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venerdì 17 marzo 2017

Autobahn - Fuori controllo (Eran Creevy, UK/Germania/Cina, 2016, 99')




Di norma, quando in sala approda qualche nuovo filmaccio action da neuroni zero, finisco quasi subito per esaltarmi e considerarlo come priorità per la prima serata di stanca disponibile, o come visione cuscinetto nel corso delle sessioni di gioco con i Fordini: fin da bambino, del resto, le tamarrate hanno sempre avuto un ruolo fondamentale nel mio rapporto con il Cinema, e fatta eccezione per gli anni - fortunatamente pochi, a conti fatti - di radicalchicchismo estremo non credo ci sia stato un altro periodo in cui non le abbia alternate alle visioni più profonde ed impegnative.
A volte, però, nel grande oceano di questo tipo di produzioni, si finisce per pescare pesci davvero indigesti, e dunque la soglia di attenzione nella scelta deve essere inevitabilmente alta: questo Autobahn - Fuori controllo, adattamento assurdo dell'originale Collide, era entrato nel novero dei titoli potenzialmente rischio merdata estrema, tanto da non farmi prendere, almeno inizialmente, in considerazione il recupero.
Quando, poi, il periodo da casalingo del sottoscritto ha finito per liberare parecchio spazio nei ripescaggi, ho deciso che il rischio poteva essere corso, e che alla peggio non avrei fatto altro che massacrare l'ennesimo tentativo action moderno non all'altezza dei miti degli anni ottanta: in questo senso, il lavoro di Eran Creevy non è risultato così agghiacciante, finendo per ricordare l'atmosfera di cose come Transporter - certo, l'assenza di uno Statham pesa, ma considerata l'aura "romantica", devo ammettere che il buon Nicholas Hoult finisce quasi per starci - e portando sullo schermo almeno due o tre sequenze legate alle rocambolesche fughe del protagonista dal punto di vista di ritmo ed adrenalina davvero niente male, dalle corse a piedi tra le viette di un paesino della provincia tedesca agli spettacolari incidenti d'auto in autostrada.
Certo, scrittura e realizzazione sono elementari, i due villains interpretati da Anthony Hopkins e Ben Kingsley caricaturali oltre misura - ed occasione per i loro interpreti di gigioneggiare in maniera quasi irritante -, l'evoluzione della trama ed in particolare il finale totalmente implausibili, ma mettendo a nanna il cervello e limitandosi a godere dei tentativi degli sgherri del boss - che paiono per la maggior parte hipster in versione killer dal passato militare - di far fuori il giovane ladro d'auto con il quale si trovano ad avere a che fare, direi che ce lo si può godere senza sentirsi troppo in colpa.
In un certo senso, prodotti innocui come questo vanno presi come - e l'ho già sottolineato in più di un'occasione - i fast food del Cinema, cibo porco e normalmente indigesto che in alcuni momenti, però, sta proprio bene, specialmente se accolto senza pretese: dunque armatevi di ignoranza, e soprattutto se amate spingere sull'acceleratore, prima che con la bella stagione giunga Fast 8 a fare la differenza, concedetevi uno snack da distributore automatico con questo Autobahn: non sazierà o non rappresenterà certo una nuova frontiera "culinaria", ma senza dubbio riempirà quel buco che separa la seconda colazione da un lauto pranzo.




MrFord




martedì 24 gennaio 2017

Westworld - Dove tutto è concesso - Stagione 1 (HBO, USA, 2016)




