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giovedì 21 settembre 2017

Thursday's child







Torna la rubrica dedicata alle uscite in sala condotta come sempre dal sottoscritto e dall'autoproclamatosi esperto di Cinema Cannibal Kid, da questa settimana in una nuova veste: cominceremo, infatti, a commentare i film che ci attendono per il weekend con una guest star diversa a settimana pescata dalla blogosfera.
Dunque, cari ragazzi, in caso abbiate il coraggio delle grandi occasioni, non esitate a contattare il mio rivale per essere inseriti in scaletta, sempre che siate pronti per un botta e risposta con i due nemici per antonomasia della blogosfera.
A dare inizio alle danze, il giovane padawan Mr. Ink, da anni uno dei giovani più in vista della blogosfera legata a Cinema e Letteratura.



"Mr.Ink, sei un pò troppo giovane per il mio spettacolo."

L'inganno

"Ink, Cannibal, venite subito! C'è un esercito di Ford alla porta!"

Cannibal Kid: Quale modo migliore per aprire la rinnovata rubrica sulle uscite settimanali, se non il nuovo film della migliore regista del mondo?
Sofia Coppola torna con un nuovo attesissimo lavoro e spero che Mr. Ink mi appoggi dagli attacchi del bruto Mr. Ford, che cercherà di convincere il mondo che la Coppola Jr. dopo Bling Ring sia un'Autrice finita, ma non è vero. Se proprio dobbiamo attaccarla, facciamolo per quella cacchiata natalizia di A Very Murray Christmas. L'inganno dovrebbe comunque segnare un ritorno alle sue origini, quelle del capolavoro assoluto Il giardino delle vergini suicide, nonostante il fatto che si tratti di un remake mi lasci un po' perplesso. Il film originale, La notte brava del soldato Jonathan, ho anche provato a guardarlo, ma devo ammettere di aver abbandonato la visione per noia dopo pochi minuti. Sarà che io già non sono un grande fan del Clint Eastwood regista, ma certo che come attore era (ed è) proprio una cagna maledetta, ahahah!
Il film è tratto inoltre da un romanzo, che però manco Mr. Ink ha letto. E se non l'ha fatto lui che legge 3 mila libri al giorno, mi sa che non l'ha fatto nessuno né in questo mondo, né sulla città dei mille pianeti.


Ford: Sofia Coppola è per me un'incognita. È riuscita, negli anni, a tirare fuori film sopravvalutati e radical chic - Lost in translation -, produzioni decisamente interessanti - Marie Antoinette e Il giardino delle vergini suicide - e schifezzine inutili - Bling ring -. La notte brava del soldato Jonathan è un classico totale ed un thriller pazzesco e semisconosciuto, che ovviamente io adoro - la coppiata Siegel/Eastwood garantisce -, dunque un remake potrebbe scavare la pietra tombale per la figlia d'arte qui al Saloon, ma chissà.
Quello che è certo è che la presenza di Mr. Ink potrebbe spostare gli equilibri di una rubrica troppo spesso rovinata dagli assurdi commenti di Cannibal Kid.
Mr. Ink: Riaprirò un’antica ferita del Cannibale, e chiedo perdono, ma a me Sofia Coppola non è mai piaciuta. Certo, ci sono Le vergini suicide e i fiumi di parole di Lost in Translation, che somiglia tanto a quelle commedie indie che dico io. Certo, dove lascio il buon gusto dell’irriverente Marie Antoinette? Sulla scia della noia di Everywhere, sotto gli zerbini dello stupidissimo Bling Ring. Vorrei dichiararmi scettico, ma L’inganno e il suo cast ispirano. Non abbastanza da recuperarsi quel romanzo troppo datato né da riscoprire il film con un giovane Eastwood che come attore no, non brillava di certo, ma tanto da fiondarsi al cinema.

Valerian e la città dei mille pianeti

"Cannibal, se non la smetti di messaggiarmi ti faccio saltare la testa con il mio raggio Ford."

