venerdì 24 agosto 2012

Chiedimi se sono felice

Regia: Aldo, Giovanni, Giacomo e Massimo Venier
Origine: Italia
Anno: 2000
Durata: 100'




La trama (con parole mie): Aldo, Giovanni e Giacomo sono tre amici inseparabili che sognano, a fronte di una carriera non proprio brillantissima, di allestire uno spettacolo teatrale interamente gestito da loro. Nel frattempo, si spalleggiano l'un l'altro nelle vicende di tutti i giorni: Aldo tende a combinare spesso e volentieri casini con le sue numerose conquiste, Giacomo passa più tempo a "scarricare" le pseudo fidanzate del compare senza riuscire a trovarne una per lui e Giovanni bacchetta con la sua tendenza alla pignoleria entrambi. Quando Aldo chiede proprio a Giovanni di liberarsi della sua ragazza "ufficiale" e quest'ultimo finisce nell'appartamento sbagliato conoscendo l'hostess Marina, i sentimenti entrano in gioco e comincia un'inesorabile discesa verso un fatto che distruggerà l'amicizia dei tre e metterà fine al progetto per lo spettacolo.
Tre anni dopo Giacomo torna a bussare alla porta di Giovanni: Aldo è tornato in Sicilia, e sta male. Può essere che non ce la faccia. I due ripartono, ed il trio tornerà a formarsi un'ultima volta.





Per chi li ha conosciuti soltanto di recente, tra uno spot Wind ed una lenta discesa nella ripetitività e nella povertà di idee, l'idea che Aldo, Giovanni e Giacomo potessero aver centrato i primi tre film di loro realizzazione riuscendo ad avere i consensi di pubblico e critica suonerà strana, quasi non ci si potesse aspettare da loro niente di più del classico cinepanettone di livello leggermente più alto di quelli sfornati da Vanzina e soci: invece c'è stato un periodo - quello appena precedente al ritorno in teatro - in cui i tre comici rischiarono addirittura di diventare i nuovi volti della grande tradizione della commedia all'italiana.
Quel momento coincise con l'uscita in sala della pellicola che segnò il loro vertice artistico e creativo, una storia apparentemente semplice eppure per nulla scontata in cui si mescolavano la loro ironia mai eccessiva con temi decisamente più alti quali l'amicizia, l'amore e la morte: Chiedimi se sono felice, per l'appunto.
Ambientato ormai da loro tradizione per la maggior parte a Milano, questo lavoro realizzato come sempre affidandosi al mestiere di Massimo Venier - accanto al trio alla regia - parte a metà tra la malinconia e la tristezza, trasportando il pubblico in una dimensione nuova anche e soprattutto per chi aveva sempre visto i protagonisti alle prese con situazioni tendenzialmente leggere e spensierate: un'amicizia finita, una vita che si sta spegnendo, un viaggio che pare iniziare con le prospettive peggiori in una piovosa notte di settembre.
Eppure - come la voce narrante affidata ad Aldo rivela - ci furono tempi decisamente migliori per il legame fortissimo presente tra i tre aspiranti attori ridotti a fare comparse alla Scala, turni assurdi di doppiaggio o i mimi nei grandi magazzini: tempi in cui tutto pareva possibile, il sogno di portare in scena il Cirano era a portata di mano ed una nuova vita scalpitava ai nastri di partenza.
In questa fase della pellicola Aldo, Giovanni e Giacomo danno il meglio infilando una gag azzeccata dietro l'altra, dalla testata del primo alle lezioni impartite a Giacomo basandosi sul Teorema di Marco Ferradini, dai provini per la parte di Rossana alla problematica della cena "a tripla coppia", scaldando i motori per la sequenza forse migliore a livello recitativo che i tre abbiano mai confezionato nella loro carriera: il momento in cui l'amicizia si spezza ed il Cirano tanto inseguito finisce in pezzi come le sue scenografie.
Un momento che coglie impreparati i fan del trio per la sua forza e, soprattutto, drammaticità.
Ma le sorprese di questa pellicola non finiscono qui, e seguendo il viaggio di Giovanni e Giacomo per dare al loro vecchio amico un ultimo saluto assistiamo ad una sorta di piccolo ed artigianale gioco di prestigio che ribalta il significato dell'apertura e regala un finale dal sapore dolceamaro come solo gli ultimi giorni delle vacanze possono essere.
Senza contare, però, l'analisi della pellicola, le scene più divertenti e quelle meglio riuscite, ammetto anche di volere un gran bene a Chiedimi se sono felice: questo principalmente perchè qualche anno fa - esattamente nell'estate 2007 - finì per diventare il simbolo di una serenità ritrovata dopo una stagione di perdizione autodistruttiva - o quasi - che se fosse proseguita non avrebbe condotto a niente di buono per il sottoscritto.
Fortunatamente ci fu quella mattina nell'allora casa Ford, seguita da un certo viaggio a Padova e dall'inizio di qualcosa di unico e di grande, per dirla come Dalla.
In quel momento, dopo un periodo in cui mi pareva di vedere solo buio attorno, mi sentii per la prima volta leggero, ed effettivamente quella frase fece capolino anche nella mia realtà: chiedimi se sono felice?
E per la prima volta dopo tanto tempo, lo ero davvero.
Ma questa è un'altra storia.



