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giovedì 24 maggio 2018

Thursday's child




Cari compagni di bevute del bancone del Saloon, bentornati all'appuntamento con la rubrica delle uscite, questa volta completato nel terzetto con più brio dai tempi di Daitarn III da Mary Pellegrino, fan sfegatata del mio rivale Cannibal Kid. Cosa ne sarà uscito?


Cannibal e Ford alla ricerca di Mary Pellegrino.

Mektoub, My Love - Canto uno

"Vuoi usare la bici come Ford?" "Sì, anche se so guidare certo meglio di lui."

Mary: I protagonisti di questo film se la spassano per tutto il tempo sotto il sole e io non ho ancora deciso dove andrò in vacanza ad agosto. Ma quanto è ingiusta la vita? Comunque, tornando a noi, devo ammettere che questo film m’intriga, anche perché Kechiche e il suo modo di raccontare le cose, mi piacciono molto. Ho amato “Cous Cous” e “La vita di Adele”, pertanto potrei tranquillamente investire 180 minuti della mia vita per guardare anche questo. Sono curiosa di sapere cosa ne pensano il Cannibale e Mr. Ford, perché pare che le scene hot non manchino e che ci sia anche un protagonista sfigatello, che avrebbe sicuramente bisogno degli insegnamenti di due fratelli maggiori. A buon intenditor, poche parole.
Cannibal Kid: Aspetto questo film da quando è stato presentato all'ultimo Festival di Venezia così come da allora aspetto il ritorno dell'estate. Finalmente arriva anche da noi, sebbene sospetto giusto in 4 o 5 sale in tutta Italia, e la curiosità è altissima. Perché si preannuncia come un film pieno di figa? No, perché è il nuovo lavoro del regista dello splendido La vita di Adele, che sì, era anch'esso un film pieno di figa, ma forse è solo una coincidenza. O forse no.
Ford: adoro Kechiche da sempre, anche da quando i radical come Cannibal neanche lo conoscevano, e ho adorato La vita di Adele e molte sue sequenze. Dunque curiosità a mille per un film che promette di risvegliare l'estate in sala. E per fortuna.

Solo: A Star Wars Story

Cannibal e Ford in attesa di sbronzarsi. E di Mary Pellegrino.

Mary: Ad essere sincera non sono mai stata una grandissima fan della saga di Star Wars, però, sono un po’ masochista e le vicende travagliate mi fanno sempre gola e direi che qui, un po’ di travaglio c’è stato, visto che Ron Howard è subentrato alla regia di questo film a riprese praticamente terminate. Pare che non si sia limitato a completare il film ma che abbia rigirato almeno il 70% delle scene già dirette da Lord&Miller. Cazzuto il ragazzo! Comunque il mio è un sì per Ron. Il buon caro, vecchio Ricky Cunningham avrà sempre un posto speciale nel mio cuore.
Cannibal Kid: Nemmeno io sono mai stato un grande fan di Star Wars, proprio come Mary e al contrario di Ford che non a caso considero il mio Darth Vader personale, però la nuova saga con Rey e Finn perfetta per il pubblico di noi ggiovani e soprattutto finti ggiovani mi sta gasando abbastanza. C'è comunque da aggiungere che il precedente spin-off della saga Rogue One mi ha annoiato a morte e quindi questo Solo rischia di essere una gran sòla.
Ford: Han Solo è uno dei miei personaggi preferiti della saga di Star Wars, strafottente e piratesco come piace a me. Non che abbia grossa fiducia in questo spin off, ma spero davvero possa soddisfarmi e fare incazzare un pò Cannibal, che ultimamente è così d'accordo con me da fare addirittura complimenti a qualche mio post.

Montparnasse - Femminile singolare

"Voglio essere anch'io una groupie di Cannibal come Mary!"

Mary: Un po’ di leggerezza non fa mai male, se poi tra gli ingredienti ci mettiamo le vie di Parigi e una ragazza che nonostante la sfiga perenne, non si arrende mai e cerca di riprendere in mano la sua vita e portarla verso una nuova direzione, direi che una chance gliela darei. Ecco, un film da vedere con le amiche, magari il mercoledì sera, dopo la lezione di pilates. Cannibale, Mr. Ford, se vi va, potete venire anche voi, sarei curiosa di ascoltare i vostri commenti in diretta ;)
Cannibal Kid: Al contrario degli inviti dell'insistente stalker Ford, quello di Mary lo accetto volentieri. La lezione di pilates magari anche no, ecco, però la serata al cinema a vedere questo probabile secondo gioiellino francese della settimana ci sta.
Ford: cara Mary, facciamo così. Tu porta la tua amichetta Katniss Kid con le tue amiche a pilates e a vedere questa francesata, io vado a crossfit, mi guardo un action e poi vi raggiungo solo per bere.

