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giovedì 21 giugno 2018

Thursday's child







Interrompo il flusso del Saloon Mundial per la consueta rubrica del giovedì dedicata alle uscite in sala, e con il ritorno al Cinema sono lieto di ospitare da queste parti uno dei bloggers più fordiani di sempre, Blackswan.
Sarà riuscita la sua presenza a provocare qualche frattura nel recente equilibrio pacifico tra questo vecchio cowboy ed il suo rivale Cannibal Kid?



"Prova ancora una volta a dire che Ford e Cannibal vanno d'accordo e mi ritroverò obbligata a spaccarti la testa!"



Una Vita Spericolata

"E tu volevi far guidare Ford quando a bordo abbiamo la De Angelis!? Sei davvero uno sconsiderato!"

Blackswan: Niente a che vedere con il documentario del 2015 a firma di John McKenna dedicato alla passione del grande Steve McQueen per le auto da corsa. Questa pellicola, la sesta del regista Marco Ponti, di cui qualcuno si ricorderà per l’ottimo Santa Maradona, è una commedia on the road italianissima, condita con un po’ di noir e qualche sfumatura grottesca. Un film che probabilmente metterà d’accordo sia Cannibal Kid che Ford, il primo attratto dal glamour di attori fighetti e colonna sonora fighetta, il secondo eccitato dal testosterone di armi e macchine rombanti. Per quanto mi riguarda, trattandosi di un film italiano, cinema per il quale non nutro alcuna simpatia, lo comprerò in dvd il prossimo anno alla Feltrinelli, prendendolo dallo scatolone delle offerte a Euro 4.99.
Cannibal Kid: Le pellicole con titoli che si ispirano alle canzoni di Vasco non promettono mai niente di buono, come Albakiara - Il film, che non ho mai visto ma pare sia uno dei film peggiori mai girati e su IMDb vanta la poco invidiabile media del 2.2. Vasco sta alla musica che mi piace come Blackswan sta alla musica che mi piace, o come Mr. Ford al cinema che mi piace. Non ci potrebbe quindi essere niente di più distante da me. Solo che in questo film c'è Matilda De Angelis, la Jennifer Lawrence de' noantri, di recente splendida protagonista del video di “Felicità puttana” dei Thegiornalisti. Ecco, loro sì che mi piacciono e pure Matilda e quindi questa pellicola me la guardo per forza, sperando e pregando che quello alla canzone di Vasco sia giusto un vago riferimento.
Ford: Marco Ponti, escluso Santa Maradona, non penso abbia molto da dire ad un avversario del Cinema italiano come il sottoscritto, nonostante l'arma in più Matilda De Angelis. Probabilmente seguirò l'esempio di Blackswan rispetto al film, anche se devo informarlo che i motori con me c'entrano davvero poco e niente.

Obbligo o verità

"Quelli sono i tre bloggers che tengono la rubrica!? La verità è che sono davvero spaventosi!"

Blackswan: Il titolo richiama un giochino molto popolare, che altro non è se non l’innesco per lo sviluppo del più classico dei teen horror americani, con il manifestarsi di una forza oscura ad alzare la posta in gioco e i protagonisti in posa caricaturale, con la bocca a culo di gallina, per manifestare sgomento e terrore. Interpretato da Lucy Hale e Tyler Posey, attoruncoli con un curriculum di puttanate seriali alle spalle, è la classica pellicola che scatena le bottigliate di Ford e la recensione cattivella di Cannibal Kid, che poi, nel buio della sua cameretta, se lo guarda e se lo riguarda, spaventandosi ogni volta come se fosse la prima. Per quanto mi riguarda, passo alla velocità della luce.
Cannibal Kid: La mia recensione magari sarà cattivella, ma non ho nessuna paura ad ammettere la mia verità, ovvero che non vedo l'ora di vedere questo film. Anche perché c'è Lucy Hale, che è stata la protagonista della puttanata seriale più goduriosamente trash degli ultimi anni, Pretty Little Liars, un guilty pleasure fantastico per chiunque non sia un vecchio rancoroso pieno di pregiudizi come Blackswan o Mr. Ford ahahah
Ford: filmetto inutile di quelli che piacciono a Peppa Kid, che arriva nel periodo migliore per questi filmetti inutili, ovvero l'estate. Preferisco pensare a Obbligo e verità come al gioco che, svariati anni fa, permetteva di limonare duro con le ragazze al parchetto. Se poi dovesse passare da queste parti, prevedo bottigliate tonanti.

