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mercoledì 1 ottobre 2014

Tartarughe ninja

Regia: Jonathan Liebesman
Origine: USA
Anno:
2014
Durata:
101'





La trama (con parole mie): April O'Neal è una reporter che aspira a lavorare in prima linea nella ricerca di notizie e scoop legati a storie importanti e che contano, piuttosto che continuare a presentare inutili servizi dedicati alla ginnastica dei vip. Quando il temibile Clan del piede, organizzazione criminale che da tempo minaccia e terrorizza New York, comincia ad essere fronteggiato da un gruppo di misteriosi vigilantes, la giovane giornalista scopre un legame tra gli stessi e la sua infanzia, il defunto padre ed il magnate William Sachs: il gruppo di improvvisati eroi, infatti, si rivela essere un quartetto di tartarughe adolescenti mutanti addestrate nelle arti marziali da un topo umanoide e rifugiatisi nelle fogne della Grande Mela quindici anni prima, salvate proprio da April bambina.
Riusciranno i curiosi giustizieri accanto alla reporter a salvare la città mantenendo la loro identità segreta? E Shredder, il terribile leader del Clan del Piede, potrà davvero essere affrontato dai giovani combattenti? 







Se non ricordo male fu nell'ottobre del millenovecentonovanta - che pare una vita fa, ormai - che, nel corso di un party "cumulativo" - era il mese in cui, alle medie, avevamo più compleanni, ed i genitori si divertivano ad organizzare feste di gruppo con giochi e quant'altro -, ricevetti in regalo lo skateboard delle Tartarughe ninja, che ai tempi erano un vero e proprio cult, tra cartoni animati, giocattoli ed improvvisate assegnazioni di parti al parco o quando si passava il tempo con gli amici.
In realtà la mia tavola su ruote restò poco utilizzata - la bicicletta finì per piacermi molto di più -, il film dedicato ai TMNT lo ricordo ancora, oltre che per il fatto di averlo poi registrato e rivisto in un centinaio di altre occasioni, soprattutto con mio fratello, perchè lo raccontai a mia nonna in ospedale non troppo tempo prima che morisse, e piano piano anche i giocattoli ed i ricordi svanirono nel buio dell'adolescenza, prima che il Cinema diventasse la passione che è oggi.
Quando seppi dell'intenzione di riportare sulla cresta dell'onda le tartarughe più famose del mondo del Fumetto e dell'animazione non sapevo se essere contento, considerati gli scempi che, negli ultimi anni, sono stati fatti di molti dei miti della mia infanzia, da Nightmare a Robocop, ed ho finito per rimanere in attesa ignorando, di fatto, la presenza di Megan Fox e dei suoi agghiaccianti pollici nel cast, concentrandomi solo sulle aspettative che i quattro curiosi eroi avrebbero deluso o rispettato: il risultato è una sorta di via di mezzo molto legata all'approccio di chi si confronta con la pellicola.
Di fatto, se vi aspettate una sorta di remake del trash ma cultissimo film del già citato novanta probabilmente resterete delusi, considerata la parentela che questa nuova incarnazione ha con i lavori di Michael Bay, così come se, scelleratamente, avrete scelto di dedicare una serata alle tartarugone esperte di arti marziali nonostante i vostri gusti richiamino più il Cinema francese l'alto bordo: se, al contrario, l'approccio sarà sguaiato e senza pretese come se foste davanti ad uno Sharknado qualsiasi, allora, potrebbe addirittura essere che la baracconata di Jonathan Liebesman possa addirittura strapparvi qualche sorriso e far tornare, complici durata e svolgimento, ai tempi in cui i titoli di questo tipo erano semplici e diretti come dovrebbero essere, con poche e definite sfumature, il cattivo che è davvero cattivo ed i buoni pronti ad affrontare i momenti di difficoltà per poi tornare alla carica nel più classico dei finali a stelle e strisce.
Il resto, dalla sceneggiatura alla realizzazione, è trascurabile quanto innocuo, e suonerà probabilmente familiare sia ai conoscitori della storia delle quattro tartarughe guidate dal mitico Splinter sia ai neofiti, considerato che l'evolversi della vicenda rispecchia pienamente gli standard che il genere impone: personalmente, mi sono tutto sommato divertito a rivedere sullo schermo Leonardo, Donatello, Michelangelo - il mio favorito ai tempi dell'infanzia - e Raffaello - divenuto il mio riferimento dal primo film in poi -, così come un pò di sane sequenze a suon di effetti e gran casino che in una certa misura hanno finito per riportarmi indietro nel tempo molto più di schifezze recenti come Transformers 4 - sempre per rimanere in tema Michael Bay -.
Un pop corn movie a tutti gli effetti, dunque, e senza dubbio non il peggiore dedicato a questi personaggi che, se trattati da autori validi, sarebbero sicuramente in grado di esprimere ancora - soprattutto verso le nuove generazioni - le loro potenzialità senza bisogno di indossare le Beats o parlare facendo il verso ai giovani del momento.
Nella speranza che prima o poi questo avvenga, per una serata a neuroni spentissimi qui al Saloon va bene anche così.