Cannibal Kid: Non sono un patito di sci-fi come quel nerd di Ford e Luc Besson mi piace solo a tratti. Questo Valerian che qualcuno (stranamente non io) ha definito uno Star Wars sotto LSD mi attira però parecchio, complice un gran bel cast (Cara Delevingne + Dane DeHaan + Rihanna + Clive Owen + Ethan Hawke) e il fatto che sia una francesata e non un'americanata. Il rischio cacchiata è altissimo, però I want to believe.
Ford: ho sempre detestato Besson. Da prima che iniziassi a detestare Cannibal Kid. Cosa accadrà dopo questa settimana a Mr. Ink? Per scoprirlo non si dovranno girare mille pianeti, ma arrivare a leggere tutta la nuova versione della rubrica.
Mr. Ink: Correva l’anno 1994. Gli estimatori di Forrest Gump e Pulp Fiction guerreggiavano, in tempo di Oscar – scommetto che, almeno per quella volta, il Cannibale e Ford stavano dalla stessa parte della barricata. Da qualche parte, nascevo io. E, crescendo, mi sarei defilato dalla diatriba a modo mio: se penso a quell’annata, infatti, penso a Léon (mio fratello, sapete, non si è chiamato così per un soffio) e poi a tutto il resto del cinema. Ho un occhio di riguardo per Besson, e quanto amo il bianco e nero del suo Angel-A, ma gli effetti speciali a profusione e le due ore e venti di durata di Valerian non mi avranno facilmente. Con buona pace delle sopracciglia di Cara e del lanciatissimo DeHaan, che dal basso del suo metro e un po’ mi colpisce sempre con un carisma non da poco.

Kingsman – Il cerchio d'oro

Collezione Ford Winter. Is coming.

Cannibal Kid: Il primo Kingsman m'era sembrato un action spionistico decente, una specie di versione più simpatica e teen del vecchio e antipatico James Ford... volevo dire James Bond. Detto ciò, non sentivo per niente il bisogno di un secondo capitolo che si preannuncia guardabile, ma tutt'altro che imperdibile.
Ford: il primo Kingsman mi era parso una robetta uguale a mille altre assurdamente incensata da gente che non capisce nulla di Cinema come Cannibal Kid. Non sentivo affatto il bisogno di un secondo capitolo, ma neppure del mio socio, eppure sono ancora qui a sopportarlo dopo anni.
Mr. Ink: Questa volta scontento entrambi! Quel lato di me che, da bambino, voleva fare l’agente segreto – tra i miei cult di infanzia, accanto a classici grandi e piccoli, ha un posto tutto suo la videocassetta del primo Spy Kids – aveva scalpitato per Kingsman. E se è bene diffidare dai sequel, il villain interpretato dalla Moore, il ritorno a sorpresa di Colin Firth e le prime impressioni diffuse online mi dicono: sta’ un po’ zitto e goditela, ti divertirai da matti. Di nuovo.

Noi siamo tutto

"Avete presente Mr. Ink? Lui questi libri li ha letti tutti. In una settimana."

Cannibal Kid: Mr. Ink è un patito di young adult, sia romanzi che film, persino più di quanto lo sia io. Incredibile, ma vero. Ciò nonostante, non ha apprezzato un granché questo Noi siamo tutto. Perché, Mr. Ink, peeerché? Non è che ti stai trasformando in Mr. Ford?
La romantica storia di una tipa reclusa in casa che si innamora del suo vicino ha davvero tutto per essere detestato con tutto il suo cuore dal perfido blogger di Lodi. Come Colpa delle stelle, persino più di Colpa delle stelle!
Io l'ho già visto e a breve ne parlerò. Domanda retorica: secondo voi riuscirò a criticarlo?
Ford: lo young adult è un genere che ancora fatico a capire, a meno che non si tratti di uno young adult nello stile di Hank Moody. Lascio quindi al finto giovane di questa rubrica Cannibal Kid ed al giovane vero Mr. Ink il compito di dipanare la matassa a proposito di questo film.
Mr. Ink: Ammiccava a Noi siamo infinito, ma sperava di essere il nuovo Colpa delle stelle (in modo diverso, inutile dire, la mia anima teen aveva adorato entrambi). Purtroppo somiglia più a uno di quei filmini leggerissimi, estivi, che arrivano in sala col tempismo sbagliato. Male non gli si vuole, per carità, ma la fuga di Amandla Stenberg – Cannibale, le sue magliette attillate ti ispireranno forse il titolo “Noi siamo tette?” – non convince, neanche chi, in certi giorni, si fa rabbonire come me. Fatto sta, ho lasciato sfitti i miei dotti lacrimali per This is us.

