In occasione, si spera - Gmail e il copia/incolla permettendo -, del ritorno effettivo della rubrica delle uscite qui al Saloon, questo vecchio cowboy ed il suo sempre sgradito compare Cannibal Kid ospitano una superstar direttamente dai lidi veneziani, pronta a commentare le uscite della settimana accanto a due decrepiti bloggers sfigati del nostro calibro - o almeno di quello del mio rivale -: non è ovviamente Manhattan, bensì la più famosa, sveglia, simpatica e piacente Valentina Ariete, che proprio da qui è partita nella sua parabola ascendente verso lo stardom giornalistico cinematografico. Nel caso avesse due posti, uno da guardaspalle e l'altro da pupazzo mascotte, sappia che io e Peppa Kid siamo sempre disponibili.
"Signore e signori, annunciamo l'ingresso in campo per la rubrica di questa settimana di Valentina Ariete!"
Dark Crimes
Valentina: Un detective che indaga su un omicidio oscuro, uno scrittore dal sorriso sinistro, Charlotte Gainsbourg piena di cicatrici sulla schiena (evidentemente non si è ancora ripresa dalle frustate di Nymphomaniac): tutto molto bello, l’atmosfera, guardando il trailer, c’è, se non fosse che non si può non pensare alla sanità mentale di Jim Carrey, che interpreta il protagonista. Se avete visto il documentario Jim & Andy: The Great Beyond. The Story of Jim Carrey, Andy Kaufman and Tony Clifton (ma anche solo il primo episodio dello show Comedians in Cars Getting Coffee, dove ammutolisce perfino Jerry Seinfeld) sarete certamente preoccupati anche voi, visto il suo problema a immedesimarsi troppo nei ruoli: è un attimo che ce lo ritroviamo a farneticare sui vaccini nemmeno fosse un esponente dell’attuale governo italiano. Cannibal Kid: Io sono preoccupato per la sanità mentale di Charlotte Gainsbourg. Se è l'unica attrice ad aver accettato di sua spontanea volontà di recitare per Lars von Trier più di una volta, ci dev'essere qualcosa in lei che non va. E sono preoccupato pure per quella di Mr. Ford... perché? Devo anche stare ancora a spiegarvi perché? Poi sono preoccupato per la mia, visto che sono stato contagiato dalla continua presenza in questa rubrica del mio blogger nemico. Sono inoltre preoccupato per la sanità mentale di Valentina, che ha ahilei accettato di partecipare a questa rubricaccia, mettendo a serio repentaglio la sua autorevolezza come giornalista cinematografica. Sono preoccupato pure per quella degli esponenti dell'attuale governo e di chi li ha votati. Insomma, la sanità mentale di Jim Carrey è l'ultimo dei miei pensieri. Così come questo thriller ad eleveto rischio scult. Ford: avevo una mezza idea di tentare la visione non fosse altro che per Carrey, ma il trailer e più di un paio di recensioni mi hanno fatto venire i brividi non in senso positivo, neanche stessi per iniziare la visione di uno dei soliti filmacci finto provocatori di Von Trier.
Se non altro, la presenza di Valentina aumenta a dismisura lo star power di questa rubrica affossata da me e dal Cannibale nel corso degli anni.
"Se ti becco un'altra volta a guardare Pensieri Cannibali finisci dritto in pasto ai pesci."
La ragazza dei tulipani
Valentina: Dopo La ragazza con l’orecchino di perla, La ragazza dei tulipani: ancora un dipinto al centro del racconto, un’ammucchiata di premi Oscar, Alicia Vikander, Christoph Waltz e Judi Dench, che nemmeno al Dolby Theatre, un amore tormentato, una passione irrefrenabile, Waltz che fa i suoi sorrisetti satanici a tavola (non può mancare, ce l’avrà scritto nel contratto, ormai è chiaro). Quando il trailer ci ha quasi convinto, spunta Cara Delevingne con il consueto sguardo spiritato: no grazie. Ormai non ci caschiamo più. Cara come L’uomo del monte al contrario: garanzia di sola. Valentina: Su questo film arrivo preparato perché l'ho già visto. D'altra parte, posso mica perdermi con un lavoro della mia beniamina Alicia Vikander?
Fatto sta che, pur non essendo certo un fan dei lavori in costume classicheggianti come questo, l'ho trovato una visione più leggera e gradevole di quanto mi aspettassi. In cui pure la mia cara Cara Delevingne riesce a fare la sua porca figura. Anche se Valentina non ci crederà mai. Ford: film che non avevo alcuna intenzione di vedere a prescindere da Cara Delevingne, e che eviterò di bullarmi affermando sia meglio del previsto come il mio rivale che, travolto dal suo ego e dalla smania di potere, si è addirittura finto Valentina pur di apparire in tv.
"Caro, è proprio lui, quel Cannibal che da troppo tempo mi perseguita." "Non preoccuparti, mia adorata. Libero i Ford e tanti saluti."
Slender Man
Valentina: Slender Man, fenomeno nato su internet a seguito di un concorso fotografico lanciato nel 2009 (giuro!), ha ora un film tutto suo. Ombra affusolata e secca come nemmeno Jack Skeletron, vediamo “L’uomo snello” aggirarsi per i boschi mentre diverse ragazzine storcono le facce e si mettono in bocca soltanto larve. Se è una nuova dieta per dimagrire non ci ha molto convinto. Cannibal Kid: Hanno realizzato un film su un mostro del web, e non è dedicato a Mr. James Ford?
Ma questo è un sacrilegio. Detto ciò, io questo horrorino teen mezzo scemo, o più probabilmente tutto scemo, non me lo lascio di certo sfuggire. Daje uomo snello, facce sognà, anzi facce avè incubi! Ford: avrei bisogno davvero di horror veri, piuttosto che di ometti snelli che potrei lanciare da una parte all'altra della blogosfera neanche fossi The Rock o John Cena. Un pò come avrei bisogno del piglio dell'Ariete come co-conduttrice piuttosto che del finto teen Peppa Kid.
"La voce di quel Ford mette proprio i brividi."
Mamma mia! Ci risiamo
Valentina: Un film sul niente, senza storia, senza Meryl Streep, senza praticamente filo logico. Ma c’è Cher: basta solo la vista di un suo piede (traballante) per farci gridare. Lily James, bella e brava, ce la mette tutta e ci fa innamorare, ma Cher è tutto. Cher è Dio. Cannibal Kid: Non ho mai visto il primo Mamma Mia!, nonostante gli ABBA non mi dispiacciano. Sarà forse per la mia congenita repulsione verso tutto ciò che ha a che fare con Meryl Streep. Adesso che dopo La La Land sono diventato un fan dei musical, o quasi, con l'arrivo del sequel sono tentato di fare un doppio recupero. Se poi Valentina dice che nel seguito la Streep praticamente non c'è, un motivo in più! Ford: gli Abba non mi hanno mai fatto impazzire, il primo Mamma Mia! l'ho evitato come la peste, o come un film consigliato da Cannibal. Non penso certo di tornare sui miei passi con l'inutile sequel.
