lunedì 10 ottobre 2011

Carnage

Regia: Roman Polanski
Origine: Polonia/Usa
Anno: 2011
Durata: 79'



La trama (con parole mie): i Longstreet e i Cowan, due coppie della borghesia medio/alta di New York, si incontrano nell'appartamento dei primi per discutere delle conseguenze dello scontro tra i loro figli pre-adolescenti.
Il rampollo dei secondi, infatti, a seguito di una lite ha colpito il coetaneo con un bastone provocandogli la rottura degli incisivi anteriori ed un trauma fisico che ha lasciato sconvolti i suoi genitori.
Il dialogo, nato come una pacifica analisi del problema, degenera inesorabilmente scoprendo tutti i nervi di una società inevitabilmente basata sull'ipocrisia e sulla menzogna, scatenando le neppure troppo sottili cattiverie degli adulti nel profondo completamente disinteressati alle vicende che hanno coinvolto i loro stessi figli.



Ebbene sì, avete visto bene.
Lo dico chiaro e tondo, tanto per non creare equivoci di sorta: credo che Carnage, opera ultima del grandissimo - e resta tale, sia chiaro - Polanski sia inequivocabilmente, inesorabilmente, assolutamente sopravvalutata.
Certo, resta un film ben fatto, portato in scena con la mano fatata di un grande regista e pervaso da tutta la magia della teatralità, interpretato discretamente - e non, come è stato scritto quasi ovunque, in maniera magistrale: Waltz e la Winslet ci hanno abituati a ben altro -, reso tagliente da tutta la forza di una sceneggiatura legata a doppio filo ai limiti e alle miserie che, in quanto appartenenti all'umanità "civilizzata", ci vede coinvolti in prima persona a prescindere dal nostro grado di "bontà".
Eppure, nel corso di questi ottanta minuti scarsi di apparente - ma neppure troppo - violenza pare quasi di assistere ad una messa in scena simile a quella che i protagonisti portano nei loro salotti finto cortesi da the pomeridiano, tanto da farmi pensare che, nella stessa situazione e con la stessa materia tra le mani, Haneke o ancor più il Maestro Bunuel avrebbero potuto davvero portare sul grande schermo un'opera terrificante in grado di incidere così tanto il cuore dello spettatore da non poter più essere dimenticata.
Polanski - che nello stesso genere aveva fatto sicuramente molto meglio con La morte e la fanciulla -, pare inesorabilmente accecato più dal suo stesso mestiere che non dalla voglia di comunicare il disagio che dovrebbe portare il cosiddetto "dio del massacro" nei cuori degli spettatori, e finisce per perdersi in citazioni evidenti del suo collega austriaco - l'apertura ed il finale, soprattutto - e nella libertà d'azione fornita al grande cast, così grande da smarrirsi in gigionerie di classe che, senza se e senza ma, restano gigionerie.
Non so se, rispetto a questo mio giudizio, sia stata l'aspettativa altissima a lasciare l'amaro in bocca a fine visione, ma ammetto di essermi anche tendenzialmente annoiato a tratti di fronte ai fiumi di parole che i protagonisti riversano sull'audience senza, tutto sommato, sconvolgere quanto vorrebbero mostrando una cattiveria che, a mio parere, è già ben evidente nella realtà che ognuno di noi vive quotidianamente all'interno dell'intricata matassa di relazioni sociali che intratteniamo con vicini, colleghi, capi e quant'altro.
Dunque, il cinismo irritante di Waltz - l'uso del cellulare, pur non essendo originalissimo, mi è parso come uno degli spunti più interessanti dell'intero lavoro nella contrapposizione tra l'irritazione degli altri personaggi e le risate suscitate negli spettatori ad ogni nuovo squillo -, la presunzione democratica della Foster - sicuramente la più ispirata del quartetto, oltre che, decisamente, la più clamorosamente irritante -, i tentativi di cortesia di grana grossa di John Reilly - che meriterebbe molto più del consueto ruolo da spalla - e la nevrosi galoppante della Winslet, più che stupire o sconvolgere, diventano lo specchio rassegnato di una società che ha già passato, purtroppo, il momento dello stupore a fronte dei suoi nervi scoperti, e che rischia di non reagire di fronte ad un'opera come questa, che vorrebbe essere geniale e sconvolgente, e risulta soltanto come un tentativo già vecchio di abbattere mura che sono ormai troppo fortificate per assalti come questo.
Per quanto mi suoni strano, anche considerato il fatto che Carnage è stata una visione certamente più interessante e goduta dal sottoscritto, a fronte di qualcosa come Kynodontas questo lavoro di Polanski perde tutta la potenza devastatrice cui ambirebbe, e finisce per restare imprigionato nel troppo poco soddisfacente campo degli esercizi di stile fini a se stessi.
Un pò come i suoi protagonisti, che piangono sul giorno "più infelice delle proprie vite" e finiscono per ridursi come criceti proprio mentre il roditore che speravano di avere eliminato - il tarlo della società? - riconquista la libertà, proprio di fronte ad un tacito accordo che i figli paiono aver ricevuto in eredità dai propri genitori - e futuri se stessi -.

