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mercoledì 31 dicembre 2014

Ford Awards 2014: i film (N°5 - 1)

La trama (con parole mie): ed eccoci finalmente giunti al gran finale dei Ford Awards, il momento più importante dell'annata cinematografica qui al Saloon, con la proclamazione del vincitore del premio per il miglior film del duemilaquattordici. A giocarsi il primo posto sono rimasti i cinque film che più sono riusciti ad emozionarmi, commuovere e stupire, unire tecnica e passione: avrà vinto l'esplosività o il lavoro silenzioso di quasi una vita?
Il racconto di un dramma o la delicatezza di un commiato?
Soltanto questo post lo rivelerà.
Che vinca il migliore.


N°5: SI ALZA IL VENTO di HAYAO MIYAZAKI

L'addio al Cinema di uno dei più grandi Maestri viventi della settima arte è l'ennesima conferma della poesia e della semplicità dell'arte di quest'ultimo: un lavoro delicato e leggero pronto a librarsi sfruttando le correnti anche più avverse del vento regalando a tutti quelli che vengono e verranno dopo di lui un testamento magico.
In pochi, negli ultimi cinquant'anni, hanno saputo raccontare come Hayao Miyazaki.
Arigato, Sensei.

N°4: LEI di SPIKE JONZE


Se esistesse una classifica dedicata ai film romantici per eccellenza - e non intendo smielati o da multisala da weekend, ma travolgenti, pronti a metterci tra le mani una bomba in procinto di esplodere e solleticare il desiderio di sentirsi innamorati, o innamorarsi di nuovo -, Her occuperebbe senza dubbio uno dei primi posti.
La creatura di Spike Jonze, sfruttando un cast in forma strepitosa, regala al pubblico una vera e propria magia in grado di conquistare nel profondo, come una cotta incontrollabile capace di metterci nelle condizioni di fare le cose più impensabili.

N°3: ALABAMA MONROE di FELIX VAN GROENINGEN


Uno dei film più controversi della stagione, ed uno di quelli che, negli ultimi anni, sono stati più in grado di colpirmi al cuore: da genitore, da amante della settima arte con in testa il sogno a stelle e strisce, da uomo figlio delle passioni, più che della Fede, da un sacco di punti di vista.
Ancora oggi, a distanza di mesi, non riesco a non provare brividi sulla pelle al solo pensiero.
Il cerchio che si rompe, eppure la luce che soltanto chi sa uscire da un tunnel può vedere.
Meraviglioso e dolente.

N°2: BOYHOOD di RICHARD LINKLATER


Una manciata di settimane nell'arco di dodici anni per una delle storie più importanti che il Cinema abbia portato sullo schermo nel passato recente.
Semplice, diretto, di pancia, senza fronzoli di alcun tipo: una sorta di istantanea dilatata del percorso di una crescita che vede ogni spettatore al suo interno a prescindere dalle distanze geografiche e dalle esperienze di vita vissuta.
Un gioiello come se ne incrociano uno o due per decennio.

N°1: THE WOLF OF WALL STREET di MARTIN SCORSESE


Per quanto la concorrenza sia stata agguerrita, nessuno, quest'anno, avrebbe potuto competere con il Lupo.
Potrei dire che si tratta del miglior Scorsese dai tempi di Casinò, o di una pellicola tecnicamente ineccepibile, con una colonna sonora strepitosa ed un cast perfetto.
Potrei dire tante cose.
Ma chiuderò come avevo chiuso il post, ai tempi dell'uscita: The Wolf of Wall Street è un fottuto, grandioso, Capolavoro.
E fanculo il resto.



MrFord

I PREMI

Miglior regia: Martin Scorsese per The Wolf of Wall Street
Miglior attore: Leonardo Di Caprio per The Wolf of Wall Street
Miglior attrice: Rosamund Pike per Gone Girl
Scena cult: il corso di vendita ed il passaggio della penna di Jordan Belfort, The Wolf of Wall Street
Miglior colonna sonora: Alabama Monroe
Premio "leggenda fordiana": Jude Law nei panni di Dom Hemingway, Dom Hemingway
Oggetto di culto: la macchina da presa, Lo sciacallo
Premio metamorfosi: Ellar Coltrane e la crescita, Boyhood
Premio "start the party": il concerto bluegrass, Alabama Monroe
Premio "be there": l'auto di Ivan Locke nel ruolo di navigatore, Locke

domenica 28 settembre 2014

La città incantata

Regia: Hayao Miyazaki
Origine: Giappone
Anno: 2001
Durata: 125'


 

La trama (con parole mie): la piccola Chihiro, alle prese con un trasloco che non vuole ed in viaggio verso la sua nuova casa in campagna, si imbatte con i genitori in uno strano parco divertimenti deserto. Quando il padre e la madre cadono vittime di un incantesimo trasformandosi in maiali e Chihiro viene guidata dal giovane Haku in un mondo di spiriti e strane creature e viene ribattezzata Sem ed assunta in un complesso termale all'interno del quale si rilassano entità provenienti dalle differenti realtà, il suo confronto con la strega Yubaba e la sua gemella Zeniba diviene fondamentale per ritrovare la strada per il mondo che conosce e salvare i suoi genitori.
Riuscirà la bambina a trovare la via per l'equilibrio e lasciare il segno da una parte e dall'altra della realtà?






