venerdì 8 luglio 2016

Euro 2016: semifinali


L'Europeo delle sorprese e delle polemiche, delle conferme e delle emozioni, di questo duemilasedici, è giunto a ridosso del suo atto finale: ieri e l'altroieri sera, infatti, si sono giocate le due semifinali, che hanno decretato quali saranno, domenica, le squadre che si giocheranno il titolo continentale.
Il primo dei due match ha visto il Portogallo di Cristiano Ronaldo non solo aggiudicarsi la prima vittoria entro i novanta minuti dall'inizio del suo Europeo, ma anche porre fine alla seconda favola della competizione, quella di un Galles troppo limitato tecnicamente - Bale escluso - rispetto ai suoi avversari, reso più debole dall'assenza della spalla di quest'ultimo - Ramsey "Bolton", così ribattezzato in onore di uno dei charachters più importanti delle ultime stagioni di Game of thrones dal sottoscritto - e letteralmente messo in ginocchio da un uno/due che in tre minuti non solo ha deciso la partita come un fulmine a ciel sereno o una sveglia improvvisa con una secchiata di acqua gelata, ma ha di fatto distrutto le speranze dei gallesi, che non sono più stati in grado di reagire - sempre Bale escluso -.
Personalmente non stravedo per il Portogallo, e non mi è parso per nulla una squadra da finale, ma il calcio è anche questo, e non mi dispiace il fatto che Cristiano Ronaldo riesca dove il suo eterno rivale Messi ha fallito, anche perchè, valori tecnici a parte, tra i due ho sempre preferito CR7, senz'altro più carismatico rispetto alla Pulce nonchè trascinatore dei suoi in questa semifinale, avendo realizzato uno splendido gol di testa e propiziato la rete di Nani poco dopo.
 
 

 


 
Ma evidentemente l'exploit di Ronaldo non doveva restare l'unico, in questo penultimo atto dell'Europeo: nella seconda semifinale, infatti, la Francia supera i Campioni del Mondo della Germania con una doppietta del capocannoniere attuale della rassegna, Griezmann, che finalizza alla grande le occasioni costruite per lui dai compagni - su tutti Pogba, partito nel mirino dei giornalisti in questo torneo e cresciuto partita dopo partita: il centrocampista della Juventus, che chissà per quanto resterà tale, è uno dei talenti più interessanti del calcio continentale - e porta i Blues a giocarsi la vittoria contro CR7 e compagni.
La Germania torna dunque a casa avendo in un certo senso peccato di superbia ed essendo stata incapace, nonostante la grande organizzazione di squadra, di chiudere le partite - la mancanza di un finalizzatore come Griezmann ha pesato tantissimo sulla resa complessima dei panzer, che ieri sera sono stati strabordanti nel primo tempo ed hanno dominato sul possesso palla, eppure, probabilmente scioccati dal vantaggio francese giunto a sorpresa proprio a ridosso del finale del primo tempo, non sono più riusciti a riprendersi -, mentre la Francia, così come capita a volte in questi tornei - ed è accaduto anche al Portogallo - ha avuto dalla sua anche il fattore culo, determinante per avere la spinta giusta.
Di norma e quasi per contratto, considerate soprattutto le mie esperienze di vita in terra d'oltralpe, detesto i francesi e spero sempre che i cugini transalpini facciano la fine dei polli spennati, eppure devo ammettere che questa compagine giovane e fresca è riuscita in qualche modo a conquistarmi, allontanando lo spettro dell'antipatia dei vari Platini e Zidane: non saprei, dunque, da quale parte schierarmi in vista di domenica, e nel dubbio mi contento di sperare che Ronaldo e Griezmann guidino le rispettive squadre con un'altra grande notte da fenomeni.
In questo modo, mi parrà di aver vinto comunque.
 