Glory – Non c'è tempo per gli onesti

"Questa cosa del look fordiano va rivista."

Cannibal Kid: Per la serie “pellicola autoriale della settimana che solo il Ford de 'na vorta si sarebbe sorbito e ora manco più lui”, ecco Glory, una produzione bulgaro-greca che racconta di un uomo che trova un sacco di soldi su un binario del treno e invece di tenerseli decide di consegnargli alla polizia. Eroe o pirla?
Ford: pellicola che ai tempi avrei scovato in qualche sala deserta di Milano per darmi un certo tono da critico e cinefilo radical. Per fortuna questi tempi sono finiti, ed ora prendo le cose come vengono, in pieno Lebowski style. E spero prenderà non troppo male questa collaborazione anche Mr. Ink.
Mr. Ink: Sono uno spettatore semplice. Mi sono fermato a “produzione bulgaro-greca”.

L'equilibrio
 
"La prossima volta che lodi Cannibal Kid ti mando a fare un viaggetto nell'Inferno fordesco."

Cannibal Kid: L'equilibrio, il nuovo film di Vincenzo Marra. Chi è Vincenzo Marra?
E io che ne so?
Meglio chiederlo a Mr. Ink, che lui se ne intende di cinema italiano, al contrario di Ford che negli ultimi tempi se ne intende soltanto di vacanze.
Ford: l'arrivo di Ink a commentare le uscite in sala accanto al sottoscritto e a Cannibal darà equilibrio a questa rubrica? Non saprei davvero. Quello che è certo, è che questa rubrica potrebbe risultare più interessante del film.
Mr. Ink: Come può parlarvi di un film che si chiama L’equilibrio uno come me, che cade anche da seduto? Se Marra non vi attira, e chi vi dà torto, confidate di vedermi capitombolare dal vivo, un giorno di questi. Di sicuro vi divertite di più.

2 biglietti della lotteria

"Cannibal, adesso che siamo in tre non saremo più costretti a far guidare quel tamarro di Ford!"

Cannibal Kid: Una commedia on the road che così, a un primo sguardo, sembra una versione rom di Tre uomini e una gamba e Così è la vita. Potrebbe anche essere simpatico, ma ho le stesse probabilità di guardarlo di quelle che ho di vincere alla lotteria. Soprattutto considerando che io non gioco mai alla lotteria.
Ford: non sono un patito di lotterie e gioco d'azzardo, dunque difficilmente punterò su questo film. Un po' come su Cannibal. Per quanto riguarda Ink, staremo a vedere.
Mr. Ink: A proposito di gioco, ragazzi, punto su altro. Magari sulla conta delle mattonelle del bagno: cose così.

Tiro libero

"E ora, White Russian per tutti!"

Cannibal Kid: Una pellicola italiana sul basket, che affronta anche il tema della disabilità?
Pareva un film interessante e coraggioso. Poi ho visto il trailer, che trasuda amatorialità e retorica da tutti i pori. E ho visto che nel cast c'è Biagio Izzo, uno che sta al cinema come Ford sta al... cinema. Ho così capito che questo, più che un tiro libero, è un colpo basso.
Ford: produzione molto casereccia italiana legata ad un tema sociale. Se l'avessero chiamato autogol avrebbe avuto più senso.
Mr. Ink: Ne so poco di sport, figuriamoci di basket. Le mie lacune, sospetto, non le colmerà Alessandro Valori, con Izzo e Conticini in squadra. Non esattamente l’NBA del nostro cinema.

venerdì 20 febbraio 2015

Taken 3 - L'ora della verità

Regia: Olivier Megaton
Origine: Francia
Anno:
2014
Durata: 109'