In un posto ribattezzato Saloon come questo, è praticamente ovvio che un Western, vero o presunto che sia, partirà sempre da una corsia preferenziale.
E' altrettanto ovvio che, se fossi nella realtà di Westworld ed avessi il denaro per permettermelo, praticamente vivrei in un parco come quello mostrato da una delle serie più osannate della fine del duemilasedici, all'interno del quale si ha l'occasione di fare esperienza sulla pelle del vecchio West, dalle cittadine polverose ai confini infestati da selvaggi e soldati allo sbando, dai grandi spazi e dalla bellezza della Natura alla sconvolgente violenza tutta umana.
Jonathan Nolan, fratello del più noto Christopher ed ottimo sceneggiatore, autore di cult totali per il sottoscritto come The prestige o Inception, allo stesso modo da queste parti avrà sempre un giro offerto dalla casa.
Tecnicamente, inoltre, Westworld rappresenta senza dubbio una delle più impressionanti dimostrazioni che il piccolo schermo, ormai, non ha davvero più nulla da invidiare al grande.
Senza contare le recensioni entusiastiche di quello che è stato senza dubbio uno dei titoli sensazione dell'anno appena concluso.
Eppure.
Eppure, nel perfetto mondo costruito da Robert Ford - guarda caso - e dal suo defunto socio Arnold, qualcosa non torna.
E non torna neppure nella creatura apparentemente perfetta portata in scena da Jonathan Nolan e soci.
Nel corso delle dieci puntate di questa prima stagione, più volte - specialmente confrontandomi con Julez - ho pensato a cosa potesse non andare, in un prodotto che pare confezionato apposta per me: ho pensato alla troppa carne al fuoco, ai twist che possono lasciare a bocca aperta ma, quando cominciano a diventare troppi, possono addirittura produrre un effetto opposto e dunque negativo, al "tutto e contrario di tutto" che una storia di questo tipo permette ai suoi autori, quasi fosse troppo facile poter montare e smontare la sua intera impalcatura, come se fosse una costola del già citato Inception o un bel trucco da illusionisti che non nasconde nulla.
Ho pensato a tante cose, dal macroscopico al microscopico, da quello che potrebbe rivelare la seconda stagione a quello che non sarà mai in grado di svelare, perchè di fatto non esiste.
Ma la risposta, forse, è una sola: a Westworld, almeno fino ad ora, è mancata la scintilla.
La stessa che permette allo spettatore di innamorarsi perdutamente di un charachter, buono o cattivo o nessuno dei due che sia, che induca a consumare gli episodi come fossero bicchieri buttati giù troppo in fretta una sera in cui si ha una voglia incontenibile di sbronzarsi, che produca una sorta di dipendenza, invece che far soffermare l'audience sull'utilizzo intelligentissimo di noti brani musicali cult riarrangiati dal pianoforte automatico del Saloon di Sweetwater.
Westworld è un parco divertimenti, una magia dei suoi creatori, una meraviglia, eppure un clamoroso, riuscitissimo involucro vuoto, quasi come se il più riuscito dei suoi residenti non riuscisse mai ad avere un'epifania, una "ricordanza" in grado di portarlo ad un altro livello di coscienza.
E per un cowboy pane e salame come il sottoscritto, un West senza quella scintilla è come una pasta senza i fagioli dello stesso West che mi ha fatto innamorare del Cinema.
Quando la realtà incontra la leggenda, vince la leggenda.
Una regola che ha sempre valso, lungo la Frontiera, da John Ford in avanti.
Ma che, almeno finora, a Westworld pare non valere.
E non è affatto un bene.




MrFord




venerdì 2 dicembre 2016

Go with me (Daniel Alfredson, USA, 2015, 90')


Risultati immagini per go with me poster




Avete presente quei film nei quali incappate quasi per caso, e che non avete alcuna voglia di vedere neppure nei momenti morti o legati alla mera distrazione?
Go with me, thriller dal background redneck e dal sapore molto sabato sera su Italia Uno anni novanta, rientrava alla perfezione nella categoria, considerate la prospettiva di mancanza di ironia e di un regista che potesse davvero alimentare almeno in misura minima l'hype del sottoscritto.
Eppure, nonostante questi difetti sulla carta - senza dubbio in gran parte confermati dalla visione - non solo è riuscito a superare quasi indenne la prova del Saloon, ma a confermarsi prodotto artigianale solido e senza pretese, buono per un pubblico occasionale ed innocuo sia rispetto alla memoria che alla visione degli spettatori più navigati.
Quasi ci servissero un mix - anche se piuttosto dozzinale - di Out of the furnace, Winter's bone e Red, white and blue, veniamo catapultati in un'insolita caccia all'uomo sponsorizzata da una ragazza cresciuta in provincia - siamo nella British Columbia, se non sbaglio - e tornata per assaporare le atmosfere dei tempi alla morte della madre perseguitata da un ex vice sceriffo passato dall'altra parte della barricata, vero e proprio lupo cattivo della comunità fatta di boscaioli e poco altro all'interno della quale la giovane trova due insperati alleati nell'ex militare Lester e nel suo giovane amico balbuziente, pronti a sostenere la protagonista - anche per propositi di vendetta personali - nella caccia al villain che, in originale, regala perfino il nome alla pellicola, interpretato da un Ray Liotta che resterà sempre un fordiano ad honorem proprio per le sue fatiche a cavallo tra gli anni ottanta e novanta.
Ad ogni modo, senza prendere troppo di mira l'atmosfera senza dubbio da piccolo schermo del prodotto, il regista raccomandato ed un Hopkins ormai davvero ridotto all'ombra di quello che fu il mitico Hannibal Lecter, il risultato è credibile e solido, legato alle atmosfere che la provincia profonda degli States suscitano in chi ne racconta ed in chi le vive, fatte di cittadine dimenticate, Natura incontaminata ma anche solitudine, depressione e dipendenze, violenze soffocate e nascoste ed una sensazione di wilderness che purtroppo non ha nulla a che vedere con quella legata all'esplorazione ed alla scoperta, quanto più al crimine e ad una legge della giungla all'interno della quale il più forte schiaccia inevitabilmente il più debole.
In questo senso, finiscono per assumere una grande importanza i flashback legati alla figura di Blackway/Liotta, che imperversa nella piccola comunità come se fosse una sorta di divinità di fronte alla quale tutti finiscono per farsela nei pantaloni, chi per un motivo e chi per un altro: a fare la differenza saranno la voce di una Julia Stiles che torna, dopo i fasti della Lumen di Dexter, a vestire i panni della vittima in cerca di riscatto rispetto ai carnefici, il proposito di vendetta covato dal vecchio Lester e l'istinto puro della sua giovane spalla - che riconosceranno tutti i fan di Vikings -.
Siamo ben lontani non solo dal miracolo, ma anche da livelli accettabili per soddisfare i cinefili di lungo corso, eppure questo Go with me, almeno per un'ora e mezza, fa cedere abbastanza volentieri all'idea di "andare" con lui o lei, o che dir si voglia.
Fosse anche affanculo in un posto in cui la meraviglia della cornice si specchia con la miseria umana.




