mercoledì 6 novembre 2013

Before midnight

Regia: Richard Linklater
Origine: USA
Anno: 2013
Durata:
109'





La trama (con parole mie): Jesse e Celine, a quasi vent'anni dal primo incontro su quel treno che li condusse ad una notte per le strade di Vienna, sono in vacanza in Grecia ospiti di un affermato scrittore che ammira i lavori dello stesso Jesse, hanno due bambine e con loro ha passato le vacanze anche Henry, il figlio che Jesse ha avuto dalla ex moglie sempre pronta a dichiarargli guerra.
La separazione dal ragazzo ed il desiderio di potergli stare più vicino, uniti a ruggini accumulate dalla quotidianità, trasformano una passeggiata con nottata soli regalata dagli amici in un confronto che porterà a galla i sospesi tra i due, e che potrebbe perfino segnare la fine del loro rapporto.
Una lotta dura e per nulla facile come è quella di chiunque voglia conservare un legame a lungo, addirittura per tutta la vita, conscio del fatto che l'amore - quello vero, e non quello dei libri e delle favole - sia qualcosa da guadagnare con il sudore della fronte. E un pò di cialtronesca improvvisazione.






Scrivendo a proposito di Before sunset, me l'ero augurato: poter tornare a vedere le stelle, con Jesse e Celine, avvertendo sulla pelle l'emozione di essere travolto, come fu per loro quella prima notte a Vienna, ormai quasi vent'anni or sono.
E così è stato.
Perchè Before midnight, ultimo (?) capitolo della storia d'amore tra i due personaggi interpretati come per i precedenti capitoli alla perfezione da Ethan Hawke e Julie Delpy è stato senza dubbio uno dei film più emozionanti di questa stagione ormai avviatasi alla conclusione, un cocktail dolceamaro tra Midnight in Paris e Hong Kong Express, e senza dubbio il più maturo e profondo della trilogia.
Mescolando abilmente ironia, divertimento, malinconia e rabbia, regista ed attori/sceneggiatori portano sullo schermo un intervento a cuore aperto sui rapporti di coppia ormai consolidati, affrontando problematiche che chiunque viva una storia importante si trova a dover affrontare se non tutti i giorni, quasi: Julez, che ha analizzato questo film molto meglio di quanto potrò mai fare io in una sola riga, mi ha giustamente ricordato che il coinvolgimento maggiore che posso aver provato nel corso della splendida - parlando di cornice e sceneggiatura - passeggiata che i protagonisti si concedono nel Sud del Peloponneso è legato al fatto che noi stessi viviamo un rapporto di questa portata, e dunque è naturale che avverta maggiormente il peso emotivo di Before midnight rispetto ai due film precedenti, eppure c'è qualcosa, nell'escalation che porta al confronto tra Jesse e Celine, che non saprei descrivere adeguatamente a parole.
Vivere una storia non è mai semplice, soprattutto una volta superati i primi tempi, quelli dedicati al sesso selvaggio e a tutte quelle piccole imprese straordinarie che rendono la persona con la quale le stiamo vivendo quasi ultraterrena e sovrannaturale: ed è proprio grazie alla prova della quotidianità, che di solito si riesce a distinguere quelle che sono fugaci e travolgenti avventure dall'amore, quello vero.
Che non è una favola, o qualcosa di divino e magico in grado di trascendere ogni cosa: quel tipo di legame, con buona pace di ognuno di noi e dei nostri partner, è destinato solo ed esclusivamente ai figli, non c'è romanticismo che tenga.
L'amore vero è un lavoro a tempo pieno, un sacrificio, una lotta, qualcosa che si deve coltivare, che ci porta a concentrare tutte le nostre energie sull'equilibrio da cercare con quella persona, perchè è proprio quella, e non ne esisterebbero altre con le quali condividere o sopportare ogni piccola parte di noi e delle nostre clamorose imperfezioni.
L'amore vero arriva a rasentare quasi l'odio, in alcune occasioni.
Ma del resto, l'intera gamma di emozioni che siamo in grado di provare si può condividere davvero soltanto una volta nella vita: e può essere che le cose vadano male, che si prendano strade diverse, o che si lotti con le unghie e con i denti per rimanere fianco a fianco, sempre e comunque.
Non c'è un giusto ed uno sbagliato.
"Non esistono meriti, in cose come queste", direbbe Clint Eastwood se fossimo sul set de Gli spietati.
 Love is a battlefield, cantava Pat Benatar nel pieno degli anni ottanta.
"If I leave you doesn't mean I love you any less", sottolinea la voce rotta di Warren Zevon in Keep me in your heart, l'ultimo pezzo che incise prima di morire.
L'amore non è uno scherzo. E avere il coraggio di affrontarlo e viverlo per tutta una vita non è una semplice passeggiata.
Perchè prima del meglio, e anche dopo, porta a galla il peggio di ognuno di noi.
Eppure esistono miracoli, come quel finale in grado di stringere un groppo in gola con un tovagliolo di carta divenuto una lettera dal futuro, il coraggio e la forza di accettare il fatto che solo una risata potrà salvarci davvero - e torna alla mente Andy Kaufman -, la capacità di metterci a nudo e farci conoscere da qualcuno quasi meglio che da noi stessi, che rendono tutto possibile.
Before midnight parla proprio di questo.
Rendere possibile l'impossibile.
Perchè è quello che facciamo ogni giorno quando trasformiamo in una storia di una vita tutti i nostri egoismi quotidiani.
Non sarà una favola, ma è quanto di più forte si possa provare a se stessi.
Specchiandosi in un altro.
L'altro.
Quello che sarà lì "fino a che morte non ci separi".