La trama (con parole mie): Bryan Mills, ex agente speciale dei servizi segreti, spaccaculi di professione ormai deciso a rimanere in pensione, pare finalmente convinto a mantenere un basso profilo e dedicarsi alla famiglia, con le attenzioni alla figlia incinta che teme di rivelargli la notizia e l'ex moglie ancora indecisa se tornare tra le sue braccia o cercare di salvare il salvabile con l'attuale compagno, l'affarista Stuart.
Quando proprio quest'ultima viene ritrovata assassinata in casa di Mills e quest'ultimo accusato, ha inizio una caccia da parte delle forze dell'ordine che indurrà il quasi invincibile uomo d'azione a prendere in mano la situazione per scagionarsi, salvare la figlia ed il potenziale nipote, sgominare una banda di mafiosi russi e scoprire chi c'è dietro all'intero complotto ai suoi danni.
Tutto questo, ovviamente, tenendo a bada le forze di polizia sulle sue tracce, guidate dal tenace Dotzler.








Onestamente, dovrei ringraziare Luc Besson ed il suo pupillo Olivier Megatron, insieme ai Transformers tutti suoi progenitori: il brand targato Taken, infatti, non tradisce mai le aspettative.
Quando ci si imbatte in pellicole come questa, infatti, già si accarezza il piacere di aver trovato uno dei candidati più autorevoli per la decina dedicata al peggio dell'anno in corso, unendo al divertimento di qualche risata sguaiata quello delle prese per il culo continue indirizzate alla produzione intera.
Probabilmente, poi, suonerà quantomeno strano che un tamarro della mia stirpe, legato a doppio filo agli anni ottanta e a tutti gli eroi di genere made in USA risulti così allergico a questi giocattoloni pensati e realizzati oltralpe, eppure è inesorabilmente così: le cause vanno probabilmente ricercate nella presenza - quando si parla di produzione e sceneggiatura - del già citato Luc Besson, probabilmente uno dei più sopravvalutati ed immeritevoli di successo registi che esistano sul globo terracqueo, e di Liam Neeson - che oltre ad essere l'uomo con le mani più brutte del mondo come action hero è credibile più o meno quanto il Cannibale, a prescindere dall'altezza: vederlo in una delle rare sequenze non sostituito dallo stunt double correre è stato quanto di più esilarante il Cinema abbia regalato agli occupanti di casa Ford negli ultimi mesi -, così come da uno spirito che all'apparenza ricorda quello eighties, sguaiato e totalmente implausibile, ma che nell'approccio e nel modo di raccontare si presenta, fondamentalmente, come il più classico degli sfigati repressi che cercano con le loro battutine acide di risultare anche simpatici.
Come se non bastasse, questo terzo capitolo riesce a lasciare l'amaro in bocca anche da questo punto di vista, troppo lungo - superare i cento minuti con una proposta di questo tipo equivale a spappolarsi i gioielli di famiglia a colpi di cric - e decisamente incapace di avvincere anche dal punto di vista del ridicolo involontario.
Inoltre il charachter di Bryan Mills, già bollito in partenza, manca della cattiveria del primo capitolo e della totale e caotica sconclusionatezza del secondo, per nulla aiutato da avversari che non lasciano neppure il più misero dei dubbi a proposito del risultato finale della pellicola: si salva giusto il Dotzler di Forest Whitaker, attore di ben altra caratura rispetto al resto del cast che in pochi passaggi guadagna tutta l'attenzione del pubblico eclissando completamente non solo lo stesso Neeson/Mills, ma la storia portata sullo schermo dall'allegra brigata Besson/Megatron.
Se, dunque, da un lato è stato una garanzia ed una cosa indubbiamente confortante scoprire che Taken 3 abbia finito per eguagliare i suoi due precedenti in quanto a valore artistico e probabilità di arricchire le fila della decina dedicata al Ford Award del peggio in sala, dall'altro mi aspettavo forse un abominio con più carattere, da parte di Megatron: non so se sia stato l'influsso positivo dei suoi tanto odiati Autobots, ma il malvagio Decepticon avrebbe potuto spremere decisamente di più da quello che è stato il charachter che ha fatto la sua fortuna.
E a questo punto non so se sperare nell'episodio numero quattro, oppure se farmi bastare l'incedere a "passo di corsa" di Liam Neeson di spalle che pare quasi il più veloce della casa di riposo.




