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domenica 18 maggio 2014

Prima della rivoluzione

Regia: Bernardo Bertolucci
Origine: Italia
Anno: 1964
Durata: 115'





La trama (con parole mie): Fabrizio, un giovane figlio della borghesia della Parma dei primi anni sessanta, è tormentato dall'idea che sia necessaria una rivoluzione culturale e sociale che possa risvegliare le coscienze dalla divisione tra classi e stimolare menti e spiriti, influenzato anche dal mentore Cesare, insegnante dalla grande cultura che lui considera una guida.
La storia d'amore con la giovane zia Gina riuscirà a distrarre il giovane dallo struggimento e dallo sconforto nato con la morte dell'amico Agostino regalando un'illusione di felicità, ma alla sua conclusione per Fabrizio non resterà che tornare al conflitto intellettuale che lo porterà in bilico tra la sua affermazione come idealista e l'accomodamento tra le braccia della sua ex fidanzata e della borghesia che tanto ha detestato.






Chiunque sia passato al Saloon dai tempi della sua creazione, sa bene quale crociata il sottoscritto abbia intrapreso - ed intraprenda ogni giorno - contro tutto quello che è o si può considerare radical chic, spocchioso e legato ad un concetto di Cinema elitario e snob.
Bene: Prima della rivoluzione, film tra i più memorabili della prima parte della carriera di Bernardo Bertolucci, è a tutti gli effetti radical chic, spocchioso e legato ad un concetto di Cinema elitario e snob.
Personalmente, l'ho detestato e non poco per gran parte della visione, senza risparmiare sfoghi interiori degni delle migliori tempeste di bottigliate: eppure, giunto alla conclusione, non ce l'ho davvero fatta a non riconoscere l'obiettiva importanza - soprattutto se pensata rispetto al periodo in cui è stato girato - sociale del lavoro del buon Bertolucci, significativo per quanto riguarda un'epoca in cui ancora si godeva della coda lasciata dagli anni del boom economico e che, probabilmente, ignorava i semi che sarebbero esplosi pochi anni dopo e che avrebbero condotto l'Italia - ma anche l'Europa - agli anni settanta, decisamente più ruvidi e tosti dei quasi fiabeschi sixties.
La scelta di un protagonista volutamente irritante e perso in pensieri in bilico tra l'intellettualismo supponente e l'energia mal investita dell'adolescenza, inoltre, assume connotazioni sempre più importanti con l'evoluzione della sua vicenda e la scelta, di fatto, di ritirarsi ad una condizione borghese - quella di nascita cui pareva essersi ribellato - battendo in ritirata nonostante tutti i propositi di rivoluzione interiore e sociale, finendo per prendere le distanze anche dal mentore Cesare - interpretato nientemeno che da un giovane Morando Morandini, uno dei più noti critici cinematografici del panorama italiano - così come da se stesso, quieto vivere o ammissione di una sconfitta che sia.
In questo senso l'abbandono dei sogni una volta conosciuto il primo, vero fallimento amoroso ed il ritorno nei ranghi di una vita come quelle tanto criticate fino a poco tempo prima da parte di Fabrizio rappresentano bene la scelta di intere generazioni di figli di papà che, passati gli anni giusti divertendosi a giocare ai ribelli, finiscono per tornare all'ovile e crescere diventando i capi di quelli che esortavano alla rivolta: visto da una prospettiva simile, il lavoro di Bertolucci assume di colpo una valenza che è quanto di più lontano possa esserci dal radicalchicchismo, creando una netta spaccatura rispetto a titoli come L'eclisse di Antonioni, simbolo di salotti che, forse, Prima della rivoluzione tiene, in fondo, a mettere alla berlina.
In un certo senso la figura di Agostino, spaurito e destinato ad una fine prematura e scomoda, finisce per essere quasi quella pronta ad uscire meglio dalla vicenda insieme a Gina, che di fronte agli sbalzi d'umore, politici ed intellettuali di Fabrizio pone reazioni più vicine alla vera vita vissuta di quanto il confuso e poco digeribile main charachter potrebbe mai davvero osare.
Da questo punto di vista il lavoro di Bertolucci ricorda più il successivo - e splendido - Pugni in tasca di Bellocchio che non il già citato Antonioni, e pone le basi per quella che sarà una delle più intense stagioni del Nostro Cinema, mostrando - pur se non con la continuità di alcune delle opere successive - il talento che lo avrebbe reso noto in tutto il mondo fino ad oggi.
Certo, l'epoca d'oro che precede i tumulti della rivoluzione è ormai alle spalle, e le idee che potrebbero animare la stessa ancora sopite - o soffocate da gente come Fabrizio -, ma qui si continua a sperare che prima o poi un vero nuovo inizio possa giungere a rimescolare carte e coscienze.




