Visualizzazione post con etichetta Nick Cave. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Nick Cave. Mostra tutti i post

giovedì 29 settembre 2016

Thursday's child



Prosegue la cavalcata verso l'ultimo periodo della stagione cinematografica, quella che almeno sulla carta dovrebbe tirare fuori gli ultimi colpi in vista della carrellata di classifiche di fine anno: i titoli in uscita in questo fine settimana potrebbero riservare in questo senso potenziali sorprese positive, dunque non resta che sperare nel meglio.
Per quanto riguarda il mio socio e co-conduttore di rubrica, Cannibal Kid, invece, le speranze sono già state abbandonate da tempo.


"Forza, forza! Dobbiamo fuggire il prima possibile dall'ennesima recensione radical di Cannibal!"

Café Society

"Ma sul serio vuoi uscire con Cannibal? Quello è più pusillanime di me!"

Cannibal dice: Woody Allen in genere alterna un film buono a uno cattivo e, considerando che l'ultimo Irrational Man nonostante l'ottimo cast a me aveva fatto abbastanza pena manco l'avesse consigliato l'Irrational Ford, da questo mi aspetto grandi cose. E, considerando l'aria retrò vagamente da Midnight in Paris che si respira, le premesse sembrano buone. Anche perché un café con Blake Lively io me lo berrei volentieri. E io in genere non bevo caffè.
Ford dice: più o meno da vent'anni a questa parte, la puntuale uscita autunnale di Woody Allen è una scommessa. Ci si può trovare di fronte cose pregevoli come Match Point o Midnight in Paris o atrocità come Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni o Vicky, Christina, Barcelona. Tant'è che l'ultimo Irrational Man - e non parlo del biopic su Marco Goi - da queste parti non è neppure passato.
Questo Cafè Society mi attrae molto poco, ma potrebbe rivelarsi una sorpresa.
Quella che non è il mio antagonista, radical sempre e comunque.



Ben-Hur

"Lo sapevo che esaltare un film incensato su Pensieri Cannibali avrebbe avuto delle conseguenze!"
Cannibal dice: Il remake di cui nessuno sentiva la necessità. Penso manco Ford che quando usciva l'originale era ancora un pischelletto. O forse era un pischelletto ai tempi proprio di Ben-Hur?
Ford dice: ho sempre adorato i classiconi come Ben Hur, e purtroppo penso che remake di questo genere non possano fare altro che danneggiarne il ricordo, o peggio, passare come "originali" al pubblico più giovane e poco cosciente. E non parlo di Cannibal: nonostante quello che continua a ripetere, lui giovane non è più neanche per sbaglio.



Nick Cave – One More Time with Feeling

"Il mio ultimo disco è piaciuto a Cannibal? Alzo le mani e mi ritiro dal mondo della Musica."

Cannibal dice: Nick Cave non mi ha mai fatto impazzire. Troppo deprimente, troppo fordiano. L'ultimo disco che ha da poco realizzato con i suoi Bad Seeds è però davvero notevole e il documentario sulla sua luttuosa realizzazione, a cui fino a poco tempo fa non avrei nemmeno pensato di avvicinarmi, ora mi attira non poco. Dimostrazione di quanto i pensieri cannibali siano in costante evoluzione e mutamento, mentre i pensieri annebbiati dall'alcol (e dalla vecchiaia) di White Russian restano sempre immutabili.
Ford dice: ho sempre trovato notevole Nick Cave, nonostante il suo approccio funereo al rock lo renda un tantino indigesto per un tamarro sguaiato come il sottoscritto.
Questo documentario, come tutta la sua opera, potrebbe essere molto interessante: dunque, nonostante non si tratterà di un'epidemia di buonumore, penso lo recupererò. Distribuzione permettendo.



Indivisibili

"Sorellina, siamo unite quasi quanto Ford e Cannibal!"

Cannibal dice: Film inserito tra i 7 potenziali candidati italiani agli Oscar, a spese di lavori più quotati come La pazza gioia o Veloce come il vento, potrebbe rivelarsi una piacevole sorpresa. Le protagoniste poi sono due gemelle siamesi che sono proprio come me e Ford: indivisibili.
Ford dice: nonostante non si tratti di una rivisitazione del rapporto simbiotico tra questo vecchio cowboy ed il finto giovane Cannibal Creed, e si tratti di un film italiano, questo Indivisibili potrebbe addirittura risultare interessante. Speriamo di non rimanere troppo delusi.



Al posto tuo

"Non vuoi proprio capirlo: io con quei due blogger da quattro soldi non ci parlo!"

Cannibal dice: Ford sarà già pronto a bollare questo film come una schifezza assoluta. Io che per fortuna non sono al posto di Ford dico invece che potrebbe essere una commedia più gradevole e divertente di tante scemate americanate come Una spia e mezzo. Anche perché il regista è quello del caruccissimo Poli opposti, che a sorpresa mi era piaciuto, quindi un'occhiata pure a questo ci potrebbe stare.
Ford dice: non ho bisogno di bollare questo film. Lo salto a piè pari, e felicemente. E corro a rivedermi Una spia e mezzo.