MrFord



"Cowabunga, I'm ridin the wave, 
ridin the wave, ridin the wave
girl cowabunga, I'm divin deep inside of you, 
divin deep inside of you, girl divin deep inside of you
cowabunga!
I'm ridin the wave, ridin the wave, ridin the wave
Girl cowabunga, I'm divin deep inside of you, 
divin deep inside of you, girl divin deep inside of you."
One Chance - "Cowabunga" - 



giovedì 4 luglio 2013

Thursday's child


La trama (con parole mie): l'estate cinematografica prosegue, accumulando un weekend cinematograficamente inutile dopo l'altro. Fortunatamente, per festeggiare questo quattro luglio, non avremo esclusivamente sòle in agguato, ma anche un paio di titoli interessanti ed un altro pronto a scaldare le bottigliate del sottoscritto - qualcuno ha detto Malick!? -.
Almeno, in mancanza di qualcosa di davvero clamoroso, potrete sempre godervi le consuete schermaglie tra il vecchio Ford ed il finto giovane Cannibal Kid, pronti a guerreggiare anche in periodi normalmente dedicati alla tregua delle ferie.

 
Lone Ford con il suo aiutante, Cannibal Tont.

 
The Lone Ranger di Gore Verbinski


Il consiglio di Cannibal: sarà anche meglio di Walker Texas Ranger, però basta con ‘sti ranger!
Un film western d’avventura prodotto dalla Disney?
Cos’è, un sogno fordiano di una notte di mezza estate che diventa realtà?
Per me trattasi invece di autentico incubo. Johnny Depp ha dimenticato i tempi in cui era un paladino del cinema alternativo e ormai ha fatto l’abbonamento a queste pessime mega operazioni commerciali. Se già I pirati dei Caraibi a me facevano venire il mal di mare, figuriamoci ora cosa capiterà con questa pellicola perfetta per il blogger rivale. L’unico western degno di essere visto quest’anno (e forse negli ultimi decenni) resta Django Unchained. Tutto il resto è noia. Anzi, tutto il resto è Ford.
Il consiglio di Ford: The Lone Ford
Ed ecco una delle uscite commerciali più attese dell'estate, che purtroppo non è la trasposizione della vicenda del ranger Ford intento a sopportare il suo Tonto assistente Peppa Kid, bensì una baracconata supercommerciale che non mi attrae per nulla, ma che andrò a vedere giusto perchè al Saloon sono arrivati dei biglietti omaggio.
Certo, considerato il nulla di questo periodo, potrebbe anche venire buono per intrattenere una sera senza pretese, ma non mi aspetterei niente di più: un po’ quello che succede quando apro Pensieri cannibali.

"Caro Cannibal Tont, è inutile che continui a cercare di attaccarmi la pezza: non sono mica il tuo amico Coniglione!"