 
 
 
MrFord

giovedì 7 luglio 2016

Thursday's child

La trama (con parole mie): la distribuzione italiana, come tutti noi sappiamo, pare un mondo a parte rispetto a quelle del resto del mondo. Per questa settimana di piena estate, infatti, nelle nostre sale arriveranno in blocco titoli risalenti ad almeno un anno fa, che molti di noi della blogosfera abbiamo in qualche altro modo già visto.
Purtroppo da queste parti si è già visto anche Cannibal Kid, che continua ad infestare la qui presente rubrica con i suoi commenti radical e poco graditi.


"Scusa, Ford, non volevo followare Cannibal Kid. Perdonami!"


It Follows

"Non lo vedo un film suggerito da Cannibal, neanche se mi legate!"
Cannibal dice: Uno degli horror più affascinanti degli ultimi anni, checché ne dica quel fifone di Mr. Ford, arriva finalmente nei cinema italiani. Se ancora non l'avete visto, fatelo! E intanto followate pure la mia recensione, vecchia ma non ancora andata in malora come quella del mio rivale: http://www.pensiericannibali.com/2015/05/it-follows-ce-una-roba-che-mi-segue.html
Ford dice: uno degli horror più sopravvalutati degli ultimi anni, tecnicamente ineccepibile ma freddo ed assolutamente lontano dal fare qualsiasi paura.
Dunque, prima di followare esaltati radical come Cannibal, leggete pure la mia recensione decisamente più equilibrata: http://whiterussiancinema.blogspot.it/2015/06/it-follows.html




Tom à la ferme

"Che birra sciapa! Era meglio se ordinavo un White Russian!"

Cannibal dice: E a proposito di filmoni che nelle nostre sale arrivano con un “leggero” ritardo, e che difficilmente Ford può capire, ecco un nuovo lavoro del giovane fenomeno Xavier Dolan. Non il suo top, però una pellicola singolare e da non perdere. Spazio rece: http://www.pensiericannibali.com/2014/06/tom-la-ferme-e-statte-un-po-ferm.html
Ford dice: colpevolmente, e per timore di incontrare delusioni terribili, non ho ancora visto alcun film del giovane fenomeno Dolan. Senza dubbio presto rimedierò, nel frattempo vado con i piedi di piombo considerata l'esaltazione del mio rivale per il buon Xavier.



The Zero Theorem

"Vai in vacanza come Ford!?" "Certo, non ho alcuna intenzione di scrivere alcun post!"

Cannibal dice: Non c'è due senza tre. Così come non c'è post riuscito di Ford senza il contributo di Cannibal. Oltre a It Follows e a Tom à la ferme arriva un'altra pellicola originale, in uscita in Italia in clamoroso ritardo e poco adatta ai Ford: The Zero Theorem di Terry Gilliam. Pure questa già recensita da Pensieri Cannibali, che d'altra parte è troppo più avanti di WhiteRussian: http://www.pensiericannibali.com/2014/08/the-zero-theorem-il-teorema-di-renato.html
Ford dice: io adoro Terry Gilliam. Dai tempi dei Monty Python. Quando ebbi oltretutto l'occasione di stringergli la mano fu davvero easy e pane e salame. Eppure la delusione per quella schifezza abominevole di Tideland è ancora una ferita aperta.
Per questo ho titubato all'idea di guardare The Zero Theorem, che però a questo punto mi toccherà recuperare per dovere di cronaca.



Tartarughe Ninja – Fuori dall'ombra

"Quello è Cannibal!? Per gonfiarlo bastava anche solo uno di noi!"

Cannibal dice: Il precedente film sui Turtles a sorpresa non mi era spiaciuto (http://www.pensiericannibali.com/2014/11/quattro-tartarughe-ninja-e-una-topa.html). Considerata la presenza di Megan Fox, nemmeno troppo a sorpresa...
Nonostante ciò, la voglia di vedere un suo sequel è estremamente bassa ma, per Megan e i suoi folgoranti pollici, uno sforzo lo potrei anche fare.
Ford dice: il primo reboot dedicato alla nuova versione delle Tartarughe Ninja non mi parve affatto male, ed in pieno spirito estivo spero presto di schiaffarmi questo sequel che mi pare sia abbastanza tamarro e sopra le righe da piacermi. Del resto, nel cast figura anche il wrestler WWE Sheamus.



