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sabato 12 luglio 2014

Freddy VS Jason

Regia: Ronnie Yu
Origine: USA
Anno: 2003
Durata: 97'



La trama (con parole mie): costretto all'Inferno e dimenticato dagli abitanti di Springwood a seguito di una pesantissima campagna di condizionamento che prevede l'isolamento degli adolescenti ancora legati a lui, Freddy Krueger si ritrova senza poteri e lontano dai bagni di sangue cui era abituato. L'unica possibilità di riacquistare l'antico splendore pare essere Jason Voohries, essere immortale e letale almeno quanto lui che viene da Freddy manipolato ed inviato lungo Elm Street in modo da risvegliare il timore di un suo ritorno. Peccato che Jason, commessi i primi delitti, si lasci prendere la mano, e che il redivivo Freddy si trovi a dover fare i conti anche con l'omone dalla maschera da hockey oltre che con gli ultimi teenagers sui quali ha messo gli occhi.






La maratona dedicata alla serie di Nightmare ed al suo indimenticabile protagonista Freddy Krueger giunge al termine con il più recente, di maggior successo - parliamo di incassi che sfiorano quelli dell'indimenticabile primo film - e momentaneamente ultimo capitolo del brand - escludendo il pessimo reboot di qualche anno fa -, crossover che regala al pubblico patito di horror uno degli incontri più incredibili e desiderati fin dagli esordi dei due charachters: quello tra Freddy, per l'appunto, e Jason Voohries, star della serie Venerdì 13 - che a questo punto potrei prendere in considerazione per una nuova maratona di genere - e punto di riferimento dello slasher degli anni ottanta, noto anche ai non avvezzi principalmente per la maschera da hockey indossata da questo immortale ragazzone specializzato in giovani educatori da campeggio.
Ricordavo ben poco della visione di questo film firmato da Ronnie Yu - lo stesso de La sposa di Chucky, per restare in tema -, passato sugli schermi dell'allora Saloon nel periodo appena successivo all'uscita in sala, e devo ammettere di essermi parecchio divertito nel riscoprirlo: rispetto agli ultimi capitoli del brand, infatti, non solo vengono omaggiate due figure cardine del Cinema d'orrore di tutti i tempi ed una struttura tipica dello slasher anni ottanta con tanto di quadretto liceale e mondo degli adulti ostile - addirittura trova spazio come comparsa per una manciata di secondi anche un'allora sconosciuta Evangeline Lilly nel periodo antecedente a Lost -, ma il tono generale resta divertito e divertente, gli effetti interessanti e, per quanto l'evoluzione della storia resti prevedibile e legata ad uno script di bassa qualità, le schermaglie crescenti tra Freddy e Jason rendono la visione decisamente piacevole, regalando un intrattenimento con la giusta dose di volgarità, sangue e violenza decisamente superiore alla maggior parte dei film che hanno fatto parte della saga, esclusi i due firmati dal creatore Wes Craven.
Certo, sono ben lontani i tempi in cui Krueger incuteva timore, ed il personaggio è ormai divenuto una sorta di versione visivamente più impressionante di Chucky - spassoso il suo continuo intercalare "bitch" -, eppure l'incontro/scontro con Jason funziona alla grande, i due si completano come una coppia inossidabile - uno sempre intento a parlare, l'altro muto come un pesce, uno legato al fuoco e l'altro all'acqua, uno sadico e predatorio, l'altro una sorta di macchina da guerra mossa dal rancore - e riescono a tirare fuori il meglio anche dai protagonisti umani presi nel mezzo del loro confronto - perfetto il climax che vede Kelly Rowland fare allusioni sessuali sulle "lamette" di Freddy confrontate al machete di Jason -: in questi termini, l'attesissimo faccia a faccia che di fatto dona un significato all'ora abbondante precedente di pellicola è una vera manna per tutti i fan di genere, che si saranno divertiti - o si divertiranno - a scegliere di quale dei due mostri prendere le parti - personalmente, nonostante abbia sempre adorato la favella di Krueger, la Natura dello stesso di assassino di bambini mi fa pendere dalla parte del corpulento Jason, che all'origine dei suoi eccidi conserva pur sempre un torto subito - e gustarsi uno scontro all'ultimo sangue che regala ben più di una sorpresa e conduce ad un epilogo che potrebbe sfociare, prima o poi, in un secondo round, e che lascia aperta ben più di una porta ad operazioni di questo genere, grazie alle quali leggende dell'horror potrebbero interagire regalando ai fan soddisfazioni anche più grandi rispetto a quelle dei loro massacri "convenzionali".