Lo Studio Ghibli, e Hayao Miyazaki, sono una realtà consolidata e celebrata in tutto il mondo, ed uno dei fiori all'occhiello della settima arte tutta: come spesso mi capita di citare, addirittura un Maestro come Kurosawa dichiarò in un'intervista che il paragone tra lui stesso e Miyazaki risultava riduttivo per quest'ultimo.
Una cosa non da poco, per un regista di "semplici" cartoni animati. E per un regista in generale.
La città incantata - primo, a quanto mi risulta, lungometraggio d'animazione a vincere il premio più prestigioso ad un grande Festival, nello specifico l'Orso d'oro a Berlino -, considerato da molti il Capolavoro del grande cineasta, la summa della sua opera, è un affresco meraviglioso per le suggestioni ed i colori, i paesaggi, i temi trattati, l'universalità dei temi - uno dei più grandi pregi di Miyazaki è la sua capacità, tratto distintivo dei grandi narratori, di parlare a tutte le latitudini ed età -, segnato da una vena dolce, speranzosa ed al contempo malinconica come la maggior parte dei suoi lavori, eppure, lo ammetto, continua a non essere di gran lunga il mio personale favorito.
Forse troppo ineccepibile, forse, effettivamente, un cocktail clamorosamente perfetto della poetica del suo autore, non sono mai riuscito a trovare in questa che è e resta, di fatto, una meraviglia, il cuore di Porco Rosso, la semplicità assoluta e disarmante del meraviglioso Totoro, la passione bruciante di Mononoke.
Senza dubbio, a partire dal tema del rapporto genitori/figli - dalla protagonista Chihiro alla strega Yubaba - alla meraviglia dei paesaggi offerti dal mondo "dall'altra parte", dalla varietà di personaggi e caratteri - che si tratti della fugace apparizione dello Spirito del ravanello allo sfaccettato e senza dubbio vero jolly della pellicola Senza Volto -, fino alla cornice da togliere il fiato offerta dalla brulicante struttura termale al mondo come spesso accade nelle opere del già leggendario Hayao basato e strutturato principalmente sull'acqua, tutto è un restare a bocca aperta, nella speranza che il cuore si lasci trasportare dalle gesta di una protagonista femminile - altro tratto distintivo dell'opera del regista - pronta a ritagliarsi un ruolo forse non di primo piano, eppure fondamentale per il suo mondo, a prescindere da quale quest'ultimo sia.
Dunque, potrebbe apparire decisamente strano che qui al Saloon si decida di mettere La città incantata un gradino sotto - sempre che di "sotto" si possa parlare, per lavori di questo calibro - altri titoli meno celebrati di Miyazaki, lanciando di fatto una sorta di sfida alla critica illustre che proprio grazie al successo di questo film ha riscoperto un nome che in Giappone era considerato intoccabile da quasi un ventennio: eppure, con il cuore in mano - e quattro visioni alle spalle - posso affermare che l'innamoramento che di consueto provo quando mi trovo di fronte ad un lavoro targato Ghibli in questo caso ha faticato - come ad ogni passaggio in casa Ford - a farsi strada nel mio cuore, finendo per "ridursi" al finale per sancire la sua indiscutibile grandezza - ed in particolare, allo stupendo viaggio sulla ferrovia di Sen/Chihiro e della sua improvvisata brigata -.
Certo, ci sarebbero da analizzare tutte le derivazioni culturali e le ispirazioni di un mondo coloratissimo e fantastico, ribollente, a tratti spaventoso eppure in qualche modo sempre giocoso, e senza dubbio un prodotto come questo apre la strada ad articoli, recensioni fiume, saggi e chi più ne ha, più ne metta: ma in un momento, chiudo gli occhi e torno con la mente a Totoro, alla poesia e alla bellezza delle piccole cose, e penso che allora il ritorno di Chihiro al suo mondo, alla realtà, a quello che sta da questa parte, benchè segnato nel profondo dalla magia dell'altra, sia più che giusto.
Naturale.
Ed è per questo che, alle spalle i postumi della sbronza di colori e stupore che La città incantata saprà sempre regalare e regalarmi, continuerò a pensare che il meglio di questo strepitoso regista non si trovi nelle gesta mirabolanti e strepitose dell'energica e piena di sorprese Chihiro.



MrFord



"Centuries are what it meant to me
a cemetery where I marry the sea
stranger things could never change my mind
I've got to take it on the otherside
take it on the otherside
take it on
take it on."
Red Hot Chili Peppers - "Otherside" - 




lunedì 22 settembre 2014

Si alza il vento

Regia: Hayao Miyazaki
Origine: Giappone
Anno: 2013
Durata:
126'




La trama (con parole mie): Jiro Horikoshi, fin dai tempi della sua adolescenza, sogna con tutte le sue forze di seguire le orme del progettista italiano Caproni e realizzare un aereo straordinario, come mai ne furono realizzati prima. Giunto a Tokyo in concomitanza con il terribile terremoto del 1923 in tempo per conoscere e prestare soccorso alla giovane Naomi, Jiro ultimerà gli studi ed inizierà la sua carriera di designer di velivoli, che lo porterà a viaggiare per il mondo e a porre le basi per la sua opera più ambiziosa, un aereo leggero e veloce che possa stupire per la sua perfezione, a prescindere dall'uso militare cui per natura sarà destinato.
Anni di studi ed esperimenti dopo, nel corso di una villeggiatura estiva, Jiro e Naomi si incontreranno di nuovo vedendo finalmente sbocciare il loro amore, segnato sin dai primi giorni dalla malattia della ragazza, come la madre sofferente di tubercolosi: e mentre Jiro continuerà a lavorare sul suo aereo ed il matrimonio verrà finalmente celebrato, nubi di guerra e l'aggravarsi dello stato di salute della giovane incomberanno sulla coppia.