MrFord




"Sono ancora aperte come un tempo le osterie di fuori porta,
ma la gente che ci andava a bere fuori o dentro è tutta morta:
qualcuno è andato per formarsi, chi per seguire la ragione,
chi perchè stanco di giocare, bere il vino, sputtanarsi ed è una morte un po' peggiore..."
Francesco Guccini - "Canzone delle osterie di fuori porta" -






domenica 26 gennaio 2014

Un corso corsaro per i miti degli anni settanta


La trama (con parole mie): non troppo tempo fa, avevo con grande piacere sponsorizzato un'interessante iniziativa organizzata da Corsi Corsari a proposito di una serie di lezioni sul Cinema degli anni ottanta tenutesi presso La Feltrinelli di Piazza Piemonte a Milano, dando la possibilità ai lettori di White Russian di usufruire del 10% di sconto sul costo dell'intero corso.
Vista l'accoglienza ricevuta dall'operazione, da febbraio il tutto si ripeterà, solo con protagonista il Cinema degli anni settanta: tenetevi forte, dunque, e preparatevi ad un viaggio nel tempo accanto ai miti della settima arte di quel ribollente periodo.




Essendo il sottoscritto un fiero prodotto, seppur per il rotto della cuffia, degli anni settanta, la notizia di un nuovo corso tenuto dal docente Massimo Zanichelli presso La Feltrinelli di Piazza Piemonte a Milano che ruota proprio attorno al Cinema di quell'indimenticabile decennio è stata accolta con numerosi brindisi qui al Saloon: da Arancia meccanica a Nashville, passando per Apocalypse now, Ultimo tango a Parigi, Taxi driver e numerosi altri Capolavori, avrete l'occasione di assaporare le atmosfere che portò alla settima arte la New Hollywood ed immergervi nelle esperienze di un periodo prepotente e tra i più interessanti della Storia recente della settima arte.
Come per il corso dedicato agli anni ottanta il costo per la partecipazione sarà di € 95, ma per gli accaniti bevitori dediti al bancone del Saloon avranno comunque diritto ad un ulteriore 10% di sconto: dunque allacciate le cinture e preparatevi ad affrontare un viaggio da cardiopalma in cinque tappe - il 4, 11, 18, 25 febbraio e il 4 marzo -, ben consci del fatto che, una volta terminato, la vostra vita di spettatori non sarà più la stessa.


Per prenotazioni: Tel. 0270108702, 329-9581101 / email: info@corsicorsari.it
Ulteriori informazioni le potete trovare sul sito di Corsi Corsari.

MrFord



domenica 8 settembre 2013

Venezia 2013

La trama (con parole mie): e così anche quest'anno si è concluso il Festival di Venezia, con la prima vittoria di una pellicola italiana dopo quindici anni di digiuno. In giro si sente già parlare un gran bene di questo Sacro GRA, staremo a vedere se potrebbe trattarsi di un primo passo del Nostro Cinema verso la luce dopo un oblìo durato troppe stagioni o di un eccesso di campanilismo del Presidente di Giuria Bertolucci.





