La trama (con parole mie): la scalata verso la vetta della classifica prosegue con la seconda decina dedicata al meglio dei film distribuiti nelle sale della Terra dei cachi nel corso del 2012. Una decina solida e molto variegata, all'interno della quale spicca il primo degli unici due film italiani presenti nella classifica in un anno che non ha visto brillare - purtroppo - il Cinema nostrano. State dunque pronti ad averne per tutti i gusti, dal documentario al thriller, passando per l'animazione, il fantasy ed il sociale. Come al solito, qui al Saloon ce n'è proprio per tutti.
Il regista degli ottimi Chopper e L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford torna alla ribalta con un thriller d’azione verbale più che fisica, un ritratto profondamente noir degli States attuali, con un paio di sequenze ad impatto, dialoghi fiume in cui perdersi ed un finale che è una vera e propria coltellata. Perfetto Johnny Cash inserito nella colonna sonora, ottimo il cast.
N° 29: Brave - Ribelle di Mark Andrews, Brenda Chapman, Bill Purcell
I Pixar Studios, dopo la mezza delusione che fu Cars 2, tornano a confezionare un prodotto eccellente non solo dal punto di vista tecnico, che fotografa alla grandissima le problematiche dei rapporti tra madri e figlie – adolescenti – e le dinamiche di una normale famiglia come ce n’erano ai tempi dei clan delle Highlands e come ce ne sono ora. Realizzato da dio, divertente, ritmato, e preceduto da un corto che è uno spettacolo.
Il miglior film di supereroi dai tempi de Il cavaliere oscuro, senza se e senza ma. Fracassone, tamarro, autoironico, impreziosito dai botta e risposta che Robert Downey Jr/Iron man sfodera nel confronto con ogni altro personaggio e dal migliore Hulk mai apparso sullo schermo. Almeno una manciata di sequenze memorabili – il “sono sempre arrabbiato” di Banner, il pugno di Hulk a Thor e il bellissimo confronto Hulk/Loki a proposito dello status di divinità – e divertimento assicurato per grandi e piccini.
Il regista degli ottimi One day in september e La morte sospesa torna al documentario e lo fa alla grandissima, con il ritratto di uno dei simboli della musica moderna nonché personaggio unico nel suo genere: dalle strade di Kingston ai palcoscenici internazionali, dalla religione rastafariana alle sue numerose donne, dai figli al successo, fino alla morte, il Bob Marley uomo prima che popstar internazionale. Emozionante, sentito, profondo. Get up, stand up.
Il regista del bottigliatissimo Buried trova il suo riscatto con un thriller sovrannaturale che mescola Il sesto senso e The prestige, avvince ed incanta riuscendo addirittura nell’impresa di far risorgere, almeno in parte, il dato per perduto Robert De Niro. Scienza e Fede a confronto in un dramma che inchioda alla poltrona dal primo all’ultimo minuto, sorretto da un ottimo Cillian Murphy e giocato sul filo senza mai eccedere da una parte o dall’altra. Una delle sorprese più interessanti dell’anno.
Rispetto allo scorso anno e nonostante una media qualitativa disastrosa, il Cinema italiano riesce comunque a piazzare due titoli nella top 40: il primo è questa potentissima ricostruzione degli scandalosi avvenimenti che durante lo sciagurato G8 di Genova del luglio 2001 accaddero nel corso dell’assalto alla scuola Diaz e nei successivi interrogatori avvenuti nella caserma di Bolzaneto. Un film non perfetto, ma necessario che è impossibile guardare rimanendo indifferenti.
Messa da parte la compilation di bottigliate rifilata a Melancholia, ecco giungere al Saloon un prodotto intelligente e profondo realizzato sul tema dei corpi celesti “in rotta di collisione”: due solitudini che si incontrano nell’attesa di scoprire cosa accadrà a due mondi “allo specchio” quando la distanza si farà troppo breve per fare finta di nulla. Forse non per tutti, ma un’esperienza che resta dentro.
Approcciato con il dubbio che non potesse raggiungere il livello della trilogia de Il signore degli anelli, il nuovo film firmato da Peter Jackson dedicato al mondo tolkeniano è una piccola perla di stupore e meraviglia, un omaggio al Cinema d’avventura che conquistava i bambini nel pieno dei favolosi anni ottanta che più passano i giorni dalla visione e più mi pare clamorosamente centrata. Se l’inizio è di questo livello, c’è da sperare che il regista neozelandese superi se stesso con i prossimi due capitoli.