To the Wonder di Pippone Terrence Malick


Il consiglio di Cannibal: questa sì che è una meraviglia
Appassionati di grande cinema date retta a me, non a quel pazzo ubriacone di Mr. James Ford. To the Wonder non sarà ai livelli del capolavoro assoluto The Tree of Life, uno dei vertici del cinema mondiale di sempre, ma è comunque una visione meravigliosa, intensissima, piena di poesia. Non ascoltate le critiche e immergetevi totalmente in un film che è pura meraviglia. Come già dissi anche nel mio post
affidatevi a Dio Malick. E fate sprofondare Ford all’Inferno cinematografico, insieme ai suoi ridicoli Fan Damme, Gatto Silvestro Stallone e Schwarzyno.
Il consiglio di Ford: to the pippa
C'era una volta Terrence Malick, regista rivoluzionario in grado di sfornare Capolavori pronti a sconvolgere l'intera comunità cinematografica una volta ogni cinque, dieci, quindici o vent'anni.
Poi, un disgraziato giorno, il suddetto Terrence ha finito per ammalarsi di woodyallenite, ed ha cominciato a sfornare un progetto dietro l'altro per la gioia dei radical chic, delle giurie dei grandi Festival e per i poveri nerd della settima arte come il mio antagonista: la prova assoluta della malattia è stato The tree of life, uno dei pipponi più clamorosi mai creati da un regista, nonchè titolo che ha di fatto ribaltato la mia opinione sull'ex eremita del Cinema USA.
Ho pronto da vedere questo To the wonder, che già a Venezia è stato accolto in maniera tiepidina anche dai suoi fan, e ammetto di non vedere l'ora di bottigliarlo come si conviene.

"Benedicimi, Padre, perchè ho peccato: mi è piaciuto The tree of life!"

Questi sono i 40 di Judd Apatow


Il consiglio di Cannibal: guardatelo per prepararvi al sequel, Questi sono gli 80 con Mr. James Ford
Per quanto mi riguarda, per quanto non un capolavoro, è una della migliori commedie dell’anno e una visione se la merita tutta. Una pellicola divertente ma anche riflessiva. Questi sono i 40 e questo è il cinema di Judd Apatow, un grande della comedy americana con cui sono garantite risate, uno sguardo sul crescere e sull’invecchiare (non ho detto diventare vecchi decrepiti come Ford) e anche qualche bel momento di pura Megan Fox. Oh yes. Alla faccia di Ford!
Recensione cannibale in arrivo a breve.
Il consiglio di Ford: quando arriverà ai quaranta - ovvero a breve - il Cannibale continuerà a dire di averne venti.
Non imprescindibile, questo nuovo lavoro targato Apatow, eppure divertente e fresco come pochi se ne sono visti negli ultimi mesi, e senza dubbio nell'ambito della commedia una delle cose migliori del duemilatredici.
In questo periodo di vacche magre non potete considerare di farvelo scappare, anche perchè è una bella riflessione sul tempo che passa, la famiglia e le storie d'amore.
E si riesce perfino a non fare caso agli orribili pollici di Megan Fox.
Recensione fordiana a brevissimo.

"Megan, il seno potrà anche andare, ma con i pollici proprio non ci siamo!"

The East di Zal Batmanglij


Il consiglio di Cannibal: Kanye East
Attenzione, perché dopo varie settimane stitiche, ecco che questa potrebbe rivelare parecchie soddisfazioni e anche una bella sorpresa. Non sto parlando del blog WhiteRussian, che ormai sono mesi che non propone una recensione degna di vero interesse, ma delle uscite nei cinema italiani. A To The Wonder e Questi sono i 40, si aggiunge tra le pellicole degne di nota The East, nuovo film interpretato e sceneggiato dalla idola Brit Marling dopo i notevoli Another Earth
e Sound of My Voice
quest’ultimo diretto proprio dall’impronunciabile Zal Batmanglij. Se a ciò aggiungiamo la presenza di Ellen Page e Alexander Skarsgard, abbiamo di fronte uno dei filmoni dell’estate, altroché Ranger e Superman e Brad Pitt con gli zombie.
Il fatto che una pellicola indie come questa sia riuscita a trovare una distribuzione dalle nostre parti, per quanto probabilmente in un numero ridotto di sale, è sorprendente quanto vedere Ford parlare bene di un nuovo film di Terrence Malick. Ma quello non credo accadrà. Ford di sorprese ne riserva solo in negativo…
Il consiglio di Ford: Go West o Go East?
Il Cinema indie è sempre una scommessa, una camminata sulla corda in grado di regalare perle destinate a diventare piccoli cult o schifezzuole destinate a diventare bersaglio indiscutibile di bottigliate selvagge: questo The East parrebbe - e il condizionale è d'obbligo - porsi nel primo gruppo, ma considerati i tempi non vorrei sbilanciarmi troppo presto, che è un pò quello che succede quando leggo che Peppa Kid ha pubblicato la recensione di un film interessante: ogni volta spero che si sia risvegliato dal suo coma cinematografico e ne abbia parlato bene, ed inevitabilmente le mie speranze vengono disattese.

