Visualizzazione post con etichetta Ed O'Neill. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ed O'Neill. Mostra tutti i post

giovedì 26 luglio 2018

Modern Family - Stagione 9 (ABC, USA, 2017/2018)







Non ho mai amato, come più volte mi è capitato di scrivere, le sit-com, e allo stesso modo, ho amato fin dal primo episodio Modern Family.
Fresca, sincera, divertente, frizzante, in grado di parlare a diverse generazioni e tipologie di famiglie, leggera ma in grado di emozionare, sempre piacevole da vedere episodio dopo episodio, stagione dopo stagione.
Con il tempo, anche i Fordini hanno cominciato ad apprezzarla, probabilmente riconoscendosi nei più piccoli o per la sigla orecchiabile, l'idea di famiglia o le stranezze della famiglia stessa, rendendola un appuntamento tra i più amati e goduriosi delle cene di casa Ford.
Anche a questo giro di giostra, ovviamente, le gesta dei Pritchett e dei Dunphy hanno allietato ed accompagnato quelle dei Ford nei loro sempre più turbolenti pasti, con il Fordino che non da respiro un secondo tra domande, racconti e semplice azione di disturbo e la Fordina sempre più presa a cercare di imitare il fratello o a farsi notare quanto lui.
Certo, la sensazione che un pò di stanca si avverta rimane, come per molti titoli di riferimento del piccolo schermo affrontati di recente, ma non è ancora nulla di preoccupante o terribile, quanto forse solamente fisiologico per un prodotto che prosegue praticamente senza battute d'arresto o cali di qualità da nove anni, un traguardo che pochi serial raggiungono in questo stato di salute, e le speranze che il futuro possa regalare nuove perle per i protagonisti di questo curioso ritratto di famiglia sono a mio parere ben riposte, anche per l'ottima caratterizzazione compiuta dagli sceneggiatori nel corso degli anni e resa alla grande dagli interpreti, come sempre, in termini di preferenza personale, capitanati da Jay e Phil, assolutamente impagabili.
Un titolo, dunque, sempre perfetto come scarico per i neuroni, piacere da famiglia, compagnia per single e chi più ne ha, più ne metta: in fondo le mura domestiche restano, senza dubbio, il luogo più strano ed incasinato che possiamo pensare di eleggere a nostro rifugio, ma allo stesso tempo il porto più sicuro cui potremmo ambire quando il mare si fa grosso e occorre cominciare a correre ai ripari.
La cosa più confortante e confortevole, in questo, è data dal fatto che in famiglia nessuno è perfetto, e così a stretto contatto si finisce per amare, prima ancora dei pregi, i difetti di chi ci cresce, chi ci sostiene, chi cresciamo: e proprio da quei difetti si finisce per costruire qualcosa di più forte di quanto ci saremmo mai potuti immaginare.
Qualcosa che ci permetta di ridere o di piangere, di desiderare di stare da soli ed avere un attimo di pace o di non separarsi mai, neppure per sbaglio, di diventare furiosi o pensare che non ci si è mai divertiti così tanto.
La famiglia, per l'appunto.
In questo senso, quando si torna dalle parti dei Dunphy e dei Pritchett, il suo spirito non potrebbe essere reso meglio.



MrFord




 

mercoledì 22 novembre 2017

Modern Family - Stagione 8 (ABC, USA, 2017)





L'appuntamento annuale con Modern Family equivale, in casa Ford, alla sensazione di piacevolezza che si prova nel rientrare tra le proprie mura dopo una giornata di lavoro, o al termine di una qualsiasi serata fuori o momento in cui, banalmente, l'unica cosa di cui si ha bisogno è un rifugio.
Nel corso dei suoi ormai otto anni di programmazione, il serial targato ABC, pur non stupendo per originalità o rottura degli schemi o regalando al pubblico stagioni in grado di far gridare al miracolo, ha compiuto l'impresa decisamente non da poco di mantenere lo stesso standard qualitativo senza alcun calo di tensione, sia essa emotiva o ironica, cosa da queste parti ancora più apprezzata in quanto sit-com, genere che non ho decisamente mai amato troppo.
Il tema della Famiglia, poi, risulta affrontato in modo sempre fresco e coinvolgente, a prescindere dal fatto che dall'altra parte dello schermo possano esserci single incalliti o vere e proprie tribù: dalle nostre parti, a partire dalla sigla, Modern Family riscontra grande successo anche rispetto ai Fordini, che in modo diverso ma ugualmente splendido manifestano la loro approvazione e portano noi "old school" a pensare a quando ci troveremo nella stessa condizione dei genitori protagonisti di questa stagione, quasi completamente incentrata sulla crescita dei figli delle tre famiglie protagoniste, in particolare Manny e Luke, giunti all'anno del diploma ed momento della scelta del college.
Se, poi, accanto a loro vengono considerate Ellie - già "inserita" nel mondo del lavoro" -, Alex - in bilico tra università e primo impiego - e la piccola Lily - pronta a rivelare sorprese nel corso della stagione - la sensazione di tempo che inesorabilmente trascorre e generazioni che si passano il testimone viene addirittura amplificata, toccando corde per le quali è impossibile rimanere indifferente per qualsiasi genitore.
Accanto a questa tematica decisamente sensibile - almeno per il sottoscritto, che già vede la Fordina in età da difesa automatica contro qualsiasi possibile fidanzato e il Fordino impegnato negli studi - si concentrano i momenti divertenti ed emozionanti legati al consueto gruppo di rodati charachters ed attori, dai mitici Jay e Phil - che continuano ad essere i miei favoriti - alle vulcaniche Gloria e Claire, diverse tra loro ma ugualmente dirompenti, senza ovviamente dimenticare Cameron e Mitchell, in grado di rendere e di ridere sul concetto di coppia gay senza risultare pesanti, spocchiosi, troppo ammiccanti o ruffiani.
Un plauso va senza ombra di dubbio agli autori ed alla produzione, capaci non solo di selezionare un gruppo di interpreti fisicamente perfetto per i ruoli delineati, ma anche e soprattutto in grado di mantenere attenzione, divertimento ed emozione ben oltre il livello di guardia nonostante il successo e tutti gli anni trascorsi.
Non resta, dunque, che attendere la prossima stagione per scoprire cosa ne sarà delle nuove generazioni dei Dunphy, dei Pritchett e dei Pritchett-Tucker.
Noi Ford, e rigorosamente insieme, saremo qui pronti per scoprirlo.




