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venerdì 12 ottobre 2012

Atto di forza

Regia: Len Wiseman
Origine: USA/Canada
Anno: 2012
Durata: 118'




La trama (con parole mie): in un prossimo futuro, la Terra devastata dalle guerre atomiche affronta i problemi di sovrappopolazione grazie ad una complessa struttura a livelli che mantiene attivo il collegamento tra l'ex Europa - ora Britannia - e l'Australia - denominata Colonia -.
Douglas Quaid, un operaio sposato ed apparentemente felice, comincia ad essere turbato da incubi che lo vedono battersi per la salvezza sua, del mondo e di una donna misteriosa, e decide di rivolgersi alla Rekall - agenzia che fornisce ricordi fasulli - per cercare di distrarsi dai suoi sonni agitati.
Ma proprio quando l'intervento sulla sua mente sta per iniziare, la polizia irrompe nell'agenzia ed inizia una vera e propria caccia all'uomo che vede protagonista proprio Quaid, ex agente segreto passato alla Resistenza catturato poche settimane prima e riprogrammato secondo i dettami di Cohaagen, bieco politico intento ad organizzare un'invasione robotica della Colonia.
Riuscirà Quaid/Hauser a sopravvivere e salvare la Terra? E soprattutto, sarà vero quello che sta accadendo, o frutto dell'operato della Rekall?





E' sempre una faccenda tosta, per un regista, confrontarsi con un cult del passato.
L'ispirazione rispetto ad alcuni titoli che hanno fatto la storia di uno o più generi comporta sempre il rischio di scomodi paragoni, che aumenta esponenzialmente in caso di remake.
Tendenzialmente, non sono troppo favorevole all'idea dei rifacimenti di pellicole che hanno segnato la mia vita di spettatore - provate a pensare a cosa significherebbe assistere ad operazioni di questo tipo rispetto a titoli quali Arancia meccanica, I guerrieri della notte o Pulp fiction, giusto per citare alcuni cult inossidabili di intere generazioni -, e confesso che quando venni a sapere dell'intenzione di produrre una nuova versione del mitico Atto di forza fui più che scettico a riguardo.
E devo ammettere che, passati i primi dieci minuti, l'impressione che si stesse preparando una vera e propria tempesta di bottigliate cominciava ad assumere le proporzioni di una certezza: niente Marte, atmosfere cupe in stile Blade runner, un taglio da dark sci-fi lontano dai colori sparati e dal look decisamente fumettoso dell'opera di Verhoeven. 
E soprattutto, ironia zero.
Quello che era, dunque, uno dei punti di forza maggiori del film originale, si ritrovava sostituito da una componente riflessiva o pseudo tale da non lasciar presagire proprio nulla di buono per Colin Farrell e soci, intenti a concentrarsi sulla parte più politica ed action di un film che pareva già prendersi troppo sul serio. 
Fortunatamente, due fattori sono intervenuti salvando in corner tutta la baracca neanche fossero uno degli Schwarzy dei tempi migliori: l'idea che guardare questo Atto di forza come fosse l'originale - o comunque pensando a Verhoeven e al suo lavoro - non avrebbe giovato ed il mestiere sicuramente notevole del giovane Len Wiseman, che non aveva sfigurato neppure nel confronto con un altro mito di un paio di decenni fa portando sugli schermi l'ultimo e discreto Die hard: vivere o morire.
Così, osservando le peripezie di Quaid/Hauser in un mondo oscuro e ribollente, grigio ed opaco - per certi versi, le ambientazioni mi hanno riportato alla mente anche l'ottimo I figli degli uomini - e facendomi trascinare dalla spirale di violenza e scontri a fuoco in grado di ricordare più i Bourne e Minority report che non l'estetica kitsch ed una satira sociale spiccata di fondo, devo ammettere di essermi goduto anche questo film nonostante l'insolito piattume del protagonista - Farrell pare coinvolto nell'operazione più o meno quanto il sottoscritto rispetto ad un qualsiasi consiglio del Cannibale -, letteralmente spazzato via dal punto di vista della presenza scenica da un Bryan Cranston sempre in spolvero nel ruolo di Cohaagen e dal duello che occupa buona parte del crescendo della storia tra Kate Beckinsale nel ruolo della fittizia moglie di Quaid e Jessica Biel, amante di Hauser.
Nella lotta tra le due donne - e tra le due realtà del protagonista - si intravedono un'idea davvero interessante ed un piglio coinvolgente da parte del regista, che con ogni probabilità si è divertito come un matto amplificando quella che, nella versione originale, era una sottotrama risolta come tale - seppur con ottimo stile -: l'ordine a tutti i costi - e la sete di controllo - di Lori contro l'improvvisazione di stampo distruttivo di Melina, il passato da agente segreto ed il presente da rivoluzionario, lo status quo e l'incertezza, una vita felice ed una completamente caotica, il Potere e la Resistenza.
Osservando meglio, pare quasi che tutta questa fantascienza fatta di viaggi attraverso la Terra, tecnologie avanzatissime e ricordi impiantati - reali o meno che siano - si risolva dietro a tensioni presenti nell'Uomo dall'alba dei tempi, e sempre molto più semplici, animali e dirette di quanto non possano apparire.
Da questo punto di vista, il confronto tra Hauser e Cohaagen - nello script non sempre ben delineato - appare come un pretesto per il protagonista di scegliere un aspetto altrettanto importante della sua vita: la compagna che ne definirà, in qualche modo, il futuro.
Se, poi, tutto questo lo porterà anche a salvare il mondo, sarà decisamente grasso che cola: in fondo alla Rekall vendono pacchetti che possano realizzare i nostri sogni proibiti.
E quale bambino - e non solo - non ha mai accarezzato l'idea di diventare un agente segreto sempre in lotta per la vita e per il mondo?
L'importante è che, al risveglio, al nostro fianco ci sia la donna giusta.


