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lunedì 24 giugno 2019

White Russian's Bulletin


Nuova settimana e nuovo Bulletin insolitamente in orario rispetto all'uscita e insolitamente variegato in termini di proposte: a causa della breve vacanza al mare, infatti, ho potuto chiudere i conti con un romanzo che giaceva sul comodino da troppo tempo, tentare la strada della sala e quella delle serie televisive. Non tutto, purtroppo, ha però regalato emozioni e gioie dalle parti del Saloon. Forse è l'ora, una volta festeggiata l'estate con l'ennesimo passaggio su questi schermi de Il grande Lebowski, trovare titoli che non richiedano particolare impegno: i neuroni saranno in vacanza anticipata e non si rischieranno delusioni.


MrFord



SLEEPING BEAUTIES (Stephen&Owen King, USA, 2017)

Risultati immagini per sleeping beauties wikipedia

Regalatomi da Julez più o meno all'inizio dello scorso anno e subito iniziato, il romanzo a quattro mani scritto dal Re del terrore e da suo figlio - un genere di nepotismo che non apprezzo particolarmente per quanto, forse, nella sua posizione farei esattamente lo stesso per i Fordini -, nato per essere venduto come base per una serie televisiva, ha praticamente tutte le carte in regola per essere una di quelle letture da divorare: una trama non originalissima ma interessante, un interrogativo attuale - cosa combinerebbero gli uomini in un mondo privo o quasi di donne? -, momenti onirici ed altri violenti e reali. 
Eppure.
Eppure Sleeping Beauties non riesce mai ad ingranare la marcia, non incolla alla pagina e, soprattutto, non stuzzica affatto la curiosità di scoprire come andrà a finire. Nella pratica, non crea quella dipendenza che prodotti del genere dovrebbero creare quasi per contratto.
E dunque le seicento e oltre pagine sono diventate una sorta di tappa obbligata intervallata da qualche romanzo di più veloce scorrimento nell'ultimo anno e mezzo, chiuse proprio nel viaggio in treno che mi ha portato dal resto dei Ford. Una liberazione, per quanto mi dispiaccia ammetterlo.




HELLBOY (Neil Marshall, USA/UK/Bulgaria, 2019, 120')

Hellboy Poster

Chi frequenta il Saloon da un pò ben conosce la stima che io nutra per Neil Marshall dai tempi dell'ottimo esordio Dog Soldiers e dello strepitoso The Descent, che ho mantenuto negli anni nonostante il calo nella resa dei suoi lavori sia risultato anno dopo anno evidente.
Il rilancio di Hellboy, charachter creato da Mike Mignola e portato benissimo sullo schermo qualche anno fa da Guillermo Del Toro, poteva essere l'occasione della vita per il regista scozzese di tornare a fare parlare di sé in positivo: peccato che questo Hellboy convinca poco, risulti confusionario e privo di spessore, troppo preoccupato di seminare in vista della creazione di un eventuale franchise ma davvero poco convincente sia se guardato dal punto di vista del cinecomic a largo consumo che da quello della proposta insolita e violenta di nicchia.
Un vero peccato, perchè il protagonista è un personaggio da homerun in termini di potenziale appeal, contrasti e scrittura, e in questa sede viene sfruttato davvero poco e male, finendo per risultare addirittura pesante, più che grottesco e magnetico.
Un'occasione sprecata che, purtroppo, segna e non poco il percorso di Marshall sul grande schermo, almeno per quanto riguarda il Saloon.




SUBURRA - STAGIONE 1 (Neftlix, Italia, 2017)

Risultati immagini per suburra stagione 1

Nata ispirandosi all'omonimo film e sull'onda lunga del successo di Gomorra, Suburra rappresentò, un paio d'anni or sono, la risposta di Netflix al successo targato Sky dei Savastano, poggiandosi sulle solide spalle, parlando di talento attoriale, di Alessandro Borghi, pronto con il sorprendente Giacomo Ferrara a prendere per mano un prodotto partito in sordina e forse artigianale rispetto al già citato Gomorra ma episodio dopo episodio divenuto sempre più interessante, principalmente grazie proprio al rapporto tra i personaggi di Aureliano e Spadino, interpretati rispettivamente dagli appena citati Borghi e Ferrara.
Il loro rapporto, nato nell'odio e sviluppatosi come un'amicizia che nasconde la situazione complicata di Spadino, è forse la cosa più interessante della stagione, a prescindere dalle sottotrame che vedono la Roma Capitale percorsa da intrighi che passano dalle sue strade ai salotti d'alto bordo, dal Vaticano fino alla Sicilia della Mafia: un quadro inquietante all'interno del quale i tre giovani protagonisti sono costretti a sopravvivere come pesci gettati dalla vasca di un acquario in un oceano popolato da squali.
Non parliamo di un titolo destinato a fare la storia del piccolo schermo, ma di un prodotto che, per chi ama il genere, rappresenta una buona alternativa made in Italy e, potenzialmente, potrebbe perfino fare "il grande salto". Un pò come i suoi protagonisti.


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