venerdì 6 aprile 2018

Friday's child - Primavera horror edition






Considerato che io ed il mio antagonista Cannibal siamo due maniaci di protagonismo, non ci bastava essere presenti con un solo episodio della nostra rubrica a tre, dunque abbiamo raddoppiato con l'appuntamento a quattro trimestrale con le Guardiane e dedicato agli horror che ci attendono in sala nel corso della primavera: ci sarà da spaventarsi, o tutto si risolverà nella solita bolla di sapone?


"Sono più fashion di Cannibal Kid."



A QUIET PLACE - 5 aprile

"Peppa Kid, se non stai zitto ti porto nel ranch di Ford seduta stante."

Le Guardiane: Trailer decisamente molto interessante, siamo davvero curiose di vedere un film in cui pare siano praticamente assenti i dialoghi.. lasciando così più spazio ad atmosfere e situazioni inquietanti! Chissà come se la saranno giocata.. speriamo bene, noi una possibilità vogliamo dargliela!
Cannibal Kid: Assenza di dialoghi = voglia di scrivere una sceneggiatura saltami addosso!
Il film si preannuncia come la solita, ennesima storia survival di una famiglia alle prese con una minaccia misteriosa e a nessuno frega nulla di scoprire di cosa si tratti. Forse giusto a quelle fissate con il genere horror delle due Guardiane. Il film è diretto da John Krasinski, attore parecchio anonimo, che è anche il co-protagonista insieme alla moglie, Emily Blunt, attrice che in genere non mi convince troppo e che mi fa più paura nel futuro Mary Poppins che in un horror. Sembra insomma una roba un po' troppo a gestione famigliare per i miei gusti, e che invece potrebbe fare la gioia del Family Man della blogosfera. Non parlo di Nicolas Cage, ma di un uomo forse ancora più parrucchinato e fuori di testa: James Ford.
Ford: di norma diffido a priori dei film horror presentati nei trailer come chissà quale manna dal cielo per il genere, e questo non fa differenza, purtroppo. Non amo particolarmente i protagonisti, la scelta di azzerare i dialoghi mi pare più frutto di mancanza di idee che altro, non penso mi farà lontanamente paura. Insomma, tutte le carte in regola per rivelarsi una cannibalata!

GHOST STORIES - 19 aprile

"Hai sentito Ford, Cannibal Old? Taci."

Le Guardiane: Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un trailer che ci suscita un discreto interesse! Sarà la faccia pacioccona del protagonista o la tematica scetticismo vs paranormale che ci riporta alla mente pellicole simpatiche come Red Lights o 1408, fatto sta che anche questo non vogliamo perdercelo!
Cannibal Kid: Altro film che farà anche andare al manicomio quelle invasate delle Guardiane, mentre a me lascia parecchio più indifferente. Martin Freeman è molto amato dalle fans di Sherlock, Ford compreso, ma come attore non mi è mai sembrato un fenomeno. Qui si trova alle prese con delle storie di fantasmi, oddio che novità! La britannicità del tutto riuscirà a rendere la visione un minimo più interessante rispetto ai lavori a stelle e strisce?
Ford: altro film per il quale mi tocca schierarmi dalla parte del Cannibale rispetto a queste Guardiane versione "ci facciamo andare bene tutto" che mi convince decisamente poco. Freeman mi sta simpatico, la questione scetticismo contro paranormale è interessante, eppure non sono convinto per niente. E il fatto che al mio fianco ci sia il mio rivale fa più paura dell'idea di qualsiasi horror.

THE STRANGERS – PREY AT NIGHT - 31 maggio

"Come sono carini Ford e Cannibal quando dormono abbracciati!"

Le Guardiane: Sequel, a distanza di ben 10 anni, di The STRANGERS con protagonista Liv Tyler.. la prima pellicola la ricordiamo con piacere, questa almeno dal trailer non sembra niente che non sappia di “già visto”... ci proveremo ma in sincerità non ci attira molto.
Cannibal Kid: Il primo The Strangers mi pare non mi fosse dispiaciuto troppo, ma non era certo nemmeno niente di memorabile, visto che l'ho rimosso del tutto dalla memoria. In questo sequel, a parte le tettone di Christina Hendricks, mi sembra che di interessante non ci sia nulla. In pratica, l'inutilità al potere. E a proposito di inutilità, lascio la parola al mio collega.
Ford: il primo The Strangers mi era sembrato una vera merdata priva di logica, dunque non penso che a distanza di dieci anni possa essere stato fatto qualcosa di meglio con un sequel del quale non si sentiva certo la necessità. Neanche fosse una sparata del Cannibale.