MrFord


"I'm friends with the monster
that's under my bed
get along with the voices inside of my head
you're trying to save me
stop holding your breath
and you think I'm crazy
yeah, you think I'm crazy (crazy)."
Eminem feat. Rihanna - "The monster" - 



venerdì 11 luglio 2014

Nightmare - Nuovo incubo

Regia: Wes Craven
Origine: USA
Anno: 1994
Durata: 112'





La trama (con parole mie): a distanza di dieci anni dalla realizzazione del primo Nightmare, Heather Langenkamp, che ai tempi interpretò la protagonista Nancy, comincia ad essere perseguitata da incubi che vedono il ritorno di Freddy Krueger, cui prestò volto e fisicità il collega della donna Robert Englund. Parallelamente Wes Craven, creatore del personaggio, comincia a lavorare su un nuovo copione per un film che dovrebbe vedere il grande ritorno del cast dell'originale sul grande schermo. Purtroppo per la Langenkamp, il terribile spauracchio dominatore degli incubi che pare essere l'incarnazione di un'entità decisamente più antica del personaggio ha deciso non solo di mantenere l'aspetto di Krueger, ma di minacciare la sua incolumità e quella di suo figlio Dylan.





La revisione della saga di Nightmare ha portato più dolori che gioie, qui dalle parti del Saloon, e tolto il sempre mitico ed indimenticabile primo capitolo, il resto delle avventure di Freddy Krueger si è rivelato decisamente vulnerabile alla prova del Tempo, oltre che qualitativamente ancora più basso di quanto non lo ricordassi: inutile sottolineare quanto attendessi, per riprendermi almeno in parte dalla delusione, il capitolo numero sette, firmato a dieci anni esatti dalla realizzazione del primo proprio dal creatore del brand, Wes Craven, uno che di horror ha sempre masticato a dismisura.
Ed è inutile sottolineare quanto la mano di un veterano del genere si senta in Nightmare - Nuovo incubo, realizzato come una sorta di omaggio alla saga stessa giocato per la maggior parte attorno al concetto di metacinema, che quando è ben orchestrato - come in questo caso - è sempre in grado di portare soddisfazioni allo spettatore: l'idea del vecchio Wes, infatti, di rinverdire i fasti della sua creatura più fortunata - anche al botteghino - partendo dai protagonisti che l'avevano resa grande attorno alla metà degli anni ottanta - Robert Englund, che ormai deve la sua fama anche futura alla rappresentazione dell'artigliato boogeyman, e Heather Langenkamp, prima vera antagonista del serial killer dei sogni - per raccontare l'orrore da un punto di vista decisamente più vicino alla "realtà" non solo è interessante, ma anche divertente ed ironica al punto giusto, soprattutto perchè, dopo sei film grazie ai quali Freddy è divenuto un'icona più amata che temuta, puntare sulla paura sarebbe stato decisamente difficile.
Dunque, ripensato il charachter design - artiglio compreso - e rilanciata l'ipotesi che il buon Krueger possa essere, di fatto, l'incarnazione di un concetto di Male più antico e radicato che ha scelto di manifestarsi sotto le sue spoglie, lo spazio dell'azione viene concesso ai protagonisti stessi della pellicola impegnati ad interpretare le loro vite, e se, da un lato, manca di fatto il momento più che cult che sarebbe stato l'incontro tra Robert Englund e Freddy Krueger, dall'altro assistiamo senza dubbio al più intelligente ed acuto tra i film a quest'ultimo dedicati, nonchè il migliore dai tempi dell'esordio di questa fortunata serie.
E nonostante il bambino scelto per interpretare il figlio della Langenkamp non renda assolutamente giustizia alla categoria dei piccoli e spaventosi interpreti dell'horror e la confezione non sia effettivamente all'altezza di una grande produzione, quanto più simile a quella di un prodotto artigianale, il risultato è divertente e ben orchestrato, dall'utilizzo di John Saxon - padre di Nancy nel primo capitolo, amico di Heather in questo - all'esplorazione del concetto secondo il quale gli spauracchi dei grandi interpreti dell'horror possano tornare a perseguitare i suoi stessi protagonisti alimentando l'ispirazione di questi ultimi così come, di riflesso, la loro fama.
Nightmare - Nuovo incubo rappresenta dunque l'ennesima dimostrazione di quanto un Autore di un certo calibro sia assolutamente necessario alle proprie creature, che in mani non adeguatamente esperte - o semplicemente non talentuose - finiscono per precipitare non solo nel macchiettismo, ma anche e soprattutto nell'appiattimento: lasciare che un'icona del Cinema d'orrore come Freddy Krueger finisse come era finito con il sesto capitolo della sua saga sarebbe stata una vera e propria ingiustizia rispetto ad un nome che ha portato incassi da record nelle casse della New Line Cinema ed attualizzato il panorama del settore dagli eighties in avanti, tanto da far sperare il sottoscritto che, per dimenticare il pessimo remake di qualche stagione fa, il buon Craven possa tornare a gestire come ben sa la sua più fortunata creatura.
I primi a guadagnarci, in questo senso, saremmo noi spettatori.
Seguiti a ruota dal vecchio, malvagio, depravato, deturpato Krueger.