MrFord


"You're a heartbreaker
dream maker, a love taker
don't you mess around with me
you're a heartbreaker
dream maker, a love taker
don't you mess around, no no no."
Pat Benatar - "Heartbreaker" -



giovedì 11 ottobre 2012

Last friday night on thursday

La trama (con parole mie): ebbene no, cari lettori, non avete passato le ultime ventiquattro ore prede di un hangover con tanto di blackout selvaggio da ricostruire con una spedizione in stile Una notte da leoni. La rubrica che vede i consigli a proposito dei film in uscita in sala firmata dal sottoscritto e da quell'individuo poco raccomandabile del Cannibale si adegua alle modifiche volute dai distributori e dunque da questa settimana passa al giovedì.
A parte questo e qualche cambio all'impaginazione orchestrato dal mio antagonista, comunque, le cose non saranno molto diverse: i film italiani saranno come sempre meno interessanti delle proposte oltreconfine, le didascalie del Cucciolo più brillanti delle mie, le opinioni cinematografiche illuminate tutte firmate dal sottoscritto.

"Dannazione! Il Cannibale ha cambiato perfino giorno alla rubrica pur di non venire a fare un aperitivo con me!"
Iron Sky - Saranno nazi vostri di Timo Vuorensola


Il consiglio di Cannibal: saranno nazi di Ford
Pellicola finlandese autofinanziata grazie anche al web e che proprio sul web è stata pompata in maniera spropositata. Per essere un film di fantascienza (relativamente) low-budget il tentativo è apprezzabile, ma nonostante le, credo e spero markettare, lodi spese in rete, il risultato è parecchio modesto.
Come commedia, si ride pochissimo. Come satira politica è davvero debole. E come film di fantascienza è una robina trascurabile.
Un film recensito qui http://pensiericannibali.blogspot.it/2012/06/nazi-side-of-moon.html fondamentalmente innocuo. Come il sempre più mollaccione Ford degli ultimi tempi, al cui confronto persino il sottoscritto Cucciolo Eroico è ormai più temibile di un nazi. E ho detto tutto.
Il consiglio di Ford: meglio farsi i nazi propri, che quelli del Cannibale!
Un film che non è ancora giunto sugli schermi di casa Ford ma che fin dal tam tam in rete mi è parso decisamente trascurabile, e che dunque credo continuerà a prendere polvere ancora per un pò prima di fare capolino al Saloon. Del resto, in questa prima settimana caratterizzata dal cambio di giorno i titoli importanti sono ben altri. Lascio dunque a quello zombie inebetito dai weekend a base di birra la
gloria della recensione. Altrimenti come se lo alimenta più, quell'ego massacrato dalle vittorie del sottoscritto nelle Blog Wars!?!?

