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giovedì 30 ottobre 2014

Thursday's child

La trama (con parole mie): nuova settimana di uscite in sala, vecchi conduttori di rubrica. Da una parte la solida certezza del vecchio cowboy, dall'altra l'inquietante presenza dello sbandato Cannibale. Se non altro, alle spalle settimane quasi completamente inutili, a questo giro di giostra potremmo trovarci di fronte ad un buon numero di titoli potenzialmente interessanti, almeno sulla carta.
Non temete, ad ogni modo: troverete le consuete schifezze - italiane, ovviamente, ma non solo - a rendere il weekend cinematografico degno della distribuzione nostrana.

"Chris Martin mi fa una pippa! Anzi, meglio che me la faccia Jennifer Lawrence!"


Una folle passione

"Peppa, è inutile mandare avanti i tuoi compagni di classe per cercare di intimorirmi: Ford è mio e resta mio!"

Cannibal dice: Un film con Jennifer Lawrence va visto e basta. Questo melodrammone storico rischia però di essere tra le mosse meno brillanti della sua carriera. Peggio di quella di aver deciso di mettersi con Chris Martin, anche se per fortuna tra loro pare sia già finita. Quanto al film spero di sbagliarmi, ma ho l'impressione che l'accoppiata J-Law + Bradley Cooper questa volta non riuscirà a ripetere i fasti de Il lato positivo e nemmeno avvicinarsi al non troppo riuscito American Hustle. La folle (anzi, la più che ragionevole) passione per Jennifer Lawrence mi spingerà a guardarlo comunque e a cercare di non stroncarlo. Tanto per quello c'è sempre la mia altra passione: massacrare i film consigliati da Ford.

Ford dice: Jennifer Lawrence è una delle poche certezze della vita in grado di mettere d'accordo perfino me e Peppa Kid. Penso ci metterebbe d'accordo al punto di lavorare in tag team per scassare di legnate Chris Martin e chiunque a parte noi osi avvicinarsi alla signorina in questione.
Detto questo, il film non mi ispira neanche per sbaglio, ma penso mi sacrificherò per dovere di Lawrence.



Frank
 
"Vorrei dedicare questo pezzo alla groupie numero uno della blogosfera: Katniss Kid!"

Cannibal dice: Il folle tizio mascherato Frank è già passato a trovarmi. No, non mi riferisco al coniglione di Donnie Darko, né a un wrestler mandato da Ford, bensì al nuovo misterioso personaggio interpretato da Michael Fassbender.
Presto verrà a trovare anche voi...
Ford dice: onestamente non so cosa aspettarmi, da questa nuova incarnazione di Fassbender. Il film, però, è in rampa di lancio, e presto arriverà al Saloon.
Saranno bottigliate o brindisi?



Dracula Untold

 
"Dobbiamo darci da fare, Peppa: altrimenti ce lo scordiamo, di essere scritturati per Game of thrones!"
Cannibal dice: Dracula Untold? Sento già il sapore non del sangue, bensì dell'ennesimo fantasy-action vampiresco cui infilare un paletto nel cuore così, per precauzione, senza manco vederlo. Come a Ford appena cerca di avvicinarsi.
Ford dice: questo Dracula untold mi pare perfino meno interessante di Cannibal untold, la vera storia del coniglione numero uno della blogosfera. Fate voi.



#ScrivimiAncora

"Dici che siamo più romantici di Ford e Cannibal?" "Impossibile."

Cannibal dice: Nonostante il titolo italiano ggiovane e tecnologico quanto il mio blogger rivale, questa pellicola irlandese con protagonisti i due teen idols Lily Collins e Sam Claflin mi pare piuttosto promettente. Quando si tratta di romcom, il Regno Unito sa stupire e in genere in positivo, come dimostrato di recente con Questione di tempo. Persino quel finto duro di Ford dovrà ammetterlo.
P.S. Ford #NonScrivere+
Ford dice: secondo film della settimana dal quale non so cosa aspettarmi. Sulla carta potrebbe essere anche interessante, o almeno fornire un punto di vista diverso sulla romcom rispetto ai soliti blockbuster, ma so già che il mio rivale avrà l'hype a mille, e questo mi spaventa non poco.
Staremo a vedere.



