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martedì 24 aprile 2018

Undisputed 4 - Il ritorno di Boyka (Todor Chapkanov, Bulgaria/USA, 2016, 86')





Per tutti i figli degli anni ottanta tamarri come il sottoscritto, il Cinema di botte ha significato una fetta importante della crescita, a partire dall'eredità di Bruce Lee fino a tutto il filone action e sopra le righe di quel decennio magico che regalò al mondo i vari Stallone, Schwarzenegger, Willis, Russell, Van Damme e chi più ne ha, più ne metta.
Quando, qualche anno fa, scoprii il brand di Undisputed, esperimento considerato tra i Walter Hill minori, non pensavo che quella stessa saga sarebbe divenuta mitica per gli appassionati di genere soltanto al secondo capitolo, con l'introduzione dell'incredibile personaggio di Yuri Boyka, interpretato da un atleta pazzesco come Scott Adkins, che deve maledire la troppa seriosità ed il poco carisma per non essere diventato l'equivalente del Nuovo Millennio proprio di gente come Van Damme.
Boyka, fin dalla sua comparsa, ha segnato un nuovo corso per questa serie, passando dall'essere il cattivo numero uno a protagonista assoluto nonchè eroe redento, dispensando calci rotanti al limite della fantascienza e regalando chicche indimenticabili a tutti i suoi fan: a distanza di dieci anni dalla sua prima apparizione, Boyka torna dunque sul quadrato per un quarto capitolo atteso fin troppo a causa dell'infortunio che bloccò Adkins per molto tempo qualche anno fa - e che non gli permise di esprimersi al meglio nella sua più grande occasione, Expendables 2 -, con una produzione senza dubbio molto televisiva - per essere buoni - ed una trama che rispecchia in tutto e per tutto le risibili sceneggiature proprio di quei film di botte anni ottanta con l'eroe maledetto che a fronte di difficoltà insormontabili riesce comunque a rompere i culi dei cattivoni di turno come se non ci fosse un domani.
L'elemento "romantico", inoltre, inserito come causa scatenante di questa nuova avventura del fighter venuto dalle prigioni russe, rispecchia molto i tratti dei film di questo genere che hanno cresciuto i tamarri come il sottoscritto, pur se, purtroppo, priva dell'aura di comicità involontaria che rendeva quelle visioni così clamorosamente speciali: è questo il difetto principale del quarto capitolo di Undisputed.
In un certo senso, è come se al film mancasse lo spessore allo stesso modo dell'attore protagonista, capace di evoluzioni incredibili sul quadrato ma, nonostante un personaggio dalle potenzialità enormi, neppure lontanamente guascone e sopra le righe come i succitati action heroes che hanno reso magica una parte della mia formazione di cinefilo - e che la rendono tale ancora oggi -: giusto che il background di un charachter come questo sia oscuro e drammatico, ma le ultime stagioni cinematografiche hanno insegnato quanto il trash e la parte comica di queste proposte dalle ambizioni artistiche pressochè nulle siano fondamentali affinchè le stesse si guadagnino un posto nel cuore dei fan, e vengano accettate di buon grado dalla critica più o meno radical.
Perchè se un vecchio reduce degli eighties come il qui presente riesce comunque ad apprezzare un intrattenimento ignorante di questo genere, affinchè lo stesso abbia la fortuna che merita o che io possa sperare abbia, non deve mai dimenticare che il segreto del successo di un film che non sia davvero autoriale passa da uno dei segreti fondamentali della conquista di una donna: le risate.
Dunque, caro Boyka, tu sarai pure uno spaccaculi tormentato in cerca di una redenzione che avverrà solo quando non verranno più prodotti film con te come protagonista, questo omaggio divertirà gli appassionati, ma se vorrai davvero spiccare un salto come quelli che compi sul ring, dovrai tirare fuori la scintilla che i tuoi progenitori hanno regalato alla cultura pop, e che li ha resi immortali come paiono ora, nonostante il tempo che passa inesorabile.