Thelma

"Meglio tornare a casa. Non vorrei incontrare uno di quei tre loschi figuri."

Blackswan: Thelma. Pensavo fosse un remake del film datato 1991 a firma Ridley Scott. Poi, mi sono accorto che nel titolo mancava l’altra metà del cielo, Louise. Così ho scoperto, invece, che questo film è una recente produzione europea (Norvegia, Francia, Danimarca, Svezia), che con il capolavoro americano c’entra come i classici cavoli a merenda. Thriller sentimentale con velleità paranormali, sarà la gioia cinematografica dell’anno per Cannibal Kid, capace di trovarvi chissà quale recondito significato sfuggito ai più (sceneggiatore e regista compresi). Difficile che Ford ne possa parlare bene; ma se succederà, ho un amico hacker pronto a resettargli il blog.
Cannibal Kid: Film di gran lunga più interessante di qualunque lavoro del sopravvalutatissimo Ridley Scott, forse giusto ad eccezione di Blade Runner, comunque surclassato dal recente Blade Runner 2049. Non sarà uno dei miei film dell'anno soltanto perché era già presente nella Top 20 dei miei preferiti del 2017 (http://www.pensiericannibali.com/2017/12/i-migliori-film-del-2017-la-top-20-di.html). Thelma è un gioiellino proveniente dalla Norvegia davvero originale, strambo ed emozionante. Si astenga chi cerca banalità e prevedibilità come Blackswan. A sorpresa invece a Ford potrebbe piacere, lui che ama la Norvegia e di recente è stato a Oslo. Come testimoniano le sue Instagram stories che pubblica sui social come fosse un teenager.
Ford: ho in rampa di lancio la visione di Thelma da parecchi mesi, se non fosse che tra lavoro e impegni vari finisco ad arrivare alla sera soltanto con la voglia di una puntata di una serie, una bevuta e un bel sonno riparatore. Essendo in uscita, cercherò di recuperarlo nella speranza che possa farmi lo stesso effetto che di recente mi ha fatto Oslo.
Anche se, considerato che è piaciuto a Cannibal, spero in un rinnovarsi della nostra rivalità da Blog Wars.

Sposami, stupido!

"Vedrai che saremo una bella coppia: meglio anche di Cannibal e Ford!"

Blackswan: I francesi, i film li sanno fare, soprattutto quando si misurano con la pochade, la più classica delle commedie degli equivoci. Il film si preannuncia esilarante e tra una risata e l’altra la sceneggiatura affronta anche temi sociali molto attuali, come l’omosessualità e l’integrazione razziale. Si ride e si pensa, dunque, e sarà interessante leggere cosa ne diranno i miei due ospiti, dal momento che Ford solitamente non ride mai e Cannibal Kid ride di più di quanto pensi.
Cannibal Kid: Sorpresa, sorpresa! Io e Blackswan siamo d'accordo su una cosa, anzi due: i francesi e le commedie francesi. Un evento più raro del trovare me & Ford in sintonia, anche perché ultimamente sta ahinoi capitando troppo spesso. Il protagonista di questo Sposami, stupido! è Philippe Lacheau, che mi sembra un po' la versione cinematografica del calciatore Antoine Griezmann e che di recente ho apprezzato in una minchiatina spassosa come Alibi.com, e penso che anche 'sta volta saprà come farmi divertire. Si astengano i musoni alla Mr. Ford.
Ford: ho visto il trailer di questo film poco tempo fa, e mi è parso una cosetta divertente e potenzialmente spassosa come le meglio riuscite dei nostri cugini d'oltralpe, che sicuramente sanno confezionare commedie molto meglio di noi. E dato che non sono un musone come pensano i miei due compari di questa settimana, spero anche di farmi qualche grassa risata.

The Escape

"Devi assolutamente scordarti di Ford. Quello è un bruto. E anche di Cannibal. E' un pusillanime. Di Blackswan, poi, non parlo neanche."