La spia – A Most Wanted Man

"Andiamocene dalla sala prima che quel Ford ci prenda a bottigliate!"
Cannibal dice: Film visto da pochissimo e recensione in dirittura d'arrivo.
Cosa dirà?
Sono mica scemo che faccio la spia su me stesso. In compenso posso fare la spia sul mio blogger nemico Ford, anticipandovi cosa dirà la sua recensione: delle gran cacchiate come al solito.
Ford dice: ultimo film del compianto Philiph Seymour Hoffman, come sta ampiamente ricordando la campagna pubblicitaria, e a mio parere non proprio il modo migliore per andarsene in bellezza. Non l'ho ancora visto, ma sento puzza di film di spionaggio da salotto noioso e bolso.



Annie Parker
 
"Cannibal Kid? Le prescrivo un paio di film fordiani al giorno, sperando che possa riprendersi dall'incompetenza cinematografica."

Cannibal dice: Indie movie americano con un bel cast (Helen Hunt, Samantha Morton e Aaron “Jesse Pinkman” Paul) che racconta la vera storia di Annie Parker e della sua lotta contro il cancro al seno. Una battaglia più dura della mia contro Ford. Una vicenda interessante, ma sarà anche una pellicola cinematograficamente interessante?
Ford dice: cerco sempre di prendere con le molle i film legati a grandi tragedie, malattie ed affini, considerato il sempre alto rischio di retorica.
Cerco anche di prendere sempre con le molle le discutibili opinioni del mio antagonista, dunque credo attenderò di leggere la sua recensione per capire se questo film varrà una visione, oppure no. E come avrete già intuito, ho intenzione di orientarmi al contrario rispetto a quello che penserà lui.



Ritorno a l'Avana
 
"Ecco la scorta di rum per festeggiare il compleanno di Ford!"

Cannibal dice: Il regista Laurent Cantet è una incognita gigantesca. Dopo aver girato con classe il notevole film Palma d'Oro La classe, ha realizzato il noioso e dimenticabile Foxfire – Ragazze cattive e adesso pure questo Ritorno a l'Avana, una specie di Grande freddo ambientato a Cuba, non sembra così imperdibile, ma anzi pare più una visione da nostalgici fordiani. Chissà però che il cinema francese non torni a regalarci una piacevole sorpresa.
Ford dice: Cantet è un regista incostante, eppure di grande talento. Onestamente questo Ritorno a l'Avana mi pare una mattonata che neppure io potrei sopportare, specie in un periodo decisamente impegnativo a livello di quotidianità come quello dell'inserimento al nido del Fordino. Dunque, almeno per il momento, lascerò in standby.



Pelo Malo

"Peppa, ti ho detto che fino a quando non sarai maggiorenne il rum di Ford potrai proprio scordartelo!"

Cannibal dice: Un film venezuelano che dal trailer non sembra nemmeno malaccio.
Sarà la rivelazione della settimana?
E soprattutto mi chiedo: ma Ford ancora una volta si confermerà il pirla della settimana?
Ford dice: se non altro, dopo una serie di settimane a dir poco agghiaccianti, cominciamo quantomeno ad avere proposte in sala che potrebbero perfino avere una buona possibilità di rivelarsi sorprese piacevoli.
Cannibale, invece, resterà sempre la solita, terrificante certezza.



Confusi e felici
 
"Interessante questo nuovo sport: tiro al Cannibale!"

Cannibal dice: Solita commediola italiana da evitare?
Su questo sia Ford che io non siamo confusi e rispondiamo con un sì in coro. Inoltre, entrambi non siamo felici. Di avere una rubrica in co-abitazione.
Ford dice: oltre a Jennifer Lawrence, esiste un'altra cosa al mondo in grado di mettere d'accordo il sottoscritto e Cannibal. Il Cinema italiano di bassa qualità.
Qui ne trovate un perfetto esempio.