MrFord



lunedì 23 febbraio 2015

Cinquanta sfumature di grigio

Regia: Sam Taylor-Johnson
Origine: USA, Canada
Anno:
2015
Durata:
125'





La trama (con parole mie): Anastasia Steele è una studentessa verginella di Letteratura inglese, una ragazza acqua e sapone con la testa a posto, quando la sua coinquilina le chiede di sostituirla per un'intervista a Christian Grey, miliardario magnate delle telecomunicazioni all'apice del successo. Proprio durante quest'incontro di lavoro scatta la scintilla, e Grey cerca, sfoggiando la ricchezza come se fosse un talento, di celare la propria natura di stalker selvaggio.
Una volta superate le barriere poste dalla ragazza, Grey proporrà ad Anastasia un contratto che la vedrebbe accettare di essere la sua schiava sessuale ed eseguire gli ordini del proprio padrone: peccato che la verginella non più tale non sia così ben disposta a siglare il patto, e che l'uomo d'acciaio pronto a dominarla risulti più incline a rimangiarsi i grandi proclami, e quando la rivelazione sul punto di non ritorno delle scelte di Christian verrà fatta, Anastasia potrebbe decidere di lasciarlo definitivamente.
Almeno fino al prossimo film, purtroppo.







Basterebbe un solo passaggio della "sceneggiatura" di questa roba per sottolinearne la pochezza: una doppietta di scene che definire scult suonerebbe riduttivo, grazie alle quali vediamo il protagonista - un uomo da una parola sola, sia chiaro, che non dorme mai con nessuna donna, sia chiaro, e che è irremovibile, inflessibile, qualsiasi cosa vogliate immaginare -ibile, eppure è sempre pronto a scodinzolare per mammina e per la fidanzatina - passare da dichiarazioni come "Io non faccio l'amore. Io scopo. Forte." a "E' l'ora del bagnetto!".
E già sarebbe impagabile.
Peccato che queste cinquanta sfumature di merda, spazzatura letteraria divenuta spazzatura cinematografica nata da una fan fiction di Twilight, abbiano la clamorosa e ridicola durata di centoventicinque interminabili minuti che con il sesso estremo - o anche solo vagamente spinto - e l'eccitazione non hanno nulla a che fare, e che paiono proiezioni pruriginose da Harmony senza ritegno di una qualche casalinga disperata all'interno dei quali, di fatto, si finisce per giustificare uno stalker fatto e finito - il buon Grey - soltanto perchè figo e miliardario.
Sarebbe stato divertente, in effetti, scoprire le reazioni della verginella tutta Letteratura e sguardo basso se a seguirla a scuola, al lavoro e a casa fosse stato un cassaintegrato cinquantenne senza un soldo bucato: una chiamata alla polizia, e tutti a casa.
Certo, è anche vero che il simpatico Mr. Grey è uno spasso mica da ridere, considerate le dichiarazioni di cui sopra, il fatto che possa stupire che un ventisettenne a capo di un impero economico possa aver scopato con quindici donne - ma sul serio!? E' una presa per il culo!? La scrittrice, probabilmente, vive in un mondo popolato da nerd che immaginano una cifra del genere come fosse fantascienza senza sapere che, probabilmente, un Mr. Grey del mondo reale, a quell'età, potrebbe quantomeno essersene ripassate dieci o quindici volte tanto -, che sfoderi elicotteri e macchinoni con autista per rimorchiare e che, sempre in quei famosi centoventicinque minuti, regali l'unico momento di gloria quando dimostra di conoscere molto bene le marche perfette per il Gin Tonic - Hendricks con il cetriolo in guarnizione, Bombay con il lime, complimenti per lo stile -, ma a tutto c'è un limite.
Dunque, la signorina Anastasia, più che perdere tempo con il finto trasgressivo Christian - che la mena per due terzi della pellicola con contratti, clausole, parole salvezza e tutto un campionario da finto dominatore per poi mostrare il suo peggio con qualche frustata come se fosse la cosa più sconvolgente che si possa immaginare - dovrebbe pagarsi un biglietto aereo e buttarsi in una bella nottata con Hank Moody a Los Angeles, in barba alle sfumature e pronta a godersi davvero il lato ludico, divertente e davvero passionale del sesso, che qui pare più grigio del nome del suo main charachter e di tutte le sfumature del titolo.
Non che mi aspettassi nulla di diverso da un abominio in grado di far vomitare anche la cena di natale dell'ottantacinque, ma devo ammettere che Sam Taylor-Johnson ha superato se stesso sfruttando al meglio la pochezza che gli è stata fornita in termini di script, di attori - terrificanti, inespressivi ed imbambolati i due protagonisti -, arrivando a prenotare, consumare e forse anche digerire il primo posto dedicato alla classifica del peggio di fine anno: forse soltanto un Martinelli o qualche orrore inenarrabile potrebbero scalzarlo, ma considerata la media delle schifezze che escono in sala, ci sono già grandi probabilità che Cinquanta sfumature di grigio possa riempire anche tutte e dieci le posizioni del Ford Award in questione.
Un vero e proprio record, dunque, per una vera e propria schifezza.
Ma devo ammetterlo, sono quasi contento di aver affrontato questa visione: perchè quando assisti a questo tipo di spettacoli, riaprire gli occhi e tornare al mondo reale rende più consapevoli di quanto straordinariamente bella sia la vita che ti si schiude davanti agli occhi.
Un mondo colorato, non sempre piacevole, forse, ma senza sfumature.
Senza queste sfumature.
Che lascio volentieri alle loro illusioni di scopare forte e tanto, e ai loro bagnetti.
Ci penserà mammina a rimboccare le copertine e dare tanti bacini alle loro frontine.
La stessa che poi correrà a scrivere l'ennesimo, pruriginoso best seller spazzatura che diverrà un film anche peggiore.