Ho sempre pensato che, per essere grandi Maestri, di Cinema ma non solo, si dovesse conoscere bene il valore della semplicità. E ancor di più, come gestire la stessa.
In un certo senso, comprendere le meraviglie delle piccole cose, e lasciarle scorrere come acqua, o vento, resta - come è per le arti marziali, del resto - lo specchio di una forza che non ha alcun bisogno di essere portata in superficie, o mostrata a sproposito.
Il Cinema di Miyazaki è così. 
Semplice e potentissimo, senza bisogno che il suo straordinario autore debba per dimostrare il suo valore alzando la voce.
I suoi film sono un alito di vento dal sapore di primavera, quella brezza che accarezza i capelli e quasi prende per mano conducendo all'estate, il brivido del non detto, il piacere dell'attesa e della calma.
Ma non per questo sono opere prive di passioni: ribollono, infatti, dal primo all'ultimo minuto, a volte solo lasciandolo intuire - Kiki, Totoro -, a volte esplodendo addirittura troppo - Mononoke, Howl -.
Ogni volta che scrivo del vecchio Hayao, finisco per citare Kurosawa, che prima di morire, in un'intervista, dichiarò che il paragone tra loro sarebbe stato riduttivo per Miyazaki, una cosa che, ai tempi, mi lasciò interdetto nonostante la stima che da sempre ho provato all'indirizzo di quello che è, indiscutibilmente, l'animatore più geniale del panorama mondiale attuale: a farlo, infatti, era uno dei Maestri sommi della settima arte, uno degli intoccabili, di quelli che, se dovessi nominare dieci registi, l'Olimpo del Cinema, sarebbe dentro ad occhi chiusi.
Eppure, non troppo tempo dopo aver letto quella dichiarazione, colsi la grandezza di Miyazaki in una sequenza - peraltro secondaria - del già citato Il castello errante di Howl, paradossalmente forse uno dei suoi film "meno riusciti" - se così si può definire un suo lavoro -: godendomi Si alza il vento, ho rivisto quella magia.
Dal cappello volato via nel corso del viaggio in treno alla meraviglia visiva dei sogni di Jiro, passando per la tenerezza della storia d'amore con Naomi - che porta sulle spalle la grandiosità di Capolavori come Una meravigliosa domenica, sempre targato Kurosawa, ed Inizio di primavera di Ozu - fino ad uno dei finali più toccanti di questo duemilaquattordici, ho assistito al commiato di uno dei più grandi artisti viventi che il grande schermo sia attualmente in grado di regalare al suo pubblico, un omaggio che Miyazaki opera rispetto alla sua terra ed alla forza dei sogni che si decidono di inseguire ad ogni costo - quasi fosse un riferimento a se stesso, e non solo biografico rispetto a Horikoshi, con tutte le luci ed ombre connesse al personaggio di Jiro, senza dubbio non completamente positivo, soprattutto rispetto alla storia d'amore con Naomi -, e che da un aeroplanino di carta divengono qualcosa di così grande da divenire incontrollabile, toccando tematiche anche scomode - gli aerei "Zero" del designer saranno le bare dei piloti nipponici destinati allo schianto contro le navi nemiche - come la divisione tra la passione del progettista e l'uso dei mezzi dallo stesso creati scelto dall'esercito senza risparmiare una dose non da poco di malinconia e coscienza della caducità non solo delle aspirazioni umane, ma degli umani stessi - "Non ne è tornato neanche uno", sentenzierà Jiro nel finale -.
Ad ogni modo, senza contare il livello altissimo della confezione, probabilmente questo Si alza il vento non sarà mai considerato il vero Capolavoro di Miyazaki - curioso che, invece, sia universalmente o quasi titolato in questo modo La città incantata, bellissimo ma a mio parere un gradino sotto a questo e ad altri titoli firmati dal grande Hayao -: eppure, come fu per Gran Torino con Eastwood, il papà di Totoro non avrebbe potuto scegliere modo migliore per accommiatarsi dagli spettatori di tutto il mondo.
La storia di Jiro, del suo sogno e del suo amore, del vento e della volontà di vivere ed andare avanti è quanto di più semplice e clamorosamente complicato si possa immaginare, raccontato con il tocco lieve di un vero, grande Maestro.
E dietro quella carezza si nasconde la forza dirompente di un pugno: l'aereo di carta ed il terremoto di Tokyo - un momento pazzesco, tecnicamente forse il migliore della pellicola -, le aspirazioni di ogni divoratore di vita e la presenza fondamentale di qualcuno che, di un sogno, costituisca le fondamenta.
Semplicità, scrivevo poco fa.
Quella dei grandi Maestri.
Quella che, in due mani che si stringono, riesce a mettere tutto il caos di una vita.
Quella che, di fronte a quel "neanche uno" di ritorno, cavalca il vento per andare avanti.
Ed è giusto che Miyazaki sia andato avanti.
Fortunatamente, però, in questo caso qualcosa è tornato indietro.
Ed il vento continua ad alzarsi.