Blackswan: I pipponi drammatici, soprattutto se sono concepiti al di là dell’oceano, non fanno per me; se poi sono interpretati da due attori mono faccia come Gemma Arterton e il giulivo Dominic Cooper, li rifuggo come il passato di verdure e la pera cotta. Una donna, apparentemente felice e devota alla famiglia, molla tutto per cercare se stessa. Questa è l’imperdibile trama di questa imperdibile pellicola. Difficile immaginare cosa ne penseranno Ford e Cannibal Kid. Il primo, che è un burbero dal cuore d’oro, potrebbe essere catturato dal tema dell’abbandono e ricordarsi quando da piccolo divorava ripetutamente Incompreso di Florence Montgomery o passava ore a guardare Bambi di Walt Disney. Per quanto riguarda Cannibal Kid, bisogna tener conto del fatto che Gemma Arterton è una bella figa e che, quindi, potrebbero bastare una mezza tetta o una coscia in bell’evidenza, per influenzarne definitivamente il giudizio.
Cannibal Kid: Credo che Blackswan in questo caso c'abbia preso. Su Ford, che ancora non si è ripreso dal trauma della visione di Bambi. E su di me, che difficilmente potrò resistere a una pellicola con Gemma Arterton. Che tra l'altro non è così monoespressiva e come attrice non se la cava niente male. Ma d'altra parte Blackswan se ne intende di recitazione come se ne intende di musica, uahahah!
Ford: Gemma Arterton potrebbe essere l'unico motivo per vedere questa pellicola, che pare davvero una gran rottura di palle.
E' estate, e per quanto mi riguarda voglio solo film ignoranti, sole e grandi bevute, magari in riva al mare.

Sea Sorrow – Il dolore Del Mare

"La rubrica di questa settimana è senza dubbio una violazione dei diritti umani."

Blackswan: Il tema trattato è importante, visto che il film riflette sulla moderna tragedia dei migranti che attraversano il Mediterraneo, e Vanessa Redgrave, straordinaria attrice che alla veneranda età di ottant’anni debutta alla regia, è una garanzia di qualità. Andrò a guardarlo sicuramente, mentre Ford e Cannibal Kid resteranno a casa a disquisire se è più fico Deadpool o Ant-Man. Mangiando pop corn e bevendo Coca Cola, ovviamente.
Cannibal Kid: Blackswan che fa il figo facendo il finto impegnato mi fa sbadigliare quasi quanto un disco consigliato sul suo blog. E comunque non c'è niente da disquisire: Deadpool surclassa nettamente Ant-Man! :)
Ford: Deadpool surclassa decisamente Ant-Man, e per quanto il tema sia importante, l'estate, come scrivevo poco sopra, è la stagione della leggerezza. Quindi, al massimo, rimanderò all'autunno.

Toglimi un dubbio

"Questo è l'unico modo consentito di avvicinarsi a quei tre bloggers mentre discutono."

Blackswan: Film francese (adoro il cinema francese) e attori di alto profilo, Toglimi Un Dubbio è una commedia che racconta di un uomo deciso a ritrovare il proprio padre biologico. Si ride, ci si commuove e si investiga sulla propria identità e i propri affetti. Un film, quindi, dalle mille sfaccettature, che assolutamente non mi perderò. Anzi, porterò a vederlo anche Cannibal Kid e Ford, perché adoro vedere la gente che si addormenta al cinema e a fine pellicola, con la bavetta alla bocca, strabuzza gli occhi ed esclama “Bello, eh?!”.
Cannibal Kid: Certo che questo Blackswan se la canta e se la suona da solo, tirandosela più di una figa francese radical-chic di quelle che piacciono a me. Deve avergli dato alla testa l'ascolto di troppi dischi country e di musica “americana”, genere che in Italia ascoltano giusto lui, Ford e qualche pensionato che ha smarrito i vinili di Claudio Villa.
Quanto al film, non mi sembra uno dei titoli migliori che il cinema d'Oltralpe abbia da offrire, ma comunque anch'io adoro il cinema francese e quindi potrei persino tenere botta con gli occhi aperti fino alla fine. Per Ford invece non garantisco.
Ford: gli occhi aperti fino alla fine dovrei riuscire a tenerli, alla peggio mi infilerò le cuffie e ascolterò un paio di pezzi country di quelli che ascoltiamo solo io, Blackswan e qualche pensionato che ha smarrito i vinili di Claudio Villa.