OBBLIGO O VERITÀ - 21 giugno

"Hey, bloggers, obbligo o verità?"

Le Guardiane: Per prima cosa vi consigliamo di vedere solo metà trailer perché altrimenti è come se aveste visto tutto il film, praticamente!! Detto questo non sembra comunque una pellicola particolarmente innovativa ne che abbia grandi carte da giocare a parte qualche brivido facile per adolescenti. Le facce spasmodicamente sorridenti dei vari protagonisti però sono un vero sogno, perciò chissà magari daremo anche a questo una possibilità XD
Cannibal Kid: Qualche brivido facile per adolescenti? Eccomi pronto al sacrificio! Come posso rinunciare a una stronzatina teen del genere? C'è pure un cast telefilmico capitanato da Lucy Hale di Pretty Little Liars e Life Sentence e sono curioso di scoprire se porterà il suo solito agghiacciante gusto nel vestire anche qui dentro. In quel caso preparatevi, perché i brividi sono garantiti! Ne approfitto anche per giocare a Obbligo o verità con Ford, obbligandolo a guardare questo film, o in alternativa ad ammettere che le pellicole teen in realtà negli ultimi tempi gli piacciono un casino, visto che si è sparato la doppietta Lady Bird + 17 anni (e come uscirne vivi). E ne è uscito vivo!
Ford: filmetto teen che va giusto bene per i finti giovani come Cannibal e le vere giovani come le Guardiane. Io, dal canto mio, preferisco ricordarmi i limoni duri nati da Obbligo e verità nei lontani anni novanta.

UNSANE - 14 giugno

"Pronto, Guardiane? Potete portarmi via da Ford e Cannibal, per favore?"

Le Guardiane: Steven Soderbergh, regista del film, non è certo l’ultimo arrivato sul grande schermo.. perciò speriamo che ci regali una bella pellicola! Il trailer ci incuriosisce e vogliamo proprio vedere come si sviluppa! Incrociamo le dita!


Cannibal Kid: Punto molto su questo film interpretato dalla bravissima Claire Foy della serie The Crown, qui in versione letteralmente pazzesca, e diretto da Steven Soderbergh, regista discontinuo ma se non altro mai noioso o banale. In questo caso ha girato un thriller-horror interamente con l'iPhone. Un vero incubo a occhi aperti per un anti-tecnologico come Ford, che ancora sogna il ritorno del vecchio Nokia 3310 con tanto di Snake.
Ford: non so come se la caverà Soderbergh alle prese con un horror, ma questo potrebbe essere senza dubbio il titolo di genere su cui puntare nei prossimi mesi: l'hype è alto, speriamo solo di non rimanere delusi come dalla più classica delle sparate cannibali.

giovedì 5 aprile 2018

Thursday's child



Bentornati alla rubrica dedicata alle uscite in sala più in voga della blogosfera - o almeno così piacerebbe a questo vecchio cowboy ed al suo rivale, Cannibal Kid -, che a questo giro di giostra ospita il misterioso Sgrunt, personaggio che è stato in grado di regalare qualche chicca degna della rivalità ormai pluriennale tra i due bloggers cinefili più vecchi della rete.
E quali effetti avrà provocato? Lo scoprirete proprio qui sotto!


"Sono una capra nei giudizi cinematografici, ma mai quanto Cannibal!"

I SEGRETI DI WIND RIVER

"Ma lo sai che non so chi di noi due è più fordiano, conciati come siamo!?"