MrFord



"Oh, life is bigger
it's bigger than you
and you are not me
the lengths that I will go to
the distance in your eyes
oh no, I've said too much
I've said it all."
R. E. M. - "Losing my religion" - 


domenica 8 giugno 2014

Nightmare 6 - La fine

Regia: Rachel Talalay
Origine: USA
Anno: 1991
Durata:
89'




La trama (con parole mie): Freddy Krueger, sempre dedito a perseguitare gli adolescenti attraverso i loro incubi, torna per l'ennesima volta nel tentativo di proseguire la sua missione di eliminare tutti i teenagers di Springwood, sua città d'origine, e raggiungere la figlia, con la quale pare avere un conto in sospeso fin dai tempi in cui era in vita.
La bambina, cresciuta e divenuta una psicologa ignara dell'identità dello psicopatico genitore, si troverà a fronteggiare lo spauracchio artigliato insieme ad alcuni giovani in cura presso il riformatorio per il quale lavora e ad uno degli specialisti che si occupano di loro all'interno della struttura.
Riuscirà l'improvvisato gruppo a trovare un modo per mettere la parola fine all'esistenza del Signore degli incubi?






Quando, qualche mese fa, decisi di dedicare parte del tempo e delle visioni a maratone di recupero delle icone dell'horror, pensai anche che Freddy Krueger, vero e proprio mostro sacro del genere, avrebbe fatto polpette di Chucky e della saga de La bambola assassina, passata appena prima di quella di Nightmare on Elm Street: al contrario, invece, più il tempo - ed i film - passano, più mi rendo conto che, escludendo il magnifico primo capitolo, le avventure di Krueger hanno subito una vera e propria debacle rispetto alla prova del tempo, finendo per perdere nettamente il confronto con quelle del succitato e sboccato Chucky, decisamente più ironico ed attuale rispetto all'ustionato dagli artigli affilati.
Come se non bastasse, questo sesto capitolo, rivisto a distanza di anni dall'ultima volta - per la gioia di Julez, che fin dal terzo capitolo non vedeva l'ora di ritrovare la sequenza dell'adolescente sordo torturato da Freddy grazie ad un personale apparecchio acustico creato per l'occasione - risulta di gran lunga il peggiore dai tempi del secondo, e se non fosse stato per l'interessante esperimento del 3D - allora ancora agli albori del suo sviluppo, e portato in sala con occhialini dedicati e brandizzati Freddy - gestito davvero molto bene nella parte conclusiva, si sarebbe salvato poco o nulla di quella che è stata la pietra tombale su uno dei charachters principi dell'horror dagli anni ottanta in avanti, divenuto una macchietta soporifera e poco divertente, lontana dallo spaventoso uomo nero degli esordi.
Nonostante tutto, però, ai tempi perfino questo terribile episodio fu un vero e proprio successo, che riuscì quasi a quintuplicare con gli incassi il budget per la produzione, cosa rara rispetto ad un genere che certo non ha mai davvero potuto definirsi "blockbuster": ma è davvero una magra consolazione se confrontato con una storia che definire stiracchiata e banale sarebbe riduttivo, o a interpretazioni ed interpreti che a stento potrebbero aspirare a qualche piccola parte da piccolo schermo, senza contare una regia molto, molto artigianale.
Pure troppo.
Una delusione che si aggiunge a quelle dei comunque più riusciti tre, quattro e cinque che diminuisce di molto l'hype per il ritorno dietro la macchina da presa del creatore del brand, Wes Craven, per il tanto celebrato numero sette che, lo ammetto, da queste parti non è mai passato: a questo punto spero soltanto che le aspettative basse tramutino la visione incombente in qualcosa in grado di rivalutare, ai miei occhi, l'intero franchise, che al momento non solo patisce, ma rischia di decadere dallo status di cult dell'horror cui fu innalzato all'inizio dell'adolescenza dal sottoscritto.
Data l'importanza che il charachter ha avuto per milioni di spettatori di diverse generazioni in tutto il mondo - e soprattutto per l'allora piccolo Ford, che più di una volta accarezzò il terrore grazie allo stridìo di quegli artigli - spero davvero di sbagliarmi, e che il Maestro Craven possa effettivamente compiere un miracolo e tornare a far vivere un mito seppellito da incassi sempre favorevoli ma da una qualità sempre più scadente.



