lunedì 29 maggio 2017

Sette minuti dopo la mezzanotte - A monster calls (J. A. Bayona, UK/Spagna/USA, 2016, 108')





Prima o poi, è inevitabile, viene sempre il momento di fare i conti con una delle realtà più dure della vita: quella di perdere per sempre qualcuno che amiamo.
Nel mio caso quel momento è coinciso con la perdita della nonna materna, la stessa che aveva cresciuto fino a quel momento me e mio fratello e che non ci faceva mancare nulla nonostante i genitori impegnati nel lavoro dal lunedì al venerdì.
Ricordo il giorno della sua morte come se fosse oggi, con mio padre venuto a prendermi a scuola - non accadeva mai, se non il sabato - e le parole che disse per darmi la notizia.
Curioso, poi, che abbia visto questo film ieri, ventotto maggio, il terzo anniversario di uno dei giorni che considero tra i peggiori della mia vita, quando con Julez scoprimmo di aver perso quella che sarebbe stata la nostra piccola Agnese.
Anche in quel caso, ricordo per filo e per segno l'accaduto, come penso sarà fino alla fine del mio viaggio.
Certo, il Tempo cambia la percezione delle cose, la situazione in cui siamo nel momento in cui le cose accadono permette di avere più o meno forza - continuo a pensare che, tre anni fa, sia stato il Fordino a salvarci, soltanto sorridendo quando andammo a prenderlo dalla nonna dopo aver ricevuto la notizia -, la coscienza del fatto che inevitabilmente perderemo ad uno ad uno chi amiamo fino a quando toccherà a noi rende più resistenti, eppure il momento della perdita è senza dubbio uno dei più particolari e delicati che si possano vivere.
Il mio nonno paterno, invece, l'unico ad essere ancora in vita - novantaquattro anni quest'anno, ancora totalmente autonomo, in grado di guidare e godersi i suoi boschi sull'Appennino emiliano, gli stessi che percorse una vita fa come partigiano -, uno degli uomini più tosti che abbia mai conosciuto e quello che, da bambino, mi terrorizzava di più per la sua presenza e severità, che si era sposato come ci si sposava negli anni quaranta del secolo scorso, e che ho visto litigare con mia nonna ad ogni nostra visita per anni, e che da mia nonna era diverso per spirito ed indole, è stato visto dai suoi figli piangere per la prima - e credo unica - volta al funerale della stessa, una decina d'anni fa.
Una donna che con lui non c'entrava nulla, e dalla quale aveva vissuto separato negli ultimi dieci anni della sua vita - e penso che, anche stando insieme, le cose non fossero tanto diverse -, ma con la quale aveva condiviso sessant'anni, quattro figli e cinque nipoti.
E' una brutta bestia, la perdita.
E' dura da affrontare e da mandare giù.
Io l'ho scoperto ai tempi, e ancora oggi, oltre a ricordare il giorno in cui mio padre mi venne a prendere a scuola, se penso al mio nonno materno - quello dei Western e del Cinema - non c'è giorno in cui non rimpianga il fatto che non possa avermi visto crescere e diventare uomo, ed aver conosciuto i suoi bisnipoti, al mio amico Emiliano con il quale avrei ancora voluto ridere e scherzare e parlare di film e di dischi, alla mia piccola Agnese, che avrei voluto crescere accanto ai Fordini, sento il mio cuore spezzarsi, anche se so di essere il tipo di persona in grado di sopravvivere sempre, anche se so di avere tutti i motivi per gioire di essere qui e godermi la vita che ho costruito.
E' una brutta bestia, la perdita.
Così brutta che per affrontarla, a volte, occorre chiedere aiuto al mostro che è in noi.
Quello pronto a fare la guerra al mondo e a noi stessi, e ricordarci che non è detto che una strega sia necessariamente colpevole, ed un principe colpevole non sia il miglior re che si possa immaginare.
Quello pronto a ricevere i nostri colpi, e a portarci in un palmo di mano quando ci facciamo piccoli piccoli, come bambini.
Quel giorno, tornando da scuola con mio padre, rimasi in silenzio, senza versare una sola lacrima.
Mi bastò guardare mia madre quando aprì la porta di casa, per scoppiare a piangere.
Davanti alla perdita possiamo essere delle rocce, e come rocce sgretolarci.
E non è detto che tutti i mostri vengano per nuocere.
Anche quando fanno male.
Anche quando fanno paura.
Bayona deve conoscere bene quei mostri. O averne colto in pieno lo spirito.
E soprattutto il cuore.
Lo stesso che, sempre di più, cerco nei film che guardo.
Voglio sentire ogni battito.
Voglio sentire la vita.
Perchè è solo con la vita che si supera una perdita.
La vita è il nostro mostro.
E non c'è giorno in cui non lo si debba ringraziare.




MrFord




 

17 commenti:

  1. Te lo dicevo che era cosa tua. ;)

    Bello e dolorosissimo, ho pianto il mare, anche se la CGI non sempre mi è piaciuta. Troppo invadente, a volte.

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    1. Molto cosa mia. :)

      E ti dirò, io mi sono salvato perchè stavo giocando con i bimbi, ma Julez ha pianto l'oceano.

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  2. Vorrei lasciare un commento intelligente ma purtroppo un film simile strazia il cuore e lo espone a troppi ricordi dolorosi. Non so dire se serve a superarli ma perlomeno, come si dice, riesce ad incidere certe ferite e a farle spurgare, aprendo la strada ad un minimo di speranza.

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    1. Corcordo in tutto e per tutto.
      Voglio sempre film così, che strizzano il cuore, nel bene e nel male.

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  3. Un bel pezzo potente come merita questo potente film.
    Io ovviamente mi son pianta fuori gli occhi,ci mette davanti ad emozioni davanti alle quali siamo tutti indifesi.Ed abbiamo bisogno di un *mostro* che ci protegga.

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    1. A volte senza mostri, non ce la si fa.
      Film bellissimo.

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  4. che due cojoni però 'sti film che fanno piagne.... lo metto in lista, magari un giorno che mi sento troppo felice...
    ;)

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    1. Ahahah fratello, questo devi vederlo.
      E' magico come un fantasy anni ottanta, e intensissimo.

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  5. Post strappalacrime per un film che si preannuncia strappalacrime...

    Visto che è piaciuto a te, io spero di averne invece un'opinione mostruosa. :D

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    1. Ahahaha considerate le tue opinioni mostruose passate, potrebbe essere.

      Ma considerate le tue molto meno mostruose opinioni presenti, chissà. ;)

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  6. Io non sono mai stato un grande fan di Bayona, ma qui si è davvero superato.
    Intensissimo.

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  7. Sapevo anch'io che questo era pane per i tuoi denti e mi aspettavo un signor post a riguardo capace di far fare di nuovo capolino alle lacrime.
    Film intenso e necessario, singhiozzi a non finire per una storia che li meritava tutti.

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  8. Curiosissimo di vederlo, spero di farlo presto

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