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lunedì 22 ottobre 2018

White Russian's Bulletin

 


Seconda settimana di Bulletin e clamorosa battuta d'arresto nelle visioni, che registra il drastico cambio di registodi questa fase della mia vita, in cui complici la desolazione della blogosfera, le uscite non troppo stimolanti, la mole di lavoro, gli impegni con i Fordini e la Famiglia e quelli con la palestra penso abbiano contribuito ad uno dei periodi con meno film all'attivo della mia vita.
Come tutte le cose, anche il Cinema ha i suoi momenti, dunque accetto e prendo come viene, per dirla in stile Drugo - che, comunque, è stato protagonista dell'ennesima visione de Il grande Lebowski in compagnia di un collega che ha già superato lo status di collega e che ha avuto il suo "battesimo del fuoco" da White Russian proprio questa settimana -: e finchè è così, la vivrò così.

MrFord


A STAR IS BORN (Bradley Cooper, USA, 2018, 136')

  A Star Is Born Poster

I remake sono sempre roba tosta da gestire, ma a prescindere da questo e dalla prima esperienza dietro la macchina da presa di Bradley Cooper, dovevo cominciare a sentire puzza di bruciato da quando Eastwood pare abbia deciso di passare la palla all'attore che aveva diretto in American Sniper accantonando il progetto.
A star is born, scritto, diretto, interpretato e confezionato apposta per rendersi appetibile agli Oscar, è uno dei film più inutili dell'anno, straripante di luoghi comuni e passaggi da wtf da record: la tanto chiacchierata Lady Gaga - che comunque apprezzo come interprete - non mi ha convinto neanche per sbaglio, ed il pur simpatico Cooper anche meno.
Perfino il lebowskiano Sam Elliot, da sempre fordiano ad honorem, mi è parso poco convinto.
Una robetta buona giusto per chi vuole farsi fregare, o pensare di andare in sala giusto quella volta l'anno in cui passa il "film da statuetta".


 


ULTIMATE BEASTMASTER - STAGIONE 2 (Netflix, USA, 2017)

 

Una delle certezze di questo periodo così lontano dall'impegno cinefilo: Ultimate Beastmaster, che sta coinvolgendo oltremisura anche i Fordini - AleLeo che si infortuna a scuola cercando di saltare tra banchi e sedie è già un piccolo cult - è stato divorato anche nella sua seconda stagione, spinti da un pò di campanilismo - l'Italia è tra i partecipanti, nonostante la conduzione nostrana di Facchinetti e Bianca Balti non convinca granchè - e dalla curiosità nata rispetto ad alcune delle storie degli atleti protagonisti - bellissima quella dei due fratelli francesi dominatori della prima puntata -.
Un guilty pleasure da far storcere il naso a qualsiasi radical chic che rilassa le menti fordiane così sballottate da orari scombinati ed impegni moltiplicati dell'ultimo periodo.


giovedì 28 giugno 2018

Thursday's child



A fare da "intervallo" per gli excursus Mondiali del Saloon torna la consueta, inossidabile, sempre ricca di ospiti rubrica del giovedì dedicata alle uscite in sala, nonostante in questo periodo da queste parti si veda davvero poco Cinema.
Ecco dunque, per l'occasione, accanto ad alcuni titoli potenzialmente interessanti, a questo vecchio cowboy e a Cannibal Kid, il buon Pietro Saba.

Introduzione di Pietro: E' inusuale per me presentare i film in uscita, dato che al cinema non vado mai, e non perché sono tirchio. Tuttavia ogni settimana vedo sempre quali film escono, dopotutto è utile segnarmi subito quali film vedere e quali no, e quali quindi segnarmi sulla lista, che comunque credo non finirà mai. In ogni caso mi sono cimentato in questa "sfida" con grande piacere, d'altronde non capita tutti i giorni di far parte di questa memorabile rubrica. Rubrica che questa settimana contiene non solo pochi film, ma soprattutto alcune interessanti proposte, quali? Vediamole insieme.


"Ricordami di non invitare più quei tre bloggers come animatori: fanno davvero schifo."

IL SACRIFICIO DEL CERVO SACRO

"Ho guardato un radical film consigliato da Radical Kid. E mi è salita la depressione."

Pietro: Dopo l'aragosta il cervo, Yorgos Lanthimos sembra avere una predilezione per gli animali e la metafora, il prossimo sarà forse un uccello che sogna mica di volare? Comunque questo thriller dagli echi Kubrickiani pare promettere bene e dopo il successo (di critica e pubblico) di The Lobster, film che mi piacque parecchio, la strada sembra nuovamente ben avviata, anche grazie ad un sempre più redivivo Colin Farrell.
Cannibal Kid: Spero che il prossimo animale che porterà sullo schermo Lanthimos non sia quel gorillone di Ford. Anche se potrebbe uscirne il lavoro più inquietante della sua carriera, e sì che ce ne va. Inquietante è anche la distribuzione italiana, che sarebbe meglio chiamare distruzione, visto che far uscire nei cinema adesso una notevole pellicola che molti (come me) hanno già visto mesi fa in rete è un vero autogol. Come quelli che fa il mio blogger nemico James Ford ogni volta che parla di cinema. O di qualunque argomento, Messi a parte.
Ford: Lanthimos è senza dubbio un grande regista. Ma anche uno che potrei detestare forte, sulla scia di Lars Von Trier. Ricordo benissimo quanto odiai Dogtooth, un colpo di genio che avrei volentieri preso a bottigliate. E ricordo anche la recensione decisamente buona di Cannibal di questo Cervo. Quindi parto con la guardia alta, ma consapevole del fatto che, quantomeno, avrò di fronte un film pronto a far parlare di sè ne bene e nel male. Un film con del carattere. Mica come Messi.

TULLY

"Nascondiamoci: non vogliamo vedere anche noi il film consigliato da Cannibal che ha steso nostra madre."

