sabato 15 dicembre 2012

La parte degli angeli

Regia: Ken Loach
Origine: UK
Anno: 2012
Durata:
101'




La trama (con parole mie): il giovane Robbie, cresciuto nei sobborghi proletari di Glasgow, è sempre stato abituato alla violenza e alla vita da strada. Quando la sua ragazza Leonie da alla luce un bambino e lui è destinato ad un ammontare di ore di servizi sociali sotto la guida dell'assistente Harry, il ragazzo decide che suo figlio avrà un destino diverso dal suo, e decide di ingegnarsi affinchè le cose possano cambiare: indirizzato alla via della degustazione di whisky proprio da Harry, Robbie capisce che per mettere a posto le cose dovrà ricorrere al suo talento oltre la Legge un'ultima volta, in modo da poter cominciare una nuova vita lontano dal carcere, dai rimorsi, dai reati e da tutto quello che, fino a quel momento, è stato il suo pane quotidiano.





Ken Loach è uno di quei registi che ho sempre stimato, per questioni politiche così come per la passione dedicata a chi è abituato a passare la vita "tenendo i cavalli": allo stesso tempo, in più di un'occasione ho considerato i suoi lavori ridondanti e troppo retorici, vittime di quel classico difetto "di sinistra" che catalizzano le critiche di chi sta dalla parte opposta della barricata.
Terra e libertà, uno dei titoli più apprezzati del nostro, è sempre stato per me un inno decisamente calibrato male alla Resistenza come concetto, così come Il vento che accarezza l'erba - assurdamente premiato con la Palma d'oro - un pistolotto irritante al punto da farmi incazzare ben oltre il livello delle bottigliate.
Perchè Ken Loach non ha bisogno di sviolinate a proposito di ideali e massimi sistemi.
Ken Loach, per dare il suo meglio, deve immergere le braccia, la testa ed il cuore nel fango, e rovistarci dentro senza paura.
Qualche anno fa, quando vidi per la prima volta My name is Joe, ricordo che arrivai a stento al termine della visione, distrutto da quel carico di sensazioni cui la vita del protagonista - e dei ragazzi cui cercava di badare - doveva rendere conto: un dramma disperato, dolce ma senza futuro, che ti lasciava al tappeto, con il fiato corto di chi ha appena capito di aver incontrato il "colpo della domenica" destinato a lasciarlo con il culo per terra.
La parte degli angeli è, in un certo senso, profondamente legato proprio a My name is Joe: se, però, nel caso del personaggio interpretato da Peter Mulligan, non veniva lasciato proprio nulla - se non disperazione - tra le mani dello spettatore, con la vicenda di Harry e Robbie il regista apre ad una speranza in qualche modo nuova per il suo Cinema, regalando al pubblico una delle gemme più preziose di questa stagione cinematografica.
Eppure La parte degli angeli, sia chiaro da subito, non è un film perfetto.
Non lo è perchè costruito attorno ai suoi personaggi, con tutto il cuore possibile, e per nulla attento alle evoluzioni tecniche.
Non lo è perchè dedicato e partecipe, e non troppo attento ai dettagli che per uno script definito al millimetro risulterebbero stonati - il rapporto tra Robbie ed i parenti di Leonie, o quello con i suoi persecutori, la facilità d'esecuzione del colpo alla distilleria -.
Non lo è perchè privo di una direzione precisa, a metà tra la drammatica denuncia e la commedia dai toni di favola urbana.
Eppure, è pervaso di cuore dal primo all'ultimo minuto, è tosto e commovente, riesce ad affrontare tutto il carico di una vita al limite senza mai esagerare in retorica, pesantezza, eccesso di realismo.
Se dovessi riassumere il colpo di genio che Loach ha pescato dal suo cilindro portando sullo schermo l'ennesima sceneggiatura del suo collaboratore di lunga data Paul Laverty, tornerei ad una sequenza apparentemente insignificante rispetto all'economia della pellicola: Robbie ha appena visto l'appartamento che potrebbe diventare il nido per lui, Leonie ed il piccolo Luke, quando scopre che uno degli scagnozzi del suo acerrimo rivale li ha seguiti.
Liberatosi con una scusa della fidanzata e minacciata la "spia" - che dichiara di essere arrivata in moto - Robbie si allontana, rabbioso e fiero, spaventato da se stesso - e dalla promessa fatta alla sua compagna di non finire di nuovo in carcere - ed orgoglioso per non aver fatto del male al tirapiedi del suo nemico giurato.
A quel punto il ragazzo scorge una moto, e non esita ad abbatterla prendendola a calci, distruggendo carena e motore: proprio in quel momento, lungo la strada, sfreccia il suo pedinatore, che gli grida "coglione, non era quella la mia".
Leggerezza e profondità. Il dramma di una vita corsa sempre su un confine più che labile stemperato da una risata che lascia allo spettatore la libertà di prendere il film come la sua sensibilità crede, senza forzatura alcuna.
Poi, certo, per un amante dell'alcool come il sottoscritto vedere Robbie - grazie all'aiuto di Harry, personaggio splendido - trovare un nuovo punto di partenza nello studio della degustazione dei whisky è come sentirsi a casa - specie se il riscatto nasce dalla splendida Edinburgo, visitata qualche anno fa, e senza lesinarci sbronze, con mio fratello -, e nella visita alla distilleria - che lo stesso Harry definisce "luogo sacro" e che mi ha riportato alla mente un altro viaggio, quello in Irlanda, ed il tour all'interno del luogo di nascita del Jameson, uno dei miei preferiti storici per motivi che vanno ben oltre il nome - e nella spiegazione dell'esistenza di una "parte degli angeli" una commozione che trova il giusto ricettacolo in quella bottiglia, o "santo graal", poggiata sul tavolo di Harry.
E' inutile che vi stia a dire in cosa risieda in questa fantomatica "parte degli angeli".
Così come è inutile che continui a sprecare parole ed elogi per un film straordinariamente coinvolgente, sentito e spensierato, carico di tensione drammatica e di levità, di cicatrici profonde e di nuova vita, di improvvisazione e di speranza.
Abbandonate ogni pretesa, velleità, aspettativa: affondate il naso, le labbra ed il cuore in questa meraviglia.
E' come un whisky dei migliori.
Quelli che scaldano dentro, e fanno pensare che, per una volta, si possa essere finalmente invincibili.
Come i "fantastici quattro" in kilt alla ricerca di una vera e propria reliquia per ogni amante degli "spirits".
Aprite la botte a colpi decisi, e lasciate che La parte degli angeli faccia la sua parte nel vostro cuore.
Sarà come bere per la prima volta, e scoprire il potere di quella meraviglia alcolica.