Liberami

"Ti prego, dio, non farmi mai più incrociare il cammino di un film consigliato da Cannibal."

Cannibal dice: Altro lavoro italiano che non promette male. Un documentario sull'esorcismo premiato all'ultimo Festival di Venezia come miglior film della sezione Orizzonti. In più mi offre lo spunto per un grido disperato: liberatemi da Ford, vi prego!
Ford dice: se non fosse un film italiano, sarei molto più curioso di questo documentario sugli esorcismi. Tuttavia, lo guarderò nella speranza di carpire qualche segreto per esorcizzare la blogosfera dalla presenza di Cannibal Kid.



Le ultime cose

"Me l'avevano detto, che a guardare film consigliati da Peppa Kid si faceva una brutta fine."

Cannibal dice: Dopo tre pellicole italiane promettenti, ecco un lavoro neo neorealista che sembra buono giusto per il più radical e noioso dei Ford. Io passo.
Ford dice: ho diverse cose in arretrato da recuperare, in termini di visioni. Per il momento Le ultime cose non è tra quelle.



The Assassin

"Cannibal Kid? E' più pusillanime del mio sacco d'allenamento!"
Cannibal dice: Film di cappa e spada che pare visivamente molto affascinante, ma che a livello di storia potrebbe interessarmi all'incirca quanto un incontro di wrestling con Ford che combatte contro Hulk Hogan e The Rock. Un sogno erotico per lui, un incubo per me.
Ford dice: il wuxia è un genere che ho sempre amato. Se, inoltre, consideriamo che dietro la macchina da presa c'è Hou Hsiao Hsien, allora siamo a cavallo. Potrebbe diventare il mio film della settimana, se non del mese.



Se permetti non parlarmi di bambini

"Taci, o giuro che ti propino una maratona con i film preferiti di Marco Goi!"

Cannibal dice: Romcom argentino-spagnola che non sembra niente di eccezionale, però il titolo per me è intrigante. Mentre al super pluri papà Ford potrebbe suonare spaventoso!
Ford dice: considerata la mole di impegni accumulata con i Fordini, e quanto, a volte, io e Julez finiamo stremati le giornate, direi che per il momento questo film lo eviterò con cura.
Preferisco mettere la felicità a letto con loro, e godermi qualche tamarrata che non mi faccia pensare troppo a quanto il mio corpo chieda un paio di settimane di ferie in qualche isola sperduta dei Caraibi, solo con la signora Ford.




Abel – Il figlio del vento

"Sono contento di aver sperimentato il metodo di caccia di Ford: è senza dubbio all'avanguardia."

Cannibal dice: Film con bambini + animali = il male assoluto. Manca solo Ford...
Ford dice: filmaccio con un Jean Reno ormai privo di ogni vergogna che pare la versione ancora più brutta di Belle e Sebastian. Non lo farei vedere neppure a Cannibal. Che è tutto dire.


lunedì 3 dicembre 2012

Lawless

Regia: John Hillcoat
Origine: USA, Australia
Anno: 2012
Durata: 116'




La trama (con parole mie): Forrest, Howard e Jack Bondurant sono tre fratelli nati e cresciuti in Virginia nella prima metà del novecento, divenuti adulti nel pieno della Grande Depressione.
Sotto la guida del granitico Forrest, si occupano di distillati ormai fuorilegge e della loro distribuzione: la loro attività, tollerata dalle forze dell'ordine locali, cresce fino a giungere al limitare di Chicago, attirando l'attenzione del Governo che incarica lo spietato sceriffo Charlie Rakes di occuparsi della questione con ogni mezzo.
A questo punto le cose si complicano, e se uno ad uno tutti i distillatori chinano il capo sotto il pugno di ferro del rappresentante della Legge, Forrest rifiuta di obbedire perfino quando due sgherri gli tagliano la gola da un orecchio all'altro alimentando la leggenda che vuole i Bondurant invincibili ed in grado di sfuggire alla morte.
Jack, il più timido e meno adatto a ricoprire il ruolo di bandito della famiglia, dovrà fare i conti con se stesso e trovare la forza per decidere che strada prendere prima che il conflitto porti lui e i suoi fratelli alla distruzione.