Press – Storie di false verità

"Quei due blogger non sono ancora arrivati: e io chi intervisto adesso!?!?"

Cannibal dice: Pellicola italiana ambientata nel mondo dei media con protagonisti un giornalista e un cameraman. L'avrei vista, se solo avesse parlato di due blogger...
Ford dice: la falsa verità è che Cannibal sia un kid. Svelata questa, non mi pare ci sia altra materia per film di questo tipo.



Solo per il weekend

"Posso garantirlo: Cannibal Kid, in quanto a Cinema, è una capra!"

Cannibal dice: Uno di quei film amatorialeggianti che cercano di far credere che il cinema italiano se la passa male. Per fortuna, se ci si concentra sui titoli che meritano, il suo stato di salute è più che buono. Al contrario di quello di Ford, ormai sempre più perso nella sua demenza senile.
Ford dice: il Cinema italiano mi lascia quasi più dubbi di Cannibal Kid, dunque questo film verrà rimandato a quando sarò libero da impegni, lavoro e vacanze anche solo per un weekend. Cosa abbastanza improbabile, considerato tutto.



Toxic Jungle

"E quello sarebbe Cannibal? E chi lo vuole nella band!?!?"

Cannibal dice: Film argentino che sembra abbastanza rock'n'roll da meritarsi una visione. Alla faccia di Ford, un tempo tossico metallaro e groupie degli Iron Maiden che oggi invece considera un concerto dei noiosi Lukas Graham il massimo della trasgressione.
Ford dice: film che parrebbe interessante - come spesso accade con il Cinema argentino - ma che attenderò a vedere fino alla recensione del mio rivale, che potrebbe decidere le sorti dello stesso.
In caso di esaltazione da groupie di Peppa Kid, finirei per essere indeciso rispetto al vederlo per stroncarlo o fuggire a gambe levate.

mercoledì 6 luglio 2016

Euro 2016: quarti di finale


La competizione calcistica più importante del Vecchio Continente, giunta a ruota dell'ormai clamorosa debacle dell'Argentina targata Messi in Coppa America, prosegue la sua marcia verso la finale di domenica: i quarti, che hanno visto scontrarsi le migliori otto squadre europee, non hanno risparmiato emozioni, sorprese e conferme.
Si è cominciato con lo scontro che ha visto giungere ai rigori Polonia e Portogallo, la prima forte di un'ottima organizzazione e finalmente spinta da un Lewandowski come se lo ricordano gli appassionati di Champions League e la seconda che, quasi inaspettatamente e con un Cristiano Ronaldo senza dubbio spaesato e giù di tono - come spesso accade con la Nazionale -, finisce tra le prime quattro del torneo pur non avendo mai vinto una partita nel corso dei novanta minuti regolamentari.
I lusitani, infatti, hanno collezionato cinque pareggi in cinque partite, e proprio per questo motivo - oltre al letargo dal quale potrebbe svegliarsi all'improvviso CR7 - potrebbero finire per risultare addirittura i più pericolosi rispetto alla vittoria finale, anche se, a ben guardare, dopo la Francia rappresentano la squadra che meno mi piacerebbe veder trionfare.


Sulla strada di Parigi, però, troveranno un Galles tra le sorprese più belle dell'Europeo, trascinato senza dubbio dal talento di Bale ma espressione di una collettività che, in questo momento della Storia del calcio, pare essere nettamente più importante del talento individuale: ne sa qualcosa il Belgio, che dopo aver fatto la grande con le piccole finisce pettinata da Bale e soci anche peggio di quanto non fosse accaduto con l'Italia una ventina di giorni fa.
Un tre a uno perentorio nonostante le occasioni fiamminghe ed il grandissimo gol del momentaneo vantaggio firmato da Nainggolan - una delle reti più belle del torneo -: i gallesi hanno reagito con palle, decisione e compattezza, mettendo a segno tra l'altro tre reti di pregevole fattura - menzione d'onore per lo splendido secondo gol, che probabilmente frutterà allo svincolato Robson Kanu un contratto niente male per la prossima stagione -, muovendosi quasi come un'unica entità.
Pare essere questa, la lezione più grande che al momento sta dando questo Europeo: a prescindere dai singoli e dal loro talento, senza squadra non si va avanti.