La terra di Dio

"Il Casale dimenticato da tutti gli dei."

Mary: Lo posso dire? Il mio primo pensiero è andato subito a “I segreti di Brokeback Mountain”. Comunque, in questo film, ci sono tutti gli ingredienti giusti per catturare l’attenzione dello spettatore e coinvolgerlo emotivamente: amore, passione, speranza, scoperta, ma anche il timore di come vivere e affrontare tutti questi sentimenti. Perché si sa, l’amore porta scompiglio! Insomma, per fare un film che narra l’impegno affettivo-amoroso, nell’epoca del disimpegno e dell’amore virtuale e fast ( o “fast love” citando George Michael), in cui se sei fortunato ti scaricano con un sms, direi che ci vuole molto coraggio. (Cannibale, posso citare anche gli Ex-Otago, o ti sembra troppo? Ahahahahaha!).
Cannibal Kid: Non so se questo film si rivelerà proprio ai livelli di Brokeback Mountain, film che ci tengo a precisare per l'ennesima volta NON è ispirato al rapporto tra me e Ford. La terra di Dio mi sembra più che altro la sbadigliosa versione ambientata nella campagna britannica di quella pellicola. Per proseguire nel brillante gioco delle citazioni musicali iniziato dall'ottima Mary (sto risultando troppo leccaculo?) posso dire che Brokeback era un gran film, tutto il resto è noia.
Ford: mi tocca purtroppo essere di nuovo d'accordo con Cannibal. Brokeback è un gran film che fu reso ancora più grande da due grandi interpretazioni, che potrebbero essere superate soltanto se decidessimo di girare il remake con protagonisti io e il mio rivale. Che so già starà avendo brividi di terrore. In caso, io scelgo la parte di Ennis Del Rio.

Sergio & Sergei - Il professore e il cosmonauta

Ford - con bicchiere -, Mary e Cannibal durante la stesura del post.

Mary: Che dire? Sono un po’ invidiosa dell’astronauta rimasto nello spazio per tutto quel tempo. È che certe volte i miei simili (non tutti, fortunatamente) mi fanno venire l’orticaria e spesso e volentieri mi ritrovo a immaginarmi da sola, a vagare per lo spazio o come unica abitante del pianeta “vattelapesca”. Cazzate a parte, mi piacerebbe saperne di più su questa vicenda. Cioè, ma davvero questo povero cristo è rimasto nello spazio per tutto quel tempo perché non c’erano più soldi per farlo tornare sulla Terra?
Cannibal Kid: Una storia che sembrerebbe riecheggiare Gravity e altri claustrofobici film spaziali del genere, ma che invece a vedere il trailer dalle atmosfere cubane sembra una commedia decisamente frizzante. Quasi quasi un'occhiata gliela darei, sognando che a finire lontano da questa Terra sia un certo astronauta Ford.
Ford: film che potrebbe a sorpresa risultare interessante, ma che probabilmente sarà introvabile nelle sale e non solo. Un pò come Cannibal spedito in orbita da un calcio rotante mentre Mary prende il suo posto al timone di questa rubrica.

Stato di ebbrezza

"E ora mi scasso questa vodka liscia come se fossi Ford."

Mary: Per una maniaca del controllo come me, l’idea di ritrovarmi completamente sbronza, chissà dove e soprattutto chissà con chi, mi mette un pochino d’ansia. Ma fortunatamente, in questo film, la sbronza non sono io, ma Maria e se devo dirvela tutta, non m’interessa particolarmente scoprire come se la caverà. Il cast non m’intriga e la trama nemmeno. Faccio passo e non andrei a vederlo nemmeno in stato di ebbrezza, per l’appunto.
Cannibal Kid: A me preoccupa più l'idea di NON essere completamente sbronzo in qualunque momento della mia vita, ahahah. E sotto questo aspetto credo di essere simile a quell'alcolizzato di Ford. Quanto al film, dal trailer sa di classico film italiano tanto urlato e semiamatoriale. Anzi, mi correggo: del tutto amatoriale.
Ford: non commento neppure questo classico filmaccio italiano, ma di nuovo mi tocca sottoscrivere con Cannibal. Se non fossi spesso sbronzo, sarebbe difficile affrontare un sacco di cose.