"Per convincermi a girare questo film mi sono dovuto fare più Montenegro di Ford!"
Le fidèle
Valentina: Matthias Schoenaerts e Adèle Exarchopoulos che ammiccano vogliosi e copulano selvaggiamente tra corse di automobili e sparatorie: VENDUTO! Certo nel film si chiamano Gigi e Bibi… vabbé, venduto comunque. Cannibal Kid: Volevo scrivere esattamente la stessa cosa, ma Valentina mi ha anticipato. :) Ford: Per me era venduto prima che lo acquistassero Val e Katniss Kid. Potenziale sorpresa della settimana.
"Vi dico che hanno finito tutta la birra: dev'essere passato Ford a fare l'aperitivo."
Revenge
Valentina: Bionda mozzafiato (Matilda Lutz è stupenda), circondata da tre loschi figuri che la guardano sbavando. Dal guardare si passa alla violenza, dalla violenza al (tentato) omicidio. Poi lei diventa un angelo sterminatore. Un po’ Buffy l’ammazzavampiri, un po’ Mad Max: Fury Road, il trailer più fomentante della settimana. Ah, voglio quell’orecchino a stella. Cannibal Kid: Una pellicola decisamente consigliata, per quanto io in genere non sia un grande fan dei troppo fordiani thriller survival, di cui avevo già parlato (http://www.pensiericannibali.com/2018/06/revenge-la-vendetta-e-un-peyote-che-va.html)...
Ok, più che della pellicola avevo parlato di Matilda Lutz che sì, confermo, è davvero stupenda. E non a caso ora svetta nel nuovo header di Pensieri Cannibali. Ford: film che ho visto qualche tempo fa e che ho trovato tamarro quanto funzionale, esagerato quanto interessante nello stimolare riflessioni, pop nel look e fighissimo e quasi tarantiniano nella resa. Insomma, direi che il suo l'ha fatto anche dalle mie parti, nonostante attendessi la sua uscita per pubblicare il post che arriverà a breve. E se io e il Cucciolo Eroico siamo d'accordo, cosa aspettate a correre a recuperarlo!?
"Cannibal, adesso ti impallino per bene, così impari a guardarmi il culo per tutto il film!"
Teen Titans Go! Il film
Valentina: Film d’animazione sui supereroi sfigati dell’universo DC che si prende in giro a suon di puzzette e battute di pancia: non si sa come, è già meglio di Justice League. Cannibal Kid: Ahahah, mi sa che ho trovato qualcuno che ha sopportato Justice League ancora meno di me. E io non sono manco riuscito a superare lo scoglio della prima mezz'ora di film... Ford: era facile fare meglio di Justice League. Mi sa che è ora che i Teen Titans soppiantino i più blasonati eroi "di serie A" della DC Comics.
"Hey Batman, prendiamo il Cucciolo Eroico nel gruppo?" "Col cavolo, Superman! Io voglio Valentina Ariete!"
Ride
Valentina: Una gara, un bosco, tre ragazzi che sfrecciano in bici, schermi che ricordano il monolite di 2001: Odissea nello spazio, tutto girato con GoPro, con millemila inquadrature e stacchi di montaggio. La cosa più vicina a un trip da MDMA vista al cinema da un po’ di tempo a questa parte. Cannibal Kid: La trama del film sembra scritta in cinque minuti da Mr. Ford sotto effetto di MDMA. Se però Valentina, che per me è una delle massime autorità cinematografiche nazionali ormai anche al di sopra di Anna Praderio e Piera Detassis, dice queste cose, sono curiosissimo di mettermi in sella alla bici e partire per questo trip visivo. Sperando sia una versione action di Into the Void di Gaspar Noé, o qualcosa del genere. Ford: Cannibal, è meglio se non esci dalla tua cameretta da Donnie Darko se non vuoi rischiare di sbucciarti le ginocchiette in bici. Questa mi pare più roba da trip fordiano. Almeno spero. Perchè se non sarà così, a Val toccherà una bella scarica di bottigliate.
"Tu sei proprio fuori di testa: guidi peggio di Ford!"
La trama (con parole mie): Steven Russell, poliziotto dalla vita integerrima ed esemplare, a seguito di un incidente d'auto decide di scoprire le carte della sua esistenza dichiarando finalmente la sua omosessualità ed abbandonando famiglia e forze dell'ordine per dedicarsi alla libertà e alla truffa, campo che gli permette di eccellere e distinguersi più di quanto non abbia mai fatto.
Finito in carcere, l'uomo conosce Philip Morris, giovane detenuto anch'egli omosessuale, e tra i due nasce un amore destinato a cambiare le esistenze di entrambi, segnando di fatto la condotta più o meno lecita di Russell, che pur di vivere accanto all'uomo della sua vita finirà per portare all'estremo le sue abilità uniche nel raggiro, l'inganno e l'arte della fuga.
A volte capita che prodotti decisamente interessanti - vuoi per la pessima distribuzione italiana, colpevole di avere, in questo caso, anche snaturato il titolo originale e decisamente più evocativo I love you Philip Morris - ci passino sotto il naso senza essere notati e vengano riscoperti piacevolmente a distanza di anni, un pò come una banconota ritrovata piegata in qualche pantalone abbandonato da tempo nell'armadio: è proprio il caso di questa frizzante e dolceamara commedia carceraria con protagonisti Jim Carrey e Ewan McGregor, interessante critica alla società della forma tipica degli States benestanti in mano ai self made men pronti a mostrare ad ogni occasione il loro potere economico, politico e sociale.
Glenn Ficarra e John Requa, che più di recente hanno conosciuto gli onori della cronaca grazie al riuscito Crazy, stupid, love costruiscono una pellicola veloce ed arguta, che pesca a piene mani dall'esempio - pur superiore - del Prova a prendermi spielberghiano e consegna al pubblico un charachter tra i migliori della carriera di Jim Carrey, un personaggio geniale quanto caotico, travolgente nelle scelte di vita - la soddisfazione di vivere un'esistenza libero dai dettami della società "imposta" - quanto nei sentimenti - il legame con Philip Morris - eppure preda dei propri vizi e dei demoni quanto e più delle sue appena citate virtù.
Interessante, in questo senso, scoprire che, come l'Abagnale interpretato da Di Caprio in Prova a prendermi, anche Steven Russell sfodera una gamma potenzialmente infinita di risorse intellettive e di prontezza di spirito - emblematico, oltre alle numerose fughe dagli istituti di pena, il caso della sua pur breve carriera di direttore finanziario -, quasi il messaggio fosse una volta ancora quello passato attraverso una dichiarazione d'amore incondizionata per il talento, per quanto messo all'opera in campi non propriamente leciti.