Come l’ormai leggendario Clint Eastwood quarant’anni or sono, anche nel caso dell’ex bisteccone Ben Affleck abbiamo scoperto che l’uomo dietro la macchina da presa è di tutt’altro livello rispetto a quello davanti alla stessa. Dopo il discreto Gone baby gone ed il buon The town, Ben si scopre autore garanzia con un film tesissimo eppure divertente, omaggio alla Hollywood delle grandi produzioni e delle bugie nonché cronaca di un avvenimento realmente accaduto che ricorda molto il Cinema impegnato targato Pakula. Già cult.
Una delle migliori sceneggiature dell’anno racconta i tempi della crisi economica e delle imprevedibilità della borsa trasformandole in una sorta di thriller all’ultimo respiro, con un cast stellare ed un crescendo che ricorda l’ottimo Americani più che i due Wall Street. Squali a nuoto in un acquario di pesci rossi ed un futuro sempre più oscuro per tutti quelli che non sono i grandi burattinai dell’economia mondiale. A suo modo profetico.
La trama (con parole mie): Johnny Amato, che ben conosce il passato di truffatore di Markie Trattman, ha intenzione di organizzare una rapina alla partita di poker organizzata da quest'ultimo in modo che i sospetti ricadano su di lui. Per farlo, si affida ai due piccoli malviventi Frankie e Russell, che mettono a segno il colpo ma non sanno che, da qualche parte, l'Organizzazione che dirige le fila ha già messo Jackie Cogan sulle loro tracce.
Cogan è un uomo diretto e deciso, i suoi metodi sono spicci e la tariffa fissa: oltre ad eliminare Markie Trattman - giusto perchè nessuno possa pensare che ci si sia rammolliti -, il suo compito sarà quello di rintracciare i tre pesci piccoli che hanno tentato di fare il salto e ricordare loro che nella catena alimentare ci sono sempre delle gerarchie ben precise.
Che siano romanzi, libri, film o canzoni, i prodotti come Cogan paiono essere stati creati apposta per compiacere il sottoscritto: la sensazione che mi da un robusto noir che pare un whisky invecchiato è sempre quella della strada di casa, in grado di coinvolgermi anche quando le sue ambizioni sono decisamente superiori alla qualità dell'opera fatta e finita.
Cogan non è Killer Joe, manca della potenza del fulmine a ciel sereno di Friedkin e della sua rapida successione di colpi portati allo spettatore, è molto compiaciuto di sè - ma del resto, lo stile di Dominik, che pur ho sempre apprezzato, è così - e a tratti diviene verboso e statico, quasi ci trovassimo imprigionati all'interno del ralenti sul finestrino rotto dal primo proiettile che il vecchio Jackie - un vero "men in black" - spara all'indirizzo del cranio di uno dei suoi bersagli.
Eppure, è un ritratto spietato e quasi western di un'America in cui si è perso, per quanto si continui a venderla, l'immagine di una Nazione democratica e coesa, in cui tutti sono uguali e la speranza è pronta a bussare alle porte: Cogan sa bene che tutto quello che la campagna elettorare vende alla gente è una truffa, una balla ben congegnata perchè esistano sempre pesci piccoli pronti ad essere dati in pasto ai veri professionisti, gli squali che, dalla Borsa alla Strada, finiscono per usarli tutti come stuzzicadenti.
Ed è lampante fin dal principio, quando ancora il colpo s'ha da fare, che Johnny, Markie, Frankie e Russell finiranno proprio in quel modo: quando giochi con chi è più grande e pericoloso di te, difficilmente riesci ad uscirne pulito.
E soprattutto vivo.
Come se non bastasse, la pellicola di Dominik non si scompone, e porta avanti la sua ricerca con la tranquillità di chi è sicuro di compiere la missione, danzando tra inquadrature bagnate dalla pioggia e dialoghi fiume tra un Brad Pitt severo e mai così duro e Richard Jenkins, timido portavoce dell'Organizzazione, o James Gandolfini, killer perduto nei vizi e dalla poca voglia di tornare di nuovo al fresco - una delle frasi cult del film viene calata come un asso proprio per descrivere il suo personaggio: "E' qui da tre giorni, e tutto quello che non si è scopato, se l'è bevuto", già mitica -.