Parasitic Twin

Solo per voi, la locandina rivista e corretta di Bright star.

Mary: Già il titolo, è tutto un programma: gemello parassita! La trama di questo film m’inquieta un pochino, e le protagoniste mi sembrano tutte fuori di testa. Però, io sono coraggiosa e questo thriller gotico, non me lo voglio perdere. Magari, per affrontare con più leggerezza la visione delle scene ad alta tensione, potrei affondare la testa nel cestino dei popcorn e stordirmi con una coca cola! Anzi, Cannibale, Mr. Ford, potremmo andare a vederlo insieme, così, nel momento del bisogno, potrei chiedervi di tenermi la manina!
Cannibal Kid: In questo caso accetto l'invito, ma solo a condizione che la Coca-Cola venga corretta con del rum. O con del Jack, a te la scelta, Mary. Per reggere la visione di quest'altra robetta italiana amatoriale mi sa che ce n'è bisogno.
Ford: per poter vedere una roba simile ho bisogno di una bottiglia di Jack corretta con un pò di Coca-Cola. Se me la fai trovare sulla poltroncina, Mary, sono già in sala.

Hotel Gagarin

"Speriamo che il mio autista non sia Ford, altrimenti all'appuntamento arriverò con un ritardo da record."

Mary: Sono sempre un po’ scettica davanti a certi film italiani. Spesso li uso un po’ come “tappabuchi”, e li guardo per curiosità o solo quando non ho nulla di meglio da fare. Però, la trama di questo qui mi stuzzica, e poi c’è Battiston e io, per lui, ho un vero e proprio debole. Non chiedetemi il perché, giuro che non saprei cosa rispondervi. Comunque, una chance gliela darei.
Cannibal Kid: Negli ultimi tempi, non chiedete il perché nemmeno a me, ogni tanto difendo il cinema italiano. Questa settimana però no, non c'ho proprio voglia. Hotel Gagarin cosa mi rappresenta? Una specie di versione nostrana di Grand Budapest Hotel?
Ford: tutti ormai sapete come la penso a proposito del Cinema italiano "tappabuchi", come lo definisce Mary. Passo senza nessuna remora.

Rudy Valentino

"Secondo voi potremmo raggiungere lo stato di ebbrezza di Ford e Cannibal?" "Non credo proprio. Quei due sono peggio di Hank Moody."

Mary: Cioè, non voglio dire, ma Rodolfo Valentino era un mio conterraneo. Era pugliese di Castellaneta, mica pizza e fichi! Mi piace l’idea di aver fatto rivivere questo personaggio, di averlo riportato, in un certo senso, a quelle che erano le sue origini prima che diventasse una star di Hollywood. Un film che, seppur indirettamente, affronta una tematica ancora molto attuale e cioè quella dei giovani che sono costretti a lasciare la propria terra e i propri affetti per inseguire i loro sogni. Rudy ce l’ha fatta, eccome se ce l’ha fatta ed è diventato anche un latin lover! Cannibale, che sogni hai? Oltre a quello di diventare anche tu un latin lover, ovviamente…;)
Cannibal Kid: A parte quello, il mio sogno è quello di sconfiggere Mr. Ford su un ring di wrestling.
Ah no, ho fatto confusione! Quello mi sa che è il suo, di sogno.
Anche in questo caso, nonostante le buone intenzioni che ci possono star dietro, mi sento di bocciare a priori questa pellicola tricolore, che fin dal trailer non promette molto di buono.
Ford: Mary, basta provarci con Cannibal! Non voglio ritrovarmi con te in lacrime dopo che l'avrò sconfitto in un match di wrestling!

La settima onda

"Due film di merda nella stessa settimana. Forse devo rivedere le mie scelte."

Mary: Mi verrebbe da dire che mi bastano già le mie di crisi esistenziali. Ne fronteggio almeno una al giorno, e a differenza dei protagonisti di questo film, non ho il culo in ammollo nell’acqua del mare e i piedi che affondano nella sabbia! Io passo. Temo che questa settima onda possa travolgermi, e di finire con la testa sott’acqua, non ne ho proprio voglia.
Cannibal Kid: Film del 2014 che esce “finalmente” adesso. La domanda è: perché???
E non intendo perché hanno aspettato tanto, ma parché hanno deciso di farlo uscire.
Ford: con l'estate in arrivo, le uniche onde che voglio vedere sono quelle del mare in vacanza. E non solo sette.