A proposito di squadra, l'Italia sorprendente di Conte - alla quale non avrei dato due lire all'inizio di questo Europeo - ha salutato la competizione giocando quasi alla pari con la Germania Campione del Mondo cedendo solo ai rigori ad oltranza, spezzando i sogni che si erano piano piano materializzati di tanti appassionati e non nelle ultime settimane.
Un peccato, perchè ad un certo punto della sequenza dei rigori avevamo la partita in pugno, ed il tanto discusso errore di Pellè dal dischetto ha finito per condizionare una serie di tiri comunque emozionantissima, ricca di errori e ribaltamenti di fronte: personalmente, soprattutto sul momento, ho pensato che il nostro numero nove doveva essersi rincoglionito, per farsi beffe di Neuer per poi sbagliare clamorosamente il rigore dando il via alla "rimonta" teutonica, ma non avevo idea del circo mediatico e di ignoranza che si è scatenato nei giorni successivi all'indirizzo del suddetto Graziano Pellè.
Senza dubbio fare il fenomeno quando non lo sei è un peccato, ma è altrettanto vero che, se l'attaccante avesse piazzato la palla in fondo al sacco e fossimo approdati in semifinale, sarebbe diventato una sorta di eroe nazionale come lo sono stati i paladini del "cucchiaio" Totti e Pirlo prima di lui, entrambi proprio nel corso di un Europeo.
Ho trovato estremamente fastidioso notare il rancore, la violenza e l'odio espressi nei confronti di un calciatore - che non ha ammazzato nessuno, ha solo commesso un errore madornale sul lavoro come potrebbe capitare a noi tutti - fino a qualche minuto prima molto amato dal pubblico, divenuto bersaglio soprattutto dei non appassionati e critici di calcio che dicono di non seguire e detestare questo sport per poi finire ad alimentare discussioni infinite in casi come questo o esaltare le favole delle outsiders come Galles e Islanda, tanto quanto a saltare sul carro dei vincitori nel caso in cui tutto vada bene.
Bella la vita, così.
Personalmente, non ho patito più di tanto l'eliminazione: ormai ho vissuto un buon numero di Mondiali, Europei e Champions, e so che lo sport, come la vita, è fatto più di sconfitte che di vittorie, e rende queste ultime ancora più dolci proprio grazie alle cadute.
Ho patito, invece, l'ignoranza che, come popolo, spesso e volentieri ancora mostriamo anche quando ci confrontiamo con quello che è, a conti fatti, un divertimento.


E come per il senso civico, anche in questo caso - e senza retorica da finti alternativi - dovremmo prendere lezioni dagli islandesi, che con dignità escono dalla competizione eliminati da una Francia troppo forte per i loro mezzi - per la prima volta nel corso di questo torneo emersi in tutti i giusti limiti del caso - ed il giorno successivo, al ritorno in patria, accolti come se avessero vinto non uno, ma due o tre Europei.
E non accolti in quel modo solo perchè hanno compiuto un'impresa storica per un Paese che neppure troppi anni fa viveva il calcio solo come uno sport non professionistico, ma perchè espressione di un grado di civiltà distante galassie dal nostro.
Con questa sera, dunque, accediamo alla fase finale del torneo, con la semifinale a sorpresa tra le già citate Portogallo e Galles, mentre domani andrà in scena il classico tra Francia e Germania: personalmente, spero in un miracolo dei gallesi, e non per radicalchicchismo forzato.
Più che altro, comunque, continuerò a sperare in emozioni e calcio giocato fino all'ultimo secondo.
Fatto di sconfitte - tante -, di vittoria - una -, e di vita.




