martedì 25 febbraio 2014

Lone survivor

Regia: Peter Berg
Origine: USA
Anno: 2013
Durata: 121'


La trama (con parole mie): siamo nel giugno del 2005 in Afghanisthan, ed il Navy seal Marcus Lutrell è in missione con un manipolo di suoi commilitoni in modo da scovare tra le montagne Ahmad Shahd, un comandante di Al Qaeda, ed eliminarlo. Incrociato il cammino di un gruppo di pastori la squadra si divide rispetto al fatto di ucciderli in quanto potenziali minacce per la missione o rispettare le regole d'ingaggio e risparmiarli. 
Lutrell, maggiore sostenitore della seconda ipotesi, riesce a convincere i compagni.
I mancati prigionieri, rivoltisi agli uomini di Shahd, rendono però possibile ai talebani un attacco massiccio e su territorio favorevole che mette in ginocchio i soldati USA, individuati, braccati ed uccisi uno ad uno.

Lutrell, unico superstite del suo plotone, si troverà costretto a lottare con tutte le forze per rimanere in vita e tornare a casa.





Chiunque frequenti il Saloon è al corrente di quanto bene il sottoscritto voglia a Peter Berg, molto, molto tamarro regista newyorkese praticamente texano d'adozione padre del serial da queste parti amatissimo Friday night lights, nonchè di alcune chicche come Hancock ed il più recente Battleship, sguaiate pellicole di memoria molto eighties divertentissime dall'inizio alla fine.

All'uscita di Lone survivor, lo ammetto, rimasi perplesso a fronte della scelta di Berg di raccontare una storia profondamente a stelle e strisce che correva il rischio di apparire fuori tempo massimo considerata la sua ambientazione, ma mi ripromisi di dare una chance all'operazione a seguito dell'entusiastica recensione che The Rock ne diede su Instagram nonchè da pareri principalmente positivi giunti dalla critica oltreoceano, accompagnati da un esordio a dir poco dirompente al botteghino.

Affrontata la visione ed informatomi sull'ispirazione dal libro e dalla reale storia di Marcus Lutrell - il sopravvissuto cui presta volto Marc Wahlberg -, decisamente ben riportato, posso affermare di aver trovato Lone survivor una delle cose migliori che l'action realistica abbia prodotto dai tempi di End of watch, ottimamente girato e fotografato, serratissimo ed in grado di rappresentare, di fatto, una versione di grana più grossa del meraviglioso Zero dark thirty, ponendosi un gradino sopra a proposte interessanti come Special forces - Liberate l'ostaggio, rispolverando perfino, a partire dall'inizio del conflitto a fuoco che da inizio alla lotta per la vita di Lutrell e compagni, una matrice quasi horror che ricorda Carpenter ed il suo Distretto 13 o il più recente, misconosciuto e sottovalutatissimo Nido di vespe.

Non aspettatevi, però, di sedervi in sala ed assistere ad uno spettacolo diretto con l'approccio quasi giornalistico della Bigelow, perchè Lone survivor trasuda stelle e strisce da ogni poro, e regala momenti ad alto tasso di retorica come il finale legato alle istantanee dei membri di quella maledetta missione o le morti dei singoli componenti del commando, violente quanto intrise della stessa epica che rese inviso a molti Salvate il soldato Ryan.
A prescindere, comunque, dall'apparenza, Lone survivor è solido e cazzutissimo Cinema di genere realizzato con tutti i crismi, per una volta premiato dal successo di pubblico e critica e giustamente preso a modello per quella che dovrebbe essere l'action intelligente lontana dagli effetti e dal pane e salame dei prodotti più fracassoni - comunque da queste parti ugualmente rispettati -: una componente fisica vicina al gusto di Neil Marshall che incontra l'afflato quasi romantico della filosofia USA larger than life, una vicenda di guerra e morte che si è portata via le vite di giovani perduti da una parte e dall'altra della barricata - come in tutti i conflitti, del resto - trasformata in un inno alla vita e alla voglia di viverla e sopravvivere sempre e comunque per farlo, a prescindere dalle prove che ci vengono messe di fronte.
In quest'ottica la scelta di non oscurare - anzi, di trasformare in fondamentale anche sul grande schermo - l'aiuto che Lutrell ebbe da una tribù locale legata ad una tradizione millenaria volta alla sacralità degli ospiti diviene un buon viatico per passare oltre le apparenze e mostrare un altro lato dell'approccio spesso e volentieri troppo tendente alla conquista degli States: forse perfino questi novelli cowboys armati di fucili di precisione ed addestrati a superare quasi ogni limite umano sono riusciti a fare loro la lezione più importante fin dai tempi delle lotte senza quartiere con i nativi americani.
Non esistono un unico nemico, un unico volto, un'unica guerra.
Esistono però dei confini che è sempre meglio non superare, ed altri che è vitale difendere a costo della propria vita.
Perchè sono gli stessi che ci definiscono come persone.
Gli stessi che ci permettono di lottare o di morire in pace.
O di sopravvivere per continuare a sentirli sulla pelle.