MrFord



"I've been where the river ran
I'm drownin' in a sunless sea
sleep has helped me find my end
you promised me you'd set me free
don't fall asleep to dream."
Goo Goo Dolls - "I'm awake now" - 





sabato 7 giugno 2014

Nightmare 5 - Il mito

Regia: Stephen Hopkins
Origine: USA
Anno: 1989
Durata: 89'




La trama (con parole mie): Alice e Dan, unici sopravvissuti all'ultima razzia di Freddy Krueger, sono finalmente giunti al diploma, e parallelamente al college e ai progetti di un viaggio estivo a Parigi, si troveranno ad affrontare la maternità di Alice e gli incubi recenti che portano la ragazza al luogo in cui venne concepito Freddy, figlio di una suora violentata dai detenuti di un manicomio criminale. 
Quando il praticamente immortale serial killer dei sogni tornerà nelle loro vite, Alice potrà contare proprio su Amanda, madre del "mostro", per cercare di sconfiggerlo un'altra volta prima che possa mettere l'artiglio - e lo spirito - nel corpo del suo futuro primogenito Jacob dopo aver ucciso i suoi amici.






Devo ammettere, pur se amaramente, che il viaggio nel viale dei ricordi che ripercorre l'intera filmografia dedicata ad uno dei personaggi cardine dell'horror di tutti i tempi, Freddy Krueger, si è rivelato, almeno fino a questo punto, una clamorosa delusione.
Nel post dedicato al quarto capitolo delle sanguinose avventure del serial killer signore degli incubi per adolescenti affermavo, infatti, quanto il confronto con la recentemente recuperata saga di Chucky finisca per essere inesorabilmente perduto dalla creatura di Wes Craven, che abbandonata dal suo vero padre non ha più saputo ritrovare lo smalto necessario a spaventare o a divertire davvero l'audience, specialmente quella più smaliziata come il sottoscritto.
Il quinto film, che ai tempi figurava a mio parere tra i migliori, appena sotto il terzo - senza ovviamente considerare l'inarrivabile primo -, finisce come i precedenti vittima non solo del tempo, ma di una qualità pessima sia per quanto riguarda la regia che per effetti e recitazione, alla stregua degli attuali teen movies che vorrebbero rinverdire i fasti di un'epoca purtroppo finita per l'horror: nonostante, infatti, la parentesi sulle origini di Freddy, il ruolo fondamentale della madre dello stesso killer per la sua sconfitta ed un'ironia decisamente più spiccata rispetto ai titoli che l'avevano preceduto, Nightmare 5 affonda inesorabilmente nelle sabbie mobili dei b-movies di genere che verranno ricordati con affetto e bonarietà soltanto dagli appassionati e poco più, e che, duole ammetterlo, trovano la loro giusta collocazione proprio dove si trovano, essendo di fatto incapaci di solleticare un qualsiasi interesse con la parte di pubblico poco interessata ai film "di paura".