MrFord

"Your cruel device
your blood, like ice
one look could kill
my pain, your thrill."
Alice Cooper - "Poison" -
 
 
 

34 commenti:

  1. aaaaaaaaah mannaggia, va bene sai che faccio io? Lo vedo lo stesso, vediamo come risulta, secondo te era meno ispirato del solito Polanski o è colpa del cast?

    RispondiElimina
  2. sono d'accordo con te, MrFord.
    il film è ben girato, ben recitato, ben scritto e tutto il resto, ma dov'è quella potenza devastratrice, dissacrante e dirompente che ci si potrebbe- lecitamente- aspettare da un canovaccio così?
    per carità, sono tutte idee buone quelle messe su schermo, ma come dici giustamente te è "una cattiveria che, a mio parere, è già ben evidente nella realtà che ognuno di noi vive quotidianamente all'interno dell'intricata matassa di relazioni sociali che intratteniamo". punto.
    non c'è sconvolgimento, anzi- a tratti- è quasi dolorosamente formale, borghese come i personaggi che vorrebbe massacrare.

    RispondiElimina
  3. Arwen, Polanski va sempre visto, su questo non ci devono essere dubbi.
    Semplicemente, questa volta, il regista pare essersi compiaciuto quel tantino di troppo.

    Einzige, ci troviamo d'accordo su tutta la linea. Il tuo commento è una versione condensata del mio post. Ci siamo capiti al volo.

    RispondiElimina
  4. toh, una voce "critica" in un coro di elogi. non so, ancora devo vederlo, polanski in generale non è tra i miei di culto, alcune cose sì, altre molto meno... ma lo vedrò sicuramente prima o poi :)
    ciao

    RispondiElimina
  5. lo vedrò comunque, anche se si iniziano a percepire i primi segni di "bollitura", da come dici tu.
    Mi scuso in anticipo per lo spam, ma ti segnalo la mia vecchia/nuova avventura, avendo sospeso a tempo indeterminato il mio blog: se ti va, adesso puoi trovarmi qui: http://wudoctor.blogspot.com/
    Ciao

    RispondiElimina
  6. ancora non l'ho visto, speravo tantissimo in qualcosa di soddisfacente, tra recensioni positive e cast stellare...

    RispondiElimina
  7. Mmm e io che pensavo di fare il mio ritorno sulle poltroncine del cinema con questo film... e invece me lo demolisci così. Dai soldi risparmiati :)

    RispondiElimina
  8. Roby, una visione la vale comunque, ma certo non lo considero uno dei Polanski migliori.

    Harmonica, verrò a dare un'occhiata dalle tue nuove parti. Le nuove avventure vanno sempre sostenute!

    Vincent, anche io avevo grandi aspettative. Forse sono rimasto deluso anche per quello. ;)

    Pesa, se devi fare ritorno sulle poltroncine, scegli Drive, che è una bomba totale. Lì sì, che si fanno davvero "massacri".