Last Summer

"Le proposte di Cannibal sono così terribili che non posso fare a meno di buttarmi di sotto."
Cannibal dice: L'astuzia dei distributori italiani è sempre più palese. Roba da far invidia al Ford dei tempi peggiori, cioè quello attuale. Nel weekend di Halloween si è infatti deciso di non fare uscire manco un horror, che sarebbe stata una mossa commercialmente troppo furba, per dare invece in pasto al pubblico questo piccolo film italiano intitolato Last Summer. Che poi magari non è nemmeno troppo male, ma con 'sto tempo da castagne chi c'ha voglia di andarsi a vedere un film con un titolo del genere?
Ford dice: ormai, i nostri distributori, oltre ad adattare titoli con un criterio alquanto discutibile, distribuiscono con un approccio anche peggiore.
E dopo C'era una volta in estate, ecco Last summer arrivare in tempo per le prime castagnate. Geniale.



Un fantasma per amico

"Ciao, sono Peppa, il fantasma buono. Mi raccomando: non rivelate a Ford della mia esistenza!
Cannibal dice: Sempre meglio un fantasma, che un Ford per amico. Okay, su questo credo non ci siano dubbi. Così come non ci sono più dubbi sulla schizofrenia di chi decide le uscite nelle nostra sale, in cui nella settimana di Halloween l'unico film vagamente in tema è 'sta robetta fantasy tedesca che si preannuncia più infantile dei filmini di solito adorati dal mio Ford per nemico. Auf wiedersehen!
Ford dice: purtroppo mi sono già sorbito allo sfinimento il trailer di questa robetta dalla qualità simile a quella dei telefilm tedeschi - del resto, l'origine è quella -, martellato a tutta caldara sui canali come Boing e K2, e certo non ho alcuna intenzione di gettarmi a capofitto in una visione praticamente suicida.
I fantasmi, per festeggiare Halloween, dovrebbero fare una visitina agli autori di questa roba.
A Peppa Kid, invece, penserò io.


sabato 19 ottobre 2013

Soul surfer

Regia: Sean McNamara
Origine: USA
Anno: 2011
Durata:
106'




La trama (con parole mie): Bethany Hamilton è una ragazzina come tante nata e cresciuta sull'oceano nella splendida cornice delle Hawaii. I suoi genitori sono surfisti, così come i suoi fratelli, e in lei brilla il talento cristallino della futura campionessa di questo sport da "cresta dell'onda".
Quando, proprio nel momento in cui la sua carriera potrebbe decollare, durante una normale uscita in acqua viene aggredita da uno squalo e perde il braccio sinistro, per Bethany ha inizio un dramma: dovrà reinventare se stessa e ricominciare da capo, o riuscirà a trovare la forza d'animo necessaria per tornare tra le onde per fare quello che ha sempre amato, vivere cavalcando i flutti?
Sostenuta dalla famiglia, Bethany dovrà volare dall'altra parte del mondo e scoprire il dramma di un intero popolo prima di poter trovare la fiducia per ricominciare da capo.