Se, dunque, da un lato, troviamo un Krueger finalmente ringalluzzito e tornato alla lingua lunga del primo capitolo, dall'altro momenti ben oltre il trash come l'inseguimento di Jacob nel finale - palesemente scopiazzato da Labyrinth - o scelte assolutamente prive di logica anche in un sogno finiscono per rendere la visione di Nightmare 5 - Il mito praticamente un'operazione da amarcord forzato per chi, allora, magari bambino, era riuscito perfino a trovarlo inquietante - ricordo, invece, la mia esaltazione al confronto tra Il giustiziere fantasma e Super Freddy -, pronto a giustificare ora la sua inevitabile, clamorosa pochezza.
Il mio viaggio attraverso il percorso di uno dei simboli dell'horror contemporaneo, dunque, continua nel peggiore dei modi, e spero che l'avvicinarsi del ritorno di Wes Craven al timone - con il numero sette della saga - e del divertentissimo - almeno a quanto ricordi - crossover con Jason riporti in alto le quotazioni di questo babau sempre considerato intoccabile al Saloon ed ora precipitato al limite della decenza, quasi fosse il residuato di un tempo ormai trascorso ed inutilmente recuperato, decisamente troppo poco non solo a livello cinematografico ma anche sociale, considerato quanto sono cambiati i bambini oggi e quanto possa essere difficile spaventarli davvero - e quasi mi sembra di parlare come fossi dentro Monsters&Co. -.
Senza dubbio, a vent'anni dall'ultimo giro di visioni, dei Nightmare finisce per salvarsi - giustamente - soltanto il primo, unico davvero in grado di portare sullo schermo l'inquietudine che è giusto venga trasmessa da personaggi oscuri, terribili e beffardi come Freddy Krueger, simboli di qualcosa di anche peggiore che continua ad albergare, purtroppo, nel mondo reale.
Ed in quel caso non bastano i peggiori incubi a dare corpo al terrore.



MrFord



"Bring your daughter, bring your daughter to the slaughter
let her go, let her go, let her go
bring your daughter, bring your daughter to the slaughter
let her go, let her go, let her go
let her go, yeah!"
Iron Maiden - "Bring your daughter to the slaughter" - 


venerdì 21 marzo 2014

NIghtmare 4 - Il non risveglio

Regia: Renny Harlin
Origine: USA
Anno: 1988
Durata:
93'




La trama (con parole mie): Kristen, Kinkaid e Joey, superstiti della battaglia che vide la distruzione - almeno apparente - di Freddy Krueger ed ultimi sopravvissuti tra i figli dei responsabili della morte dello stesso serial killer ai tempi della sua esistenza umana, tornano ad essere perseguitati dall'artigliato spirito malvagio, pronto ad eliminarli non prima di avere dagli stessi trovato un aggancio che possa portarlo all'interno degli incubi di altri giovani.
In questo modo il ragazzo di Kristen, Rick, sua sorella Alice ed i loro amici si ritrovano intrappolati nelle spire di Krueger, che ad ogni sua presunta morte pare tornare alla ribalta sempre più potente, conscio del fatto che, nel territorio che si esplora una volta addormentati, l'unico signore e padrone resta e resterà proprio lui.
Ma è davvero così? O una vecchia filastrocca che la stessa Alice adora recitare potrà mostrare una via d'uscita?






