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sabato 4 luglio 2015

I tormentoni dell'estate 2015: Saloon Edition

La trama (con parole mie): per quanto possa suonare strano, io e il mio antagonista Cannibal Kid, seppur per ragioni diverse - lui è un eterno adolescente, io un eterno tamarro - d'estate abbandoniamo quasi ogni pretesa "autoriale" e anche e soprattutto con la musica ci concediamo felicemente ai tormentoni.
Dunque, proprio sul modello del post del pusillanime rivale, ecco quelle che sono le dieci hit dell'estate disimpegnata fordiana, e che, probabilmente, suoneranno da qui a settembre da queste parti.







N°10: ONE LAST TIME di Ariana Grande


Tendenzialmente, Ariana Grande mi dice poco o nulla.
Eppure, quando sono al lavoro in questo periodo, quando sento l'attacco di questo pezzo e sbircio il video pseudo apocalittico, mi carico a molla.
Sarà il caldo dell'estate, ma il bello di queste top ten è anche questo.


N°9: HEY MAMA di David Guetta


Nonostante la nazionalità ed una certa spocchia, non riesco proprio a farmi stare antipatico David Guetta. E l'ambientazione in stile Mad Max di questo video, unita al rap di Nicki Minaj, fanno il resto. Una specie di proiezione immediata alle serate nei locali che danno sulla spiaggia.

N°8: GO dei Chemical Brothers



Il nuovo pezzo dei Fratelli Chimici è una vera bomba, che mi pare strano di "relegare" soltanto all'ottava posizione di questa top ten, spinto da un ritmo travolgente e da un video d'eccezione firmato Gondry.
Ma siamo in estate, e dunque l'autorialità conta solo fino ad un certo punto.
Così come la qualità in tutto e per tutto.


N°7: SHUT UP AND DANCE dei Walk the moon



Una delle ultime scoperte di questa estate fordiana, clamorosamente anni ottanta e da subito pronta ad entrare nel cuore del sottoscritto neanche fossimo ai tempi di Rocky III come la canotta della Nike comprata al volo a Barcellona un mesetto fa.
Sono sicuro che, dovessi rifare questa classifica a settembre, starebbe certamente più in alto.


N°6: LEAN ON di Major Lazer feat. Mo&DJ Snake


 

Uno dei pezzi per eccellenza di quest'estate, dal video oltre il pacchiano al ritornello che resta in testa dal primo ascolto. Senza contare la capacità non scontata di suonare alla grande sia di giorno che di sera, dunque perfetto dall'allenamento del mattino all'aperitivo che si trasforma in nottata.


N°5: WANT TO WANT ME di Jason Derulo




Già lo scorso anno l'inutile Derulo aveva stuzzicato e non poco il lato tamarro del vecchio Ford con Talk dirty to me, ma in questo torrido inizio estate si è superato: la sua Want to want me è il pezzo commerciale perfetto, e nonostante per genere, approccio e chi più ne ha, più ne metta, con il sottoscritto non c'entri nulla o quasi, la sentirei a raffica, tanto da arrivare ad apprezzare perfino il balletto che il buon Jason sfodera nel video.
N°4: MARIA SALVADOR di J-Ax feat. Il Cile




Da milanese e tamarro il buon J-Ax mi è sempre stato simpatico, e le sue canzoni dai tempi degli Articolo 31 hanno finito per accompagnare la mia crescita almeno quanto quelle degli 883.
Quest'ultima Maria Salvador, per quanto sia di fatto bruttina e detesti Il Cile, mi ha conquistato dal primo ascolto proprio grazie al ritornello, rivisitato dal Fordino come "Mamma mia Salvatore" - forse allude al bisnonno, chissà!? -.
E come ogni guilty pleasure della peggior specie, non riesco a smettere di ascoltarla.


N°3: SEE YOU AGAIN di Wiz Khalifa feat. Charlie Puth




Questa non è propriamente estiva, nonostante stia girando costantemente in radio e su MTV, ma non potevo non inserirla.
Non solo, infatti, Fast 7 è stata una delle visioni più esaltanti dell'anno fino ad ora, ma il lungo addio a Paul Walker e la dedica costruita per lui nel finale del film - e di questo video - continuano a riportarmi alla mente il mio amico Emiliano, che ha deciso di andarsene qualche mese fa.
In un certo senso, questa è una corsa proprio accanto a lui.


N°2: SHIP TO WRECK di Florence+The Machine




In una decina assolutamente tamarra ed ignorante come questa, una proposta autoriale come Florence potrebbe stonare, eppure la sua ultima Ship to wreck ha tutte le caratteristiche del rock immediato e graffiante che piacciono al sottoscritto, senza contare un coinvolgimento emotivo e sonoro che dal primo ascolto l'ha fatta piombare in cima alle classifiche di ascolti sul mio account di Spotify.
Diretta, di pancia, grintosa.
Come piace a me.


N°1: L'ESTATE ADDOSSO di Jovanotti




Non ho mai fatto mistero della mia simpatia e del favore musicale per Jovanotti, uno degli artisti più internazionali che abbiamo in Italia - nel senso professionale e musicale del termine -, che è partito con La mia moto per sperimentare e crescere come quasi nessun'altro qui nella Terra dei cachi.
Questa canzone, scoperta quasi per caso - non ho ancora ascoltato l'ultimo disco del Cherubini - mi ha preso e riportato di colpo alla prima adolescenza, quando le vacanze estive e soprattutto quelle al mare significavano un mondo a parte, una magia che solo settembre era in grado di trasformare non tanto in ricordo, quanto in sogno.
E dalle prime cotte alla "maglietta sgualcita dei Mondiali" che mi ha lanciato come un elastico all'estate duemilasei, una delle più importanti della mia vita, fino a quella del duemilatredici, la prima del Fordino vissuta tutta in vacanza grazie alla paternità, mi è parso di poter vivere l'estate per sempre. Meglio di così, non ci potrebbe essere.