sgrunt: I SEGRETI DI WIND RIVER piacerà sicuramente a Ford. C'è l'Eroe senzapaura nei grandi spazi delle Rocky Mountains: osa, avanza e spakka. C'è Elisabeth Olsen, apparentemente una gnappetta (traduco, una che non ci scommetteresti due soldi) ma capace di sfidare Ercole a braccio di ferro. Concludo citando il poeta che scrisse "lassù nel Wyoming tra vacche e montoni c'è sempre qualcuno che rompe i coglioni".
Cannibal Kid: Wind River è un film ormai vecchissimo per noi popolo della rete, ma finalmente viene distribuito anche in sala, con il solito titolo anticipato da “I segreti di...”, come “I segreti di Twin Peaks”, “I segreti di Wisteria Lane” o “I segreti di Brokeback Mountain”. In pratica, quando i nostri distributori non sanno che titolo mettergli, e lasciare l'originale gli sembra una cosa che non s'ha da fare, decidono così. Un po' come Ford che, quando non sa cosa dire su un film, tira fuori un aneddoto dal suo passato, in genere dal XVIII secolo, e così ha sfornato un nuovo post. Sgrunt comunque non sbaglia sul mio nemico, che ha ovviamente apprezzato questo thriller fordianissimo. La sorpresa è che questo film apparentemente gelido ma in realtà molto emozionante è piaciuto anche e forse pure più a me (http://www.pensiericannibali.com/2017/10/wind-river-il-film-che-metterebbe-i.html).
Ford: film, come scrive giustamente - assurdo che una frase del genere sia concepita dalla mia mente - il mio rivale ormai "vecchio" per il popolo della rete, ma decisamente intenso, valido e molto fordiano. Non fosse per il terribile adattamento italiano e l'uscita alle porte della primavera per un film decisamente invernale, sarebbe da correre in sala. Ad ogni modo, uno dei film migliori distribuiti nell'ultimo periodo, che trovate recensito qui: http://whiterussiancinema.blogspot.it/2017/10/wind-river-taylor-sheridan-ukcanadausa.html.

THE WICKED GIFT

"Marco Goi, ora ti faccio vedere io chi è il vero Cannibal!"

sgrunt: THE WICKED GIFT piacerà a Cannibal Kid. Qui i cannibali ci sono davvero (non ditelo in giro). Ma io preferisco le lasagne e non lo vedrò. Quanto ad Annamaria Lorusso recita bene quando dimentica i vestiti nell'armadio. Ma stavolta li indossa.
Cannibal Kid: Ecco, stavolta sgrunt non c'ha preso. Ci saranno anche i cannibali, ma The Wicked Gift si preannuncia non solo tra i peggiori film dell'anno, ma tra i più ridicoli dell'intero decennio. Il regista, sceneggiatore e protagonista è Roberto D'Antona, anche noto come il Tommy Wiseau italiano. Uno che continua a realizzare serie e film a ripetizione e non si sa come li finanzi. Anche se sospetto che possano essere girati con un budget massimo di 10 mila lire. Basta guardare il trailer (https://youtu.be/yUmT8507a1E) per capire che ci troviamo di fronte a un nuovo scult assicurato.
Ford: nonostante la sua conclamata follia ed il pessimo gusto cinematografico, credo che neanche il Cannibale potrebbe apprezzare una roba del genere, che non augurerei neppure, per l'appunto, al mio peggior nemico. Sgrunt, secondo me qui c'è da stare più lontani che dai cannibali!

QUANTO BASTA

"Mi dispiace, è rimasta solo acqua. La vodka se l'è finita tutta Ford."

sgrunt: QUANTO BASTA parla di cuochi e credo che nessun argomento sia inflazionato più di questo, a parte la fregna. Valeria Solarino me la farei volent... ehm, è una brava attrice (ve la ricordate in SMETTO QUANDO VOGLIO?). Però non basta da sola a reggere la baracca.
Cannibal Kid: Più che il buon cibo, il junk food dalle mie parti è sempre gradito, così come la fregna. Valeria Solarino però non è che mi faccia particolarmente sangue e i film sui cuochi sono proprio un sottogenere che non sopporto. Come Ford tra i fornelli, o con una penna in mano. Quanto basta per renderla una pellicola che non guarderò mai.
Ford: i film italiani a caso e la Solarino mi sono sempre stati sul cazzo. Preferisco scrivere o mettermi ai fornelli, alla facciazza di Cannibal Kid.

IL MISTERO DI DONALD C.