Pietro: A parte la trama banale di emancipazione non ci sono dubbi che questa commedia sulla maternità certamente vedrò, perché basta la presenza di Charlize Theron e Mackenzie Davis, a farmi propendere per un sì, lo voglio.
Cannibal Kid: Per una volta a sorpresa non sono io a fare quello infoiato delle protagoniste femminili, visto che Charlize Theron, per quanto sia una bellissima donna e non lo metto certo in dubbio, non è mai stata una delle mie preferite in assoluto, mentre l'ottima Mackenzie Davis della serie Halt and Catch Fire mi piace più a livello recitativo che fisico. Ad attirarmi di questo Tully sono invece più che altro regista + sceneggiatrice: Jason Reitman e Diablo Cody, già autori di due miei due cult movies come Juno e Young Adult.
Ford: Reitman e Diablo Cody, in passato, raramente mi hanno deluso, al contrario di Cannibal, e dunque penso che un film di questo genere possa soprendermi in positivo, e magari, purtroppo, mettermi ancora una volta d'accordo con il mio rivale, forse mai come in questo periodo sulla mia stessa linea d'onda.

FAVOLA

"Con questo vestito farò più scena di Katniss Kid!"

Pietro: Più che favola, incubo. Perché il film, a metà tra Mrs. Doubtfire e il video della canzone I Want To Break Free, sembra uscito da un trip sotto acidi, probabilmente scaduti. Va bene il tema dell'identità di genere, ma così no.
Cannibal Kid: Considerando che a me le favole non sono mai piaciute, al contrario del cenerentolo disneyano Ford, non posso che sottoscrivere le parole di Pietro. Chissà però che Filippo Timi in versione femminile non possa sorprendere, anche se dal trailer sembra avere meno femminilità di Maria de Filippi...
Ford: se questa è una favola, allora mi aspetto un horror con le contropalle la prossima settimana.

PAPILLON

"Ma chi ti ha consigliato il tatuatore!? Ford!?"

Pietro: Posso capire alcuni sequel, altrettanti reboot e certi adattamenti di film cult, ma addirittura il remake di un quasi capolavoro proprio no! Perché anche se in verità il cast sembrerebbe perfetto per l'occasione, esso sembra poca cosa di fronte a qualcosa di ormai prevedibile ed abusato, ovvero la fuga, nella cinematografia moderna. Tuttavia un'occasione potrebbe meritarsela, anche se io non spenderei neanche un euro per vederlo.
Cannibal Kid: Sinceramente non ho mai visto il film originale del 1973. Un po' perché sul cinema anni '70 ammetto di avere numerose lacune, e un po' perché mi sembra uno di quei film con Steve McQueen buoni più che altro per Ford e Vasco Rossi. Credo quindi che potrei recuperare prima questo remake, grazie al cast telefilmico capitanato da Charlie Hunnam (Sons of Anarchy) e Rami Malek (Mr. Robot).
Ford: già è sconvolgente la mancanza di idee che negli ultimi anni pare aver colpito Hollywood, ma rischiare di vituperare la memoria di un cultissimo sfruttando due volti noti - uno dei quali tra i miei preferiti - della realtà delle serie tv è davvero bieco. Alla vista del trailer mi si sono contorte le budella neanche fossi stato di fronte ad una qualsiasi delle proposte teen di Cannibal.

L'INCREDIBILE VIAGGIO DEL FACHIRO

"Pietro, parti immediatamente prima che a Ford venga in mente di darmi un passaggio." "Certo, Katniss."

Pietro: Il regista della spassosa commedia Starbuck: 533 figli e non saperlo, ma anche del suo inutile remake con Vince Vaughn, ci riprova con una avventurosa commedia, adattamento del romanzo omonimo senza però la dicitura "che restò chiuso in un armadio Ikea", alquanto scanzonata e sicuramente divertente, e quindi certamente vedrò, anche perché c'è parecchia gnocca.
Cannibal Kid: L'unica cosa incredibile mi pare quella di aver trovato questa settimana un ospite ancora più arrapato di me. :)
Il fatto che sia una produzione francese la rende più appetitosa e chic rispetto alle solite commediole made in Usa, ma non so se ciò è sufficiente per farmi compiere un viaggio insieme al fachiro. Certo, sempre meglio di un viaggio con Ford che ogni due secondi si fa un selfie per postarlo subito su Instagram manco fosse Chiara Ferragni.
Ford: questo viaggio insieme al fachiro mi ispira ben poco, soprattutto in un periodo in cui sono ben poco ispirato e, quando non combatto il sonno, finisco a guardare le partite del Mondiale. Ma forse è meglio così, piuttosto che incappare in potenziali cannibalate.

HURRICANE - ALLERTA URAGANO

"Avendo adottato lo stile di Ford nell'abbigliamento, non ho nulla da temere da nessun uragano."

Pietro: Non ho visto Geostorm, ma se anche se per metà assomiglia a Into the storm, proprio non ci tengo a vedere, anche perché il cast mi dice niente e nonostante il suo lato heist movie, il tutto m'ispira poco.
Cannibal Kid: Se c'è qualcosa che non sopporto, Ford, Messi e Salvini a parte, sono i disaster movie. Quelli sugli uragani in particolare vorrei che venissero spazzati via da questo mondo.
Ford: nonostante possa apparire una tamarrata fordiana, c'è un limite perfino a quello che io posso sopportare. E l'allerta stronzata, qui, è suonata forte.

ACTION POINT

"Portami a bordo anche quei tre sciroccati di bloggers!? Neanche morto! Quelli sono più pazzi della ciurma di Jackass!"

Pietro: A dispetto del nome e come dovreste aver capito è tornato Jackass, è tornato Johnny Knoxville, è tornato il divertimento sfrenato e le risate a crepapelle, sono tornati gli scherzi più assurdi nel parco divertimenti più pericoloso del mondo. E non so voi, ma io un giro me lo faccio lo stesso.
Cannibal Kid: Nonostante sia stato uno dei programmi più cazzari e idioti di sempre, e dunque in teoria avesse tutte le carte in regola per piacermi, non sono mai stato un fan di Jackass, né tantomeno di Johnny Knoxville. Questo nuovo film poi mi sembra arrivato fuori tempo massimo persino per le sue groupie come Pietro e probabilmente Ford. Non sono nemmeno un patito di luna park, quindi un giro me lo faccio sì, ma al largo.
Ford: ho adorato Jackass e Johnny Knoxville è un fordiano ad honorem, quindi mi sa tanto che una chance la darò, anche se purtroppo non credo si rivelerà la sorpresa della settimana. Con grande gioia di Peppa Kid.