MrFord




 

domenica 13 novembre 2016

Modern Family - Stagione 7 (Fox, USA, 2016)





Le vicissitudini da famiglia sempre più caotica - chi ha due o più figli sa bene di cosa parlo - e la crescita del Fordino in particolare - che ormai comincia a comprendere bene, o ad essere curioso, di tutto ciò che passa sugli schermi del Saloon quando è sveglio - ha costretto Julez ed il sottoscritto ad operare una selezione più accurata delle serie indirizzate ai pasti di casa Ford, eliminando tutte le proposte troppo sopra le righe per quanto riguarda sesso e violenza - emblematico il caso di Banshee, la cui ultima stagione è stata dirottata ad orari in cui AleLeo era all'asilo - per concentrarci su cose più morbide e fruibili anche per un bambino di quasi quattro anni - e so già che dovremo fare la stessa cosa per la Fordina tra qualche tempo -: una di queste, fortunatamente, è anche uno dei guilty pleasures d'intrattenimento da focolare domestico preferito anche da noi vecchi, Modern Family, che ormai da anni allieta senza mai tirare fuori dal cilindro la zampata indimenticabile ma neppure calando in termini di qualità e divertimento, così come di sincerità nel mostrare molto di quello che accade quando ci si ritrova catapultati nel mondo incredibile, meraviglioso e senza dubbio difficile che ognuno di noi ha tra le mura domestiche, specie se lo stesso è popolato da più persone.
E le vicissitudini dei Dunphy, con Claire ormai pronta a raccogliere il testimone del padre alla guida dell'azienda di famiglia, il sempre mitico Phil - che resta il più divertente del cast - e gli ormai in odore di età adulta - più o meno - Hayley, Alex e Luke, dei Pritchett, con il mio favorito Jay alle prese con la pensione, la sempre prorompente Gloria, il damerino Manny ed il piccolo Joe, e dei Tucker-Pritchett, con Cameron e Mitchell che non perdono un colpo in termini di potenziale comico e l'altrettanto mitica Lily, proseguono come un treno con il solito mordente, in grado di alimentare risate a crepapelle così come momenti da quasi commozione, per l'appunto, da famiglia, generando quell'imbarazzo tenuto sepolto il più possibile che di norma io e Julez proviamo simultaneamente e ci spieghiamo cercando lo sguardo l'uno dell'altra senza bisogno di troppe spiegazioni.
Ho sempre amato questa serie, malgrado di norma detesti le sit-com, e dopo sette stagioni continuo ad aver voglia di godermi le disavventure di tre gruppi di persone - ma di una sola famiglia, in fin dei conti - che paiono sincere e normali come tante altre, e come noi, che anno dopo anno non solo abbiamo visto la nostra condizione cambiare - paiono passati secoli dai tempi della coppia senza figli ad ora -, ma impariamo dai momenti di difficoltà e da quelli di gioia o di divertimento come proseguire pensando che, in fondo, anche quando si vorrebbe fuggire su un'isola deserta e prendersi pause lunghissime dalle persone che abbiamo accanto, dentro si sa che non potremo mai fare davvero a meno di loro.
Ed il bello è proprio questo.
Che si parli di Modern Family, o che si parli di noi.




MrFord




 

domenica 8 maggio 2016

Modern Family - Stagione 6

Produzione: ABC
Origine:
USA
Anno:
2015
Episodi:
24







La trama (con parole mie): le vicende dei Pritchett, dei Dunphy e dei Pritchett/Tucker proseguono nella loro irregolare, scombinata quotidianità. Jay e Gloria, impegnati principalmente rispetto alla crescita del piccolo Joe, vedono Manny diventare un adolescente e frequentare le prime ragazze; Tucker e Mitchell affrontano la prima formazione del carattere di Lily, l'idea di adottare un secondo figlio e la perdita del lavoro proprio di Mitchell, che per tanto tempo era stato al contrario la colonna portante, finanziariamente parlando, della famiglia; Phil e Claire, invece, imparano a conoscere i nuovi vicini ed assistono alla crescita di Luke - della stessa età di Manny -, Alex - giunta all'anno del diploma e destinata, prima della famiglia, ad una scuola di alto livello - ed Hailey, alle prese con una cotta che potrebbe cambiarle la vita.
Come gestiranno i piccoli e grandi stress quotidiani i componenti di queste disequilibrate, perfettamente normali famiglie?