"Stai tranquilla Rachel, dopo un paio di white russian di Ford accetterai il fatto di essere sposata con me."

sgrunt: Ci sono 2 categorie di persone a cui può piacere IL MISTERO DI DONALD DUCK (in realtà si chiamava Donald Crowhurst, ma era sponsorizzato dalla Disney). La prima comprende i fanatici della vela, la seconda quelli che ci godono a vedere Colin Firth nei guai. Credo che il Cannibale appartenga alla seconda.
Cannibal Kid: Chissà come ha fatto sgrunt a indovinare?
Firth è un attore che sopporto ben poco, quindi vederlo nei guai è un guilty pleasure a cui potrei abbandonarmi. Considerando però che si tratta della storia di un uomo che vuole compiere una regata in solitaria intorno al mondo senza scalo, questo si preannuncia come il più noioso tra i film della sua noiosa carriera. Lascio quindi il “piacere” a Ford che lui con 'sti inguardabili storie in stile All Is Lost ci sguazza alla grande.
Ford: Firth non è tra i miei preferiti, e nonostante avesse qualcosa di buono, non ho amato particolarmente neppure All is lost. Dunque, preferisco in solitaria guardarmi uno di quei film fordiani autoriali che fanno impazzire Peppa Kid piuttosto che tentare un'impresa come questa.

IL GIOVANE KARL MARX

"Ford ha finito la vodka. Praticamente ci ha fatto scacco matto."

sgrunt: E' nato 200 anni fa, ha scritto Das Kapital e gli piaceva la topa (il film illustra questa ultima affermazione). Vogliamo dargliela un po' di popolarità al povero Karl? Dico "povero" perché è nato in un secolo pieno di star più brillanti: Lincoln, Garibaldi, Nietzsche, Oscar Wilde ecc. Ve l'ho già detto che gli piaceva la topa?
Cannibal Kid: Berlusconi lo sa che a Karl Marx piaceva la topa? È un fattore che potrebbe farlo convertire al comunismo, anche perché ormai a destra tutti i voti glieli sta rubando Salvini e quindi mi sa che gli conviene cambiare barricata.
A vedere il trailer del film comunque non mi sembra ci sia tutta 'sta topa. L'unica tipa è Vicky Krieps, quella odiosa de Il filo nascosto, non esattamente un'olgettina... La pellicola è da vedere per farsi una cultura, ma per vedere della topa mi sa che è meglio aspettare Loro 1 e Loro 2 di Sorrentino.
Ford: per la cultura e per le donne si fa di tutto, ma onestamente non penso di dare una possibilità a questo film. A meno che non si tratti di una di quelle visioni che si interrompono sul divano per finire a letto in altro e più piacevole modo. Mi consulterò con Julez.

NELLA TANA DEI LUPI

"Sgrunt è finito nella tana dei lupi. Dobbiamo salvarlo prima che Cannibal e Ford lo portino sulla cattiva strada!"

sgrunt: Con NELLA TERRA DEI LUPI messer Geraldo Butler può guadagnare un Razzie Award (l'ha sfiorato con l'inguardabile GOD OF EGYPT e stavolta può centrare il bersaglio).
Ormai siamo nella stagione semiestiva in cui le fetecchie americane sbarcano sulla spiaggia di Azio e non trovano ostacoli. Giudizio sintetico: CKCLV (Col Kazzo Che Lo Vedo)
Cannibal Kid: Generalmente scanserei un film con Gerard Butler quasi quanto uno con Stallone/Van Damme/Schwarzenegger/Lundgren e qualsiasi altro action hero amato dal mio blogger nemico. Dopo aver visto quella figata di serie spagnola La casa de papel, devo però dire che le storie di ladri e rapine mi intrigano come non mai e quindi potrei persino avventurarmi nella tana dei lupi fordiani.
Ford: ovviamente questa tamarrata fordiana è la mia scelta della settimana avendo già visto Wind River. Rapine in banca, Gerardone Butler, approccio sopra le righe rendono Nella tana dei lupi un titolo fondamentale per iniziare bene la bella stagione.