Dei


Blackswan: Uno dei weekend con la programmazione più sfigata dell’anno, si conclude con un altro film italiano, Dei, per la regia di Cosimo Terlizzi. Film di formazione che racconta la storia di un adolescente pugliese che dalla campagna scappa verso la rutilante e tentacolare Bari. Immagino sia l’ennesima pellicola nazionale che promette tanto e mantiene pochissimo e, quindi, dubito che andrò a guardarlo: sono film che mi producono lo stesso abbiocco che viene a Cannibal Kid durante la visione di una pellicola di Kim Ki Duk in lingua originale e sottotitolata in bulgaro. E a tal proposito: vi ringrazio per l’ospitata e la simpatia, ma la prossima volta, mi raccomando, solo film russi o iraniani. Se no, non mi diverto.
Cannibal Kid: Il rischio che sia uno di quei film che promettono tanto e mantengono pochissimo in effetti è alto, però questo Dei è una pellicola adolescenziale italiana su cui mi sento di puntare abbastanza. Tanto, mal che vada, più noioso di un film di Kim Ki-duk o di un disco di Bruce Springsteen non può essere.
Ford: dai film adolescenziali finto impegnati italiani mi tengo alla larga. Vado ad ascoltarmi un pò di rock anni ottanta tamarro con una birra gelata ed il pensiero di una spiaggia di L. A., e senza muso.

mercoledì 25 aprile 2018

Wednesday's child




Questa settimana, in occasione dell'arrivo ufficiale del caldo e della primavera e di alcune uscite potenzialmente molto interessanti e molto diverse tra loro, io e Cannibal abbiamo deciso di invitare come terzo incomodo della nostra rubrica legata alle novità in sala nientemeno che Poison, una delle colonne portanti della blogosfera nonchè cara amica dei Ford tutti, che per l'occasione si è prodigata a scrivere intro e outro così come questo vecchio cowboy si è prodigato, per rompere gli schemi delle impaginazioni creative, per sballare la contemporaneità della pubblicazione del post.



Intro di Poison: Dopo aver invitato praticamente chiunque a partecipare alla loro rubrica settimanale, fosse anche gente che ha un blog che parla di petanque e briscola coperta, finalmente Cannibal Kid e Ford si sono ricordati di me.
Quando Marco mi ha scritto avrei voluto dirgli "cazzo, era ora!", ma mi sono ricordata che sono pur sempre una vecchia signora, e ho accettato ringraziando educatamente. Poi ho visto i film in uscita e mi è sorto il dubbio che abbiano voluto farmi un dispetto. Questa settimana i distributori italiani si sono superati: hanno riesumato ben due film del 2015, roba che manco la settimana di ferragosto.
Comunque, squilli di trombe e rullo di tamburi, adesso la smetto di fare la polemica e provo a parlarvi, in compagnia di questi due baldi giuovini, di quello che ci aspetta in sala.


"Silvio, ma noi siamo inseparabili come Cannibal e Ford?" "Te lo puoi scordare!"


Loro 1

"A cosa pensi, Silvio?" "A come far chiudere i blog di quei due comunisti di Ford e Cannibal."
Poison: Stiamo parlando dell'attesissimo (?) film di Paolo Sorrentino, con Toni Servillo nel ruolo di Berlusconi. Non credo serva aggiungere altro, anche perché del film si sa poco, se non che Sorrentino ha incontrato praticamente tutta la famiglia, Dudù compreso, tranne Silvione. Che dire? Che, siccome non guardo horror e non sopporto i clown, probabilmente questo film non fa per me.
Cannibal Kid: Poison crede che le abbia fatto un dispetto ad averla invitata in questa puntata, ma in realtà io credo sinceramente che questa sia una delle settimane più ricche di uscite di richiamo, sia a livello autoriale che commerciale, di questo 2018. Però che devo dirle? Questa se si chiama Poison un motivo ci sarà...
A proposito di gente avvelenata, ecco l'attesissimo (per quanto mi riguarda per davvero) film su Silvio Berlusconi, l'unico uomo al mondo che può essere considerato mio nemico ancor più di Ford. Una figura detestabile, ma comunque molto interessante. Paolo Sorrentino inoltre è uno dei pochi registi al mondo di cui ho apprezzato tutti i film (e pure serie TV) da lui diretti, anche se aspetto ancora il suo capolavoro totale. Potrebbe esserlo questo doppio lavoro berlusconiano?
Ford: Sorrentino è uno dei pochissimi registi al mondo in grado di mettere (quasi) sempre d'accordo perfino me e Cannibal. Berlusconi è uno dei pochissimi uomini al mondo in grado di mettere totalmente d'accordo perfino me e Cannibal. Da quest'unione non può che essere generata una delle pellicole più attese del duemiladiciotto.