MrFord



"Sente battere le ali,
sente il freddo tutto intorno a sé,
vede luce di luce più abbagliante
di quel sole esploso in un istante."
I Nomadi - "Il pilota di Hiroshima" - 




giovedì 11 settembre 2014

Thursday's child

 
La trama (con parole mie): il fatto che le proposte per i weekend in sala potessero migliorare era - e oserei dire quasi giustamente - una pia illusione, considerati i nostrani distributori ed uno degli anni meno interessanti per quanto riguarda la settima arte che io ricordi, ma onestamente nutrivo la speranza che, alla ripresa della stagione, per poter sopportare al meglio un altro anno di Cannibal Kid, potessi contare quantomeno su un mesetto più o meno decente.
Ecco invece profilarsi - fatta eccezione per Miyazaki - un'altra settimana da dimenticare per il pubblico della blogosfera e non: l'unica soluzione, oltre ai recuperi, pare essere dedicarsi a questa rubrica per il gusto di veder proseguire la faida tra i due antagonisti più antagonisti che la rete possa regalare.


"Ford, Cannibal, siete sicuri di continuare a preferire Jennifer Lawrence?"


Sex Tape – Finiti in rete
 

Cannibal dice: Pellicola più che mai attuale, soprattutto dopo l’uscita delle foto intime di Jennifer Lawrence, di cui pare esista anche un sex tape. Il film che sia io che Ford per una volta unificati attendiamo di più quest’anno.
Riguardo a questo Sex Tape - Finiti in rete, sembra la solita camerondiazzata, un po’ come il recente Tette contro lui. Cosa che significa che probabilmente non è un granché, ma una visioncina senza pretese se la merita comunque.
Ford dice: fatta eccezione per il film che sia io e Cannibal attendiamo, questa robetta, ora che l'estate si avvia alla conclusione, non sarà proprio in cima alle mie priorità.
Verrà ripescata, probabilmente, giusto in caso mi dovesse capitare davanti agli occhi.

"Certo che questo Cannibal ne scrive di minchiate!"
The Giver – Il mondo di Jonas


Cannibal dice: Dal trailer sembra un incrocio tra Pleasantville e Hunger Games. Un teen-fantasy che quindi non mi farò mancare, anche se potrebbe essere alquanto deludente. Una sua utilità comunque questo film di certo ce l’ha: sono sicuro che Ford lo odierà!
Ford dice: non bastava il teen drama della scorsa settimana Colpa delle stelle, ora ci si mette anche il fantasy! Una roba come questa non ho intenzione di vederla se non per una buona causa, ovvero una bella Blog War contro Peppa Kid!

"Molla all'istante quel pusillanime di Peppa e mettiti con me, ti prego!"

Le due vie del destino – The Railway Man
 

Cannibal dice: Nicole Kidman non azzecca un film da anni. Colin Ford… intendevo Colin Firth, a parte rari casi, non lo reggo. La trama va dalle parti del drammone storico più patetico. Già solo il trailier mi ha fatto addormentare. Da premesse simili ne può uscire qualcosa di buono?
Certo che sì: una mia recensione stroncatura come si deve.
Ford dice: alle spalle un paio di settimane di quasi speranza, torniamo sui binari della desolazione completa. Questo drammone dal sapore fin troppo patetico mi attrae almeno quanto un qualsiasi titolo consigliato dal mio rivale, dunque penso che me lo conserverò quasi con amore per la prossima tornata di bottigliate selvagge.

"Tu lo sai, vero, che questo film sarà più noioso ed irritante di un ritardo del treno?" "Assolutamente sì."
Necropolis – La città dei morti
 

Cannibal dice: Ennesimo horrorino su cui ripongo una fiducia inferiore a quella che riservo a Ford quando dà giudizi a film, serie tv, dischi, libri, donne, o in pratica a qualunque cosa.
Il titolo però sembra pertinente. Sperando che presto arrivi una qualche pellicola a smentirmi, lo dico: il cinema horror è deceduto e sta bene seppellito nella città dei morti!

Ford dice: l'horror, ormai, versa in condizioni praticamente disperate, e questa ennesima robetta che non spaventerebbe neppure quel pusillanime del mio antagonista ne è la triste dimostrazione. Altro che Necropolis, qui ci vuole il Necronomicon!

"Scappate! Siete all'interno dell'ennesimo finto found footage horror!"

Senza nessuna pietà
 

Cannibal dice: Se lo chiedono loro nel titolo, non si lamentino poi se verranno accontentati.
Nel caso prima o poi veda questo film con l’insopportabile Favino, sicuramente non avrò nessuna pietà nel dare il mio giudizio. Nel frattempo, posso dire in maniera altrettanto spietata che Ford è il peggior co-commentatore di questa rubrica sulle uscite cinematografiche che abbia mai avuto.
Il fatto che sia anche l’unico che ho mai avuto non è rilevante.
Ford dice: non credo mostrerò alcuna pietà rispetto a questo film - che probabilmente costituirà l'ennesima robetta troppo italiana così come per il buon Cucciolo, che si prepara ad essere bottigliato come si conviene al nostro prossimo scontro aperto.
E allora altro che rubrica sulle uscite in sala!