"Per un momento ho pensato di stare girando un film di Malick: poi, fortunatamente, mi sono accordo di aver solo esagerato con il Tru Blood!"

Italian Movies di Matteo Pellegrini


Il consiglio di Cannibal: girate alla larga dagli Italian Movies ma (forse) non da questo
In maniera un po’ ingenua, spero sempre che Ford possa mostrare qualche lampo di sanità mentale e, già che c’è, di buon gusto cinematografico. Puntualmente vengo deluso. Lo stesso vale per il cinema italiano. Ogni tanto provo a dargli una possibilità, lo incito: “Dai, che questa volta che la fai.” Ma poi non ce la fa. Questo Italian Movies con il redivivo Filippo Timi e un cast multietnico sembra poter essere qualcosa di diverso dalla solita commedia all’italiana e sembra meritare una chance. Anche se so già che, come con Ford, potrei pentirmene amaramente.
Il consiglio di Ford: di Italian movies, quest'anno, ne ho proprio abbastanza.
Non me ne voglia il buon Filippo Timi, ma dopo mesi come quelli cui abbiamo assistito da questa rubrica ed in sala rispetto alle proposte del Cinema nostrano, la mia voglia di sperimentare e scoprire di avere torto a mostrare pregiudizi sui prodotti italiani è sepolta accanto al sogno di scoprire, un giorno, che Cannibal Kid è soltanto un articolato scherzo e che in realtà Marco Goi se ne intenda almeno un poco di Cinema.

"Cannibal, è inutile che ti chiudi nella mia roulotte: non ci sono coniglioni, lì!"

The Last Exorcism - Liberaci dal male di Ed Gass-Donnelly


Il consiglio di Cannibal: liberaci dal Ford
Non mi piacciono i film sugli esorcismi e già il primo me l’ero risparmiato alla grande. Se volessi farmi del male, potrei recuperare quello e poi guardarmi pure questo secondo episodio, in una maratona esorcistica paurosa. Se volessi fare del bene all’umanità, potrei invece praticare un esorcismo, su Ford naturalmente, e liberarlo dal demone della tamarragine. Ma ho paura che possa rivelarsi una missione impossibile…
E comunque, speriamo che almeno questa volta tengano fede al titolo: The Last Exorcism, the last, l’ultimo, poi basta!
Il consiglio di Ford: liberateci da questi film!
Gli esorcismi al Cinema - se si esclude l'originale firmato William Friedkin - non hanno mai avuto troppa fortuna, e onestamente non penso proprio che questo inutile secondo capitolo di una "saga" decisamente perdibile possa invertire la tendenza.
Considerata, inoltre, l'agghiacciante esperienza che l'anno scorso vissi con L'altra faccia del diavolo e quella che sopporto ogni settimana con il Cucciolo Eroico, direi che ne ho abbastanza!

"Ebbene sì, ho adorato The tree of life, e allora!? Sono perfettamente sana, nel corpo e nello spirito!"

Dino e la macchina del tempo di John Kafka, Yook-suk Choi


Il consiglio di Cannibal: Ford e i suoi amici dinosauri
No, la fordianata bambinata nooo!
Pellicole d’animazione di serie B come queste dovrebbero ormai essersi estinte, insieme ai dinosauri, a Ford, a Forza Italia, a Napolitano e al wrestling.
Il consiglio di Ford: Cannibal e la macchina del tempo.
Sul suo diario segreto, nascosto in un cassetto segreto del comodino segreto della casa delle bambole segreta nella sua cameretta, Peppa Kid ha scritto che sogna di inventare una macchina del tempo per tornare al periodo della sua adolescenza, invece di continuare a spacciarsi per diciassettenne anche in piena età adulta.
Dovevo parlare di un film!? Quale film!?