MrFord




"You're messing with my head
girl that's what you do best
saying there's nothing you won't do
to get me to say yes
you're impossible to resist
but I wouldn't bet your heart on it
it's like I'm finally awake
and you're just a beautiful mistake."
One Direction - "Taken" - 



lunedì 6 ottobre 2014

Lucy

Regia: Luc Besson
Origine: Francia
Anno:
2014
Durata:
89'





La trama (con parole mie): Lucy, una giovane donna da pochi giorni in coppia con uno strambo trafficante di chissà cosa in pieno Oriente, finisce vittima di un raggiro dell'improvvisato fidanzato e si ritrova costretta a testare una misteriosa droga su se stessa, minacciata da un manipolo di criminali coreani.
Peccato che la stessa sostanza finisca per accelerare l'evoluzione delle capacità cerebrali di Lucy, che progressivamente si ritrova ad essere una sorta di divinità in Terra pronta a spaccare culi a destra e a manca, stringere alleanze improvvisate con la polizia francese, contattare uno studioso del nostro organo più complesso promettendo a quest'ultimo di raggiungerlo per rivelargli quello che ha scoperto sulla sua pelle e diventare una sorta di profeta del Nuovo Millennio in una forma alla quale non daremmo un soldo bucato.







Tendenzialmente, ho sempre pensato che Luc Besson fosse un aspirante grande regista clamorosamente sopravvalutato, fin dai tempi del botto che fece con Leon - che pure mi piacque, e ancora oggi ritengo il suo lavoro migliore -: neppure il suo zampino in tamarrate come Transporter, nel corso degli anni, è riuscito a farmi cambiare idea.
Quando, poi, seppi di questo tentativo a metà tra l'action sguaiato ed una porcatina di qualche anno fa come Limitless, come se non bastasse interpretato da Scarlett Johansson, che ultimamente - soprattutto dopo l'orrido Under the skin - che non solo appare molto meno figa di quanto continuino a volerla dipingere ma anche decisamente cagna maledetta incapace di azzeccare un film uno, la frittata si è potuta dire fatta.
E come volevasi dimostrare, Lucy si è rivelata senza ritegno una delle peggiori pellicole dell'anno fin dai primi montaggi alternati in bilico tra l'azione - completamente implausibile - della narrazione ed inserti agghiaccianti da documentario in pieno delirio malickiano pronti a scatenare al quinto minuto la voglia di bottigliate da grandi occasioni: fortunatamente per il sottoscritto, ad un incipit da calci rotanti in piena faccia del regista, è seguita una lunga parte legata ai primi effetti della droga sulla protagonista buona per un riposino da relax che è riuscito nell'intento di stemperare gli effetti di un'escalation degna dei peggiori film horror - in quanto a ridicolaggine della sceneggiatura - condita da un'altrettanto agghiacciante Johansson nel ruolo di spaccaculi - a questo punto quasi mi trovo a rivalutare Maggie Grace priva della patente improvvisatasi guidatrice di rally urbano in Taken 2 -, un Morgan Freeman in versione Una settimana da dio dall'altra parte della barricata ed una compilation da remix dei poveri di quel pippone di The tree of life con i suoi dinosauri da National Geographic ed il Capolavoro più nocivo della Storia del Cinema, 2001, tanto inarrivabile quanto imitato da generazioni e generazioni di registi assolutamente non all'altezza neppure dell'unghia dell'alluce di una delle scimmie kubrickiane.
Il tutto per vedere scimmiottare - per l'appunto - le danze di proiettili in slow motion tipiche dell'eredità action orientale e pregustare, per dirla con parole di Julez, il fatto che, utilizzando il nostro cervello al massimo delle sue potenzialità, finiremmo per diventare una chiavetta usb.
E sempre per dirla come la signora Ford, "speriamo almeno sia da sessantaquattro giga".
Ironia a parte, continuo ad essere meravigliato di come film come questo, in bilico tra un marchettone alla Samsung - clamorose le inquadrature dedicate alla videocamera hd in bella mostra nel corso dell'esibizione in pieno stile del già citato Under the skin di Lucy - ed uno svolgimento che neppure negli anni ottanta e nel peggiore degli action di serie b sarebbe riuscito a colpire non solo l'immaginario della parte di cervello pensante del pubblico, ma anche di quella naif.
Inoltre, se la Johansson non è mai stata un ricettacolo di speranze per la recitazione, è davvero un peccato vedere ridotti a macchiette il già citato Morgan Freeman - che, negli ultimi anni, pare essersi svenduto almeno quanto De Niro - ed il fu protagonista di Old Boy e I saw the devil Choi Min Sik, villain improbabile e talmente sopra le righe da risultare ridicolo.
Non che il resto del film, le sue radici nere da castello di Maleficent e le sue scimmie in CGI non siano da meno.