"Dateme er Canibbale, che lo gonfio!"
Vinodentro


Cannibal dice: Il cinema italiano negli ultimi tempi sta mostrando qualche segno di risveglio. Questo film, aiutato da una bella bevuta di vino stonante, potrebbe tornare a farlo dormire.
Ford dice: già vino non ne bevo, inoltre il mio rapporto con il Cinema nostrano sta pericolosamente prendendo la strada già imboccata da tempo dall'horror. Direi che lascio volentieri il bicchiere - per una volta - al mio finto bevitore compare di rubrica.

"Di che annata è questa bottiglia?" "Storica, quella del ritiro di Cannibal dalle scene!"
Barbecue


Cannibal dice: A me di solito piacciono i film francesi, però questo mi attira quanto un barbecue con tanto di birre analcoliche organizzato da James Ford.
Ford dice: ben vengano i barbecue, ma solo ed esclusivamente con carnazza e bourbon a volontà. I film francesi ed i pusillanimi come Cannibal dovrebbero essere banditi per contratto.

"Chi ha cucinato?" "Ford e Cannibal." "E dove credono di essere, a Masterchef!?"
The Protector 2



Cannibal dice: Perché, c’è stato un The Protector 1?
E se sì, credo manco Ford abbia avuto il coraggio di vederlo.
Ford dice: considerata la penuria della settimana, potrei addirittura pensare di recuperare il primo Protector - che, pur essendo un tamarro senza speranza, avevo evitato - per schiaffarmi questo secondo, che presumo possa rivelarsi come uno di quei b-movies tanto odiati dalle parti di Casale. Staremo a vedere.

"Ora sono pronto a spiegare al Cucciolo nel dettaglio la mia specialità."
Si alza il vento
(da sabato 13 settembre)



Cannibal dice: Esce eccezionalmente di sabato, non si sa perché – ennesimo mistero della distribuzione italiana – il nuovo nonché ultimo film di Hayao Miyazaki. Il Maestro dell’animazione giapponese ci lascerà con un capolavoro cannibale o con una delusione fordiana?


Presto lo scopriremo...
Ford dice: Finalmente, dopo una serie di schifezze da evitare come la peste, qualcosa per cui vale veramente la pena. Solo con un annetto di ritardo, infatti, giunge nelle nostre sale quello che dovrebbe essere l'ultimo film del Maestro Miyazaki. Onestamente, l'evento e l'uomo dietro la macchina da presa basterebbero a valere il prezzo del biglietto.
L'impressione, però, è che ci sia molto di più. Quindi, direi che non mancherò all'appuntamento.

"Caro Peppa Kid, tu sull'aereo fordiano non metti piede neanche per sbaglio!"

giovedì 25 aprile 2013

Thursday's child


La trama (con parole mie): negli ultimi tempi, l'avvicinarsi della giornata dedicata alla rubrica delle uscite settimanali cominciava ad essere lo spauracchio sia mio che del Coniglione selvaggio Peppa Kid, acerrimo rivale del sottoscritto nonchè sconfitto per così dire illustre dell'ultima Blog War.
Poi sono arrivate la farsa dell'elezione del Presidente della Repubblica ed il teatrino politico italiano a fare di peggio, dunque questa settimana insolitamente poco infarcita di titoli e schifezze made in Italy riesce addirittura ad apparire come la prima da un paio di mesi a questa parte a mandare dei segnali di timida ripresa. Speriamo non sia solo un fuoco di paglia.


"Peppa Kid, con la sola imposizione delle mani posso trasformarti in un vero intenditore di Cinema!"


Iron Man 3 di Shane Black


Il consiglio di Cannibal: Haironmen, hairottoilcazzo
Considerando quanto mi sono piaciuti i primi due episodi di Iron Man, ovvero zero, sono ansioso di vedere questo film quanto Mr. Ford aspetta di guardare il nuovo film di Terrence Malick…
A ognuno il suo: a me il grande cinema d’autore, a Ford le bambinate fracassone.
Per tutti i numerosi amanti dei film sui supereroi, questo comunque è il film giusto. Quelli, come me, cui hanno invece super frantumato le scatole (tanto per non essere volgari), possono invece girare al largo come fanno di solito quanto sentono puzza di fordianata commerciale e trash lontana un miglio.
Il consiglio di Ford: non c'è due senza tre - e speriamo bene -.
Ovviamente sono ansioso di schiaffarmi in sala a vedere questo film quanto Peppa Kid di sbrodolarsi di fronte alla nuova pippa gigante di Malick.
Il primo Iron man è stato una gran figata, il secondo una noia mortale: ovviamente tutte le speranze puntano su una replica - se non una miglioria dell'esordio dell'Uomo di latta di Downey Jr, mattatore in Avengers, diretto per l'occasione da Shane Black, sceneggiatore di Arma letale e regista di quella divertentissima chicca di Kiss kiss bang bang.
Se si mantiene quello standard, siamo in un'armatura di ferro.

"Caro Goi, l'operazione al cervello è riuscita: ora finalmente capirai qualcosa anche in materia di donne."

