martedì 8 febbraio 2011

Never let me go

La trama (con parole mie): c'era una volta un mondo "perfetto" in cui il tumore e le malattie degenerative rappresentavano il passato, perchè il futuro erano generazioni intere di giovani cloni la cui vita era consacrata alle donazioni, in modo da preservare l'esistenza degli individui "reali" per qualche anno in più, assicurando una vita media sempre almeno attorno al secolo. Kathy, Tommy e Ruth sono tre di questi giovani.

Never let me go è un film che non si è arreso.
Ha dovuto lottare, e lo ha fatto fino in fondo.
Mi ha guardato negli occhi e sfidato, ed è andato alla ricerca della scintilla che mi avrebbe fatto cambiare idea, e passare dal pensiero che fosse uno splendido quadro tendente al romanticismo eppure privo di passione ad una delle proposte più interessanti e rischiose di questo inizio anno.
E devo ammettere che, con i denti e con le unghie, Never let me go ce l'ha proprio fatta.
Dopo quasi novanta minuti ad ammirare l'ottima performance dei tre protagonisti e l'incredibile, straordinario lavoro svolto sulla fotografia, il crescendo finale è stato in grado di trasformare una mirabile confezione in un romanzo di formazione sociale e sentimentale coraggioso e potente, terribile e coinvolgente.
Dagli sguardi maliziosi di Ruth si passa ai silenzi eloquenti di Kathy, ma è con il grido di Tommy che pare liberarsi tutta l'energia di una pellicola che, di certo, deve molto all'opera letteraria cui è ispirata, ma ugualmente sa esplicitare tutta la sua indipendenza sprofondando nei cuori dei suoi spettatori solo apparentemente dando l'impressione di chiedere un permesso, o una sorta di via preferenziale, ma che, al contrario, rivela spunti ed interrogativi assolutamente unici ed originali: a cosa saremmo disposti noi, società attuale, di fronte ad una scelta, ad una prospettiva di questo tipo?
Quanti di noi sarebbero disposti a sostenere un sistema di questo genere per avere qualche anno in più da vivere, o, ancor più, affinchè potessero averlo le persone da noi amate?
Sarebbe facile parlarne ed affrontare il discorso a mente fredda, ma la realtà è che, effettivamente, il tempo di ragazzi come Ruth, Tommy e Kathy scomparirebbe di fronte all'idea di una possibilità che ora, a tutti gli effetti, è fantascienza, e che, al contempo, potrebbe essere una delle torture più incredibili mai progettate dall'Uomo.
Certo, a partire da una riflessione di questo genere si potrebbe allargare il discorso al mondo animale, o pensare che io sia una sorta di integralista cattolico che sostiene la vita secondo Natura o volere di un qualche abitante dei piani alti, eppure è proprio la paura che, per primo, potrei accettare una realtà come quella mostrata dalla pellicola, a farmi riflettere.
Perchè la verità è che il nostro mondo è formato, principalmente, dalle persone che amiamo, e che danno significato ai giorni che passano anche quando sono lontane, o non condividono il nostro percorso: il confronto tra Ruth e Tommy e Miss Emily, in questo senso, è tanto agghiacciante quanto sconvolgentemente ribollente della passione suddetta, e mostra tutto il significato di un legame destinato, in un modo o nell'altro, a durare per tutta una vita.
I protagonisti non lottano affinchè i rinvii tanto agognati siano un diritto per tutti i donatori, ma perchè siano loro a raggiungere quest'oasi in un deserto di tempo e giovinezza, come la barca arenata in quella spiaggia quasi da favola, dipinta con colori da fare invidia a Sokurov.
E così, poche palle, faremmo anche noi.
In un certo senso, i più coraggiosi sarebbero i "cattivi" pronti ad ammettere le proprie colpe, come Ruth, per permettere a qualcun'altro di andare oltre.
E ci vuole coraggio a pensare di rinunciare all'idea di un mondo in cui chi amiamo potrebbe non ammalarsi mai davvero, ed invecchiare serenamente, morendo in pace.
Ci vuole coraggio a pensare di affrontare la vita, qualsiasi cosa porti, e guardare in alto, senza chiedersi se c'è davvero qualcuno che pensa che questo tempo ci possa bastare.
Poi, come per magia, Never let me go finisce.
E scopriamo che chi conta non viene lasciato andare. Mai.
E che quel coraggio l'abbiamo, perchè il mondo in cui viviamo non ci regala nulla.
Forse, i cloni siamo noi.