LA GUERRA DEL MAIALE

"Se ci sono il Cucciolo Eroico e Ford lo Scimmione, non vedo perchè non potrei essere io il prossimo ospite della rubrica!"

Pietro: Il regista David Maria Putorti sarà forse amico di Yorgos Lanthimos? perché anche qui gli animali e la metafora la fanno da padrone, anche se la suddetta è meno sottile di quanto si possa pensare, giacché il film (che esce 6 anni dopo e che sorprendentemente è un film italiano) parla proprio di noi uomini, che anche da vecchi non cambiamo mai. Vero colleghi?
Cannibal Kid: 6 anni di ritardo? Abbiamo un nuovo record, o forse Ford è riuscito a fare di peggio nel recuperare qualche serie TV?
Ford: film italiano, sei anni di ritardo, uscita estiva. Questa roba puzza di carne avariata lontano un miglio. Preferisco optare per una bella grigliata estiva con tanta birra.

Discorso finale di Pietro: Che dire, mi sono davvero divertito, è stata quasi come un'esperienza, un'esperienza davvero interessante, per cui ringrazio entrambi per avermi dato questa gradita possibilità. Ciao!

giovedì 1 febbraio 2018

Thursday's child



Nuovo appuntamento con la rubrica a tre più richiesta della blogosfera che ospita, a questo giro, il buon Giuseppe, che si è prodigato in commenti dettagliati e professionali che faranno sembrare quelli di questo vecchio cowboy e del suo antagonista Cannibal Chic dei riempitivi da lavativi quali oggettivamente siamo: ecco dunque quello che ci e vi aspetta nelle sale per questo weekend.


"E così questi sarebbero i cosiddetti bloggers? La prima cosa da fare è bandire la rete."


The Post

"L'incontro nella gabbia d'acciaio di Cannibal e Ford è più cruento del previsto!"

Giuseppe: Lo zio Steven è tornato ed è soltanto l’inizio: “The Post” e “Ready Player One” già si preannunciano come due tra i titoli migliori dell’anno. Ma andiamo con ordine e partiamo proprio dal film candidato a due Oscar, ovvero Miglior Film e - chi l’avrebbe mai detto! - Miglior Attrice protagonista per Meryl Streep, alla Nomination numero 21 della carriera. Giustamente Meryl ha precisato di recente che ha vinto solo tre volte o, se preferite, è stata battuta per altre diciassette: come dire, ha ancora ampissimi margini di miglioramento… ma prima che Trump cominci ad applaudire per questa sottile ironia su zia Meryl tengo a precisare che anche per me è un’interprete fenomenale, e che adoro, e questa volta la prova della Streep sembra proprio la sua migliore dai tempi di “The Iron Lady”, il che la renderà uno spauracchio temibile per le altre contendenti all’Oscar, tutte straordinarie (e lo posso confermare avendole già viste in anteprima). Peccato che a rimetterci sia ancora una volta Tom Hanks, che l’Academy non si fila per nulla dal 2001, pure se avrebbe meritato la nomination più di una volta, ad esempio per “Sully” e “Il ponte delle spie”. A questo proposito, sono certo che “The Post” come stile sia molto vicino proprio a quest’ultimo: grande regia (a proposito, membri dell’Academy, ma la candidatura a Spielberg? Ma di certo di voi dopo quelli che avete fatto nel 2017 non ci si può fidare più di tanto…), sceneggiatura intensa (la pubblicazione nel 1971 dei Pentagon Papers sul The Washington Post e le conseguenze politiche che questo provocò negli Stati Uniti) e cast eccezionale. Spero che sia Cannibal Kid che Mr. Ford abbiano la mia stessa fiducia nei confronti di questo film!
Cannibal Kid: Sul serio Giuseppe si aspetta che io possa avere fiducia nei confronti di un nuovo film di Steven Spielberg, regista che non mi convince dal 2005 con La guerra dei mondi e di recente autore di obbrobri come War Horse e Il GGG, e interpretato da quelli che reputo i due attori più sopravvalutati nell'intera storia di Hollywood???
Giuseppe, credici pure! E sì, è vero: Babbo Natale esiste ed è lo stesso Spielberg.

Ford: di Spielberg, ormai, ci si può fidare poco, considerate certe schifezze che ha propinato a noi tutti negli ultimi anni. È pur vero, però, che questo The Post, anticamera del da me attesissimo Ready Player One, mi ricordi come atmosfere i film d'inchiesta anni settanta, e dunque potrebbe essere lecito aspettarsi qualcosa di buono, come per Il ponte delle spie, ad esempio, una delle cose migliori del vecchio Steve del nuovo millennio. Stiamo a vedere.
A proposito della Streep, invece, non mi pronuncio: brava, brava. Ma lei e l'Academy hanno rotto il cazzo, caro Giuseppe.


Sono tornato

"E così è in cima a quella montagna che si è rifugiato Giuseppe dopo aver avuto a che fare con quei due rinnegati. Ha fatto bene!"