MrFord


"I took all of his money and it was a pretty penny
I took all of his money and I brought it home to Molly 
she swore that she'd love me, never would she leave me
but the devil take that woman for you know she tricked me easy
Thin Lizzy - "Whiskey in the jar" -




18 commenti:

  1. Non ho alcun tipo di rapporto con il whisky, amo il cinema però. Quello che, come dici tu, ti prende e ti arriva dritto dritto all'anima. Spero di vederlo presto, dopo aver letto questa tua splendida recensione sono ancora più curiosa di capire se un film del genere sappia darmi la stessa sensazione di un bicchiere di whisky sorseggiato per la prima volta...e magari sentirmi pure stranamente appagata. ;-)

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  2. Visto stasera.
    Pure io ho trovato splendido il personaggio di Harry.
    E ho apprezzato il film, con il suo carico di riscatto, speranza e futuro.

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  3. Irriverent Escapade15 dicembre 2012 09:13

    Keep up the great writing, Bro !
    Avevo giá fatto una dichiarazione d'intenti, rispetto a questo film. La manterró prestissimo.
    Sono contenta di leggere che questo non è perfetto....è il Loach che preferisco.

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  4. addirittura 3 bicchieri e mezzo?
    a questo punto ho molta paura a vederlo... °___°

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    1. anch'io, non vorrei si rivelasse una roba alla ruggine e ossa...