MrFord


Shadows are falling and I'm running out of breath 
keep me in your heart for awhile
if I leave you it doesn't mean I love you any less
keep me in your heart for a while."
Warren Zevon - "Keep me in your heart" - 


 

12 commenti:

  1. anche tu ne parli benissimo...la visione diventa sempre più obbligatoria...

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    1. Assolutamente, Bradipo. Soprattutto per chi, come noi, ha una vita "in famiglia". Molto, molto emozionante.

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  2. visto ieri sera...
    apprezzato al 100%

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    1. Ora devi recuperare gli altri due! :)

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  3. Bellissimo. Come avevo anticipato forse ad oggi il mio preferito dei tre. L'evoluzione reale, onesta di un rapporto che cresce e cambia. La lotta per stare insieme nonostante tutto "finchè morte non ci separi".

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    1. Parole sante, Beatrix: la lotta quotidiana - e non sempre piacevole - che si conduce solo per chi consideriamo davvero il nostro o la nostra compagna. Bellissimo davvero.

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  4. da buon vecchietto, pardon "uomo maturo", quale sei ci avrei scommesso che quest'ultimo capitolo sarebbe stato il tuo preferito.
    per me sono tutti e 3 più o meno sullo stesso livello, anche se l'originalità del primo non si può replicare...

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    1. Quando crescerai, mio giovane antagonista, scoprirai che questo è una spanna sopra gli altri.
      Il culo che ci si fa per portare avanti una storia d'amore come si deve è enorme, e questo film lo mostra alla grande.

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  5. Allora lo ammetto, mi hai messo curiosità. Non sono proprio film per me questi, mai piaciuto molto il drama-romantico. Però se ne parli così bene provo a recuperarli, se non altro faccio felice sicuramente Francesca che con questi film ci va a nozze!
    :)

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    1. So che non è il tuo genere, ma visti in coppia - specialmente per noi "accasati" - tutti i film di questa trilogia sono davvero interessanti.
      L'ultimo in particolare.

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  6. mah, sembra tutto troppo finto...

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    1. A me, invece, è parso il più spontaneo dei tre. :)

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