MrFord






giovedì 13 ottobre 2016

Thursday's child






Avventori del Saloon, popolo della blogosfera, benvenuti anche questa settimana alla rubrica dedicata alle uscite nelle nostrane sale, come sempre allietata dalla presenza del sottoscritto e funestata da quella del terrificante Cannibal Kid, come sempre pronto a sparare opinioni più che discutibili su tutto quello che riguarda la parte marcia della settima arte.
Questo weekend, tra l'altro, si prospetta molto cannibalesco: ma qui si resisterà comunque, continuando a cercare qualcosa di interessante che possa salvare me tanto quanto voi dalle produzioni di bassa qualità sponsorizzate come sempre dal mio rivale.


"In tre non abbiamo bevuto neanche la metà di Ford da solo!? E ti credo, quello è secondo solo a Frank Gallagher!"


Inferno

"Ecco un esemplare di Fordianus Australis risalente a un paio di millenni fa."

Cannibal dice: Avevo visto Il codice da Vinci al cinema, ai tempi dell'uscita 10 anni fa, e, nonostante non sia proprio il mio genere di film e Tom Hanks non sia proprio il mio genere di attore, non mi era affatto dispiaciuto. Quando poi era arrivato Angeli e demoni l'avevo ignorato alla grande, però adesso potrebbe essere l'ora di rifare un tuffo nelle danbrownate, che continuano a non essere il mio genere, ma sempre meglio delle infernali jamesfordianate.
Ford dice: ai tempi dell'uscita in sala, pur non avendo letto il romanzo, avevo visto Il codice da Vinci. Purtroppo per me.


Ricordo, comunque, che mi fece così cagare che penso mi terrò lontano da questo Inferno almeno quanto ho fatto dal precedente Angeli e demoni, e dal demonio numero uno delle cattive scelte cinematografiche: Cannibal Kid.




Bad Moms – Mamme molto cattive

"Cannibal vorrebbe uscire a bere con noi e Ford!? Ma stiamo scherzando!?"

Cannibal dice: Oh, finalmente una cannibalata come si deve! Una commediola americana che in patria è andata molto bene e che ora potrebbe conquistare anche il pubblico italiano, o se non altro quello cannibale. E secondo me potrebbe strappare qualche risata persino a quel depresso cronico di Mr. Ford, visto che è anche lui una bad mom... o forse un bad dad.
Ford dice: commediola ammeregana che ha conquistato Julez dalla prima visione del trailer, e dato che di norma sono io che presso per vedere questo o quell'altro titolo, sono contento, per una volta, di farmi trascinare in sala dalla signora Ford.
Tutto questo sperando di non incontrare nel tragitto la bad girl più insopportabile della blogosfera, Katniss Kid.
Al limite, potrei metterla sotto in macchina.



Mike & Dave: Un matrimonio da sballo

"Fratello, rassegnati: rimettere in forma quel pusillanime di Cannibal Kid è un'impresa da fantascienza, altro che commedia!"