MrFord



"Cellophane flowers of yellow and green
towering over your head;
look for the girl with the sun in her eyes,
and she’s gone."
The Beatles - "Lucy in the sky with diamonds" - 



giovedì 25 settembre 2014

Thursday's child

La trama (con parole mie): come se non fossero bastate le ciofeche mortali giunte in sala nel corso delle ultime settimane - Expendables esclusi, ovviamente -, ecco giungere prontamente una selezione a metà tra il cannibalesco e lo schifido totale, che è un pò come dire tra il cannibalesco e il cannibalesco. E a peggiorare la situazione, come di consueto i commenti sconclusionati ed assurdi del mio rivale numero uno nonchè co-conduttore di questa rubrica, Cannibal Kid d'ora in poi detto CannibalKidpuntocom.


"Ford ha bocciato il mio film, e anche me: non posso tollerarlo!"

Lucy


Cannibal dice: Scarlett Johansson, che attrice, che donna! Sia che si mostri in tutto il suo splendore come in Under the Skin, sia che mostri soltanto la voce come in Lei, ogni suo film è un evento imperdibile. Persino se è la protagonista di un action firmato da Luc Besson, regista che non ho mai amato troppo. Però questo promette bene e in più sono sicuro che Ford lo detesterà, visto che si preannuncia come un film d'azione moderno senza i soliti vecchietti muscolosi. Quindi viva Luc, viva Lucy e soprattutto viva Scarlett!
Ford dice: dopo il pessimo Under the skin, la Johansson ha perso molta della sua credibilità, come donna e come attrice, dunque le aspettative per questo action dell'incostante e mai troppo amato dal sottoscritto Besson sono decisamente basse.
Almeno potrò avere occasione di bottigliare l'ennesimo filmaccio che invece il mio rivale esalterà come se fosse un Capolavorone!


Bastardi in divisa


Cannibal dice: Secondo action della settimana e a sorpresa secondo film potenzialmente cannibale della settimana. I due protagonisti Jake Johnson e Damon Wayans Jr. arrivano infatti dalla sitcom New Girl che, sebbene negli ultimi tempi sia calata parecchio, resta pur sempre una cannibalata indie-hipster con i fiocchi. Questo buddy movie poliziesco sembra quindi una roba simpatica che potrebbe piacere a me e far storcere il muso al vecchio Ford, che quello se in un action non ci sono gli ormai cadaverici Stallone + Schwarzy si mette a frignare come una ragazzina.
Ford dice: secondo finto action della settimana buono giusto per le fighette come Katniss Kid, che l'action vera non sanno neppure dove sta di casa. Potrei vederlo giusto per rimanere sul genere buddy movie, che comunque apprezzo, ma ho come l'impressione che anche a questo giro si parlerà di delusione.

"Corriamo a salvare Peppa Kid: quello non sa nuotare neppure in una pozzanghera!"
Posh


Cannibal dice: Dopo due film a sorpresa cannibali, eccone un terzo più classicamente cannibale. Si tratta di un thriller teen britannico fighetto, modaiolo e snob fin dal titolo che dalle mie parti potrebbe essere esaltato come un nuovo cult movie, mentre dalle parti di WhiteRussian non passerà mai, perché lì l'ultima tendenza sono i cellulari a conchiglia e i dischi dei Nomadi.
Ford dice: come se non fossero bastati i primi due filmetti della settimana, eccone un terzo che potrebbe diventare uno dei principi delle bottigliate d'autunno per il Saloon, considerato il piglio decisamente troppo radical che si coglie dal trailer.
Non so se sperare che sia effettivamente così per alimentare la mia faida con Cannibal o se non pensare troppo all'ennesima settimana di uscite deludenti.
Di sicuro, posso dire di adorare il cellulare a conchiglia.