Di norma, una delle cose più belle di un viaggio, paradossalmente è costituita dal ritorno a casa.
Personalmente, adoro scoprire luoghi e conoscere persone, percorrere strade e sperimentare cose nuove che mi affascinano o potrebbero piacermi quanto le vecchie, eppure nel corso di ogni avventura della mia vita, il richiamo del rifugio non ha mai smesso di farsi sentire.
Nell'ambito delle serie tv, uno dei titoli che, anno dopo anno, oltre a non aver perso assolutamente smalto pur non rientrando tra i miei generi preferiti - ho sempre detestato non troppo cordialmente le sit com - ha rappresentato sempre più questo concetto è stato Modern Family, pronto a divertire, in parte quasi commuovere e coinvolgere gli occupanti di casa Ford in misura sempre maggiore mano a mano che la famiglia si è allargata, complici le caratterizzazioni dei protagonisti, sempre spassosi ed al sesto giro di giostra ancora in grado di apparire freschi e divertenti come al primo: e da Jay - che continua ad essere il mio personale favorito - all'irresistibile Phil - uno dei comedy charachters più riusciti della Storia del piccolo schermo, almeno negli ultimi vent'anni -, passando per Claire, la coppia Mitchell/Cam, i nuovi vicini dei Dunphy - che paiono i miei vicini ideali, tamarri pieni di sorprese come mi piace intendere che sia l'essenza degli USA - ed ogni personaggio piccolo o grande di questa serie semplice e diretta, pane e salame come dovrebbero essere tutte, leggera quanto basta per divertire ad ogni età ed in tutte le condizioni senza dimenticare, comunque, di approfondire tematiche importanti - se non fondamentali - come quelle della Famiglia e dei legami che si costruiscono giorno per giorno, alimentati da discussioni e malintesi, risate e lacrime, pronti a porre le basi dell'esistenza di ognuno di noi, da quando si è figli a quando si è genitori o nonni.
Sarebbe inutile, per il resto, che analizzassi questa stagione ed i suoi episodi in particolare, o raccontassi quali sono e potrebbero essere le evoluzioni delle vicende di queste tre scombinate eppure clamorosamente normali famiglie: la cosa migliore di Modern Family, infatti, è più che altro quella di trasportare il suo pubblico in un universo che conosce bene perchè, in un modo o nell'altro, l'ha vissuto sulla pelle.
E' lo stesso che ci ha visto almeno una volta detestare i nostri genitori, o amarli alla follia, combattere con fratelli o sorelle per cose che, una volta alle spalle, appariranno come stronzate, prendere cotte e poi prenderne altre, scoprire tutta la fatica, il divertimento e la magia - neanche ci si trovasse in qualche film fantasy - di costruire una famiglia, e vederla crescere un giorno alla volta, dal momento in cui ci pare di essere gli indiscussi protagonisti a quello in cui si spera con tutto il cuore che i protagonisti siano quelli che vengono dopo di noi, e rendono la nostra vita la più straordinaria delle avventure e l'impresa più titanica che si possa immaginare.
E quando rivedo Jay, Cam, Phil, Gloria, Mitchell o Claire penso a me e Julez che decidiamo, nei giorni liberi dal lavoro, chi si alzerà la mattina e chi dopo il riposino per portare all'asilo o andare a prendere il Fordino, al Fordino stesso che un tempo mi stava appoggiato all'avambraccio - un pò come la Fordina oggi - ed ora, quando lo sollevo, ed è aggrappato a me come una scimmietta e parla e scopre il mondo e le emozioni come un bimbo grande.
Ed è solo l'inizio.
Un viaggio che ricorda quanto sia importante tornare al proprio rifugio.
Quello che Modern Family, tra una risata e l'altra, sa comunicare nel miglior modo possibile.




E dato che siamo in un giorno speciale per la Famiglia, la Festa della Mamma, vorrei dedicare questo post alla persona senza la quale le due cose davvero stupefacenti che ho fatto nella mia vita non sarebbero state possibili, e che contribuisce ogni giorno a renderle sempre più incredibili.
Grazie, compagna di tenda. L'isola non esisterebbe senza di te.





MrFord





"Oh and isn't it strange
how a life can be changed
in the flicker of the sweetest smile
we were married in spring
you know I wouldn't change a thing
without that innocent kiss
what a life I'd have missed."
Jamie Lawson - "Wasn't expecting that" - 





sabato 2 maggio 2015

Modern Family - Stagione 5

Produzione: ABC
Origine: USA
Anno: 2014
Episodi: 24




La trama (con parole mie): le quotidiane e più o meno strampalate vicende dei Pritchett e dei Dunphy proseguono affiancando la crescita dei figli - dai più grandi ai più piccoli -, e passando dalla scuola ad una gita di famiglia in Australia rincorrono il momento più atteso del nuovo anno dei loro protagonisti, il matrimonio tra Tucker e Mitchell, padri adottivi della piccola Lili con la possibilità, finalmente, di rendere ufficiale anche agli occhi della Legge la loro unione.
I preparativi per l'evento, a partire dai confronti tra i due sposini ed i loro caratteri decisamente differenti fino al coinvolgimento del resto della famiglia, saranno ovviamente unici e scombinati, complice una serie di curiose casualità a sfavore ed un chiarimento che sarà necessario per affrontare l'evento tra Mitchell e Jay, che da padre "vecchio stile" pare avere ancora delle riserve a proposito dell'orientamento sessuale del figlio.
Riusciranno i membri delle tre famiglie a fare in modo che, alla fine, tutto possa sistemarsi?