MrFord




"You got me looking, so crazy my baby
I'm not myself lately I'm foolish, I don't do this
I've been playing myself, baby I don't care
baby your love's got the best of me
your love's got the best of me
baby your love's got the best of me
baby you're making a fool of me
you got me sprung and I don't care who sees
cause baby you got me, you got me, oh you got me, you got me."
Beyoncè - "Crazy in love" - 




mercoledì 13 agosto 2014

Welcome to the jungle

Regia: Rob Meltzer
Origine: USA, UK, Puerto Rico
Anno: 2013
Durata: 95'





La trama (con parole mie): Chris, giovane e timido account in un'agenzia di pubblicità, è costantemente vessato dal prepotente responsabile Phil, che coglie ogni occasione possibile per farsi beffe di lui e, all'occorrenza, prendere i meriti del lavoro che il ragazzo svolge.
Quando, a seguito di un'iniziativa del Presidente dell'azienda, i dipendenti vengono precettati per una due giorni di corso legato al lavoro di squadra e alla formazione del carattere su un'isola sperduta coordinato dal duro - almeno all'apparenza - Storm, il rapporto tra i due si incrina ulteriormente: Chris, infatti, ex boy scout razionale ed organizzato, finisce per scontrarsi apertamente con Phil, cui non importa nulla del buon senso e del comportamento da tenere in una situazione "estrema".
Quando Storm, attaccato da una tigre, verrà dato per morto ed il gruppo si considererà ufficialmente disperso, le due visioni provocheranno una frattura che potrebbe portare alla salvezza o alla morte questi civili in gita nel cuore della Natura.