MrFord

sabato 30 luglio 2011

Priest

Regia: Scott Charles Stuart
Produzione: Usa
Anno: 2011
Durata: 87'

La trama (con parole mie): da sempre umani e vampiri convivono ben poco pacificamente passando il tempo a squartarsi amabilmente attraverso le diverse epoche, ma soltanto con l'intervento provvidenziale della Santa Madre Chiesa le cose hanno assunto una dimensione tutta nuova grazie all'impiego dei misteriosi Sacerdoti, casta di guerrieri dalle incredibili abilità e poteri - dono del Signore!? - capaci di debellare la minaccia dei vampiri torchiandoli come si deve per poi confinarli in sorvegliatissime riserve.
Ma ogni guerra ha le sue vittime, così Karl Urban, che è il belloccio della situazione, da Sacerdote finisce per diventare il capo supremo dei vampiri senza mostrare minimo segno di mutazione fisica, mentre i suoi ex alleati se la passano male, finendo accantonati dalle sempre generose ed aperte organizzazioni ecclesiastiche dovendo accontentarsi di lavori di bassa manovalanza.
Questo fino a quando viene rapita la figlia di Paul "Polpetta" Bettany, che decide così di tornare all'azione dispensando un sacco di legnate ai responsabili di quanto accaduto, arrivando perfino a ribellarsi alla Chiesa stessa.

Raramente mi capita di scrivere post che contengano, nella trama, quasi più di quanto si potrebbe dire dell'intera pellicola, e quando capita mi aspetto sempre di sfoderare sonorissime, spietate bottigliate che mi permettano di compensare le poche righe con un ottima dose di colpi ben assestati.
Invece, con Priest non mi sento neppure di farlo.
Perchè, per quanto pessimo questo film possa essere - e lo è, senza dubbio - non sono proprio riuscito ad incazzarmi abbastanza, forse perchè lo stesso pare perfettamente conscio dei suoi quasi illimitati limiti: dunque, al termine della visione, più che la voglia di rintracciare Stuart e dargli quel che si meritava sono stato più semplicemente sfiorato dal pensiero che una pellicola come questa è l'equivalente del tormentone musicale estivo che tutti detestano eppure, chi prima e chi poi, allo stesso modo finiscono a ballare, nella doccia così come al centro della pista nella discoteca del villaggio.
Detto questo, è quasi più divertente pensare ad una rilettura dello script che non ad una critica vera e propria - che occuperebbe giusto lo spazio necessario per qualificare Priest come uno dei più seri candidati a film peggiore dell'anno, o almeno membro certo della top ten del caso -: in un pieno calderone di generi poco abilmente mescolati - cyberpunk, western, azione, fantascienza, horror - si muove il protagonista, il nostro amico Polpetta, nato come ottima promessa - ricordo che rimasi stupito dalla sua performance in Gangster N°1 -, approdato al successo grazie ad ottimi lavori - Dogville e A beautiful mind - e poi precipitato in una sequela di pellicole tutte di ambientazione fantastico/religiosa e rigorosamente una peggio dell'altra.
A fare da nemesi, il come di consueto inespressivo Urban, che non contento di aver partecipato ad operazioni terrificanti come Doom, si presenta come una sorta di nuovo messia vampirico pronto alla guerra contro gli umani, governati con il pugno di ferro dalla sempre poco piacevole Chiesa - e nella critica alla stessa credo sia da ricercare la mia istintiva quasi simpatia per questa trashata galattica -, ragion per cui il nostro Polpetta avrebbe dovuto lasciare all'ex amico carta bianca fin da subito.
Se non fosse che, prima di avviare l'intera operazione, il buon Urban commette il madornale errore di rapire la figlia del suddetto Polpetta per stuzzicare il vecchio compagno d'armi - ma per quale motivo, poi!? -, allevata dal fratello - curiosamente, il Bill Compton di True blood - ed innamorata di uno sceriffo di frontiera - anche qui un altro vampiro, questa volta proveniente dal fantastico mondo di Twilight -: da questo momento in poi per il protagonista diventerà una questione d'onore fare il culo più grosso possibile a questi cattivissimi, deformissimi vampiri - tranne Urban, ovviamente, fico, ben vestito e dalla lingua sciolta, come già sottolineato - grazie anche all'aiuto di un'altra ex commilitona palesemente innamorata di lui - terrificante il siparietto "io sono stata presa dalla Chiesa vergine, Polpetta no, quindi per lui il passaggio è stato ancora più duro" -.
Passata qualche difficoltà iniziale, a suon di battute che ricordano il peggio delle pellicole action anni ottanta che tanto amo - finchè si resta nell'ambito - esplosioni e squartamenti vari, si giunge all'inevitabile conclusione positiva che apre gli scenari ad un ipotetico sequel.
A quel punto, un sorriso di quasi compatimento si dipinge sul mio volto: ma è tutta scena.
Maschera il brivido che possa accadere davvero.
Chissà, magari l'estate prossima, pronto a colpirci quando meno ce lo aspettiamo.
Sì, anche nell'intimità del bagno.

MrFord


"Las manos arriba cintura sola
da media vuelta danza kuduro
no te canses ahora que esto solo empieza
mueve la cabeza danza kuduro."
Don Omar feat. Lucenzo - "Danza kuduro" -

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