Giuseppe: Non so se in questo caso invece Cannibal e Mr. Ford siano sulla mia stessa lunghezza d’onda poiché ritengo che Luca Miniero sia un regista dotato di ottimo talento, che però viene puntualmente sprecato con delle sceneggiature non all’altezza come accade per la maggior parte delle produzioni attuali del cinema italiano. Così come fece per “Benvenuti al Sud” e “Benvenuti al Nord”, Miniero si cimenta nuovamente in un remake di un film europeo, in questo caso tedesco. In “Lui è tornato” del 2015 era Hitler che riemergeva prepotentemente nella Germania di oggi, mentre in “Sono tornato” è la volta – e non poteva essere altrimenti – di Benito Mussolini, interpretato da Massimo Popolizio. Ho già avuto da un caro amico un parere positivo sul questo film e potrebbe essere una delle rivelazioni della stagione. La trama è semplice quanto assurda: il Duce ricompare all’improvviso nell’Italia odierna e si accorge che può fare ancora leva sulla rabbia del popolo, sull’ignoranza dilagante e su una certa tendenza degli italiani a dare fiducia “all’uomo solo al comando”. La cosa che preoccupa è che alcune forze politiche in campo oggi vorrebbero far leva sulle stesse cose…
Cannibal Kid: Benvenuti al Sud non mi era dispiaciuto troppo, mentre Benvenuti al Nord m'era sembrato un sequel del tutto inutile. Un po' come l'opinione stereotipata e banale di Mr. Ford sul cinema italiano, o come questo film, remake italico di un film tedesco che partiva da uno spunto interessante, ma lo sviluppava in maniera così così. A quanto pare per la versione nostrana si sono limitati a fare un copia/incolla di quello, cancellando il nome di Hitler e inserendo quello di Mussolini. Rimanendo in tema di crimini contro l'umanità, il fatto che nel cast ci sia Frank Matano, braccio destro di Paolo “peggior regista del mondo” Ruffini, non gioca poi molto a suo favore. Mi spiace Giuseppe, ma mi sa che Ford sul cinema italiano almeno 'sta volta non ha poi così torto...
Ford: la sensazione che una visione del genere potrebbe provocarmi - come fu per Lui è tornato, film dal quale è stato tratto/copiaincollato -, è che purtroppo, fosse vero, potrebbe essere che il ritorno di certi personaggi finirebbe addirittura per convincere. In fondo, viviamo in un mondo dove c'è gente come Trump al potere.
Per questo e per i numerosi dubbi che mi assalgono quando mi avvicino ad un certo Cinema italiano, credo passerò.


Maze Runner – La rivelazione

"Questo è tutto quello che resta di Cannibal dopo lo scontro con Ford!? Ci è andato giù pesante quel wrestler da strapazzo!"

Giuseppe: Terzo capitolo (e a quanto pare conclusivo) della saga distopica tratta dai romanzi di James Dashner, per la regia di Wes Ball. Sul film direi che non c’è molto altro da aggiungere poiché i fan sapranno già tutto mentre ai nuovi appassionati inutile rovinare la sorpresa. Ciò che mi preme sottolineare è che l’unico vero valido motivo per il quale andrei a vedere “Maze Runner – La rivelazione”, che è probabilmente l’unico vero valido motivo per il quale sono andato a vedere “Pirati dei Caraibi – La vendetta di Salazar”: Kaya Scodelario. Dopo quell’obbrobrio di “Oltre i confini del mare” avevo giurato a me stesso che mai e poi mai la Disney mi avrebbe nuovamente trascinato in sala per un film dei Pirati ma, con una mossa molto furba, hanno scelto la meravigliosa Kaya per il ruolo di Carina Smith. Ma l’attrice britannica è molto più che solo Carina, e non dimentico che Cannibal la mise anche tra le sue cotte adolescenziali di qualche tempo fa: nel frattempo direi che la nostra Scodelario è cresciuta davvero benissimo. Ah, le inglesi! Speriamo che la mia fidanzata – che, per chi di voi non lo sapesse, è Jennifer Lawrence – non legga questa parte dell’articolo, o la sua gelosia diventerà irrefrenabile…
Cannibal Kid: Ah, ricordo i tempi di Skins in cui feci da talent scout di Kaya Scodelario... Negli ultimi tempi invece è finita a girare 'ste scemate hollywoodiane che manco lei mi convincerebbe a guardarle. Quanto a Maze Runner, m'è bastato e avanzato il primo episodio. E se una saga young adult non piace nemmeno a me, vuol dire che c'è sicuramente qualcosa che non va. Nella saga, o in me. O in entrambe.
Quanto a Jennifer Lawrence, apprendo ora che a quanto pare è il buon Giuseppe la causa della rottura tra lei e Darren “Genio” Aronofsky. Il mio amore per lei però credo sia più forte sia di quello di Giuseppe, che di quello di Ford, visto che io sono arrivato ad adorare persino Madre!. E voi nooo, e voi nooo.
E comunque credo che Jennifer Lawrence sia l'unica cosa su cui possiamo essere d'accordo noi tre...
Ford: ah, Jennifer Lawrence. Per me potremmo anche schiaffarci una maratona dei suoi film sbattendocene allegramente di Maze Runner e compagnia bella.


C’est la vie – Prendila come viene

"E anche per questa settimana la rubrica sta giungendo al termine! Festeggiamo!"

Giuseppe: I registi di “Quasi amici” tornano con una nuova commedia, questa volta corale, e dallo stile molto leggero e divertente, con i protagonisti alle prese con l’organizzazione di un matrimonio per una coppia di giovani sposi: tutto dovrebbe essere perfetto, ma resterà soltanto nelle intenzioni. La commedia francese sta vivendo una nuova primavera e Eric Toledano e Olivier Nakache sono tra i maggiori esponenti: incassi quasi sempre eccezionali anche in Italia, dove quasi ogni settimana ne arriva una tra le uscite. Ho saputo che un|tipetto|impertinente la scorsa volta voleva far coniugare Cannibal Kid e Mr. Ford, ma certo mi auguro non volesse affidare l’evento allo staff di Max/Jean-Pierre Bacri… dovrebbe essere sempre disponibile quello del matrimonio tra la Sposa e Bill, che attende ancora un rimborso spese da quest’ultimo.
Cannibal Kid: Questo matrimonio tra me e Ford non s'ha da fare, né domani, né mai. Né con lo staff di Kill Bill, né con quello di Max... chiii?
Jean-Pierre Bacri?
Ah, ma qua allora il Giuse se ne intende di cinema francesone ancor più del sottoscritto?
Bien. Allora forse abbiamo trovato – miracolo! – un film che può piacere a entrambi, e pure al Ford, che con Quasi amici si era esaltato quasi quanto i radical-chic patiti di Francia come moi.
Ford: Quasi amici fu una sorpresa davvero ottima, anche se il rischio, per registi saliti alla ribalta per una "one hit wonder", è di ripetersi in peggio per tutto il resto della carriera. Sarei lieto di essere smentito, ma non ho troppa fiducia in Toledano e Nakache. Non sarebbe male, però, che Giuseppe e Cannibal preparassero un bel party per festeggiare me e Jennifer Lawrence.


Slumber – Il demone del sonno

"Cosa stai leggendo?" "Pensieri Cannibali." "Per quello ho bisogno di un white russian doppio."