"Non sarà stato Ford a consigliarti questa robaccia!?" "No, è stato il Cucciolo eroico. La prossima volta ricordami di non fidarmi delle sue dritte sull'alcool. Sono quasi peggio di quelle cinematografiche!"
Killer Joe di William Friedkin


Il consiglio di Cannibal: Killer Cannibal is coming for you, Ford!
Noto per L’esorcista, William Friedkin è uno di quei registi vecchia scuola che faranno bagnare Ford, ma di cui io non ho mai approfondito troppo la conoscenza. Chissà che non capiti l’occasione ora, con questo promettente Killer Joe.
C’è un cast di ottimo livello, con Emile Hirsch, Gina Gershon, Juno Temple e un Matthew McCounaghey in spolvero dopo la sorprendente interpretazione in Magic Mike. Sembra più una fordianata, ma una volta tanto potrebbe essere una fordianata in grado di soddisfare anche me.
Vedremo se sarà una visione killer, oppure se ci sarà da mandare un killer per prendersi amichevole cura dell’esorcizzato Friedkin e pure del non ancora esorcizzato (purtroppo per noi) Fordkin.
Il consiglio di Ford: vivere e morire a Ford Angeles.
William Friedkin è un regista di quelli da leccarsi i baffi: cazzutissimo e scorretto, negli anni ha imparato a sbattersene delle majors e produrre molto anche low budget pur di spingere la sua idea di Cinema.
Che, poi, con titoli come L'esorcista, Vivere e morire a Los Angeles e Il braccio violento della legge potrebbe bastare. Comunque, il ritorno in grande stile avviene con questo film che pare sia molto, molto tarantiniano, e che pare abbia rischiato addirittura di vincere Venezia 2011.
Il mio hype in merito è alle stelle, e sono sicuro che in mano mi esploderà uno dei titoli più importanti dell'anno.

"Kid, ora che ti ho gonfiato di botte per bene occorrerà che inizi a darti anche qualche lezione di stile. Conciato così non ti si può guardare."
Total Recall - Atto di forza di Len Wiseman


Il consiglio di Cannibal: atto di fede, più che di forza
Il Total Recall originale, quello del 1990 di Paul Verhoeven, è un gran film. Non avete sbagliato, state leggendo la parte cannibale del commento. Per me è infatti probabilmente il miglior film con Schwarzy, diciamo pure uno dei pochi decenti della sua carriera. Una delle pellicole che più mi sono rimaste impresse della mia infanzia, prima adolescenza, oggi sottoposta a un non richiesto remake, visto che l’originale resta ancora piuttosto attuale. Questa nuova versione, nonostante Colin Farrell sia un attore di gran lunga migliore dell’ex governatore della California, mi puzza di possibile fregatura. Per curiosità, temo gli concederò una visione. Le speranze che sia decente richiedono però un atto di fede.
L’atto di forza, quello invece lo tengo in serbo per le ossa del Ford!
Il consiglio di Ford: per sfracellare il Cannibale a bottigliate non ho bisogno di forza, ma solo di un semplice atto!
Quando venni a sapere che uno dei film migliori – cinematograficamente parlando - del buon Schwarzy avrebbe avuto un remake, rimasi annichilito quasi quanto mi accade leggendo le recensioni del mio
rivale. Fortunatamente l'allenamento cui quotidianamente mi sottopongo grazie alle stesse mi ha permesso di superare i pregiudizi e convincermi a dare una chance al lavoro di Wiseman: certo, occorre guardarlo senza pensare al lavoro di Verhoeven, ed il punto di vista è completamente ribaltato, ma la lotta che vede le due protagoniste femminili, Bryan Cranston ed uno scenario che incrocia Minority report a Blade runner,
alla fine, me l'hanno anche fatto piaciucchiare.
Recensione a brevissimo.