"Siamo i Cannibal Kids, la nuova boy band preferita dai bimbiminkia."
Pasolini


Cannibal dice: Abel Ferrara è un regista spesso interessante, anche se l'ultimo Welcome to New York è una porcheria clamorosa. Willem Dafoe è un attore che, dopo i piccoli ruoli in Nymphomaniac, Grand Budapest Hotel e Colpa delle stelle, sembra vivere una delle annate più interessanti di tutta la sua carriera. Pier Paolo Pasolini è stato un personaggio parecchio interessante. Direi quindi che questo Pasolini si preannuncia come un film estremamente radical e molto interessante. Sapete chi invece non è interessante per niente?
Tutti in coro: Fooooord!
Ford dice: Pasolini è stato uno dei registi e dei personaggi più importanti che il Cinema italiano abbia mai conosciuto. Abel Ferrara uno dei registi più interessani che la scena newyorkese abbia mai conosciuto - almeno fino a qualche anno fa -. Defoe uno dei volti più inquietanti ed interessanti del Cinema USA - almeno fino a qualche film fa -.
Speriamo che questo film ricordi il vecchio Ferrara, e non il nuovo.
E che la blogosfera si associ al vecchio Ford, piuttosto che al finto giovane Cucciolo Eroico.

"Oh, merda. Mi tocca concedere un'intervista a Cannibal Kid."
La buca


Cannibal dice: Dopo una radical-chiccata italiana promettente come Pasolini, eccone un'altra dalle premesse invece pessime. Regia di Ciprì del duo Ciprì e Maresco, ben lontano dai livelli del duo Cannibalì e Fordesco. Cast con Sergio Castellitto, Valeria Bruni Tedeschi e l'antipaticissimo (persino più dello scontroso Ford) Rocco Papaleo. Insomma, io a questo film di sicuro do' buca.
Ford dice: mi basta Rocco Papaleo, per evitare un film. Neanche ci recitasse Cannibal Kid.

"Questo è Rocco Papaleo, l'attore preferito di Ford e Cannibal!"
L'incredibile storia di Winter il Delfino 2


Cannibal dice: In una settimana fin troppo cannibale, concediamo qualcosa pure ai più piccoli. Ecco allora la prima poco incredibile bambinata fordiana della settimana, il sequel di un film che credo manco il gestore del saloon WhiteRussian nei suoi momenti più infantili abbia mai visto.
Ford: ma che cazzo è Winter il delfino? Il fratello acquatico di Cannibal il pusillanime!? E siamo addirittura al numero due!?

"Bravo Delfino goloso! Se continui così potrai esibirti con il Cucciolo Eroico!"
Pongo - Il cane milionario


Cannibal dice: Seconda bambinata fordianata della settimana, questa volta addirittura dalla Spagna. Andale, andale, meglio girare alla larga!
Ford dice: Peppa, il cane fastidioso. Dopo il delfino, anche il cagnolino!? Stiamo scherzando!? Neanche fossi finito all'interno di una lista cannibalesca da incubo!


"Dopo le lezioni di guida di Peppa Kid, posso senz'altro battere Ford. E forse anche senza."


lunedì 9 giugno 2014

3 days to kill

Regia: McG
Origine: USA, Francia, Grecia, Russia
Anno: 2014
Durata: 117'





La trama (con parole mie): Ethan Renner è uno specialista della CIA nell'eliminazione dei bersagli, una vita passata sul campo sacrificando il matrimonio ed il tempo da trascorrere con la figlia ormai adolescente Zooey. Quando, a seguito di una missione naufragata, l'incaricata dell'eliminazione del misterioso Wolf decide di reclutarlo, all'uomo restano pochi mesi di vita a causa di un tumore che ha colpito il suo cervello ed i polmoni: tornato a Parigi per sistemare le cose con le due donne più importanti della sua vita, a Renner viene offerta in cambio dei suoi servigi una medicina sperimentale che potrebbe prolungare la sua permanenza sulla Terra.
Ethan accetta l'offerta, ma per adempiere ai suoi doveri di agente e a quelli di padre ritrovato dovrà dare fondo a tutte le sue energie, mantenendosi attivo e performante su due fronti. Spesso e volentieri contemporaneamente.