A QUIET PLACE – UN POSTO TRANQUILLO

"Fai silenzio! Non vorrei che quei bloggers ci sentissero!"

sgrunt: A QUIET PLACE non me lo perdo. Dicono che sia un horror di quelli tosti. E c'è Emily Blunt che, dopo SICARIO, rischia di diventare l'attrice più migliore dell'ultima generazione (almeno nei ruoli drammatici).
Cannibal Kid: Dissento fortemente da sgrunt. Questo film mi sembra la solita porcheruola horror-survival con tanti finti brividi e manco mezza idea originale, e la novella Mary Poppins Emily Blunt rischia di essere una delle attrici meno interessanti e più sopravvalutate dell'ultima generazione. Meglio se me ne vado a cercare un posto tranquillo, lontano da Ford, da sgrunt, dalla Blunt e da film come questo.
Ford: film horror che pare essere il tipico fenomeno da distribuzione tutto pubblicità e niente arrosto. Potrei vedero giusto per stroncarlo o tenerlo buono per la decina del peggio dell'anno, ma sinceramente non ne ho tutta questa voglia. Dunque cercherò un posto tranquillo anch'io, spero non vicino a quello scelto da Cannibal.

SUCCEDE

"Ma davvero quei vecchi blog sono visibili anche sullo smartphone!?"

sgrunt: Volete farvi del male? Volete soffrire tanto ma davvero tanto? SUCCEDE è il vostro film. Ho cercato notizie della regista Francesca Mazzoleni: tutto quello che se ne sa è che ha diretto SUCCEDE. Quanto all'attrice Matilde Passera ho trovato solo battute abbastanza prevedibili. Bah, magari è la reincarnazione di Greta Garbo. Nel dubbio, evitate con cura questo teen filmazzo.
Cannibal Kid: sgrunt credo che faccia parte di una generazione antecedente persino a quella di Ford, quindi non può sapere che questo film è tratto dal libro omonimo best seller da oltre 100 mila copie vendute scritto da Sofia Viscardi, una giovane web star diventata famosa su YouTube. Predersela contro di lei è facile quanto sparare sulla Croce Rossa o su Mr. Ford, io invece preferisco prenderla come esempio da seguire. Non sarebbe male espandersi dal web al mondo dell'editoria e pure a quello del cinema come sta facendo lei. Il risultato poi è tutto da verificare, si veda il ridicolo Addio fottuti musi verdi dei The Jackal, ma io un'occhiata curiosa gliela darò volentieri. È pure una roba teen, quindi cosa posso chiedere di più?
Ford: roba italiana, roba teen, roba da giovani. Direi che se ne può occupare tranquillamente Cannibal, anche se giovane non è più da un bel pezzo.

LOVERS

"Questa collana costa più degli stipendi di Ford, Sgrunt e Cannibal insieme." "Allora ne compro due, alla faccia loro."

sgrunt: L'altra notte ho sognato che nell'appartamento accanto al mio stavano girando dei video pornazzi, tipo stepmother seduces daughter, stepdaughter seduces dad e via così. Nel sogno ho sentito i gemiti di Ivano Marescotti, Margherita Mannino e Antonietta Bello impegnati in un threesome: il pornazzo era intitolato LOVERS... Beh, era solo un sogno. LOVERS è molto molto casto. Dopo non dite che non vi avevo avvertito.
Cannibal Kid: La versione sognata da sgrunt potrebbe essere interessante. Quella in arrivo nei 2 o 3 cinema che avranno il coraggio di trasmettere Lovers sembra invece esserlo molto meno.
Ford: considerata la qualità di certe proposte, forse un paio di serate trascorse dedicandosi al porno non sono poi una brutta idea.

CHARLEY THOMPSON

"Andiamo, Cavallo Goloso. Mostriamo a Ford che non è l'unico cowboy."

sgrunt: CHARLEY THOMPSON è un ragazzo che vaga nella solitudine americana con un cavallo destinato a diventare un hamburger. Può piacervi se vi piacciono i cavalli, se vi piacciono i ragazzi che amano i cavalli e se siete un cavallo. Se vi piacciono gli hamburger di vero manzo non vi piacerà questo film (oltretutto è interminabile).
Cannibal Kid: Ragazzini & animali sono un'accoppiata micidiale. Se poi penso ai film con i cavalli mi viene in mente War Horse e sto male. Questo però si preannuncia come un lavoro indie Cannibal style, e anche molto on the road e retrò Ford style, quindi credo che per noi due potrebbe essere la piccola grande sorpresa della settimana. E niente impedisce la visione accompagnata da un buon hamburger, a parte qualche senso di colpa, perciò pure sgrunt potrebbe trovare il modo di assaporarsi a modo suo questo Charley Thompson.
Ford: io adoro la carne di cavallo, e la carne in generale. E tendenzialmente non provo alcun senso di colpa per questo, pur rispettando chi, la contrario, sceglie l'opposto. Forse proprio per questo quasi varrebbe una scommessa su Charley Thompson, sperando che non si riveli il classico film radical chic finto indie che tanto fa impazzire Cannibal.
Quello che è certo, è che in caso mi gusterò la visione con birra e hamburger.

