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venerdì 8 giugno 2012

Last friday night

La trama (con parole mie): l'estate è cominciata, spazzando inspiegabilmente via tutte le pessime uscite italiane che hanno infestato i weekend di uscite negli ultimi mesi.
Certo, non ci ha risparmiato alcuni film assolutamente evitabili, così come il mio sempre meno sopportabile compagno - o più propriamente rivale - di rubrica Cannibale, per l'occasione unico sovrintendente a questo spazio, dato che, nel frattempo, io mi troverò in spiaggia alla facciazza sua.
Ma non preoccupatevi: dalla prossima settimana il cowboy rientra nel saloon, pronto a distribuire bottigliate a chi di dovere, primo fra tutti il Cucciolo Eroico!


"Un brindisi alla vacanza lontani dal Cannibale!"
La vita negli oceani di Jacques Perrin e Jacques Cluzaud



Il consiglio di Ford: io vado al mare, e lascio Cannibale a fare snorkeling attaccato ad un pezzo di cemento.
Ennesimo excursus sui fondali che, per quanto ci si avvicini all'estate e resti una materia affascinante, stimola la mia curiosità quanto una maratona di teen movies selezionati dal mio antagonista. Preferisco, e di gran lunga, schiaffarmi qualche giorno a godermi la spiaggia in prima persona, che gli abissi sul divano di casa.
Il consiglio di Cannibal: abbiamo davvero toccato il fordo
Lasciamo Ford godersi il mare e i suoi fordali, visto che quando tornerà bello riposato e rilassato dalle sue vacanze si ritroverà con il blog e forse persino casa sua totalmente… spariti. Buone vacanze, Ford, e tranquillo che al tuo saloon virtuale e alle tua casa reale ci penso io uahahaha!
P.S. Questo film lo guardo solo se mi tenete lontano Ford per tutto l’anno e non solo per una settimana!

"Un bel tuffo, un cocktail, pieno relax. Una vacanza senza il Cannibale non ha prezzo."
Project X - Una festa che spacca di Nima Nourizadeh



Il consiglio di Ford: la festa la farò volentieri io a film come questo.
Si parlava di roba teen e senza senso, ed ecco servito un inspiegabile e poco allettante titolo che non si capisce bene se possa essere un tentativo di alternativismo o semplicemente una dimostrazione di
scarsezza su tutti i fronti. Saltato a piè pari senza alcuna remora. E chissà che non si possa festeggiare l'avvenimento.
Il consiglio di Cannibal: oh yeah!
Lascio i vaneggiamenti da vecchio decrepito ormai sul capezzale di morte al mio rivale, e mi godo alla grande questo film che negli Usa sembra essere diventato già un discreto caso. Alla faccia di Old Fold capace solo di spaccare i maroni e dei suoi ultimi rantoli prima di passare a miglior vita, organizziamo una festa a casa sua e distruggiamogliela completamente. Let’s party!

"Ford, ho fatto bene a venire in vacanza con te: è tutta un'altra cosa rispetto alla vita di Casale Monferrato!"
W.E. Edward e Wallis di Madonna



Il consiglio di Ford: don't play these stupid games, Madonna.
Ho sempre pensato che Miss Ciccone fosse un'artista decisamente sveglia e dotata, nonostante non sia mai stato un suo fan accanito, ma evidentemente l'età comincia a giocarle scherzi neanche fossero i
trenta con il Cannibale. Dopo un disco dimenticabile, ecco un film praticamente inutile che si preannuncia lento, zuccheroso e soporifero, di quelli che neppure le peggiori rappresentanti dei salotti finto alternativi riescono a sciropparsi. Lo lascio volentieri a Lady Cannibale, ormai sua diretta avversaria.
Il consiglio di Cannibal: W Cannibal e abbasso Ford
Dopo aver massacrato il suo ultimo bruttissimo disco, sono pronto per darle di Santa ragione a sua santità Madonna anche per questa sua opera seconda come regista. Mi piace sempre sparare contro i vecchietti che ormai non riescono più a stare al passo con i tempi e sono destinati al dimenticatoio. Proprio come Vasco o la sua amica Mrs. Janet Ford. E a proposito… questa robetta sembra il film da tè della settimana nel suo salotto al pensionato!
Dite che preferite il party cannibale di Project X? Come darvi torto?