La prima volta che vidi il trailer di Welcome to the jungle coltivai la speranza di trovarmi di fronte ad una versione demenziale di Expendables 2, e, dunque, ad una nuova incarnazione comedy ed autoironica del mito dell'action anni ottanta Jean Claude Van Damme, che ha un posto speciale da sempre nel cuore di questo vecchio cowboy subito dietro a Schwarzenegger e Stallone, addirittura davanti a gente del calibro di Bruce Willis o Kurt Russell.
Purtroppo per me, e per tutti gli appassionati del mitico JCVD, il risultato della visione del lavoro decisamente televisivo firmato da Rob Meltzer è stato decisamente al di sotto delle aspettative, di fatto qualificandosi come una sorta di risposta americana alle baracconate che, tra gli anni ottanta e novanta, proposero in salsa italica anche i Vanzina: certo, i riferimenti sono molto più alti - Il signore delle mosche su tutti -, l'idea di mescolare la volgarità di cult dei tempi come Weekend con il morto ad esperimenti più o meno riusciti nello stile di Severance ha il suo perchè, eppure il risultato è decisamente sotto il livello della decenza, e perfino la piccola parte affidata a Van Damme finisce per assumere i connotati dell'autoparodia triste piuttosto che della goliardata nello stile di Sly e soci.
Un vero peccato, perchè un personaggio come Storm mostra in una certa misura i lampi di sentita partecipazione che l'attore belga portò sullo schermo per la prima volta con il sorprendente JCVD, forse il più grande film cui abbia preso parte uno dei paladini della settima arte "bassa" degli ultimi trent'anni: perfino nel momento della sua perla finale, il characther affidato all'esperto di arti marziali diviene in qualche modo come una comparsa in una commedia Apatow-style, un omaggio neppure troppo sentito ad un'epoca che, inesorabilmente, è tramontata e alla quale la mia generazione resterà sempre legata, sperando in qualche modo in un suo ritorno anche nel momento in cui i suoi protagonisti non potranno fisicamente più reggere il confronto con le botte che la stessa richiede.
Senza dubbio, comunque, la profonda antipatia dell'irritante Phil e la sua influenza inspiegabile sul gruppo - quanti individui di questo infimo livello ognuno di noi avrà conosciuto sul luogo di lavoro!? - e la progressiva rivalsa dell'outsider Chris - che pare uscito da un film anni ottanta, in quanto eroe positivo tendenzialmente goonie, nerd e dato per perdente in partenza - finiscono per fare da motore alla curiosità soddisfatta senza colpo ferire da un titolo benedetto da un minutaggio innocuo, che finisce per farsi voler bene nonostante il livello scarsissimo di qualsiasi suo aspetto, sia esso tecnico o di contenuti: personalmente mi aspettavo decisamente di più - e sicuramente una porzione ben più consistente dedicata solo ed esclusivamente all'action hero vero catalizzatore dell'attenzione dell'attenzione del pubblico -, ma nonostante mi pianga il cuore osservando il tempo logorare inesorabilmente il look ed i calci rotanti del mitico Jean Claude e questo film risulti obiettivamente una schifezzuola senza ritegno, non ho saputo voler male a Welcome to the jungle, perfetto per intrattenermi nel pieno di un pomeriggio casalingo e come sottofondo per i giochi nei quali mi coinvolge l'ormai scatenato ed incontenibile Fordino, già assoluto padrone di casa e casinista di prima categoria.
I radical chic e gli appassionati di Cinema vero, comunque, si astengano, mentre saranno i benvenuti gruppi di amici pronti a consacrare una serata alle stronzate e all'alcool così come i fan senza più ritegno di Van Damme, determinati a rimanere accanto al loro vecchio eroe come se fosse la prima volta, avessero ancora dodici anni e sognassero di iniziare il loro percorso nel mondo delle arti marziali per imparare a fare la spaccata, sparare calci rotanti a profusione e sconfiggere, un giorno, "piccola palma".