"Puoi anche farmi saltare le cervella, ma con il tuo amico Cannibal non ci esco!"
On the Road di Walter Salles


Il consiglio di Cannibal: meglio di un viaggio on the road con Ford, però…
Jack Kerouac per la Twilight generation? Questa è la prima cosa che potrebbe venire in mente pensando al romanzo cult riletto in una trasposizione cinematografica con Kristen Stewart, la Bella Swan della saga vampiresca. La seconda impressione, quella regalata dal trailer, è che sembri più una versione patinata e alquanto retorica. In ogni caso, un’operazione ad altissimo rischio. A toccare certi libri si rischia solo di fare dei gran danni. Così come a toccare quel bruto di Ford.
Spero di sbagliarmi, sul film non su Ford, magari ne è venuta fuori una cosa decente, però non ci scommeterei troppo.
E, prima che me lo chiedi: no, Ford, non lo faccio un viaggio on the road con te. Anche perché ad affidarsi alla tua guida bisogna essere più fuori di chi ha scelto la Stewart per codesto film. E poi perché tanto tra poco sarai così sommerso dai pannolini (e non solo da quelli) che alle avventure on the road ormai puoi dire ciao ciao! Ford, per te la Fiesta è finita ahaha.
Il consiglio di Ford: un viaggio on the road con un cowboy sarà sempre troppo per il Cucciolo Eroico!
Personalmente, ho sempre avuto una certa simpatia per Walter Salles: Central do Brasil e I diari della motocicletta funzionano e continuano a piacermi anche a distanza di anni e visioni, con quel giusto mix di
onestà e retorica che fa tanto bene al cuore. Ora il regista brasiliano torna alla carica con un altro road movie tratto da uno dei libri cult di intere generazioni, che potrebbe rivelarsi una sorpresa quanto una clamorosa delusione. In ogni caso, una visione ci starà tutta.
E se le cose non funzioneranno a dovere, per sfogarmi potrei sempre recarmi a Casale, chiudere il Cannibale nel mio bagagliaio con da bere soltanto l'acqua per lavare i vetri e lanciarmi in un distensivo on
the road verso Capo Nord.

"Non ti lascio più guidare, Ford! Ci hai portati in un altro dei tuoi postacci in culo al mondo da vecchio cowboy!"
ParaNorman di Chris Butler


Il consiglio di Cannibal: per chi non ha paura del ParaFordan
Per una volta, una pellicola d’animazione che non mi sembra la solita ruffianata Disney o la solita bambinata fordiana.
Tra fantasmi, zombie e piccoli cuccioli eroici, non sarà una visione paranormal, ma se non altro appare come una visione carina e piacevole.
E poi, meglio ParaNorman che quel ParaCullen di Ford uahahah!
Il consiglio di Ford: il Cucciolo eroico sarà Paranormal o Paranoid?
Un film d'animazione che promette bene dopo le settimane decisamente sottotono offerte da Madagascar e L'era glaciale, e che potrebbe essere il vero rivale ai prossimi Academy per l'ottimo Brave made in
Pixar. Addirittura, soprattutto considerato il genere, potrebbe riuscire perfino a mettere d'accordo i due antagonisti più feroci della blogosfera: il che, a conti fatti, è già un successo. Dunque, anche in questo caso, una visione ci vorrà tutta.