MrFord

sabato 2 luglio 2016

A new White Russian Cinema


Ricordo ancora discretamente bene la sera di quel marzo duemiladieci in cui, salutati gli amici venuti a cena e con l'ennesimo Jagermeister pronto per essere scolato, decisi di iniziare l'avventura di White Russian Cinema: non conoscevo quasi per nulla la blogosfera ed i suoi meccanismi, non sapevo quanto sarebbe durato o dove mi avrebbe condotto.
Nel corso di questi sei anni ho conosciuto film e persone, in rete e non, e senza dubbio posso solo ringraziare di aver cavalcato arricchendomi e divertendomi quanto più ho potuto: negli ultimi mesi, però, la soddisfazione e la carica di periodi "d'oro" come quello del duemilaundici/dodici o della fine del tredici hanno finito per segnare il passo, anche a fronte di un progressivo impoverimento del nostro universo.
Sempre meno blog, fermento, commenti, voglia di iniziare qualcosa: dunque, ho pensato che, per evitare di finire preda di pensieri legati alla chiusura del blog come all'inizio dello scorso autunno - il post di Rudderless -, avrei potuto operare un cambiamento che mi avrebbe permesso di rimanere dove sono e di ricaricarmi ad un tempo.
Dunque, da oggi fino alla fine dell'estate - lo giudico un esperimento a lungo termine per capire se vorrò continuare lungo questa strada - White Russian si limiterà a pubblicare due post fissi a settimana, uno dedicato alla carrellata delle visioni e letture della precedente - corredati di voti e brevi commenti - ed uno alle uscite in sala, come sempre in società con il mio antagonista Cannibal Kid.
Nel caso in cui mi dovessi poi imbattere in qualcosa di davvero tosto, allora tornerò alla struttura classica pubblicando post "fuori programma" come ne ho scritti ogni giorno negli ultimi quattro anni e poco più: in questo modo eviterò che la mancanza di stimoli mi faccia sentire di stare a questo bancone come fosse una sorta di secondo lavoro - e non in senso positivo -, e ad un tempo più libero di affrontare settimane più o meno dense di visioni, vacanze, serate in cui sarò troppo stanco per fare altro che non sia spegnere il cervello giocando a PES o altre in cui mi potrò dedicare ai Fordini.
In realtà, non voglio neppure che questo post suoni malinconico o "pesante", anche perchè al momento in cui scrivo queste righe ho ancora una ventina di post "classici" programmati - che, a dire il vero, ormai saranno già tutti pubblicati -, gli Europei di calcio nel mezzo ed eventuali visioni meritevoli di post singoli - che non sono arrivate -: eppure, dal momento in cui ho deciso di fare questo tentativo, mi sono sentito molto più libero e leggero, anche di fronte allo schermo.
Un pò come quando una storia che si trascina riscopre la passione del sesso selvaggio o il respiro di momenti ritagliati per se stessi nel quotidiano.
Dunque brindo ancora una volta a questo posto, a voi e a me, al Cinema ed alla voglia di condividere e comunicare, di lasciare che la passione si trasformi in parole ed immagini.
E risalgo a cavallo, pronto a conquistarmi un altro orizzonte.




MrFord

venerdì 1 luglio 2016

Turbo Kid

Regia: Francois Simard, Anouk Whissell, Yoann-Karl Whissell
Origine: Canada, USA, Nuova Zelanda
Anno: 2015
Durata: 93'







La trama (con parole mie): in un futuro prossimo in cui il mondo è devastato dall'olocausto post-atomico e vige la legge della giungla, un orfano cresciuto nel mito di un eroe dei fumetti che ha visto i genitori trucidati davanti ai suoi occhi per mano degli sgherri dello spietato Zeus, dispotico leader che controlla l'acqua nel territorio in cui il ragazzo vive, conosce nel corso di una delle sue peregrinazioni nelle wasteland Apple, una giovane stralunata che si rivela da subito interessata a lui.
Quando viene rapita dagli uomini di Zeus ed il giovane viene casualmente in possesso dell'equipaggiamento dell'eroe che pensava esistesse soltanto tra le pagine degli albi e nella sua immaginazione, le cose cambiano: divenuto Turbo Kid, l'improvvisato paladino del bene si metterà in cammino in modo da soccorrere la sua amica, dando inizio ad una vera e propria lotta all'ultimo sangue contro il despota ed i suoi sgherri.
Riuscirà dunque a portare a termine un'impresa così epica?