Negli ultimi anni il piccolo schermo ha regalato agli occupanti di casa Ford momenti molto alti ed altri clamorosamente bassi: dalle vette inarrivabili di Breaking Bad a schifezze subumane come il finale di True Blood, comunque, pochi sono stati i titoli in grado di rappresentare, di fatto, sempre una certezza.
Uno di questi è senza dubbio Modern Family.
Ora, io sono il primo ad ammettere i limiti del formato della sit-com, che non ho mai particolarmente amato e probabilmente mai amerò, senza dubbio non occorre pensare a sviluppi di trama e sceneggiatura particolarmente complessi, la resa del prodotto può essere tranquillamente televisiva e non cinematografica, e via discorrendo: eppure tornare, di anno in anno, a gustarsi le vicissitudini quotidiane dei Dunphy e dei Pritchett - nelle loro due incarnazioni - riesce a regalare la stessa, piacevole sensazione che si prova quando, al termine di un viaggio o di una giornata particolarmente faticosa, si torna a casa per stare con le persone che si amano, fosse anche per schiantarsi sul divano senza fare nient'altro di particolare che non sia godersela e godersi le persone stesse.
Alla quinta stagione questa sempre divertente produzione riesce ancora ad emozionare, intrattenere, divertire, e a volte commuovere - vero, Julez? - come ai tempi della prima, trasmettendo un grande calore ed amore per i suoi protagonisti così come per gli spettatori, coccolati dalla solidità del pensiero che, all'occorrenza, nelle giornate più nere charachters come Phil Dunphy, il duro dal cuore morbido Jay, i battibecchi tra Mitchell e Tucker, l'essere principessina di Lili, l'apparente "assenza" di Hailey, il genio di Alex, il piglio adulto di Manny, quello fin troppo giovane di Luke, la solidità di Claire e l'esplosività di Gloria sapranno come curare quasi ad occhi chiusi, come può fare soltanto chi ti conosce come nessun'altro: la famiglia, per l'appunto.
Se, inoltre, alle consuete e sempre divertenti gags si aggiungono un finale addirittura toccante - Jay che porta all'altare Mitchell è stato quasi un colpo anche per me, in termini di emozione, guardandolo in veste di padre - ed una trasferta australiana che in casa Ford sfonda una porta spalancata - bellissimo vedere i Dunphy scalare l'Harbour Bridge di Sidney, conquistato anche dai Ford in barba ai problemi del sottoscritto con la sensazione delle vertigini -, il gioco è fatto: anche in occasione di questa stagione numero cinque, dunque, pur non sconvolgendo, probabilmente, quella che sarà la classifica di fine anno dedicata alle serie televisive, Modern Family si conferma come una delle colonne più solide delle visioni da piccolo schermo del Saloon.
Senza dubbio da queste parti titoli legati a tematiche come quelle del rapporto tra genitori e figli ed al concetto di famiglia - incasinata, felice, caotica, allargata che sia - guadagnano in partenza un giro gratis, eppure il valore di questo titolo è assodato ed indubbio: in barba a quanto potrà affermare un certo tipo di critica snob - vero, Cannibal? -, Modern Family è un piacere tutto da gustare, specialmente se a tenervi compagnia nel corso della visione avrete al vostro fianco le persone più importanti della vostra vita: non ci saranno drammi particolari, grandi climax da season finale o sfoggi di tecnica da togliere il fiato, ma senza dubbio non mancheranno all'appello genuinità e cuore.
E da queste parti, sono due cose che finiscono per convincere decisamente più di uno sfoggio algido di tecniche particolarmente artistiche.




MrFord







"United, united, united we stand
united we never shall fall
united, united, united we stand
united we stand one and all."

Judas Priest - "United" - 





domenica 27 aprile 2014

Modern family - Stagione 4

Produzione: ABC
Origine: USA
Anno: 2013
Episodi: 24





La trama (con parole mie): dalla gravidanza di Gloria alla nascita del piccolo Joseph, passando attraverso la ristrutturazione di una casa per mano di Claire e Cam e le peripezie domestiche dei Dunphy, senza dimenticare la crescita di Lily, figlia adottiva dello stesso Cam e di Mitchell, assistiamo ad un altro anno di (dis)avventure delle tre famiglie più divertenti del piccolo schermo.
La crescita delle nuove generazioni - da Haley al college fino all'arrivo del piccolo Joe - si contrappongono alla routine collaudata - ma non priva di scossoni - delle coppie ormai consolidate e dirette ad un periodo della vita in bilico tra la maturità e quel momento in cui guardarsi indietro è più facile che progettare la strada davanti.