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  5. Mirabile il passaggio graduale dal dramma sociale alla commedia divertente.
    Uno dei 10 film più belli da me visti in un anno che non ha riservato grandi sorprese.

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  6. Non so perchè blogger non mi fa rispondere un commento alla volta, quindi torno alla vecchia, cara, risposta cumulativa. :)

    Valentina, il rapporto con il whisky, quando è di un certo tipo, è un piacere molto simile a quello del cibo, o del Cinema. Insomma, da gustare fino in fondo. Questo film è un pò così. Goditelo.

    Poison, concordo in pieno. Harry grandissimo, e anche Loach.

    Irriverent, Loach è perfetto quando non è perfetto. E sono contento che ti sia piaciuto il pezzo. :)

    Cannibale, può essere che tu possa trovarlo troppo fordiano. Comunque resta un gran film.

    Lorant, fidati: è roba nostra.

    Lucien, assolutamente d'accordo: e lo spirito grazie al quale il film si evolve è perfetto. Proprio "la parte degli angeli". Sarà anche nella mia top ten.

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  7. film grandissimo e non aggiungo altro!
    sapevo che avresti apprezzato!

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  8. Frank, grandissimo davvero.
    Dopo aver letto la tua recensione, del resto, avevo pochi dubbi sul fatto che potesse piacermi! :)

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  9. Ero gia' preso bene per il regista e soprattutto,per la tematica ospitante, ossia la mia "acqua di vita"......ma se me ne parla cosi' un altro Jame'son.Beh..e' Perla sicura!!

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  10. bel film e bellissimo racconto che ne fai. Io non sono un amante di whisky e quando hanno assaggiato il Lagavulin mi è venuto in mente quando un mio amico esteta del single malt mi fece assaggiare due gocce ( o poco più) di Talisker e di Lagavulin: li ho trovati assolutamente devastanti ( scusa James lo so che queste sono bestemmie per le tue orecchie), il primo sapeva di terra e il secondo per me sapeva di legno marcio,alla degustazione del Lagavulin quando hanno detto delle note del legno mi sono ritrovato a pensare che in fondo non avevo sbagliato così tanto....al mio amico naturalmente non dissi nulla, mi avrebbe levato il saluto...

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  11. Giocher, benvenuto da queste parti, prima di tutto.
    Per il resto, da Jame'son a Jame'son, questo film è una meraviglia sia alcolica che cinematografica.

    Bradipo, a parte il film - una vera perla, e su questo concordiamo in pieno - la questione whisky è da affrontare come quella sul cibo, o sul vino, o sulla vita stessa: è l'esperienza a permetterci di gustare ed assaporare essenze che, al primo assaggio, possono sembrare decisamente ostiche. Anche io, anni e anni fa, al primo giro di single malt pensai di stare bevendo legno bagnato da camino spento. E' un pò come il Cinema. Ci vuole una bella gavetta prima di buttarsi in certe meraviglie, no!? ;)

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  12. Oh..sono un tuo lurker da un pezzo..Il tuo blog si chiama come il drink preferito della mia signora.
    Passa a trovarci, che si beve un sorso insieme! ;)

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    1. Giocher, benvenuto tra i "parlanti", dunque! ;)
      La tua signora di alcool ne capisce assai, mi pare di capire! :)
      Passo a trovarvi volentieri, è sempre un piacere scoprire nuovi compagni di bevute! ;)

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  13. non vedo l'ora di vederlo...
    forse che dalla parte degli angeli tira un'aria migliore?
    effetto Robin Hood, ma con l'alcool, che si sa, fa dare il meglio di tutti noi... no?

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    1. Patalice, mi sa che dalla parte degli angeli tira di sicuro un'aria migliore, con tutto il whisky evaporato dall'alba dei tempi fin lassù! :)
      Non so se l'alcool tiri sempre fuori il meglio - ne dubito -, ma per questo film è sicuro! :)

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  14. anche se non bevo whisky mi è piaciuto molto (e ti ho ance citato)

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    1. Sul whisky puoi sempre rimediare, e grazie della citazione! ;)

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