Giuseppe: In “Slumber” la protagonista Alice (interpretata da Maggie Q) è una specialista dei disturbi del sonno, ma porta con sé un trauma dal passato con il quale dovrà fare i conti quando riceve l’incarico di occuparsi di un’intera famiglia afflitta da gravi problemi notturni. Uno dei componenti soffre addirittura di un disturbo che porta a vivere, da svegli, i propri incubi. Insomma si parla di sonno ma da qui il collegamento coi sogni è praticamente immediato, e di conseguenza quello con un film come “Inception” e Christopher Nolan. Ma io voglio andare oltre e utilizzare questo spazio per interesse personale, ebbene sì. No, tranquilli, nessuna proposta elettorale: ma è giusto ricordare a voi, cari lettori, che sia Cannibal che Mr. Ford non hanno esaltato a sufficienza un capolavoro come “Dunkirk”, e anzi il signor Cannibal lo ha addirittura disintegrato suscitando tutta la mia indignata reazione. Come si può, dico io? Pentitevi, infedeli! Il comitato per la difesa del cinema di Nolan, del quale sono il presidente, vi osserva, sempre!
Cannibal Kid: Se apriamo il capitolo Dunkirk, qua ne esce un dibattito degno del processo del fu Biscardi. Ribadisco solo che quello di Nolan, regista che un tempo apprezzai e ora non penso proprio, è un film senza personaggi, senz'anima, senza emozioni, senza un punto di vista personale e senza Storia. A parte questi piccoli dettagli, non gli manca davvero nulla ahahah
E poi ammettilo Giuseppe, che di Nolan sei in love ancor più che di JLaw, che dopo filmoni come Memento, The Prestige o Inception, anche tu da questo Dunkirk ti aspettavi qualcosa in più...
Ford: il demone del sonno è quello che fanno venire film senz'anima pur se dalla grande tecnica come Dunkirk, che considero riuscito dal punto di vista tecnico ma davvero poco coinvolgente per tutto quello che riguarda il fascino ed il cuore, che a produzioni come Memento, Inception e soprattutto il mio favorito The Prestige non manca affatto. Un altro in grado di evocare il demone del sonno è Cannibal quando parte con i suoi pipponi in difesa dei suoi favoriti, un po' come il tuo qui sopra, Giuseppe. E non prendertela come Doc Manhattan, mi raccomando!


L’incantesimo del drago

Ford e Cannibal in attesa dell'arrivo di Giuseppe per la compilazione della rubrica.

Giuseppe: Il coraggioso figlio di un eroe cacciatore di draghi, con l’aiuto di un pipistrello aspirante drago e un altro giovane amico, si lancia alla salvezza disperata del mondo degli umani e del mondo della magia. Film d’animazione di produzione ucraina che avrà purtroppo una programmazione cinematografica risicata (a cura di Twelve Entertainment) ma sia queste piccole opere che le case di distribuzione che le acquistano meritano tantissimo appoggio e sostegno.
Cannibal Kid: Purtroppo una programmazione risicata? Piccole perle?
Ford, in che modo sei riuscito a corrompere l'onesto Giuseppe per fargli pronunziare codeste assurdità su una tale bambinata? Coi soldi, oppure con la vagina fatata di Jennifer Lawrence?
Ford: nessuna vagina fatata. Forse Giuseppe dall'Ucraina ha importato anche parecchia vodka - e su questo non si può certo dargli torto -, perché una sparata così non me l'aspettavo neanche io!

lunedì 16 ottobre 2017

L'inganno - The beguiled (Sofia Coppola, USA, 2017, 93')





Ricordo la prima volta in cui ebbi modo di incrociare il cammino di uno dei cult più sconosciuti e sottovalutati del Cinema made in USA anni settanta, quel La notte brava del soldato Jonathan, ispirato dal romanzo The beguiled, che prendeva il machismo, il repubblicanesimo e tutto il maschilismo di Don Siegel e Clint Eastwood, due delle icone dei tempi legate a questi concetti, e le ribaltava grazie ad un thriller "femminista" come forse non si erano mai neppure immaginati.
L'idea, dunque, di un remake realizzato più di quarant'anni dopo da una regista dalla carriera altalenante - Sofia Coppola è riuscita a regalarmi graditissime sorprese come Il giardino delle vergini suicide o il troppo bistrattato Somewhere ed altre decisamente più indigeste come il sopravvalutato Lost in translation o il recente e più che vuoto Bling Ring - non mi attirava granchè, consapevole del rischio che lo stesso avrebbe comportato in termini di bottigliate.
Prima, dunque, che i nodi vengano al pettine, meglio specificare le cose: L'inganno non è un film da bottigliate, Sofia Coppola ha realizzato - tecnicamente parlando - davvero un prodotto di livello, rispettando la pellicola originale - considerato che in questo periodo, Blade Runner docet, i remake o seguiti o che dir si voglia rischiano di finire sulla graticola in men che non si dica - e nonostante il ritmo, la cornice ed il genere assolutamente fruibile e scorrevole - l'ho visto al termine di una giornata fuori porta sfiancante in compagnia del suocero Ford sostenuti entrambi da numerosi gin tonic, e senza che si crollasse dal sonno, che in quelle condizioni è tutto dire -.
Eppure, era inevitabile scontrarsi con un eppure.
Questo The beguiled - adattato non al meglio, pur se meglio dell'originale -, infatti, nonostante un comparto tecnico di livello decisamente buono, finisce per perdere il confronto con il suo predecessore principalmente a causa dell'utilizzo e della scelta del suo protagonista: non che abbia necessariamente qualcosa contro Colin Farrell, ma il Caporale McBurney dell'attore irlandese manca quasi completamente del carisma e dell'appeal di quello portato sullo schermo da Eastwood, apparendo più come un viscido approfittatore nella versione della Coppola - scelta che potrebbe essere anche stata voluta, non è da escludere - che non come il maschio alpha che si considera gallo nel pollaio e predatore e finisce inesorabilmente per essere smentito nel peggiore dei modi come in pochi altri film da ribaltamento pronti a sottolineare il vero equilibrio delle forze tra i sessi - originale di Siegel a parte, mi tornano in mente solo Holy smoke e Ritratto di signora -.
La mancanza, da questo punto di vista, di forza da parte del main charachter - o quello che si crede tale - finisce così per minare la resa della pellicola in generale, o quantomeno limitarne la portata, finendo per dare l'impressione del lavoro compiuto soltanto in parte e dunque in grado di arrivare e conquistare soltanto parzialmente la critica "dura e pura" probabilmente legata all'originale così come il pubblico occasionale alle prese con un titolo che finirà per mettere fin troppo a dura prova.
Il tutto senza contare un coraggio non pervenuto che nel millenovecentosettantuno portò Siegel addirittura a dirigere la scena di un bacio tra Eastwood quarantenne e la sua compagna di scena tredicenne, impensabile oggi.
Un vero peccato, perchè il cast femminile al contrario pare decisamente efficace ed azzeccato nelle scelte, e possa piacere oppure no all'occhio maschile che lo guarda tiene perfettamente il palcoscenico ed intriga neppure tutti gli esemplari di ominide fossero di colpo nei panni non troppo fortunati di McBurney, dall'illusione all'inganno, fino all'inevitabile conclusione.
Curioso come, ad ogni modo, uno dei registi più repubblicani della Storia di Hollywood ed il suo attore feticcio siano riusciti, almeno ai miei occhi, a rendere più netta la presa di coscienza dell'Uomo rispetto alla Donna rispetto ad una regista "rosa" resa più sicura dalle coscienze risvegliate del Nuovo Millennio.
Forse è anche questo un inganno.
O forse il bisogno, la solitudine, l'amore, il dolore, l'odio, la passione, finiscono per filtrare la realtà diversamente da quanto non sia.
L'importante, in questo caso, è accorgersi di tutto prima che sia troppo tardi.