"Peppa Kid, quante volte ti ho detto che non puoi entrare nel Jurassic Ford!?"

Il grande orso di Esben Toft Jacobsen


Il consiglio di Cannibal: il grande orso? Ma và, che Ford in fondo in fondo è un tenero orsacchiotto!
Visto che un film d’animazione evitabilissimo questa settimana non bastava, ecco che arriva anche il danese Il grande orso a fargli concorrenza. Da quale dei due stare più lontani?
Direi Dino e la macchina del tempo. Questo sembra un pochino meglio, ma me lo risparmio comunque volentieri, lasciando la visione al Fordino e soprattutto a quell’eterno bambinone del Fordone.
Il consiglio di Ford: il grande bolso...
... Che poi sarebbe il Cinema di quest'estate.
Avanti con i recuperi!

Il grande Ford fotografato (in parte) da Peppa Kid.

Violeta Parra - Went to Heaven di Andrés Wood


Il consiglio di Cannibal: James Ford - Went to Hell
Pellicola biografica su Violeta Parra, cantante, poetessa e artista a tutto tondo cilena di cui non sapevo nulla. Fino ad ora. Il merito di film come questo, al di là del valore cinematografico tutto da verificare, è quello di far conoscere delle figure degne di nota, in modo da poter ampliare le proprie conoscenze. Senza rimanere ancorati sempre agli stessi nomi, come Ford che è ancora fermo ai Kiss e ad Hulk Hogan uahahah.
Il consiglio di Ford: Marco Goi - Went from Casale
Ispirato da questo film costruito sulla figura di un'artista cilena sconosciuta, ho deciso di realizzare un documentario sulla vita di uno sconosciuto artista di Casale, tale Marco Goi.
Le riprese inizieranno a brevissimo ed includeranno sequenze di estremo realismo grazie alle quali potrete osservare Peppa Kid sbatacchiato come un pupazzone da Ford.

Uno scorcio di Casale, setting del prossimo documentario di Ford incentrato sulla figura mistica di Marco Goi.

Crew 2 Crew - A un passo dal sogno di Mark Bacci


Il consiglio di Cannibal: Ford 2 Ford - A un passo dall’incubo
Era già da un po’ che non arrivava un film sulla danza. Pensavo fossero passati di moda e in effetti è così. Peccato che in Italia arriviamo come al solito in ritardo su tutte le cose e quindi ecco il Save the Last Dance de’ noantri con giusto una decina d’anni di ritardo.
Il risultato? Sembra Paso adelante, la serie tv con cui è cresciuto Mr. Ford, ma forse è pure peggio…
Il consiglio di Ford: a un passo dall'oblìo.
Faccio finta di non aver letto o visto nulla di questo film.
Vi prego, fatelo anche voi.
Il Cucciolo non mi ha ascoltato, e ora vaga per le strade con un costumino attillato improvvisando balletti degni di Step up.

Una crew di groupies del Cannibale preparano la prossima coreografia.

giovedì 16 febbraio 2012

Le non recensioni di MrBertFord: the Twilight edition

La trama (con parole mie): passati i fasti della scorsa estate, a grande richiesta da tutti i fan dei Transformers e dei pollici deformi di Megan Fox, tornano le non recensioni scritte a quattro mani da Bert e il sottoscritto, questa volta pronti a fornire una nuova non-versione della saga di Twilight, letteraria e cinematografica.
Il sempre versatile Bert si è occupato di non riscrivere il romanzo ed il vecchio Ford di non recensire la sua trasposizione cinematografica.
A voi ora il giudizio: riuscirà a fare meglio dell'originale?