Sarà la pigrizia lasciata in eredità da un'estate passata a godermi Famiglia, Fordino, Julez, sole e mare, la mia parte lebowskiana, la voglia di godermi gli ultimi giorni prima del rientro al lavoro o chissà cos'altro, ma quest'anno ho finito per snobbare clamorosamente il Festival di Venezia, senza preoccuparmi troppo di chi avrebbe vinto, delle voci e quant'altro.
Non avendo assaggiato ancora nulla del menù proposto dal Lido, attendo che le pellicole principali - a partire dalla vincitrice - passino dalle parti del Saloon e intanto mi limito a riportare freddamente la lista dei premi principali, che ha visto l'Italia tornare protagonista a sorpresa.
Staremo a vedere, come dicevo poco sopra, se si sarà trattato di una vittoria con merito o di un colpo di sole occorso a Bertolucci.
Speriamo bene.


MrFord


 

Leone d’Oro: Sacro GRA di Gianfranco Rosi
Gran premio della giuria: Jiaoyou (Stray Dogs) di Tsai Ming-Liang
Leone d'argento per la migliore regia: Miss Violence di Alexandros Avranas
Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile: Themis Panou per Miss Violence di Alexandros Avranas
Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile: Elena Cotta per Via Castellana Bandiera di Emma Dante
Premio Mastroianni per l'attore emergente: Tie Sheridan per Joe di David Gordon Green
Migliore sceneggiatura: Philomena di Stephen Frears, scritta da Steve Coogan e Jeff Pope
Premio speciale della Giuria: Die Frau des Polizisten di Philip Groening
Premio Leone del Futuro Venezia Opera Prima Luigi De Laurentiis: White Shadow di Noaz Deshe
 
 

Sezione Orizzonti
Miglior film: Eastern Boys di Robin Campillo
Migliore regia: Uberto Pasolini per Still Life
Premio speciale: Ruin di Michael Cody e Amiel Courtin-Wilson
Miglior cortometraggio: Kush di Shubhashish Bhutiani

Settimana Internazionale della Critica
Miglior Film: Class Enemy di Rok Bicek
Premio per la migliore fotografia: Inti Briones per Las Niñas Quispe di Sebastián Sepúlveda
Menzione Speciale: Giuseppe Battiston interprete in Zoran, il mio nipote scemo di Matteo Oleotto
Menzione Speciale: Anna Odell per l'insieme del lavoro svolto in The Reunion
 
 

giovedì 25 ottobre 2012

Thursday's child

La trama (con parole mie): quello che si prospetta in sala è il più classico dei weekend per tutti i gusti. Avremo uno dei potenziali film dell'anno, due titoli che potrebbero essere piacevoli sorprese così come bersagli per bottigliate, il consueto film horror di infimo livello ed il consueto film italiano di livello ancora più infimo e le castronerie che il Cannibale continua imperterrito a propinare alla blogosfera tutta nonostante la mia continua Resistenza.
Almeno non mancheranno le opzioni, nonostante la parola d'ordine del sottoscritto questa settimana continui ad essere "recuperate a tutti i costi quella figata di Killer Joe".


Ford e Cannibale ad uno dei loro raduni di wrestlers underground.

Le belve di Oliver Stone


Il consiglio di Cannibal: le belve di Stone ci piacciono, quella belva di Ford no!
Oliver Stone non è sempre garanzia di capolavoro, però è sempre garanzia di pellicola quanto meno interessante. E qui sembra tornare sui sentieri maligni di Natural Born Killers, il suo film che personalmente preferisco. Super cool poi il cast in cui tra i tanti svettano la gossip girl Blake Lively e il kick ass Aaron Johnson.
In più, è tratto da un romanzo di Don Winslow che mi pare non avesse convinto molto il mio blogger rivale Ford. Il che non può che giocare a favore della pellicola!
Il consiglio di Ford: poco fumo e tanta erba!
Partiamo dal principio: io adoro Don Winslow, ed alcuni dei suoi romanzi sono tra i miei preferiti in assoluto nell'ambito del crime novel. Purtroppo, Le belve è stato il suo lavoro che meno ho amato: troppo spocchioso e palaniukiano, autocelebrativo e finto giovane. Ed ecco che non faccio neppure in tempo a bottigliarlo che Stone ci piazza un film con uno dei fordiani nascenti - Taylor Kitsch, il Riggins di Friday Night Lights - che potrebbe diventare la proposta tamarra del mese.
Non nutro grandissima fiducia, e sento già i finti saputelli del Cinema che lo bolleranno come un cult imperdibile, ma di sicuro in settimana non si troverà di meglio. A meno che non corriate a rivedervi Killer Joe.

