mercoledì 2 novembre 2016

Independence Day - Resurgence (Roland Emmerich, USA, 2016, 120')




Ricordo bene il periodo in cui uscì Independence Day.
Attraversavo l'adolescenza, non c'erano smartphones o internet, affittavo ancora vhs dal mitico Paolo - era da un pò che non lo citavo, mea culpa - e rimanevo colpito grazie alle prime pellicole pronte a stupire con effetti speciali che ai tempi risultavano mitici.
Una di queste fu senza dubbio, per l'appunto, Independence Day: le immagini del trailer con le astronavi aliene che distruggevano i principali monumenti sulla Terra lasciarono a bocca aperta tutti, e condussero ad una visione di gruppo in sala di quelle tipiche del sabato pomeriggio di allora, con giro in centro annesso e patatine che ci attendevano a visione ultimata, sperando magari di conoscere in giro qualche ragazza.
Non sapevo che, qualche anno dopo, la passione per il Cinema sarebbe letteralmente esplosa, e guardavo film principalmente per il piacere di avere a che fare con storie sempre nuove, non avevo pretese o alcuno strumento "tecnico": eppure Independence Day, fatta eccezione per le sequenze già mostrate dal trailer e la scena cult con Will Smith che prende a pugni in faccia l'alieno, non mi convinse granchè.
Intratteneva, certo, ma già allora sapevo non sarebbe certo diventato un mio cult - pur se trash - personale.
Alla notizia, pochi mesi fa, dell'uscita di un sequel, rimasi sconcertato: che bisogno c'era di riesumare gli stessi personaggi nonchè una nuova invasione a vent'anni dalla realizzazione del primo film?
Probabilmente nessuno, se non per il portafoglio di produttori ed autori.
Ed infatti questo Resurgence è stato puntualmente massacrato un pò dappertutto - e premiato anche da un discreto flop al botteghino -, quasi fosse un nuovo sport fare tiro al bersaglio con il lavoro di Emmerich, ormai specializzato in pellicoloni di grana grossa spesso e volentieri catastrofici: io stesso, nel recuperarlo, ho pensato che una bella bocciatura come si deve sarebbe stata praticamente ovvia e goduriosa, ed ho approcciato la visione proprio con questo spirito.
Eppure, lo confesso, proprio non ce la faccio, a voler male ad un film così.
Trash, retorico, già visto, fuori tempo massimo, a tratti involontariamente comico, a tratti volontariamente, Resurgence mi è parso solo un innocuo giocattolone senza alcuna pretesa, in grado di essere visto in qualsiasi condizione - la visione è trascorsa mentre intagliavamo le zucche per Halloween con il Fordino - e che è scivolato via in gran scioltezza, talmente sopra le righe da solleticare perfino la voglia nel sottoscritto e in Julez, anche considerato il finale aperto, di affrontare con un discreto hype - sempre in termini di schifezzone cosmiche - anche un eventuale terzo capitolo.
Dunque, tra un Hemsworth spaccone ed un vecchio Presidente che passa dallo status di quasi barbone reso pazzo dal ricordo degli alieni a perfetta versione sessantenne di un Top Gun, non sono mancate le care, vecchie risate pane e salame in casa Ford, pronte a far scattare un moto d'affetto per un film che è certo una porcheria grande e grossa ma che risulta proprio per il suo essere sincera in quello che è migliore di tanti altri blockbuster privi di anima usciti nel corso delle ultime stagioni: per quanto inutile, questo Resurgence rispolvera quantomeno lo spirito degli anni ottanta e di parte dei novanta, quando smartphones e internet non esistevano e si andava in sala pensando e sperando di assistere ad uno spettacolo da bocca spalancata.
Certo, in questo caso si deve mettere in conto che non sarà per gli effetti o la meraviglia, quanto più per il livello di trash, ma è comunque già qualcosa.
E poi, ammettetelo: anche il più radical dei radical, sotto sotto, avrà sognato almeno una volta nella vita di fare il culo quadro ad un alieno venuto per fare il bello ed il cattivo tempo sulla Terra.
Non sarà a pugni in faccia come fece Will Smith, ma è comunque già qualcosa, specie se si tratta di un "topo da laboratorio" vecchio e gay pronto a sfoderare il suo lato cazzuto all'uccisione del compagno - forse il passaggio più bello e socialmente significativo della pellicola -.
I tempi cambiano, ma certe cose regalano sempre un brivido.
Anche quando sono legate a filmacci di infima serie.




MrFord



 

9 commenti:

  1. Noi ci siamo divertiti a guardarlo,certo si dimentica in fretta,ma tant'è.

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    1. Senza dubbio, ma questi prodotti non servono certo per essere ricordati. :)

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  2. E figuriamoci se non salvavi (o quasi) 'sta schifezzona galattica.
    D'altra parte, dove c'è flop c'è Ford. Suona pure bene, potrebbe diventare il tuo nuovo slogan. ahahahah :D

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    1. Quindi io sono l'outsider e tu lo schiavo del mercato. A me va benissimo! ;)

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  3. Il primo a mio parere ha davvero una marcia in più, questo in fin dei conti non presenta nulla di nuovo se non astronavi più grandi, esplosioni più grandi e alieni più grandi (fichissima la scena nel deserto con il pullman e la regina gigante)... che poi non sarebbe neanche un male, il problema è che si dimentica il giorno dopo...

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    1. Verissimo, si dimentica in fretta, ma per quello che deve fare va bene così. Intrattiene e diverte, e non devo chiedere nulla di più, con robacciona così! :)

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  4. Anche io sono tra quelli che l'ha massacrato. Ma se lo si vede come trashata per riempire una serata, va pure bene. Il problema che questa volta hanno proprio esagerato con le megalomanie :P
    E' tutto più grosso e più rumoso ahah

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    1. Beh, del resto ci sono Emmerich, l'America e l'effetto sequel! :)

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  5. Verissimo, come al solito sei uno di quelli che ne capisce di più. Grande Bara. ;)

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