Nel corso degli anni, consolidando la tradizione di casa Ford delle serie tv sfruttate per accompagnare i pasti - oltre a quelle seguite "fuori orario" -, mi è capitato di scoprire vere e proprie perle, Capolavori assoluti - Breaking bad su tutti -, patire delusioni grandi e piccole e venire colto alla sprovvista da sorprese decisamente piacevoli: Modern family, giunta qualche anno fa da queste parti spinta dalla valanga di premi raccolti, fa senz'altro parte di quest'ultima categoria.
Per quanto, infatti, questo vecchio cowboy non ami il format della sit-com, la creatura di Christopher Lloyd è riuscita fin dalle prime puntate a guadagnarsi stima e rispetto, a divertire e commuovere ad un tempo e ad invecchiare bene con il passare delle stagioni anche grazie ad un lavoro sempre attento svolto sia in fase di scrittura che di interpretazioni sui personaggi, memorabili dal primo all'ultimo ed azzeccati sotto quasi ogni punto di vista - con una menzione d'onore ai miei favoriti Jay e Phil, quest'ultimo sempre più mitico -.
Questa quarta stagione, ancora una volta sul livello - decisamente più che discreto - delle precedenti e sempre spassosa da seguire, ha segnato, di fatto, l'inizio di un ipotetico passaggio di testimone alle nuove generazioni dei Pritchett e dei Dunphy: senza contare l'appena nato erede di Jay e Gloria, infatti, il lavoro più interessante è stato svolto dagli autori sui figli di Claire e Phil - dall'esperienza al college di Haley alle prime uscite da adolescente non secchiona di Alex, senza contare lo scombinato Luke, alle prese con i primi momenti di emancipazione dall'influenza paterna -, su Manny - senza dubbio il più adulto tra i protagonisti della serie - e soprattutto Lily, che finalmente cresciuta è riuscita a definire sotto tutti i punti di vista il suo ruolo sia rispetto ai padri adottivi che al titolo in generale, diventando il vero asso nella manica di questa season four e, chissà, del futuro.
Il resto è stato, almeno per questa stagione, il consueto puntuale lavoro degli autori, abili nel mantenere alto il divertimento strizzando comunque l'occhio a tematiche importanti e profonde come quelle della famiglia e degli affetti, della crescita e dell'amore, riuscendo a tratti ad arrivare perfino a smuovere la lacrimuccia negli spettatori più sensibili: strepitosi alcuni momenti come quelli dedicati al rocambolesco ritorno a casa di Mitchell e Cam con i due pupazzi legati alla macchina o l'episodio legato all'amatissimo ex proprio di Mitchell, e perfettamente a loro agio, ognuno con il suo carattere ed il suo ruolo all'interno della famiglia, tutti i protagonisti.
Nonostante non si potrà mai definire un titolo rivoluzionario o una vera e propria pietra miliare del piccolo schermo, Modern family è riuscita a mantenere la sua qualità senza cedimenti come pochissime serie riescono a fare, confermandosi come uno dei guilty pleasures più importanti del Saloon, che sarà pure un luogo per Expendables e bevitori incalliti, ma in cui piccoli gioiellini come questo troveranno sempre un posto speciale al banco, pronti ad essere serviti come fossero parte della Famiglia.
Se il Fordino fosse già un pò più grande, non mi dispiacerebbe condividere con lui - come faccio ora con Julez - una proposta come questa: in un certo senso, con le risate ed i momenti di smarrimento, rende bene l'idea del calderone che, di norma, finisce per essere il focolare domestico.
E c'è sempre da sperare che, con tutti gli alti ed i bassi che la vita può riservare, questo possa in ogni momento essere un posto in cui è un piacere fare ritorno: un pò come lo è bussare alla porta, stagione dopo stagione, di Modern family.




MrFord




"When you feel your heart is breaking
when all your friends are faking
when its giving and no taking
I will be by your side."
The Black Crowes - "By your side" -




sabato 16 febbraio 2013

Modern family - Stagione 3

Produzione: ABC
Origine: USA
Anno: 2011
Episodi: 24




La trama (con parole mie): continuano le peripezie delle tre famiglie più legate e scombinate del piccolo schermo, alle prese con crescita, maturità, cambi di lavoro e, addirittura, tentativi di entrare in politica.
Mentre Jay, Gloria e Manny approfondiscono il loro rapporto Cameron e Mitchell, alle prese con le prime emancipazioni della piccola Lily, valutano l'idea di adottare un secondo bambino.
Intanto Phil e Claire dovranno fare i conti con il primo lutto del figlio minore Luke - il vecchio vicino di casa Walt, amico del ragazzino -, l'avvicinarsi dei turbamenti adolescenziali della studiosa Alex e l'idea della maggiore Haley di confrontare la possibilità di andare al college con un'ipotetica convivenza con il fidanzato storico Dylan.