Avengers: Infinity War

"Basteremo tutti insieme per rispondere alle bordate di Poison?"
Poison: L'unica cosa che a me pare infinita, a parte la mia ignoranza cinematografica, è la saga degli Avengers. Quanti ne hanno fatti? Ventordici? Non lo so, ma non avendone mai visto mezzo non credo inizierò proprio adesso. Però voi non datemi retta e andate a vederlo, che la Marvel ha bisogno di voi, in quanto questo è l’unico film extracomunitario della settimana.
Cannibal Kid: Di film sugli Avengers per ora ne esistono due e io purtroppo li ho visti e detestati entrambi. Di film su tutti i vari personaggi Marvel poi ne esistono davvero ventordici e quasi nessuno mi è piaciuto. Non credo che questo film, che pare rubare il titolo a una Blog War tra me e il mio rivale, possa fare di meglio. Anzi, dai trailer rilasciati finora mi sembra possa essere una delle più grandi vaccate nella storia dell'umanità. Quindi Ford probabilmente lo amerà.
Ford: io amo le baracconate Marvel e supereroiche, nonostante ora si rischi la sovraesposizione delle stesse, adoro il Cinematic Universe e spero che questo Infinity War sia divertente ed esatante come il primo Avengers o come i due film sui Guardiani della Galassia, piuttosto che come lo spento Age of Ultron. Di certo, non me lo perdo alla facciazza del mio rivale, di Poison e di tutti i ventordici radical chic che lo criticheranno.

I fantasmi d'Ismael

"Hey Charlotte, facciamo così: dato che Cannibal stravede anche per te, io mi prendo Ford."
Poison: Film francese di Arnaud Desplechin (Jimmy P.) con Mathieu Amalric, Marion Cotillard, Charlotte Gainsbourg, Louis Garrel, Alba Rohrwacher, Hippolyte Girardot e sicuramente qualcun altro, che parla di un regista la cui vita viene sconvolta dalla ricomparsa di una sua amante mentre sta iniziando a dirigere un nuovo film.
Potrebbe essere la sorpresa della settimana.
O un mattone sulle palle, l'ennesima commedia francese di cui si può fare tranquillamente a meno. Ma, considerato il cast di tutto rispetto, credo che gli darò una chance. Cosa che probabilmente faranno anche loro due, data la presenza della Cotillard.
Cannibal Kid: C'è sempre bisogno di film e di commedie francesi, che personalmente non trovo quasi mai noiose. I veri mattoni sulle palle invece in genere sono quelli russi che arrivano da White Russian.
Arnaud Desplechin è un regista che finora non ho mai frequentato e che, se non ricordo male, potrebbe essere piuttosto fordiano, considerando che mi pare che il mio blogger nemico avesse apprezzato Jimmy P.. Spero comunque che si riveli uno radical-chic e poco pane e salame con questo nuovo film, che difficilmente perderò. Anche perché c'è Marion Cotillard, ça va sans dire.
Ford: Desplechin è un regista che corre sul filo del rasoio. Da una parte, infatti, ha un'anima che cela un certo panesalamismo, dall'altra è uno dei beniamini dei dei radical chic che si fingono espertoni di Cinema e di Cinema francese e finiscono per essere perfino più detestabili di Cannibal. Speriamo dunque per Poison e per tutti i veri amanti del Cinema che non si riveli un mattone sulle palle.

Youtopia

"Mi sa che per venire a fare il bagno con me Ford e Cannibal potrebbero scatenare la Blog War del secolo."