    RispondiElimina
  9. non ancora visto, però sono contento di vedere un'opinione contro visto che finora ne avevo sentito parlare solo bene.
    poi, detto questo, è probabile che invece a me piacerà :)

    RispondiElimina
  10. stai scherzando veroooo?Dissento, in maniera totale e completa. Lam morte e la fanciulla è stato meraviglioso, ma altro genere,altra storia. "Carnage" ritengo sia una delle cose migliori mai viste da un bel pò, andrebbe visto solo per la performance mostruosa dei quattro attori.

    RispondiElimina
  11. mi fido. lo salto a piè pari! ;)

    RispondiElimina
  12. Cannibale, ho dato il via al trend che ci porterà alla nostra Blog war contro il mondo! ;)
    Per il resto, poi, è probabile che alla fine a te piacerà, giusto per non farci mancare la nostra sana rivalità.

    Newmoon, di mostruosa, nella performance degli attori, ho visto soltanto la somiglianza con le loro migliori interpretazioni precedenti. Vogliamo mettere la Winslet in Holy smoke o The reader? O il Waltz di Bastardi? Non scherziamo! ;)
    Per il resto, un'ottima confezione senza il mordente dei migliori Polanski.

    Stargirl, secondo me una visione si può tranquillamente concedere. Solo non aspettarti il Capolavorone del secolo, perchè ne siamo ben lontani. ;)

    RispondiElimina
  13. Concordo con la Winslet di The Reader, per carità, ma sul Waltz di Bastardi, film a mio parere sopravvalutatissimo, dissento.. lo preferisco molto di più qua...

    RispondiElimina
  14. Purtroppo Polanski è arrivato a quel livello per cui nessuno si prende la briga di dire mai che un film è anche solo medio. Sei coraggioso. Credo che lo vedrò comunque, non perchè non mi fido, ma per gusto del dibattito.

    RispondiElimina
  15. Newmoon, il vecchio Quentin e i suoi Bastardi al Polanski di Carnage fanno mangiare fior di polvere! ;)

    Gae, concordo in pieno, e ti ringrazio del complimento. Ad ogni modo, avrei davvero voluto parlarne meglio, considerate le aspettative che avevo.
    Concordo con te anche rispetto alla questione del dibattito, senza contare che è sempre giusto, se si ha voglia, farsi una propria idea di una visione, a prescindere da quello che si può leggere in giro!

    RispondiElimina
  16. Questa volta ti stringo la mano, da vero cowboy, e ti offro da bere: la tua recensione anticipa in maniera impressionante la recensione che presto apparirá sul mio blog! Sembra un plagio anticipato!:D
    Finalmente qualcuno che lo smonta, dopo aver letto solo lodi. Forse non sono pazzo allora, ad averlo trovato deludente!

    RispondiElimina
  17. Io faccio parte del coro di elogiatori invece.
    A chi decide di non andarlo a vedere dopo aver letto la tua recensione, mi permetto di dire che è sempre meglio "tastare con mano" prima di evitare a prescindere un film che, con tutti i suoi difetti, è sicuramente uno dei migliori in circolazione di questi ultimi tempi.
    Aggiungo che posso capire benissimo l'opinione contraria di chi si aspettava una satira ferocissima o qualcosa di assolutamente innovativo: effettivamente Carnage è "plain", semplicissimo e teatrale, ma a me è piaciuto molto anche per quello!
    Quanto all'interpretazione di Waltz, che io amo... eh beh, effettivamente in Inglorious Basterds da il bianco, è semplicemente insuperabile. Ma è il migliore anche in Carnage, via u__u

    RispondiElimina
  18. Ma noooo, non date retta a Mr Ford, che è un bel film, molto divertente. E portare sullo schermo grande una piece teatrale non è cosa facile e Polanski ci è riuscito egregiamente. Anzi, dirò SINANCHE che mi è piaciuto più di The Ghost Writer pensa un po'(bottigliatemi pure, ma sono irremovibile!).