A volte basta poco, per fare breccia: ironia, freschezza, spontaneità.
Questa è la ricetta vincente di Modern family, una delle proposte per il piccolo schermo più amate in casa Ford nonostante le sue caratteristiche da sit-com, gli episodi brevi e praticamente - o quasi - autoconclusivi ed un tipo di format normalmente lontano dai gusti di questo vecchio cowboy.
Fondamentalmente con il passare del tempo non si può dire che sia cambiato davvero qualcosa dai tempi dell'esordio di questo prodotto, eppure la freschezza e la genuinità dei suoi protagonisti, il cast perfettamente in parte ed i numerosissimi momenti esilaranti - oltre all'esplorazione approfondita del concetto di Famiglia - continuano a renderlo uno dei più amati non soltanto dal pubblico e dalla critica oltreoceano ma anche qui al Saloon: e nonostante Jay continui ad essere il mio indiscusso ed indiscutibile numero uno, mi pare impossibile non citare Gloria con il suo "essere chiassosa", Manny e quel fare da gentiluomo consumato, Phil e la sua impressionante serie di abilità e ridicole trovate, Claire e l'approccio generalesco e materno, Alex e lo studio, Haley e l'imprevedibilità del naif - un pò come il suo ragazzo Dylan, outsider mitico della stagione -, Luke e l'irruenza tutta cuore, Cameron ed il suo clownesco alter ego, Mitchell e l'irresistibile precisione da primo della classe o aspirante tale, Lily e l'indiscutibile essere figlia unica poco incline ad un futuro arrivo di un fratellino.
Una galleria di personaggi, dunque, che è la forza ed il motore di un serial che dopo tre stagioni continua ad essere immediato come se fossimo ancora al pilota, e che con il colpo di scena dell'ultimo episodio lascia presagire una quarta stagione da scintille ed una seconda giovinezza per una proposta che ancora non ha conosciuto un passo falso sin dalla sua messa in onda: come se non bastasse, gli autori continuano a riuscire a dare un equilibrio tra l'approccio, per l'appunto, da sit-com ed i rimandi a episodi della stagione in corso e non solo, rendendo il titolo un caso quasi unico nel suo genere.
Senza soffermarmi troppo sulle citazioni riguardanti i singoli episodi ed i personaggi, ho trovato fantastici Phil che cammina sul cavo, la scommessa tra sognatori e realisti a proposito del lancio della zucca, la gita a Disneyland, i confronti tra le due primedonne Gloria e Cameron, la corsa alle elezioni di Claire e la buca in un tiro di Jay.
Serie come questa, che voi abbiate una famiglia oppure no, sono un piccolo tesoro per uno spettatore: sono infatti in grado di coinvolgere e stimolare riflessioni importanti così come di intrattenere e divertire come se non ci fossero pensieri in grado di turbare una quotidianità fatta, al contrario, di continue sfide e prove da superare.
Prove che, quando si può contare su un gruppo di compagni di viaggio forse un pò fuori dagli schemi ma spontanei e travolgenti, non si può pensare di non riuscire a superare.
Dunque vi consiglio caldamente di recuperare Modern family fin dalla prima stagione e gustarvela tutta d'un fiato, complici il minutaggio certo non impegnativo degli episodi ed il ritmo vertiginoso degli stessi: anche perchè, se il prodotto è riuscito a far cambiare idea perfino a quel pessimo soggetto di Peppa Kid - più comunemente noto come il Cannibale - vuol dire che c'è davvero speranza per tutti.
Nessuno escluso.
Come nelle migliori famiglie.


MrFord


"Hmm let me go,
to see my family.
Please Father let me go,
as my mother sleeps."
Ed Sheeran - "Family" -



 

giovedì 11 ottobre 2012

Dutch è molto meglio di papà

Regia: Peter Faiman
Origine: USA
Anno: 1991
Durata: 107'




La trama (con parole mie): Dutch Dooley, figlio di operai che ha fatto fortuna come costruttore, ha da poco stretto un legame sentimentale con Natalie, ex moglie di un borioso magnate della finanza dal quale ha avuto un figlio ormai adolescente snob, asociale e dall'ego decisamente troppo grande per un ragazzino. All'ennesima buca rifilata al giovane dal padre, Dutch si offre di andare a recuperare il ragazzo nella sua scuola privata in Georgia per riportarlo a Chicago in macchina, in modo da cercare di rompere il ghiaccio con Doyle - questo il nome del figlio di Natalie - e riavvicinarlo alla madre, che lo stesso vede come causa di tutti i problemi della famiglia.
Il panesalamismo di Dutch verrà messo a dura, durissima prova durante un road trip che si rivelerà ben più difficile di quanto l'uomo non potesse pensare.




Alla nutrita schiera di pellicole che fecero la storia delle visioni del piccolo Ford a cavallo tra la fine degli anni ottanta e l'inizio dei novanta passate dalle parti del Saloon mancava ancora uno dei titoli più consumati dal mio vecchio videoregistratore ai tempi della scuola media, un film decisamente troppo poco conosciuto eppure ancora oggi in grado di divertire il sottoscritto, oltre ad essere in grado di aprire l'ennesimo ponte con un passato più che mitico.
Dutch è molto meglio di papà, scritto dal John Hughes che tutti i fan della commedia ben conoscono e diretto dal Peter Faiman di Mr. Crocodile Dundee, è un ancora piacevolissimo film di formazione giocato sui rapporti tra padri e figli, un road movie dal ritmo sostenuto poggiato sulle spalle dell'Ed O'Neill tornato alla ribalta di recente con Modern family: il suo Dutch, pane e salame almeno quanto il vecchio Dundee, si accolla la "missione" di riportare su binari di sentimenti e vita vissuta Doyle, figlio della compagna Natalie viziato e cresciuto nel mito del ben poco sopportabile padre, che il ragazzo continua a vedere come una sorta di leggenda cui la madre ha fatto un torto dietro l'altro.
Ovviamente, come in tutti i film di questo genere, il rapporto tra i due protagonisti sarà burrascoso fin dal principio, dando libero sfogo alla mano di Hughes rispetto a gags molto fisiche - ricordiamo che il buon John fu padre, tra gli altri, anche di Mamma ho perso l'aereo - con protagonisti i due decisamente poco amichevoli compagni di viaggio, che cercheranno ad ogni occasione di rendere il tragitto dell'altro un vero e proprio inferno neanche io e il Cannibale decidessimo di intraprendere un coast to coast all'italiana per recarci ad un qualche premio ovviamente da conterderci all'ultimo sangue.
A questo punto inizia il tripudio di ricordi e risate in bilico tra i giorni in cui io e mio fratello rivedevamo questo film almeno un paio di volte la settimana ed il futuro, quando penso al momento in cui, chissà, avrò la possibilità di guardarlo insieme a mio figlio: dalla lotta nella camera dello studentato di Doyle ai fuochi d'artificio, dall'incontro con le prostitute - uno dei must dell'allora casa Ford, con le espressioni di Ed O'Neill dopo aver ingoiato la crema per le mani a piegarci dal ridere ad ogni visione - a quello con i guardiani, il rapporto tra Doyle e Dutch è una sorta di educazione da strada che porta il ragazzo a scoprire un mondo fino a quel momento distante anni luce dalla sua condizione di benestante viziato che già avevo amato in Over the top, e che allo stesso modo porta ad una presa di coscienza dell'adolescente protagonista rispetto all'essere uomo e alla crescita, al fare affidamento su se stessi e le proprie forze così come imparare a vedere i sacrifici che soprattutto le madri fanno per assicurarsi la felicità dei figli anche a scapito della loro.
Come in ogni prodotto per ragazzi made in USA che si rispetti, poi, c'è spazio anche per i buoni sentimenti, e ai tiri mancini di Doyle e Dutch si contrappone un crescendo finale decisamente meno casinaro e più votato al "film per tutti": eppure è un "per tutti" che funziona, rispolverando l'atmosfera dei titoli "da pomeriggio" che hanno caratterizzato la mia infanzia e regalando anche un finale impreziosito dall'anello di Dutch, inguardabile eppure assolutamente utile quando si tratta di chiudere questioni in sospeso con boriosi miliardari dalle tendenze megalomani.
Un altro piacevole ritorno, dunque, ai tempi magici in cui tutto pareva possibile, ed uno dei titoli che, in questo particolare momento della mia vita in cui la paternità comincia ad affacciarsi rispetto al quotidiano, mi fanno sognare il momento in cui potrò rivivere quei momenti di cui conservo ricordi così fantastici attraverso gli occhi del piccolo Ford, che forse mi prenderà anche a calci come Doyle fa con Dutch, ma al quale spero il viaggio al mio fianco servirà per capire che questo vecchio cowboy vuole solo insegnargli tutto quello che sa, e che ha amato.
 