MrFord




 



mercoledì 24 maggio 2017

La bella e la bestia (Bill Condon, USA/UK, 2017, 139')




Se esistesse una classifica dedicata ai film più inutili mai realizzati, o dei quali non si sentiva certo il bisogno, con ogni probabilità questa versione live action di La bella e la bestia - splendido film d'animazione Disney che segnò il cambio di marcia del colosso fondato dal vecchio Walt negli anni novanta - si batterebbe con le unghie e con i denti - da vera bestia, per l'appunto - in modo da conquistare una posizione di rilievo: del resto, quando dietro la macchina da presa c'è Bill Condon - che molti ricorderanno per il suo "esemplare" operato nel corso della saga di Twilight - una certa garanzia pare evidente, e se a questo aggiungiamo una Emma Watson più cagna maledetta del solito, un Dan Stevens che fa rimpiangere a tutti i suoi fan dei tempi di The guest ed un Ian McKellen pagato per cinque minuti di faccette neanche fosse Depp in Alice in Wonderland, il gioco è fatto.
Certo, quasi nulla è stato modificato rispetto all'originale, ma questo non fa che rendere il paragone ancora più impietoso: questa noiosissima versione, infatti, pare essere stata totalmente privata della magia che il buon, vecchio cartone animato riesce a regalare ancora oggi, esempio lampante di quanto importante sia il cuore in qualsiasi produzione, a prescindere dagli scopi commerciali per i quali è stata biecamente e banalmente creata a tavolino - come questa -.
Un fallimento su tutta la linea che mi è costato un paio delle ore più noiose di visione degli ultimi mesi, nel corso delle quali con Julez abbiamo sfiorato più volte l'idea di premere stop e porre fine alle nostre sofferenze e di cercare di restare svegli stando dietro ai Fordini sempre più scatenati ed alla giostra delle faccende di casa nel momento più caotico della giornata, quello della preparazione della cena.
Una produzione inutile, finta e posticcia, trionfo di effetti creati ad uso e consumo del 3D e della retorica senza alcuna scintilla che rende un film ancora peggiore di quanto in realtà non possa essere.
Ed affidandomi al nuovo corso del Saloon più spiccio e senza troppi giri di parole, mi pare di avere già scritto fin troppo.




MrFord




mercoledì 3 maggio 2017

Ghost in the shell




L'uscita in sala di Ghost in the shell in versione live action mi spaventava non poco, come del resto di norma accade rispetto a tutti i remake, reboot e chi più ne ha, più ne metta.
Il film d'animazione che faceva da termine di paragone in questo caso, infatti, non solo è oggetto di culto per almeno una generazione di fan del Fumetto e della settima arte, ma rappresentò, ai tempi della sua uscita, uno dei titoli imprescindibili per quanto riguarda gli anime, quando ancora il ruolo dei computer era decisamente molto più limitato e l'approccio decisamente più artigianale.
Considerate la mia opinione non alta della protagonista scelta - trovo la Johansson estremamente sopravvalutata come attrice e come superfiga - e le probabilità che il lavoro di Sanders potesse anche soltanto eguagliare il film "originale", l'odore di stroncatura si faceva più pesante di quello "di natura" che qui nella Pianura Padana sentiamo volenti o nolenti ad ogni periodo di concimazione: fortunatamente per me, almeno in parte, ho scoperto nel corso della visione di questo Ghost in the shell di non ricordare quasi nulla dell'evoluzione della storia, e dunque di avere la grande fortuna di affrontare il "nuovo" senza che l'ombra del "vecchio" potesse diventare necessariamente un peso.
Il risultato, però, non è stato troppo diverso.
Ghost in the shell è senza dubbio un film ben confezionato e prodotto, con ottimi effetti ed una serie di sequenze apparentemente d'effetto, il tipico incedere e la tipica chiusura da action "filosofico" che fa molto Batman di Christopher Nolan ed un cast, comunque, tutto sommato in parte: eppure è anche tristemente noioso a livello emotivo e cerebrale, e pur non pensando alla pellicola d'animazione o agli albi a fumetti che la ispirarono finisce per risultare l'ennesimo fratellino molto minore di Blade Runner - che ha di fatto influenzato tutta la fantascienza cyberpunk venuta da allora in avanti - del quale non si sentiva davvero la necessità, un giocattolone costruito a tavolino e decisamente senz'anima che spera nel successo commerciale in modo da sopperire a tutto quello che, a livello di cuore, non perviene nell'esperienza da spettatori.
Restano, almeno per il sottoscritto, le soddisfazioni di vedere un Kitano spaccaculi come ai suoi tempi d'oro da "violent cop" e qualche rimembranza di Minority Report - altro "figlio" di Philip Dick -, ma davvero poco altro: la sensazione, infatti, è che regista e sceneggiatori abbiano di fatto sperato che la presenza della Johansson finta nuda e gli effettoni potessero sopperire a dialoghi soporiferi e davvero troppo nerd per risultare fluidi, e da una quantità di spiegoni da cattivi dei fumetti - per l'appunto - da far invidia ad un qualsiasi cattivo dei fumetti.
Peccato, perchè se anche un vecchio fan colto da amnesia come il sottoscritto e privo di pregiudizi finisce per rimanere assolutamente indifferente - se non addirittura deluso - alla visione, non oso immaginare quanto possano essersi incazzati tutti quelli che, del lavoro di Oshii hanno fatto praticamente una religione.
Che avranno augurato agli autori il Kitano più cattivo possibile.



