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sabato 2 maggio 2015

Modern Family - Stagione 5

Produzione: ABC
Origine: USA
Anno: 2014
Episodi: 24




La trama (con parole mie): le quotidiane e più o meno strampalate vicende dei Pritchett e dei Dunphy proseguono affiancando la crescita dei figli - dai più grandi ai più piccoli -, e passando dalla scuola ad una gita di famiglia in Australia rincorrono il momento più atteso del nuovo anno dei loro protagonisti, il matrimonio tra Tucker e Mitchell, padri adottivi della piccola Lili con la possibilità, finalmente, di rendere ufficiale anche agli occhi della Legge la loro unione.
I preparativi per l'evento, a partire dai confronti tra i due sposini ed i loro caratteri decisamente differenti fino al coinvolgimento del resto della famiglia, saranno ovviamente unici e scombinati, complice una serie di curiose casualità a sfavore ed un chiarimento che sarà necessario per affrontare l'evento tra Mitchell e Jay, che da padre "vecchio stile" pare avere ancora delle riserve a proposito dell'orientamento sessuale del figlio.
Riusciranno i membri delle tre famiglie a fare in modo che, alla fine, tutto possa sistemarsi?








Negli ultimi anni il piccolo schermo ha regalato agli occupanti di casa Ford momenti molto alti ed altri clamorosamente bassi: dalle vette inarrivabili di Breaking Bad a schifezze subumane come il finale di True Blood, comunque, pochi sono stati i titoli in grado di rappresentare, di fatto, sempre una certezza.
Uno di questi è senza dubbio Modern Family.
Ora, io sono il primo ad ammettere i limiti del formato della sit-com, che non ho mai particolarmente amato e probabilmente mai amerò, senza dubbio non occorre pensare a sviluppi di trama e sceneggiatura particolarmente complessi, la resa del prodotto può essere tranquillamente televisiva e non cinematografica, e via discorrendo: eppure tornare, di anno in anno, a gustarsi le vicissitudini quotidiane dei Dunphy e dei Pritchett - nelle loro due incarnazioni - riesce a regalare la stessa, piacevole sensazione che si prova quando, al termine di un viaggio o di una giornata particolarmente faticosa, si torna a casa per stare con le persone che si amano, fosse anche per schiantarsi sul divano senza fare nient'altro di particolare che non sia godersela e godersi le persone stesse.
Alla quinta stagione questa sempre divertente produzione riesce ancora ad emozionare, intrattenere, divertire, e a volte commuovere - vero, Julez? - come ai tempi della prima, trasmettendo un grande calore ed amore per i suoi protagonisti così come per gli spettatori, coccolati dalla solidità del pensiero che, all'occorrenza, nelle giornate più nere charachters come Phil Dunphy, il duro dal cuore morbido Jay, i battibecchi tra Mitchell e Tucker, l'essere principessina di Lili, l'apparente "assenza" di Hailey, il genio di Alex, il piglio adulto di Manny, quello fin troppo giovane di Luke, la solidità di Claire e l'esplosività di Gloria sapranno come curare quasi ad occhi chiusi, come può fare soltanto chi ti conosce come nessun'altro: la famiglia, per l'appunto.
Se, inoltre, alle consuete e sempre divertenti gags si aggiungono un finale addirittura toccante - Jay che porta all'altare Mitchell è stato quasi un colpo anche per me, in termini di emozione, guardandolo in veste di padre - ed una trasferta australiana che in casa Ford sfonda una porta spalancata - bellissimo vedere i Dunphy scalare l'Harbour Bridge di Sidney, conquistato anche dai Ford in barba ai problemi del sottoscritto con la sensazione delle vertigini -, il gioco è fatto: anche in occasione di questa stagione numero cinque, dunque, pur non sconvolgendo, probabilmente, quella che sarà la classifica di fine anno dedicata alle serie televisive, Modern Family si conferma come una delle colonne più solide delle visioni da piccolo schermo del Saloon.
Senza dubbio da queste parti titoli legati a tematiche come quelle del rapporto tra genitori e figli ed al concetto di famiglia - incasinata, felice, caotica, allargata che sia - guadagnano in partenza un giro gratis, eppure il valore di questo titolo è assodato ed indubbio: in barba a quanto potrà affermare un certo tipo di critica snob - vero, Cannibal? -, Modern Family è un piacere tutto da gustare, specialmente se a tenervi compagnia nel corso della visione avrete al vostro fianco le persone più importanti della vostra vita: non ci saranno drammi particolari, grandi climax da season finale o sfoggi di tecnica da togliere il fiato, ma senza dubbio non mancheranno all'appello genuinità e cuore.
E da queste parti, sono due cose che finiscono per convincere decisamente più di uno sfoggio algido di tecniche particolarmente artistiche.