"Quel Ford è proprio un sant'uomo: senza di lui non ci saremmo mai incontrati!"
La mia vita è uno zoo di Cameron Crowe



Il consiglio di Ford: posso capire Crowe. Anche la mia lo è, da quando ho a che fare con il Cannibale.
Ed eccoci all'ennesimo titolo assolutamente trascurabile di una settimana senza film italiani da bottigliare selvaggiamente eppure totalmente priva di proposte interessanti. Addirittura di questo titolo ha parlato in maniera non entusiasta anche il mio fastidioso compagno di rubrica, nonostante la sua adorata Scarlett Johansson, quindi le possibilità che possa piacere al sottoscritto si riducono davvero al lumicino.
Tendenzialmente, preferirei farne a meno.
Il consiglio di Cannibal: la vita di Ford è in uno zoo, non liberatelo!
Un film buonista, per famigliole e con un sacco di animali tenerosi? Ma è la proposta ideale per quella bestia di Ford!
Senza offesa per le bestie, sia chiaro, era così per dire. Vi siete offese, bestie? Come siete suscettibili, peggio di quel vanesio del mio blogger (ma dove?) rivale (quello sì!). In effetti però vi capisco, perché vi ho offeso pesantemente paragonandovi a lui e quindi vi chiedo scusa e vi compro i biglietti per il cine. Dopotutto, per quanto sia un filmetto, è pur sempre un filmetto di Cameron Crowe con Scarlett Johansson, quindi è comunque vedibile. Qui c’è la mia (fantastica) recensione: http://pensiericannibali.blogspot.it/2012/04/scarlett-zoohansson.html

"Mi dispiace, ma non posso liberarti finchè Ford non torna: è l'unico che riesce a domarti, e non voglio che tu esca a sbranare il Piccolo Cucciolo Eroico."

7 Days in Havana di Aa. Vv.



Il consiglio di Ford: rum e calore. Questa è l'estate che voglio.
Normalmente non amo i film a episodi finalizzati al finto alternativismo, eppure questo progetto, tutto girato attorno alla città simbolo di Cuba mi intriga non poco, principalmente per la presenza nel progetto di gente come Laurent Cantet e Gaspar Noè. Può essere che non tutti i cortometraggi varranno la pena, ma
accompagnando la visione con un buon rum, sono sicuro che tutto andrà meglio.
Il consiglio di Cannibal: 7 giorni senza Ford, che figata!
Bah, non so. Rischia di essere gradevole, sebbene i paesi calienti e latinoamericani come Cuba non rientrino per niente tra i miei preferiti, ma rischia ancora più fordemente di essere una porcheria come il recente Gli infedeli, anch’esso realizzato da vari registi interessanti e poi rivelatosi penoso. Qui ci sono Noé e Cantet, il protagonista è il mitico Josh Hutcherson, però questo collage di cortometraggi mi puzza di bruciato.
O forse è solo il blog WhiteRussian che in assenza del suo proprietario sta prendendo fuoco?

"Merda! Ford ha beccato un'altra volta, e io resto di nuovo a bocca asciutta! E' proprio una fregatura essere Katniss Kid!"

giovedì 3 maggio 2012

The rum diary

Regia: Bruce Robinson
Origine: Usa
Anno: 2011
Durata: 120'



La trama (con parole mie): Paul Kemp, sregolato giornalista appena giunto nella Porto Rico nei primi anni sessanta, trova lavoro presso il quotidiano che gli Usa controllano nell'ottica dell'assetto politico del periodo, reso instabile dalle tensioni tra gli Usa e il blocco sovietico.
Stretta amicizia con gli scombinati colleghi Sala e Moberg, tra un rum ed una scorribanda in macchina, l'uomo ha giusto il tempo di trovare un canale che potrebbe portarlo alla sicurezza e al denaro per poi bruciarlo prendendosi una cotta da antologia per la donna di Sanderson, eminenza grigia dell'isola le cui influenze si fanno sentire a tutti i livelli: la lotta per il suo cuore e per la libertà di stampa locale faranno da stimoli alla carriera futura del giornalista, pronto per la prima volta nella sua vita a tracciare la rotta della sua professionalità - e non solo -.