Cannibal dice: Due cannibalate in una sola settimana? È già arrivato il Natale in quel di Pensieri Cannibali?
Zac Efron, Anna Kendrick e Aubrey Plaza potrebbero riuscire a divertire pure Ford, considerando che ha adorato Nonno scatenato e che ormai in queste comedy made in Usa ai limiti dell'osceno e dello scemo ci sguazza quasi più di me!
Ford dice: altra commediola di grana grossa che di norma ignorerei bellamente lasciandola nelle per nulla capaci mani del mio antagonista, ma considerato il fatto che ho finito per divertirmi come un totale imbecille con Nonno scatenato, potrei perfino darle una possibilità.



Neruda

"Incredibile: ho scoperto un giornale risalente ai tempi in cui Ford non era ancora nato. Un vero reperto."

Cannibal dice: Il cileno Pablo Larraín è talmente prolifico che rischia di far passare Woody Allen per un pelandrone. Nei soli ultimi mesi ha girato Il club, che non ho ancora visto, Jackie con Natalie Portman che attendo come se non ci fosse un domani, e questo Neruda. Considerando che di Pablo Neruda ammetto di non sapere praticamente nulla, al contrario di quell'intellettuale di Ford che ne conoscerà già vita, morte e miracoli, questa potrebbe rivelarsi una visione molto interessante e istruttiva.
Ford dice: sono sempre scettico, di fronte a Larrain. Nonostante siano passati anni, pago ancora la scottatura della delusione per Tony Manero, che detestai profondamente, e ancora oggi mi fa sempre muovere con circospezione a fronte di un autore che negli ultimi anni pare aver iniziato a lavorare neanche fosse Miike.
Spero quantomeno che le delusioni, quando si tratta di visioni che lo riguardano, siano finite.



Rara – Una strana famiglia

"Grande! Vogliamo un'altra rassegna di Cinema fordiano!"

Cannibal dice: Due pellicole cilene in una sola settimana? In già arrivato il Natale anche in quel del Cile?
Comunque pure questa sembra una pellicola che merita di essere vista, quindi ¡que viva el Chile! e ¡que abbasso Ford!
Ford dice: se non avessi così poco tempo a causa degli impegni in famiglia e la mia componente tamarra non si fosse amplificata negli ultimi anni un titolo come questo avrebbe rappresentato la chicca della settimana, almeno sulla carta.
Ora, invece, mi riservo di recuperarlo solo se dovesse capitare.
Un po' come, se dovesse capitare, potrei rifilare al Cannibale un paio di mosse di wrestling.



Go With Me

"Dici che vestirci come Ford aiuterà il film ad avere un giudizio positivo?" "Mi sa tanto di no."

Cannibal dice: MYmovies lo definisce “un vero western autunnale”. Ecco, se volevano essere convincenti con me ci sono riusciti...
Mi hanno convinto a girare al largo e a lasciare la visione a Ford. Go without me.
Ford dice: nonostante le premesse siano del tutto fordiane, la presenza di Alfredson in regia e di un bollito Hopkins tra i protagonisti mi fanno sperare ben poco di positivo, dunque andrò without questo film e pure senza Cannibal, dato che è meglio soli che male accompagnati.



Qualcosa di nuovo

"Non ci posso credere: Cannibal se l'è fatta un'altra volta nei pantaloni!"

Cannibal dice: Qualcosa di nuovo sarebbe Ford che esprime un'opinione condivisibile o anche solo vagamente furba, ma il 2016 volge al termine e ancora non è successo. E non penso succederà. Un'occhiata a questo film con due attrici valide come Paola Cortellesi e Micaela Ramazzotti, alla faccia del “razzismo” di Ford contro il cinema italiano, penso invece che succederà.
Ford dice: qualcosa di nuovo potrebbe essere un film italiano pronto a conquistarmi o quantomeno alimentare l'hype per la visione, o Cannibal che esprime un'opinione sensata in ambito cinematografico.
Purtroppo, temo dovrò aspettare ancora per entrambe le cose.



Attesa e cambiamenti

"Festeggiamo una blogosfera cui è vietata la sosta di qualsiasi Cannibal!"
Cannibal dice: Attesa e cambiamenti, un titolo perfetto per esprimere la mia situazione con Ford. Attendo che cambi, ma ahimé mi toccherà aspettare ancora molto a lungo...
Ford dice: io ormai non attendo più che Cannibal possa cambiare. Me lo tengo così com'è, almeno finchè non deciderò di riciclarlo.