MrFord




"Welcome to the jungle 
we got fun n' games 
we got everything you want 
honey, we know the names 
we are the people that can find 
whatever you may need 
if you got the money, honey 
we got your disease."
Guns 'n roses - "Welcome to the jungle" - 





giovedì 27 febbraio 2014

Thursday's child

La trama (con parole mie): nuovo weekend di uscite e nuova infornata di pellicole pressochè inutili, talmente inutili da risultare quasi più inutili del mio rivale e compagno di rubrica Cannibal Kid. Fortunatamente, però, in questa desolazione che prelude alla Notte degli Oscar ci prepariamo ad accogliere l'ultimo - e, a quanto pare, acclamatissimo - lavoro di uno dei nomi di riferimento del Cinema orientale, l'amatissimo qui al Saloon Joon-Ho Bong.
Sarà l'ennesima conferma di quello che è il nome di riferimento fordiano o il suo primo scivolone? Staremo a vedere: intanto, la curiosità non manca.


Bella Kid in compagnia della Bestia Ford.
La bella e la bestia di Christophe Gans


Il consiglio di Cannibal: Ford è una bestia
Non sono mai stato un grosso fan della storia della bella e la bestia. All’arrivo di questa nuova versione con attori in carne e ossa ho quindi reagito con un “E allora?” di indifferenza. Quando ho scoperto che nel cast ci sono la bella Lea Seydoux e un attore bestiale (intendo in senso positivo) come Vincent Cassel ammetto però che un minimo di curiosità m’è venuta. E poi una favoletta ogni tanto ci può stare.
Quanto a Ford, mi spiace per lui. Ci teneva tanto ad avere la parte della Bestia e invece è andata a Cassel. Casso, Ford, ti rifarai alla prossima versione che potrebbe arrivare prossimamente, quella di Guillermo del Toro con Emma Watson…
Hey, c’è Emma Watson? Allora il ruolo della Bestia lo voglio io!
Il consiglio di Ford: Cannibal è una Bella statuina.
Ho sempre avuto un debole per la favola de La bella e la bestia, un po’ romantica e un po’ passionale, proprio come piacciono le cose al sottoscritto. Ma di questa versione che pare un incrocio tra Holyday on ice e le favolette da film tv non sono attratto neanche per sbaglio. Lieto di venire contraddetto, ma senza dubbio non parliamo di qualcosa che avrà la mia priorità nelle mie visioni.
E Cannibal? Beh, lo lascio volentieri a svernare nel suo giardino di rose.

"Hey, guarda il Cannibale: è proprio carino con quel vestito da bambolina!"

Snowpiercer di Bong Joon-ho


Il consiglio di Cannibal: io e Ford ormai siamo troppo vecchi per farci un piercing, meglio farci uno Snowpiercer
Si fa un gran parlare di questo film. In rete c’è già chi l’ha definito un capolavoro assoluto. Gente che credo manca l’abbia ancora visto, tra l’altro. Potrebbe essere un nuovo cult fantascientifico coi fiocchi, o l’ennesima roba sci-fi che esalta il resto del mondo e che io invece detesto?
Sono curioso di scoprirlo e sono anche curioso di recuperare il film precedente del regista sudcoreano Bong Joon-ho, il catastrofico The Host, pure quello esaltato a dismisura. Con un po’ di scetticismo proverò a dare un’occhiata a entrambi, sperando che riescano a conquistarmi. Cosa che invece, quando entro con scetticismo nel blog WhiteRussian, finora non mi è mai capitata.
Il consiglio di Ford: più che la neve, farei cadere sulla testa di Peppa Kid un sacco di bottigliate.
Finalmente esce in sala il nuovo, attesissimo film di Bong Joon-ho, il regista numero uno coreano che negli ultimi anni è riuscito a scalzare dal trono anche calibri non certo da poco come Park Chan Wook e Kim Ki Duk.
Per il momento il buon Bong non ha sbagliato una pellicola, ed i fortunati che hanno potuto vedere Snowpiercer paiono testimoniare che neppure l'esordio con le majors ammmeregane è riuscito ad intaccare il talento del regista orientale: qui al Saloon siamo in trepidante attesa.
Cosa che non accade di certo quando l'ormai vecchio Cannibale pubblica un nuovo post.