MrFord







"United, united, united we stand
united we never shall fall
united, united, united we stand
united we stand one and all."

Judas Priest - "United" - 





sabato 15 settembre 2012

Modern family Stagione 2

Produzione: ABC
Origine: USA
Anno: 2010
Episodi:
24




La trama (con parole mie): proseguono le vicissitudini quotidiane dei membri della curiosa tripla famiglia Pritchett/Dunphy, alle prese con figli, lavoro, scuola e con tutti i consueti guai legati alla loro natura votata alla confusione. 
Nel corso della stagione assisteremo ad un Halloween realizzato secondo i dettami di Claire, ad un nuovo San Valentino ancora più movimentato del precedente, alle vicissitudini sentimentali di Haley e ai conflitti sul ruolo da ricoprire come genitori di Cameron e Mitchell.
Ovviamente, non mancheranno al loro fianco Phil con le sue stranezze, Gloria con le sue radici colombiane ed il piglio da adulto del piccolo Manny, come sempre imprigionato in un età che pare non essere la sua.





Come già mi capitò di sottolineare in passato, non sono mai stato un grande fan delle sit-com, da sempre considerate troppo estemporanee e prive di una linea narrativa principale a fare da cornice per poter davvero fare breccia nel cuore del sottoscritto: nell'ultimo anno di visioni da piccolo schermo, però, ho dovuto ritrattare questa posizione in occasione del recupero di Scrubs e della prima stagione del qui presente Modern family.
In particolare quest'ultima era riuscita a colpirmi per la sua freschezza nel trattare temi anche scomodi e tremendamente attuali - matrimoni gay, adozioni, famiglie allargate, precarietà del lavoro - e per la carica dei suoi protagonisti, dal mio preferito Jay - vecchio padre di famiglia "tutto d'un pezzo" - all'irresistibile Phil, scheggia impazzita della serie e fonte praticamente inesauribile di perle dispensate a profusione ed in qualsiasi contesto: con la seconda annata, pur senza un cambiamento di rotta o nuove idee messe sul piatto dagli autori, il risultato del prodotto finito non è calato, mantenendosi sul discreto livello dell'esordio e permettendo anche agli spettatori più difficili - io per primo - di mantenere ben solido il legame d'affezione rispetto ai protagonisti e alle loro vicende.
La cosa interessante, a prescindere dal fatto che si tratti di un trio di famiglie decisamente benestanti e decisamente americane, è la genuinità con la quale vengono presentati ed affrontati - sempre con la risata - problemi che tutti noi ben conosciamo, dal rapporto con i genitori a quello con i figli, dal concetto stesso di focolare domestico a tutte le stranezze che lo riguardano, così come le fatiche che occorre mettere in conto per mantenerlo sempre accogliente e soprattutto in equilibrio, pur se precario.
Sicuramente non possiamo parlare di una serie indimenticabile, o affrontare un discorso che dia il quadro complessivo della trama e della storia, considerata la natura del prodotto, eppure anche per un detrattore come il sottoscritto i siparietti forniti dai Pritchett e dai Dumphy sono tra i più divertenti cui mi sia capitato di assistere nelle ultime stagioni di serie tv, e personaggi come Phil e suo figlio Luke o il sempre sopra le righe Cameron sono una miniera di sorprese per lo spettatore, che imparerà ad amarli proprio per il loro essere completamente e totalmente scombinati e naif.
Per quanto riguarda la parte femminile del cast il ruolo della leonessa tocca alla Gloria di Sofia Vergara, che riesce a sfoderare una carica comica notevole nonostante fondamentalmente sia nata per essere una sorta di bomba sexy - il rapporto con Jay, decisamente più vecchio e decisamente meno attraente, fa scintille in tutti i sensi, ed è un'ottima lezione rispetto alla realtà legata ad una coppia apparentemente così "spaiata" -, ma la vera sorpresa è sempre Claire, che dietro il suo ruolo da "poliziotto cattivo" portato avanti con i figli - e, spesso e volentieri, anche con il marito - fotografato in uno degli episodi meglio riusciti della stagione nasconde tutta la forza della Madre come concetto: presente, apparentemente severa eppure fragilissima e sensibile, completamente in balìa di tempo e famiglia ma ancora intimamente sexy.
Ma le sorprese non finiscono con loro, ed Alex e Haley contribuiscono alla fortuna della metà in rosa del serial, in attesa che anche la piccola Lily possa finalmente passare alla parola sconvolgendo probabilmente le esistenze dei suoi padri Cameron e Mitchell - esilarante l'episodio dedicato all'Halloween in ufficio di quest'ultimo - più di quanto non abbia già fatto: considerato, poi, che è in arrivo un altro pargolo che le farà da fratellino, direi che siamo soltanto all'inizio delle (dis)avventure dei due compagni appena citati.
Se, insomma, siete alla ricerca di un prodotto leggero e frizzante ma comunque in grado di toccare temi che tutti noi proviamo sulla pelle ogni giorno, direi che avete trovato il titolo giusto.