"Ford, ti prego, smetti di leggere le cazzate che scrive il Cannibale e torna a letto!"
Io e te di Bernardo Bertolucci



Il consiglio di Cannibal: io e te, Ford. Non saremo mai amici.
Una pellicola teen firmata da un regista ultrasettantenne? Bernardo Bertolucci fa il ggiovane con questo Io e te, film che ha già scatenato entusiasmi e qualche critica. A quasi dieci anni dal suo ultimo piuttosto riuscito, seppure non un cult assoluto, The Dreamers, Bertolucci mi ispira fiducia. In fondo, è pure lui un po’ come Oliver Stone, capace di fare pellicole più o meno riuscite, ma che se non altro difficilmente lasciano indifferenti.
Io e te, Ford?
Non esiste nessun “io e te”. Esiste modestamente un Dio, cioè io, e poi, a parte, esiste un te, che se ne sta per i cavolacci suoi.
Il consiglio di Ford: io e te, Cannibale, non possiamo essere uniti in amicizia neppure da Bertolucci!
Il ritorno in sala di uno dei grandi Maestri del nostro Cinema dovrebbe da solo valere il biglietto ed il consiglio a scatola chiusa. Purtroppo, però, con il tempo ho imparato a diffidare di Bertolucci quasi quanto io diffidi dei consigli cinefili del Cannibale, considerata la delusione e le bottigliate scatenate da alcuni suoi lavori universalmente riconosciuti come filmoni - Io ballo da sola o Piccolo Buddha, tanto per citarne un paio -. Considerato che sono ancora in arretrato con Garrone, Virzì, Ciprì e Bellocchio, questo passa in quarta fila. Per essere buoni.

"Certo Ford, esco volentieri con te: sono chiusa in casa con il Cucciolo Eroico e mi sto annoiando a morte!"
Amour di Michael Haneke


Il consiglio di Cannibal: amour. Per Ford? Ma no, per Haneke!
Michael Haneke, regista bastardissimo quanto geniale, alle prese con un film d’amore?
Ne potrebbe venire vuori qualcosa di davvero particolare e inaspettato, un po’ come Cannibal alle prese con un action, o Mr. Ford alle prese con un bel film.
Dopo quel capolavoro de Il nastro bianco, le aspettative per la Palma d’Oro di Cannes 2012 sono alte, altissime, anche se, certo, la storia d’amore tra due vecchini sa più di fordianata che di roba per fine young cannibals.
E comunque arriverà nelle solite 2 sale in croce in tutta Italia e quindi ci toccherà aspettare l’arrivo in rete… pardon, l’uscita in DVD.
Il consiglio di Ford: un amour di film, finalmente!
Haneke. Ovvero Funny games, Il tempo dei lupi, Niente da nascondere, Il nastro bianco. Questo è il suo nuovo film. Ha vinto la Palma d'oro all'ultimo Festival di Cannes. Se ve lo perdete, giuro che appena mi capitate sotto mano vi pesto più di quanto pesterei Suocera Kid. E voi tutti sapete bene quanto lo pesterei.