MrFord


"Oh, baby, baby it's a wild world,
I'll always remember you, like a child, girl."
Cat Stevens - "Wild world" -

15 commenti:

  1. insomma ho capito, dovrò vedere anche questo... dovrò ricominciare a frequentare il cinema

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  2. Io non sono un clone, vero JuleZ?

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  3. Mi è piaciuto, anche se mi ha angosciato. Fa riflettere e tu in questo post l'hai fatto ottimamente.
    Un esempio di fantascienza senza effetti, ma anche, purtroppo, della nostra società: sempre più un paese per vecchi che fa macelleria sociale dei nostri giovani.

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  4. Bert: questo è molto consigliato. E' un film importante, ma non facile. Ti prende un pezzetto alla volta.

    Julez: secondo me no, come Julez non c'è nessuna! :)

    Lucien: gli spunti legati alla fantascienza senza effetti riescono davvero a smuovere riflessioni importanti, in questo film. Mi ha ricordato, per certi versi, tutta la mitologia di Dick. Concordo in pieno, purtroppo, sulla nostra società. Ma arriverà, prima o poi, un'inversione di tendenza. E' inevitabile.

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  5. la società attuale è già arrivata a questo: chi ha il potere e i soldi può permettersi di sfruttare i più deboli come vuole. se non con i cloni (ma non escluderei nemmeno che da qualche parte possano già esser stati creati) in altri modi più sottili.
    però questo film dimostra come anche la vita degli sfruttati possa essere piena d'amore e amicizia e più che degna di essere vissuta

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  6. Cannibale, concordo in toto. Un film che mostra, senza fretta ma non per questo difettando in potenza, tutta l'agghiacciante realtà di questa "fantascienza quotidiana".
    Di sicuro, vite come quelle dei tre protagonisti sono più che degne di essere vissute, proprio perchè mosse, come quelle di noi, che soldi e potere non li vediamo neppure da lontano, ma che mettiamo la passione in ogni cazzo di giorno.

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  7. Ottima recensione, sentita fino alla fine!
    E' un film da interpretare e capire, dove ognuno può cogliere ciò che il film gli ha dato...
    E con Cat Stevens m'hai affondato!:D

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  8. Rossana, concordo sul film: fornisce un sacco di spunti di riflessione, valutabili a seconda dei punti di vista o delle diverse sensibilità.
    Cat Stevens, nelle giuste situazioni, affonda sempre. :)

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  9. Ho visto il trailer al cinema ieri (sono andata a vedere Black Swan in italiano e come volevasi dimostrare è una cagata) e me ne sono innamorata! Stasera me lo vedrò,felice come una pasqua che esista internet.

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  10. Il mulo santo subito, Eva!
    Immaginavo che il doppiaggio di Black swan l'avrebbe rovinato, sono felice di averlo visto sottotitolato e in anticipo!
    Fammi sapere poi come va la visione di Never let me go!

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  11. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  12. bellissimo...ci ho messo un po' per elaborare perchè mi ha davvero sconvolto...non è facile ma una volta visto ti affonda dentro per non uscirne più....recensione perfetta e incisiva in particolare l'ultima sconvolgente battuta...grazie mille per il tuo partecipe intervento sulla mia!

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  13. Alesya, muchas gracias!
    Sono contento ti sia piaciuto il post, e ho letto molto volentieri il tuo!
    Ho cercato, come per tutti i film che mi toccano emotivamente, di lasciar scorrere le emozioni.
    Di sicuro, una visione da ricordare!

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  14. (è vero, visioni diametralmente opposte)

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  15. Simona, è il bello del Cinema! Poter vedere una cosa da punti di vista differenti e confrontarsi! Guarda con Cannibale che combiniamo ogni giorno!

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