BOB & MARYS – CRIMINALI A DOMICILIO

"Laura, non farti venire crisi isteriche. Quei bloggers tanto non capiscono proprio niente."

sgrunt: Laura Morante di professione fa la moglie. E' stata la moglie di Verdone, Castellitto, Marcorè, Giallini ecc. Stavolta si ritrova Papaleo come marito. Potrebbe, ripeto potrebbe, essere la bella sorpresa della settimana. Perché allora una voce risuona nella mia testa: "non ci andare, non ci andare..."
Cannibal Kid: Laura Morante e Rocco Papaleo insieme nello stesso film?
Ma che mi volete vedere morto stecchito subito?
Ford, lo so che la tua risposta è sì.
Non dico che Bob & Marys potrebbe essere la brutta sorpresa della settimana solo perché è una schifezza garantita, quindi non ci sarà alcuna sorpresa.
Ford: Sgrunt, non so cosa ti sei sparato per avere anche un solo dubbio, ma qui siamo di fronte ad una delle potenziali schifezze dell'anno, con protagonisti due degli attori che meno sopporto del mondo. E se perfino Cannibal concorda, non si scappa.

THE CONSTITUTION – DUE STORIE D'AMORE

"Ho provato a dire a Ford che non volevo vedere Wrestlemania la prossima settimana, e questo è il risultato."

sgrunt: THE CONSTITUTION. Quando sento "è una storia d'amore" mi tocco gli zebedei. Le storie d'amore in genere finiscono in tragedia (Giulietta e Romeo, Cime tempestose, Love story, Titanic e via tragediando). In più qui siamo in area balcanica, dove piangono anche quando vincono alla lotteria.
Magari è bellissimo. Ma io torno a toccarmeli.
Cannibal Kid: Ahahah, sgrunt ha ragione. E, considerando che qui si parla di due storie d'amore, gli zebedei tocca toccarseli doppiamente!
Ford: io, dato che non c'è due senza tre, mi accodo e giro al largo. Non si sa mai cosa possa riservare ancora la distribuzione.

mercoledì 4 aprile 2018

Cristiano



Ho sempre amato lo sport, sarà per l'influenza di mio padre, o per le emozioni che regala a chi lo segue, la disciplina e gli insegnamenti che lascia a chi lo pratica.
Da tempo, ormai, ho passato il periodo della mia vita in cui si è tifosi della propria squadra e dunque nemici giurati di tutte le altre, ed ho imparato ad apprezzare il gesto, il momento, la magia, a prescindere da quale disciplina si stia osservando.
Questa sera ho guardato l'andata dei quarti di finale di Champions League giocata a Torino tra la Juventus - che in Italia è padrona, e giustamente, da anni - e il Real Madrid, e c'è stato un momento in cui tutto è stato come messo in pausa: il pubblico, le squadre, il calcio stesso, qualsiasi cosa potesse essere in movimento in quell'istante.
E' stato come essere spettatori di una sequenza da cartone animato, da Holly e Benji da bambini, da fantascienza, da chi, come me, ha visto ai tempi Van Basten e Maradona: è stato così incredibilmente bello, quel gesto tecnico, da farmi quasi sentire male. Perchè per la squadra avversaria una cosa del genere significa non solo essere destinata alla sconfitta, ma non avere più neppure la forza di reagire.
Eppure, a quel gesto spaziale ed incredibile, quasi si potesse congelare il tempo come in Matrix o Inception, ne è seguito un altro ancora più straordinario: il pubblico dello Juventus Stadium si è alzato ad applaudire, perchè in questi casi non si può fare altro se non ammirare la "grande bellezza", e Cristiano Ronaldo, di rimando, ha applaudito e ringraziato a sua volta.
Uno sport come il calcio, spesso e volentieri in vetrina per cose certo non lusinghiere, in momenti magici come questo pare davvero "il gioco più bello del mondo".
Ma il motivo è uno, ed uno soltanto: perchè dietro queste emozioni c'è tutto il bello dello sport.
Lo sport che ho amato attraverso i racconti di mio padre, la mia vita di spettatore e di sportivo, i piccoli gesti tra compagni di squadra o di allenamento, la competizione positiva, le magie come quella cui ho assistito stasera.
Quelle che fermano il tempo, e fanno sembrare vero l'incredibile.
Neanche fossero un film.