Liberamente tratto dalla reale esistenza di Russell, Colpo di fulmine - Il mago della truffa è un ottimo esempio di pellicola in grado di combinare elementi autoriali, un piglio veloce da visione più che godibile, ottime interpretazioni ed una colonna sonora non solo azzeccata, ma anche in grado di regalare una panoramica degli anni che videro il protagonista districarsi - in tutti i sensi - dalle catene della Legge: e naturalmente, per quanto criticabile possa essere - ma lo è davvero? - la sua condotta, ci si ritrova tutti lì, a tifare spudoratamente per questo incredibile criminale pieno di risorse, pronto ad ogni sfida a giocare una posta sempre più alta, fino a realizzare addirittura l'impensabile per riguadagnare la vita senza limiti e lontano non solo dalle costrizioni, ma anche dalla volontà sociale di tenere al guinzaglio i suoi membri.
In questo senso trovano una dimensione addirittura poetica le immagini delle nuvole riferite alla giovinezza di Russell stesso, che con la scoperta della sua omosessualità divengono più che altro simboli di una battaglia contro il sistema che, seppur destinata, nella normalità dei casi, ad essere inesorabilmente persa, continua ad essere dichiarata dallo spirito di un uomo che non conosce catene o forzature, nell'amore così come rispetto alla fedina penale.
E per quanto possa risultare da molti punti di vista criticabile, mi sento di sostenere pienamente il charachter di Jim Carrey, trascinato da un'abilità, un intelletto ed una passione che, probabilmente, neppure le persone che lo hanno amato di più - l'ex moglie, il primo storico fidanzato, il candido Philip Morris - sono riusciti a percepire e vivere davvero appieno: considerato come, a volte, finisce per funzionare il nostro mondo, sarebbe forse più utile dare spazio a qualche genio preda di un pò troppe sregolatezze che a burocrati apparentemente rispettosi di ogni codice pronti a nascondere in modi ben peggiori dei più abili truffatori la loro vera natura di approfittatori.
MrFord
"I'm in the mood, the rhythm is right,
move to the music, we can roll all night.
oooh, oooh, slow ride - oooh, oooh ...
slow ride, take it easy - Slow ride, take it easy
slow down, go down, got to get your lovin' one more time
hold me, roll me, slow ridin' woman you're so fine."
La trama (con parole mie): il giovane liceale Dave, che diede origine ad una vera e propria rivoluzione di supereroi da strada nei panni di Kick-Ass, è fuori dai giochi da parecchio tempo. Approfittando dell'amica ed ex "collega" Hit Girl, lo stesso adolescente vorrebbe tornare a pattugliare le strade come ai vecchi tempi: quando, però, una promessa fatta all'amico fraterno del padre nonchè suo tutore pone la ragazza fuori dai giochi, il Nostro finisce per legarsi ad un gruppo di privati cittadini nonchè improvvisati supereroi guidato dal Colonnello Stelle e Strisce.
Intanto Chris D'Amico, precedentemente noto come Red Mist, è impegnato ad organizzare un piano che lo porti di nuovo sulla cresta dell'onda come supercriminale e, nei panni di Motherfucker, a vendicarsi del responsabile della morte di suo padre: Kick-Ass stesso.
I sequel non sono affatto una cosa facile, quando si parla di settima arte.
Un pò come non lo sono più i film di e sui supereroi, fino ad una decina d'anni fa una sorta di oggetto misterioso ed ormai divenuti una sorta di gallina dalle uova d'oro che probabilmente Hollywood continuerà a sfruttare fino a quando i guadagni soddisferanno produttori e distributori.
Come se tutto questo non bastasse, avevo letto davvero maluccio di questo secondo capitolo delle avventure di Kick-Ass, eroe decisamente particolare nato - sulla carta - dalla penna di Mark Millar - uno degli sceneggiatori di fumetti più importanti del Nuovo Millennio - e dalla matita di John Romita Jr - figlio d'arte nonchè colonna della Marvel per più di un ventennio - che qualche anno fa aveva aperto una nuova strada al genere sfruttando l'aspetto underground del fenomeno "uomini mascherati".
Accanto al primo Kick-Ass, infatti, riuscirono a trovare spazio anche pellicole decisamente buone come Defendor e Super, che ebbero il merito di esplorare da un'angolazione certamente differente rispetto a quella dei Batman nolaniani e degli Avengers il concetto di supereroe riportandolo, di fatto, alla dimensione che fece la fortuna delle creature made in Marvel legate alla fine degli anni sessanta e all'inizio dei settanta, dall'Uomo Ragno in avanti, ovvero quello del "supereroe con superproblemi".
Ma in tutto questo fiorire di citazioni di fumetti e film ispirati dagli stessi, cosa ha portato la visione del secondo capitolo di Kick-Ass al Saloon? Direi una sorpresa, rispetto quelle che erano le aspettative - molto basse - della vigilia: certo non una visione illuminante, o qualcosa di effettivamente innovativo e dirompente, eppure un divertente e sentito film d'intrattenimento che, seppur non scritto nel migliore dei modi, riesce a rimanere saldamente ancorato alla riflessione sul concetto che si cela dietro la maschera di un "super" - che sia eroe o criminale, poco importa - ed all'importanza del rapporto che ognuno di noi ha con la propria etica, così come la coesistenza della stessa con la realtà che ci sta attorno e che, quotidianamente, rischia di finire per soffocarci.
Ed è proprio il rapporto con la Realtà a divenire la benzina per questa macchina messa in moto da Matthew Vaughn - qui, purtroppo, presente solo nelle vesti di produttore -, che una volta dato fuoco alle polveri torna a lavorare sul concetto di crescita e di rapporto tra padri e figli regalando al prodotto finito una profondità niente male per quello che, di fatto, è un titolo molto pop, molto pulp e pure troppo, che passa dalla sempre mitica Hit Girl in bilico tra il suo passato accanto al genitore ed il presente legato alle promesse fatte al tutore per toccare lo stesso Kick-Ass nonchè la sua nemesi, l'ex Red Mist ora ribattezzatosi Motherfucker, senza contare quello che, di fatto, è il personaggio più interessante dell'intero lavoro, il Colonnello Stelle e Strisce interpretato da Jim Carrey.
Il resto è tutto un colorato calderone di trovate decisamente trash - dai costumi agli assurdi supercriminali messi insieme da Chris al "Merdomito" -, momenti tra il grottesco ed il comico e qualche scivolone nel cattivo gusto - le inutili aggiunte delle didascalie in stile fumetto -: senza dubbio non siamo di fronte al film dell'anno, e con discreta certezza posso affermare che il lavoro di Wadlow presta il fianco a numerose critiche, eppure resto convinto che, con una concreta dose di ingenuità - voluta o cercata - e la volontà di meravigliarsi ancora, si possa apprezzare Kick-Ass 2 come un piccolo pur se naif inno a quella follia positiva che, decenni or sono, portò un gruppo di autori a creare un genere che avrebbe incantato il mondo - o almeno una parte di esso - e che continua a farlo ancora oggi.