"Ommmiodddio! In quella macchina c'è il Cannibale, e la sta guidando Ford!"
Taken 2 - La vendetta di Olivier Megaton


Il consiglio di Cannibal: il cinema chiede vendetta!
Nooo! Pure una porcheria immane come Taken, uscito in Italia con il titolo Io vi troverò, ha avuto un seguito? E negli USA sta pure avendo un gran successo? Il mondo sta davvero cadendo nelle tenebre.
Il primo era un film d’azione risibile, con un Liam Neeson a suo agio come action hero quanto un elefante in un negozio di cristalli. Una porcheria giustizialista della peggior specie, di cui a breve arriverà il mio post. Quanto al seguito, rischia di essere ancora peggio. Ma sarà davvero un’impresa non da poco.
Se questo è grande cinema d’azione, per una volta lancio un grido di proporzioni fordiane: a ridatece Stallone!
Il consiglio di Ford: io mi rifiuto di trovarlo.
Sequel di un film agghiacciante che qui al Saloon ho già ampiamente massacrato - http://whiterussiancinema.blogspot.it/2012/01/io-vi-trovero.html-, privo dell'ironia degli action pane e salame che piacciono a me e reso ancora peggiore da un Liam Neeson per nulla in parte.
Già dal trailer pare una porcata di proporzioni assurde, dunque cercherò con tutte le mie forze di risparmiarmelo, e non lo auguro neppure a quel cattivo soggetto del mio rivale. Meglio tornare agli anni ottanta, quando imperavano i veri cult si Sly, Schwarzy, JCVD e Bruce Willis!

"Cucciolo, Ford, avete parlato male dei miei due film: questa è la fine che farete!"
Tutti i santi giorni di Paolo Virzì


Il consiglio di Cannibal: tutti i santi fordi
Tutti i santi giorni mi devo sorbire (almeno) un nuovo post quotidiano di Ford e tutti i santi giorni mi chiedo cosa abbia fatto di male per meritarmi tanto. Non lo so, cari lettori. Forse ho preso per il cullen qualche volta di troppo i protagonisti della saga di Twilight e le Twi-hards (tra cui la Twi-hard numero 1 Ford) mi hanno fatto una macumba contro. In ogni caso, Paolo Virzì arriva da ben due film su due che mi sono piaciuti parecchio: Tutta la vita davanti e La prima cosa bella. Cosa che non posso dire di molti altri registi italiani, giusto dell’altro Paolo del cinema italiano, Sorrentino.
Il trailer di questo Tutti i santi giorni mi ha fatto però scendere di parecchio l’entusiasmo e, anzi, non promette niente di buono. A volte le prime impressioni si rivelano erronee. Sarà questo il caso? Di certo non è quanto successo con WhiteRussian: fin dalla prima volta che ci sono finito dentro per sbaglio, ho subito capito che c’era qualcosa di malvagio e di profondamente sbagliato in quel blog…
Il consiglio di Ford: tutti i santi giorni mi alzo, e spero che, per una volta, il Cannibale non abbia pubblicato nulla. E puntualmente scopro, invece, che continua a tornare.
Virzì mi è sempre piaciuto, mi pare un tipo in grado di unire il pane e salame al tocco autoriale, il Cinema popolare e le ambizioni da Festival tutte in un unica pellicola. La prima cosa bella mi era piaciuto davvero molto, e da tempo aspettavo il ritorno del buon Paolo sul grande schermo: eppure c'è qualcosa che non mi convince affatto, di questa roba che mi pare un po’ troppo Ligabue-style per impressionarmi. Speriamo di essere smentiti. Non vorrei ritrovarmi di colpo a fare lo snob come il mio ben poco illustre collega.

"Recitiamo una bella preghiera affinchè il Cannibale non ci consigli più nessun film!"

venerdì 1 giugno 2012

Die hard - Vivere o morire

Regia: Len Wiseman
Origine: Usa
Anno: 2007
Durata: 128'



La trama (con parole mie):  John McClane, tornato definitivamente a New York dopo la separazione dalla moglie, alterna gli incarichi in polizia con il controllo della figlia adolescente appena sbarcata al college. Quando gli viene ordinato di rintracciare un giovane hacker coinvolto a sua insaputa in un intrigo orchestrato da un ex dipendente del Governo deciso a vendicarsi il poliziotto per eccellenza degli action movies si trova al centro di una lotta per la sopravvivenza - sua e del ragazzo - che lo porterà a scontrarsi ancora una volta con un apparente terrorista deciso, invece, a cercare la sua rivalsa colpendo gli Usa dove fa più male: nel portafoglio.
Il tutto cercando di portare a casa la pelle ed evitare che la figlia finisca coinvolta nella lotta, o peggio, in una storia con il suo involontario protetto Matt Farrell.