Poche storie, la memoria a volte gioca proprio dei brutti scherzi.
Ancora legato ad una mitologia kruegeriana risalente ai primi anni novanta, quando soltanto evocare il primo Nightmare faceva scattare brividi lungo la schiena, ho affrontato la maratona dedicata alle pellicole con protagonista il mitico Freddy con fin troppo ottimismo, affidandomi principalmente all'amarcord per approcciare di nuovo titoli che non passavano su questi schermi da più o meno vent'anni: dunque, dopo la parziale delusione del terzo capitolo, ecco che la situazione precipita con il quarto, cui il tempo ha riservato un trattamento davvero impietoso se non fosse per la curiosità di vedere dietro la macchina da presa il veterano mestierante Renny Harlin - che verrà ricordato più per tamarrate come Sorvegliato speciale e Driven - ed un ritorno alla sceneggiatura - seppur con una collaborazione parziale - il creatore del main charachter Wes Craven e l'allora praticamente sconosciuto Brian Helgeland, che avrebbe in seguito firmato cose ben più importanti come Mystic river.
Del resto, la sostituzione come volto del personaggio di Kristen di Patricia Arquette con la sconosciuta e decisamente meno attraente Tuesday Knight - un nome, una garanzia - doveva dirla lunga sulle aspettative che gli stessi autori avevano a proposito della riuscita del lavoro, davvero artigianale sia per quanto riguarda gli effetti che rispetto alle riprese: se non altro, però, assistiamo ad un ritorno da parte di Krueger all'ironia nera e pungente che era stata alla base del suo successo nel primo film, e continuano ad essere poste le basi per rivelare il passato dell'assassino seriale divenuto signore degli incubi che troveranno la loro completa realizzazione nei due capitoli successivi.
Certo, pensare che soltanto quattro anni prima l'arrivo dello spauracchio di Elm Street sugli schermi aveva di fatto rivoluzionato l'horror è un pò come trovarsi di fronte ad una rockstar che, dopo un disco d'esordio fulminante, si vende al miglior offerente buttando sul mercato album scadenti e fotocopia uno dietro l'altro, ma quantomeno si assiste ad uno spettacolo senza dubbio di basso livello eppure pane e salame, all'interno del quale avviene, di fatto, il passaggio di testimone tra il cast del capitolo precedente e quella che diverrà la protagonista indiscussa dei numeri quattro e cinque, Alice - affiancata da un fratello che è l'emblema di tutti i luoghi comuni degli anni ottanta, oltre ad essere interpretato da un cane maledetto di primissima categoria, protagonista di una delle sequenze più trash che ricordi, con un allenamento in pieno stile Karate Kid da piegarsi in due dal ridere -.
Detto questo, tra un buco di sceneggiatura e l'altro - il padre alcolizzato e scostante di Alice che di colpo diventa un fiorellino pronto a correre al capezzale del fidanzato di lei dopo l'incidente d'auto come se niente fosse, tanto per citarne uno - non mi resta che riflettere su quanto, primo e cultissimo capitolo a parte, in questa maratona di recuperi il vecchio Chucky e la saga de La bambola assassina finiscano per fare polpette del signore degli incubi Freddy Krueger: e devo dire che non mi dispiacerebbe vedere interagire anche queste due icone dell'horror come sarà - ovviamente in linea con questa serie di ricordi emersi dalle furono notti horror - ed è stato tra Freddy e Jason.
Sarebbero sicuramente fuochi d'artificio. Dentro e fuori dai sogni.



MrFord



"So long since I've waited
to live again
you've brought my world to an end
love takes it's victim
and leaves it's remains
my broken heart has died in vein."
Vinnie Vincent - "Love kills" -  




domenica 12 gennaio 2014

Nightmare 2 - La rivincita

Regia: Jack Sholder
Origine: USA
Anno: 1985
Durata: 87'




La trama (con parole mie): Jesse Walsh e la sua famiglia si sono appena trasferiti nella casa in Elm Street all'interno della quale cinque anni prima si consumò la lotta all'ultimo sangue tra Nancy e Freddy Krueger. Fin dal suo arrivo nella nuova dimora, però, Jesse comincia ad avere problemi legati ad incubi all'interno dei quali è continuamente seguito dal defunto omicida pronto ad affermare che lui potrà aiutarlo a fare ritorno nel mondo reale.
Jesse, dapprima scettico, è dunque coinvolto in una sorta di possessione che porterà Krueger a vestire i suoi panni per ricominciare ad uccidere facendo ricadere la colpa sul ragazzo: sarà la fidanzata Lisa, unica a credere alla versione di Jesse, a lottare al suo fianco cercando di scacciare il terribile uomo nero grazie alla forza del suo amore per il giovane.