A volte capita che un film senza particolari pretese, tendenzialmente patinato, con un cast che gioca sull'ordinaria amministrazione ed una regia senza alcun picco, tratto come se non bastasse da un romanzo di un autore cult eppure privo di una sceneggiatura che possa dare anche un minimo di mordente alla storia riesca a conquistare senza, di fatto, averne alcun merito.
E' il caso di The rum diary, promosso e distribuito come una versione vintage di Paura e delirio a Las Vegas - l'autore dei romanzi è lo stesso, il mitico Hunter S. Thompson -, lontano anni luce dalla potenza di quello che vorrebbero venderci come il suo predecessore, eppure in grado di incollarmi allo schermo con lo stesso piacere che mi pervade quando vedo e rivedo fino allo sfinimento pellicole che sono considerate cult in casa Ford, pur non facendo leva su una vicenda particolarmente avvincente o ben scritta.
Non so se sia stata la crescente passione del protagonista per Amber Heard, l'ambientazione caraibica, il rum o la tendenza dei giornalisti portati sullo schermo da Depp, Michael Rispoli e Giovanni Ribisi di perdersi dentro e fuori se stessi come solo chi conosce bene l'alcool sa e può fare, o il fascino di un'epoca in cui la lotta poteva essere vissuta come un viaggio o un'esperienza, ma non ho avuto un solo istante di cedimento dall'inizio alla fine, e pur non sentendomi particolarmente coinvolto, mi sono lasciato cullare da una pellicola senza particolari pretese - del resto, Bruce Robinson resta un signor nessuno - capace comunque di trasportarmi nel pieno del periodo che fotografa, accarezzandomi con quel gusto per la siesta ed il tempo rubato al normale e quotidiano incedere dello stesso tipico del concetto di Sud che tanto mi attrae.
A rendere il tutto un cocktail ancora più piacevole da mandare giù sorso dopo sorso il confronto tra Kemp ed i suoi due antagonisti, lo scorbutico scribacchino e direttore del giornale Lotterman - un ottimo Richard Jenkins che impersona alla grande il tipico esecutore servo del potere dalle nevrosi pronunciate - e l'odioso arricchito Sanderson - un sempre efficace Aaron Eckhart -, uomo dallo stile madmeniano e dai modi spocchiosi di chi pensa che il denaro ed il potere rendano, di fatto, una persona migliore di tutte le altre: la scombinata gang formata da Depp e i suoi, di contro, si porta sulle spalle tutto lo scoordinato panesalamismo che tanto è amato qui al saloon, regalando momenti al limite del grottesco - la bistecca nel locale, l'inseguimento con l'incendio del poliziotto, il collirio allucinogeno - che sono stati, di fatto, una vera e propria pacchia per il sottoscritto.
Ma è la passione amorosa che coglie Kemp travolgendolo ad aver in qualche modo vinto ogni mia resistenza rispetto all'apprezzamento di questo film, giocata tutta nella sequenza della macchina lanciata a tutta velocità e della sfida tra lo stesso giornalista e Chenault, simbolo di un gioco di seduzione chiaro fin dal primo incontro dei due eppure funzionale ed onesto, proprio come il resto della pellicola.
Non chiedetemi, dunque, di difendere a spada tratta un film che è sicuramente un'opera minore che finirà ben presto nel dimenticatoio della maggior parte della critica e degli spettatori: in questo senso, non ho proprio nulla da dire rispetto alla resa - tecnica ed artistica - di The rum diary.
Eppure, c'è qualcosa nel suo sonnacchioso incedere cui è davvero difficile resistere: un gioco di sguardi sornione, o una sbronza che pare non averci colpiti, e dopo un buon numero di cocktail, decisi ad alzarsi per andare in bagno o cambiare locale, ci inchioda alla sedia come fosse il più potente degli incantesimi.
Un progressivo abbandono che è un massaggio da rollìo di barca e rumore di onde sul bagnasciuga, sole sulla pelle leggermente sudata di una donna che non ci basterà sfiorare con il pensiero e rum che tocca corde che non credevamo neppure più di avere.
Prima della sveglia, della lotta, della presa di una coscienza che ci porterà avanti lungo la strada, perdersi così, lentamente, è un piacere indescrivibile.
Qualcosa che, se non si appartiene a quella categoria di strambi zingari esploratori di vita, potrà sembrare inutile, insensato e privo di interesse.
Come questo film.
Fortunatamente per me, nella ciurma di quella nave destinata probabilmente a finire a fondo, sono una figura di spicco per natura.


MrFord


"I get knocked down 
but I get up again
you're never going to keep me down
Pissing the night away 
pissing the night away
He drinks a whisky drink
He drinks a vodka drink
He drinks a lager drink
He drinks a cider drink
He sings the songs that remind him 
of the good times
He sings the songs that remind him 
of the better times."
Chumbawamba - "Tub Thumping" -
 
 


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