MrFord


"I'd get it one piece at a time
and it wouldn't cost me a dime
you'll know it's me when I come through your town
I'm gonna ride around in style
I'm gonna drive everybody wild
'cause I'll have the only one there is a round."
Johnny Cash - "One piece at a time" -


sabato 15 settembre 2012

Modern family Stagione 2

Produzione: ABC
Origine: USA
Anno: 2010
Episodi:
24




La trama (con parole mie): proseguono le vicissitudini quotidiane dei membri della curiosa tripla famiglia Pritchett/Dunphy, alle prese con figli, lavoro, scuola e con tutti i consueti guai legati alla loro natura votata alla confusione. 
Nel corso della stagione assisteremo ad un Halloween realizzato secondo i dettami di Claire, ad un nuovo San Valentino ancora più movimentato del precedente, alle vicissitudini sentimentali di Haley e ai conflitti sul ruolo da ricoprire come genitori di Cameron e Mitchell.
Ovviamente, non mancheranno al loro fianco Phil con le sue stranezze, Gloria con le sue radici colombiane ed il piglio da adulto del piccolo Manny, come sempre imprigionato in un età che pare non essere la sua.





Come già mi capitò di sottolineare in passato, non sono mai stato un grande fan delle sit-com, da sempre considerate troppo estemporanee e prive di una linea narrativa principale a fare da cornice per poter davvero fare breccia nel cuore del sottoscritto: nell'ultimo anno di visioni da piccolo schermo, però, ho dovuto ritrattare questa posizione in occasione del recupero di Scrubs e della prima stagione del qui presente Modern family.
In particolare quest'ultima era riuscita a colpirmi per la sua freschezza nel trattare temi anche scomodi e tremendamente attuali - matrimoni gay, adozioni, famiglie allargate, precarietà del lavoro - e per la carica dei suoi protagonisti, dal mio preferito Jay - vecchio padre di famiglia "tutto d'un pezzo" - all'irresistibile Phil, scheggia impazzita della serie e fonte praticamente inesauribile di perle dispensate a profusione ed in qualsiasi contesto: con la seconda annata, pur senza un cambiamento di rotta o nuove idee messe sul piatto dagli autori, il risultato del prodotto finito non è calato, mantenendosi sul discreto livello dell'esordio e permettendo anche agli spettatori più difficili - io per primo - di mantenere ben solido il legame d'affezione rispetto ai protagonisti e alle loro vicende.
La cosa interessante, a prescindere dal fatto che si tratti di un trio di famiglie decisamente benestanti e decisamente americane, è la genuinità con la quale vengono presentati ed affrontati - sempre con la risata - problemi che tutti noi ben conosciamo, dal rapporto con i genitori a quello con i figli, dal concetto stesso di focolare domestico a tutte le stranezze che lo riguardano, così come le fatiche che occorre mettere in conto per mantenerlo sempre accogliente e soprattutto in equilibrio, pur se precario.
Sicuramente non possiamo parlare di una serie indimenticabile, o affrontare un discorso che dia il quadro complessivo della trama e della storia, considerata la natura del prodotto, eppure anche per un detrattore come il sottoscritto i siparietti forniti dai Pritchett e dai Dumphy sono tra i più divertenti cui mi sia capitato di assistere nelle ultime stagioni di serie tv, e personaggi come Phil e suo figlio Luke o il sempre sopra le righe Cameron sono una miniera di sorprese per lo spettatore, che imparerà ad amarli proprio per il loro essere completamente e totalmente scombinati e naif.
Per quanto riguarda la parte femminile del cast il ruolo della leonessa tocca alla Gloria di Sofia Vergara, che riesce a sfoderare una carica comica notevole nonostante fondamentalmente sia nata per essere una sorta di bomba sexy - il rapporto con Jay, decisamente più vecchio e decisamente meno attraente, fa scintille in tutti i sensi, ed è un'ottima lezione rispetto alla realtà legata ad una coppia apparentemente così "spaiata" -, ma la vera sorpresa è sempre Claire, che dietro il suo ruolo da "poliziotto cattivo" portato avanti con i figli - e, spesso e volentieri, anche con il marito - fotografato in uno degli episodi meglio riusciti della stagione nasconde tutta la forza della Madre come concetto: presente, apparentemente severa eppure fragilissima e sensibile, completamente in balìa di tempo e famiglia ma ancora intimamente sexy.
Ma le sorprese non finiscono con loro, ed Alex e Haley contribuiscono alla fortuna della metà in rosa del serial, in attesa che anche la piccola Lily possa finalmente passare alla parola sconvolgendo probabilmente le esistenze dei suoi padri Cameron e Mitchell - esilarante l'episodio dedicato all'Halloween in ufficio di quest'ultimo - più di quanto non abbia già fatto: considerato, poi, che è in arrivo un altro pargolo che le farà da fratellino, direi che siamo soltanto all'inizio delle (dis)avventure dei due compagni appena citati.
Se, insomma, siete alla ricerca di un prodotto leggero e frizzante ma comunque in grado di toccare temi che tutti noi proviamo sulla pelle ogni giorno, direi che avete trovato il titolo giusto.