In fondo, una delle prerogative dei supereroi è rendere possibile l'impossibile.
MrFord
"I'm ok
you have that affect on me
but i need you desperatly
you know i need you desperatly
I halted that illusion
I'm not your average guy."
La trama (con parole mie): per festeggiare il Ferragosto nonchè quello che, probabilmente, è il weekend meno importante del Cinema di tutto l'anno, non solo i distributori hanno pensato bene di non inserire nessun inutile titolo italiano, ma anche di lanciare almeno un paio di pellicole potenzialmente interessanti o per lo meno degne di una visione.
E tanto per rendermi la vita ancora più difficile, neppure in quest'occasione sono riuscito a liberarmi del Cannibale: mi toccherà consolarmi in spiaggia, per dimenticare tutte queste delusioni!
Ford e Cannibal in un raro momento di quasi amicizia.
Kick-Ass 2 di Jeff Wadlow
Il consiglio di Ford: devo kickare il Cannibal nell'ass!? Volentieri, gratis e subito!
Sequel attesissimo del cult del 2010 Kick-ass,
film supereroistico anti-supereroe, questo ritorno in pista del paladino
giallo/verde e dei suoi compari - su tutti la splendida Hit girl - fa
salire vertiginosamente l'hype del sottoscritto, nonostante la mancanza
di un regista di richiamo si faccia sentire.
Le potenzialità, comunque, ci sono tutte, e spero
davvero che il risultato possa essere una di quelle perle in grado di
mettere d'accordo perfino i due nemici più acerrimi della blogosfera,
ovvero quell'ass kicker di Ford ed il suo rivale Cannibal Mist.
Il consiglio di Cannibal: io continuo a dare calci in culo a Ford!
Kick-Ass
aveva rappresentato una boccata d’aria fresca all’interno dello stantio
e fordiano panorama del cinema di supereroi degli ultimi tempi, si
riveda la mia recensione:
Una
volta detto questo, era necessario un seguito a quel gioiellino, che
per quanto mi riguarda sarebbe potuto anche essere rimasto un capitolo
isolato?
Considerando il cambio di regista e di
sceneggiatore, è lecito avere qualche dubbio su un’operazione del
genere. Per fortuna però c’è anche un cambio positivo: Jim Carrey
anziché Nicolas Cage. Qui si è fatto decisamente il salto di qualità!
Rivedere Kick-Ass e soprattutto Hit Girl in azione sarà un piacere, ma
temo che la delusione possa essere dietro l’angolo. Come capita con
quasi tutti i sequel, o con quasi tutti i film pompati dallo spompato
Ford.
"Io amico di Peppa Kid!? Non scherziamo, anzi: mettiamoci un proiettile sopra!"
Cani sciolti di Baltasar Kormákur
Il consiglio di Ford: cani sciolti... Contro il Cucciolo eroico!
Finalmente un'uscita degna di questo nome.
Dopo
il sorprendente Pain&Gain, Marc Wahlberg torna al lavoro con il
regista di Contraband affiancato da un mostro sacro del genere
"tamarrata d'autore", nientemeno che il Denzellone nostro, per una
vicenda che pare mescolare Man on fire ai classici film made in USA sul
traffico di droga.
Inutile dire che, una volta tornato al Saloon
rifocillato dalla vacanza, questo sarà uno dei primi titoli che andrò
felicemente a recuperare.
Il consiglio di Cannibal: Ford è meglio tenerlo al guinzaglio
Oddio, Mark Wahlberg che rottura di palle che sta
diventando! L’ex rapper-modello una volta mi stava anche simpatico, però
negli ultimi tempi sta esagerando con i film porcata. Questo Cani
sciolti in coppia con Denzel Washington, di recente tornato ad alta
quota con Flight, si preannuncia come il solito action-thrillerino fondo
di magazzino su due agenti sotto copertura.
Solita storia, solito film, solita replica che
agli amanti del cinema privo di originalità come Ford può bastare. Io
invece mi sa che passo.
"Pronto, Dwayne? Sto organizzando una festa a sorpresa per Cannibal, gli facciamo un bel corso intensivo di wrestling. Ci stai?"
Open Grave di Gonzalo Lopez-Gallego
Il consiglio di Ford: meglio tenere chiuse le tombe, in questa stagione si rischiano cattivi odori ed invasioni di insetti!
Ennesimo
horror probabilmente inutile ed ennesimo titolo distribuito soltanto
per attrarre qualche teenager in cerca di emozioni apparentemente forti e
di refrigerio in qualche serata costiera particolarmente calda.
Roba, comunque, che non penso rimpiangerò di aver ignorato.
Il consiglio di Cannibal: la tomba di Ford? Che nessuno osi aprirla!
E
dal solito action-thrillerino (Cani sciolti) passiamo al solito
horrorino: Open Grave. Da segnalare nel cast Sharlto Copley, quello del
notevole District 9, e l’idolo delle teenagers Joseph Morgan, il Klaus
di The Vampire Diaries e della nuova serie spinoff The Originals, per il
resto fin dal trailer si preannuncia come qualcosa di spaventoso. Nel
senso meno horror e più fordiano immaginabile!
Marco Goi ritrovato dopo la festa a sorpresa organizzata da Marc Wahlberg.
Apache di Thierry de Peretti
Il consiglio di Ford: non servono Apache per sistemare il buon Peppa Kid. Lo scalpo glielo faccio io!
Film francese "di provincia" che potrebbe
rivelarsi come una mezza bufala finto autoriale o come lo Stand by me
transalpino - anzi, corso -: non saprei come pronunciarmi in proposito,
ma senza dubbio - anche a scatola chiusa - mi pare meritare più di certe
porcate pseudo orrorifiche in giro in questo periodo.
Il consiglio di Cannibal: ‘a pace con il cinema
Se
c’è una cosa positiva di agosto, parlando a livello cinematografico, è
la pressoché quasi totale assenza di film italiani, che per fortuna se
ne vanno in vacanza. Dalla Francia invece ci arriva la potenziale
sorpresa della settimana. Una pellicola presentata a Cannes 2013
sull’estate di cinque teen, che sembra essere più vicino a Spring
Breakers che non a Stand by Me, il tutto cucinato alla francese.
Sarà la rivelazione dell’estate, o se non altro del Ferragosto?
Io dico di sì.
WhiteRussian sarà il blog delusione dell’estate, e magari pure dell’anno?
Anche in questo caso, io dico di sì.
"Bisogna farsi di roba veramente forte per far fronte agli sproloqui del Cucciolo Eroico!"
La trama (con parole mie): trascorsa una giornata persi in racconti straordinari legati a personaggi unici oggi ci ritroviamo, come da ogni Blog War che si rispetti, di fronte alla lista "in minore" del mio antagonista Cannibale, che per una volta tenta di imitarmi scegliendo film tentenzialmente d'autore senza però riuscire - ovviamente, aggiungerei io - ad eguagliare le meraviglie portate in scena dal sottoscritto soltanto ieri.