MrFord



 

lunedì 20 febbraio 2017

Sleepless - Il giustiziere (Baran Bo Odar, USA, 2017, 95')




Ormai è storia più che vecchia il fatto che da queste parti gli action movies, soprattutto di stampo crime e poliziesco, siano praticamente di casa, partendo in una certa misura avvantaggiati rispetto a qualsiasi altra pellicola - specialmente quelle radical - quando si tratta di solleticare i più reconditi piaceri cinematografici del sottoscritto.
Purtroppo, però, è sempre più raro incontrare titoli che possano eguagliare il livello di miticità - per dirla come Po - di quelli che sono stati indiscutibilmente i cult della mia infanzia, e solo raramente produzioni attuali riescono a rinverdire i fasti del decennio per eccellenza delle tamarrate, e parlo ovviamente degli indimenticabili eighties.
Negli ultimi anni, Expendables a parte, i riferimenti che più facilmente tornano alla mente sono quelli di John Wick - sono in trepidante attesa per il sequel - e The equalizer, due vere e proprie chicche che non mi hanno fatto per nulla rimpiangere l'epoca d'oro di Schwarzy, Sly, Van Damme e Kurt Russell, e che sono anni luce distanti da robetta come questo Sleepless: devo ammetterlo, le premesse in questo caso non erano per nulla buone già dal trailer, che puzzava di già visto lontano un miglio e rievocava inquietanti atmosfere da serial proposto sui canali Mediaset il sabato sera forse neppure in seconda serata, con una trama più che telefonata ed una scelta di casting che, inesorabilmente, rispetto agli spettatori più navigati - di recente è accaduto anche con La ragazza del treno, ma ne parlerò prossimamente - fondalmentalmente rivela qualsiasi possibile twist previsto nel corso dell'evoluzione della stessa.
Come se non bastasse, optando per il serioso Jamie Foxx come protagonista - lo preferisco di gran lunga nel ruolo di cazzaro come nell'ottimo Ogni maledetta domenica o dell'outsider come in Collateral - finiscono inesorabilmente morte e sepolte tutte le speranze di una visione spensierata e sopra le righe, a prescindere dal fatto che tutto fosse la riproposizione in salsa ammeregana di un film francese di respiro ben più autoriale, lasciando spazio al consueto prodotto gettato nella mischia sperando nel successo al botteghino - che, a quanto pare, non si è riscontrato, malgrado il finale aperto che lascia presupporre la realizzazione di un sequel - che non dice nulla di nuovo e riprende (male) il vecchio.
Un film che non risulta brutto o particolarmente fastidioso per qualche motivo in particolare, ma piuttosto così noioso ed anonimo da far quasi dimenticare che si tratta di una proposta action che dovrebbe tenere inchiodati alla poltrona lasciando liberi solo per saltare nei momenti di maggior tensione, che considerato tutto è forse peggio rispetto a tutte quelle volte in cui un titolo dal quale ci si aspettava qualcosa di buono finisce per scatenare una tempesta di bottigliate.
Con il nuovo anno mi sono ripromesso, dunque, di punire severamente tutti i prodotti inutili pur se non necessariamente brutti, e questo Sleepless è indubbiamente parte del novero, tanto che, considerati i ritmi scellerati di sveglie notturne della Fordina - noi Ford sì che siamo Sleepless, in questo periodo -, se non l'avessi visto a cavallo di un pranzo in solitaria ma in una qualsiasi serata sarei probabilmente crollato senza preoccuparmi troppo della prevedibile vicenda di Jamie Foxx e soci.
E non mi sarei perso nulla che meritasse di sacrificare del sonno ristoratore.




MrFord




giovedì 29 settembre 2016

Thursday's child



Prosegue la cavalcata verso l'ultimo periodo della stagione cinematografica, quella che almeno sulla carta dovrebbe tirare fuori gli ultimi colpi in vista della carrellata di classifiche di fine anno: i titoli in uscita in questo fine settimana potrebbero riservare in questo senso potenziali sorprese positive, dunque non resta che sperare nel meglio.
Per quanto riguarda il mio socio e co-conduttore di rubrica, Cannibal Kid, invece, le speranze sono già state abbandonate da tempo.


"Forza, forza! Dobbiamo fuggire il prima possibile dall'ennesima recensione radical di Cannibal!"

Café Society

"Ma sul serio vuoi uscire con Cannibal? Quello è più pusillanime di me!"

Cannibal dice: Woody Allen in genere alterna un film buono a uno cattivo e, considerando che l'ultimo Irrational Man nonostante l'ottimo cast a me aveva fatto abbastanza pena manco l'avesse consigliato l'Irrational Ford, da questo mi aspetto grandi cose. E, considerando l'aria retrò vagamente da Midnight in Paris che si respira, le premesse sembrano buone. Anche perché un café con Blake Lively io me lo berrei volentieri. E io in genere non bevo caffè.
Ford dice: più o meno da vent'anni a questa parte, la puntuale uscita autunnale di Woody Allen è una scommessa. Ci si può trovare di fronte cose pregevoli come Match Point o Midnight in Paris o atrocità come Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni o Vicky, Christina, Barcelona. Tant'è che l'ultimo Irrational Man - e non parlo del biopic su Marco Goi - da queste parti non è neppure passato.
Questo Cafè Society mi attrae molto poco, ma potrebbe rivelarsi una sorpresa.
Quella che non è il mio antagonista, radical sempre e comunque.