Nobili bugie

"Vedi, giovane Cannibal, se vuoi raggiungere il mio livello di alcolismo, devi applicarti e cominciare a darci dentro con i white russian." "Vecchio Ford, non ci penso neppure!"

Mary: A me le bugie non piacciono, perché si sa, hanno le gambe corte e per saperle raccontare e soprattutto ricordare, serve una buona memoria. Detto questo, la trama non m’incuriosisce, mi sembra a un minestrone con troppi ingredienti. Non amo particolarmente il genere e ho paura che potrebbe venirmi voglia di alzarmi dopo i primi 15 minuti.
Cannibal Kid: Sarà perché sono un gran smemorato che nemmeno a me piacciono le bugie?
Quindi evito di fare il Pinocchio della situazione e dico la verità: questo film mi fa schifo e – indovinate un po'? – anche Ford mi fa schifo!
Ford: io sono sempre stato un ottimo bugiardo, ma con l'età ho cercato di migliorarmi e andare dritto al punto. Questa roba mi pare proprio faccia cagare.

lunedì 26 maggio 2014

La vita di Adele

Regia: Abdellatif Kechiche
Origine: Francia
Anno: 2013
Durata:
179'





La trama (con parole mie): la giovane Adele, diciassettenne di Lille, è ancora al liceo quando scopre l'attrazione per le donne, nonostante le sue prime esperienze siano con ragazzi. Quando conosce Emma, studentessa dell'Accademia di belle arti più grande di lei di qualche anno, sboccia un amore travolgente e passionale destinato ad accompagnare la crescita delle due giovani fino a quando Adele coronerà il sogno di diventare insegnante dopo l'università ed Emma riuscirà ad intraprendere con successo la carriera di pittrice.
Il tempo ed i diversi impegni, però, porteranno le due alla fine della storia, e mentre Emma riuscirà a costruirsi un nuovo inizio, per Adele continuerà ad incombere il vuoto sentimentale, sessuale ed affettivo lasciato dalla vecchia compagna.






Il blu, a quanto si legge in giro, è il colore dell'equilibrio e della tranquillità, delle passioni e dei sentimenti, così come della predisposizione ad aprirsi rispetto all'esterno accettandone i rischi.
La vita di Adele, ultima fatica di quello che, a mio parere, resta uno dei più straordinari - se non il più straordinario - regista europeo attuale, Abdellatif Kechiche, è intinto in questo splendido colore dalle punte dei capelli di Emma al vestito che indossa Adele proprio in chiusura di pellicola, lungo una strada percorsa da sola, che sia per responsabilità, colpa, destino o un tempismo mai dei migliori.
Dovendo togliermi un sassolino dalla scarpa, però, devo ammettere - ed è meglio che lo faccia subito, per evitare di ridimensionare troppo quello che è un film stupendo, giustamente premiato all'ultimo Festival di Cannes ed impreziosito da un'interpretazione doppia delle protagoniste da brividi - che in qualche modo finisce per essere un titolo parzialmente incompiuto: sarà che, nelle intenzioni del regista, il futuro dovrebbe riservare anche i capitoli tre e quattro della vita di Adele - un pò come fece Truffaut con il suo Doinel  ai tempi della Nouvelle Vague -, ma ad una prima parte ai limiti dell'incredibile e del Capolavoro, perfetta nel raccontare i piaceri ed i dolori dell'adolescenza - e legata a sequenze splendide per passione, roba da lasciare con gli occhi sbarrati e l'acquolina in bocca - segue una seconda incapace di tenerne di fatto il passo, fatta eccezione per il faccia a faccia tra Adele ed Emma nel bar e la stupenda chiusura.
Accordato questo calo di tensione, occorre ammettere che, una volta ancora, Kechiche centra il bersaglio grosso, confezionando una delle pellicole più intense, vere e sentite dello scorso anno, che se soltanto non fosse giunto al Saloon in colpevole - del sottoscritto - ritardo avrebbe raggiunto posizioni di rilievo tra i film migliori premiati negli ultimi Ford Awards: certo, non si raggiungono - almeno a caldo - le vette dello straordinario Cous cous, eppure il tocco del cineasta franco/tunisino si sente tutto, dalle inquadrature sul volto di Adele addormentata alle bollenti scene di sesso che vedono coinvolte le due giovani protagoniste - davvero magnifiche -.
Per il resto, assistiamo ad una partecipe e travolgente cronaca di vita quotidiana, dalla sensazione di inadeguatezza alla solitudine, dalla felicità di una primavera sentimentale e sessuale ad una routine che schiaccia anche i sentimenti più forti: la regia di Kechiche, mai invasiva eppure incredibilmente partecipe, sceglie un approccio silenzioso ma efficace, in grado di trasformare il lavoro portato a termine in una sorta di romanzo di formazione di quelli che, visti in momenti particolari della nostra vita, diventano qualcosa di più di una semplice lettura, quanto vere e proprie pietre miliari in grado di formarci come individui.
Ed è quello che fa Adele, un passo dopo l'altro, dalla timidezza legata alla scoperta della propria identità sessuale - giunta anche grazie a delusioni date, come rispetto al primo fidanzato, o ricevute, si veda la compagna di scuola che non ha intenzione di andare oltre un bacio dato più per vezzo che per desiderio: in questo senso, splendida l'intuizione di mostrare Adele il giorno successivo, finalmente decisa ad esternare il desiderio di poter stare con una ragazza, per la prima volta più curata nel look - a quel gesto di ravvivarsi i capelli, così semplice eppure simbolo di una profondità decisamente più grande: un pò come questo film tinto di blu, aereo e fisico ad un tempo, semplice e complesso, estremamente adolescenziale e crudelmente adulto.
Letta da questo punto di vista, Adele diviene un'eroina splendida, assolutamente genuina nella sua normalità, nei sogni di aspirante insegnante che la tengono lontana da un'elite intellettuale radical ma non le impediscono di sperimentare sulla pelle il sapore riscoperto delle ostriche, o la pelle della sua Emma, dal primo ritratto nel parco ai quadri della maturità, all'interno dei quali "Adele c'è sempre".
Così va la vita, in fondo.
Siamo tutti eroi del quotidiano alla scoperta di noi stessi.
E a volte camminare soli lungo una strada che porta verso il futuro può far sentire leggeri e liberi, ed altre soli e disperati.
Personalmente, ho fiducia nel blu e nel futuro.
In Kechiche e soprattutto in Adele.
Perchè è di blu come quello, di bocche arricciate nel sonno e capelli sfiorati, o dita succhiate in preda alla passione, che ci si può innamorare.