Dunque portate pazienza, e sperate che arrivi presto la fine.
Un pò come faccio io ogni volta che Burger Cannibal King inizia con i suoi sproloqui da ego smisurato.
"Hai visto come ti riduce dare ascolto al Cannibale? La prossima volta pensaci due volte!"
Le vite degli altri per parlare di me. Un gruppo di film biografici e di personaggi che uniti gli uni agli altri regalano una fotografia, anzi un video, piuttosto completo dei miei (non) valori e delle mie (non) convinzioni.
Dalle lotte per la libertà di stampa, espressione e parola a quelle contro il razzismo, dalla genialità di creare qualcosa in grado di cambiare il mondo a qualcosa in grado di cambiare solo noi stessi, da uno sguardo oltre le apparenze fino alla volontà di lottare contro tutte le avversità. Musicisti, poeti, politici, regine, comici, editori fino alle persone normali ma dalle vite straordinarie.
Questi sono i miei film biografici. Questo sono io. Uno nessuno e centomila.
Off topic: suca, Ford! (oh, pretendevi mica che facessi una intro senza insultarti un minimo?)
Cannibal Kid
Fortunatamente nessuno e centomila cannibali ancora non sono stati creati in laboratorio, ma soltanto l'unico antagonista vero e proprio con cui periodicamente mi tocca tornare ad incrociare i guantoni nel corso di queste famigerate Blog Wars.
Malgrado la nobiltà d'intenti, però, l'unica lotta che resta al Cannibale è proprio quella contro il sottoscritto, una sferzata di energia in un'esistenza altrimenti fatta di sogni erotici mai realizzati con le sue attrici feticcio, conigli sovrappeso, gente che sbatte una palpebra, viaggi cosmici iniziati e finiti chiuso in una stanzetta lugubre con tanta bella musica da spararsi in faccia in sottofondo.
Cannibale, ringrazia che ci sono io a trasformare Le vite degli altri "in qualcosa per te".
Mr. James Ford
"A stare con il Cannibale sono rimasto a piedi: Ford, mi dai un passaggio tu?"
Ecco la decina cannibale...
Larry Flynt - Oltre lo scandalo (1996) di Milos Forman
Cannibal Kid Un film sul porno? Certo. E quindi quale modo migliore per aprire una lista?
Ma non solo. Questa è infatti una storia sulla libertà di espressione e di stampa e sul combattere contro le regole e i bigottismi vari. Un po’ come le mie battaglie contro il pensiero conservatore di Mr. Ford.
Larry Flynt, l’ideatore ed editore di Hustler, la versione estrema e più trasgressiva del porno soft Playboy, è un personaggio magnifico e sfaccettato, interpretato da un Woody Harrelson superbo che solo quelli dell’Academy Awards sanno perché non gli hanno dato l’Oscar. Anzi: facile da capire. Perché il suo personaggio è tutto l’opposto di quelli paraculi e in grado di scatenare il facile pietismo come Forrest Gump o Il discorso del re. Grandiosi pure Ed Norton e Courtney Love, in una interpretazione quasi-biografica in cui ha inserito molta della sua vita.
E la scena finale del film è probabilmente il momento cinematografico che mi commuove di più in assoluto.
“Non ha nessun rimpianto, Larry?”
“Solo uno…”
Basta, non voglio pensarci che se no mi metto a piangere e quel bruto di Ford poi mi prende per il culo.
Mr. James Ford Gran personaggio questo Larry Flynt, che mi pare più essere un tamarro alla fordiana che non un fighetto cannibale, ma a caval donato non si guarda in bocca!
Buon film, con un gigantesco Harrelson ed un Forman che mantiene la sua fama di capace autore di biopic - anche se ha fatto di meglio, la mia lista insegna - in grado di commuovere anche quell'arido pusillanime del Cannibale.
Per questa volta, potrei perfino non prenderlo per il culo.
Cannibale e Ford citati in giudizio dopo gli sfracelli delle Blog Wars.
Kid Noto che ormai sei diventato così tanto una mia accanita groupie che non cogli l’occasione per attaccarmi nemmeno quando te la servo così, su un piatto d’argento. Però no, cara la mia Penny Lane, non puoi venire in tour con la banda cannibale. E non è perché sei troppo giovane, ma perché sei troppo vecchio!
Ford Non colgo l'occasione perchè non è ho bisogno. Non occorre infierire, per potersi affermare.
The Social Network (2010) di David Fincher
Kid Uno dei film che meglio raccontano il mondo di oggi, attraverso un personaggio tutto fuorché simpatico come Mark Zuckerberg e attraverso la creazione, molto controversa, di Facebook, il social network che in un modo o nell’altro influenza le nostre vite. Persino le vite di quelli che Facebook non ce l’hanno.
Ford, davvero non hai un profilo Facebook??? Sssssssfigato ahahahah!
Ma così come Larry Flynt non è tanto e non è solo una pellicola sul porno, The Social Network non è unicamente un film sui nuovi social media, ma è una sorta di thriller psicologico in grado di parlare di amicizia e solitudine, attraverso i dialoghi vertiginosi della sceneggiatura di Aaron Sorkin (almeno questa per fortuna premiata agli Oscar) e la regia notevole di David Fincher, senza dimenticare le super musiche (pure queste sorprendentemente da Oscar) di Trent “Nine Inch Nails” Reznor.
E alla fine, proprio per il suo essere così esplicitamente antipatico, a me uno come Zuckerberg mi sta un pochino simpatico. Ford - te lo ricordo nel caso ti facessi illusioni in proposito - tu invece mi stai sempre sulle palle ahahaha!
"Cannibal, mi spiace, ma ti scarico per andarmene da Ford: con lui divento la ragazza con il tatuaggio del drago, con te solo una sfigata!"
Ford Questo film, che ho sempre personalmente trovato grandioso, racconta effetivamente molto bene la nostra epoca anche per un dinosauro anti-tecnologico e non utente di FB come il sottoscritto. Sta anche decisamente meglio nella lista cannibalesca che nella mia, dato che Zuckerberg è un personaggio antipatico e sociopatico proprio come il mio antagonista.
Ottima scelta, per una volta azzeccata, del Cannibale, ma giusto per mantenere vivo il fuoco della nostra rivalità dico che, come il poco sopportabile Mark, non è altro che un nerd frustratone che vive rinchiuso nel suo piccolo mondo, mentre il sottoscritto macina centinaia di vogate nello stile dei suoi avversari gemelli: pensa un pò, Kid, quanto sarebbe divertente avere a che fare con due Ford!
Kid Due Ford? Ho i brividi al solo pensiero, però almeno ci sarebbe la possibilità che uno dei 2 ne possa capire qualcosa di cinema…
Hey, perché sta passando una palla di fieno che rotola?
Dite che una simile possibilità non esiste proprio?