    RispondiElimina
  19. Perso, non sia mai che io, da vero cowboy, rifiuti una stretta di mano e una bevuta! E ci facciamo anche un brindisi alla faccia di Carnage! ;)

    Bolla, posso capire il tuo punto di vista, e sostengo anche una visione a prescindere del film. Se non altro, come dice Gae, per il piacere del dibattito.
    Ad ogni modo, io resto convinto che quel "plain" stia un pò per "insipido", in questo caso. ;)

    Crespa, considerati felicemente bottigliata dopo aver espresso la preferenza di Carnage sul decisamente migliore The Ghost Writer! ;)
    Ad ogni modo, questo è sicuramente un bel film, ma nel caso di Polanski e dei temi trattati, un bel film e basta non basta! :)

    RispondiElimina
  20. ancora mi manca, ma sei effettivamente il primo che lo distrugge... ora sono ancora più curioso di vederlo :D

    a polanski una visione bisogna sempre concedergliela!

    RispondiElimina
  21. Ford hai detto le parole magiche, Polanski è tra i miei preferiti, magari sarà un gradino più sotto dei film che ha girato prima ovvio, ma voglio comunque dargli un occhiata...

    RispondiElimina
  22. Frank, una visione ci sta alla grande: sono curioso di vedere che ne penserai tu!

    Arwen, Polanski è un grandissimo, ma questa volta, per me, è rimasto ben al di sotto delle sue potenzialità!

    RispondiElimina
  23. l'unico film di polanski che ho visto dall'inizio alla fine è il pianista.

    RispondiElimina
  24. Ciku, per questo potresti prendere un sacco di bottigliate. E non ti dico da chi. ;)

    RispondiElimina
  25. io invece l'ho trovato geniale: spietato, ridicolo, bastardo, cinico, insomma pazzesco :)

    RispondiElimina
  26. Margherita, io le intenzioni ce le ho messe tutte: ma per me il Polanski geniale è davvero ben altro! ;)

    RispondiElimina
  27. mi manca ancora ma la tua voce fuori dal coro mi piace.. vedremo..

    RispondiElimina
  28. Lorant, attendo di sapere cosa ne pensi tu.
    Staremo a vedere!

    RispondiElimina
  29. il vero film sopravvalutato dell'anno è The Tree of Life.

    RispondiElimina
  30. Chicken, su questo siamo più che d'accordo.
    Vedi di passare più spesso da queste parti e di followarti, se non vuoi prenderti un pò delle bottigliate normalmente riservate al Cannibale! ;)

    RispondiElimina
  31. Ciao fratellozzo, finalmente l'ho visto ieri sera.
    Cazzo a me è piaciuto un botto.
    Ma proprio UN BOTTO.

    Vero, non dice niente di nuovo e non lo dice neanche con tutta 'sta forza come lo descrivevano, però quello che ha da dire lo dice molto bene.

    Jodie Foster da sopprimere in 'sto film.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Fratello, sarà che sono affezionato al Polanski vero, ma questo a me non ha convinto proprio per nulla.
      Si guarda, certo, ma c'è qualcosa di stonato, rispetto alle potenzialità del regista. Un vero peccato.

      Comunque, ci vediamo o no!? Perchè sul serio devo dirti una cosa importante!

      Elimina
  32. A me non è dispiaciuto. Certo non è assolutamente un capolavoro assoluto, ma è un film più che discreto, secondo me. La Foster non mi è piaciuta per niente. La Winslet non è malaccia, però ti giuro che Waltz, con sto telefonino, mi ha fatto, sì irritare, ma più volte mi ha fatto piegare in due dalla risate.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Denny, sarà che Polanski - come Cronenberg - mi aveva abituato bene, ma l'ho trovato più un esercizio di stile che altro.
      Spero non sia il segno dell'invecchiamento di un Autore tra i migliori degli ultimi quarant'anni.

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...