MrFord




"Asleep in perfect blue buildings,
beside the green apple sea,
gonna get me a little oblivion, baby,
and try to keep myself away from me."
Counting crows - "Perfect blue buildings" -



giovedì 24 ottobre 2013

Thursday's child


La trama (con parole mie): la polvere dell'ultima, vittoriosa - per il sottoscritto - Blog War non si è ancora posata, ed ecco che Cannibal Kid e questo vecchio cowboy si ritrovano pronti a commentare le uscite di questa settimana. Rispetto alle ultime puntate della rubrica, però, pare esserci almeno in parte un'inversione di tendenza alla sequela di schifezze che ci siamo dovuti sciroppare per tutto ottobre, e ritroveremo - miracolosamente - almeno due potenziali uscite molto interessanti.
Probabilmente pagheremo dazio il prossimo weekend: per il momento, godiamoci dunque tutto questo grasso che cola.

"O mio Dio! Non pensavo che i film consigliati dal Cannibale fossero così brutti!"
Dark Skies – Oscure presenze di Scott Stewart


Il consiglio di Cannibal: oscurate WhiteRussian!
Thriller-horror-fantascientifico guardabile ma non memorabile. Gli appassionati del genere possono comunque dargli una possibilità e, considerando che appartiene al genere sci-fi, e pure a quello a thriller ed è pure un pochetto horror, è indirizzato a un sacco di gente. Ford, che è appassionato di un altro genere di film, i film brutti, può anche astenersi.
Post cannibale a breve.
Il consiglio di Ford: un'oscura presenza, quella del Cannibale!
Thriller discreto che mescola horror e sci-fi che è stato una positiva sorpresa: iniziato a vedere con la stessa voglia di un reprise di The tree of life si è invece rivelato piacevole e teso fino alla fine, ricordandomi cose come il recente The conjuring o Sinister, uscito l'anno scorso.
Non sarà il titolone del secolo, ma fa il suo sporco lavoro. E funziona senza dover necessariamente sbracare in un finale buonista. Meno male.
Recensione fordiana a brevissimo.

"Il Cannibale mi aveva impiantato un chip, ecco perchè trovavo interessante The tree of life!"