TWILIGHT - IL NON LIBRO

Quella sera l'aria sapeva di pomeriggio*, il sole filtrava dalle veneziane semichiuse. 
Non amava la luce Ed, non la amava in generale e oggi, dopo il suo ultimo fallimento, non riusciva proprio a sopportarla.
Nell'angusta stanza al terzo piano del numero 36 di via le mani dal naso, una squallida palazzina di quelle che negli anni '60 spuntavano improvvisamente come brufoli sul viso di un quattordicenne brufoloso, oggi c'era un insolito silenzio; tutto taceva, tutto sembrava tranquillo, ma, in quella stanza, nulla lo era.
Entrando non si poteva fare a meno di notare quanto quello spazio fosse riempito da un vuoto quasi opprimente; niente orpelli nel loro lavoro: due scrivanie, una di fronte all'altra; due sedie di quelle scomode per i clienti; due poltrone; Ed e J Con un'unica occhiata si poteva vedere il marciume che grondava da quella stanza; il pavimento, con le sue assi staccate, scricchiolava a ogni passo; sulla parete di fondo era ben visibile una larga chiazza di umidità che si estendeva fino al soffitto; aprendo la porta l'odore di fumo e muffa ti arrivava dritto allo stomaco. Nessun loro cliente avrebbe mai notato tutto questo, perché se cerchi Ed e J devi essere pazzo, ubriaco o talmente disperato da essere disposto a tutto.

La sede di lavoro di Ed e J.

- Interno 8.

L'ubriacone del quarto piano aveva deciso di smaltire la sbronza nell'androne del palazzo anche quella notte, le sue parole sbiascicate a stento arrivarono fino alla stanza di Ed e J: l'interno 8 appunto. Erano le 14:27, il caldo umido di quell'inizio giugno era insopportabile, i giornali dicevano che questo era il mese più caldo degli ultimi 53 anni, ma i giornali ormai non erano più credibili da tanto, forse proprio da 53 anni; il caldo, in ogni caso, era vero e nessuno usciva di casa alle 14:27 senza un motivo.
L'ascensore iniziò a emettere i soliti cigolii, si fermò al terzo piano, un passo, due passi, tre passi. Dietro la porta semitrasparente dell'interno 8 apparve una sagoma esile, nervosamente, la sagoma bussò due volte e, senza attendere alcuna risposta, entrò nella stanza.
Era una ragazza abbastanza giovane, esile e quasi insignificante, una di quelle che non noteresti mai; ben presto si sarebbe rivelata anche noiosa. Al suo ingresso Ed ebbe un fremito: aveva iniziato a sentire l'odore del suo sangue mentre lei era ancora in strada, ora la stanza gli sembrava satura di quell'aroma e si tratteneva a fatica dal saltarle addosso per nutrirsene.

Il chiodo fisso di Ed all'arrivo di Isabella.

J non era uno di tante parole, quello che sapeva parlare era Ed, ma adesso Ed era seduto, immobile, non aveva mosso un muscolo da quando la donna era entrata nella stanza, temeva che se l'avesse vista non avrebbe potuto resistere all'istinto di saltarle al collo, per questo se ne stava lì, a fissare la chiazza di umidità sulla parete; non era la prima volta che capitava, quindi anche stavolta toccò a J capire cosa volesse quella ragazza insipida.
Disse di chiamarsi Isabella, Isabella Swan. Swan: cigno; forse in un'altra vita lo era stata, adesso sembrava solo un brutto anatroccolo denutrito. Era lì, in piedi, di fronte alla scrivania, quelle sue gambette ossute non riuscivano a rimanere ferme, Ed era infastidito da quel continuo movimento, lo distraeva, aveva quasi voglia di frantumarle le rotule a forza di mazzate, ma in quella stanza non c'era una mazza; questo pensiero lo fece sorridere per un momento. Cercò di concentrarsi per ascoltare le parole della ragazza, ma quelle gambe!
Dovette insistere non poco per riuscire a farla sedere, il pensiero di quelle ossa nascoste solo da un sottile strato di pelle non era totalmente sparito neanche in quel modo, ma almeno ora non le vedeva più e questo bastava per permettergli almeno di sentire la voce noiosa della ragazza insipida.

Il chiodo fisso di J all'arrivo di Isabella.