"Il copione che Ford ha scritto per lo spettacolo di fine anno della casa di riposo è davvero una bomba!"
The Possession di Ole Bornedal


Il consiglio di Cannibal: ne conosco già uno, di tipo vittima di una Possession, e mi basta
Filmettino horror della settimana, che in periodo halloweenesco potrebbe suscitare anche una certa curiosità, ma che con grande probabilità si rivelerà la solita schifezzina buona giusta per i palati meno raffinati e più fordiani.
Se voglio passare un Halloween davvero terrorizzante poi, non c’è film che valga quanto un giro dalle parti di WhiteRussian.
Buah ah ah!
Il consiglio di Ford: tenete il Cannibale chiuso nella scatola!
Horror di matrice demoniaca che mi attrae quasi meno di quell'abominio di L'altra faccia del diavolo, e che può essere finirò per guardare giusto per avere l'ennesimo possibile candidato per la classifica del peggio dell'anno che si avvicina a grandi passi con il Nachele. Una robetta, comunque, che farà cagare sotto il mio antagonista dal cuore deboluccio ma che, probabilmente, nel sottoscritto susciterà soltanto grasse risate.

"Cannibale, in nome di dio, esci da questo corpo!"
Alla ricerca di Nemo di Andrew Stanton


Il consiglio di Ford: basta, basta, basta con le riedizioni in 3D. Cazzo.
Come tutti voi ben sapete, adoro la Pixar e la quasi totalità della sua produzione. Nemo è uno dei titoli di maggior successo degli ormai mitici e suddetti Studios, e pur non essendo tra i miei più amati è sempre
riuscito a conquistarmi. Ma davvero, non voglio più vedere un film già visto in sala giusto per
spremere ancora un pò i poveri cristi costretti a portare i bambini a rimbambirsi con il 3D.
Davvero. Che queste operazioni siano messe fuorilegge.
Il consiglio di Cannibal: alla ricerca del cervello di Ford
Io queste riedizioni in 3D eviterei persino di commentarle, ma bimboFord ci tiene proprio e quindi mettiamo pure queste tra le uscite della settimane…
Alla ricerca di Nemo è tra i film più carini della ruffianissima Pixar, ma certo non è un capolavoro. Rifare uscire una pellicola così recente solo per scucire qualche soldo col treddì è poi un’operazione che ormai non riesce a fregare nemmeno i più ingenui come Ford. Capito, Pixar?

"Cucciolo, un giorno o l'altro dovrai pur deciderti a fare un giro fuori dal tuo acquario!"
Viva l’Italia di Massimiliano Bruno


Il consiglio di Cannibal: abbasso l’Italia
Ci sono quelli che si vantano di essere nazionalisti e io invece no.
Io sono antinazionalista e antifordista. Soprattutto antifordista.
Ford invece non so se sia antinazionalista, ma di sicuro so che è anticinema.
Dopo un (presumibilmente) classico horrorino poco horrorifico come The Possession, ecco che Viva l’Italia potrebbe rivelarsi la classica italiana molto horrorifica. La classica commediola poco divertente con per di più pretese di satira socio-politica sul nostro paese. La presenza di Ambra Angiolini nel cast fa pensare al peggio, però il regista Massimiliano Bruno con la sua opera prima Nessuno mi può giudicare (http://pensiericannibali.blogspot.it/2011/09/nessuno-ti-puo-giudicare-tranne-me.html)
aveva fatto un film non bello, assolutamente no, ma (quasi) decente. Chissà se riuscirà a ripetere l’impresa, perché fare un film italiano decente ormai è una vera impresa. Quasi come trovare una soluzione alla crisi.
Economica?
No, del blog WhiteRussian. Sono settimane che non azzecca più un post decente…
Il consiglio di Ford: viva l'Italia, se per una settimana evita di proporci schifezze nostrane in sala.
Sarebbe stato davvero molto strano incappare in un weekend privo della consueta uscita inutile made in Terra dei cachi. Questa, in particolare, pare talmente tanto inutile da farmi rivalutare il valore del mio avversario, il non plus ultra dell'inutilità Cucciolo eroico. Comicità spicciola, Placido scatenato, politica o presunta tale, e Rocco Papaleo. Basta parte seconda. Mettiamo fuorilegge anche lui.

"E così Ford mi odia più del Cannibale!? E io protesto!"

 
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