Marie Antoinette (2006) di Sofia Coppola
Kid Chi meglio della specialista Sofia Coppola, la mia adorata super radical-chic Sofia Coppola, per raccontare la storia della regina teenager per eccellenza? Chi mi conosce lo sa: io non sono un grande patito dei film in costume. Questo però è il mio preferito. Un po’ perché ha davvero ben poco a che fare con i film in costume tradizionali. Attraverso una moderna colonna sonora new-wave ed elettronica (con Aphex Twin, Air, Siouxsie, Cure, Bow Wow Wow, New Order, Strokes…), qualche accorgimento super fashion (le Converse tra le scarpe!!!) e un tocco intimista che preferisce concentrarsi su Maria Antonietta la ragazzina piuttosto che su Maria Antonietta la regina, questo è un film in costume davvero unico. Strepitoso a livello visivo e sonoro, ma anche in grado di scavare nei suoi personaggi come solo la Coppola jr. e pochi altri sanno fare. Anche se parte del merito per la riuscita va pure a una fantastica Kirsten Dunst, la mia adorata e super radical-chic pure lei Kirsten Dunst.
Un film totalmente anti-tradizionale tanto per ribadire la mia lontananza dal mondo tradizionalista del Ford (che pure mi pare l’abbia - a sorpresa - apprezzato abbastanza).
"Mmm mi sa che faccio anche io come Rooney Mara e me ne vado da Ford!"
Ford E infatti il sempre sorprendente Ford apprezza discretamente questa versione che ho sempre considerato un pò techno del periodo della Rivoluzione Francese.
Anzi, direi che, fino all'ottimo Somewhere, questo è stato il film che ho apprezzato maggiormente della da me detestata Sofia Coppola, emblema di tutti i radical chic come il mio avversario.
Un buon ritratto per un personaggio che non mi è mai piaciuto, io che sono un dantoniano in tutto e per tutto.
E al mio Robespierre personale, il Cannibale, io dico questo: se la nostra rivoluzione porterà la mia testa alla ghigliottina, non sperare che non ci trascini anche la tua! Ahahhahaha!
Kid Una versione techno della Rivoluzione Francese? Questa la poteva tirare fuori giusto un dinosauro come Ford! E comunque: tagliategli la testa!
Into the Wild (2007) di Sean Penn
Kid Into the Wild. Lo dice già il titolo stesso. L’addentrarsi nel selvaggio. Qui si respira davvero l’aria di avventura esistenziale. Nulla a che vedere con i film d’avventura di Indiana Jones.
Into the Wild è un’esperienza più che una semplice pellicola, un qualcosa che si vive sulla propria pelle insieme al protagonista Christopher McCandless aka Alexander Supertramp, uno strepitoso Emile Hirsch.
Perfetto l’accompagnamento di Eddie Vedder che qui raggiunge per me il suo vertice artistico personale, grandiosa la regia di Sean Penn in grado di essere sperimentale e di fare un cinema “indie”, senza però perdere di vista la narrazione di una vita tanto singolare ed estrema.
Anche qui, come nei film precedenti, dietro alla biografia di un personaggio si nasconde molto di più e in questo caso oltre alla ricerca di se stessi e della propria strada vi è una vera e propria fuga dal mondo capitalista e da ciò che la società ha già stabilito per noi.
L’apprezzamento di un film di questo tipo dipende in maniera particolare dal riconoscersi o meno in questa fuga del protagonista. Nel primo caso, questa visione vi segnerà per sempre, nel secondo caso siete proprio degli insensibili Ford senza speranza buahahah!
Ford Nulla a che vedere con Indiana Jones, assolutamente vero. Purtroppo.
Questa è la storia di un giovane radical chic depresso che, non contento di avere soldi che gli escono da ogni orifizio, in preda ad una crisi adolescenziale giunta un pò in ritardo, decide di andare a confrontarsi con la Natura che, fortunatamente, finisce per spazzarlo via come la piccola nullità che è.
Un film che sarà pure ben girato e con un'ottima colonna sonora, ma è uno schiaffo in faccia a tutti quelli che, con gli stessi soldi del piccolo lord Supertramp avrebbero costruito una vita intera, ringraziando pure, e invece sono tutti finiti a morire lavorando in fabbrica mentre lui si divertiva a fare l'asceta.
Sai che ti dico, Supertramp? Dammi le tue carte di credito, che vado a farmi un weekend into the wild e poi torno a casa e finisco di pagare il mutuo.
"Ecco quello che succede a seguire le indicazioni del Cannibale: ci si perde per strada!"
Kid A parte che McCandless era sì benestante ma non un riccone, comunque, se tutti la pensassero come il vecchio decrepito conservatore Ford, vivremmo nell’immobilismo sociale più totale, dove i ricchi devono vivere da ricchi e i poveri vivere da poveri senza possibilità di cambiare mai e con tutti che devono stare al loro dannato posto. E purtroppo la realtà è pressapoco così, visto che in troppi la pensano come il Ford paranoico che vede radical-chic aggirarsi ovunque, persino in un ragazzo che invece ha rinunciato a tutti gli agi della vita da radical-chic. Cosa che ad esempio io - per inciso - non farei mai.
Perché questa alla fine è la storia di una persona che ha scelto di vivere così ma non ha mai preteso di diventare da esempio per qualcun altro. È la storia di una persona e Sean Penn l’ha narrata alla grande, senza esaltarlo e senza costruire la figura di un eroe. Questo fa il grande cinema. Per tutto il resto c’è Mel Gibson.
Ford Non so quale sia il tuo concetto di benestante, ma non ho mai conosciuto nessuno cui i genitori hanno sganciato cinquantamila testoni per la laurea. Il signor McCandless rinunciando ai suoi dindini non ha aiutato qualcuno che non li aveva, sia chiaro.
E la sua rinuncia non equivale certo a riscattare una società immobilista.
Questo "grande Cinema" è soltanto un espediente da adolescenti di evitare le responsabilità della vita vera. Che non è stare a fare i finti figli dei fiori in cima ad una montagna. Soprattutto quando non se ne è capaci.
Apprezzo molto di più il fatto che tu non lo faresti mai, piuttosto che esaltare una scelta completamente discutibile.
Ed Wood (1994) di Tim Burton
Kid Questo film è una dichiarazione d’amore per il cinema, cosa che Ford manco sa cos’è!
Eh sì che il protagonista è Ed Wood, ovvero quello che è stato definito il “peggior regista di tutti i tempi” e quindi in teoria dovrebbe incontrare il suo pessimo gusto. Però questo è il miglior film possibile che poteva essere realizzato sul peggiore regista di sempre. Un omaggio sentito e profondo al cinema di una volta, proprio come il recente The Artist, realizzato da un Burton ispiratissimo e con l’aiuto di un ottimo cast, da Johnny Depp al redivivo Martin Landau, da Bill Murray e Patricia Arquette fino a persino una Sarah Jessica Parker (possibile “peggior attrice di tutti i tempi”) che per una volta - udite udite - non fa pena!