MrFord



"Felicità
improvvisa vertigine
illusione ottica
occasione da prendere
parcheggiala
senza frecce o triangolo
tutti dormono già
e si é spento il semaforo
Ieri a te
oggi io sono il prossimo
quanto durerà
io lo chiedo agli altri ma
si vede che
c'era un filo invisibile
se n'è andata via
resta la scenografia."
Samuele Bersani - "Chiedimi se sono felice" -


 

12 commenti:

  1. Silvana Fallisi è uno dei miei miti! <3

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    1. Anche la testata a Silvana Fallisi è decisamente mitica! ;)

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  2. Molto molto carino, anche questo, l'ultimo film che ho visto con il magico trio prima di trincerarmi dietro a una sorta di diffidenza al riguardo...

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    1. Sicuramente il loro miglior film.
      Passato questo, l'oblio.

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  3. filmetti carucci un tempo, i primi del trio, però non vale certo la pena recuperarseli adesso.
    vorrei dire come whiterussian, peccato che caruccio non lo sia mai stato ahah :)

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    1. Saranno sempre meglio di certe tue proposte che vorrebbero essere all'avanguardia ma che sono già destinate al dimenticatoio! Ahahahahah!

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  4. Personalmente penso sia il loro titolo migliore, quello con la storia più bella, meno legato alla loro esperienza di comici teatrali e televisivi. Non mancano le citazioni di altri film in chiave ironica (in quanti film c'è la scena dei provini?) e le gag da tormentone ma il racconto fila proprio bene. Io mi diverto sempre a riguardarlo. Spero per loro che, magari dopo un periodo di pausa, ritrovino la verve narrativa. Di comici che sanno fare il loro lavoro c'è sempre bisogno.

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    1. Concordo in pieno, Gae. Senza dubbio il loro titolo migliore.
      E anche io lo rivedo sempre con affetto, sperando che possano un giorno ritrovare questa verve!

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  5. Irriverent Escapade24 agosto 2012 10:52

    Dopo Tre uomini e una gamba ho sempre aspettato con una certa ansia il successivo film di AG&G....e ne sono sempre stata delusa ( come la maggior parte deglu avventori qui) fino a Chiedimi se sono felice.
    A mio avviso la riuscita di questa pellicola sta nell'aver afftontato la tematica dell'amicizia usando un po' di esperienze personali e tantissima ironia. Senza dimenticare poi la presenza di Marina Massironi (ex moglie di Giacomo) e Silvana Fallisi (moglie di.Aldo) attrici comiche con buona esperienza di.teatro.
    La forza di AG&G sta proprio (come nel primo.Salvatores) nel proporre, con le loro facce, qualunque, sensazioni e sentimenti, che noi, qualunque come loro, viviamo ogni giorno.

    PS. Bella la parte finale del post...hai fatto emozionare la vecchia zia ;-)

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    1. Muchas gracias per i complimenti alla chiusura del post, sono contento quando riesco a trasformare le mie emozioni in emozioni per chi mi legge. :)

      E sono d'accordo sul fatto che i primi del trio possono essere associati, come sensazioni, ai primi di Salvatores.
      Sensazioni pane e salame che anche noi, come dici giustamente, viviamo ogni giorno.

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  6. Per me il migliore in assoluto del trio. Forse proprio grazie a quell'aura malinconica che si respira per metà film, e lo fa passare per qualcosa di un po' più impegnato rispetto agli altri due. Comunque il mio preferito, senza se e senza ma.

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    1. Pesa, sottoscrivo ogni parola. Senza se e senza ma.

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