Lettere da Berlino

"Vorrei proprio sapere come diavolo fa Ford a scrivere ancora tutto a mano. Io preferisco il tablet."
Cannibal dice: Ennesimo dramma ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale?
Lo passo a quel serioso di Ford e vado a vedermi le due commedie sceme made in Usa!
Ford dice: nonostante si vada verso l'autunno pieno, la voglia di buttarmi in una visione pesante da dramma legato alla Seconda Guerra Mondiale è minore che affrontare una maratona di stronzate cannibalesche.
Piuttosto, mi rifaccio con qualche bell'action ignorante.


mercoledì 15 giugno 2016

Wednesday's child

La trama (con parole mie): si prosegue nella marcia verso la chiusura di questi primi mesi del duemilasedici, pronti a riservare qualche sorpresa in sala nelle ultime settimane forse per farsi perdonare una primavera da spettatori peggiore dell'estate di aspiranti vacanzieri che stiamo vivendo in questi giorni di piogge torrenziali.
Quello che prosegue, purtroppo, è anche il sodalizio con Cannibal Kid, che continua ad abbassare la qualità di questa rubrica affiancando i suoi scombinati commenti a quelli del sottoscritto.


"Ecco quello che succede a pensare di saperne qualcosa di Cinema: si finisce come Ford e Cannibal."
Angry Birds – Il film

"E così quelli sono Ford e Cannibal!? Ammazza che brutti!"
Cannibal dice: Pellicola tratta da una popolare app per smart phone. E dopo aver detto questa cosa, credo che la testa di James Ford sia esplosa in mille pezzi!
Nonostante l'ispirazione relativamente moderna, sembra la solita pellicoletta bambinesca stile Minions che il mio blogger rivale fingerà di schifare, quando in realtà lo esalterà un casino. A me invece probabilmente mi renderà solo molto angry.
Ford dice: la moda e l'app degli Angry Birds mi hanno sempre attirato più o meno quanto le opinioni di Cannibal, ovvero molto poco, ed il film non è da meno. Considerati i recuperi ancora in ballo, non credo proprio sarà una priorità.



Gli invisibili

"Merda, non pensavo di essere diventato più vecchio di Ford!"

Cannibal dice: Film con Richard Gere nei panni di un barbon... volevo dire un Fordone... no, fa più politically correct dire un clochard. La sostanza comunque non cambia, si tratta sempre di un senzatetto. Che poi è peggio essere un uomo senzatetto o una donna senzatette?
Domande esistenziali a parte, questa pellicola puzza. No, non perché i clochard non si lavano. Puzza di buonismo. Il fatto che alla regia ci sia Oren Moverman, già autore dell'ottimo Oltre le regole – The Messenger, mi fa però ben sperare.
Ford dice: se non fosse che dietro la macchina da presa di questo film rischiosissimo - in termini di buonismo - si trova Oren Moverman, autore di quell'Oltre le regole in grado di mettere d'accordo perfino me e il Cannibale, questo Gli invisibili verrebbe saltato a piè pari senza alcun tipo di rimorso. Invece potrebbe finire nell'elenco delle potenziali sorprese della settimana e forse del mese.



Tutti vogliono qualcosa

"Dici che somiglio a Ford? Allora devo essere davvero fico!"

Cannibal dice: Tutti vogliono qualcosa. Io non voglio soldi, figa e potere. Oddio, non mi dispiacerebbero, però per il momento mi posso più semplicemente accontentare di vedere sparire James Ford dalla faccia della Terra, o almeno dalla blogosfera. Riguardo al film è il nuovo di Richard Linklater, è una specie di “sequel spirituale” di La vita è un sogno, e quindi è da vedere.
Ford dice: quello che vorrei sarebbe la possibilità di vivere stipendiato per non lavorare, in modo da godermi i Fordini, il mio tempo, il Cinema e continuare a prendere per il culo Cannibal da qui alla fine dei suoi giorni.
Peccato che, almeno per il momento, non sia così.
Mi accontento, però, di segnare e sottolineare il ritorno in sala del sempre ottimo Linklater.