In fondo, quei poveri sfigati dietro alla razzia durante la partita e l'ancor più povero sfigato che hanno cercato di incolpare condannando di fatto a morte hanno i minuti contati, e non c'è bisogno che qualcuno di calibro decisamente superiore si danni particolarmente per loro: fa quasi tenerezza, il povero Frankie, mentre conduce Cogan quasi fosse un fratello maggiore a chiudere la pratica di Johnny nella speranza di potersela cavare.
Pare un agnellino smarrito e sacrificale, attorno al quale il lupo neppure danza, ma semplicemente passeggia, come se non avesse bisogno d'altro, per sistemarlo, di uno sguardo.
E di una pistola, ma questo era ovvio quanto quell'ultima raccomandazione ripetuta più volte, una beffa nei confronti di chi ancora non ha capito di avere già firmato la propria condanna.
Ma non è quello che spappola la testa di qualche povero stronzo senza speranza, il colpo più duro di Cogan: è l'imperativo all'indirizzo del portavoce, quel "pagami" che ha il sapore di un'eredità che gli USA - ma non solo - hanno lasciato ai loro abitanti dopo aver sparso quantità inimmaginabili di fumo negli occhi per restare con i culi bene al caldo su una qualche poltrona.
Culi parati da gente come Cogan.
Che non sarà il protagonista del film dell'anno, ma è un figlio di puttana dannatamente tosto, dal sapore di uno di quei whisky che ti ricordano per quale motivo, in questo mondo, esistono quelli in grado di rimanere in piedi e quelli che, al primo bicchiere, finiscono la serata chiusi in bagno a vomitare.
MrFord
"And I heard a voice in the midst of the four beasts
and I looked and behold, a pale horse
and his name that sat on him was Death
and Hell followed with him."
La trama (con parole mie): ed eccoci di ritorno alla consueta rubrica del venerdì passata al giovedì che tante polemiche sul titolo aveva generato la scorsa settimana, soprattutto a causa delle consuete, assurde illazioni di quel cattivo soggetto del Cannibale, mio sempre fidato nemico nonchè spalla ormai onnipresente. In omaggio al grandissimo Bowie e grazie all'ispirazione di Julez, ho dunque scelto un nuovo nome che mi permetterà di mantenere anche una sigla musicale. Se non altro, in questo modo, potrò dimenticarmi di settimane decisamente non memorabili come questa.
"Sto cercando il Cannibale, lo trovo qui!? Perchè devo fargli un'offerta che non potrà rifiutare!"
Cogan -
Killing Them Softly di Andrew Dominik
Il consiglio di Ford: con Suocera Kid è contro la legge
andarci "softly"!
Finalmente un film che valga una visione per una
settimana che non promette davvero nulla di buono: ispirato da un romanzo tosto
e cazzuto, con un Brad Pitt versione duro, non ha ricevuto l'accoglienza trionfale
che speravo, e da più parti è stato anche pesantemente criticato. Eppure è
firmato da Andrew Dominik, autore dell'ottimo Chopper e dell'altrettanto valido
L'assassino di Jesse James per mano del
codardo Robert Ford, quindi per me si parla del titolo
della settimana a mani basse.
Il consiglio di Cannibal: killing Ford anche non softly
Nuovo romanzo criminale firmato da Andrew Dominik,
regista de L'assassinio di Jesse James per mano del codardo James Robert
Ford, che non ho mai visto perché mi sono annoiato al solo leggere l’infinito
titolo, e di Chopper, che avevo visto dietro consiglio proprio del mio blogger
rivale e che non mi aveva entusiasmato per niente. Insomma, questo è un film
perfetto per quel codardo di James Ford, meno per il coraggioso cucciolo eroico,
abituato a registi più estremi e potenti di questo Dominik.
"Non stare a perdere tempo in baretti come questo: vieni al Saloon di Ford, lì sì che ci si diverte!"
Il matrimonio che vorrei di David Frankel
Il consiglio di Ford: il divorzio che vorrei è quello
dal Cucciolo Eroico!
Filmetto che non promette grandi cose e che potrebbe
risultare guardabile giusto alla lontana grazie alla presenza di Tommy Lee Jones,
uno dei fordiani per antonomasia del Saloon. Per il resto, nebbia fitta, tra l'ormai
onnipresente ed insopportabile Meryl Streep e quel look da commedia USA
patinata buona solo per gli incassi al botteghino.