Per quanto non abbia mai provato a cavalcare un'onda su una tavola, ho sempre amato il surf come sport, esperienza di vita e modo di approcciare il mare ed il concetto di Confine, umano, fisico o spirituale che fosse.
Da Un mercoledì da leoni a Point break, passando per i due bellissimi documentari firmati da Stacy Peralta Dogtown and the Z-Boys e Riding giants fino al recente Drift, ho sempre subito il fascino di questa disciplina magica e traboccante adrenalina, mosso in parte dal desiderio che nutro di poter un giorno vivere al mare e dei trascorsi - neppure troppo memorabili - dei tempi delle medie passati sullo skate.
Da tempo Soul surfer - pellicola ispirata alla reale vicenda di Bethany Hamilton - era in attesa di una visione da Saloon, ed approfittando di questo inizio autunno dai climi ancora primaverili ho deciso di rispolverarlo quasi la mia stagione favorita potesse, di fatto, non finire mai: non so se la splendida cornice delle Hawaii, le tematiche legate al concetto di famiglia e forza di volontà o lo stesso surf mi abbiano influenzato, ma ho finito per godermi la visione dal primo all'ultimo minuto - o dalla prima all'ultima onda, per usare un linguaggio più adatto al tema - nonostante l'aura buonista di fondo che aleggia sul lavoro di McNamara, che seppur stucchevole a tratti riesce a presentarsi come un buon prodotto di formazione utile anche nell'ottica di mostrare al Fordino, quando sarà il momento, titoli che possano sensibilizzarlo rispetto all'approccio con lo sport e l'importanza che,quando si parla dei propri sogni, hanno la forza d'animo e la vicinanza della famiglia.
In questo senso la vicenda di Bethany - narrata con grandissima fedeltà ai fatti reali -, giovane promessa del surf professionistico aggredita da uno squalo e privata del braccio sinistro, e del suo percorso per ritrovare la via delle onde, è un'importante ed educativa lezione che va ben oltre il discorso legato alla disabilità, e che agli occhi del sottoscritto ha come unica nota stonata la componente religiosa - ma, in questo caso, non si possono cambiare quelle che sono le credenze della protagonista e dei suoi cari -.
Ottima, per portare il discorso ad un livello più pratico e meno spirituale, la prima parte, quando lo spettatore resta in attesa del momento dell'incidente, ed in più di un'occasione si aspetta di veder comparire lo squalo responsabile dell'attacco, così come le riprese in acqua, molto interessanti e davvero rispettose delle evoluzioni che normalmente si possono ammirare nelle competizioni professionistiche.
Accanto a tutto questo - dalla componente della famiglia, a quella tecnica - una piccola chicca ha permesso al sottoscritto di volere un pò più bene a Soul surfer: Kevin Sorbo. 
L'ex Hercules, attore di serie più che b divenuto celebre grazie alla saga del mitologico eroe greco, si ritaglia una piccola parte accanto a nomi ben più quotati come Dennis Quaid e Helen Hunt, che interpretano i genitori di Bethany, finendo per risultare tanto fuori luogo quanto clamorosamente perfetto per il ruolo.
Non ci troveremo di fronte al film di riferimento sul surf, ma in qualche misura Soul surfer e la storia di questa ragazza aggrappatasi al sogno di continuare a cavalcare le onde dell'oceano possono rappresentare un buon punto di partenza per i giovani in cerca delle emozioni che solo tubi e point breaks possono dare.
Squali permettendo.


MrFord


"Some days you lose you win 
and the waters as high as the times your in.
So I jump back into 
where I learned to swim."
Michael Franti&Spearhead - "The sound of sunshine" - 


martedì 26 febbraio 2013

The sessions

Regia: Ben Lewin
Origine: USA
Anno: 2012
Durata: 95'



La trama (con parole mie): Mark O'Brien, giornalista e scrittore trentottenne colpito dalla polio a sei anni e costretto a vivere con l'ausilio di un polmone d'acciaio, decide di provare per la prima volta l'esperienza del sesso, vissuto fino a quel momento come una punizione ed una colpa a causa della sua profonda fede religiosa, che passa anche attraverso i colloqui con il confessore Padre Brendan.
Per poter affrontare al meglio questa esperienza, Mark si rivolge ad una terapista professionista, Cheryl, che dovrà educarlo come fosse un bambino alla consapevolezza del proprio corpo prima di aiutarlo a scoprire le gioie del sesso: tra i due, sessione dopo sessione, nascerà un legame più profondo di quanto entrambi potessero credere, e che lascerà un segno indelebile nelle loro esistenze.