La vita di Adele di Abdellatif Kechiche


Il consiglio di Cannibal: è da una vita che voglio vederlo
Ai più distratti, come MrFord, segnalo che questo non è il film biopic sulla vita della cantante Adele. Si tratta invece della Palma d’Oro all’ultimo Festival di Cannes e sarà sicuramente una delle visioni più interessanti di questa fine 2013, anche perché si preannunciano 3 ore di lesbicate d’autore. Cosa chiedere di più a un film?
Vista l’ottima accoglienza ricevuta, è già pronto il sequel. Si chiamerà La vita di Ford e sarà un western-fantasy stile Wild Wild West su un uomo dei nostri giorni che crede di essere un vecchio cowboy. Il protagonista sarà Sylvester Stallone e la regia sarà di Michael Bay. In pratica non so quanto c’entrerà con il film originale…
Il consiglio di Ford: almeno non abbiamo dovuto attendere una vita per vederlo anche in Italia.
Il buon Peppa Kid, cui piace fare il sapientone e invece a stento conosce Abdellatif Kechice, non vedrà l'ora di menarsela parlando di questo film come il più grande degli espertoni.
Io, invece, attendo con il cuore e la testa quello che promette di essere uno dei film più interessanti dell'anno, ultima fatica di un regista che fino ad ora non mi ha mai deluso. Speriamo che la vicinanza del mio antagonista non porti male!

"Ti meriti un bel bacio per aver preferito la listona di Ford alla listina di Peppa Kid!"
Il quinto potere di Bill Condon


Il consiglio di Cannibal: sarà il quinto porchere?
Questo è il film rischio dell’anno.
L’idea di un film su Julian Assange e su Wikileaks era molto intrigante. Quando però sono venuto a sapere che Julian Assange ha accusato la pellicola, parafrasando un pochino le sue parole, di essere una cagata colossale e di non riportare assolutamente la verità dei fatti, l’entusiasmo è parecchio sceso. Considerando che alla regia c’è l’atroce Bill Condom, pardon Bill Condon, che ha firmato Breaking Dawn 1 e 2, i due episodi più agghiaccianti della già discutibile saga di Twilight, il rischio disastro è altissimo. Non a caso negli USA è partito in maniera pessima. Anzi, più che pessima, visto che ha fatto il peggior incasso d’apertura del 2013 tra i film distribuiti in molte copie.
Poteva andare peggio?
Solo se Wikileaks tra i suoi documenti segreti diffondeva delle immagini di MrFord nudo…
Il consiglio di Ford: il quinto potere? Quello di Ford che sconfigge il Cannibale ad ogni nuova Blog War!
Bill Condon per gli amici Condom è uno degli spauracchi peggiori che la settima arte possa avere, ancor più di gentaglia come Michael Bay o Lars Von Trier. O Marco Goi.
L'idea che possa aver sfruttato da par suo una delle vicende potenzialmente più interessanti degli ultimi anni mi fa gelare il sangue nelle vene neanche fossi un bromantico vampiro in stile Twilight, dunque credo che eviterò questo film come se fosse una fumante zuppa d'aglio.

"Dunque questo è il vero volto del Cannibale." "E' terribile, forse è meglio che resti un segreto."
Runner Runner di Brad Furman


Il consiglio di Cannibal: I run away from Ford
Justin Timberlake + Ben Affleck + Gemma Arterton = un cast niente male in un film che invece promette abbastanza male. Dovrebbe trattarsi infatti di un mediocre thrillerino sul mondo del gioco d’azzardo su cui è meglio non puntare troppo. Finirò per vederlo comunque, ma senza correre. Preferisco risparmiare il fiato per fuggire a gambe levate dai film consigliati da Ford.
Il consiglio di Ford: corriamo via da questi film, e soprattutto da quelli che consiglia il Cucciolo Eroico!
Filmetto inutile ma probabilmente innocuo buono per quelle serate da neuroni zero che di tanto in tanto servono a riequilibrarsi dopo settimane di lavoro particolarmente intense.
Non credo proprio finirà in cima alla lista, ma se dovesse capitarmi, non correrò a perdifiato per fuggirgli.
Un po’ come con il Cannibale, che attenderò in agguato per la prossima battaglia.