All’elenco a questo punto manca solo Ford Lugosi.
Ah perché, non è morto?
Ford Una riflessione sul Cinema che è una vera e propria dichiarazione d'amore, ed uno dei film di Burton che personalmente amo di più, perchè sincero e non troppo "burtoniano", figlio di un'epoca in cui il buon Tim era ancora un regista interessante.
Direi che il fatto che il "peggior regista di sempre" sia rappresentativo della lista Cannibale è l'ennesima conferma del confronto tra me e lui: un pò come Welles e, per l'appunto, Wood.
E forza Lugosi!
Kid Tim Burton è ancora un regista interessante, al contrario di vari registi da te esaltati che non fanno un film decente da secoli. Il suo unico vero passo falso è stato l’ultimo Alice in Wonderland, dove le colpe del fallimento sono da attribuire più alla solita Disney che non a lui, che si è limitato a incassare il lauto assegno della tua tanto adorata casa di Topolino. Ma tu che disprezzi il protagonista di Into the Wild per aver sputato in faccia al capitalismo, quello sì un vero atto rivoluzionario caro (?) il mio dantoniano, in fondo dovresti adorare questa svolta commerciale del Burton, no?
"Cannibal Wood, la vuoi smettere di proporre certe porcherie? Capisco che sei il peggior blogger del mondo, ma questo è troppo anche per te!"
Ford Di quali registi stiamo parlando? Di Clint? Ti ricordo che mi hai rimproverato di non aver inserito Invictus nel meglio dello scorso anno! Burton, invece, è bollito da anni, e l'ultimo suo film di valore è stato Big Fish.
Ad ogni modo, il protagonista di Into the wild, più che sputare in faccia al capitalismo, aveva qualche problema con suo padre. Un frignone e basta.
Kid Vedo che hai subito la coda di paglia. Per quanto riguarda Clint, basta quello scarto di Shyamalan di Hereafter per farlo considerare cotto, bollito e mangiato uah ah ah ah aaah! Anche un Mann è dai tempi di Collateral che non fa un grande film, mentre Tim Burton di recente ha girato La sposa cadavere e Sweeney Todd che non sono affatto male.
Vogliamo parlare poi dei Coen? Ah no, quei due un bel film manco sanno cos’è!
Lo scafandro e la farfalla (2007) di Julian Schnabel
Kid Esperienza estrema sia a livello umano che cinematografico.
Il film è la storia del giornalista francese Jean-Dominique Bauby, un uomo del tutto sano che un giorno viene colto da un ictus e rimane vittima della sindome locked-in. Cosa che significa: essere coscienti ma rimanere intrappolati nel proprio corpo, potendo comunicare soltanto attraverso il battito delle ciglia. È così che Bauby ha “scritto” il romanzo autobiografico da cui questo film è tratto e che Julian Schnabel ha deciso di realizzare con una soggettiva cinematograficamente impressionante quanto umanamente claustrofobica, in grado di sbatterci in maniera totale dentro alla vita del protagonista. Impossibile restare indifferenti. Certo, a meno che non ci si chiami Mr. Ford e si abbia ben poco a che fare sia con l’umanità che con il cinema… ahahahah
Ford Un film ed un esperimento interessanti, se non fosse per due cose: qualche anno prima - nel 1939 il romanzo, nel 1971 il film - Dalton Trumbo, meraviglioso oppositore del maccartismo e sceneggiatore con due palle d'acciaio aveva fatto clamorosamente di meglio con il meraviglioso E Johnny prese il fucile, una splendida storia contro la corsa agli armamenti e la guerra che vedeva protagonista un soldato che, dopo aver calpestato una bomba, tornava a casa senza braccia e gambe, completamente privo di ogni senso eccetto il tatto, isolato dal mondo. I ricordi ed un'infermiera in grado di scorprire la sua capacità di sentire lo aiuteranno a continuare a vivere. E questa è la prima, mica da poco.
La seconda è che il film alterna momenti davvero interessanti - il rapporto del protagonista con il mondo, soprattutto con l'altro sesso - ad altri da palle sbriciolate come rispetto ai voli pindarici con i ghiacciai che si sgretolano e lo scafandro che da titolo al romanzo e al film. In conclusione, una pellicola riuscita solo a metà: un pò come il Cannibale!
"Porta pazienza, tra poco la lista del Cannibale sarà finita."
Kid ZZZZZZZZZZZZ Oddio, il Ford che cerca di fare come suo solito il professorone di cinema.
Svegliatemi quando ha finito.
ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ
Malcolm X (1992) di Spike Lee
Kid Film potentissimo su una figura molto complessa quanto affascinante come Malcolm X. Il film di Spike Lee non censura niente e ci pone di fronte a tutti gli aspetti del personaggio interpretato da un grande Denzel Washington (altroché il principe di Bel-Air propostoci da Ford!), quelli positivi quanto quelli negativi. Ne esce fuori un ritratto a tutto tondo che non ci racconta solo la vita di una persona, ma di un’intera razza. Forse solo Spike Lee poteva realizzare un’opera del genere, con passione e mettendo dentro tutto se stesso, ma allo stesso tempo senza suonare retorico. Grandissima poi la scena sulle note di “A Change is Gonna Come” di Sam Cooke.
Pure questo un film contro la società, pure questo un film di Cannibal X il rivoluzionario contro Mr. James Ford il conservatore.
“Non si può separare la pace dalla libertà perché chi non è libero non può essere in pace,” diceva Malcolm. E allora io ti dichiaro guerra, maledetto Ford!
Ford Grande figura, quella di Malcolm X, e grande il Denzellone, ma come al solito il Cannibale si rivela una versione in minore di Ford, scegliendo forse uno dei film meno riusciti del grande Spike, troppo dispersivo per riuscire a convogliare tutta la potenza di cui questo regista è capace. Inoltre, ho sempre avuto l'impressione che, paradossalmente, Lee riesca a dare il suo meglio quando si allontana da casa parlando, dall'altra parte, dei bianchi.
E se il Cannibale mi dichiara guerra, io sono pronto a combatterlo gridando "Libertà!"
"Ho indetto questa conferenza stampa per dissociarmi pubblicamente da Cannibal Kid."
Kid Lo Spike Lee vero è questo, quello dei film black. E il fatto che i suoi film più apprezzati dalla critica conservatrice di cui Ford è massimo esponente siano i suoi film “dei bianchi”, validi ma di certo i suoi lavori meno personali, conferma proprio quanto giusta fosse la battaglia di Malcolm X…
Ford La critica conservatrice? Ma di cosa stiamo parlando? Mi stai dicendo che Summer of Sam, La 25ma ora o Inside man sono meno validi di questo? Qui scherziamo.
Tra l'altro, tutti criticano ferocemente il mondo "bianco".
Kid Summer of Sam non è proprio riuscito, Inside Man l’ho rivisto di recente ed è un buon heist movie ma nulla più. La 25a ora è bello, ma gli manca qualcosa. È come se Spike Lee non sentisse mai veramente il personaggio di Edwart Norton, al contrario di Malcolm dove si sente tutta la sua passione per la materia.