Di norma, tanto più un film assume i connotati del cult imprescindibile, quanto alta è la difficoltà per chiunque ne raccolga in qualche modo il testimone di mantenerne lo standard in un eventuale sequel: quando, poi, dietro la macchina da presa si trova un illustre sconosciuto dalle abilità limitate, il danno è fatto.
E' il caso di Nightmare 2 - La rivincita, che sull'onda del successo travolgente del primo episodio cercò di sfruttarne gli effetti riportando sul grande schermo Freddy Krueger richiamando le tematiche teen già molto presenti all'interno dell'illustre predecessore: peccato che, a conti fatti, il risultato sia indiscutibilmente il punto più basso dell'intera saga dedicata all'artigliato assassino dei sogni, una fotocopia mal scritta, mal recitata e mal diretta dell'originale, senza capo ne coda e buona giusto ad allontanare parte dei fan scottandoli con una cocente delusione.
Partendo da un presupposto a suo modo interessante - il ritorno di Krueger sfruttando l'influenza su uno degli occupanti della casa che fu teatro del suo scontro con Nancy ed i suoi amici cinque anni prima - regista e sceneggiatore sprecano ogni buona idea limitando troppo sia l'ironia malefica di Freddy che la sua azione all'interno dei sogni, cercando di mescolare gli stessi alla realtà - non riuscendoci, tra le altre cose -, sia la sua creatività nell'arte dell'uccisione, affidandosi ad un plot assolutamente privo di originalità che sconfina, nella parte finale e nel confronto tra Jesse e Tina e lo stesso Krueger addirittura nel melenso della peggior specie.
Ricordo bene che perfino ai tempi - parliamo dell'estate del novantuno -, ancora esaltato per la visione del primo film registrato su Notte horror la settimana precedente, rimasi profondamente deluso da questo secondo capitolo incapace non solo di sfruttare le potenzialità di uno dei mostri più affascinanti e sfaccettati della settima arte, ma anche di non riuscire neppure alla lontana a sconvolgere e spaventare.
L'incedere di Freddy e lo stridio delle sue lame nel cuore degli incubi di Tina sono sostituiti da sequenze al limite del trash - la testa scoperchiata, l'autobus scolastico lanciato in corsa nel deserto - decisamente lontani dagli standard che gli appassionati del genere richiedono, tanto da far apparire anche l'esiguo minutaggio - un'ora e venti scarsa - decisamente troppo: rivisto oggi, se non fosse per qualche passaggio in grado di solleticare la nostalgia dei mitici eighties ed il sorriso per l'agghiacciante guardaroba sfoggiato dai giovani ai tempi, appare perfino peggiore di quanto potessi ricordare, e se non fosse che già pregusto il recupero di quello che, al contrario, è uno dei capitoli migliori che il brand Krueger abbia offerto - parlo del terzo, ovviamente - sarei quasi tentato ad abbandonare personaggio e vicende annesse e connesse deluso da come possa essere stato trattato in quest'occasione.
Peccato, perchè in mani più esperte Nightmare 2 - La rivincita avrebbe potuto rappresentare la parte cronenberghiana dell'affresco cinematografico dedicato a Freddy Krueger, una sorta di Videodrome splatter che gli appassionati avrebbero assolutamente adorato: al contrario, resta una poltiglia senza forma e senza perchè che ha poco o nulla a che spartire con un charachter così forte ed interessante.



MrFord



"We're starting it over, we're making way for destiny
a time to turnover a better life for you and me
a new recreation to channel all this energy
let's solove the equation, I need to feel, you close to me
so baby let your conscience go
there's no turning back when love takes hold
hold me baby, drive me crazy
touch me all night long
make me love you, kiss and hug you
touch me all night long."
Cathy Dennis - "Touch me (all night long)" - 




mercoledì 8 gennaio 2014

Nightmare - Dal profondo della notte

Regia: Wes Craven
Origine: USA
Anno: 1984
Durata: 91'




La trama (con parole mie): Nancy, un'adolescente che vive nella tranquilla Elm Street, è da qualche tempo perseguitata da incubi terrificanti il cui protagonista è un inquietante individuo di nome Freddy Krueger, armato di un guanto munito di quattro coltelli costruiti come fossero prolungamenti delle sue dita. Turbata dagli stessi sogni, Nancy scopre che anche i suoi più cari amici si trovano ad affrontare lo stesso problema, e quel che è peggio, a subire nel mondo reale le conseguenze delle ferite riportate durante il sonno profondo.
Decisi ad indagare sull'accaduto e a liberarsi dalla presenza del terrificante "uomo nero" che impedisce ormai ad ognuno di loro di dormire per il terrore di essere uccisi, Nancy e i suoi compagni si troveranno ad affrontare un terribile segreto che vede coinvolti i loro genitori, e che affonda le radici nelle fondamenta di Elm Street, che dietro una facciata da periferia bene nasconde sangue e morte.