Isabella cominciò nuovamente a parlare, fu un quel momento che J si accorse per la prima volta dell'odore di marcio che usciva dalla sua bocca: ogni parola della ragazza era intrisa di putrefazione; i suoi discorsi non avevano alcun senso e, in sostanza, non si capiva per quale motivo fosse arrivata a chiedere il loro aiuto, ma J sapeva: Isabella era morta e non se n'era accorta.

Capitava, di quando in quando, che la Morte si trovasse di fronte un individuo talmente insulso da essere ignorato perfino da lei, o almeno questo è quello che dicevano alcune vecchie leggende; di certo Isabella era insulsa e, molto probabilmente, lo era così tanto da meritarsi di essere ignorata perfino dalla trista mietitora.

Avevano già avuto un caso del genere, lui era Mike B., ma quella volta era stato lui a rifiutare la morte, perché aveva risposto male a una sua domanda e il notaio aveva detto:
- No.
 

Mike B., l'uomo che ingannò la morte.

Stavolta era tutto diverso, per farla finalmente andare dove doveva andare, per dove doveva andare, dovevano trasformarla e renderla, almeno in apparenza, una persona interessante. Dovevano ingannare la Morte.

J disse alla ragazza che si sarebbero incontrati alle 4:00 nel bel mezzo del quadrilatero delle vittime, fashion victim, s'intende (più precisamente all'incrocio tra la quarta strada, via Quarto, via dei quattro cantoni e quella via, di cui non ricordava il nome, dove c'è la sede di Quattroruote), poi spiegò la situazione a Ed, che ormai si era abituato all'odore del sangue della ragazza e, da diligente membro dell'Associazione Nazionale Vampiri Emo Vegetariani (ANVEV), aveva ormai raggiunto il pieno controllo sul proprio istinto.

Era giunto il momento di mettersi al lavoro, avevano poco più di un'ora di tempo per prepararsi all'azione. J sapeva che in una situazione del genere avrebbe dovuto dare libero sfogo a tutti i propri poteri, fu per questo motivo che disse a Ed di aspettarlo fuori dalla stanza. Il vampiro si chiuse la porta semitrasparente alle spalle.

Sapeva che J era un licantropo speciale, ma non aveva mai avuto l'occasione di vedere le sue sembianze animali; dall'interno della stanza provenmero grida strazianti, suoni talmente acuti da far incrinare il vetro della porta, poi il silenzio, uno strano odore di fragola si diffuse per le scale, la porta si aprì e J mostrò il suo vero aspetto: era un mini pony viola, il suo crine aveva i colori dell'arcobaleno ed era il suo alito a odorare di fragola; Ed lo guardò con aria incuriosita, poi, dalla tasca sinistra della sua pelliccia ecologica, prese una spazzola ed iniziò a pettinare quella chioma che già invidiava al suo collega. J nitrì stizzito qualcosa che somigliava a un "che mazzo fai", con un mezzo inchino invitò Ed a salirgli in groppa e, insieme, volarono fuori dalla finestra delle scale alla volta del luogo dell'appuntamento.

Il vero aspetto da licantropo di J.

Fine del primo libro.

*qui ho citato Woody Allen, anzi no.

TWILIGHT - IL NON FILM

 
Neanche il tempo di sbancare i botteghini delle librerie, ed ecco che la grande macchina della produzione Transformers già stanziava i primi fondi per portare a casa un nuovo successo planetario.
Ovviamente nel ruolo di Bella viene chiamata la Dea - per i robottoni - Megan Fox: per ovviare al problema delle caviglie grosse rispetto alle gambe scheletriche della protagonista del libro il Transformer chirurgo applica immediatamente una liposuzione alla diva, rendendola perfetta per la parte.
Ad impersonare il romantico e schivo Ed una vera sorpresa: Cannibal Kid, che dopo il successo della serie "Teen, il cucciolo eroico" è sulla bocca di tutti gli esperti di settore.


Dopo i successi di Teen Cucciolo Eroico, Cannibal Kid è pronto per il grande salto del Cinema.

Il ruolo di J, dopo una battaglia all'ultimo steroide, è assegnato a John Cena, che ha promesso almeno una mossa spaccaschiena sul suo collega.