"Tu, Cannibal: sei condannato a viaggiare nella stessa cuccetta di Ford!"
Una donna per amica di Giovanni Veronesi


Il consiglio di Cannibal: …e un Ford per nemico
Ah ecco, questo film è il motivo per cui hanno fatto fare a Laetitia Casta un markettone autopromozionale all’ultimo Festival di Sanremo. Per carità, bella è bella però non mi fa certo venire voglia di guardare un film in cui recita. Soprattutto se al suo fianco c’è Fabio De Luigi, uno che in tv era simpatico ma che col cinema ha meno a che vedere di Ford. In più, mi sa tanto di filmetto molto alla Fabio Fazio e, dopo una settimana del Sanremo più noioso della Storia, non ce la potrei fare a vedere qualcosa del genere. Se non per massacrarlo.
Il consiglio di Ford: ma non era una mamma che avevi per amica, Katniss Kid!?
Mi sono bastati trenta secondi - e forse meno - del patetico siparietto con Fazio a Sanremo per abolire dagli schermi di casa Ford la Casta e qualsiasi film in cui lavora.
Se poi il film in questione è il classico prodotto da italiano medio e multisala nel weekend, faccio ancora meno fatica.
Bocciato insieme alla Terra dei cachi tutta.

"Ma come, non vuoi il mio buon vino!?" "No, caro Fabio: Ford mi ha abituato bene a suon di White Russian!"
Spiders 3D di Tibor Takacs


Il consiglio di Cannibal: Basta 3D
Tra Festival di Sanremo e filmacci (The Counselor più qualche altra roba che recensirò a breve), negli ultimi tempi ne ho davvero abbastanza di schifezze. Per questo è meglio se mi tengo alla larga innanzitutto dal blog di James Ford e poi da schifezze come questa.
Spiders 3D?
Basta il titolo per farmi cagare addosso: io infatti ho paura sia dei ragni che del 3D.
Come horror potrebbe quindi funzionare alla grande, mancano solo Ford e i clown e poi sono presenti tutte le mie maggiori paure. Peccato si preannunci come un film sci-fi catastrofico girato e recitato non da ragni, ma da cani.
Il consiglio di Ford: Cannibal 3D. Praticamente fantascienza.
Questo Spiders 3D, che unisce il trash ad una delle cose che riescono ad essere detestate in stereo da me e dal mio antagonista, potrebbe essere la sorpresa della settimana: dopo la rivelazione della scorsa estate, Sharknado, infatti, il lavoro di Takacs ha tutte le carte in regola per diventare la genialata del genio al contrario di questo duemilaquattordici.
Inutile dire che non me lo farò mancare di certo.
Al contrario delle opinioni radical del pauroso Goi.

"Caro Marco, mi manda Ford: sono il tuo nuovo animale di compagnia. Mangio conigli."

Il violinista del diavolo di Bernard Rose


Il consiglio di Cannibal: Ford, il blogghista del diavolo
A differenza dei musical, quelli tradizionali almeno, che spesso sanno infastidirmi persino più di Ford, i film che parlano di musica mi interessano sempre. Questa ricostruzione romanzata della vita del violinista Niccolò Paganini sulla carta pare quindi parecchio interessante. Andando poi a vedere il trailer il livello cinematografico è però tutto da verificare. Così come il protagonista, David Garrett, violinista noto per le sue cover di pezzi pop e rock contemporanei, che nel cinema è un esordiente totale. Una possibilità comunque non la si nega a nessuno. A meno che si chiami James Ford.
Il consiglio di Ford: Paganini non ripete. Purtroppo, Cannibal Kid sì.
Non bastava La bella e la bestia ad alimentare i miei timori da produzioni pseudo televisive della settimana: ci si mette anche il fantasma di Paganini - che, poveraccio, chissà mai cosa avrà fatto di male - a rendere le uscite decisamente più inquietanti di quanto potessi aspettarmi.
Considerato come siamo messi, Bong e ragni a parte, mi troverò quasi a sperare di trovare rifugio in qualche film suggerito addirittura dal mio pusillanime nemico numero uno: e per una settimana così ricca - numericamente - di uscite è davvero una prospettiva spaventosa.