"Justin, mi dispiace: io quel bruto di Ford in barca non lo invito!"
Cani sciolti di Baltasar Kormákur


Il consiglio di Cannibal: ancora sciolti? E legateli!
Di Cani sciolti avevamo già parlato quest’estate. Pensavo fosse uscito nell’indifferenza generale e invece è stato rimandato a questo weekend. Sempre nell’indifferenza generale. È il classico film action fordiano che promette un grado di originalità pari allo zero e un livello di noia pari all’infinito. So già che Ford cercherà di vendercelo come un capolavoro assoluto, ma con lui c’è solo una cosa da fare: Smithers, libera i cani!
Il consiglio di Ford: sciolgo una compressa di cicuta nel drink del Cannibale per festeggiare il mio imminente compleanno.
La distribuzione italiana è proprio una cosa curiosa: questo film, perfetto per atmosfere e tamarraggine per il pieno del solleone estivo, è stato inspiegabilmente dirottato ad autunno inoltrato, periodo in cui il suo potenziale di svago risulterà quantomeno dimezzato.
Peccato.
Comunque non me lo perderò, anche perchè promette di essere una di quelle cose tremendamente fordiane che tengono lontano il mio rivale.

"Cannibal un esperto di Cinema!? Ma non fatemi ridere!"

Justin e i cavalieri valorosi di Manuel Sicilia 


Il consiglio di Cannibal: valorosi coloro che andranno a vederlo
Ed ecco il solito filmetto d’animazione che farà andare in brodo di giuggiole il pubblico dei più piccoli, Ford compreso. Scopiazzando un po’ Brave e un po’ Dragon Trainer, un nuovo cartone fantasy storico che costringerà il povero Fordino a portare suo padre al cinema. Se non siete obbligati, però, o miei cavalieri valorosi, potete anche saltarlo con il vostro destriero.
Il consiglio di Ford: valoroso, ovvero l'opposto di Pusillanime Kid.
Filmetto d'animazione fondamentalmente ed inesorabilmente inutile scopiazzato selvaggiamente da pellicole ben più interessanti che faccio finta di non aver neppure visto inserito nella lista delle uscite: mi basta Peppa Kid come cartone animato, per questa settimana!

"Sono amico del Cucciolo Eroico: per favore, non siate troppo cattivi con me!"

Oh Boy, un caffè a Berlino di Jan Ole Gerster


Il consiglio di Cannibal: Oh old man, un caffè a Lodi
Film tedesco che sembra originale e molto meritevole. In patria è stato apprezzatissimo, rivedere Berlino anche se solo su uno schermo è sempre un piacere, il trailer non è male e c’è pure il rischio che possa trattarsi di una di quelle pellicole radical-chic da me tanto amate e da Ford tanto disprezzate. E potrebbe essere proprio questo il vero valore aggiunto della seconda pellicola più promettente della settimana dopo La vita di Adele.
Il consiglio di Ford: Oh, c'è nessuno!? Un caffè a Casale.
Berlin è uno dei dischi di Lou Reed che preferisco. A Berlino sono stati girati molti grandi film. Berlino è una delle mie città europee favorite.
Insomma, se non fosse che probabilmente il Cannibale e molto del pubblico radical chic che tanto detesto attenderanno ferventi questo titolo, potrei dire che mi incuriosisce quasi quanto quello di Kechiche: spero solo che per una volta non si riveli la solita fregnaccia d'essai e sia effettivamente interessante come promette di essere.

"Vedi, con Ford è facile: basta farlo ubriacare, e riesce a farsi piacere anche i pretenziosi film d'autore!"

domenica 21 luglio 2013

Venere nera

Regia: Abdellatif Kechiche
Origine: Francia
Anno: 2010
Durata: 162'




La trama (con parole mie): Saartje Baartman, giovane donna sudafricana, fu uno dei fenomeni più clamorosi che all'inizio dell'ottocento attraversarono il Vecchio Continente da Londra a Parigi. Appartenente all'etnia degli Ottentotti e presentata come una selvaggia dal suo vecchio padrone - il sudafricano Caezar -, la ribattezzata Sarah venne coinvolta per anni in uno spettacolo di dubbio gusto che la poneva come un vero e proprio fenomeno da baraccone, un freak culturale e razziale, che la ragazza riusciva a sopportare soltanto bevendo fino allo spasimo e sognando, un giorno, di poter tornare nel proprio Paese e cercare di ricostruirsi una famiglia superando il trauma della morte del figlio.
Quando la sua ribellione ai metodi di Caezar la porta tra le mani di Reaux - altro "artista di strada" accompagnato dalla prostituta Jeanne - e dall'Inghilterra il suo show viene portato in Francia, pare che le cose possano migliorare, anche grazie all'interesse della comunità scientifica per lei: ma sarà solo l'illusione di un'uguaglianza che Saartjie non potrà mai assaporare.