Il consiglio di Cannibal: non il cinema che vorrei
Commedia matrimoniale con gli “anziani” Meryl Streep e
Tommy Lee Jones perfetta per un pubblico di loro coetanei come l’anziano Mr.
Ford.
Non gli ho nemmeno dato del vecchio, avete visto che
bravo e politically correct sono stato?
"Ford e Cannibale mi fanno morire dalle risate: le sparano talmente grosse!"
The
Wedding Party di Leslye Headland
Il consiglio di Ford: meglio Una notte da leoni con Le
amiche della sposa.
Commedia che si presenta come una versione meno
divertente e qualitativamente ben peggiore di quelli che sono stati i due
titoli per antonomasia degli ultimi anni legati ad addii al celibato e al nubilato.
Certo, il Cannibale correrà a vederlo sbavando come un porco per via di Kirsten
Dunst e delle sue tette, ma lasciate che gli riveli una triste verità: non è
diretto dal tuo amichetto Lars Von Trier!
Ahahahahahahaha!
Il consiglio di Cannibal: no Cannibal? No Party!
Altra commedia matrimoniale, ma qui le cose si fanno
decisamente più interessanti, vista la presenza di un ottimo cast capitanato dalla
strepitosa Kirsten Dunst, una che da sola vale la visione di qualunque film. In
questo caso, sembra un tentativo di replicare il successo dello spassosissimo
Le amiche della sposa. Come tutti i tentativi di emulazione, si rivelerà probabilmente
inferiore all’originale. Hai capito, Ford? È inutile che tenti di emularmi, al
massimo puoi accontentarti di usare eMule.
"Cannibale, ma come ti vesti!?!?"
Le migliori cose del mondo di Lais Bodanzky
Il consiglio di Ford: le migliori cose del mondo non
sono certo quelle che scrive il Cannibale!
Ispirato ad una serie di romanzi, questo film di
formazione mi puzza di fuffa lontano un chilometro, tanto che cercherò di
evitarlo elegantemente e lasciare che se ne occupi il mio scomodo rivale, che in
quanto teenager per antonomasia della blogosfera si troverà a suo agio con le
vicende di una famiglia che mettono in crisi il giovane Mano, che per
riprendersi si chiuderà nella sua cameretta insieme ad un certo coniglione
darkeggiante.
Ah, questa era un'altra storia!?!?
Il consiglio di Cannibal: non è che sembri proprio una
delle cose migliori del mondo…
Tra le migliori cose del mondo, o se non altro tra le
più divertenti, c’è il prendere per il culo Mr. Ford. In questo caso, mi limito
a constatare che lui è troooppo fuori target per un teen movie come questo. La
particolarità di questa pellicola è che arriva dal Brasile e potrebbe quindi
rivelarsi una variante interessante alla solita formula americana. Si potrebbe
allora rivelare una sorpresa piacevole, sebbene dubito possa risultare tra le
migliori pellicole del mondo.
Un serio candidato invece al titolo di migliore blogger del
mondo?
Ce l’avete davanti…
Intendo me, Cannibal, non Ford!
"Ammazza, ma è il Cucciolo Eroico quello laggiù!? Quel bullo di Ford l'ha ridotto proprio male!"
Indovina perché ti odio di Sean Anders
Il consiglio di Ford: io non odio il Cannibale, è che mi
disegnano così!
Terrificante schifezza con protagonista Adam Sandler,
che probabilmente intende bissare il successo ai Razzie di Jack e Jill, cagatona
cosmica che lo vide in un doppio ruolo lo scorso anno. Bocciato a scatola chiusa
neanche fosse uno dei consigli "autoriali" del Cucciolo Eroico.
Il consiglio di Cannibal: indovinate perché odio Ford…
Ce ne sono di ragioni per cui odio Ford: ha gusti
cinematografici, musicali e non solo agghiaccianti, ha un’inspiegabile e insana
passione per lo sport più insulso del mondo, ovvero il wrestling, ha una
mentalità vecchia, superata, conservatrice e pure, massì già che ci siamo
diciamolo, bigotta. Ahahah! Ma queste sono solo alcune delle ragioni. Per
scriverle tutte dovrei aprire un blog a parte. Doppio ahahah!
Passando al film, io in genere le commedie con Adam
Sandler me le sparo perché, pur sapendo di trovarmi di fronte a una probabile,
probabilissima porcata, di solito due risate me le fanno fare. E, sebbene
questo film si annuncia parecchio atroce, continua a starmi simpatico a pelle,
Adam Sandler. Così come continua a starmi antipatico a pelle, quel codardo di
Ford. Che pure lui due risate con il suo blog me le fa sempre fare. Più o meno
volontariamente?