Poison: Film italiano che parla dell'infelicità della gente che desidera quello che non può avere, ma che per ottenerlo farebbe qualsiasi cosa, tipo mettere la propria verginità all'asta.
Ad averci pensato all'epoca, magari a quest'ora non sarei qua a scrivere cazzate su un blog.
Cannibal Kid: Matilda De Angelis nei panni della youtopa che mette la verginità all'asta sul dark web?
Se vuole può metterla all'asta anche su Pensieri Cannibali e se vuole può pure venire ospite in questa rubrica. Con una premessa del genere, Sorrentino permettendo, questo si preannuncia il film della settimana, e forse dell'anno.
Ford: Matilda De Angelis è un altro di quei miracoli che riesce a mettere d'accordo me e Cannibal. Che sia la settimana delle meraviglie?

Tu mi nascondi qualcosa

"E questi cosa sarebbero? Gli appunti per la rubrica di quei tre cialtroni?"
Poison: È un film di Giuseppe Loconsole. Quello che dovrebbe nascondere Loconsole, dalla sua pagina Wikipedia, è di aver recitato in Dracula 3D di Dario Argento. Ma, a parte questo, l’unica cosa buona del film è la presenza di Giuseppe Battiston. Ma, siccome io non vi nascondo nulla, devo dirvi che nel film c’è anche Rocco Papaleo. Di cosa parla il film? Non ne ho la più pallida idea, in ogni caso io passo.
Cannibal Kid: L'unica cosa buona di Rocco Papaleo è che Ford lo sopporta ancora meno di me. Per il resto, se dico che questo film mi attira ben poco, credo di non nascondere nulla.
Ford: non ho mai nascosto di detestare Papaleo. Dunque neanche per il cazzo mi avvicinerò a questo film.

Nato a Casal di Principe

"E tutto quest'alcool sul tavolo? Dite la verità, è passato Ford a fare merenda!"
Poison: Cosa c’è di peggio che nascere a Casal di Principe? Nascere in Molise, che notoriamente non esiste, e poi emigrare a Casale Monferrato, o a Lodi. Il protagonista del film invece si trasferisce a Roma per fare l’attore, dove si atteggia a duro, ma poi gli rapiscono il fratello, e deve tornare a casa. Siamo negli anni 80, quindi né Ford né il Cannibale sanno di cosa stiamo parlando. E forse è meglio così.
Cannibal Kid: Io che sono nato nella splendida (più o meno) Casal di Monferrato nel 1982 non so bene di cosa stiamo parlando. Ford che è nato nei lontani anni '70 nell'orribile Lodi forse sì. E questa specie di Gomorra di serie B credo possa pure piacergli. A me invece già ha stufato la serie.
Ford: degli anni ottanta ricordo i cartoni animati e i film di botte, quando Lodi era l'ultima uscita dell'autostrada prima di arrivare a Milano al ritorno delle vacanze. La materia di questo Casale alternativo a quello di Cannibal potrebbe anche interessarmi, peccato non sia lo stesso per le proposte italiane "alternative".

Io sono nulla

"Ora sono pronto a fare crossfit insieme a Ford!"
Poison: È il film del 2015 di cui vi parlavo. Tre anni per distribuirlo. Esattamente come gli anni che il protagonista, un palazzinaro carogna ferito in un attentato, passa in coma. Quando si risveglia non ricorda nulla, è più buono di Candy Candy e inizia a parlare con gli alberi. Siccome io, oltre che nulla, sono stronza, lascio che lo vedano prima loro. Poi, se piace al Cannibale non lo guardo, mentre se piace a Ford non lo guardo comunque.
Cannibal Kid: Se il ritardo di 3 anni nella distribuzione l'hanno volutamente fatto per seguire il periodo di coma del protagonista, è un'operazione di marketing geniale! Considerando che non credo sia così, dopo aver visto il trailer ultra-amatoriale credo che gli autori debbano solo essere contenti che prima o poi la loro opera arrivi nei cinema. Anche se, invece che di cinema al plurale, forse dovrei dire cinema al singolare.
Ford: io direi che questo tipo di Cinema è nulla. E dunque non solo non concederò la visione nonostante il tentativo di Poison, ma appoggerò anche l'opinione di Cannibal rispetto alla finta genialata di marketing. Il mondo sta proprio per collassare su se stesso.