"Ecco, Peppa Kid, una serenata tutta per te!"
Tir di Alberto Fasulo


Il consiglio di Cannibal: Ford è finito sotto un tir? Che peccato! Che peccato non fossi io alla guida buahahah
Co-produzione italo-croata di stampo documentaristico che ci mostra la vita di un camionista, interpretato però da un attore. Una sorta di mockumentary, quindi, che potrebbe risultare buono per la tv, e poi è ancora tutto da vedere, ma che al cinema non credo farà accorrere le masse.
Quanto a me, a questo film potrei preferire un viaggio in camion in compagnia di Ford. E ho detto tutto…
Il consiglio di Ford: come regalo di compleanno, preparerò per Cannibal una gita in camion con me e Stallone. Tutto il giorno a fare braccio di ferro.
I mockumentary, tendenzialmente, mi stanno simpatici. Una sorta di guascona arroganza metacinematografica li trasforma, spesso e volentieri, in piccoli guilty pleasures del Saloon. A meno che non si tratti di schifezze invereconde come L'altra faccia del diavolo o questo Tir, almeno a quanto pare dal trailer.
Sinceramente, non l'augurerei neppure al mio nemico numero uno Coniglione Kid. Dunque non credo proprio sia il caso, per voi, di rischiare.


"Chi c'è che interrompe la mia pennica post-sambuca? Peppa Kid? Lo riempio volentieri di bottigliate!"
La legge è uguale per tutti… forse di Ciro Ceruti, Ciro Villano


Il consiglio di Cannibal: ma una legge che dovrebbe impedire di fare uscire certi film non c’è?
Commedia partenopea di stampo amatoriale che vuole ironizzare sul sistema giudiziario?
Gente, io sto già correndo al cinema a vederlo! E voi, che fate ancora qui?
Il consiglio di Ford: la legge dovrebbe impedire la distribuzione di questa roba.
Ma cos'è, uno scherzo!?
Neppure il Cucciolo eroico al massimo della sua follia potrebbe concepire uno scempio del genere e tentare di propinarmelo.
Piuttosto, mi rischiaffo The tree of life una decina di volte.


"Ma 'sti Ford e Cannibal chi sono!?"
La scuola più pazza del mondo di Hitoshi Takekiyo


Il consiglio di Cannibal: la scuola più pazza del mondo? È quella che ha frequentato Ford?
Un film anime nei cinema?
Prima di correre a vederlo, vi avviso che non è dello Studio Ghibli e sembra una bambinata, e pure di quelle clamorose. Pare contenere anche una componente più dark, vagamente alla Tim Burton, ma il rischio di imbattersi in una robina inguardabile è comunque troppo alto. Preferisco mandare in avanscoperta il coraggioso soldatino Ford.
Il consiglio di Ford: la scuola più pazza del mondo sarebbe stata quella con me e Peppa compagni di banco.
La situazione del Cinema d'animazione non è propriamente rosea. Tolti, infatti, un paio di nomi illustri, il duemilatredici non è stato l'anno migliore per i cartoni animati.
Questo duemilaquattordici, però, non pare iniziare nel migliore dei modi: La scuola più pazza del mondo, anime che vorrebbe portare sullo schermo le atmosfere tipiche del prodotto adolescenziale, non mi pare infatti il titolo destinato a scuotere il genere.
In attesa che ciò accada, cercherò di scuotere il Cannibale affinchè rinsavisca e torni a non essere d'accordo con me su nulla.

"Questo nuovo look ti dona proprio, Peppa Kid!"

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