"Tanto per cominciare, Kid, smettila di vestirti da fighetto e comincia ad essere yeah come papà Ford!"
Led
Zeppelin: Celebration Day di Dick Carruthers
Il consiglio di Ford: Pensieri Cannibali is the stairway
to Hell!
In quanto rock nell'anima, rispetto e rispetterò sempre
una delle band più importanti della storia della musica, peraltro responsabile
di una buona parte della mia formazione nell'ambito, eppure non riesco ad
apprezzare appieno operazioni prettamente commerciali
come questa, che per i componenti del gruppo significano un pò come raschiare
il fondo del barile e che trovano piena realizzazione solo rispetto ai fan più
sfegatati. Lo andrei a vedere con il Cannibale giusto
perchè so bene quanto il
suo orecchio fighetto può patire qualche sano e robusto
riff di chitarra.
Il consiglio di Cannibal: il rock è morto e sepolto, c’è
poco da fare una celebration
Ed ecco l’ennesima operazione nostalgia dedicata ai fan
di una delle band più sopravvalutate nella storia della musica. Le mie orecchie
fighette sono abituate a roba ben più potente, come i Sex Pistols e la
rivoluzione punk che ha spazzato via questo pomposissimo classic rock da
stadio. Roba da stadio, appunto, ma che con il cinema non ha nulla a che fare.
Un po’ come tutto ciò che piace a Ford…
"Cannibal who!?!?"
Il comandante e la cicogna di Silvio Soldini
Il consiglio di Ford: Il comandante e la cicogna ovvero
MrFord e Cannibal Kid
No, non è la storia dei due nemici più acerrimi della
rete - in quel caso sarebbe stato interessante - o la trasposizione delle loro
Blog Wars - ancora più interessante -, soltanto l'ennesimo lavoro di Soldini,
uno che non è poi così male ma che, a mio parere, non ha mai davvero
"fatto il salto". Il mio interesse per questo titolo, dunque, è
pressochè prossimo allo zero. In fondo, devo ancora recuperare Killer Joe. Killer
Joe, cazzo. Altro che cicogna!
Il consiglio di Cannibal: ridatemi indietro i Soldini
Non ho mai visto alcun film di Silvio Soldini, regista
italiano fissato con le accoppiate spesso improbabili nei titoli: Pane e
tulipani, Agata e la tempesta, Giorni e nuvole e adesso Il comandante e la
cicogna. Il suo prossimo film cosa sarà? Mr. Ford e il Cannibale?
Potrei fare un mio primo tentativo di approccio al suo
cinema, ma l’uso sempre delle stesse solite facce mi frena parecchio: è
possibile vedere un film italiano in cui non ci siano Valerio Mastandrea, Alba
Rohrwacher, Giuseppe Battiston e Luca Zingaretti? No, eh?
Ecco Ford e Cannibal intenti a decidere quale sarà l'argomento della prossima Blog War.
Gladiatori di Roma 3D di Iginio Straffi
Il consiglio di Ford: a ridatece Spartacus!
Già uno che si chiama Iginio Straffi, a mio parere, non
dovrebbe neppure sognare di realizzare un film.
Già fatico a pensare a Belen Rodriguez tra i doppiatori
- una che a stento riesce a formulare frasi di senso compiuto -. Già mi pare
che questa roba sia una vergogna per il Cinema d'animazione. E come se non
bastasse, c'è pure il 3D.
Canibbale, mi sa che stavorta stiamo dalla stessa parte!
Il consiglio di Cannibal: li mortacci vostri se andate a
vederlo!
Ed eccola qui, un’altra immancabile quanto inutile
uscita italiana settimanale. Per di più una pellicola d’animazione, campo in
cui non è che siamo proprio dei fenomeni e, fin dal trailer, si vede. Per di
più in 3D. Per di più doppiato da Belen!
Film d’animazione
italiano + 3D + doppiaggio di Belen = non mi interessa se dovete portare i
figli, se andate a vederlo sono pronto a gettarvi nell’arena con i gladiatori.
E lì le vostre mosse di wrestling non vi basteranno per salvarvi. Ford, dico a
te.
"Scusate buon uomo, posso ritirarmi dalla competizione? Non voglio affrontare Ford, conosce troppe mosse di wrestling!"