Le streghe di Salem di Rob Zombie


Il consiglio di Cannibal: Ford Zombie
Altra fordianata della settimana, il ritorno di quel metallaro di Rob Zombie. I suoi film precedenti così come la sua musica mi hanno fatto schifo piuttosto che no, però questo pare sia differente, più stregonesco, più paranormale, più visionario… Dubito possa farmi impazzire, però se non altro potrebbe diventare la mia pellicola preferita tra quelle di Rob Zombie. Non che ci vada molto.
Ford, fan-zombie di Rob Zombie, spero che invece tu questa volta rimanga deluso dal tuo eroucolo!
Il consiglio di Ford: speriamo che Rob non faccia lo Zombie.
Rob Zombie, buon musicista e produttore, qualche anno fa si rivelò anche un ottimo regista regalando due perle come La casa dei mille corpi e La casa del diavolo, due filmacci cattivi uno meglio dell'altro che giusto il Cucciolo poteva criticare. Poi sono arrivati i due Halloween, e la mia fiducia nel cineasta più metal del mondo non solo ha vacillato, ma si è presa una vacanza permanente. Speriamo che con questo nuovo titolo si possa tornare agli antichi fasti.
O almeno avere abbastanza legna per bruciarci le ultime ambizioni dello Zombie insieme ai resti di Peppa Kid dopo l'ultima Blog War. Ahahahahaha!

"Per favore, Gesù bambino, liberami delle presenze di Ford e Cannibal Kid!"

Qualcuno da amare di Abbas Kiarostami


Il consiglio di Cannibal: Ford, qualcuno da odiare
Ero rimasto piacevolmente colpito dal precedente film di Abbas Kiarostami, Copia conforme. Una pellicola estremamente radical-chic e che quindi mi aveva convinto parecchio.
Questo Qualcuno da amare, che vanta la sempre affascinante ambientazione di Tokyo, sembra un’altra operazione parecchio radical-chiccosa e promette di essere un buon antidoto al cinema dei supereroi.
Viva Kiarostami, Abbas-so Ford!
Il consiglio di Ford: Kiarostami è sempre da amare.
Per quanto il mio rivale possa stupirsi, il sottoscritto continua a mostrare un gusto per il buon Cinema a trecentosessantagradi, dunque considerato che il Maestro Kiarostami ha regalato, negli anni, veri e propri Capolavori come Il sapore della ciliegia, ogni suo film dalle mie parti è sempre accolto con grande fiducia.
Forse non sarà degno dei tempi d'oro, ma considerati gli ultimi due mesi di uscite direi che va preso come oro colato.

"Avete visto questa donna? E' la mia vecchia nonna, Katniss Kid!"
Kiki - Consegne e domicilio di Hayao Miyazaki


Il consiglio di Cannibal: una bella consegna a domicilio, mentre Ford si merita solo dei pacchi bomba!
Una pellicola deliziosa. Un’altra gradevolissima creazione del Maestro Hayao Miyazaki e dello Studio Ghibli, magari non una pietra miliare assoluta, però la protagonista è una idola e la visione scorre piacevole dall’inizio alla fine.
Unico problema: è un film del 1989 e nei cinema italiani arriva solo ora, con appena quei 24 anni di ritardo. Ma che volete che siano in un paese che continua a rimettere Napolitano come Presidente della Repubblica e in cui Cannibal e Ford sono considerati ancora delle giovani promesse del blogging nostrano?
Recensione cannibale a breve…
Il consiglio di Ford: le consegne a domicilio noi le facciamo trent'anni in ritardo.
Pellicola davvero carina del Maestro Miyazaki che tutti i veri fan del Cinema - e non solo d'animazione - conoscono da una vita, dato che parliamo di una delle prime creazioni del fenomenale studio Ghibli: non siamo all'altezza di Totoro o La città incantata, ma si tratta comunque di un film davvero piacevole e perfetto per grandi e piccini.
Dunque, se siete tra i pochi ancora in linea con i ritardi italioti, vedete di recuperarlo almeno per cercare di dimenticare la desolazione inenarrabile del nostro disastrato Paese.

Ford e Katniss Kid volano verso l'appuntamento con la rubrica settimanale sulle uscite in sala.
Viaggio sola di Maria Sole Tognazzi


Il consiglio di Cannibal: viaggio solo lontano dall’Italia
Margherita Buy e Stefano Accorsi, ovvero i due attori più nevrotici del nostro paese e credo del mondo intero, di nuovo insieme. Una pellicola firmata da Maria Sole Tognazzi, raccomandatissima figlia di Ugo Tognazzi, e interpretata anche dal suo raccomandatissimo fratello Gianmarco.
In un momento di particolare insofferenza nei confronti dell’Italia come quello attuale, questo film mi sembra rappresentare al meglio il peggio cinematografico del nostro paese.
Non fossi il sedentario coniglione che Ford mi accusa sempre di essere, me ne scapperei subito il più in fretta e il più lontano possibile, da questo paese di merda!
Il consiglio di Ford: viaggiamo tutti via da questo Paese per vecchi.
Vorrei davvero poter sperare in un qualche spiraglio per l'Italia, ma se questo è il meglio che il nostro Cinema sa offrire, tra raccomandazioni, luoghi comuni e nevrosi, ci meritiamo tutti i Berlusconi, Bersani, Napolitano e Amato possibili.
Quasi quasi vado a prendere a casa il Coniglione e ce ne andiamo tutti in Australia con i suoi cugini canguri.

"Stanno arrivando Ford e Cannibal!? Allora ce ne andiamo subito!"

venerdì 27 aprile 2012

Last friday night

La trama (con parole mie): settimana piuttosto movimentata, quella che ci aspetta in sala, e certo non per i commenti come sempre ben poco interessanti del mio antagonista Cannibale.
Nonostante le consuete proposte terrificanti made in Italy, infatti, abbiamo la possibilità di scegliere tra blockbusteroni tamarri per una serata divertente e fracassona, tentativi di Cinema d'autore con tanto di Johnny Depp scatenato in omaggio e ripescaggi molto interessanti pur se figli di una distribuzione nostrana a dir poco assurda.
Comunque meglio di quello che, di norma, siamo costretti a sorbirci per il fine settimana.


