giovedì 13 dicembre 2012

Arma letale 3

Regia: Richard Donner
Origine: USA
Anno: 1992
Durata: 118'




La trama (con parole mie): Roger Murtaugh, dopo anni di onorato servizio, è finalmente ad una settimana dalla pensione quando il suo inseparabile e folle collega Martin Riggs combina un casino tale da far retrocedere entrambi al ruolo di semplici agenti di pattuglia a piedi.
I due, comunque, riusciranno ad inserirsi in un'indagine ad alto rischio che coinvolge un ex poliziotto divenuto un trafficante d'armi pronto a mettere in mano alle gang di quartiere di Los Angeles fucili automatici e proiettili "ammazza-sbirri" dal potenziale devastante.
Al cocktail già esplosivo Murtaugh/Riggs - con il loro sempre bistrattato socio Leo Getz - si aggiungerà l'agente della disciplinare Lorna Cole, donna cazzutissima pronta a dare filo da torcere a Riggs a suon di battute, colpi di arti marziali e numero di cicatrici: ovviamente, per i "cattivi", saranno cazzi amari.





E così continua il revival della saga di Arma letale, tornata di gran moda di recente in casa Ford e riscoperta come rimedio per gli stress da rientro al lavoro e per il sangue amaro da quotidianità troppo arrembante: il terzo capitolo - che io, nella memoria ormai confusa da alcool e antidolorifici da tonsillectomia, pensavo fosse il secondo - riprende di fatto la formula che ha reso questo franchise vincente, nonchè un cult consolidato per almeno una generazione di spettatori, ovvero l'amicizia virile tra i due protagonisti Murtaugh e Riggs attorno alla quale ruotano tutte le vicende - d'azione e non - dello script.
Certo, rispetto al primo film si è persa ormai completamente la componente noir e violenta, sostituita da un impianto decisamente più fracassone e votato all'intrattenimento puro di cui è emblema il personaggio interpretato da Mel Gibson, completamente folle e votato alla cazzata per contratto - si veda, in questo senso, la sequenza con il cane da guardia, una delle più irresistibili ed imbarazzanti della carriera dell'attore e regista australiano -: nonostante questa "commercializzazione", comunque, il prodotto funziona e diverte sempre parecchio, grazie sicuramente anche al ruolo di parte seria della coppia di Murtaugh, alla macchietta che, di fatto, è Leo Getz/Joe Pesci e all'inserimento vincente di Rene Russo, protagonista con il già citato Gibson di una delle scene di "sesso" più note della storia recente della settima arte, nonchè già più volte citata e parodiata - chi non ha mai visto, Arma letale o no, quella sequenza del conteggio delle cicatrici che finisce con una scopata royale, in fondo!?!? -.
La scelta di affiancare una presenza femminile anche al caotico Riggs risulta azzeccata anche nell'ottica generale della saga, che ha una forte componente radicata nei concetti di famiglia e cura dei propri cari - i Murtaugh, di fatto, adottano sia Riggs che Getz -, e pone le basi per quella che sarà una delle sorprese più importanti - per quanto riguarda i personaggi - nel successivo quarto capitolo: c'è spazio inoltre per una riflessione legata alla depressione da pensionamento e alla sensazione che, una volta appeso al chiodo il lavoro - specie se si è così fortunati da averne uno che appassiona -, si possa avere una paura fottuta di non essere utili a niente e nessuno, e ad una sulla violenza nelle strade che, nelle grandi metropoli come Los Angeles, conduce ragazzi giovanissimi alla morte soltanto perchè mossi da un qualche ideale di gloria malriposto.
Ma non pensate che questo Arma letale 3 sia un film da introspezione o contraccolpi particolarmente profondi: il lavoro di Donner è quello di regalare al pubblico la sensazione di essere completamente a suo agio sul divano con snack, salsa piccante ed un bel bicchiere di robusto bourbon pronti a godersi ogni singola follia che i protagonisti riusciranno ad inventarsi per fare il culo al criminale di turno, specie se il malvivente in questione dovesse avere l'insana idea di spostare il "conflitto" su un piano personale.
Dunque troverete già pronte ed impacchettate una prima parte più votata all'ironia e al lato guascone del poliziesco ed una seconda all'interno della quale sarà l'azione a farla da padrona, con un finale ambientato in un cantiere di case in costruzione che permetterà al buon Riggs di sfoderare un altro dei suoi numeri, ed un epilogo che andrà ad omaggiare l'esordio del charachter di Murtaugh, con tanto di torta, candeline, famiglia al completo e vasca da bagno.
Senza dubbio, questi due sbirri apparentemente male assortiti, rappresentano una delle coppie cinematografiche migliori che il genere abbia mai regalato al suo pubblico, ed ora che mi ritrovo ad averli riscoperti difficilmente li abbandonerò, specie in quelle serate in cui sentirò il bisogno di sciogliere i muscoli e rilassarmi senza dover necessariamente rifare i connotati al sacco o a qualcuno a me sgradito.


MrFord


"If the night turned cold
and the stars looked down
and you hug yourself
on the cold cold ground
you wake the morning
in a stranger's coat
no-one would you see
you ask yourself, 'Who'd watch for me?'
My only friend, who could it be?
It's hard to say it
I hate to say it
but it's probably me."
Sting - "It's probably me" -


 

8 commenti:

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    Tutti e tre sono davvero troppo. Capisco l'esigenza da scarico da obrobri vari della vita quotidiana.Io,come cura, trovo sempre efficace una rinfrescata ad "Un giorno di ordinaria follia". Da prendersi forse, non in dosi massicce. Ma seeeempre molto stimolante.

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    1. Sorella, invece gli Arma letale ci stanno sempre, fidati!
      Poi, certo, anche Un giorno di ordinaria follia fa sempre la sua porca figura! :)

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