Ed è come se tu Ford facessi un film sul wrestling: ne uscirebbe probabilmente una vaccata, però sarebbe il meglio che potresti fare. Se facessi un film sulla danza invece, beh, di sicuro non ne verrebbe fuori Black Swan…
Ford Invece direi che ha dato il meglio proprio perchè poteva essere obiettivo con i suoi personaggi. Quando Spike è troppo incazzato - vedi Fa la cosa giusta, Malcolm X o il recente Miracolo a S. Anna - finisce che si fa prendere la mano e sborda. Un pò come fai tu di solito, cignetto.
The Elephant Man (1980) di David Lynch / Dietro la maschera (1985) di Peter Bodganovich
Kid Due film entrambi tratti da storie vere che affrontano in maniera parecchio differente una tematica e due personaggi simili.
Da una parte c’è John Merrick, soprannominato Elephant Man per le deformità del suo viso e del suo corpo. Storia che poteva scadere nel pietismo da servizio di Studio Aperto o nel filmone ruffiano di quelli adorati dal Ford, ma che invece in mano a David Lynch si trasforma in una pellicola scura, visionaria e dura.
Dall’altra parte c’è Rocky Dennis, il ragazzino protagonista di Dietro la maschera (Mask) afflitto da leontiasi. In questo caso il film è molto 80s, con i toni spesso da commedia, è una visione se vogliamo più positiva e leggera, ma pure questa sa regalare i suoi bei pugni allo stomaco. Una storia emozionante che tra (per una volta positiva) tamarraggine anni ‘80 e motociclisti, scommetto sia riuscita a toccare anche il cuoricino di quel “mostro” di Mr. Ford.
Ford Due film molto simili per tematiche eppure clamorosamente diversi nella realizzazione: da una parte abbiamo il Capolavoro di Lynch - è il suo titolo che preferisco, senza dubbio -, dall'altra una sorta di suo fratellino minore decisamente più leggero.
Ottime scelte, comunque, che ricordano un pò il rapporto tra me e il mio blogger rivale: un pò come Hopkins in Elephant man o Sam Elliott in Dietro la maschera, io sono il mentore ed il fratello maggiore del piccolo ed ancora acerbo Cannibal!
Kid Se vuoi smetterla di staccare pompini ai miei film, possiamo proseguire con una Blog War bellicosa vera e propria, ok?
Ford Caro piccolo Cannibale, posso apprezzare alcune tue scelte senza apprezzare te, ricordalo!
Lords of Dogtown (2005) di Catherine Hardwicke
Kid Lords of Dogtown, film poco conosciuto ma assolutamente da scoprire, ci racconta di Stacy Peralta, qui anche in veste di sceneggiatore, e del suo gruppo di amici, i più grandi campioni dello skateboard, perlomeno negli anni ’70 e prima dell’avvento del più “commerciale” Tony Hawk (che qui pure ha un cameo). Con una colonna sonora che tra Iggy Pop, David Bowie, Black Sabbath e Jimi Hendrix piacerà soprattutto ai più rockettari, Lords of Dogtown è un tuffo puro nel mondo dello skateboard, ma anche del surf, nonché negli anni ’70, con un gruppo di ottimi attori da Emile Hirsch (che timbra la sua seconda presenza nella mia lista dopo Into the Wild) al mai dimenticato Heath Ledger.
Skate e surf, per quanto non li abbia mai praticati, sono tra gli sport che mi affascinano di più, per il loro immaginario culturale di libertà e anarchia, per il loro fuggire dalle regole tipiche degli altri sport.
Una corsa sullo skateboard davvero esaltante, mica come i soporiferi film che ci siamo dovuti sparare (nel senso che facevano venire voglia di spararsi) ieri con la lista di Ford!
Ford Un film piacevole e divertente, che per un patito dello stile californiano come il sottoscritto è stata una scoperta, considerato che non gli avrei dato un soldo bucato. Invece, complici le buone interpretazioni dei protagonisti ed una colonna sonora coinvolgente, riesce nel corso della visione a non deludere anche chi, come il sottoscritto, ben prima di questa passeggiata si era già visto Dogtown and the Z-Boys e Riding giants, documentari firmati dallo stesso Peralta legati alle storie personali dei protagonisti di queste vicende.
Non sarà un Capolavoro, ma almeno riscatta un pò quella mammoletta del Cannibale, tutto locali chic e scrivania!
"Divertiamoci come si deve, fintanto che il Cannibale se ne sta a casa in poltrona!"
Kid Venghino Signori, venghino: il cinema Cannibale mette d’accordo qualunque palato, quelli più raffinati così come quelli più di bocca buona come il Ford! A meno che non si stia trasformando pure lui in un radical-chic…
Man on the moon (1999) di Milos Forman
Kid Abbiamo aperto con un film di Milos Forman, chiudiamo con un altro film di Milos Forman. Perché what goes around comes around, questa è la mia filosofia esistenziale ed è così che si muove anche questa lista.
La scelta non è però ricaduta sullo scontato Amadeus come ha fatto il poco fantasioso Ford, bensì l’ottimo Man on the Moon, ovvero la storia del comico Andy Kaufman, portato sullo schermo da un Jim Carrey alla sua prova più sentita e personale in cui ha messo davvero tutto se stesso.
Accompagnato dalle musiche dei R.E.M., chi se non loro?, questo non è un film perfetto. Cosa che lo rende una visione ancora più viva ed emozionante. E lo adoro perché quando lo vedo mi viene voglia di latte e biscotti.
Quando vedo i commenti di Ford invece mi viene voglia di altro: latte e cazzotti!
Ford Altro film di Forman, e altra pellicola che anche io ho apprezzato molto, pur rimanendo un gradino sotto l'immenso Amadeus. Carrey sfodera l'interpretazione della vita, e i R.E.M. rendono giustizia ad un personaggio unico, rivoluzionario ed irriverente.
Per il resto, che dire!? Cannibale mette il latte, io i cazzotti - sulla sua testa bacata -!
E se lui è Andy Kaufman, io sono certo Tony Clifton!
"Questo è senza dubbio il trionfo di Ford Clifton!"
Kid Dopo questo ulteriore e più che meritato inchino di riverenza alla qualità superiore della mia lista, Ford, hai avuto un momento di lucidità e si è reso conto di averne compilata una davvero penosa? Meglio tardi che mai. La redenzione è infine arrivata anche per te. Io ti benedico, nel nome del Padre, del Figlio e del Cannibale Santo. Amen.
Ford Un gradino sotto l'immenso Amadeus dev'esserti sfuggito.
Del resto, tu sei parecchi gradini sotto Ford, che è anche tutt'altro che immenso!
Kid Ho detto: “Amen”, Ford. E dopo l’Amen cannibale devi tacere. Per sempre.