"E' arrivato il Cannibale!? Allora io me ne vado senza pensarci due volte!"
The Avengers di Joss Whedon


Il consiglio di Ford: Vendicatori uniti... Contro il Cucciolo Eroico!
Da appassionato di fumetti nonchè tamarro cronico non posso che attendere con ansia il titolo fracassone della settimana, ormai pubblicizzato da anni in coda ad ogni film targato Marvel - Hulk, Iron man, Thor, e chi più ne ha più ne metta -.
Tra l'altro, dietro la macchina da presa c'è Joss Whedon, che farà andare il mio antagonista in brodo di giuggiole, tentando l'impresa di mettere d'accordo i due più acerrimi nemici della blogosfera: ci riuscirà?
Attendete le prossime visioni e lo scoprirete!
Il consiglio di Cannibal: Joss Whedon, salvaci tu dai supereroi!
Da non appassionato di fumetti, da non appassionato di supereroi e soprattutto da non appassionato di tamarri, di questo The Avengers non me ne frega più di tanto, anche considerando che i film di Iron Man, Thor e Hulk finora mi hanno fatto tutti piuttosto pena. Insomma, a gran voce grido: basta pellicole sui supereroi!
La sorpresa però potrebbe arrivare dalla regia, firmata dal mio preferito Joss Whedon, il paparino di Buffy. Riuscirà a evitare che sia la solita operazione di marketing spacciata per film?
E riuscirà Ford a scrivere commenti validi invece di sproloqui senza senso spacciati per la Verità suprema sul Cinema?
In entrambi i casi, ne dubito…

"Abbiamo dovuto radere al suolo la città, ma finalmente il Cannibale è stato annientato!"
The rum diaries - Cronache di una passione di Bruce Robinson


Il consiglio di Ford: rum, rum, noi vogliamo del rum!
Dal titolo parrebbe un biopic incentrato sulla vita piratesca del vostro vecchio cowboy Ford, invece altro non è se non un tentativo di riportare Johnny Depp ai fasti di Paura e delirio a Las Vegas dopo le recenti schifezze interpretate da uno degli attori più amati delle ultime generazioni.
In realtà il film è stato girato una vita fa, ma in una settimana di ripescaggi come questa la cosa non suona neppure strana: potrebbe rivelarsi una schifezza atomica da bottigliate o una discreta ficata. Staremo a vedere, perchè in ogni caso non mi perderei mai un film che è l'incontro tra road movie, alcool e letteratura.
E brindo alla faccia di quel pusillanime del mio antagonista sempe chiuso in casa vestito da Coniglione!
Il consiglio di Cannibal: viva il rum, abbasso WhiteRussian!
Leggendo il titolo non mi viene certo in mente la vita piratesca (?) del Ford. A spasso con Daisy, quello sì che è un titolo che mi fa venire in mente il vecchio Ford! Uahahah
E poi Ford smettila di fingerti tutto ‘sto gran bevitore, che sei talmente un fisichella che manco bevi la birra, femminuccia che non sei altro!
Il film comunque si preannuncia una discreta schifezza. Negli Usa è stato ignorato alla grande e sembra la versione di noiosa e di serie B di Paura e delirio a Las Vegas. L’unico motivo per vederlo? Non un Johnny Depp dopo The Tourist ormai sempre più in caduta libera, bensì Amber Heard.
E ora tutti a bere, alla faccia di quell’astemio del whiterussian Ford!

"Ford, smetti di perdere tempo a scrivere rubriche con il Cannibale e vieni a farti un bagno di mezzanotte con me!"
Laputa - Il castello nel cielo di Hayao Miyazaki

Il consiglio di Ford: meglio un castello nel cielo che un Cannibale in terra!
Non mi spiego per quale motivo venga distribuito in sala un film targato Miyazaki ormai di secoli fa, ma poco importa: le opere del Maestro e fondatore dello Studio Ghibli sono sempre una garanzia, quindi sarebbe da folli perdersele.
Io, giusto per essere partecipe, potrei rispolverare il dvd che acquistai almeno cinque anni fa, quando per la prima volta uscì nei negozi italiani.
Il consiglio di Cannibal: alla buon'ora - parte 1
Questo film è solo di 27 anni fa, quindi massì perché non farlo uscire adesso?
Io davvero non so cosa abbiano dentro la testa i distributori italiani. Forse farfalle, forse niente, forse degli omini che fanno un incontro di wrestling come dentro il cranio di Ford…
Non lo so, fatto sta che fanno uscire sto film in presumibilmente una decina massimo di sale, quando la pellicola è già disponibile in italiano da un sacco. C’era arrivato persino Ford, non certo la pistola più veloce del West, voi distributori italiani ci arrivate dopo appena 27 anni?
Comunque, il film è tra quelli di Miyazaki che mi mancano. Sarà all’altezza delle sue pellicole migliori? E, soprattutto, dentro la testa di Ford lo scontro sarà vinto da Hulk Hogan o da John Cena?