Quando, non troppo tempo fa, ho affrontato la saga dedicata a Rambo, tornando ad apprezzare uno degli action heroes più importanti della storia del genere e sdoganando, di fatto, il suo valore soprattutto a livello di intrattenimento, non pensavo che mi sarei trovato così presto nella stessa situazione: e invece, il buon vecchio John McClane - e Bruce Willis, che presta al poliziotto volto, cuore ed una robusta dose di palle - e la quadrilogia di Die hard sono riusciti in un'impresa che, francamente, non pensavo sarebbe stata possibile.
Così come per l'icona - o almeno una delle icone - della filmografia di Sly, anche in questo caso occorre da subito affermare il valore assoluto del primo episodio rispetto ai successivi, eppure, osservando il complesso dei quattro film, va riconosciuto alle avventure di McClane un livello qualitativo che mediamente risulta molto alto anche negli episodi meno riusciti, complici effetti sempre all'altezza, un ritmo invidiabile ed una mai doma autoironia che si propaga dal protagonista a tutti gli aspetti delle pellicole stesse.
Anche quest'ultimo - almeno per il momento - episodio della serie, decisamente troppo sottovalutato dalla critica e da una parte dei fan hardcore dei precedenti, mostra una brillantezza non comune nelle produzioni action made in Usa, e senza far apparire ridicolo un non più di primo pelo Bruce Willis mette in campo situazioni al limite della fantascienza con lo stesso spirito di alcuni supercult come True lies, regalando momenti magici agli appassionati ma riservandosi di sorprendere qualunque spettatore non mostri pregiudizi rispetto a qualche sana esplosione come si deve.
In questo senso, si potrebbe azzardare addirittura una sorta di metafora associando all'audience il personaggio di Matt Farrell, giovane hacker d'improvviso proiettato nel mondo tutto machismo, battute a raffica e proiettili di McClane, neanche fosse stato costretto ad imbarcarsi in una corsa all'ultimo respiro su una montagna russa costruita su misura sulla mascella d'acciaio del suo durissimo eroe, senza dubbio uno dei simboli più importanti del panorama delle tamarrate degli ultimi vent'anni - e più -.
Len Wiseman certo non sarà John McTiernan, eppure mostra muscoli inaspettati per il regista di schifezze come Underworld, e lascia ben sperare per il remake di Atto di forza, ormai in fase di post produzione, senza contare un valore aggiunto per ogni fordiano che si rispetti: la presenza di Kevin Smith nel ruolo di nerdissimo hacker pronto a "correre" in aiuto di McClane e Farrell.
Tutto il resto è pane per i denti di ogni fan del genere e della serie, dal complicato piano che prevede la consueta rapina mascherata da attacco terroristico ai siparietti che il vecchio John regala a prescindere da chi si trovi di fronte, dai criminali pronti a fargli la pelle alla figlia mossa dal desiderio d'indipendenza - eppure clamorosamente simile al padre -, contando sull'ottima spalla fornita da Justin Long/Matt Farrell.
Ma è inutile girarci intorno: Die hard è una serie con i controcazzi, e guai a voi se non mettete da parte ambizioni autoriali e puzza sotto il naso rispetto all'action per spararvela tutta d'un fiato accompagnandola a patatine, birrone gelato e rigoroso ed obbligatorio rutto libero.
Non ve ne pentirete.


MrFord


"Some folks are born made to wave the flag
ooh, they're red, white and blue
and when the band plays "Hail to the chief"
ooh, they point the cannon at you, Lord
it ain't me, it ain't me, I ain't no senator's son, son
it ain't me, it ain't me; I ain't no fortunate one, no."
Creedence Clearwater Revival - "Fortunate son" -



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