MrFord

martedì 3 aprile 2018

Tonya (Craig Gillespie, USA, 2017, 120')




Nonostante la parentesi delle scuole medie, quando con la classe il sabato pomeriggio si andava a pattinare sul ghiaccio sperando di non farsi troppo male e magari limonare duro con qualcuna e con mio padre mi capitava di seguire qualche incontro di hockey di una delle squadre milanesi, non ho mai avuto grossa dimestichezza con tutta la parte artistica del pattinaggio: del resto, la tecnica e la grazia non hanno mai fatto parte delle mie caratteristiche distintive, e dovendo scegliere, ho sempre trovato più divertenti le mazzate dell'hockey, per l'appunto, ai volteggi delle pattinatrici.
Eppure, questo biopic firmato dal Craig Gillespie di Lars e una ragazza tutta sua mi incuriosiva non solo per i progressi mostrati da Margot Robbie nella recitazione - che le sono valsi la nomination agli Oscar di quest'anno -, ma anche per il controverso personaggio che l'attrice australiana interpretava, Tonya Harding.
Talento atletico e sportivo pazzesco, Tonya fu uno dei personaggi statunitensi più in vista all'inizio degli anni novanta, complici un comportamento non proprio sotto le righe in pista e rispetto agli alti papaveri della sua disciplina ed un caso che sconvolse l'opinione pubblica e che coinvolse il suo ex marito ed un amico dello stesso, pronti a pagare un "collaboratore esterno" affinchè aggredisse la più grande rivale in patria della Harding.
Il processo mediatico ebbe risonanza enorme, e Tonya divenne un personaggio più per la vicenda in cui era coinvolta che non per il suo percorso da atleta.
Gillespie e la Robbie - autrice, va detto, di una performance notevole - cercano di raccontare la donna dietro la figura "pop", che, come troppo spesso accade negli USA quando si tratta di sport, venne demonizzata e punita neanche fosse una criminale - mi ha ricordato, in questo senso, Lance Armstrong, colpevole di aver assunto per anni sostanze dopanti come la maggior parte dei suoi colleghi ma colpito più duro degli altri perchè più in vetrina degli stessi -: la vicenda che ne esce è quella di una ragazza cresciuta nella provincia profonda, dove niente è regalato a nessuno che non sia già benestante o ben collocato, in cui la violenza, fisica e morale, è all'ordine del giorno anche e soprattutto tra le mura di casa, e fin troppo spesso è l'unica risposta che viene cercata e trovata - emblematici gli esempi del marito e complice così come della madre, charachter inquietante interpretato da un'altrettanto inquietante Allison Janney -.
Tonya, dunque, viene ritratta come una combattente che nella lotta ha conosciuto l'unica strada da percorrere, che si trattasse di affetti, di rapporti di coppia o di sport, e che nel corso della sua vita ha imparato a reagire solo ed esclusivamente con la violenza, sia essa espressiva - sono celebri i suoi abbigliamenti e le musiche di accompagnamento alle esibizioni - o assolutamente fisica - il rapporto con il marito Jeff Gillooly è costruito sulle continue risse tra i due -.
Il merito della pellicola, ad ogni modo, è quello di non mostrare Tonya come una vittima degli eventi, quanto come una forte individualità che a causa di circostanze avverse - che stimolano molte giustificazioni ed indulgenze con se stessa della protagonista - si è trovata a dover affrontare ostacoli molto più importanti di gran parte delle sue compagne pattinatrici, viste e celebrate come piccole principesse con la possibilità di allenarsi in strutture private e coccolate in ogni tappa del loro percorso.
Certo, non mancano le occasioni perdute dalla stessa Harding a causa del suo orgoglio e di un carattere spigoloso e difficile, ma così come sottolineato dalla voce narrante della protagonista e dal bellissimo montaggio parallelo dell'epilogo, la verità è una brutta bestia, e le sfumature di ciò che ci accade possono essere percepite diversamente a seconda delle angolazioni dalle quali si guarda una vittoria o una sconfitta, un volo o una caduta.
E a volte, un triplo axel che nessuna pattinatrice aveva mai completato prima di lei può essere una liberazione più costretta e soffocata di un rovinoso knockout di quelli che avrebbero lavato via i peccati al più tosto tra i "tori scatenati".
L'importante, ad ogni modo, sarà allargare le spalle, tornare in piedi ed andare avanti a testa alta.
Vittoria o sconfitta che sia.