John Cena è perplesso: riuscirà Cannibal a resistere all'Attitude adjustment?
Per poter portare a casa un vero e proprio successone, però, mancava il tocco magico del regista: a questo punto, a seguito di una sessione di preghiera del Kid e dei Transformers - ebbene sì, anche Cannibal è parte del culto foxiano - la sovrana dei pollici deformi delibera che a dirigere questo primo capitolo, rigorosamente in 3D, sarà James Cameron, regista amatissimo dal protagonista maschile, che, come verrà dichiarato in seguito, ha avuto con lo stesso anche un rapporto di tipo sentimentale e molto bromantico.

Cameron è pronto a dirigere i suoi protagonisti.
Le riprese, studiate nel dettaglio e realizzate in più di cinquanta differenti locantions pur essendo quasi ed esclusivamente interni che potevano essere replicati in studio, mettono in campo tutto il meglio della tecnologia umana e non, tanto che alcuni dei Transformers vengono modificati per divenire carrelli, steadycam e via dicendo.
Ad ottimizzare l'effetto del 3D vengono inserite delle riprese speciali della Fox intenta a compiere la sua mossa favorita, quel Samoan Spike che tante vittime aveva mietuto non troppo tempo prima: per gli spettatori in sala la sensazione sarebbe stata quella - terrificante - di avere il pollice della protagonista pericolosamente vicino alla faccia, in primissimo piano: una cosa che neppure gli horror più estremi avevano osato.


 

Cannibal e John Cena, nel frattempo, divengono inseparabili sul set, con il popolare wrestler che giura che, sotto l'effetto del sangue finto utilizzato nelle riprese, Kid pare aver dichiarato di voler partecipare ad un evento della WWE, con le fonti più vicine agli attori pronte a rivelare che potrebbe trattarsi addirittura di Wrestlemania, per una sfida contro Undertaker nella speranza di interrompere la leggendaria streak vincente di quest'ultimo.


Undertaker sul chi vive: dovrà davvero affrontare Teen Kid a Wrestlemania?
Incredibilmente, questa volta tutto fila liscio, tanto da cementare nei Transformers la fede in Megan Fox: il film è girato a tempi di record - 20 giorni appena -, e Cameron, da bravo perfezionista, dedica alla post produzione soltanto una settimana, confezionando per Prime e soci un prodotto di altissima qualità nonchè legato alla redditizia industria degli occhialini di plastica che il pubblico si ritrova a dover forzatamente acquistare con il biglietto, pena l'espulsione dalla sala con un Samoan Spike d'antologia. Trama pessima, interpretazioni agghiaccianti - pare che tutti e tre i protagonisti siano destinati al Razzie Award -, confezione di lusso sfrenato ed esplosioni come ogni film in 3D richiede: tra queste una vertiginosa sequenza con la soggettiva di una goccia di sangue dal corpo di Bella allo stomaco di Ed.

L'ambitissimo Razzie, che pare finirà tra le mani di tutti e tre i protagonisti.
Tutti felici e contenti, dunque?
Ebbene no.
I Transformers, agghiacciati dalla parcella presentata da Cameron riguardo il suo compenso ed il costo delle riprese, si ritrovano a dover vendere parti dei loro corpi come ricambi per auto in modo da venire incontro alla crisi e contenere i costi, ritrovandosi poi in gruppo di preghiera - ovviamente con il fu Cucciolo Eroico - in modo da chiedere consiglio alla Megan divina. Detto, fatto, e l'attrice, inviperita per il trattamento riservato da Cameron ai suoi fedeli, colpisce il regista con un Samoan Spike reso ancora più violento dal supporto fornito da Cena nello spingere il pollice dritto dritto nella gola dell'uomo.

Con Cameron ko e ridotto ad un vegetale, alla produzione si presenta una domanda fondamentale in vista della realizzazione del secondo capitolo: chi sarà dietro la macchina da presa?Nel silenzio imbarazzato, un pensiero attraversa le menti di tutti.
Un pensiero legato alla Fede.
Il nuovo regista poteva essere solo uno.
Ma questa è un'altra storia...


Dite che sarà lui il regista del prossimo capitolo della saga? Solo Dio - e i pollici di Megan Fox - lo sanno...
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