Gli indesiderati d’Europa

"Questa salita è una penitenza quasi più dei commenti velenosi di Poison contro tutto e tutti."
Poison: Un altro film italiano, direi che questa settimana abbiamo fatto il pieno.
Ammetto che quando ho letto il titolo pensavo ad un documentario sulla situazione degli immigrati alla frontiera Francia-Italia o Iraq-Turchia, invece è un film ambientato sui sentieri dei Pirenei nel secolo scorso, a conferma che la storia – purtroppo – si ripete.
Cannibal Kid: Quando ho letto il titolo pensavo a un documentario sulla situazione dei Ford appena passati da Copenaghen, invece non è così, quindi non lo guardo. A pensarci bene, non l'avrei visto nemmeno in quel caso.
Ford: continua la consueta trafila di film italiani pescati chissà dove che hanno il potere neanche fossero una specie di Avengers malefici di rendere poco interessanti anche materie interessanti. Passo.

Interruption

"Forse ci sono andata troppo pesante, con Cannibal. Ma non pensavo che al primo schiaffo potesse sanguinare così tanto!"
Poison: È un film greco, del 2015. La peculiarità dei film greci degli ultimi anni è di essere distribuiti ad mentula canis, e di essere disturbanti, ma, a leggere la sinossi del film di Yorgos Zois, che parla di un’esplorazione della funzione dell’arte all’interno della contemporaneità, e delle potenzialità del cinema e della sua capacità di fondersi con la vita di chi sta davanti allo schermo e fruisce del film, sinceramente non so se ho voglia di affrontare una visione che, sulla carta, ha la pesantezza del cappuccino dopo un piatto di lasagne, nonostante si ispiri all’attentato al teatro Dubrovka del 2002.
Cannibal Kid: L'unico greco di cui mi fido di nome fa sì Yorgos, ma di cognome Lanthimos. Anzi, considerando che i suoi film sono più bastardi di un mix tra Ford e Poison, non mi fido manco di lui.
Ford: questo è il tipico film che una quindicina d'anni fa sarei corso a vedere come il peggiore degli stronzi radical chic. Fortunatamente sono un uomo nuovo.


La mélodie

"Chissà che con una bella serenata Poison non si possa addolcire un pò?"

Poison: Potevamo farci mancare un altro film francese? No. Questo viene spacciato come film di riscatto, dove a riscattarsi è un ragazzino che suona il violino. O forse il suo insegnante disilluso. O tutti e due, non mi è chiaro.
Cannibal Kid: Non arrivasse dalla Francia, si potrebbe trattare della solita bambinata americana buonista. E invece arriva dalla Francia, e quindi ci potrebbero aspettare delle melodiose sorprese. Questo insomma è l'ennesimo film sulla carta interessante, di una delle settimane di uscite più promettenti del 2018. Checché ne dica l'avvelenata, ma spero non velenosa altrimenti son cazzi, Poison.
Ford: come se non bastasero tutti i film italiani, questa settimana ci si mettono pure i francesi. Saranno pure uscite potenzialmente interessanti, ma il rischio di cannibalate resta enorme, quindi forse è quasi preferibile un velenoso drink poisoniano.


Chiusura di Poison: Vorrei concludere ringraziando il Cannibale e Ford per avermi dato l’occasione di esprimermi nella settimana con le uscite più scamuffe della stagione. Grazie ragazzi, grazie davvero. (se ne va sbattendo la porta).

lunedì 23 maggio 2016

Veloce come il vento

Regia: Matteo Rovere
Origine: Italia
Anno:
2016
Durata:
118'






La trama (con parole mie): Giulia De Martino è una giovanissima e promettente pilota del circuito del GT, da sempre guidata in pista e fuori dal padre, che ha cresciuto lei e suo fratello minore Nico nonostante gli abbandoni della madre.
Quando il genitore muore a causa di un attacco cardiaco proprio durante un gran premio, Giulia si ritrova sola ad affrontare il ritorno di Loris, suo fratello maggiore da dieci anni ormai lontano da casa, ex pilota divenuto tossico in rotta con la famiglia: costretta ad accettare la sua presenza per evitare l'affidamento suo e di Nico, entrambi minorenni, Giulia scoprirà che l'esperienza in pista di Loris potrebbe risultarle utile per vincere il campionato ed evitare di perdere la casa, promessa dal padre ad uno dei grossi nomi del circuito in cambio della certezza di condurre proprio Giulia alla vittoria.
Grazie agli allenamenti ed ai suggerimenti di Loris, la giovane pilota pare finalmente rivelare tutto il suo talento, ma il Destino è in agguato, pronto a rendere la vita ancora più difficile ai fratelli De Martino.