Ben-Hur

"Lo sapevo che esaltare un film incensato su Pensieri Cannibali avrebbe avuto delle conseguenze!"
Cannibal dice: Il remake di cui nessuno sentiva la necessità. Penso manco Ford che quando usciva l'originale era ancora un pischelletto. O forse era un pischelletto ai tempi proprio di Ben-Hur?
Ford dice: ho sempre adorato i classiconi come Ben Hur, e purtroppo penso che remake di questo genere non possano fare altro che danneggiarne il ricordo, o peggio, passare come "originali" al pubblico più giovane e poco cosciente. E non parlo di Cannibal: nonostante quello che continua a ripetere, lui giovane non è più neanche per sbaglio.



Nick Cave – One More Time with Feeling

"Il mio ultimo disco è piaciuto a Cannibal? Alzo le mani e mi ritiro dal mondo della Musica."

Cannibal dice: Nick Cave non mi ha mai fatto impazzire. Troppo deprimente, troppo fordiano. L'ultimo disco che ha da poco realizzato con i suoi Bad Seeds è però davvero notevole e il documentario sulla sua luttuosa realizzazione, a cui fino a poco tempo fa non avrei nemmeno pensato di avvicinarmi, ora mi attira non poco. Dimostrazione di quanto i pensieri cannibali siano in costante evoluzione e mutamento, mentre i pensieri annebbiati dall'alcol (e dalla vecchiaia) di White Russian restano sempre immutabili.
Ford dice: ho sempre trovato notevole Nick Cave, nonostante il suo approccio funereo al rock lo renda un tantino indigesto per un tamarro sguaiato come il sottoscritto.
Questo documentario, come tutta la sua opera, potrebbe essere molto interessante: dunque, nonostante non si tratterà di un'epidemia di buonumore, penso lo recupererò. Distribuzione permettendo.



Indivisibili

"Sorellina, siamo unite quasi quanto Ford e Cannibal!"

Cannibal dice: Film inserito tra i 7 potenziali candidati italiani agli Oscar, a spese di lavori più quotati come La pazza gioia o Veloce come il vento, potrebbe rivelarsi una piacevole sorpresa. Le protagoniste poi sono due gemelle siamesi che sono proprio come me e Ford: indivisibili.
Ford dice: nonostante non si tratti di una rivisitazione del rapporto simbiotico tra questo vecchio cowboy ed il finto giovane Cannibal Creed, e si tratti di un film italiano, questo Indivisibili potrebbe addirittura risultare interessante. Speriamo di non rimanere troppo delusi.



Al posto tuo

"Non vuoi proprio capirlo: io con quei due blogger da quattro soldi non ci parlo!"

Cannibal dice: Ford sarà già pronto a bollare questo film come una schifezza assoluta. Io che per fortuna non sono al posto di Ford dico invece che potrebbe essere una commedia più gradevole e divertente di tante scemate americanate come Una spia e mezzo. Anche perché il regista è quello del caruccissimo Poli opposti, che a sorpresa mi era piaciuto, quindi un'occhiata pure a questo ci potrebbe stare.
Ford dice: non ho bisogno di bollare questo film. Lo salto a piè pari, e felicemente. E corro a rivedermi Una spia e mezzo.



Liberami

"Ti prego, dio, non farmi mai più incrociare il cammino di un film consigliato da Cannibal."

Cannibal dice: Altro lavoro italiano che non promette male. Un documentario sull'esorcismo premiato all'ultimo Festival di Venezia come miglior film della sezione Orizzonti. In più mi offre lo spunto per un grido disperato: liberatemi da Ford, vi prego!
Ford dice: se non fosse un film italiano, sarei molto più curioso di questo documentario sugli esorcismi. Tuttavia, lo guarderò nella speranza di carpire qualche segreto per esorcizzare la blogosfera dalla presenza di Cannibal Kid.



Le ultime cose

"Me l'avevano detto, che a guardare film consigliati da Peppa Kid si faceva una brutta fine."

Cannibal dice: Dopo tre pellicole italiane promettenti, ecco un lavoro neo neorealista che sembra buono giusto per il più radical e noioso dei Ford. Io passo.
Ford dice: ho diverse cose in arretrato da recuperare, in termini di visioni. Per il momento Le ultime cose non è tra quelle.



The Assassin

"Cannibal Kid? E' più pusillanime del mio sacco d'allenamento!"
Cannibal dice: Film di cappa e spada che pare visivamente molto affascinante, ma che a livello di storia potrebbe interessarmi all'incirca quanto un incontro di wrestling con Ford che combatte contro Hulk Hogan e The Rock. Un sogno erotico per lui, un incubo per me.
Ford dice: il wuxia è un genere che ho sempre amato. Se, inoltre, consideriamo che dietro la macchina da presa c'è Hou Hsiao Hsien, allora siamo a cavallo. Potrebbe diventare il mio film della settimana, se non del mese.



Se permetti non parlarmi di bambini

"Taci, o giuro che ti propino una maratona con i film preferiti di Marco Goi!"

Cannibal dice: Romcom argentino-spagnola che non sembra niente di eccezionale, però il titolo per me è intrigante. Mentre al super pluri papà Ford potrebbe suonare spaventoso!
Ford dice: considerata la mole di impegni accumulata con i Fordini, e quanto, a volte, io e Julez finiamo stremati le giornate, direi che per il momento questo film lo eviterò con cura.
Preferisco mettere la felicità a letto con loro, e godermi qualche tamarrata che non mi faccia pensare troppo a quanto il mio corpo chieda un paio di settimane di ferie in qualche isola sperduta dei Caraibi, solo con la signora Ford.




Abel – Il figlio del vento

"Sono contento di aver sperimentato il metodo di caccia di Ford: è senza dubbio all'avanguardia."

Cannibal dice: Film con bambini + animali = il male assoluto. Manca solo Ford...
Ford dice: filmaccio con un Jean Reno ormai privo di ogni vergogna che pare la versione ancora più brutta di Belle e Sebastian. Non lo farei vedere neppure a Cannibal. Che è tutto dire.


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