Quando, qualche anno fa, grazie al tam tam della blogosfera, recuperai Bellflower, opera alternativa, giovane e decisamente affascinante nata dall'impatto che Mad Max aveva avuto sull'immaginario dei suoi autori, pensai che non mi sarei più ritrovato in una condizione simile da spettatore: fortunatamente, invece, ogni tanto il Cinema mi smentisce ancora in positivo.
Giunto sugli schermi del Saloon sempre grazie al passaparola, Turbo Kid raccoglie di fatto il testimone del lavoro di Glodell sopracitato regalando al pubblico una storia scombinata, splatter, romantica e divertentissima che pare shakerare in un cocktail dal gusto davvero niente male i videogiochi e la cultura pop anni ottanta, Ken il guerriero, il già citato Mad Max, il primo Raimi ed i carpenteriani Fuga da New York e Fuga da Los Angeles - che prima o poi dovrò davvero decidere di riproporre qui al Saloon - sfruttando un protagonista fresco e molto "goonie", quasi una versione ancora più nerd dei vari Scott Pilgrim e soci, affiancato per l'occasione da una compagna tanto stramba da sembrare uscita dalla più stramba opera firmata da Charlie Kaufman e da una spalla spaccaculi che se non mi fossi ritrovato davanti guardando questo film, avrei giurato di aver inventato e scritto io stesso.
Se, a tutto questo, aggiungiamo un villain d'eccezione intepretato dal mitico Michael Ironside ed una serie di sgherri esteticamente perfetti - a cominciare dal muto e spietato braccio destro di Zeus -, uno spirito citazionista per nulla fastidioso ed una storia in grado di prendersi i suoi tempi per esplodere letteralmente in flash improvvisi di sangue e violenza da violento incubo tarantiniano, il gioco è fatto: Turbo Kid rappresenta, in questo senso, una delle ventate d'aria fresca più interessanti della scorsa, scialbissima - almeno in sala - primavera, quasi avesse raccolto il testimone dei cult dello scorso anno Kung Fury e The final girls, pellicole che hanno pescato a piene mani dal fortunatamente rivalutato decennio eighties presentando comunque e nonostante le ispirazioni marcate un'originalità ed una voglia di raccontare invidiabili in un'epoca cinematografica in cui pare latitare proprio l'ispirazione "buona".
Probabilmente, così come le pellicole citate poco sopra, anche Turbo Kid non è considerabile come "per tutti", e l'ideale, se non siete avvezzi al genere, sarebbe affrontare la visione accanto a qualcuno che, al contrario, in questo tipo di prodotti sguazza come uno squalo in una piscina di surfisti, pronto a mostrare tutte le potenzialità di produzioni di tal fatta figlie di questa nuova "corrente", purtroppo per ora colpevolmente ignorata dalla distribuzione italiana, che preferisce intasare le sale con film che si dimenticano già dai titoli di coda piuttosto che rischiare puntando su lavori come questo.
Poco importa, comunque: da queste parti crediamo forte in eroi come Turbo Kid, che riescono a raccontare e trasformare in immagini il grande amore per il Cinema che la mia generazione di appassionati prova, dagli outsiders in cerca di riscatto ed amore ai cowboys solitari e cazzuti.
In fondo, la strada verso il sogno è la stessa.
Cambia solo il modo di percorrerla.





MrFord





"Evviva il cross, evviva il motocross
rischiavo la mia pelle, evviva il motocross.
Lei lo metteva in moto e mentre uno aspettava accanto a un paracarro,
quell'altro mi picchiava
e non guardava dove
e se ne sono andati in tre sul mio motore,
lasciandomi soltanto la rabbia da ingoiare, la rabbia da ingoiare..."
Ivan Graziani - "Motocross" -






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