 


Laurence Anyways

"Eddai, Cannibal, non te la prendere, non chiuderti nella tua cameretta! Non tutti possono essere fighi come Ford!"
Cannibal dice: Film del 2012 che arriva ora nelle sale italiane. Meglio tardi, molto tardi, che mai. Non si tratta di uno dei miei lavori preferiti di Xavier Dolan, quelli restano i capolavori Mommy e Les amours imaginaires, però non è niente male (http://www.pensiericannibali.com/2013/08/xavier-dolan-anyways.html).
E comunque sempre meglio la ritardataria distribuzione nostrana di Ford, che fa tanto l'espertone di cinema e poi non ha ancora visto manco un film di quello che è uno dei principali nuovi talenti oggi in circolazione. Ma non si vergogna?
Ford dice: non ho ancora visto neppure uno dei film di Dolan, e non me ne vergogno.
Principalmente perchè il tempo che ho a disposizione ultimamente è molto poco, e rischio causa vecchiaia l'abbiocco secco.
Dunque, e non è da sottovalutare, ho paura di nutrire aspettative così alte nel giovane Xavier da finire clamorosamente deluso. Vi farò sapere. E chissà che questo ritardatario Laurence Anyways non possa essere un buon punto di partenza.



The Boss

"Ecco la prima lezione da Cannibalini: se non possiamo essere fighi quanto i fordiani, perlomeno cerchiamo di essere i loro tirapiedi."

Cannibal dice: Non ho ancora ben capito se Melissa McCarthy mi stia simpatica o meno. Dopo Spy tenderei per il sì e a questo The Boss, che pure negli Usa non è stato accolto granché bene, tenderei a dare una possibilità. Su Ford ho invece capito benissimo una cosa: quello mi sta proprio sui coglioni uahahah!
Ford dice: Melissa McCarthy è la versione fordiana della cannibale e poco sopportabile Rebel Wilson, dunque in prospettiva estiva questo The Boss potrebbe risultare una visione distensiva giusta per la stagione, specie se volete togliervi di dosso il peso delle radical posizioni del mio antagonista.



Ma ma – Tutto andrà bene

"Certo che Cannibal questa storia l'ha presa proprio male!" "Già, ha pensato addirittura di farsi una plastica per assomigliare a Ford."

Cannibal dice: Ma ma che titolo titolo ha questo film film?
Per Penelope Cruz è un po' come per Melissa McCarthy. Non ho ancora deciso se mi piace o meno. A volte mi sembra una figa stellare e un'ottima attrice, altre volte mi sembra un mezzo roito e un'interprete agghiacciande. Potrebbe aiutarmi a risolvere il mistero questa pellicola che affronta il tema della malattia, di recente molto fortunato nonostante come argomento sia più deprimente di Ford quando cerca di fare il simpatico.
Ford dice: quando ci sono di mezzo film potenzialmente finti autoriali in realtà strappalacrime, non credo possa andare bene proprio nulla. Dunque a prescindere preferisco saltare il giro e divertirmi come l'estate impone.



Conspiracy – La cospirazione

"Se bevi un solo White Russian in una serata non potrai mai sperare di guadagnarti la fiducia di Ford!"

Cannibal dice: Un film con Al Pacino e Anthony Hopkins? Mizzega! Un tempo, quando io ero un bambino e Ford era già vecchio però meno di adesso, si sarebbe gridato al filmone. Adesso invece sembra il solito thrillerino che i due attori hanno accettato di girare per un solo motivo, e non è l'amore per il cinema.
Ford dice: è davvero un dispiacere, vedere due ex grandissimi attori recitare solo per denaro senza badare alla qualità del prodotto.
Un po' come leggere ogni giorno le recensioni del mio rivale Cannibal, un tempo rivale all'ultimo sangue ormai divenuto una quasi parodia fordiana: e questo quando le cose vanno bene.



La casa delle estati lontane

"Allora dov'è che Ford ha spedito Cannibal?" "Non lo so di preciso, spero il più lontano possibile da noi!"

Cannibal dice: Pellicola israelo-francese in bilico tra noioso impegno fordiano e cazzara leggerezza estiva cannibale. Talmente in bilico, che alla fine con buona probabilità nessuno di noi due lo vedrà.
Ford dice: l'estate è vicina, la voglia di leggerezza tanta, dunque abbandono Cannibal e le potenziali visioni radical al largo e al loro destino.



Calcolo infinitesimale

"Dopo aver assistito alla maratona del Cannibale dedicata a Lars Von Trier ho perso per sempre la voglia di fare sesso."

Cannibal dice: Infinitesimale è la possibilità che io guardi questo film. E anche la possibilità che all'interno del micro-cervello di Ford ci sia della materia grigia e non solo delle ragnatele.
Ford dice: infinitesimale è la possibilità che Cannibal ne capisca di Cinema. Almeno quanto quella che io decida di guardare questo film.


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