Devo ammetterlo, il buon vecchio Lorant aveva proprio ragione: Lawless pare un film scritto, diretto e realizzato per alimentare la goduria estrema del sottoscritto, una di quelle cose da Frontiera - come concetto, più che come confine - all'interno della quale Bene e Male si mescolano, i nodi vengono al pettine, è forte la componente legata alla famiglia e alla fratellanza, e quello che viene comunemente considerato crimine assume le sembianze di uno strumento di ribellione pronto a scoppiare in pieno viso all'ordine costituito, quello che schiaccia sotto il suo tallone la gente della strada come noi.
Ambientato nel pieno della Grande Depressione - periodo profondamente drammatico già fotografato in molti romanzi da me amatissimi di Joe Lansdale e dal Capolavoro di John Ford, anch'esso tratto da un'altrettanto grande opera letteraria di John Steinbeck, Furore - e legato a doppio filo al Proibizionismo - uno dei momenti più oscuri della "giovane" Storia statunitense -, sceneggiato da un Nick Cave che pare aver trasmesso lo spirito delle sue canzoni ai protagonisti della vicenda - tratta da un libro che descrive effettivamente i fatti che riguardarono i fratelli Bondurant, redatto da un nipote in tempi più recenti -, impreziosito da un cast stellare ed in forma smagliante - un plauso, soprattutto, a Tom Hardy e Guy Pierce, impressionante per la cattiveria che riesce a mettere nella sua interpretazione di Charlie Rakes -, Lawless pesca a piene mani dalla materia che un paio d'anni fa Michael Mann portò con una classe incalcolabile sullo schermo nel suo Nemico pubblico divenendone, di fatto, una sorta di fratello minore.
La vicenda dei tre fratelli protagonisti, che potrebbe essere vista e vissuta come una sorta di cronaca di un gruppo di ribelli, più che di criminali, pronti a vivere "succhiando il midollo della vita" fino a quando non giungerà il momento per loro di appendere le pistole al chiodo ed invecchiare in pace e tranquillità, seduti sul portico osservando i figli giocare scoprendo che il Tempo è un nemico inesorabile che nessuna leggenda o invincibilità potrà sconfiggere, è in realtà uno splendido ritratto del concetto di Famiglia e del sentimento di fratellanza, di quei legami di sangue che non possiamo e non potremo mai spiegare, e che capiremo sempre e soltanto noi che li viviamo.
Osservando l'imperturbabile ed "invincibile" Forrest, il selvaggio Howard e l'impacciato Jack ho pensato spesso a mio fratello, a quello che ci ha uniti fin da quando, poco più che ragazzini, ci picchiavamo regolarmente e che è cresciuto fino ad ora, con i nostri aperitivi selvaggi consumati con il terrore di genitori e compagne: il rapporto tra i Bondurant è qualcosa che potranno comprendere soltanto loro stessi, nel profondo, e non avranno mai bisogno di tradurre con altro che non sia un complice silenzio.
In particolare, nonostante il ruolo di leader affidato ad un ringhiante Tom Hardy, ho trovato il personaggio di Shia Le Beouf quello più interessante: scritto con una profondità da fare spavento, il piccolo Jack mostra il fianco come i suoi fratelli non farebbero mai, scambia le imprudenze per furbizia e coraggio, cercando in tutti i modi di dimostrare a Forrest e Howard di valere quanto loro, di portare la stessa indomita furia che anima i loro animi selvaggi.
Eppure nelle macchine e nei vestiti di lusso, negli affari e nella corte alla figlia del pastore - una sempre eterea Mia Wasikowska -, c'è un cucciolo che non ha ancora trovato la strada che lo farà crescere e diventare uomo: la cosa interessante è che quella strada, che passerà attraverso il sangue, la vendetta, i colpi di pistola e le lacrime, in realtà sarà mutuata da una vita tranquilla, quella dell'uomo comune che lavora e vede la sua famiglia crescere, e che in un certo senso è molto più difficile e complessa di quella del fuorilegge che vive ogni giorno come fosse l'ultimo.
Perchè ogni giorno potrebbe essere l'ultimo, sempre, ma non è detto che sia come Forrest si aspetta. 
O non si aspetta, che poi è la stessa cosa.
Clint Eastwood nel suo Gli spietati ricordò al pubblico che "non esistono meriti, in queste cose".
Eppure, se c'è qualcosa di cui andare fieri, nonostante la Legge, e l'essere al di fuori di essa, è la sensazione che quel legame di sangue non possa essere spezzato.
Quello che stringe l'uno all'altro Forrest, Howard e Jack, i loro destini, le loro donne, i loro figli.
E non esistono whisky, completi all'ultima moda, macchine di grossa cilindrata o leggende che possano giustificare il fatto che si possa varcare il confine dell'ordine costituito per crearne uno proprio. 
Forse neppure la vendetta.
L'unica cosa che possa giustificarlo è proprio quello stesso legame: e chi lo vive.


MrFord


"One, two, three.
White light
I like going, listen up my mind
white light
don’t you know it’s gonna make me go blind?
White heat
oh, white heat, it take me deep down to my toe
white light
Lord, have mercy while that goodness, no."
The Bootleggers featuring Mark Lanegan - "White light, white heat" -


 


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...