup – Accendi il tuo futuro

"Ford e Cannibal d'accordo anche su Collateral Beauty? Dev'essere un virus!"

Cannibal dice: Film italiano che parla di ggiovani e nuove tecnologie?
Per quanto sembri una cannibalata, non interessa per niente a me, figuriamoci al mio blogger rivale.
Ford dice: film italiano di quelli che preferisco non avvicinare neppure. Un po' come facevo un tempo con quelli consigliati da Cannibal.


La parrucchiera

"Io volevo un robusto White Russian, e invece mi hanno portato la robetta annacquata che di solito piace a Cannibal. Che disdetta!"

Cannibal dice: Commedia pop napoletana?
Pare interessante quanto una playlist di cantanti neomelodici compilata da James Ford.
Ford dice: il parrucchiere lo vedo - malvolentieri - una volta ogni qualche anno. Questa parrucchiera la vedo - volentieri - anche mai.

 

La meccanica delle ombre

"Per favore, almeno tu: preparami un White Russian!"

Cannibal dice: Film francese dal cast internazionale in cui figura anche la nostra Alba Rohrwacher?
Potrebbe rivelarsi radical-chic quel che basta per far infuriare Ford, très bien!
Ford dice: francese, radical, con tanto di Rohrwacher. Che succede? Cannibal tenta di riaccendere la nostra rivalità?


Virgin Mountain

"E così Cannibal non sarebbe più in lotta con il mio amico Ford? Due cazzotti e rimetto tutto a posto!"

Cannibal dice: Dall'Islanda spesso viene fuori della musica interessante. E il suo cinema?
Da guardare già più con sospetto, come si fa con un film consigliato da Mr. Ford.
Ford dice: più che la cannibalesca Francia, direi che la decisamente più fordiana islanda potrebbe rappresentare l'alternativa "straniera" della settimana.


L'altro volto della speranza

"Non avevamo altra scelta che rifugiarci qui sotto: con Ford e Cannibal d'accordo, è evidente che il mondo sia sull'orlo del collasso!"

Cannibal dice: Oltre all'Islanda, anche un film dalla Finlandia. Cos'è, la settimana del cineclub nordico pseudo autoriale proposta da Ford?
Ford dice: e subito dietro l'Islanda, la Finlandia. Giusto per far tremare un po' quel freddoloso di Cannibal.

 

martedì 4 aprile 2017

S is for Stanley (Alex Infascelli, Italia, 2015, 78')




Con ogni probabilità, e nonostante riconosca Maestri e geni assoluti del Cinema che nel corso degli ultimi due secoli hanno fatto la fortuna di questa meravigliosa forma d'arte, dovessi indicare un nome che possa rappresentarla in toto, non avrei dubbi: Stanley Kubrick.
Un regista - ma non solo - maniacale, ossessivo, dalla personalità complessa, certo non prolifico, scomparso senza dubbio troppo presto, che è stato in grado di regalare al pubblico - grande o piccolo che fosse - cult indimenticabili e Capolavori assoluti.
Da queste parti, ed è una cosa rara per un Maestro, Kubrick si è dovuto in un certo senso guadagnare questo status assoluto: il mio rapporto con lui, infatti, è stato inizialmente di studio, conflittuale, tanto da giungere ad un'epifania soltanto con la terza visione - se non ricordo male - di Arancia meccanica, che grazie ad una scena in particolare - l'aggressione in musica di Alex ai suoi Drughi - non solo ridefinì il mio rapporto con questo Mito, ma anche quello con il Cinema tutto.
Da quell'istante ebbero origine la venerazione per Orizzonti di gloria, Barry Lyndon, Full Metal Jacket, Eyes Wide Shut e 2001, solo per citarne una parte: dalle nottate con mio fratello ed Emiliano alle chiacchierate con colleghi, bloggers ed amici fino alla recente esperienza vissuta con Dembo nel rivedere in sala la versione 70mm dell'Odissea, per l'appunto, il vaso di Pandora del mio personale Cinema può considerarsi aperto proprio in quel momento, da questo autore.
Quello che, penso, ogni appassionato della settima arte avrebbe voluto conoscere, seguire, spalleggiare come fosse il più fedele dei collaboratori ed il più intimo degli amici.
Quello che ha un nome, un cognome ed una storia senza dubbio da film: Emilio D'Alessandro.
Emigrato in Inghilterra e coltivati sogni di gloria da pilota, quest'uomo venuto dalla provincia italiana più profonda degli anni dell'Italia di Fellini giunse a ricoprire il ruolo di factotum e quasi involontario consigliere, confessore e confidente di Kubrick, regista solitario e spesso inavvicinabile, in grado di fare uscire di senno i suoi attori e di rappresentare una scheggia impazzita all'interno dell'industria cinematografica soprattutto hollywoodiana - che non lo riconobbe mai quanto avrebbe dovuto -.
Un nome che, dopo questo documentario splendido e toccante firmato da Alex Infascelli, probabilmente diverrà il più invidiato da molti cinefili o aspiranti registi che avrebbero dato tutto - e lo darebbero oggi, subito - per avere l'opportunità che ha avuto lui.
Ma S is for Stanley è anche e soprattutto una meravigliosa storia di amicizia, che passa dagli occhi perennemente lucidi del signor D'Alessandro ai racconti dei dietro le quinte di alcuni dei più grandi film realizzati negli ultimi cinquant'anni: Emilio non è un cinefilo, uno che farebbe carte false per andare a ricoprire un incarico scomodo e stressante per inclinazioni da lecchinaggio o manie di protagonismo cinematografico da sfogare, bensì un uomo tutto d'un pezzo, d'altri tempi, che per la mia generazione potrebbe rappresentare un nonno di quelli un pò burberi ed antichi, ma sinceri e di cuore, che finiscono per mancare ai nipoti una volta terminato il loro viaggio, continuando a farlo per tutta la loro vita.
Se la memoria non m'inganna, dovrei aver visto almeno tre volte ogni film di Kubrick - che si moltiplicano e non di poco nel caso dei miei favoriti - fatta eccezione per il lungometraggio d'esordio Fear and desire, ancora fermo ad un solo passaggio, ed ancora oggi non smetto di meravigliarmi di fronte al genio di questo incredibile Autore: ma poco importa, almeno in questa sede.
Perchè S is for Stanley è una dichiarazione d'amore che solo un amico potrebbe fare.
Non un cinefilo, non un critico, non un fan che morirebbe per una stanza di cimeli come quella del signor D'Alessandro.
Una dichiarazione come quella che chiude l'aneddoto oltre i titoli di coda di questo piccolo, grande documentario firmato dal nostrano Alex Infascelli, quando Emilio, di fronte a Stanley in persona, dichiara che il suo preferito tra i tanti Capolavori del Maestro è Spartacus, film sottovalutato forse perfino dall'Autore in persona, che al parere dell'amico - perchè non si può definire che in questo modo - rispose semplicemente: "Per me non è un granchè".
E intanto, generazioni e generazioni di critici, registi o aspiranti tali, appassionati e chi più ne ha, più ne metta, ancora una volta sarebbero disposti a tutto, perfino per quel "non è un granchè".
Quel "non è un granchè" che va oltre il genio.
Ed abbraccia, commosso, l'Uomo.




MrFord




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