MrFord



lunedì 2 aprile 2018

Bleed - Più forte del destino (Ben Younger, USA, 2016, 117')





Da sportivo, e a dir la verità fin da bambino grazie ai racconti da sportivo di mio padre, ho sempre avuto un debole per le imprese che, con il tempo, alcuni atleti hanno consegnato non solo alla loro disciplina, ma anche e soprattutto all'immaginario collettivo, pronte ad ispirare spettatori, ascoltatori, futuri nuovi sportivi ed atleti.
Ho inseguito in quest'ottica Bleed - adattato in maniera pessima nella versione italiana -, biopic dedicata al pazzesco comeback del pugile Vinnie Pazienza, che tra gli anni ottanta e novanta fece parlare di sè per lo straordinario recupero dopo un terribile incidente automobilistico che mise in dubbio non tanto il suo ritorno sul ring, quanto la possibilità che potesse camminare di nuovo, per diverso tempo, sperando di poter incontrare un buon prodotto solido e di pancia che rispettasse la tradizione dei grandi film pugilistici che al Saloon sono divenuti colonne portanti della mia formazione cinematografica, da Toro scatenato a Rocky, passando per Alì: pur non arrivando alle vette raggiunte dai Capolavori del genere, il lavoro di Ben Younger si può dire più che degno di rappresentare la categoria, riuscendo a mantenere un buon equilibrio tra la realtà ed il grande schermo - la vicenda di Pazienza è stata sforbiciata e romanzata ad arte considerato quello che voleva essere raccontato -, potendo contare su un cast decisamente in parte - Hinds e Eckart riescono nell'impresa di rubare la scena a Miles Teller - e sull'emozione che questo genere di imprese inevitabilmente suscita nel pubblico.
La grande prova di volontà e determinazione che portò Pazienza a vincere il suo terribile infortunio attraverso il duro lavoro e la grinta fu - ed è, osservando la pellicola - specchio del carattere indomito di questo pugile - unico nel suo genere anche per aver passato tre categorie di peso nel corso della carriera, una cosa davvero incredibile, considerate le difficoltà che negli sport di combattimento sono legate proprio al peso degli atleti - è un esempio di disciplina e decisione che fanno da contraltare ad un personaggio sopra le righe e controverso, una sorta di antesignano di volti notissimi attuali come Floyd Mayweather o Connor McGregor.
Per quanto riguarda l'approccio si guarda senza alcun dubbio al lavoro svolto su pellicole come The Fighter o, ancora di più, sulla saga di Rocky, e quanto lo stesso abbia fatto rispetto all'immaginario collettivo, nonostante la punta di diamante a livello tecnico per questo Bleed è l'uso del sonoro, montato davvero alla grande e con un approccio quasi "jazzistico", per usare un termine sicuramente noto al protagonista, che salì alla ribalta con Whiplash qualche anno fa.
Bleed, oggettivamente, non farà la storia del suo genere o del Cinema in generale, ma ha il grande merito di fare parte della categoria di pellicole in grado di toccare il cuore dell'audience, di coinvolgere anche chi con il pugilato c'entra poco o nulla, o addirittura - come Julez - se ne tiene assolutamente alla larga: questo perchè, principalmente, le imprese umane non possono che stimolare chi, nel suo piccolo, cerca di vivere il più possibile, e dunque osservare un uomo con il collo spezzato incerto perfino di poter camminare tornare a combattere a livello professionale su un ring nello spazio di pochi mesi è ben più che magico, oserei scrivere ispiratore.
E' il bello di vivere. Il bello dello sport. Il bello delle storie, specie se vere, pur se romanzate.
In fondo, siamo fatti per cadere.
E ancora di più per rialzarci.
E ce la facciamo, quando ce la facciamo, proprio perchè profondamente vivi ed imperfetti.
Come Paz-Man.



MrFord



 
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