"I Vendicatori hanno annientato il Cannibale: che felicità!"
Ho cercato il tuo nome di Scott Hicks

Il consiglio di Ford: non ti ho cercato, Cannibale. E non ti cercherò.
Una schifezza atomica dall'alto tasso di retorica a stelle e strisce di quelle malsane e per nulla pane e salame, infarcita di luoghi comuni e come se non bastasse interpretata da quel parruccone di Zac Efron.
Un High school musical a ritmo di Iraq e zuccherosi sentimenti che lascio ben volentieri al Cucciolo Eroico, chissà mai che, abbagliato dal suo idolo teen, non trovi il suo film dell'anno.
Il consiglio di Cannibal: ho cercato il tuo nome tra le lapidi del cimitero, Ford. Uahahahah!
I film tratti dai romanzi di Nicholas Sparks sono l’equivalente americano di quelle di Moccia in Italia, con in più l’aggiunta di una componente da drammone strappalacrime di quelli in grado di far piangere il finto duro Ford. Roba che quindi prima o poi vedrò, per farmi delle risate di gusto.
Quanto a Zac Efron, negli ultimi tempi si è gonfiato di steroidi e quindi ormai più che un teen idol cannibale può entrare a pieno diritto tra i Ford idol. E poi ammettilo Ford che il friday night ti fai le seratone di karaoke cantando le hit di High School Musical!

"Fare palestra e fingermi più macho non è servito: il Cannibale mi ha scaricato!"
Interno giorno di Tommaso Rossellini

Il consiglio di Ford: tutti i radical chic verranno rispediti all'esterno a suon di bottigliate.
Ed eccoci al primo film italiano inutile della settimana, una polpettonata radical chic infarcita di figli d'arte che solo al pensiero mi fa incazzare come un toro.
Materia cannibalesca dal primo all'ultimo minuto. Io faccio finta di nulla, altrimenti finisce che comincio a fare andare le mani.
Il consiglio di Cannibal: interno giorno? Meglio l’esterno notte
Materia cannibalesca sta roba? Ma se sei tu il fan numero uno della famiglia Rossellini? Io faccio volentieri a meno sia dei film del nonno che ancor di più di quelli del nipotino d’arte. Neo neorealismo? Ford ha già un posto prenotato al cinema!

"Ho sentito dire che i Vendicatori hanno finalmente sistemato il Cannibale." "Evvai!"
Hunger di Steve McQueen

Il consiglio di Ford: in Italia per avere film interessanti in sala dobbiamo ripescare cose uscite da anni.
Hunger è il primo film di Steve McQueen, autore del recente Shame.
Come quest'ultimo, non mi aveva convinto al massimo -http://whiterussiancinema.blogspot.it/2012/01/hunger.html-, nonostante la messa in scena ottima e l'interpretazione incredibile di Fassbender: eppure, a fronte di titoli made in Terra dei cachi come quello appena segnalato, Hunger potrebbe facilmente diventare il film della settimana.
Il consiglio di Cannibal: alla buon'ora - parte 2
Se per Laputa ci sono voluti 27 anni, per Hunger ce ne sono voluti appena 4, quindi: Hallelujah!
La distribuzione italiana dimostra così sempre più di essere la cosa più lenta sulla faccia della terra dopo… esatto: Mr. Ford.
Il primo film di Steve McQueen comunque non mi ha esaltato parecchio, è una pellicola interessante però ho trovato molto meglio Shame, quello sì un cazzo di capolavoro!

"Michael, lo so che i film che propone il Cannibale sono dei pipponi pazzeschi, ma se continui con lo sciopero della fame finirai per schiattare sul serio!"
Maternity blues - Il bene dal male di Fabrizio Cattani

Il consiglio di Ford: il blues vero viene guardando le prospettive del nostro Cinema.
Secondo titolo che mi puzza di tentativo pseudo d'esportazione con venature radical chic e poco altro.
Tema scomodo, grandi ambizioni, ma risultato "troppo italiano".
Altra roba che scarico volentieri sul Cannibale insieme ad una camionata di mattoni.
Il consiglio di Cannibal: più che il bene dal male, io vedo solo del male e basta
Laddove Ford parla come al solito di radical-chic, io vedo invece l’ennesimo polpettone neo neorealista. Ognuno ha le sue ossessioni, no? Qualunque siano le ragioni, entrambi comunque eviteremo questa Ciofeca blues. Alla fine, ecco un film che ci mette d’accordo!

"Un appunto personale: mai più comprare una rivista dove scrive il Cannibale!"
La casa nel vento dei morti di Francesco Campanini

Il consiglio di Ford: il vento dei morti è quello delle proposte italiane.
Terzo titolo italiano della settimana, e terzo film che non vedrei neanche sotto minaccia di convivenza forzata con il Cannibale.
Mano alle bottiglie e rullo di tamburi: Ford 3, Cinema italiano 0.
Palla al centro e attendiamo la prossima settimana.
Il consiglio di Cannibal: il cinema nel vento dei morti
Consiglio a tutti di guardare il trailer di questo film, perché è una vera chicca di trash allo stato puro.
Quanto a Ford, fa le triplette contro il cinema italiano, ok, ma ci va davvero poco. Quando se la deve vedere con un rivale cannibale nelle Blog Wars, invece, il risultato è decisamente meno a suo favore. Buahaha!

"Che razza di mortorio! Pensavamo di finire nella casa di Raimi, e invece siamo finiti in quella del Cannibale!"
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