Ai tempi dell'uscita in sala di Veloce come il vento, storsi e non poco il naso a fronte di quello che appariva come l'ennesimo tentativo finto autoriale di riportare il Cinema italiano a livelli quantomeno decenti, complici l'ambientazione legata al circuito del GT e Stefano Accorsi, che non ho mai particolarmente digerito neppure nelle sue interpretazioni migliori: a seguito della lettura di alcune recensioni che dipingevano il lavoro di Matteo Rovere come una delle cose migliori degli ultimi tempi, però, la curiosità anche al Saloon è aumentata, ed alla fine è avvenuto il recupero della pellicola.
Fresco di visione, mi sento libero di ammettere che effettivamente Rovere ha compiuto un ottimo lavoro, portando in scena una storia - ispirata alle reali vicende del pilota Carlo Capone - con passione, tecnica e vigore, affidandosi al lato emotivo dell'audience e superando, in questo modo - ed in velocità - la questione sportiva e di motori che avrebbe limitato l'apprezzamento del pubblico poco avvezzo a quel mondo.
Veloce come il vento, infatti, si rivela un titolo più legato ai concetti di famiglia e fratellanza - entrambi molto cari al sottoscritto -, che non al mondo delle corse in pista, ottimo nell'alternare passaggi divertenti ad altri molto drammatici, riuscendo almeno in parte ad uscire dalla connotazione del "troppo italiano" finendo per apparire quasi come un'opera in "stile Sundance", per quanto radicata nelle radici romagnole dei suoi protagonisti: un plauso, dunque, al giovane regista romano, va tributato, anche se occorre che si frenino gli eccessivi entusiasmi in modo da non inficiare in negativo la visione da parte di chi, spinto da recensioni troppo entusiastiche, finisce per aspettarsi da questo titolo una sorta di miracolo.
In fondo, non siamo dalle parti di Rush o da quelle del Cinema americano delle grandi produzioni, i limiti - soprattutto in termini di recitazione, nonostante l'indubbio fascino della giovane protagonista Matilda De Angelis, già da molti ribattezzata, in quanto a fattezze, "Jennifer Lawrence italiana", non si può certo parlare di interpretazioni memorabili - sono evidenti, la sceneggiatura è a tratti troppo tagliata con l'accetta, eppure nel complesso Veloce come il vento fila dritto come le vetture da corsa, e seppur non nel migliore dei modi, giunge al traguardo compiendo l'impresa più importante, almeno per quanto mi riguarda: conquistare cuore e simpatia.
Non importa, infatti, che possa ricordare una qualche produzione oltreoceano, o prendere le distanze da una realtà stanca e spesso trash come la nostra(na), sul grande schermo e non: Veloce come il vento porta sullo schermo la necessità di raccontare una bella e coinvolgente vicenda familiare, di quelle che sbandano e paiono destinate a finire contro il più duro dei muri ed invece, all'ultimo istante, riescono a riprendere la strada e dirigersi dritte dove è giusto che vadano.
Tutto questo senza contare che, in casa Ford, gli outsiders cazzuti ed allergici alle regole troveranno sempre un posto speciale, così come le storie di rivincita e rinascita: la forza dell'Uomo ed il bello della vita stanno nella capacità di imparare a rialzarsi, e mostrare anche quando non ce lo si aspetta o si aspetterebbe qualcosa di incredibile e sorprendente.
E a volte non servono corse all'ultimo respiro, piedi premuti su freno o acceleratore come se non ci fosse un domani: bastano due stronzate, un giro in piscina, un tuffo e qualche innocua bugia.
Semplicità, dio bono, e voglia di vivere.
Sempre e comunque.





MrFord





"I am idiot drug hive, the virgin, the tattered and the torn
life is for the cold made warm and they are just lizards
self-disgust is self-obsession honey and I do as I please
a morality obedient, only to the cleansed repented."
Manic Street Preachers - "Faster" - 





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