MrFord


 
"I'm a survivor (What?)
I'm not gon give up (What?)
I'm not gon stop (What?)
I'm gon work harder (What?)
I'm a survivor (What?)
I'm gonna make it (What?)
I will survive (What?)
Keep on survivin' (What?)"
Destiny's child - "Survivor" - 


       

22 commenti:

  1. È piaciuto anche a me, ne parlerò fra un paio di giorni.

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    1. Immaginavo. L'anima action tamarra non abbandona mai. :)

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  2. interessante ...lo devo vedere...sembra una versione a stelle e strisce del francese Special Forces..anche quello in Afghanistan e anche quello che sottolinea che lì non sono tutti talebani...

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    1. Per me questo è stato una versione molto americana e tecnicamente superiore di Special forces. Potrebbe piacerti.

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  3. Piaciuto un botto pure a me, davvero ben fatto. E poi è pieno di momenti "Yeah!" che mi hanno fatto quasi venire voglia di arruolarmi.
    Cazzo poi i due ruzzoloni giù dai pendii sono fantastici, girati da dio e con degli stunt con le palle

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    1. Fratello, gli stuntmen di questo film sono secondi solo a quelli di The raid! ;)

      Comunque, film da gasamento oltre ogni limite.

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    2. i ruzzoloni dai pendii sono tra le scene più ridicole viste quest'anno °__°
      sanremo compreso ahahah

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    3. Ma cosa ne vuoi capire, tu, di stunt fatti bene!?!? ;)

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    4. non dico che lo stunt sia fatto bene o male. che me ne frega a me, degli stunt? non mi chiamo mica james ford :D
      dico solo che, in un film che punta per lo più sul realismo, delle scene che enfatizzano così la violenza in chiave comica manco fosse un B-movie pulp alla machete kills mi sembrano davvero prive di senso...

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    5. A me non sono parse affatto comiche, ma del resto io sono James Ford, no!? ;)

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    6. Cannibale, l'enfasi comica con cui dovrebbero essere state girate le scene di violenza l'hai vista solo tu. Dita strappate, tagli, ossa rotte, corpi crivellati di colpi, dolore ovunque.... Vedo si un po di retorica, propagandismo e nella seconda parte un po di mancanza di realtà -cazzo sti navy seal sono immortali- ma enfasi comica proprio no.

      Poi, quando guardi un film action la qualità degli stunt è sicuramente un dato oggettivo sul quanto si siano impegnati nel girarlo. Non sto dicendo che un buon numero di stunt salva un film eh, però quando ci sono è ingiusto ignorarli.
      In un mondo onesto verrebbero chiamati artisti.

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    7. Parole sante, Fratello.
      Anzi, ti dirò: per me dovrebbe esistere anche un Oscar per il miglior stuntman, cazzo.

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  4. so che non ce la posso fare :)

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    1. sì che puoi, smettila! :)

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    2. Dantès, fidati. Questo film è una sorpresa. Può non piacere giusto al Cannibale! ;)

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  5. "rimasi perplesso a fronte della scelta di Berg di raccontare una storia profondamente a stelle e strisce che correva il rischio di apparire fuori tempo massimo considerata la sua ambientazione" Ma, parlavi di Battleship? XD

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    1. Assolutamente no. Sapevo benissimo che Battleship era fuori tempo massimo, e me lo sono goduto proprio per quello! :)

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  6. ma instagram non è una applicazione per le foto?
    giusto the rock può usarla per scrivere delle recensioni.... °___°
    e comunque da quando in qua il parere positivo di the rock è una cosa positiva?

    quanto alla mia opinione non su the rock o su instagram ma sul film, parte bene, diciamo la prima mezz'ora, poi diventa la solita baracconata americanata fordianata :)

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    1. The Rock, per quanto mi riguarda, può fare quello che vuole! ;)

      Detto questo, il film è una bomba action con due palle d'acciaio: ovvio che non ti abbia convinto. ;)

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    2. action con due palle d'acciaio un film in cui i soldatini protagonisti parlano di arredamento per la casa e di concerti dei coldplay???
      XD

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    3. E i cavalli arabi dove li mettiamo? ??
      Quello è in guerra e la moglie gli chiede come dono un equino da 15mila dollari.
      Ma io mi faccio esplodere

      Nonostante ciò, filmone

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    4. Beh, penso che in guerra ti verrebbe da parlare di qualsiasi cosa che non sia gente che ti spara addosso o a cui sparare addosso, no!? ;)

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