Abdellatif Kechiche è uno dei registi attuali più interessanti che il panorama europeo possa considerare, nonostante il grande pubblico continui sostanzialmente ad ignorare la sua esistenza benchè i festival più importanti abbiano ormai consolidato l'ammirazione che gli addetti ai lavori nutrono rispetto all'opera di questo interessante autore nordafricano ormai di casa in Francia.
Fin dai tempi di Tutta colpa di Voltaire, una delle basi fondamentali della sua poetica è stata l'integrazione, che dalle periferie de La schivata alla famiglia di Cous cous ha costituito la cartina tornasole dei suoi protagonisti più importanti: la recente conquista della Palma d'oro a Cannes del regista mi ha ricordato che un titolo mancava ancora all'appello del sottoscritto, e appena ho potuto sono corso a recuperare il dvd di Venere nera, pellicola fiume lontana dalle logiche della grande distribuzione e delle concessioni "di cassetta" passata a Venezia qualche anno fa raccogliendo, come di consueto, ottimi pareri dalla critica.
La vicenda che vide giungere al successo, dunque affrontare un processo, viaggiare dall'Inghilterra alla Francia e ai suoi salotti per poi sprofondare lentamente Saartje Baartman ribattezzata Sarah, simbolo di una cultura e di una realtà allora profondamente lontana da quella del Vecchio Mondo - non che ad oggi le cose siano diverse, forse solo meno evidenti - si lega a doppio filo a quella di molti dei "fenomeni" che in quel periodo scolvolsero la borghesia europea come John Merrick, più noto al grande pubblico come Elephant man, descritto con tocco magico da David Lynch ormai un trentennio fa: la giovane ottentotta presentata come selvaggia "addomesticata" dal suo "socio" Caezar prima e dal bieco artista di strada Reaux poi è lo specchio dell'anima del cosiddetto Continente Nero costretto a passare attraverso a secoli di schiavitù e colonialismo, privato di una dignità prima intellettuale e dunque fisica, studiato come un freak destinato ai circhi ed ugualmente in grado di esercitare sull'uomo bianco tutto il fascino primordiale che ispirò fin dall'Età della pietra le rappresentazioni ideali della Fertilità e delle forme femminili.
Forse per l'ambientazione, rispetto agli altri lavori di Kechiche il distacco dell'autore si fa più marcato - almeno dal punto di vista dell'immediatezza nella narrazione -, quasi lo stesso volesse mostrare all'audience uno spettacolo come quello che i biechi sfruttatori di Saartje offrivano promettendole un avvenire unico una volta tornata nella sua terra, dove avrebbe potuto vivere da regina - agghiacciante il confronto con il giornalista che le chiede il permesso di scrivere di lei come di una principessa - nella speranza di ricostruire una famiglia perduta fin troppo presto.
Le lunghe sequenze dedicate ai confronti tra la "Venere ottentotta" ed il suo pubblico sul palcoscenico - profondamente fisiche e d'impatto -, quelle rispetto ai suoi "soci" - in grado di sottolineare le armi attraverso le quali gli europei riuscivano ad imporsi su quelli che consideravano sempre e comunque come uomini e donne inferiori a loro, le cui ferite interiori finivano per essere guarite attraverso l'alcool, come fu per i Nativi Americani -, il confronto con la comunità scientifica - forse il più terribile - hanno il grande pregio di portare in scena una vicenda profondamente drammatica senza suggerire nulla a chi resta dall'altra parte dello schermo, lasciando che sia la coscienza del pubblico a porsi le domande necessarie ad affrontare una storia vera ed agghiacciante come questa, forse meno struggente di quella del già citato Merrick ma non per questo lontana dai cuori di ogni Uomo in grado di considerare la schiavitù - anche intellettuale e morale - una barbarie.
E la chiusura, legata a doppio filo all'incipit ed al concetto di freak show che percorre l'intera pellicola, è quanto di più drammatico gli occhi del sottoscritto abbiano osservato sul grande schermo da molto tempo a questa parte, riflessione amarissima su tante delle ferite che ancora segnano il nostro mondo e la nostra cultura.
E per nostra intendo di qualsiasi Paese.


MrFord


"Triste annoiata e asciutta
sarei la tua venere storpia
triste annoiata e asciutta
sarei un'inutile preda."
Carmen Consoli - "Venere" -



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