Diverse volte, ormai, è capitato che parlando di film che affrontano argomenti delicati come la disabilità tornassero a galla i miei ricordi dell'anno - o quasi - del servizio civile, prestato all'inizio del nuovo millennio e ancora oggi l'esperienza lavorativa più intensa e costruttiva che abbia avuto: ricordo che quell'ormai lontano trenta novembre del duemila mi trovai spiazzato all'idea di dover affrontare quotidianamente la gestione di ragazzi più o meno della mia età alle prese con la realtà della disabilità fisica, e che l'ultimo servizio di quel giorno, che consistette nell'andare a prendere al suo pensionato Gloria e portarla a lezione fu assolutamente sconvolgente.
Questa ragazza studiava psicologia, aveva un paio d'anni meno di me, lunghi capelli ricci, occhiali che oggi si definirebbero da hipster ed un sorriso splendido: operata per un tumore al cervello, aveva perso la capacità di camminare correttamente, ed ormai priva del senso dell'equilibrio pareva più una sorta di caricatura del tipico sbronzo del sabato sera, perennemente basculante.
Il tragitto non era lungo, ma ricordo che ebbi paura di perdermela per strada e farla cadere praticamente ad ogni passo: lei mi incoraggiò, e per passare il tempo chiacchierammo di musica, in particolare dei R.E.M., la sua band preferita.
Poi c'era Panzer, uno studente di filosofia che era anche l'unico tra gli assistiti che notavo non avere un trattamento riservato e buonista agli esami e con i voti, o che aveva amici - e amiche - in facoltà proprio perchè risultava intelligente, ironico ed interessante, e non perchè facesse in qualche modo figo e alternativo avere un compagno disabile. Panzer - che ad ogni suo passaggio sfracellava i coglioni a tutti noi obiettori imponendo interminabili giri di colloqui con professori o alla ricerca di testi sconosciuti ai più - aveva perso la vista a undici anni a causa di una malattia genetica.
Ricordo che una volta mi disse, rispetto a sua sorella maggiore che per la stessa malattia si era ritrovata cieca quando di anni ne aveva diciotto: "A me dispiace per lei, perchè considerata l'età che aveva quando è successo non è riuscita ad accettare la cosa con la mia stessa serenità".
Pazzesco, ho pensato. Questo ha due coglioni grossi come quelli di tutti gli Expendables insieme.
Ed eccoci a quello che ho pensato rispetto a The sessions: a questo film mancano quei coglioni.
Perchè se John Hawkes è fenomenale, l'ironia gestita alla grande e la materia trattata con delicatezza ed intelligenza, l'evoluzione dello script sobria e non esageratamente ruffiana - considerato il soggetto -, al termine della visione ho avuto una sensazione di un vuoto che non avevo percepito con Quasi amici e neppure con il da me piuttosto criticato Lo scafandro e la farfalla, tantomeno con un cult totale come E Johnny prese il fucile - ma in questo caso non si parla esplicitamente di disabilità - o con il meraviglioso Million dollar baby: un peccato, da un lato, perchè il personaggio di Mark O'Brien - ispirato al suo corrispettivo reale - è davvero interessante sia per l'approccio quasi alleniano al sesso e basta ed al gentil sesso, e dall'altro perchè l'idea di mostrarlo come se il trauma della malattia l'avesse in qualche modo imprigionato ai tempi del suo essere ancora sano - e dunque bambino - potevano fornire spunti meno patinati e più coraggiosi almeno nella loro rappresentazione.
Certo, da un lato un merito del lavoro di Ben Lewin è stato proprio quello di non esagerare nell'essere paraculo - ed in questi casi una certa percentuale di ruffianeria è da mettere in conto - e di riuscire comunque ad emozionare il pubblico, ma avendo avuto un precedente neppure troppo lontano come quello del già citato lavoro di Toledano e Nakache il risultato risulta comunque edulcorato, quasi ad una sonata da camera si opponesse un brano soul proprio come nella celebre sequenza con protagonista lo straripante Driss nella pellicola francese clamorosamente esclusa dagli Oscar.
Se nel complesso ho avvertito, dunque, una mancanza di attributi per un film che, pur se basato sulla poesia e sul sussurrato, pareva avere un profondo terrore di alzare un pò la voce - ed i toni -, considero riuscitissime tutte le parti dedicate ai comprimari, in particolare l'assistente di Mark, Vera, descritta in punta di piedi eppure a mani basse il charachter più sfaccettato ed interessante dell'intera pellicola.
Meglio rispetto alle aspettative che potevo avere in merito - si prevedevano bottigliate selvagge, così sulla carta - ma decisamente troppo poco per farmi ricredere come è già capitato più di una volta dall'inizio dell'anno.


MrFord


"Now, I'm gonna love you
till the heavens stop the rain
I'm gonna love you
till the stars fall from the sky for you and I." 
The Doors - "Touch me" -


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