Kevin Costner mi è sempre stato simpatico, fin dai tempi di Bull Durham e Un mondo perfetto, senza contare il meraviglioso Balla coi lupi.
L'ormai molto ex guardia del corpo è un fordiano di quelli DOC, sempre in bilico con il pensiero tra la Frontiera e il vecchio West, ruvido abbastanza per spaccare qualche culo ma morbido il giusto, specie con chi decide di proteggere: rivalutato anche dal punto di vista attoriale con il recente Hatfield&McCoys, il vecchio Kev torna alla ribalta con un titolo action voluto fortemente dal tanto detestato - almeno da queste parti - Luc Besson che mescola il gusto di cose come Transporter e Io vi troverò ad un cast molto made in USA - oltre al regista McG, creatore della serie Chuck, e al già citato Costner, troviamo un'insolita e meno interessante del solito Amber Heard e l'ex giovane promessa Hailee Steinfeld, che dopo l'exploit de Il grinta pare essersi decisamente persa per strada -.
Fortunatamente per il sottoscritto ed il pubblico, però, 3 days to kill ha ben poco a che spartire - fatta eccezione per alcuni passaggi della trama ed il rapporto molto approfondito tra padre e figlia - con le porcate uno e due con protagonista Liam Neeson: nonostante, infatti, non ci si trovi di fronte a nulla di nuovo ed il plot risulti assolutamente banale e telefonato, l'approccio di McG risulta scanzonato ed ironico abbastanza da evitare allo spettatore noia ed incazzatura, sfruttando al meglio la componente quasi comedy e la variabile fornita dalla famiglia per stemperare le inverosimili situazioni action dure e pure, dettate nei loro tempi da due villains decisamente scadenti - l'albino pare una versione di serie b dell'omonimo di Banshee, mentre il famigerato Wolf manca del vero carisma di un lupo, come Scorsese insegna - ed un'eminenza grigia che vorrebbe dare alla pellicola il gusto per il thriller e lo spionaggio vero e proprio ma finisce per risultare più una macchietta poco utile ed ancora meno simpatica usata giusto come elemento esterno per togliere le castagne dal fuoco agli sceneggiatori in crisi, interpretata dalla ormai oserei dire sopravvalutata Amber Heard.
I momenti migliori del lavoro, dunque, finiscono per essere quelli espressi dalla mission impossible di Renner/Costner impegnato nel riconquistare la figlia adolescente Zooey, per anni ignorata a causa di un lavoro - quello dell'agente dei servizi segreti pronto a fare piazza pulita in qualsiasi condizione e situazione in men che non si dica - del quale la stessa non conosce nulla: i siparietti con la sua talpa molto poco volontaria nell'organizzazione di Wolf - padre non di una, bensì di due figlie - o con il contabile di origine italiana sono decisamente spassosi, più vicini al recente approccio Expendables che non ai seriosi polpettoni che paiono aver preso possesso di uno dei generi notoriamente più scanzonati del Cinema.
Non parliamo, dunque, di una pellicola memorabile - tutt'altro -, eppure momenti come quello nel bagno della discoteca con tanto di uscita in gloria in stile Bodyguard o la suoneria del cellulare di Renner con "I love it" pronta a risuonare nei momenti più impensabili riescono a trasformare un titolo come tanti altri in una variante piuttosto divertente e godibile dell'action condita dai rapporti tra genitori e figli.
Considerato com'era andata con i due Taken, direi proprio che quello del solido Kevin è tutto grasso che cola, finale zuccheroso ed assolutamente inverosimile compreso.



MrFord



"I got this feeling on the summer day when you were gone.
I crashed my car into the bridge. I watched, I let it burn.
I threw your shit into a bag and pushed it down the stairs.
I crashed my car into the bridge.
I don't care, I love it.
I don't care."
Icona Pop - "I love it" - 




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