Ai gran bei tempi di Notte horror, nel pieno delle scuole medie, ricordo come fosse ieri il fulmine a ciel sereno che squarciò - appena prima della tempesta che fu Twin Peaks - l'immaginario horror del sottoscritto, rimanendo per anni in cima alle classifiche quando si trattava di citare i titoli più inquietanti mai passati sugli schermi dell'allora casa Ford: Nightmare - Dal profondo della notte, uno dei colpi di genio più clamorosi di quel vecchio bastardo di Wes Craven, di fatto uno dei Maestri del genere.
Appoggiandosi ad una vicenda estremamente violenta e reale - la storia di un serial killer di bambini giustiziato dai genitori travolti dal terrore - mescolata al classico teen movie segnato dal sangue nella migliore tradizione degli anni ottanta, Craven tirò fuori dal cilindro uno dei personaggi più importanti che il Cinema di paura abbia mai conosciuto, un "boogeyman" che, al contrario dei suoi illustri colleghi Michael Myers, Jason Voohries e Leatherface colpiva con la lingua tanto quanto con il suo guanto letale, ed univa allo spavento anche una massiccia dose di humour nerissimo - che ai tempi non riuscivo ovviamente a cogliere in tutte le sue incredibili sfumature -, agendo al contempo in una delle aree "sicure" di tutti noi, il sonno: Freddy Krueger.
Magliore sdrucito a righe rosse e verdi, corpo sfigurato dalle ustioni, cappellaccio da cowboy ed il già citato guanto dai coltelli affilati, il torbido Freddy era destinato a diventare un cult già dal suo look, oltre ai poteri praticamente immensi a sua disposizione all'interno degli incubi dei giovani perseguitati per vendicarsi della vendetta che lo condusse alla morte, eliminando i figli adolescenti dei responsabili del suo linciaggio: senza dubbio ci si trovò di fronte ad uno dei casi in cui un charachter fece la fortuna - e divenne la condanna - di un attore, Robert Englund, che i più vecchi ricorderanno nel cast di Visitors, e che probabilmente verrà sempre e solo citato proprio per aver prestato ghigno e carisma a questo indimenticabile spauracchio.
Unendo lo splatter al conflitto genitori/figli, Craven porta in scena una fiaba nerissima ricordata per il debutto sul grande schermo dell'allora praticamente imberbe Johnny Depp, destinato ad una delle fini più spettacolari che l'epoca poteva riservare, nonchè uno dei momenti più agghiaccianti dell'intera pellicola insieme alle prime apparizioni dell'omicida redivivo negli incubi di Tina, la prima vittima: dunque non solo slasher senza spessore, ma un viaggio decisamente profondo all'interno dei turbamenti delle vittime di Freddy, che rappresenta in qualche modo il lato oscuro del mondo adulto con il quale ogni adolescente deve, prima o poi, fare i conti, e che diverrà il tema portante almeno dei primi quattro capitoli della saga.
In qualche modo, niente di quello che era l'horror prima di Nightmare rimase lo stesso in seguito, e l'originalità e la potenza dell'esordio di Krueger rimangono ancora oggi ineguagliati nel genere, nonostante a più riprese - e sfruttando anche un pessimo remake - si sia tentato di percorrere una strada quantomeno simile: Wes Craven, purtroppo, ad oggi finisce per essere ricordato quasi più per Scream che per questo vero e proprio gioiello capace, a quasi trent'anni dalla sua uscita, di far correre più di un brivido lungo la schiena dell'audience del nuovo millennio, abituata ad orrori ben peggiori di quelli portati con grande goduria dal vecchio Freddy negli incubi di ogni sua giovane vittima.
Ma a noi vecchi irriducibili va bene anche così.
Sappiamo bene che Freddy è lì, in agguato, sempre pronto a colpire non appena si chiuderanno gli occhi e si abbasserà la guardia.



MrFord



"I wake up, it's a bad dream,
no one on my side,
I was fighting
but I just feel too tired
to be fighting,
guess I'm not the fighting kind."
Keane -"A bad dream" - 



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