MrFord


"Hmm let me go,
to see my family.
Please Father let me go,
as my mother sleeps."
Ed Sheeran - "Family" -


 

venerdì 20 aprile 2012

Modern family - Stagione 1

Produzione: Abc
Origine: Usa
Anno: 2009
Episodi: 24



La trama (con parole mie):  Jay, un uomo benestante ormai non più giovane, ha sposato l'avvenente colombiana Gloria, già madre del decisamente più maturo per la sua età Manny.
Phil e Claire sono sposati ormai da sedici anni, e hanno tre figli: l'adolescente Haley, la studiosa Alex e lo scapestrato Luke.
Mitchell e Cameron sono una coppia gay che ha appena adottato una bimba vietnamita.
Cos'hanno in comune? Sono famiglie fuori dall'ordinario con problemi assolutamente ordinari.
E qualche legame di parentela pronto a complicare le cose a suon di equivoci, coesistenze forzate e gag a ripetizione.
Benvenuti all'interno dei ritratti di tre "famiglie moderne".




Personalmente, non ho mai avuto un'opinione alta delle sit-com in genere.
Ricordo quando, nel pieno dei nineties, spopolavano serie come Friends o Seinfield, che io ho sempre cordialmente snobbato e che su questo tipo di formula hanno costruito la loro fortuna, ma anche lo scoppiare del più recente fenomeno di Big bang theory, passato praticamente inosservato in casa Ford: così, nonostante i premi vinti in questi ultimi anni, ho approcciato con un certo quantitativo di riserve Modern family, serial apprezzatissimo ovunque e vincitore, tra le altre cose, di un Golden Globe, mica proprio bruscolini.
Giunto alla fine della prima stagione, posso dire che la scommessa - principalmente di Julez che me l'ha proposto - è pienamente vinta, e che Modern family è riuscito a divertirmi e non poco, travolgendomi con la sua freschezza, i suoi protagonisti - tutti azzeccatissimi - ed una mancanza di pretese che può solo che fare bene al panesalamismo necessario per essere i benvenuti in casa Ford.
Il tutto, per l'appunto, nonostante mantenga alcune caratteristiche che ricordano - e non poco - il format della sit-com in genere.
La varietà di situazioni e le differenze tra le tre famiglie protagoniste, inoltre, permettono allo spettatore di far scattare il fondamentale meccanismo - per i serial televisivi - della preferenza per uno o l'altro gruppo di personaggi, andando ad alimentare in questo modo l'attesa per l'episodio successivo neanche si trattasse di una serie action o drammatica con risvolti che leghino una puntata alla successiva.
In questo senso, la mia personale preferenza va tutta alla famiglia Pritchett, complici il fare da cowboy di Jay - in assoluto il mio preferito -, lo stile impareggiabile di Manny e la "dirompenza" di Gloria, anche se occorre ammettere che personaggi quali Phil - in assoluto il mattatore della serie - e Cameron - rido ancora al pensiero della gag a proposito di "Cesar Salad" - siano charchters pressochè perfetti: certo, una serie di questo genere difficilmente raggiungerà mai vette particolarmente elevate - in fondo nasce come prodotto di totale intrattenimento -, eppure i margini di ulteriore miglioramento sono netti, così come la curiosità da parte del sottoscritto di scoprire cosa si inventeranno gli strampalati membri di queste tre scombinate famiglie per tenere viva l'attenzione e alto lo spirito degli spettatori con la prossima annata.
Considerato che, in partenza, non avrei scommesso un centesimo su questa visione, direi che il successo è stato clamoroso, e, magari alternandola a titoli più impegnativi, risulta un ingrediente perfetto per una visione leggera eppure intelligente, legata sempre e comunque al concetto di famiglia - che non fa mai male (ri)assaporare - e, cosa fondamentale, assolutamente a suo agio nel prendersi in giro e sfoderare un'ironia che non passava sui miei schermi - parlando di serial - dai tempi di Extras.
Dunque, belli - come direbbe Phil -, cosa aspettate a guardarlo?
In fondo, in questi specchi pur deformati del vecchio concetto di focolare domestico, potreste ritrovare anche un bel pò della vostra immagine.


MrFord


"We are family
I got all my sisters with me 
we are family
get up everybody and sing."
Sister Sledge - "We are family" -


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