MrFord


"Hmm let me go,
to see my family.
Please Father let me go,
as my mother sleeps."
Ed Sheeran - "Family" -


 

venerdì 20 aprile 2012

Modern family - Stagione 1

Produzione: Abc
Origine: Usa
Anno: 2009
Episodi: 24



La trama (con parole mie):  Jay, un uomo benestante ormai non più giovane, ha sposato l'avvenente colombiana Gloria, già madre del decisamente più maturo per la sua età Manny.
Phil e Claire sono sposati ormai da sedici anni, e hanno tre figli: l'adolescente Haley, la studiosa Alex e lo scapestrato Luke.
Mitchell e Cameron sono una coppia gay che ha appena adottato una bimba vietnamita.
Cos'hanno in comune? Sono famiglie fuori dall'ordinario con problemi assolutamente ordinari.
E qualche legame di parentela pronto a complicare le cose a suon di equivoci, coesistenze forzate e gag a ripetizione.
Benvenuti all'interno dei ritratti di tre "famiglie moderne".




Personalmente, non ho mai avuto un'opinione alta delle sit-com in genere.
Ricordo quando, nel pieno dei nineties, spopolavano serie come Friends o Seinfield, che io ho sempre cordialmente snobbato e che su questo tipo di formula hanno costruito la loro fortuna, ma anche lo scoppiare del più recente fenomeno di Big bang theory, passato praticamente inosservato in casa Ford: così, nonostante i premi vinti in questi ultimi anni, ho approcciato con un certo quantitativo di riserve Modern family, serial apprezzatissimo ovunque e vincitore, tra le altre cose, di un Golden Globe, mica proprio bruscolini.
Giunto alla fine della prima stagione, posso dire che la scommessa - principalmente di Julez che me l'ha proposto - è pienamente vinta, e che Modern family è riuscito a divertirmi e non poco, travolgendomi con la sua freschezza, i suoi protagonisti - tutti azzeccatissimi - ed una mancanza di pretese che può solo che fare bene al panesalamismo necessario per essere i benvenuti in casa Ford.
Il tutto, per l'appunto, nonostante mantenga alcune caratteristiche che ricordano - e non poco - il format della sit-com in genere.
La varietà di situazioni e le differenze tra le tre famiglie protagoniste, inoltre, permettono allo spettatore di far scattare il fondamentale meccanismo - per i serial televisivi - della preferenza per uno o l'altro gruppo di personaggi, andando ad alimentare in questo modo l'attesa per l'episodio successivo neanche si trattasse di una serie action o drammatica con risvolti che leghino una puntata alla successiva.
In questo senso, la mia personale preferenza va tutta alla famiglia Pritchett, complici il fare da cowboy di Jay - in assoluto il mio preferito -, lo stile impareggiabile di Manny e la "dirompenza" di Gloria, anche se occorre ammettere che personaggi quali Phil - in assoluto il mattatore della serie - e Cameron - rido ancora al pensiero della gag a proposito di "Cesar Salad" - siano charchters pressochè perfetti: certo, una serie di questo genere difficilmente raggiungerà mai vette particolarmente elevate - in fondo nasce come prodotto di totale intrattenimento -, eppure i margini di ulteriore miglioramento sono netti, così come la curiosità da parte del sottoscritto di scoprire cosa si inventeranno gli strampalati membri di queste tre scombinate famiglie per tenere viva l'attenzione e alto lo spirito degli spettatori con la prossima annata.
Considerato che, in partenza, non avrei scommesso un centesimo su questa visione, direi che il successo è stato clamoroso, e, magari alternandola a titoli più impegnativi, risulta un ingrediente perfetto per una visione leggera eppure intelligente, legata sempre e comunque al concetto di famiglia - che non fa mai male (ri)assaporare - e, cosa fondamentale, assolutamente a suo agio nel prendersi in giro e sfoderare un'ironia che non passava sui miei schermi - parlando di serial - dai tempi di Extras.
Dunque, belli - come direbbe Phil -, cosa aspettate a guardarlo?
In fondo, in questi specchi pur deformati del vecchio concetto di focolare domestico, potreste ritrovare anche un bel pò della vostra immagine.


MrFord


"We are family
I got all my sisters with me 
we are family
get up everybody and sing."
Sister Sledge - "We are family" -


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...